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  • Lavoro, Conte (Inps): “Smart working è modello organizzativo”

    Lavoro, Conte (Inps): “Smart working è modello organizzativo”

    (Adnkronos) – “Lo smart working è la risposta alle rivoluzioni del nostro tempo. Non significa semplicemente lavoro da casa, ma un modo diverso di organizzare l’attività professionale alla luce delle nuove sfide tecnologiche, in un mondo sempre più globalizzato e incerto”. Lo ha dichiarato Giuseppe Conte, direttore centrale relazioni Internazionali dell’Inps, intervenendo al convegno ‘Lavoro flessibile e continuità operativa: i nuovi modelli organizzativi per affrontare le emergenze’, nell’ambito della 17ª edizione del Festival del Lavoro a Roma.  

    Secondo Conte, “l’incertezza del contesto esterno è diventata un elemento strutturale” e impone alle organizzazioni di superare “modelli stabili fondati su rigide catene di comando”, per adottare sistemi più agili, capaci di riconoscere autonomia e responsabilità ai lavoratori. 

    “La cifra di fondo dello smart working deve essere la fiducia in chi lavora, quale elemento primario nel governo della trasformazione, e solo dopo l’esercizio del controllo sulle responsabilità”.  

    Conte ha sottolineato che il lavoro agile, pur restando nell’ambito del lavoro subordinato, deve collegare “la dimensione del risultato alla capacità di autogestione dei lavoratori”. Per il dirigente INPS, il cambiamento in atto richiede anche “l’esplorazione di un nuovo ambito di diritti”, dalla disconnessione alla formazione. 

    Lo smart working può essere uno strumento decisivo anche per l’attrattività della Pubblica Amministrazione. Conte ha ricordato le difficoltà della pa nell’immettere personale soprattutto al Centro-Nord e ha spiegato che l’Inps ha affrontato il problema offrendo ai neoassunti, dopo un adeguato periodo di formazione, la possibilità di gestire i tempi di lavoro e di restare fino a due settimane al Sud. “Questo ha portato al 93% di immissioni”, ha dichiarato.  

    Per Conte, il lavoro agile può contribuire a ripensare non solo l’organizzazione interna degli enti, ma anche la vita delle comunità: “Non possiamo avere periferie e piccoli borghi che si spopolano negli orari d’ufficio. Dobbiamo sdoganare il lavoro e consentire anche ai quartieri di rivivere alla luce di un nuovo modo generale di concepire l’attività lavorativa”. 

    “Quando è arrivata la pandemia, Inps aveva già avviato da un anno la sperimentazione dello smart working. In un contesto tragico abbiamo sperimentato un modello preesistente e l’Istituto non poteva fermarsi”. Conte ha ricordato che l’Inps ha dovuto “convertire la propria funzione in maniera reattiva”, affrontando le criticità del momento “con una riformulazione del back-end, senza registrare cali di produttività”. 

    E Conte ha ricordato che “passata la pandemia abbiamo scelto di non tornare indietro, anzi di rilanciare, rendendo lo smart working un modo strutturale di organizzare il nostro lavoro”. Conte ha spiegato che l’Istituto ha costruito negli anni “un assetto capace di preservare le esigenze di servizio, affrontando al tempo stesso temi come il diritto alla disconnessione, la formazione e la gestione dei tempi di lavoro”. 

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  • Agricoltura, Lollobrigida: “Rafforzare settore primario priorità”

    Agricoltura, Lollobrigida: “Rafforzare settore primario priorità”

    (Adnkronos) – “Le priorità del settore agricolo in Italia sono quelle di rafforzare il nostro settore primario. Il nostro governo si è dimostrato capace di essere all’altezza di questa sfida dal primo giorno, quando prima degli altri abbiamo immaginato che si dovesse investire in termini finanziari sul mondo agricolo come nessun governo prima di noi aveva fatto. Oggi siamo il governo, guidato da Giorgia Meloni, che nella storia ha investito di più sull’agricoltura. E’ un dato inequivocabile. Abbiamo investito però non solo in termini finanziari, anche in termini culturali. Per qualche tempo alcune visioni ideologiche che noi non abbiamo mai condiviso mettevano l’imprenditore agricolo in contrasto con la tutela dell’ambiente”. Lo ha detto oggi il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, a margine del Festival del lavoro, la manifestazione dei consulenti del lavoro in corso alla Nuvola all’Eur a Roma. 

    “Ho iniziato, insieme alla collega Calderone (ministro del Lavoro e delle politiche sociali ndr), a lavorare per dare maggiore sicurezza, con investimenti sulle macchine agricole, per garantire gli operatori. Le abbiamo quadruplicate con il fondo Isi, un dato che storicamente non era stato mai nemmeno immaginato, così come abbiamo lavorato sulla condizionalità sociale, cioè la possibilità di privare coloro che abusano dei diritti dei lavoratori”.  

    “Abbiamo poi lavorato – ha ricordato – sulla possibilità di ricevere benefici pubblici di natura finanziaria. Abbiamo lavorato anche sugli ammortizzatori sociali”. 

    “La formazione – ha continuato- è un elemento cardine perché riesce a portare la sostenibilità a quel livello di garanzia, certamente per l’ambiente, certamente per la tutela dei diritti in cui tutti ci riconosciamo, ma anche al reddito. Chi ha un’adeguata formazione impatta meno sull’ambiente, garantisce maggiore produttività e, quindi, maggior reddito alla sua azienda. Lo vediamo con i giovani che quando tornano all’agricoltura, un’agricoltura moderna, un’agricoltura 5.0 con l’utilizzo di nuove strumentazioni, l’intelligenza artificiale piuttosto che i droni, mettono nella azienda capacità di ricerca, di innovazione che permette di avere una crescita del reddito”.  

    “Accolgo con soddisfazione la decisione del Consiglio Ue di sospendere per un anno i dazi sui principali fertilizzanti azotati utilizzati nella produzione agricola. È un risultato importante che l’Italia e il governo guidato da Giorgia Meloni hanno richiesto con forza e determinazione fin dallo scorso gennaio e che oggi finalmente portiamo a casa”. 

    “Una misura concreta – prosegue – che tutela la competitività delle nostre imprese agricole, alleggerisce i costi di produzione e rafforza la sovranità alimentare europea e rende le nostre imprese meno esposte all’aumento dei prezzi. Continueremo a lavorare con la stessa fermezza per difendere il nostro comparto agroalimentare, sostenere chi produce qualità e garantire un futuro più competitivo e autonomo all’agricoltura italiana ed europea”. 

    “Noi abbiamo rimesso al suo posto quello che ha occupato per millenni l’agricoltore, è il primo custode dell’ambiente. Viviamo una fase difficile, è oggettivo, ma il nostro governo anche su questo ha saputo rispondere, per esempio sui costi di produzione. Gli investimenti sono di un miliardo sul gasolio agricolo, a cui si aggiunge anche il credito d’imposta. Oggi c’è una crescita del costo di alcune produzioni dovuta a contingenze di carattere internazionali ben note a tutti, compresa la chiusura del corridoio di Hormuz. E’ evidente che anche su questo ci torneremo e faremo nuove azioni per sostenere il nostro mondo produttivo”.  

    “C’è anche però – ha aggiunto – una visione strategica, per esempio la valorizzazione della produzione di energia pulita senza speculare sui terreni agricoli e abbiamo lavorato sul rafforzamento delle filiere”. 

     

     

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  • Caro carburanti, autotrasportatori sospendono fermo dopo incontro a Palazzo Chigi

    Caro carburanti, autotrasportatori sospendono fermo dopo incontro a Palazzo Chigi

    (Adnkronos) –
    Sospeso il fermo del trasporto merci, annunciato dalla categoria degli autotrasportatori, che era previsto dal 25 al 29 maggio, come effetto delle misure annunciate dal governo nel corso del tavolo a Palazzo Chigi sul caro carburanti, il cui esito sarebbe “positivo”, a quanto apprende l’AdnKronos da fonti vicine al dossier. 

    Il Consiglio dei ministri è stato convocato per oggi, venerdì 22 maggio, alle 19. Al centro dell’ordine del giorno un decreto legge d’urgenza su prezzi petroliferi e sostegno alle attività economiche, varato per fronteggiare il protrarsi della crisi dei mercati internazionali. Il provvedimento coinvolge diversi dicasteri, da Economia e Finanze a Infrastrutture, da Imprese e Made in Italy ad Ambiente e Sicurezza energetica. 

    Sul tavolo anche la ratifica di un accordo internazionale sull’interpretazione del Trattato sulla Carta dell’energia, firmato a Bruxelles lo scorso 18 febbraio, e un decreto legislativo in esame preliminare sull’ordinamento della giurisdizione tributaria. In esame definitivo, infine, un dpcm di riorganizzazione degli uffici centrali del ministero dell’Interno. 

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    economia

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  • Inps, Fava: “Sfida non è proteggere il passato, è rendere sostenibile futuro”

    Inps, Fava: “Sfida non è proteggere il passato, è rendere sostenibile futuro”

    (Adnkronos) – “L’Italia sta entrando in una fase storica in cui demografia, tecnologia e lavoro stanno cambiando contemporaneamente. Ed è precisamente in questi passaggi che si misura la capacità delle istituzioni di restare credibili”. E’ il messaggio lanciato dal presidente dell’Inps, Gabriele Fava, intervenendo al Festival del lavoro, la manifestazione dei consulenti del lavoro in corso alla Nuvola all’Eur a Roma. “L’intelligenza artificiale – ha spiegato -non è semplicemente innovazione tecnologica. E’ una trasformazione strutturale del rapporto tra cittadini, lavoro e Stato” Secondo Fava, il rischio oggi non è l’avanzata della tecnologia, ma l’utilizzo di categorie amministrative del Novecento per governare trasformazioni del XXI secolo. 

    “In un Paese – ha detto – segnato da bassa crescita, invecchiamento della popolazione e pressione crescente sul welfare, il vero tema non è difendere sistemi costruiti per un’altra epoca. È capire come renderli sostenibili dentro un’economia che cambia”. Da qui la scelta di Inps di accelerare sulla governance digitale e sull’utilizzo strategico dell’IA, con oltre 70 progetti attivi dedicati a semplificazione amministrativa, personalizzazione dei servizi, interoperabilità dei dati e accessibilità. “Non stiamo costruendo algoritmi – ha chiarito – che sostituiscono persone. Stiamo costruendo istituzioni capaci di comprendere prima i bisogni delle persone.”  

    Al centro dell’intervento anche il concetto di welfare generativo: un modello che non interviene soltanto dopo l’emergenza sociale, ma prova ad anticipare fragilità e transizioni: “La sostenibilità del welfare non si costruisce comprimendo diritti. Si costruisce aumentando lavoro, partecipazione, produttività e fiducia”. Fava ha poi indicato quella che considera la sfida decisiva dei prossimi anni: “Il rischio più grande non è la crisi che nasce dall’IA, ma affrontare trasformazioni epocali con strumenti pensati per un altro secolo”. 

    “Il mondo del lavoro sta cambiando, noi vogliamo restare al passo coi tempi e quindi dei cambiamenti, con un nuovo modello di protezione sociale. Con il welfare generativo che ho portato avanti fin dall’inizio del mio mandato, che è un un nuovo modello di welfare, un nuovo modello di protezione sociale attivo”.  

    “Passiamo – ha spiegato – da un welfare che ascolta a un welfare che anticipa. E noi con i dati, siamo la banca dati più grande d’Europa, siamo l’infrastruttura sociale più grande d’Europa. Con i dati, in chiave predittiva, possiamo anticipare i bisogni sociali e rispondere con strumenti attuali, strumenti concreti, come stiamo facendo”. 

    Il sistema europeo del welfare attraversa una fase di trasformazione profonda, segnata da crescita debole, pressione demografica e mutamento accelerato del lavoro. Non si tratta più di aggiustamenti marginali, ma di un ripensamento strutturale del modello sociale. In questo scenario, l’intelligenza artificiale non è un semplice strumento tecnologico, ma una leva di ridefinizione dell’architettura pubblica. “I dati – ha spiegato – non sono più un sottoprodotto amministrativo. Sono la nuova infrastruttura del welfare”. Su questa premessa si fonda il percorso di evoluzione dell’Inps, che oggi dispone di una delle basi informative più estese del sistema europeo di protezione sociale. Il punto di svolta è culturale prima ancora che tecnologico. La logica dei silos amministrativi viene superata in favore di un modello centrato sulla persona e sui suoi bisogni reali. 

    “Non è più – ha sottolineato – l’organizzazione a definire i servizi. Sono i bisogni a ridefinire l’organizzazione”. E’ in questo passaggio che si colloca il cuore della visione strategica, la costruzione di un welfare generativo capace non solo di rispondere alle richieste, ma di intercettare in anticipo fragilità e transizioni sociali. La combinazione tra data governance e intelligenza artificiale segna un cambio di paradigma, da un sistema reattivo a un sistema progressivamente predittivo. L’Inps, in questa prospettiva, non è più soltanto un erogatore di prestazioni, ma una piattaforma pubblica di conoscenza e governo dei fenomeni sociali. “I dati affidabili – ha chiarito – non sono un archivio. Sono un asset di sovranità pubblica e uno strumento di governo intelligente del welfare”. Da questa infrastruttura derivano tre direttrici. Apertura a ecosistemi di innovazione, collaborazione con startup e attori esterni, utilizzo dei dati per ricerca e sviluppo in ambito sociale e tecnologico. In prospettiva, la convergenza tra dati e intelligenza artificiale introduce una nuova funzione pubblica, un’intelligenza sociale capace di leggere in tempo reale i fenomeni e orientare con maggiore efficacia le risorse. 

    Per Fava il punto non è tecnologico, ma istituzionale: “Il vero cambiamento non è digitale. E’ il passaggio da un’amministrazione che registra il presente a un’istituzione che inizia a comprenderlo mentre accade”. Una trasformazione che segna l’ingresso in una nuova fase del welfare europeo, sempre meno burocratico e sempre più adattivo, costruito attorno alla relazione dinamica tra dati, decisioni pubbliche e vita dei cittadini. 

    “Il futuro non si annuncia, si organizza”. Fava ha sottolineato il ruolo dell’Istituto come “più grande infrastruttura sociale del Paese” e ha ribadito la centralità dei giovani: “La sostenibilità, il futuro stesso, passa da loro. Non c’è previdenza senza lavoro, non c’è pensione senza lavoro”. Da qui, ha aggiunto, l’impegno dell’Inps verso i ragazzi, “futuri contribuenti”, e verso le imprese, “ossatura produttiva” del Paese. 

    Per andare incontro ai giovani Inps ha messo in campo il portale giovani, il primo spazio digitale italiano con oltre 50 servizi dedicati agli under 35. 

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    economia

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  • Giro d’Italia, Bettiol vince la 13esima tappa: Eulalio sempre in rosa

    Giro d’Italia, Bettiol vince la 13esima tappa: Eulalio sempre in rosa

    (Adnkronos) – Alberto Bettiol vince in solitaria la 13/a tappa del Giro d’Italia, oggi venerdì 22 maggio, la Alessandria-Verbania di 189 km. Per il toscano dell’Astana è la nona vittoria in carriera, la seconda al Giro. Alle sue spalle il norvegese Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) staccato di 26″, terzo a 44″ il belga Jasper Stuyven (Soudal Quick Step). Lontano il gruppo della maglia rosa arrivato con oltre 13 minuti di ritardo. In classifica generale il portoghese Afonso Eulalio (Bahrain Victorious), che conserva per il nono giorno consecutivo la maglia rosa, ha 33″ di vantaggio sul danese Jonas Vingegaard (Visma Lease a bike). Domani 14/a frazione, con partenza da Aosta e arrivo in salita a Pila dopo 133 km.  

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  • Infortuni, consulenti-Inail-Ance-Confartigianto: “Primi frutti grazie a lavoro di squadra”

    Infortuni, consulenti-Inail-Ance-Confartigianto: “Primi frutti grazie a lavoro di squadra”

    (Adnkronos) – Le nuove sfide del lavoro per la sicurezza stanno dando i primi frutti grazie a un lavoro di squadra. E’ emerso dal Festival del lavoro in corso a Roma. “Le nostre politiche per la sicurezza sul lavoro – ha detto Fabrizio D’Ascenzo, presidente Inail – stanno funzionando e cerchiamo di ravvisare un impatto delle politiche di prevenzione. Tutti devono patecipare alla politica della sicurezza. E’ un inizio che ci incoraggia ancora di più, questa è la direzione giusta. Le regole ci sono e vanno rispettate quello su cui facciamo leva è quello di far attecchiare la cultura della sicurezza”. Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, ha ricordato che “avevamo le norme ferme al testo unico e ora abbiamo un trend verso la riduzione degli casi e con un aumento esponenziale degli assicurati. E’ cambiato il modo di vivere e anche grazie all’Intelligenza artificiale lascia più tempo per aumentare la qualità del proprio lavoro. E come consulenti del lavoro interveniamo per la gestione per l’organizzazione del lavoro, perché comunque c’è bisogno di una visione umanocentrica”. 

    Per Federica Brancaccio, presidente Ance, “l’edilizia è sempre stato consideato il settore più a rischio, ma finalmente dopo anni di lavoro e confronti riusciremo ad avere l’incidente degli infortuni per applicazione di contratto. Bisogna tendere all’infortunio zero perché il rischio zero non esiste. Bisogna formare l’operaio tecnologico che dovrà stare dietro gli umanoidi”. 

    “Il primo corso di laurea magistrale in ‘Economia e management delle imprese artigiane e delle pmi’ – ha ricordato Marco Granelli presidente di Confartigianato – va a valorizzare il nostro comparto però penso che in termini di sicurezza il tema venga affrontato non solo con gli adempimenti. Ci deve essere un ecosistema della sicurezza , per una valorizzazione della buona contrattazione, della bilateralità e degli enti paritetici”. 

     

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  • Videogiochi, licenze e server: l’Ue discute i diritti sui beni digitali

    Videogiochi, licenze e server: l’Ue discute i diritti sui beni digitali

    (Adnkronos) – La battaglia contro i videogiochi che “spariscono” è arrivata nella plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. Gli eurodeputati hanno discusso l’iniziativa dei cittadini europei “Stop Destroying Videogames”, versione istituzionale della campagna nota online come “Stop Killing Games”. 

    Il tema sembra da gamer, ma la domanda è molto più ampia: che cosa compra davvero un consumatore quando acquista un prodotto digitale? Un bene, una licenza, un accesso che può essere revocato da remoto? 

    L’obiettivo dell’iniziativa è impedire che videogiochi venduti o concessi in licenza ai consumatori europei vengano resi ingiocabili da remoto quando l’editore decide di interrompere il supporto, per esempio spegnendo i server. Non è una richiesta di mantenere online i giochi per sempre. Il punto è diverso: prevedere, quando il supporto ufficiale finisce, un modo perché il gioco resti funzionante o accessibile senza dipendere direttamente dall’editore. Può voler dire una modalità offline, strumenti per server privati, patch finali o altre soluzioni tecniche. Il punto è che, se un bene digitale è stato venduto, non dovrebbe poter sparire perché qualcuno, a distanza, spegne l’interruttore. 

    Il caso è interessante proprio perché parte dai videogiochi, ma parla di molto altro. Tocca i diritti dei consumatori, le licenze d’uso, la proprietà digitale, l’obsolescenza programmata e persino la conservazione del patrimonio videoludico. 

    Il nodo, per il Parlamento europeo, è doppio: tutela dei consumatori e proprietà intellettuale. I videogiochi non sono più soltanto prodotti acquistati una volta per tutte, ma esperienze digitali regolate da licenze, aggiornamenti, server e infrastrutture che restano nelle mani degli editori. È questa dipendenza tecnica e legale a rendere possibile, in alcuni casi, che un titolo comprato dai consumatori diventi inutilizzabile quando il supporto viene interrotto. 

    È qui che una battaglia apparentemente di nicchia diventa molto europea. Il problema non riguarda solo chi ha comprato un gioco online o chi vuole rigiocare a un titolo di qualche anno fa. Riguarda il rapporto tra consumatori e beni digitali in un’economia in cui sempre più prodotti funzionano grazie a servizi remoti: software, app, dispositivi connessi, auto, elettrodomestici, contenuti digitali. 

    Oggi il caso sono i videogiochi. Domani potrebbe essere qualsiasi prodotto acquistato, ma reso inutilizzabile da una scelta tecnica o commerciale del produttore. 

    L’iniziativa è stata formalmente presentata alla Commissione europea il 26 gennaio 2026, dopo aver raccolto 1.294.188 firme verificate, superando la soglia del milione richiesta per le iniziative dei cittadini europei e raggiungendo i minimi necessari in 24 Stati membri. Il 16 aprile gli organizzatori sono stati ascoltati in audizione pubblica al Parlamento europeo dalle commissioni competenti, tra cui mercato interno, affari giuridici e petizioni. 

    Il passaggio in plenaria non produce automaticamente una legge. Il tema è entrato nell’agenda istituzionale europea, ma il prossimo passo spetta alla Commissione. Bruxelles dovrà rispondere entro il 27 luglio 2026, spiegando se intende proporre nuove misure, intervenire in altro modo o non procedere. Da quella risposta si capirà se la protesta nata nelle community dei gamer potrà trasformarsi in un confronto più ampio sulle regole dei beni digitali. 

    In Italia il tema non riguarda una nicchia. Secondo i dati IIDEA-Ipsos del report 2025, i videogiocatori sono 14,2 milioni, circa un quarto della popolazione. Un pubblico vasto, adulto più di quanto raccontino gli stereotipi, che spende soprattutto in software, servizi e contenuti digitali. 

    La campagna non chiede di congelare l’industria né di imporre agli editori costi infiniti. Chiede una garanzia minima di continuità d’uso. E mette il dito su un punto sempre più fragile del mercato digitale: la differenza tra possedere qualcosa e avere solo il permesso di usarlo finché il fornitore decide che conviene. 

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  • Lavoro, Durigon: “Emendamento Lega per salario giusto e continuativo”

    Lavoro, Durigon: “Emendamento Lega per salario giusto e continuativo”

    (Adnkronos) – “Sul salario giusto stiamo sulla direzione giusta, lo dice anche la parola, nel senso di dire no al salario minimo perché avrebbe riabbassato la contrattazione. Sono convinto che dobbiamo rilanciare una buona contrattazione collettiva, per porre le basi su un salario che sia costante, continuativo. È inammissibile, inaccettabile, impensabile che si possa prorogare un rinnovo del contratto per tre-quattro anni senza che il lavoratore possa avere il giusto compenso al lavoro che svolge. Quindi dobbiamo potenziare questa fase. Abbiamo proposto un emendamento Lega, l’avevo anche proposto già nel ddl lavoro, abbiamo detto di farlo in Parlamento perché è il luogo deputato e secondo me la più grande risposta al salario minimo è quello di un incremento costante, cioè a scadenza del contratto. Non significa retroattivo, ma significa continuativo”. Così, a margine del Festival del Lavoro, il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, sul salario giusto.  

    “La buona contrattazione -ha sottolineato- significa anche potere implementare gli aspetti di verifica delle condizioni di lavoro e di poter dare risposte sui temi della sicurezza. Serve però semplificazione, non è possibile che degli ispettori del lavoro ad esempio debbano fare dei controlli sulla grandezza dei bagni nei locali di un’azienda, che potrebbero essere demandati a figure aziendali, liberando così l’attività degli ispettori verso attività più importanti per garantire la sicurezza dei lavoratori”.  

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  • Infortuni, Fiori (Inail): “Da apnea notturna cattivo riposo e incidenti stradali”

    Infortuni, Fiori (Inail): “Da apnea notturna cattivo riposo e incidenti stradali”

    (Adnkronos) – “Quello dell’apnea notturna e del sonno non buono è un tema serio perché in realtà è un elemento di distrazione del quale a volte siamo inconsapevoli. È uno degli elementi che abbiamo visto sull’incidentalità legata anche al movimento casa-lavoro, lavoro-casa, è legato proprio alla cattiva respirazione. Se non si riposa bene non si ha un livello giusto di attenzione. E oltre agli altri elementi di distrazione, tipicamente i cellulari, la mancata attenzione legata al cattivo riposo è fondamentale. Abbiamo sviluppato con l’Università La Sapienza una ricerca che finalizza proprio a capire la relazione tra le apnee notturne e il livello di incidenti stradali e stanno emergendo dei dati preoccupanti. Quindi il controllo del sonno, il controllo del riposo e anche della buona respirazione è un elemento di prevenzione rispetto anche agli incidenti stradali”. Lo ha detto il direttore dell’Inail, Marcello Fiori, conversando con l’Adnkronos a margine del Festival del lavoro, la manifestazione dei consulenti del lavoro in corso alla Nuvola dell’Eur a Roma.  

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  • Infortuni, Cozzoli (Ads): “Innovazione per mobilità sicura e sostenibile”

    Infortuni, Cozzoli (Ads): “Innovazione per mobilità sicura e sostenibile”

    (Adnkronos) – “Il messaggio è chiaro: sicurezza sul lavoro significa anche sicurezza sulle strade e sulle autostrade. Il 90% degli italiani sceglie ancora il trasporto su gomma, quindi la macchina per recarsi al lavoro e questo è un dato di cui tener conto. E Autostrade dello Stato vuole dare un contributo perché la mobilità sia sempre più sicura, efficiente, sostenibile e moderna. E questo non a parole, ma nei fatti. Da questo punto di vista il driver di crescita che contribuisce alla sicurezza delle persone e dei lavoratori è l’innovazione”. Lo ha detto Vito Cozzoli, amministratore delegato Autostrade dello Stato, conversando con l’Adnkronos a margine del suo intervento al Festival del lavoro, la manifestazione realizzata dai consulenti del lavoro e in corso alla Nuvola all’Eur a Roma.  

    “Abbiamo lanciato -ha spiegato Cozzoli- un programma di progetti innovativi che non sono parole ma fatti. A Mestre con l’intelligenza artificiale in galleria che consente di rilevare immediatamente un incidente e ai vigili del fuoco di intervenire in modo immediato. Ripeto, fatti non parole”, ha sottolineato l’ad di Ads.  

    “A giugno -ha annunciato- partiremo con i droni sul Monte Bianco, a luglio con la sensoristica e il digital twin attraverso i droni. Questo è il contributo che Autostrade dello Stato vuole dare affinché le autostrade siano più sicure, più moderne, più efficienti e anche più rispettose di tutti i lavoratori che oggi scelgono l’autostrada per muoversi. Che siano autotrasportatori, che siano operatori della logistica, che siano pendolari. Quindi autostrade più sicure significa anche dare maggiori garanzie per i lavoratori che vedono l’autostrada come un’occasione non soltanto di trasporto, ma anche di crescita e di occupazione”, ha concluso.  

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