Categoria: Ultim’ora

  • Superenalotto, centrato il 5+1: vinti 590mila euro

    Superenalotto, centrato il 5+1: vinti 590mila euro

    (Adnkronos) – Centrato un ‘5+1’ che vince 590.411,80 euro al Superenalotto oggi 21 maggio 2026. Sono stati realizzati quattro ‘5’ che vincono ciascuno 47.687,11. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti 6 è di 168.000.000 di euro.  

    La combinazione vincente del concorso di oggi: 1, 38, 57, 58, 64, 81. Numero Jolly: 28. Numero SuperStar: 50. 

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    cronaca

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  • Si è dimesso Bruno Frattasi, direttore generale dell’agenzia per la Cybersicurezza

    Si è dimesso Bruno Frattasi, direttore generale dell’agenzia per la Cybersicurezza

    (Adnkronos) – A quanto si apprende il prefetto Bruno Frattasi si è dimesso da direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn). Frattasi, che in precedenza aveva ricoperto numerosi incarichi tra cui quello di prefetto di Latina e di Roma, era stato nominato alla guida di Acn nel 2023. 

    Il nome in pole per la successione a Frattasi è quello di Andrea Quacivi, ex amministratore delegato di Sogei. 

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    politica

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  • Emily in Paris, la sesta stagione sarà l’ultima: iniziate le riprese in Grecia

    Emily in Paris, la sesta stagione sarà l’ultima: iniziate le riprese in Grecia

    (Adnkronos) – ‘Emily in Paris’ arriva alla sua conclusione con la sesta e ultima stagione, le cui riprese sono iniziate oggi in Grecia. Ad annunciarlo la star della serie, Lily Collins: “Dopo sei anni nei panni di Emily Cooper sono qui per dirvi che la prossima sesta stagione sarà quella finale”. La sesta stagione, spiega l’attrice in un video sui social, “avrà tutto ciò che avete amato fino ad ora della serie e fungerà da capitolo finale per le avventure di Emily. Tutto il cast ha messo il cuore per rendere l’ultima stagione un fantastico addio”.  

    Il creatore della serie Darren Star ha commentato: ”Realizzare ‘Emily in Paris’ con questi straordinari membri del cast e della troupe è stato il viaggio di una vita. Con l’inizio della stagione finale, sento di essere profondamente grato a Netflix, Paramount e, soprattutto, ai fan che hanno condiviso con noi questo incredibile percorso. Non vediamo l’ora di condividere con voi questo ultimo capitolo. Grazie per averci permesso di entrare nelle vostre vite, ispirando i vostri sogni di viaggio e il vostro amore per Parigi. Avremo sempre Emily in Paris!”. 

    ‘Emily in Paris’ ha conquistato i fan di tutto il mondo. Dal debutto nel 2020, le stagioni 1–5 sono state per 32 settimane nella Top 10 Globale di Netflix, hanno raggiunto il primo posto in 90 Paesi, e hanno accumulato oltre 250 milioni di visualizzazioni tra la prima metà del 2023 e la seconda metà del 2025.  

    La serie invita i fan nella vita chic e glamour di Emily, ispirando trend, meme, moda, viaggi nelle location della serie e molto altro. Come già accaduto con le sue precedenti serie iconiche che hanno consacrato New York (Sex and the City) e Los Angeles (Beverly Hills, 90210 e Melrose Place) nell’immaginario culturale, lo storytelling di Darren Star continua a influenzare l’intrattenimento e la cultura pop globale, questa volta attraverso la lente di Parigi. 

    ‘Emily in Paris’ ha contribuito a un aumento del turismo in Francia, e il presidente francese Emmanuel Macron ha lodato la serie per aver incrementato l’attrattiva della città.  

    Lo stile di Darren ha trovato in Netflix una casa straordinaria: secondo il report sull’engagement, i titoli di Darren Star disponibili sul servizio (tra cui ‘Emily in Paris’, ‘Sex and the City’, ‘Younger’, il film ‘Sex and the City’, ‘Sex and the City 2’ e ‘Uncoupledì’) hanno totalizzato 435 milioni di visualizzazioni tra la prima metà del 2023 e la seconda metà del 2025. Inoltre, di recente è stata annunciata la nuova serie comedy Uncorked, che esplorerà la vita di una talentuosa ma autodistruttiva produttrice di vino che torna a Napa per avere una seconda possibilità tra amore, eredità familiare e il tanto ambito vino da 100. 

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    spettacoli

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  • Firenze, Corte d’Appello respinge richiesta cautelare su trasferimento quote Publiacqua

    Firenze, Corte d’Appello respinge richiesta cautelare su trasferimento quote Publiacqua

    (Adnkronos) – La Corte d’Appello di Firenze ha respinto il ricorso con cui Acque Blu Fiorentine chiedeva di sospendere l’efficacia della sentenza di primo grado, che ha riconosciuto la proprietà in capo a Plures anche del 40% di Publiacqua detenuto da Abf, portando la quota complessiva di Plures nella società a oltre il 98%. La sentenza di primo grado, si legge in una nota, non è in alcun modo modificata dalla sentenza della Corte di Appello. L’intervenuto trasferimento della partecipazione, l’obbligo di ABF di darvi esecuzione contro pagamento del prezzo di 122,3 milioni di euro, la restituzione degli 8 milioni di euro di dividendi e la penale di 10.000 euro per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del trasferimento a partire dal trentesimo giorno successivo al 10 marzo: nulla di tutto questo è stato toccato dall’ordinanza, che si è pronunciata in sede cautelare e non sul merito. 

    La Corte di Appello ha soltanto ritenuto che, in pendenza dell’appello, alcuni capi della sentenza di primo grado non siano suscettibili di esecuzione forzata. Il percorso già avviato da AIT per il nuovo affidamento in house del servizio idrico integrato a Plures a decorrere dal 1° gennaio 2027 prosegue secondo le tempistiche previste, nell’ambito del progetto di integrazione della gestione dell’acqua all’interno della multiutility toscana approvato dai sindaci dei territori interessati. 

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    cronaca

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  • Mondiali XXL, la Fifa ci pensa: ipotesi torneo a 66 squadre dal 2030

    Mondiali XXL, la Fifa ci pensa: ipotesi torneo a 66 squadre dal 2030

    (Adnkronos) –
    Il Mondiale 2026 non è ancora iniziato, ma all’interno della Fifa si discute già di un’ulteriore espansione per il 2030. Un altro step che sarebbe epocale, dopo il passaggio da 32 a 48 nazionali. La novità è che il presidente Gianni Infantino sta ragionando a una nuova ipotesi, quella di allargare la Coppa del Mondo a 66 squadre partecipanti.
     

    Come riportato da BeIn Sports la proposta, inizialmente avanzata dalla Conmebol – la confederazione sudamericana – come strumento per aumentare la rappresentanza globale, ha acquisito forza nelle ultime settimane e non è più considerata ‘irrealistica’. Ancor di più considerando come Infantino abbia ripetutamente sottolineato la sua visione dei Mondiali come una vera e propria celebrazione globale del calcio.
     

    L’ampliamento del torneo offrirebbe intanto a un maggior numero di Paesi l’opportunità di competere sul palcoscenico più importante del calcio, con nazioni che non si sono mai qualificate in precedenza ai Mondiali. E dall’altra parte potrebbe (forse) ridurre il numero di esclusioni eccellenti, come capitato ancora una volta all’Italia. 

    Il torneo al via tra meno di un mese in Usa, Canada e Messico accoglierà il debutti di diverse nazionali. Se il nuovo formato si dimostrerà vincente sia dal punto di vista commerciale e agonistico, secondo BeIn Sports la pressione all’interno della Fifa per aumentare ulteriormente il numero di partecipanti potrebbe aumentare in maniera rilevante. 

    I Mondiali del 2030 dovrebbero essere ospitati principalmente da Spagna, Portogallo e Marocco. Sono però previste gare ‘celebrative’ in Argentina, Uruguay e Paraguay. Un torneo con 66 squadre, inevitabilmente, richiederebbe uno sforzo organizzativo straordinario per la complessità dell’evento. 

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    sport

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  • Stromboli, ordinanza vieta la musica: interrotto party con Mick Jagger, Dakota Johnson e Isabella Rossellini

    Stromboli, ordinanza vieta la musica: interrotto party con Mick Jagger, Dakota Johnson e Isabella Rossellini

    (Adnkronos) – Niente musica nei locali il mercoledì a Stromboli, nelle Eolie. E così il party organizzato per celebrare la fine delle riprese di ‘Three incestuous sisters’, il nuovo film di Alice Rohrwacher, è stato interrotto dai carabinieri. Intervenuti, pare, su segnalazione di qualche residente per far rispettare l’ordinanza sindacale. “È l’ennesimo segnale di un territorio che, anziché essere valorizzato e supportato dopo un inverno di gravi carenze e abbandono, si ritrova penalizzato anche nei suoi momenti di aggregazione e visibilità”, dice Rosa Oliva, presidente della Pro Loco Amo Stromboli.  

    Alla festa, organizzata in un locale di Stromboli, c’erano la troupe e l’intero cast che per un mese hanno trasformato la piccola isola in un set internazionale. Nomi come Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley, Josh O’Connor, Isabella Rossellini e Mick Jagger, che nella pellicola interpreta un cameo, il guardiano del faro di Strombolicchio. Il leggendario frontman dei Rolling Stones e le altre star, giura chi era presente, l’hanno presa con signorilità. Così quando è stato ‘imposto’ il silenzio si sono sì meravigliati, ma non hanno fatto una piega e hanno rispettato la richiesta di spegnere la musica.  

    “Un’isola dalla rilevanza internazionale come la nostra – dice ancora Oliva – merita una gestione amministrativa all’altezza, capace di prevenire i problemi e di far dialogare le realtà locali, anziché ridursi a interventi tardivi o punitivi”. Per la presidente della Pro loco Amo Stromboli “il sindaco di Lipari avrebbe dovuto dare il benvenuto agli ospiti, o almeno un saluto e un ringraziamento per l’apporto determinante all’economia delle Eolie e alla loro visibilità. Si vive di turismo nelle nostre isole”. Brand Eolie e le oltre 100 aziende locali che danno lavoro a più di 1300 addetti che a questa fanno riferimento protestano. “Siamo davvero rammaricati per quanto è successo – dicono – e chiediamo scusa a nome dell’intera comunità eoliana. Non entriamo nel merito di quanto è successo a causa dell’ordinanza sindacale, ma noi e tutti i nostri partner invitiamo ufficialmente Mike Jagger a venire da noi, nostro ospite. Scelga il mezzo con il quale venire, l’isola che preferisce e la data per organizzare un’altra serata: noi siamo pronti. Le isole Eolie sono ospitali da migliaia di anni e ci sono situazioni in cui servirebbe solo un po’ il buonsenso”. 

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    cronaca

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  • Crans-Montana, la procura indaga su un incendio in un altro locale dei Moretti

    Crans-Montana, la procura indaga su un incendio in un altro locale dei Moretti

    (Adnkronos) –
    La procura del Vallese sta indagando su un incendio divampato nel 2024 al Vieux Chalet, un altro locale di proprietà di Jessica e Jacques Moretti, i titolari del Constellation, teatro della tragedia di Capodanno in cui persero la vita 41 persone tra cui sei ragazzi italiani. Secondo quanto riportato da Rts, i pubblici ministeri vogliono accertare se la coppia abbia commesso “frode assicurativa” nei confrontti della compagnia che ha versato ”centinaia di migliaia di franchi” per la ristrutturazione del Vieux Chalet. 

     

    Secondo i documenti del tribunale e i video inediti visionati da Rts, il ristorante, che era in fase di ristrutturazione, ha preso fuoco il 29 febbraio 2024, poco prima delle 23. Circa 40 vigili del fuoco e 12 mezzi sono intervenuti e hanno domato le fiamme. Jacques Moretti era stato interrogato il giorno seguente dalla polizia in qualità di persona informata sui fatti. L’imprenditore in quell’occasione ha spiegato di aver acquistato il locale sei mesi prima e di aver iniziato i lavori di ristrutturazione all’inizio dell’anno. Due mesi dopo, il 25 aprile 2024, il pubblico ministero Diane Kronbichler ha archiviato il caso.  

    “L’incendio è divampato, probabilmente a causa di un guasto tecnico all’impianto elettrico dell’edificio, nel quadro elettrico situato al primo piano e si è propagato alla soffitta attraverso una vecchia canna fumaria, causando così ingenti danni materiali”, ha scritto nella sua ordinanza, aggiungendo che ”si possono ragionevolmente escludere l’intervento umano, deliberato o accidentale, così come un incidente che possa comportare responsabilità penale”. 

    Ora, la procura vuole fare chiarezza partendo da un rapporto dell’Ufficio per la Comunicazione Antiriciclaggio della Polizia Federale che parla di “operazioni opache legate a rapporti bancari”, “una presunta origine criminale” nei pagamenti in contanti, “un presunto schema finanziario criminale”, la presentazione di “documenti falsi” alle banche e, di conseguenza, anche “probabili frodi assicurative” connesse all’incendio del Vieux Chalet. Contattato da Rts, l’avvocato di Jacques Moretti ha criticato la decisione della procura di riaprire il caso. “Ricordo che questi fatti erano già stati oggetto di indagine da parte delle autorità giudiziarie all’epoca dei fatti, le quali non avevano riscontrato alcuna prova di reato”, ha detto Patrick Michod. “Mi rammarico inoltre che la Procura si stia impantanando in indagini tanto inutili quanto prive di fondamento giuridico, il cui esito non potrà che essere diverso da quello del 2024”, ha aggiunto. 

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  • Longevità è donna? Al ReNest esperti su ruolo del femminile su prevenzione

    Longevità è donna? Al ReNest esperti su ruolo del femminile su prevenzione

    (Adnkronos) – Vivere più a lungo non basta. La vera sfida oggi è vivere bene, in salute, con autonomia e qualità della vita. Attorno a questa riflessione si è sviluppato “La longevità è donna?”, il talk che si è svolto in questi giorni a ‘ReNest. Dalle radici al futuro. Un viaggio dentro al cibo’, lo spazio dedicato al benessere e all’innovazione sociale promosso da Nestlé, presso CityLife a Milano, fruibile liberamente dal pubblico fino al 24 maggio. Il dibattito – riporta una nota – ha visto la partecipazione di Patrizia Rovere Querini, direttrice dell’Unità operativa di Medicina generale a indirizzo salute metabolica e invecchiamento dell’Irccs Ospedale San Raffaele e docente di Medicina interna all’Università Vita-Salute San Raffaele, e di Nic Palmarini, direttore del National Innovation Centre for Ageing (Uk), Ceo di Voice Italia Social Enterprise e Co-Founder di Edelman Longevity Lab.  

    Il confronto ha acceso i riflettori sul ruolo delle donne nei percorsi di prevenzione, salute e consapevolezza legati all’invecchiamento, evidenziando come proprio le donne siano oggi tra i soggetti più attenti alla salute futura, pur continuando spesso a sostenere il peso della cura familiare e sociale. A confermarlo sono anche i dati dell’Osservatorio Nestlé sulla longevità: solo il 24% degli italiani riesce a mantenere con costanza comportamenti salutari, mentre le donne mostrano una maggiore preparazione e sensibilità sul tema della prevenzione: il 79% dichiara infatti di sapere cosa significhi mangiare correttamente per invecchiare in salute, contro il 66% degli uomini; il 63% ha assunto integratori nell’ultimo anno per migliorare la salute futura (contro il 49% degli uomini) e il 45% indica la familiarità con le malattie come principale fonte di preoccupazione, rispetto al 31% della popolazione maschile. 

    “Le donne vivono più a lungo, ma spesso meno in salute. La longevità non è solo vivere tanti anni: è vivere bene, mantenendo autonomia, relazioni e qualità della vita”, ha spiegato Rovere Querini. Nel corso dell’incontro è emerso come la longevità non sia solo una questione individuale, ma un fenomeno collettivo che coinvolge salute, relazioni sociali, lavoro, urbanistica e qualità della vita. L’esperta ha sottolineato l’importanza di prevenzione, alimentazione equilibrata, attività fisica e consapevolezza metabolica lungo tutto l’arco della vita, soprattutto in momenti delicati come la menopausa, che rappresenta un vero spartiacque per la salute femminile. Le donne, soprattutto nelle città, secondoRovere Querini, “stanno acquisendo una consapevolezza che fino a pochi anni fa non esisteva. Oggi vogliono capire, informarsi e prendersi cura della propria salute prima che arrivi la malattia”. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della cosiddetta ‘generazione sandwich’, composta da donne che si trovano contemporaneamente a prendersi cura dei figli e dei genitori anziani, e alla necessità di ripensare modelli sociali e culturali per sostenere una longevità più equa e sostenibile. “La nostra generazione – ha osservato – è la prima che ha visto davvero le fragilità dei propri genitori e ha capito che vivere a lungo non significa necessariamente vivere bene. Da qui nasce una nuova consapevolezza”. 

    Il contesto in cui viviamo, per Palmarini incide profondamente sulla qualità dell’invecchiamento: “Il codice postale influenza la nostra traiettoria di longevità molto più del codice genetico”, ha evidenziato richiamando il ruolo determinante di fattori come stress, isolamento sociale, qualità del sonno, servizi, relazioni e possibilità concrete di prendersi cura di sé. I dati mostrano infatti differenze significative nell’aspettativa di vita tra Nord e Sud Italia e persino tra centro e periferia delle stesse città. “La longevità, inoltre – ha illustrato l’esperto – non è un tema individuale ma collettivo: se stiamo diventando una società della longevità, dobbiamo chiederci quale contributo vogliamo dare come società che invecchia”.  

    Nel dibattito è emerso anche il peso invisibile della cosiddetta cura informale, quell’insieme di attività quotidiane di assistenza, accudimento e supporto familiare che ricade ancora oggi prevalentemente sulle donne. “La cura informale in Italia vale il 2,5% del Pil ed è sostenuta soprattutto dalle donne. Basta riconoscere questo dato per capire quanto il futuro della longevità passi dalle loro spalle”, ha sottolineato Palmarini. Il confronto – continua la nota – ha acceso i riflettori anche sul tema della solitudine e della fragilità relazionale, aspetti sempre più centrali nella società della longevità. Dalla mancanza di caregiver fino ai nuovi modelli di supporto sociale, come le tecnologie assistive, il panel ha evidenziato come l’invecchiamento non possa più essere affrontato solo come una questione sanitaria, ma come una trasformazione culturale e collettiva. Sono stati inoltre trattati nuovi modelli di benessere più accessibili e sostenibili, lontani dagli estremi della performance e più vicini alla quotidianità delle persone. “Tra stare sul divano e andare in palestra – ha ricordato Palmarini – esiste una via di mezzo: uscire, camminare, stare con gli altri. Anche questo è salute”. Dal confronto è emersa così una nuova idea di longevità: meno legata al mito dell’eterna giovinezza e più orientata a una cultura del benessere quotidiano fatta di equilibrio, semplicità, relazioni e consapevolezza. 

    Ma la strada non è semplice. “Per prenderci cura degli altri dobbiamo prima imparare a prenderci cura di noi stesse”, ha concluso Rovere Querini, mentre Palmarini ha rimarcato: “Più che grandi rivoluzioni, questo è il momento di una presa di consapevolezza collettiva sul modo in cui vogliamo vivere e invecchiare”. 

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    cronaca

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  • Conclusa la Maratona Bullismo 2026, insieme per costruire nuova cultura di ascolto e inclusione

    Conclusa la Maratona Bullismo 2026, insieme per costruire nuova cultura di ascolto e inclusione

    (Adnkronos) – Grande partecipazione, emozione e coinvolgimento per la seconda edizione della Maratona Bullismo 2026, la grande iniziativa nazionale promossa dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile in collaborazione con Adnkronos, che per due giorni ha trasformato Piazza Mastai nella “Piazza del Rispetto”, uno spazio aperto di incontro, confronto e partecipazione dedicato a giovani, famiglie, scuole e istituzioni. L’apertura è stata segnata da uno speciale annullo filatelico, simbolo dell’impegno collettivo contro violenza e discriminazione, alla presenza del presidente e portavoce dell’Osservatorio Luca Massaccesi, dell’atleta, artista e ambassador e dell’iniziativa Annalisa Minetti e il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, che ha sottolineato: “Per contrastare il bullismo non bisogna tipizzare nuove fattispecie di reato, ma intercettare forme efficaci di prevenzione, uscendo dalla logica di pensare di risolvere tutto con sanzioni”. 

    Nel suo intervento Alberto Barachini, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria ha sottolineato che “bisogna combattere la violenza del linguaggio. Secondo l’Istat, l’80% dei ragazzi, dagli 11 anni in su, usa quotidianamente i social. Una bolla che diventa anche la loro educazione. Il mondo digitale può essere violento e ferire. Come istituzioni dobbiamo essere accanto alle famiglie e ai loro figli per aiutarli a conoscere gli strumenti digitali e crescere in serenità”. Nel corso della Maratona è stato firmato un Protocollo d’Intesa biennale tra Unicef Italia e Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, finalizzato alla promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, con particolare attenzione alla prevenzione e al contrasto di bullismo e cyberbullismo. 

    La due giorni è stata anche l’occasione per annunciare la nascita di Leo il chatbot ufficiale dell’Osservatorio Nazionale Sul Bullismo e Sul Disagio Giovanile. Leo offre supporto anonimo, immediato e disponibile 24 ore su 24, fornendo indicazioni concrete basate su linee guida ministeriali e documenti ufficiali. Il servizio aiuta studenti, genitori e insegnanti a capire come agire, a chi rivolgersi e quali strumenti utilizzare per affrontare situazioni di disagio e cyberbullismo. Nel corso della manifestazione è stato inoltre presentato il nuovo Rapporto nazionale sul disagio giovanile, che evidenzia una crescita delle fragilità emotive tra gli adolescenti e l’urgenza di potenziare i percorsi di ascolto e supporto psicologico. In questo quadro, lo sport si conferma un elemento chiave nei percorsi di crescita delle nuove generazioni, capace di promuovere equilibrio emotivo e trasmettere valori come impegno, rispetto e resilienza. 

     

    Un primo passo semplice ma fondamentale per rompere il silenzio e aiutare chi non sa ancora a chi chiedere aiuto. Proprio questi temi hanno trovato concreta espressione nel corso della manifestazione, che ha visto per due giorni centinaia di studenti partecipare ad attività sportive, incontri educativi, laboratori ed esperienze immersive. Oltre 100 relatori, tra rappresentanti istituzionali, esperti, psicologi, docenti e campioni olimpici e paralimpici, hanno animato panel e appuntamenti negli spazi della piazza e del Palazzo dell’Informazione, trasformando il centro di Roma in un grande laboratorio di partecipazione e sensibilizzazione. Tra i protagonisti anche numerosi campioni sportivi che hanno portato testimonianze dirette, diventando esempi concreti di determinazione e crescita personale, tra cui Annalisa Minetti, Alessia Pieretti, Giusy Versace, Stefano Pantano, Elisa Blanchi, Antonio Fantin, Luigi Busà, Giulia Quintavalle, Valerio Aspromonte e Antonio Vicino e Simone Venier. 

    Significativi gli interventi diretti dei giovani, che hanno portato il loro vissuto di fragilità e consapevolezza. Parole che hanno spostato l’attenzione dal solo fenomeno del bullismo a un disagio più ampio e profondo, fatto di pressione sociale, solitudine emotiva, ansia per il futuro e stanchezza psicologica. “Troppo spesso si parla dei giovani senza chiedere davvero come stiamo. Tanti ragazzi oggi sono stanchi di dover sembrare sempre forti”, ha dichiarato una giovane partecipante. Un messaggio chiaro rivolto agli adulti e alle istituzioni: il disagio giovanile non si combatte con slogan o iniziative isolate, ma con presenza reale, ascolto continuo e relazioni autentiche. 

    Il successo dell’iniziativa è stato reso possibile grazie al contributo e alla partecipazione di numerosi partner e istituzioni tra cui Regione Lazio, Roma Capitale, Città Metropolitana di Roma Capitale, Inps, Unicef Italia, Coni, Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, Fnsi, Anfp, Anp, Fise, Iss, Agenzia Spaziale Italiana, Esercito Italiano, Arma dei Carabinieri, Università di Cagliari, Dedem e Mitech Agency Srl. 

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  • Il ‘sosia’ di Trump è un bufalo. E verrà ucciso presto

    Il ‘sosia’ di Trump è un bufalo. E verrà ucciso presto

    (Adnkronos) – Il sosia di Donald Trump esiste ed è un bufalo albino. Così, almeno, pensano tutte le persone che ogni giorno, in Bangladesh, fanno la fila per fotografare il bovino a cui è stato dato il nome (e il cognome) del presidente degli Stati Uniti. Il bufalo in questione, diventato una star sui social, è un raro esemplare albino. Pesa circa 700 chili e ha una ‘chioma’ che, pettinata accuratamente dal suo proprietario Zia Uddin Mridha, ricorda il ciuffo biondo di Trump. 

    “Mio fratello minore ha scelto questo nome per il pelo straordinario del bufalo”, ha detto Mridha all’agenzia AFP nella sua fattoria a Narayanganj, nell’area della capitale Dacca. Il contadino accoglie ogni giorno visitatori curiosi, che scattano foto senza soluzione di continuità. “L’unico lusso che il bufalo si concede è quello di lavarsi quattro volte al giorno”, ha spiegato Mridha. 

     

    Il destino dell’animale, nonostante la celebrità, è segnato. Il bufalo Donald Trump verrà ucciso. Il Bangladesh, nazione a maggioranza musulmana, si sta preparando per l’Eid al-Adha, la “festa del sacrificio” islamica, che cadrà alla fine di maggio. Si prevede che oltre 12 milioni di capi di bestiame, tra cui capre, pecore, mucche e – appunto- bufali saranno sacrificati. “Mi mancherà Donald Trump, ma questo è il vero spirito dell’Eid al-Adha: fare un sacrificio”. 

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