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  • Dolore acuto per 80% degli italiani, in aumento disturbi muscoloscheletrici e malattie da lavoro

    (Adnkronos) – Il dolore acuto rappresenta oggi una delle sfide più urgenti per la salute pubblica in Italia. Secondo i dati dell’Osservatorio YouGov, 8 italiani su 10 hanno sofferto almeno un episodio di dolore nell’ultimo anno, con manifestazioni che spaziano dal dolore muscoloscheletrico al dolore dentale, dal dolore mestruale alla cefalea, fino al dolore associato a raffreddore e influenza. All’interno di questo quadro, i disturbi muscoloscheletrici (Dms) rappresentano una delle cause più frequenti di dolore nella popolazione adulta e mostrano una crescita costante nei trattamenti farmacologici. Secondo il Global Health Inclusivity Index (studio condotto dall’Economist Impact con il contributo del gruppo Haleon), i Dms sono responsabili ogni anno in Italia di oltre 4 miliardi di euro di costi tra spesa sanitaria pubblica e privata, perdita di produttività, assenze, turnover e pensionamenti anticipati. Investire in prevenzione permetterebbe di risparmiare oltre 1,72 miliardi di euro l’anno solo in Italia. 

    Secondo i dati Inail – riporta una nota – il 71,5% delle denunce di malattie professionali nel 2024 riguarda patologie muscoloscheletriche, in aumento rispetto al 68% del 2020. Tra i fattori all’origine dei Dms, uno dei più rilevanti è l’evoluzione delle abitudini lavorative: il numero di lavoratori da remoto è aumentato di 6,5 volte rispetto al 2019, un cambiamento che ha introdotto milioni di persone a postazioni non ergonomiche, spesso improvvisate, favorendo l’aumento di tensioni muscolari, dolori cervicali e lombari. A questo si aggiunge che 1 italiano su 3 dichiara livelli elevati di stress e che il 30% della popolazione ha più di 60 anni, fascia d’età fisiologicamente più esposta a dolore articolare e perdita di massa muscolare. I disturbi muscoloscheletrici non riguardano più soltanto le professioni fisicamente impegnative: oggi colpiscono artigiani, operatori sanitari, lavoratori della logistica, ma anche impiegati e persone che trascorrono molte ore al computer, anche in smart working.  

    “Questi dati mostrano come il dolore non sia semplicemente un sintomo, ma rappresenti sempre più un vero e proprio fenomeno sociale, economico e lavorativo che coinvolge tutti – osserva Fabrizio Gervasoni, medico fisiatra, direttore Sc distretto Municipio 2 dell’Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano – In una popolazione che vive più a lungo e che è quotidianamente esposta a fattori di rischio legati al lavoro e agli stili di vita, prevenzione e trattamento tempestivo del dolore diventano elementi cruciali per preservare mobilità, autonomia e qualità della vita. Movimenti ripetitivi, sovraccarichi a danno delle nostre articolazioni, ma soprattutto il mantenimento prolungato di posture scorrette durante la giornata lavorativa – chiarisce l’esperto – sono diventati parte della nostra quotidianità, contribuendo alla diffusione dei disturbi a carico di muscoli, tendini e articolazioni. E’ quindi necessario quello che viene definito empowerment del paziente: ovvero un approccio informato e consapevole, che preveda il coinvolgimento attivo della persona in attività di educazione, prevenzione, esercizio e uso appropriato delle terapie disponibili”. 

    L’aumento dell’incidenza di condizioni di dolore acuto nella popolazione e il conseguente crescente ricorso all’automedicazione rendono centrale il tema dell’appropriatezza terapeutica, in un Paese dove l’uso degli antinfiammatori Fans è molto diffuso e spesso rappresenta la prima risposta immediata al dolore. Gli analgesici orali – si evidenzia nella nota – tra il 2019 e il 2024 hanno registrato una crescita di 3 milioni di unità vendute. In questo scenario l’innovazione farmacologica ha reso disponibili molecole che permettono un approccio più selettivo al trattamento del dolore, con profili farmacologici ottimizzati e una risposta analgesica rapida. Tra queste – si legge – il dexibuprofene rappresenta un’opzione di interesse terapeutico, grazie alla disponibilità della sola componente attiva che consente un’azione farmacologica con dosaggi mirati e un metabolismo meno complesso. Trattandosi di Fans, rimane centrale il principio di appropriatezza d’uso: il coinvolgimento del medico e del farmacista è fondamentale per garantire una scelta terapeutica personalizzata, sicura e coerente con il profilo clinico del paziente. 

    Il dexibuprofene – descrive la nota – è l’enantiomero S (+) farmacologicamente attivo dell’ibuprofene, ovvero responsabile dell’effetto analgesico e antinfiammatorio. La disponibilità della sola componente attiva consente di ottenere un effetto analgesico e antinfiammatorio efficace con dosi inferiori rispetto alla miscela racemica, con un metabolismo meno complesso e senza necessità di conversione metabolica dell’enantiomero inattivo. Dati clinici in ambito odontoiatrico e sul trattamento di pazienti con dismenorrea primaria mostrano un’insorgenza relativamente rapida dell’effetto, con un sollievo significativo già entro la prima mezz’ora dopo l’assunzione del farmaco. Come per tutti i Fans, l’impiego del dexibuprofene richiede un utilizzo appropriato e personalizzato, tenendo conto del profilo clinico del paziente, delle eventuali comorbilità e delle terapie concomitanti. 

    “La gestione del dolore – dichiara Antonio Limitone, Medical Affairs Lead Southern Europe Haleon – rappresenta un ambito dove esiste ancora oggi un bisogno insoddisfatto molto significativo: milioni di persone convivono con episodi di dolore acuto che impattano sulla qualità della vita, sulla produttività e sulle relazioni sociali. Come Haleon, abbiamo una lunga esperienza nel campo del sollievo dal dolore e continuiamo a investire per rendere accessibili ai cittadini soluzioni sempre più mirate, basate su evidenze solide e su un uso consapevole dei farmaci. Il farmaco antinfiammatorio lanciato di recente è un esempio concreto del nostro impegno nel supportare la gestione del dolore, con un approccio che tiene insieme efficacia, sicurezza e attenzione alle esigenze reali delle persone”. 

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    cronaca

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  • Rubio: “Inaccettabile pedaggio a Hormuz. Rivedere truppe in Europa non è azione punitiva”

    Rubio: “Inaccettabile pedaggio a Hormuz. Rivedere truppe in Europa non è azione punitiva”

    (Adnkronos) –
    Accettare che l’Iran possa imporre pedaggi per il transito nello Stretto di Hormuz è “semplicemente inaccettabile. Non può accadere. Se ciò dovesse verificarsi nello Stretto di Hormuz, accadrebbe in altri cinque luoghi in tutto il mondo”. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, nel corso di una riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg.  

    “Perché mai i Paesi di tutto il mondo non dovrebbero dire ‘vogliamo farlo anche noi?’. Senza contare quanto quello Stretto sia vitale e cruciale per ogni Paese rappresentato qui oggi, ma francamente, anche per i Paesi non qui rappresentati, in particolare quelli dell’Indo-Pacifico”, ha proseguito Rubio, secondo cui gli iraniani “stanno cercando, tra l’altro, di convincere l’Oman ad associarsi a loro in questo sistema di pedaggi”. 

    Per il segretario di Stato “non esiste al mondo un Paese che dovrebbe accettare una simile pretesa e non conosco alcun Paese al mondo che si dichiari favorevole a ciò – a eccezione dell’Iran, ovviamente – ma, in ogni caso, non c’è Paese al mondo che dovrebbe accettarlo”. 

    Rubio ha quindi evidenziato che in questo momento, alle Nazioni Unite, è in discussione una risoluzione promossa dal Bahrain. “La risoluzione vanta il maggior numero di co-firmatari mai registrato per un testo presentato al Consiglio di Sicurezza. Purtroppo, un paio di Paesi membri del Consiglio di Sicurezza sta valutando la possibilità di porre il veto. Sarebbe un esito deplorevole. Stiamo tuttavia facendo tutto il possibile per costruire quel consenso globale necessario a impedire che ciò accada”, ha proseguito. “Vedremo se le Nazioni Unite funzionano ancora. È in quella sede che cercheremo di ottenere un risultato concreto. Credo che quasi tutti i Paesi qui rappresentati oggi abbiano aderito come co-firmatari di tale risoluzione. E se non l’hanno ancora fatto, sono certo che lo faranno presto”, ha aggiunto. 

    Sui negoziati in corso con l’Iran “siamo in attesa di aggiornamenti sui colloqui attualmente in corso, ma si sono registrati lievi progressi. Non voglio esagerare, ma c’è stato un certo movimento, e questo è positivo”, ha dichiarato ancora il segretario di Stato americano aottolineando: “I principi fondamentali rimangono gli stessi: l’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare. Semplicemente non può. Questo regime non potrà mai disporre di armi nucleari. E per garantire ciò, dovremo affrontare la questione dell’arricchimento”. 

    Quanto alla decisione degli Stati Uniti di rivedere la propria presenza militare in Europa non è una “misura punitiva”, ha dichiarato. “E’ evidente che gli Stati Uniti continuano ad avere impegni globali da onorare in termini di dispiegamento delle forze: ciò ci impone di riesaminare costantemente la dislocazione delle nostre truppe. Non si tratta di una misura punitiva”, ha affermato Rubio, secondo cui si tratta di “un processo che proseguirà e che, ne sono convinto, ci permetterà di arrivare a decisioni in modo molto positivo e produttivo, grazie alla collaborazione con i nostri alleati. In fin dei conti, però – come in qualsiasi alleanza – il rapporto deve risultare vantaggioso per tutti i soggetti coinvolti”. 

    “Siamo qui per gettare le basi di quello che, a mio avviso, sarà probabilmente uno dei vertici dei leader più importanti nella storia della Nato”. Lo ha dichiarato quindi Rubio concludendo: “Le opinioni del Presidente” ovvero “la sua delusione nei confronti di alcuni dei nostri alleati Nato e della loro risposta alle nostre operazioni in Medio Oriente, sono ben documentate. La questione dovrà essere affrontata. Non verrà risolta né affrontata oggi, è un argomento da discutere a livello dei leader”. 

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    internazionale/esteri

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  • Farmaceutica, export e ricerca trainano la crescita: talk su investimenti, accesso e competitività

    Farmaceutica, export e ricerca trainano la crescita: talk su investimenti, accesso e competitività

    (Adnkronos) – Investimenti in ricerca e innovazione, accesso alle cure e ruolo strategico dell’industria farmaceutica nel nostro Paese. Questi i temi al centro del talk ‘Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità’, il primo appuntamento del ciclo di incontri ‘Equilibri e prospettive del sistema salute’, promosso da Adnkronos con il contributo non condizionante di Farmindustria disponibile online. All’incontro, moderato dal vicedirettore Fabio Insenga, hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, e il direttore dell’Ufficio Relazioni internazionali di Aifa – Agenzia italiana del famaco, Armando Magrelli.  

    Nel suo intervento, il ministro Urso ha ribadito la scelta del governo di riconoscere la farmaceutica come comparto industriale strategico: “L’industria farmaceutica rappresenta la dimostrazione concreta di come si possa vincere la sfida dell’innovazione: è il settore che più cresce nelle esportazioni ed è quello che risulta più attrattivo per gli investimenti esteri nel nostro Paese, oltre a essere anche quello che investe maggiormente in innovazione e ricerca. Dobbiamo farne un esempio, un modello di politica industriale”. Il ministro ha poi sottolineato la resilienza del sistema produttivo nazionale in uno scenario globale complesso. L’Italia, “in questa fase di instabilità e di conflitti, appare più competitiva di altri Paesi europei”. “Nel 2025 – ha spiegato – nonostante guerre commerciali e conflitti armati che coinvolgono diverse aree del mondo, le esportazioni italiane sono cresciute negli Stati Uniti del 7,2%, la migliore performance tra i Paesi europei, trainate anche dal settore farmaceutico. A livello globale le esportazioni sono cresciute del 3,3%, consentendo all’Italia di avvicinarsi al Giappone come quarto Paese esportatore mondiale, con un divario ormai ridotto. Parallelamente, sono aumentati gli investimenti esteri in Italia di oltre il 12% negli ultimi anni, insieme agli investimenti in Borsa, alla crescita dei titoli di Stato italiani e all’aumento dei flussi turistici”. 

    Anche il presidente di Farmindustria ha rimarcato il peso crescente del comparto farmaceutico nell’economia nazionale: “La forza della farmaceutica è la sua capacità di fare innovazione – ha evidenziato Cattani – di avere competenze da Sud a Nord del Paese. Vale, in investimenti in ricerca e sviluppo, oltre 4,5 miliardi di euro ogni anno tra ricerca clinica e tecnologia industriale. Oggi l’industria farmaceutica è il cuore della crescita manifatturiera italiana, con 74 miliardi di euro di produzione industriale nel 2025 e ben 70 di export. Il tutto con un dato molto positivo per la nuova occupazione: una crescita di quasi 2 punti percentuali da un anno all’altro”. 

    Il presidente di Farmindustria ha poi richiamato il contesto geopolitico e le conseguenze del modello Most Favored Nation (Mfn) introdotto dagli Stati Uniti, che lega il prezzo dei farmaci a quello praticato nei Paesi che hanno un reddito pro-capite paragonabile e dove il costo è più basso. “Gli Usa – ha ricordato Cattani – hanno avviato nel 2025 un cambiamento profondo degli equilibri globali della ricerca e dello sviluppo e dell’organizzazione della filiera, con l’obiettivo di rafforzare la propria sovranità e ridurre le dipendenze, soprattutto dall’Europa”. “L’industria farmaceutica e la filiera della salute sono fortemente interconnesse a livello mondiale per competenze, materie prime, ricerca e sviluppo – ha precisato – Isolare il tema Mfn da questo quadro non permetterebbe di avere una visione d’insieme, perché si inserisce in uno scenario in cui diventa necessario cambiare approccio in modo radicale nella gestione dell’innovazione”.  

    “Manca ancora una vera logica value-based a livello regolatorio che consenta percorsi più rapidi – ha ammonito Cattani – Oggi, ad esempio, non esiste un meccanismo strutturato di early access per vaccini e farmaci innovativi per i cittadini italiani. In Europa e in Italia i tempi di accesso e rimborso restano lunghi e frammentati, e si sommano a sistemi regionali disomogenei. Per questo diventa centrale superare una logica basata solo su costo e sconto, e spostarsi verso un approccio più orientato al valore dell’innovazione, anche affrontando nodi strutturali come il payback. Difendere la ricerca clinica e l’innovazione significa anche rafforzare la capacità produttiva e garantire ai cittadini l’accesso ai risultati della ricerca”. 

    Dal punto di vista regolatorio, Magrelli ha posto l’accento sul il ruolo dell’Aifa nei processi europei e internazionali. “L’Europa sta modificando i propri assetti normativi per stare al passo con l’innovazione farmaceutica con interventi come il Critical Medicines Act, il Biotech Act e la riforma della legislazione farmaceutica. Sono interventi avviati dagli stakeholder con l’obiettivo di colmare il divario rispetto a un’innovazione che avanza a una velocità sempre più difficile da definire e governare”.  

    Secondo il direttore dell’Ufficio Relazioni internazionali dell’ente regolatorio nazionale, il riconoscimento del valore passa anche da strumenti concreti di accelerazione come gli studi clinici che rappresentano oggi una leva fondamentale per consentire ai pazienti di accedere più rapidamente alle cure innovative. Sul farmaco, Magrelli ha osservato: “L’obiettivo è rafforzare una logica di valore. Il prezzo da solo non può essere sufficiente a rappresentarne l’impatto, sia per i sistemi sanitari sia per le imprese, perché incide anche sulla programmazione industriale e sugli investimenti. Il valore del farmaco si costruisce lungo tutta la filiera, a partire dalla ricerca e dallo sviluppo, soprattutto quando questa è condotta in ambito europeo. Per questo le istituzioni europee e nazionali stanno lavorando per velocizzare i processi regolatori, garantendo da un lato certezza dei tempi e dall’altro certezza del valore riconosciuto. In questo contesto si inserisce anche la necessità di poter rivedere nel tempo il valore dei farmaci: un tema complesso, ma centrale per l’evoluzione dei sistemi di accesso e rimborso”, ha chiosato. 

    E proprio i temi dell’innovazione, della velocità decisionale e della capacità di competere a livello globale restano quindi centrali per il futuro del settore “L’Italia ha rafforzato la propria attrattività per gli investimenti industriali e può giocare un ruolo competitivo, ma solo se riesce a tenere insieme in modo coerente innovazione, regolazione e politica industriale, perché gli eventi che accadono nel mondo ci portano a prendere delle decisioni e devono essere decisioni di sistema, nell’interesse e nella tutela della sicurezza dei cittadini ma anche delle imprese”, ha concluso Cattani.  

    Rivedi il talk: https://www.youtube.com/watch?v=YAaOlpfdnGE 

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    salute

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  • Roma, due bambini lasciati soli in auto in centro: denunciata la madre

    (Adnkronos) – Si era allontanata per andare in alcuni negozi, lasciando i due figli piccoli soli in un’auto in sosta. E’ successo vicino a via del Corso, a Roma, e per questo motivo la donna è stata denunciata dagli agenti del I gruppo centro della polizia locale di Roma Capitale per abbandono di minori. L’intervento risale ad alcuni giorni fa ed è scaturito dopo la segnalazione di un passante che, attirato dal pianto dei piccoli all’interno dell’abitacolo, ha chiesto l’intervento di una pattuglia in servizio di vigilanza nella zona.  

    Come ricostruisce in una nota la polizia locale, gli agenti hanno verificato la presenza dei due bambini nel veicolo, lasciato parcheggiato al sole, e hanno tranquillizzato i bambini che nel frattempo sono riusciti ad abbassare i finestrini.  

    Contestualmente sono partiti gli accertamenti per rintracciare i genitori, fino ad individuare la madre, che si era allontanata per recarsi in alcuni esercizi commerciali. La donna è stata accompagnata negli uffici del I Gruppo, in via della Greca per i controlli. Informati l’autorità giudiziaria e i servizi sociali, la donna è stata denunciata per abbandono di minori.  

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    cronaca

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  • Mattarella: “Scomparsa Petrini lascia grande vuoto, ha generato nuova consapevolezza in cultura cibo”

    Mattarella: “Scomparsa Petrini lascia grande vuoto, ha generato nuova consapevolezza in cultura cibo”

    (Adnkronos) – ”La scomparsa di Carlo Petrini lascia un grande vuoto non soltanto nel mondo della scienza enogastronomica, ma anche nell’intera società e non solo in Italia”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha commentato così la scomparsa di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.  

    Il Capo dello Stato ha aggiunto: ”Le sue intuizioni e le sue costanti sollecitazioni sulla sostenibilità, sulla necessità di preservare le tradizioni, sulla valorizzazione delle culture locali, sul rispetto dell’ambiente hanno generato una nuova consapevolezza della cultura del cibo e della sua produzione, ispirata a criteri di qualità, di genuinità, di eticità. Esprimo il mio profondo cordoglio ai familiari e a tutte le persone che hanno lavorato con lui”. 

    “Esprimo cordoglio per la scomparsa di Carlo Petrini, figura centrale della cultura alimentare italiana e fondatore di Slow Food. Con passione, visione e amore per la terra ha saputo trasformare il tema del cibo in un impegno civile, culturale e sociale riconosciuto in tutto il mondo. Alla sua famiglia e ai suoi cari giungano le più sentite condoglianze, mie personali e del Senato della Repubblica”. Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica. 

    La scomparsa di Carlo Petrini è stata commentata – su X – anche dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Con commozione apprendo della scomparsa di Carlo Petrini, uomo di visione che ha saputo trasformare il cibo in cultura, identità, rispetto della terra e solidarietà tra i popoli. Con Slow Food e Terra Madre ha dato voce alle comunità locali, difeso la biodiversità e promosso nel mondo un modello di sviluppo più umano, sostenibile e giusto – ha aggiunto Tajani -. Attraverso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha inoltre formato generazioni di giovani provenienti da ogni parte del mondo, facendo della cultura gastronomica italiana uno strumento di dialogo internazionale, conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare. L’Italia perde un grande ambasciatore delle sue tradizioni, del dialogo tra culture e di quel legame profondo tra uomo, territorio e qualità della vita che rende unico il nostro Paese. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la comunità di Slow Food rivolgo il mio più sincero cordoglio”. 

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    cronaca

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  • Innovazione, Bertogna (Unimore): “Guida autonoma rivoluzionerà la mobilità ma servono test sicuri”

    Innovazione, Bertogna (Unimore): “Guida autonoma rivoluzionerà la mobilità ma servono test sicuri”

    (Adnkronos) – “La guida autonoma è destinata a rivoluzionare non solo la mobilità urbana, ma anche logistica, trasporto materiali, agricoltura e difesa. È una tecnologia che è qui per rimanere”. Lo ha detto Marko Bertogna, professore dell’università Modena-Reggio Emilia, durante l’evento ‘On the Road, distretti di innovazione: ricerca, tech transfer e capitale umano per far crescere l’Europa’ presso il Gazometro di Roma, in occasione del quale sono stati presentati i risultati conseguiti nel primo triennio di attività di Road – Rome Advanced District. 

    Bertogna ha sottolineato come il nodo centrale dello sviluppo sia la sicurezza funzionale dei sistemi autonomi: “Il problema è riuscire a sperimentare e testare questi veicoli in modo da garantire il 100% di sicurezza. Sono sistemi che, in teoria, dovrebbero essere più sicuri dell’uomo, perché non si distraggono, non si stancano e non assumono comportamenti imprevedibili”. Per questo, ha spiegato il docente, sono necessari ambienti di prova controllati: “Qui su Road abbiamo realizzato un’area geofence, rappresentativa di un contesto urbano con rotatorie, uffici e logistica, che consente di testare senza esporre la cittadinanza a rischi”. Il professore ha poi richiamato il tema dell’integrazione tra infrastruttura e veicoli: “La guida autonoma deve essere connessa con la città e con l’infrastruttura stradale. Noi abbiamo sviluppato sistemi che permettono all’infrastruttura di supportare le decisioni del veicolo”. 

    Infine, un richiamo alla competizione globale e agli investimenti: “Waymo, l’azienda che più ha speso ed è più avanti nella parte di guida autonoma, che fa i robotaxi in giro per l’America e sta iniziando anche in Europa, ha speso qualcosa come 30 miliardi. Ovviamente noi non possiamo né spendere questo tipo di finanziamenti né rimanere indietro su questo tipo di tecnologie. Purtroppo, In Europa stiamo perdendo il treno rispetto a Stati Uniti e Cina, dove gli investimenti sono da 10 a 100 volte superiori. Il vero limite oggi è l’ultimo 1% di sicurezza, quello che rende il sistema realmente affidabile in ogni scenario”. 

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    economia

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  • Innovazione, Granata (Road): “Da Gazometro nasce laboratorio transizione e nuove competenze”

    Innovazione, Granata (Road): “Da Gazometro nasce laboratorio transizione e nuove competenze”

    (Adnkronos) – “Road è un distretto di innovazione costruito all’interno del Gazometro di Roma, nel luogo in cui nacque una delle prime forme di innovazione energetica della città. Qui nei primi del ‘900 nacque il primo impianto a gas alimentato a carbone”. Così Claudio Granata, presidente di Road, in occasione del terzo anniversario di Rome Advanced District, la rete di imprese composta da Eni, Acea, Autostrade per l’Italia, Bridgestone, Cisco, eFm, Gruppo Fs e Nextchem, che ha presentato presso il Gazometro di Roma i risultati conseguiti nel primo triennio di attività e le direttrici strategiche per il periodo 2026–2029.  

    Granata ha richiamato il valore simbolico e industriale dell’area, sottolineando il legame tra passato e futuro: “Siamo tornati dopo decenni nello stesso punto di partenza, per ripartire dalla transizione e dalla trasformazione energetica insieme alle imprese del distretto, che sono sia produttori sia consumatori di energia”. Il presidente ha evidenziato come, nei primi tre anni, il lavoro del distretto si sia concentrato soprattutto sullo sviluppo di competenze e progetti pilota: “Abbiamo sviluppato esperienze su ambiente, sicurezza, infrastrutture e mobilità, in particolare sulla mobilità autonoma, che è uno dei laboratori più avanzati su cui stiamo lavorando”. 

    Parlando del modello operativo, Granata ha sottolineato l’approccio pragmatico di Road – Rome Advanced District: “Abbiamo adottato un metodo molto operativo, simile a quello di un’impresa, con un lavoro sulle competenze che ha portato alla mappatura di circa 1.000 profili professionali”. Secondo il presidente, l’evoluzione del lavoro e delle competenze porterà a figure sempre più ibride: “Stanno tornando centrali discipline come biologia, fisica, ingegneria ma anche filosofia e socialità. In futuro potremo vedere figure come l’ingegnere-filosofo, capace di unire competenze tecniche e impatto sociale”. 

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    economia

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  • Milan, ritorno al passato per la nuova maglia: debutterà contro il Cagliari

    Milan, ritorno al passato per la nuova maglia: debutterà contro il Cagliari

    (Adnkronos) –
    Il Milan cambia abito e svela, con lo sponsor tecnico Puma, il nuovo Home Kit 2026/27: un ritorno a una delle estetiche più iconiche del calcio, il linguaggio visivo rossonero nella sua forma più classica. La divisa della prossima stagione ripropone le strisce rossonere larghe, che attraversano tutta la maglia, sia sul fronte che sul retro, con il ritorno dei pantaloncini bianchi e dei calzettoni neri. Un look che rimanda al marchio distintivo del Diavolo, un’identità che viene rafforzata da ogni dettaglio. 

    La scritta “From Milan to the World” rende omaggio a milioni di tifosi in tutto il mondo, capaci di far sentire il Club a casa propria in ogni continente. Sul retro del collo, un sigillo in ceralacca custodisce lo stemma rossonero, impresso come una firma autentica. Curiosità: il Milan indosserà la nuova maglia già domenica 24 maggio, nella sfida di campionato contro il Cagliari (che vale la Champions League). 

    Maikel Oettle, Chief Revenue Officer del Milan, ha dichiarato: “Questo Kit rimanda al cuore di ciò che siamo. È un design in cui subito ti riconosci e di cui ti senti immediatamente parte: essenziale, iconico e inequivocabilmente AC Milan. Queste strisce non raccontano una storia. Sono la storia. E appartengono a ogni rossonero, ovunque si trovi” 

    Come sarà la nuova maglia del Milan? La versione Authentic è progettata per soddisfare le esigenze del calcio d’élite. Il tessuto Ultraweave di Puma, ultraleggero e realizzato con tessitura di precisione, garantisce totale libertà di movimento, mentre le tecnologie dryCell e ThermoAdapt gestiscono la traspirazione e regolano la temperatura corporea. Performance che non interferiscono mai con il gioco. La Replica porta la stessa identità sugli spalti e nelle strade: estetica da match-worn, vestibilità casual e tecnologia Re:Fibre, con il 95% di poliestere riciclato proveniente da scarti tessili. I valori che definiscono il Club si riflettono non solo nel design della maglia, ma anche nel modo in cui viene prodotta. 

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    sport

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  • Sonepar Italia sarà presente al Data Center Nation Milano 2026

    Sonepar Italia sarà presente al Data Center Nation Milano 2026

    (Adnkronos) – Sonepar Italia sarà presente a Data Center Nation Milan 2026, appuntamento dedicato al mondo delle infrastrutture digitali e dei Data Center, in programma all’Allianz MiCo a Milano mercoledì 27 maggio. La presenza all’evento – viene sottolineato in una nota da Sonepar – “conferma l’attenzione dell’azienda per un segmento sempre più rilevante nello sviluppo tecnologico del Paese. In un contesto segnato dalla crescita di cloud, intelligenza artificiale, high performance computing e dalla crescente domanda di capacità elaborativa, i Data Center rappresentano oggi infrastrutture critiche, chiamate a garantire continuità di servizio, efficienza energetica, sicurezza e scalabilità”.  

    Per rispondere a queste esigenze, Sonepar spiega che “affianca progettisti, installatori, general contractor e system integrator con un approccio integrato che unisce competenze tecniche, ampiezza di portafoglio, supporto alla progettazione e servizi logistici dedicati. A caratterizzare la proposta Sonepar è anche la capacità di accompagnare il cliente lungo l’intero ciclo di vita del progetto, dalla definizione delle soluzioni tecniche alla gestione delle consegne, fino al supporto operativo in cantiere. In ambienti mission critical, nei quali tempi, affidabilità e coordinamento incidono direttamente sulle performance dell’infrastruttura, la logistica avanzata che alimenta la capillare capacità distributiva di Sonepar assume un valore strategico, al pari della qualità dei prodotti e della consulenza specialistica”.  

    I prodotti e i servizi Sonepar – viene sottolineato – “soddisfano le esigenze di progettazione, allestimento e gestione sia della gray room, cioè l’insieme delle infrastrutture elettriche e di continuità che alimentano il Data Center, sia della white room, cuore operativo dell’infrastruttura IT”. 

    “I nostri clienti possono contare sul supporto tecnico di tre team dedicati e localizzati a Padova, Milano e Roma che, tra gli oltre 130 specialisti Sonepar, hanno competenza su tutti gli ambiti applicativi di un Data Center in ogni fase di realizzazione dell’infrastruttura. Inoltre, la nostra piattaforma di e-commerce B2B, che dispone di 750.000 articoli corredati di specifiche e schede tecniche sempre aggiornate, la rete capillare di oltre 160 punti vendita dislocati sul territorio nazionale e l’elevata efficienza logistica, garantiscono ampia disponibilità di prodotti e componenti con consegne entro 24 ore di quanto disponibile a stock”, dichiara Enrico Lombardo, direttore Business Unit Sustainability & Building di Sonepar Italia.  

    Concentrandosi sugli aspetti relativi alla white room, Lombardo precisa: “Il nostro ecosistema multi-vendor, composto da oltre 300 produttori leader di mercato – molti dei quali dotati di un’offerta specifica per i Data Center – permette flessibilità totale nella selezione delle soluzioni tecnologiche dedicate alla white room (rack, Pdu, cablaggio strutturato, sistemi di raffreddamento close-control) ed agli impianti generali a corredo (sistemi antincendio, controllo accessi, sistemi di sicurezza perimetrali attivi e passivi, illuminazione)”. 

    Per quanto attiene alla gray room, Davide Lombardi, Direttore Business Unit Industry di Sonepar Italia, aggiunge: “Ci proponiamo sul mercato con un approccio end-to-end in ogni fase del ciclo di vita dell’infrastruttura, dalla pianificazione all’installazione, con servizi su misura come kitting, taglio cavi e logistica in cantiere. La forza internazionale del gruppo, con grandi progetti all’attivo in Europa, Nord America e Asia-Pacifico, porta con sé esperienza e visione sui trend Ai e IoT. I nostri Product Marketing Manager hanno selezionato insieme ai principali partner della produzione, con cui siamo allineati nella generazione di valore condiviso, un catalogo di prodotti e soluzioni adatti a coprire le esigenze delle grandi infrastrutture hyperscale quanto quelle delle piccole enterprise. Tra queste soluzioni ci sono power systems, gruppi di continuità, quadri di media e bassa tensione. Tutto ciò si traduce in affidabilità, disponibilità dei materiali, ottimizzazione dei lead time e garanzia di operatività anche nei contesti più critici”. 

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    economia

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  • Allarme Ebola, restrizioni e controlli rafforzati negli aeroporti Usa

    (Adnkronos) –
    Controlli rafforzati e alcune restrizioni per chi entra in Usa con provenienza Repubblica democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan. L’epidemia di Ebola ha fatto scattare nuove misure previste dai Cdc (Centers for Disease Control and Prevention) che hanno emesso un’ordinanza che sospende l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini stranieri che si trovavano nei paesi coinvolti nell’epidemia nei 21 giorni precedenti l’arrivo. I cittadini statunitensi, i residenti permanenti e i cittadini statunitensi che si trovavano in questi paesi nei 21 giorni precedenti l’arrivo negli Stati Uniti sono autorizzati a entrare.  

    I viaggiatori che sono stati nella Repubblica democratica del Congo, in Uganda e nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti il loro volo e che hanno in programma di viaggiare negli Stati Uniti, durante il periodo di screening, saranno contattati dalla loro compagnia aerea per riprenotare il volo per l’aeroporto internazionale di Washington, scelto come ‘porta’ d’ingresso negli Usa per questi viaggiatori. “A oggi, non sono stati segnalati casi sospetti, probabili o confermati di Ebola negli Stati Uniti e il rischio di Ebola a livello nazionale è basso. Tuttavia, lo screening sanitario all’ingresso fa parte di un approccio a più livelli che, se utilizzato insieme ad altre misure di salute pubblica già in atto per individuare i viaggiatori sintomatici in arrivo, può rallentare e ridurre la diffusione della malattia negli Stati Uniti”, sottolineano i Cdc in una nota.  

    “I viaggiatori che sono stati nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti l’arrivo negli Stati Uniti saranno accompagnati in un’area dell’aeroporto riservata allo screening. Qui risponderanno a un breve questionario che chiede informazioni sulla loro storia di viaggio e sui sintomi, e raccoglie informazioni per poterli contattare, se necessario; Il personale del Cdc osserverà questi viaggiatori per individuare eventuali sintomi della malattia e misurerà la loro temperatura corporea utilizzando termometri senza contatto (termometri che non toccano la pelle) – si legge nella nota – I viaggiatori che non presentano sintomi, ma che sono stati nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan negli ultimi 21 giorni, riceveranno informazioni su come monitorare il proprio stato di salute e sulle azioni da intraprendere qualora si manifestassero sintomi in seguito. Questi viaggiatori proseguiranno verso le loro destinazioni finali. I dati di contatto dei viaggiatori saranno condivisi con i dipartimenti sanitari statali e locali per ulteriori accertamenti e supporto”. Se un viaggiatore presenta febbre o altri sintomi, verrà visitato da un funzionario della sanità pubblica del Cdc.  

    L’epidemia di Ebola ha determinato fino a ora un bilancio di oltre 100 morti. L’entità dell’epidemia, causata dal virus Bundibugyo, potrebbe essere maggiore di quanto suggeriscono attualmente le cifre diffuse. I dati ufficiali non descriverebbero la complessità del fenomeno, che potrebbe essere ancora ‘sommerso’ almeno in parte. È quanto suggerisce un rapporto pubblicato da ricercatori dell’Imperial College London, in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità e le autorità sanitarie regionali. 

    Secondo l’Oms è destinata a crescere ancora: “Prevediamo che i numeri continueranno ad aumentare, considerato il tempo in cui il virus ha circolato prima che l’epidemia venisse rilevata”, ha dichiarato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante una conferenza stampa sugli esiti della riunione del Comitato di emergenza che si è riunito ieri, 19 maggio. Gli esperti del comitato hanno confermato che l’epidemia rappresenta un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale (Pheic, dichiarata dal Dg Tedros domenica 17 maggio), ma non un’emergenza pandemica. 

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