Categoria: Ultim’ora

  • Parma, docenti aggrediti e picchiati da studenti: “E non chiamare il 113”

    Parma, docenti aggrediti e picchiati da studenti: “E non chiamare il 113”

    (Adnkronos) – Due docenti dell’Itis Leonardo Da Vinci di Parma sono stati aggrediti da alcuni studenti fuori dalla scuola. L’aggressione è stata documentata da un video registrato da un altro studente e rilanciato sui social dalla deputata Gaetana Russo. Nel video, il gruppo di studenti circonda un docente che viene colpito a calci e pugni. Gli studenti si accaniscono anche contro un altro docente, tra le risate di chi riprende tutto al cellulare. “Sto per chiamare il 113”, dice un docente prima di essere aggredito. “Non chiami nessuno”, la risposta di uno dei giovani aggressori. 

    L’istituto ha pubblicato una nota al riguardo a firma del dirigente scolastico Giorgio Piva. “In relazione all’episodio diffuso a mezzo video sui social che ha visto coinvolti due docenti aggrediti da un gruppo di studenti fuori dalla scuola, -riferisce la nota della scuola- si rappresenta che Itis Leonardo da Vinci da sempre opera un’azione educativa volta al rispetto dei ruoli, delle persone e delle regole. Proprio in virtù di questo, nella consapevolezza della gravità di quanto accaduto e della circostanza che la scuola non può abdicare alla sua funzione educativa, si procederà ad investire gli organi collegiali competenti della valutazione di opportuni provvedimenti disciplinari, sempre volti ad una logica educativa, ferme restando le valutazioni di pertinenza di altre istituzioni”. 

    “Evidenzio come il sig. Ministro dell’Istruzione e del Merito, Prof. Giuseppe Valditara si sia tempestivamente interessato a quanto accaduto e mi abbia personalmente coinvolto in una approfondita riflessione al fine di meglio supportare la comunità scolastica dell’Itis Leonardo da Vinci esprimendo, inoltre, grande vicinanza alla comunità stessa, ed in particolare, ai docenti convolti”, conclude la nota. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Cinema, Iervolino presenta un’offerta vincolante per l’acquisizione del 100% degli asset di Sipario Movies

    Cinema, Iervolino presenta un’offerta vincolante per l’acquisizione del 100% degli asset di Sipario Movies

    (Adnkronos) – Andrea Iervolino comunica di aver formalizzato, in data 14 maggio 2026, un’offerta vincolante finalizzata all’acquisizione del 100% degli asset di Sipario Movies S.p.A., nell’ambito di una proposta strutturata per essere attuata attraverso una procedura di concordato preventivo in continuità aziendale. L’operazione – riferisce una nota – è accompagnata da un piano industriale e finanziario che prevede la soddisfazione integrale (100%) di tutti i creditori sociali della società. La proposta si fonda su un articolato piano di rilancio industriale volto alla preservazione della continuità aziendale, del valore industriale della società, del know-how produttivo e dei livelli occupazionali. Elemento centrale dell’operazione è il conferimento in azienda di due importanti opere cinematografiche di proprietà del proponente, considerate idonee, per valore economico e prospettive di sfruttamento internazionale, a sostenere il riavvio operativo della società e il suo riposizionamento competitivo nel settore audiovisivo globale. 

    A ulteriore tutela del ceto creditorio, il piano è assistito da garanzie reali e finanziarie fino a 98 milioni di euro, espressamente dimensionate per assicurare la copertura integrale del passivo della società, incluse le esposizioni maturate nella precedente fase liquidatoria. L’operazione prevede inoltre apporti immediati di liquidità e il supporto di società di primario standing internazionale, che affiancano il proponente rafforzando la sostenibilità economica e finanziaria dell’intero progetto industriale. “Questa operazione rappresenta per me una scelta industriale e imprenditoriale di lungo periodo, costruita con l’obiettivo di preservare valore, occupazione e credibilità nei confronti del sistema finanziario e produttivo italiano. Si tratta di un progetto concreto, sostenuto da garanzie reali, asset industriali e partner internazionali, finalizzato a riportare Sipario Movies S.p.A. a essere un operatore competitivo e produttivo nel panorama cinematografico internazionale”, ha dichiarato Andrea Iervolino. 

    La proposta si inserisce in un contesto industriale e procedurale particolarmente rilevante. In data 27 maggio 2026 il Giudice Alessandro Nastri sarà chiamato a decidere in merito all’eventuale apertura della liquidazione giudiziale della società Sipario Movies S.p.A. Il professore Paolo Bastia è attualmente amministratore giudiziario della società nell’ambito della procedura in corso. Tra i recenti risultati industriali, il film “Stolen Girl”, prodotto da Sipario Movies S.p.A., ha raggiunto la posizione numero 1 su Amazon Prime Video in Italia. La società è inoltre associata a produzioni internazionali di rilievo quali “Ferrari”, “Lamborghini” e “Modì”, confermando la propria capacità di sviluppare opere cinematografiche con cast e talent internazionali di assoluto profilo. Il piano industriale e finanziario è finalizzato a creare le condizioni per un rilancio strutturale della società, con l’obiettivo di preservare e ricostruire un patrimonio industriale che coinvolgeva circa 150 tra dipendenti e collaboratori in Italia, oltre a consolidati rapporti con primari istituti finanziari nazionali e internazionali. 

     

    La proposta presentata prevede, tra gli elementi qualificanti: la soddisfazione integrale del ceto creditorio senza falcidie; garanzie reali e finanziarie fino a 98 milioni di euro; apporti immediati di liquidità; il conferimento di asset cinematografici internazionali già pronti a generare flussi economici; il supporto di partner industriali di standing globale; la tutela della continuità aziendale e del patrimonio professionale e produttivo della società. Andrea Iervolino comunica inoltre di aver conferito incarico a uno dei più autorevoli professionisti italiani nel settore del risanamento aziendale e delle procedure concorsuali affinché venga predisposta una opinion tecnica indipendente sull’intera struttura dell’operazione e sul piano di continuità. L’opinione tecnica sarà resa pubblica nei prossimi giorni e messa a disposizione del Tribunale, del Commissario Giudiziale, del ceto creditorio e degli organi di stampa. 

    Andrea Iervolino ribadisce infine la propria piena disponibilità a collaborare con il Tribunale, il Commissario Giudiziale e tutti i creditori nell’ambito della procedura, con l’auspicio che la proposta possa essere valutata esclusivamente sulla base della propria solidità industriale, finanziaria ed esecutiva, nell’interesse della continuità aziendale, dei lavoratori, dei creditori e del sistema produttivo nazionale. 

    —

    economia

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Tragedia alle Maldive, in Italia le salme dei sub: l’arrivo a Malpensa

    (Adnkronos) – Tragedia alle Maldive, sono rientrate oggi in Italia le salme degli altri 4 sub che hanno perso la vita durante una immersione in grotta. Si tratta della biologa marina Monica Montefalcone, docente all’università di Genova, della figlia Giorgia Sommacal, della ricercatrice Muriel Oddenino e del biologo marino Federico Gualtieri. Il corpo del padovano Gianluca Benedetti era già stato rimpatriato nei giorni scorsi. Nelle immagini, l’atterraggio del volo Turkish Airlines a Malpensa.  

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Caso Orlandi, De Priamo: “Emanuela a Londra? Una messa in scena”

    (Adnkronos) – “Insistere sulla scuola Ludovica da Victoria, sulle amiche di Emanuela, sulle compagne di corso, sui suoi ultimi spostamenti avrebbe consentito di partire dalla ragazza che molto probabilmente le prospettò la vicenda Avon, e arrivare ad unire i tasselli e a capire chi ha rapito Emanuela”. Il senatore Andrea De Priamo, che dopo l’elezione al vertice della Commissione Affari Costituzionali del Senato ha lasciato la presidenza della Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, traccia in un’intervista all’Adnkronos un bilancio del lavoro svolto finora dall’organismo, a pochi giorni dal passaggio del testimone con il neoeletto presidente Fabio Roscani. E parla anche della pista di Londra “costruita ad arte”. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Orlandi-Gregori, De Priamo: “Almeno tre allieve sanno chi parlò a Emanuela dell’Avon, pista di Londra costruita ad arte”

    Orlandi-Gregori, De Priamo: “Almeno tre allieve sanno chi parlò a Emanuela dell’Avon, pista di Londra costruita ad arte”

    (Adnkronos) – Le amiche di Emanuela Orlandi della scuola di musica, le ultime persone che Mirella Gregori vide prima di sparire. E ancora gli approfondimenti svolti sulle varie piste – da quella internazionale alla Banda della Magliana, da Londra al mondo del cinema di serie B – il senatore Andrea De Priamo che, dopo l’elezione al vertice della Commissione Affari Costituzionali del Senato, ha lasciato la presidenza della Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, traccia in un’intervista all’Adnkronos un bilancio del lavoro, svolto finora dall’organismo (GUARDA IL VIDEO), a pochi giorni dal passaggio del testimone con il neoeletto presidente Fabio Roscani.  

    – Senatore Andrea De Priamo, dopo oltre due anni, ha lasciato la presidenza della Commissione. Questo inciderà sull’andamento dei lavori?
     

    “Un uomo delle istituzioni deve accogliere la chiamata delle istituzioni quando arriva. Ovviamente mi è dispiaciuto lasciare la presidenza, ma sono convinto che non ci sarà nessuna discontinuità ferma restando ovviamente l’autonomia e la libertà del nuovo presidente di fare le sue scelte. Ho piena fiducia in Fabio Roscani, non solo perché l’ho letteralmente visto crescere sia politicamente che umanamente, ma perché è una persona di grande rettitudine morale e potrà fare un ottimo lavoro. Continuerò a far parte della Commissione, nel rispetto di tutti i ruoli, e darò un contributo anche perché questa vicenda mi ha avvicinato anche dal punto di vista emotivo. A mio avviso troppo spesso si dimentica che Emanuela e Mirella erano ragazze in carne e ossa, con i loro sogni, con le loro idee, con la loro vita davanti. Continuerò a seguire il caso anche nel rispetto delle famiglie che hanno trovato la forza di trasformare il dolore in voglia di giustizia e di verità”.  

    – Che bilancio traccia del lavoro fatto fino ad oggi?
     

    “Sono stati anni molto intensi e sono stato molto colpito dal riconoscimento unanime di tutte le forze politiche rispetto al metodo di lavoro messo in campo che ha portato a un clima di collaborazione. Abbiamo scelto di non privilegiare nessuna pista e di lavorare in parallelo su tutte quelle piste che avevano una credibilità almeno accettabile. Questo naturalmente ha comportato un grande impegno. Tutta la Commissione ha lavorato senza restare nel recinto del proprio pregiudizio di partenza e questo ha fatto sì che ci fosse un confronto serio e sensazioni condivise, al di là delle appartenenze politiche, rispetto ad alcune audizioni e, ad esempio, alla volontà di collaborazione di alcuni degli auditi e all’assoluta mancanza di volontà di collaborare di altri”. 

     – Quale idea si è fatto sulla scomparsa di Emanuela Orlandi?
     

    “Ci sono almeno tre ragazze dell’epoca della scuola di musica Ludovica da Victoria che, a mio avviso, erano al corrente della persona che aveva avviato, magari inconsapevolmente, Emanuela a subire l’inganno alla base della scomparsa. Insistere sulla scuola Ludovica da Victoria, sulle amiche di Emanuela, sulle compagne di corso, sui suoi ultimi spostamenti avrebbe consentito di partire dalla ragazza che molto probabilmente le prospettò la vicenda Avon, e arrivare a unire i tasselli e a capire chi ha rapito Emanuela”.  

    – E sul caso di Mirella Gregori?
     

    “Nel caso di Mirella sono mancati gli approfondimenti sia sul momento della sua scomparsa sia su cosa è successo davvero nel bar Italia, dove si fermò un quarto d’ora dopo che qualcuno le citofonò e scese di casa. Fin da subito sarebbe stato fondamentale insistere con tutti i protagonisti presenti in quel bar per capire esattamente quali erano stati i movimenti di Mirella. La prima cosa che balza agli occhi è questa: il tempo perso non ha aiutato”. 

    – All’epoca cosa non ha funzionato?
     

    “L’idea prevalente che mi sono fatto in questi anni di lavoro, e ci tengo a ripeterlo a un mese dal 43esimo anniversario della scomparsa di Emanuela e a un po’ di giorni dalla ricorrenza della scomparsa di Mirella, è che purtroppo le indagini, nella fase iniziale, hanno risentito di una mancanza di coordinamento anche perché all’epoca non esistevano delle norme introdotte successivamente. Come vale per tutti i casi di scomparsa, con una intensa attività nelle ore successive, sono certo che si sarebbe arrivati a una soluzione”. 

    – Cosa è emerso dal vostro lavoro rispetto all’ipotesi che la Banda della Magliana sia stata coinvolta?
     

    “Sul tema della Banda della Magliana, a mio avviso, i nodi non sono ancora sciolti. Appare evidente che difficilmente possa esserci un coinvolgimento di quella che potremmo definire nel suo insieme banda della Magliana perché una persona autorevole come l’ex magistrato Lupacchini, che ha dato un contributo fondamentale allo smantellamento di quella organizzazione criminale, non ha mai sentito da nessuno dei protagonisti di quel mondo alcun riferimento alla vicenda Orlandi e questo sicuramente ha una rilevanza. Tuttavia, ad oggi, ritengo che non si possa invece escludere un ruolo di De Pedis e di qualche suo sodale, come una sorta di ‘agenzia’ che potrebbe aver avuto un ruolo nella vicenda, nel rapimento o in qualche iniziativa che possa aver riguardato la sua scomparsa”. 

    – E quale valutazione può fare rispetto alla pista di inglese e all’ipotesi che Emanuela sia stata portata a Londra?
     

    “Il capitolo sulla pista di Londra ovviamente farà parte della relazione finale, ma siamo assolutamente in grado di evidenziare che Emanuela non è stata a Londra per lungo tempo, come quella pista voleva raccontare. Quella pista è stata costruita ad arte, anche se con un inganno e con un artifizio tecnico a mio avviso fatto da professionisti, e quindi sicuramente rientra tra quelle da escludere. La pista di Londra, a mio avviso, era innanzitutto un inganno verso Pietro Orlandi, che ricevette anche mail di una persona che si è finta Baioni, oggi defunto: noi abbiamo avuto modo di appurare che non era assolutamente lui a mandare quelle mail, quindi c’è stato un inganno alla famiglia di Emanuela”. 

    – Ma perché un inganno simile? Chi aveva interesse a deviare dalla verità?
     

    “Potrebbe entrare in vicende più ampie che hanno riguardato il Vaticano, come Vatileaks ed altri casi del genere, e che possono avere altri significati e messaggi rispetto a quelli legati alla vicenda Orlandi”. 

    – La Commissione ha invece escluso definitivamente la pista che legava i casi di Emanuela Orlandi e di Mirella a quelli di altre numerose ragazze delle quali era stata denunciata la scomparsa in quel periodo e su una presunta ‘tratta delle bianche’. Perché?
     

    “L’azione più importante che può svolgere questa Commissione è quella di ‘ripulire’ questa vicenda dalle piste frutto di logiche di vario tipo, ma anche dalla volontà di seguire la spettacolarizzazione della vicenda. Poteva essere sicuramente ‘affascinante’ l’idea di un serial killer che aveva fatto sparire, oltre a Emanuele e Mirella, decine di altre ragazze e questo nasceva da un’analisi della procura dell’epoca rispetto all’allontanamento di molte ragazze. Attraverso la collaborazione degli agenti di collegamento della polizia, abbiamo verificato che questa pista semplicemente non esisteva perché quelle ragazze, in realtà, avevano fatto tutte ritorno a casa nel tempo; questo è sicuramente un risultato importante”.  

    – La Commissione ha trovato un appunto scritto di Emanuela dove si citava un luogo sulla Cassia, ‘il Montaggio delle attrazioni’. Quale collegamento c’è con quel posto?
     

    “I carabinieri del Ros, che collaborano con la Commissione, hanno fatto un lavoro preziosissimo che ci ha condotto ad un luogo – ‘Il montaggio delle attrazioni’ – che Emanuela cita in un suo appunto di circa un mese prima di sparire. Era fondamentalmente un cineforum sul quale non c’è una sola persona, né della famiglia né della classe né delle amicizie personali, che abbia potuto riferire nulla. Resta quindi un punto interrogativo, che si unirà ai tanti altri su questa vicenda. La Commissione non ha trovato alcun riscontro al fatto che Emanuela sia andata in quel cineforum, ma nemmeno a un’iniziativa per andarci con la scuola”. 

    – Però negli ultimi mesi i lavori della Commissione si sono concentrati molto sul mondo dei cosiddetti ‘cinematografari’. Perché?
     

    “Più in generale emerge un mondo legato al cinema di serie B, in alcuni casi anche pornografico, che in quegli anni esercitava una sorta di reclutamento, anche attraverso forme di adescamento, che in qualche modo hanno interessato anche gli ambienti della scuola Ludovica da Victoria. Tuttavia, ad oggi manca un collegamento concreto tra questo mondo ed Emanuela, checché se ne dica o checché ne dicano alcuni colleghi”.  

    – In questo filone si inserisce la figura del misterioso ‘Felix’, cosa avete scoperto?
     

    “Questa è una pista molto cara al vicepresidente della Commissione (Roberto Morassut ndr) e, nell’ottica del rispetto e del lavoro plurale, l’abbiamo approfondita. Ad oggi di Felix Welner si sono perse le tracce in quanto pare che, negli ultimi anni, vivesse come un barbone. È un lavoro da continuare, ma ad oggi non ci sono riscontri di collegamenti tra Felix Welner e la scomparsa di Emanuela: è vero che lui avesse avvicinato la sorella Federica, ma proprio per questo fu oggetto di attenzione dal giudice Sica e poi ritenuto estraneo alla vicenda. Abbiamo riscontro del fatto che questo soggetto, come altri, svolgesse un’azione di adescamento in generale”. 

    – Ritiene che la scomparsa di Emanuela, cittadina vaticana, vada inserita nella situazione geopolitica di quegli anni?
     

    “Personalmente mi colpisce il fatto che il giorno in cui Emanuela scompare, Giovanni Paolo II sta facendo uno dei viaggi che cambieranno la storia, quello in Polonia, da cui poi partirà il primo tassello che porterà alla caduta del muro di Berlino. La cosiddetta ‘pista internazionale’ è stata forse frettolosamente messa da parte. E viene considerata da molti, oggi, una sorta di depistaggio. Io di questo non sono così sicuro e penso che andrebbe ulteriormente approfondita. Indubbiamente ci poteva essere tutto l’interesse a fare pressioni sul Vaticano in quei giorni sia per le azioni che Giovanni Paolo II stava mettendo in campo sia per il processo sull’attentato a Giovanni Paolo II. Come sostiene il giudice Ilario Martella, ci poteva essere interesse a un’operazione di ‘distrazione di massa’ e ad una pressione sul Vaticano’ ma anche sulle istituzioni italiane rispetto a quel processo. È un fatto che il processo si è concluso come chi poteva avere un certo interesse avrebbe auspicato”. 

    – Secondo lei non è vero che il Vaticano non ha collaborato. Perché?
     

    “Il Vaticano, in questa indagine nostra, non ha avuto un atteggiamento di chiusura tant’è che abbiamo audito importanti personaggi di quel mondo, come Giani e Alessandrini (ex vertici della Gendarmeria ndr), padre Lombardi, mons. Miserachs nonché don Pietro Vergari. Sono convinto che nella fase finale dell’indagine saranno importanti alcune altre audizioni che possono riguardare quel mondo e che ancora non abbiamo fatto come, ad esempio, Raoul Bonarelli per il caso di Mirella”. 

    – C’è chi invece guarda a una pista amical-familiare che tira in ballo un presunto ruolo dello zio di Emanuela. Che idea si è fatto?
     

    “Come ho avuto modo di dire anche a Pietro Orlandi, che stimo perché si batte per la verità e la giustizia con grande determinazione, il dovere della Commissione è quello di affrontare tutte le piste che abbiano una credibilità. Lo abbiamo fatto e immagino continueremo a farlo anche sulla pista amical-familiare rispetto alla quale ho personalmente dei dubbi”. 

    – Perché?
     

    “Un coinvolgimento di Meneguzzi significherebbe che di fatto tutta la vicenda Avon non è mai esistita e quindi non si capirebbero le testimonianze del vigile e del poliziotto che hanno visto Emanuela davanti al Senato con l’uomo ‘Avon’. E non si spiegherebbe neppure perché Emanuela in precedenza sarebbe stata seguita, come accertato. Ci sono delle evidenti incongruenze tuttavia ci sono anche degli elementi suggestivi, a mio avviso, legati anche ai rapporti tra Meneguzzi (lo zio di Emanuela ndr) e il suo superiore Peruzy, all’epoca alto funzionario della Camera ed oggi deceduto, che indipendentemente dalla vicenda Orlandi, a mio avviso andrebbero approfonditi”. 

    – I casi di Emanuela e Mirella sono collegati o no tra loro?
     

    “Se dovessi dare una percentuale, direi che al 70% i due casi (di Emanuela e di Mirella, ndr.) sono separati, al 30% potrebbero essere collegati. In questi mesi, forse, potremmo portare questa percentuale ad un 100%. La sensazione prevalente è che siano due vicende separate. Tuttavia, rimane qualche dubbio legato alla telefonate che furono fatte al bar della famiglia Gregori con riferimenti all’abbigliamento di Mirella”. (di Sara Di Sciullo) 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Lavoro, Calderone: “Salario giusto senza limiti a contrattazione”

    Lavoro, Calderone: “Salario giusto senza limiti a contrattazione”

    (Adnkronos) – “Il decreto primo maggio del 2026 introduce il concetto del salario giusto. Non abbiamo vouto porre limiti alla contrattazione, abbiamo individuato un percorso e un parametro. Il salario minimo, invece, lo dice la parola stessa, è minimo. Nel momento in cui abbiamo abbiamo affermato il concetto importante che un Paese come l’Italia ha un livello di copertura della contrattazione collettiva così importante non si può pensare di mortificare tutto questo percorso introducendo un salario minimo per legge”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Marina Calderone, dal palco del Festival del lavoro.  

    “E’ importante portare tante donne al bordo -ha continuato-, sta aumentando l’occupazione femminile ma dobbiamo colmare il differenziale che ci vede lontano dalla media europea. Per farlo dobbiamo creare servizi di qualità per la conciliazione vita familiare. Che però non è solo un tema per donne, altrimenti continuiamo a fare un passo indietro. Si deve investire sulla conciliazione famigliare e sulla condivisione dei ruoli”.  

    “Gli emendamenti sono circa 500. Li stiamo esaminando tutti, ci stiamo lavorando. L’intervento fatto già di per sé è molto ma molto significativo e molto importante. Poi valutiamo gli emendamenti, ovviamente tenendo conto di quello che deve essere poi l’assetto complessivo della norma”.  

    “Io credo che la norma così come il decreto legge 62 -ha continuato- abbia già dato delle risposte molto importanti in termini ovviamente di scelta anche sul riferimento al salario giusto come strumento per garantire quelle retribuzioni che valorizzino tutti quelli che sono gli aspetti importanti di una contrattazione collettiva. Scegliere di ancorare al salario giusto gli incentivi pubblici, così come ha detto la presidente Meloni qui nel suo video di apertura, è importante perché è un segnale che il governo vuole dare in termini anche di coerenza con quello che è stato tutto il nostro percorso. Noi abbiamo sempre detto che il salario minimo per noi non era la risposta perché guardavamo alla contrattazione collettiva, alla contrattazione collettiva di qualità”.  

    “Per noi è importante ovviamente portare a compimento la riforma. Sono riforme complesse, interessano categorie che hanno un peso importante per quello che è il supporto e l’apporto che portano al nostro Paese, alle imprese e ai lavoratori. Quindi certamente c’è il massimo impegno del governo, ma io credo anche di tutta la maggioranza parlamentare, per arrivare alla conclusione del percorso, per poi dare l’avvio ovviamente alla fase invece di scrittura e di presentazione dei decreti legislativi”.  

    “Per il momento -ha continuato- posso dire di non essere preoccupata sui tempi e invece di essere molto fiduciosa del percorso parlamentare che stiamo portando avanti, sia per quanto riguarda il disegno di legge di riforma dell’avvocatura, che per quanto riguarda il disegno di legge, certamente molto più complesso perché riguarda ben 15 categorie professionali, che è quello generale. Però le professioni italiane hanno un ruolo importante, meritano un’attenzione, dei provvedimenti altrettanto importanti”, ha rimarcato.  

    “La stagione delle riforme in materia di professioni si era fermata nel 2012 con il Dpr 137. Era giusto, dal nostro punto di vista, tener conto che quando svolgi un servizio al Paese devi avere anche la giusta attenzione, ma soprattutto anche la giusta regolamentazione che non può non tener conto di quanto stia cambiando il mondo del lavoro e conseguentemente anche di quali siano le sfide, soprattutto per i professionisti. Oggi si è parlato di intelligenza artificiale, innovazione tecnologica. Tutto questo ovviamente non può non interessare anche categorie professionali così importanti”, ha concluso. 

    —

    economia

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Pensioni, Calderone: “Intervento in manovra? Ancora presto per parlarne”

    Pensioni, Calderone: “Intervento in manovra? Ancora presto per parlarne”

    (Adnkronos) – Ci sono possibilità di un intervento sulle pensioni nella prossima manovra? “E’ ancora presto per parlare del fascicolo di bilancio. Tutti i ministeri ovviamente stanno facendo le valutazioni, per cui io credo che dovremo attendere un po’ per comprendere anche quelli che saranno ovviamente i margini di manovra e soprattutto quelle che saranno le cifre della manovra. Per noi sul fronte lavoro vuol dire certamente anche dare continuità a quelli che sono dei provvedimenti che abbiamo assunto sia con la legge di bilancio 2026 che ovviamente col decreto 62, che dovete leggere come assolutamente in continuità rispetto alla legge finanziaria fatta all’inizio di quest’anno”. Così Marina Calderone, ministro del Lavoro, a margine del Festival del Lavoro in corso a Roma. 

    Calderone ha ricordato che “abbiamo investito sul rinnovo dei contratti collettivi attraverso l’individuazione di una aliquota omnicomprensiva di imposta, quindi su questo io credo che per sostenere ancora la stagione dei rinnovi bisognerà ulteriormente mantenere attenzione”, ha concluso.  

     

     

    “Gli emendamenti sono circa 500. Li stiamo esaminando tutti, ci stiamo lavorando. L’intervento fatto già di per sé è molto ma molto significativo e molto importante. Poi valutiamo gli emendamenti, ovviamente tenendo conto di quello che deve essere poi l’assetto complessivo della norma”, ha poi spiegato sugli emendamenti in Parlamento al decreto sul salario giusto. 

    “Io credo che la norma così come il decreto legge 62 -ha continuato- abbia già dato delle risposte molto importanti in termini ovviamente di scelta anche sul riferimento al salario giusto come strumento per garantire quelle retribuzioni che valorizzino tutti quelli che sono gli aspetti importanti di una contrattazione collettiva. Scegliere di ancorare al salario giusto gli incentivi pubblici, così come ha detto la presidente Meloni qui nel suo video di apertura, è importante perché è un segnale che il governo vuole dare in termini anche di coerenza con quello che è stato tutto il nostro percorso”, ha continuato. 

    “Noi abbiamo sempre detto che il salario minimo per noi non era la risposta perché guardavamo alla contrattazione collettiva, alla contrattazione collettiva di qualità”, ha concluso. 

    —

    economia

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Ivanka Trump nel mirino di un terrorista addestrato dai pasdaran, la rivelazione del New York Post

    Ivanka Trump nel mirino di un terrorista addestrato dai pasdaran, la rivelazione del New York Post

    (Adnkronos) –
    Ivanka Trump, figlia del presidente americano Donald Trump, sarebbe stata nel mirino di un terrorista addestrato dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc), deciso a vendicare l’uccisione del generale Qasem Soleimani, eliminato dagli Stati Uniti in un raid a Baghdad nel gennaio del 2020. Lo riferisce il New York Post, secondo cui il 32enne iracheno Mohammad Baqer Saad Dawood Al-Saadi avrebbe “giurato” di uccidere Ivanka e sarebbe riuscito a ottenere una planimetria della sua residenza in Florida. Secondo fonti citate dal quotidiano, Al-Saadi avrebbe detto che “uccidere Ivanka avrebbe significato bruciare la casa di Trump come lui ha bruciato la nostra”. L’uomo avrebbe inoltre pubblicato sui social una mappa della zona residenziale in cui Ivanka vive con il marito Jared Kushner, accompagnata da minacce in arabo contro la famiglia Trump e i servizi segreti americani. 

    Al-Saadi, ritenuto vicino alle milizie sciite Kata’ib Hezbollah e ai pasdaran, è stato arrestato in Turchia il 15 maggio scorso ed estradato negli Stati Uniti. Il Dipartimento di Giustizia americano lo accusa di aver coordinato o pianificato almeno 18 attacchi e tentativi di attentato tra Europa e Nord America contro obiettivi statunitensi ed ebraici. Tra gli episodi contestati, il Post cita il lancio di molotov contro la Bank of New York Mellon ad Amsterdam, un accoltellamento di due cittadini ebrei a Londra e una sparatoria presso il consolato Usa di Toronto. Le autorità federali lo collegano inoltre a incendi dolosi contro luoghi di culto ebraici in Belgio e nei Paesi Bassi.  

    Secondo Entifadh Qanbar, ex addetto militare dell’ambasciata irachena a Washington, Al-Saadi sarebbe cresciuto a Baghdad e successivamente addestrato in Iran dai pasdaran dopo la morte del padre, il generale iraniano Ahmad Kazemi. Qanbar sostiene che il sospetto terrorista avrebbe usato una presunta agenzia di viaggi religiosi per spostarsi all’estero e creare collegamenti con cellule estremiste. Al-Saadi era molto attivo sui social, dove pubblicava immagini di simboli militari iraniani e messaggi di sostegno a Soleimani. Attualmente si trova detenuto in isolamento nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn.  

    —

    internazionale/esteri

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Lavoro, De Luca: “Festival 2027 a fine aprile in coincidenza del 1° maggio alla Nuvola di Roma”

    Lavoro, De Luca: “Festival 2027 a fine aprile in coincidenza del 1° maggio alla Nuvola di Roma”

    (Adnkronos) – “A fine aprile, in coincidenza del 1° maggio, il prossimo anno si terrà il Festival del lavoro, sempre alla Nuvola di Roma”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca, concludendo il Festival del lavoro, la manifestazione dei consulenti del lavoro in corso alla Nuvola all’Eur a Roma. 

     

    —

    economia

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Cannes, conto alla rovescia per la Palma d’oro: il toto vincitorinews dalla nostra inviata

    (Adnkronos) – La Croisette si prepara a celebrare i vincitori del 79esimo Festival di Cannes, che saranno annunciati questa sera alle 20.15 al Grand Théâtre Lumière. A condurre la cerimonia sarà l’attrice Eye Haïdara, già padrona di casa all’apertura. I verdetti più attesi arriveranno dalla giuria internazionale presieduta dal cineasta sudcoreano Park Chan‑wook e composta da Demi Moore, Ruth Negga, Laura Wandel, Chloé Zhao, Diego Céspedes, Isaach De Bankolé, Paul Laverty e Stellan Skarsgard. 

    La Palma d’Oro sarà consegnata da Tilda Swinton, mentre gli altri riconoscimenti saranno annunciati da Geena Davis, Xavier Dolan, Pierfrancesco Favino, Gael García Bernal, Nadine Labaki e Zoe Saldaña. Nel corso della serata verrà conferita anche la Palma d’Oro Onoraria a Barbra Streisand che, come già comunicato, non potrà essere presente. “Su consiglio dei miei medici, mentre continuo a riprendermi da un infortunio al ginocchio, purtroppo non potrò partecipare al Festival”, aveva dichiarato in una nota diffusa qualche giorno fa. Su sua richiesta, sarà Isabelle Huppert a ritirare il premio e a pronunciare un breve discorso. 

    Mentre la dodicesima giornata è dedicata alle repliche dei film del Concorso, sulla Croisette impazza il Toto‑Palma. Cinque titoli sembrano essere in pole position: ‘Coward’ di Lukas Dhont, che segue un gruppo di soldati sul fronte belga della Prima guerra mondiale e trova nell’arte una via di fuga dagli orrori; ‘La bola negra’ di Javier Calvo e Javier Ambrossi, accolto da venti minuti di applausi, che esplora desiderio, sessualità e pregiudizio attraverso la storia di tre uomini di tre epoche; ‘All of a Sudden’ di Ryusuke Hamaguchi, che intreccia capitalismo, fine vita, empatia e sistemi di cura; ‘Fatherland’ di Pawel Pawlikowski, viaggio in bianco e nero di Thomas Mann e della figlia Erika nella Germania divisa della Guerra Fredda; e ‘Minotaur’ di Andrey Zvyagintsev, film che il regista definisce pacifista e che racconta le conseguenze della guerra nella vita coniugale, in aperta opposizione al regime di Putin. 

    Ma non mancano le variabili capaci di ribaltare le previsioni: l’outsider ‘Hope’ di Na Hong‑jin, ‘Amarga Navidad’ di Pedro Almodóvar e ‘Notre salut’ di Emmanuel Marre. Sul fronte interpreti, i pronostici sono più netti: Javier Bardem sembra avere la strada spianata per ‘El ser querido’ di Rodrigo Sorogoyen, mentre tra le attrici la sfida più probabile è tra Sandra Huller per ‘Fatherland’ e Virginie Efira per ‘All of a Sudden’. 

    —

    spettacoli

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)