Il borgo antico di Conversano si stringe nel dolore, piangendo la scomparsa di un’anima gentile, un vero e proprio custode del tempo: Franco, l’indimenticabile proprietario e spirito vintage dell’amato Caffè dell’Incontro. Per anni, questo luogo non è stato un semplice bar, ma un rifugio incantato, un ponte sospeso tra passato e presente.
Varcarne la soglia, per residenti e turisti, era come compiere un salto magico nel tempo. Di fronte all’imponente Comune, il caffè dispiegava un’atmosfera d’altri tempi, avvolta da maestose volte a botte e percorsa dal freddo confortante delle chianche in pietra viva. Il tutto illuminato dal delicato, quasi sussurrante, luccichio di un lampadario di cristallo, che diffondeva una luce soffusa e avvolgente.
Franco era l’incarnazione perfetta di questa eleganza discreta. In giacca e cravatta,in camicia e farfallino, era una presenza silenziosa ma potente, capace di catturare ogni sguardo, ogni respiro. Senza mai proferire una parola di troppo, con una grazia innata e gesti calibrati, preparava i suoi gelati artigianali, piccole opere d’arte che deliziavano il palato.
Pura magia quel tuffo del gelato nella panna fresca montata artigianalmente e soave quel suo :granella?
Il suo sguardo nobile e il suo portamento raffinato incantavano chiunque, persino le nuove generazioni, abituate a un mondo più rumoroso e frenetico.
Alice, che lo ricorda con affetto, rimase colpita anni fa dalla sua riservatezza, da un’umiltà così lontana dalla ricerca di applausi e riflettori, e proprio per questo infinitamente più preziosa. Lei quando pubblicare contenuti digitali sui social non era ancora la norma chiese l’autorizzazione a poterlo filmare durante il suo lavoro e lui ne rimase quasi sorpreso.
Franco non si è limitato a raccogliere un’eredità; l’ha trasformata rendendo il Caffè dell’Incontro un simbolo indiscusso del commercio locale. Non era solo un punto di ritrovo per le chiacchiere e gli incontri quotidiani, ma una tappa irrinunciabile per i viaggiatori e un faro per i colleghi del settore.
Molti di loro consideravano una visita al suo caffè quasi un pellegrinaggio, un gesto di profondo rispetto verso un vero maestro.
Con una passione inesauribile e un carisma discreto, Franco ha ispirato e plasmato innumerevoli persone, donando loro il coraggio di seguire le proprie aspirazioni e aprire nuove attività.
In ogni locale sorto dal suo insegnamento, si può ancora percepire un frammento della sua visione, un’eco della sua eleganza e del suo inimitabile modo di affrontare la vita.
Franco era un uomo d’altri tempi, contraddistinto da una classe innata, un passo lento e sicuro, una voce che era una carezza. Non aveva bisogno di ostentare, perché la sua vera grandezza risiedeva nella sua pura, ineffabile presenza.
Con la sua scomparsa, si chiude un capitolo prezioso nella storia di Conversano. Un racconto che, seppur non potrà più essere scritto allo stesso modo, continuerà a vivere, vibrante e luminoso, nei ricordi e nelle anime di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociare il suo cammino.
Viviana Miccolis
