Categoria: Ultim’ora

  • Minori, Fatarella (Save the Children): “Loro futuro ancora legato a luogo nascita”

    Minori, Fatarella (Save the Children): “Loro futuro ancora legato a luogo nascita”

    (Adnkronos) – “Stiamo condividendo i dati di una ricerca che ci fanno vedere come il futuro di un bambino sia condizionato dal luogo in cui nasce e quindi quanto sia importante, nelle periferie e nei luoghi più fragili, dare le stesse opportunità che si possono trovare in altre zone della medesima città”. Lo ha detto Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia, intervenendo a Impossibile 2026, la biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza promossa dall’organizzazione all’Acquario Romano di Roma sul tema ‘Investire nelle periferie, investire nell’infanzia’.  

    Fatarella ha richiamato i contenuti della ricerca presentata durante l’evento, dedicata alle condizioni di vita dei minori nelle aree urbane più vulnerabili, sottolineando il ruolo della partecipazione diretta dei giovani coinvolti nel percorso. “Quello che oggi emerge è proprio la voce dei ragazzi, che è molto consapevole e che chiede in maniera molto netta soprattutto la possibilità di avere spazi aggregativi”, ha spiegato. Secondo la direttrice generale di Save the Children, i giovani chiedono “spazi che possano essere riempiti di cultura, di musica e di sport e che permettano loro di avere quelle stesse opportunità che altrimenti sono costretti a cercare fuori dai loro quartieri”.  

    Fatarella ha infine sottolineato il valore del percorso partecipativo sviluppato dall’organizzazione. “Siamo molto contenti soprattutto di aver fatto un percorso di partecipazione con loro che oggi il mondo delle istituzioni, della politica e della cultura ha potuto ascoltare”, ha concluso. 

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    cronaca

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  • Periferie, Mantovano: “Modello Caivano operativo in altre 8 aree”

    Periferie, Mantovano: “Modello Caivano operativo in altre 8 aree”

    (Adnkronos) – “Abbiamo individuato un modello operativo per la città di Caivano, che ha conosciuto un finanziamento complessivo di 54 milioni di euro e una serie di realizzazioni che hanno cambiato il volto della città, soprattutto rivolgendosi ai bambini e agli adolescenti”. Lo ha detto Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, intervenendo a Impossibile 2026, la biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza promossa da Save the Children Italia all’Acquario Romano di Roma sul tema ‘Investire nelle periferie, investire nell’infanzia’. Mantovano ha spiegato che il progetto realizzato a Caivano ha previsto “un centro sportivo con 44 differenti discipline”, oltre alla realizzazione di “biblioteche, spazi verdi, presenza del polo universitario” e di “una rete di trasporti certamente più efficiente rispetto al passato”.  

    Secondo il sottosegretario, il modello di intervento “vede la partecipazione congiunta del governo nazionale, della Regione, degli enti locali e soprattutto del mondo dell’associazionismo” ed è stato esteso ad altre realtà caratterizzate da forte disagio sociale. “Adesso vede un’operatività in altre otto aree riconosciute come di notevole disagio sociale, sei al Sud, una a Roma e una al Nord”, ha affermato, precisando che “in ciascuna di queste aree sono già in corso gli interventi e alcuni sono stati già realizzati”. Mantovano ha quindi collegato il ‘modello Caivano’ anche al piano periferie operativo dal 2023. “Questo modello è a disposizione di tutti i Comuni d’Italia, oltre che per le risorse finanziarie, soprattutto per la possibilità di andare in deroga”, ha spiegato.  

    “Il piano per le periferie operativo nel 2023 pone a disposizione dei Comuni 2 miliardi di euro e 1 miliardo e 100 milioni sono già completamente impegnati da parte degli enti locali – ha aggiunto – È ovvio che si può fare di più e meglio, però ciò che è in corso ha il pregio di raggiungere velocemente gli obiettivi, di offrire opportunità di svago sano e che puntano alla crescita e di coinvolgere tutti i soggetti interessati, nessuno dei quali si può sentire espulso”, ha concluso. 

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    cronaca

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  • Malattie rare, tre anni per diagnosi linfoma cutaneo a cellule T: “Personalizzare cure”

    (Adnkronos) – “La personalizzazione del trattamento e la presa in carico in centri specializzati sono elementi chiave per ottimizzare le strategie terapeutiche del linfoma cutaneo a cellule T (Ctcl, Cutaneous T-Cell Lymphoma)”. Lo riferiscono gli autori di un articolo pubblicato sul ‘British Journal of Haematology’, (How I manage mycosis fungoides and Sézary syndrome: current controversies and unmet needs) e che torna di particolare attualità in occasione della XXI Giornata nazionale del malato oncologico promossa da Favo (Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia). Non esiste il paziente oncologico medio, come ricorda il tema ‘United by Unique’ scelto dalla comunità oncologica internazionale per il triennio 2025-2027, che pone al centro l’unicità di ogni storia di malattia. E lo dimostra in modo emblematico – informa una nota – la Ctcl, una rara forma di linfoma non-Hodgkin che colpisce la pelle, la cui rarità rende più complessa anche la disponibilità di stime epidemiologiche nazionali consolidate, e ancora oggi, nelle sue manifestazioni iniziali, può richiedere fino a 3 anni prima di essere correttamente riconosciuto, a causa della somiglianza con patologie dermatologiche più comuni. La gestione ottimale del Ctcl è stata al centro del Ctcl Forum, l’evento organizzato Kyowa Kirin International, che si è svolto recentemente a Barcellona. A confrontarsi c’erano esperti di più specialità: dermatologia, ematologia, anatomia patologica, radioterapia, psico-oncologia. 

    Il Ctcl, che comprende sottotipi come la Micosi Fungoide (Mf) e la Sindrome di Sézary (Ss) – si legge nella nota – “è un caso emblematico per ribadire un principio che vale per l’intera oncologia, ma che nelle malattie rare si fa più stringente: diagnosi tempestive, terapie personalizzate e una presa in carico realmente centrata sulla persona non sono concetti astratti, ma le condizioni concrete che separano un percorso di cura efficace da anni di incertezza”. Sul fronte terapeutico, le linee guida internazionali dell’Eortc (European Organisation for Research and Treatment of Cancer) e della Nccn (National Comprehensive Cancer Network) propongono una gestione basata sullo stadio, sulla presentazione clinica e sull’inclusione di nuove opzioni. Le terapie skin-directed restano un pilastro delle fasi iniziali, mentre nelle forme avanzate si stanno aprendo nuove possibilità, anche grazie a strumenti di stratificazione prognostica sempre più raffinati. 

    Accanto alla dimensione clinica, c’è una dimensione che la Giornata nazionale del malato oncologico mette ogni anno al centro del dibattito pubblico: l’impatto della malattia sulla vita quotidiana. Chi convive con il Ctcl – patologia cronica, visibile sulla pelle, spesso accompagnata da sintomi invalidanti – fa i conti con effetti che vanno ben oltre i parametri clinici: immagine corporea, relazioni sociali, vita lavorativa, benessere psicologico. Per questo l’ascolto dell’esperienza diretta dei pazienti, oggi sempre più valorizzato anche nelle linee guida internazionali, rappresenta un elemento essenziale per orientare scelte cliniche davvero efficaci. Su questo – conclude la nota – le associazioni di pazienti svolgono un ruolo fondamentale nel ridurre l’isolamento e nel promuovere una maggiore equità nell’accesso alle cure. 

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    cronaca

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  • Periferie, Gualtieri: “A tutti ragazzi di Roma stesse opportunità”

    Periferie, Gualtieri: “A tutti ragazzi di Roma stesse opportunità”

    (Adnkronos) – “Garantire a tutti i ragazzi di Roma le stesse opportunità è fondamentale. Oggi non è così, ci sono molte disparità tra i quartieri”. Lo ha detto Roberto Gualtieri, sindaco di Roma Capitale, intervenendo a Impossibile 2026, la biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza promossa da Save the Children Italia all’Acquario Romano di Roma sul tema ‘Investire nelle periferie, investire nell’infanzia’.  

    “La prima cosa naturalmente è investire nei quartieri disagiati e più periferici e portare servizi sportivi, culturali, ambientali, sociali ed educativi”, ha spiegato Gualtieri, sottolineando però che “queste infrastrutture vanno animate attraverso la collaborazione e l’impegno delle istituzioni”. Secondo il sindaco di Roma, il lavoro nelle periferie deve coinvolgere anche il tessuto associativo già presente sui territori. “Bisogna valorizzare le realtà associative che hanno ricchezze straordinarie proprio nei quartieri più difficili”, ha affermato.  

    Gualtieri ha quindi richiamato alcuni strumenti già attivati dall’amministrazione capitolina. “Questo modello noi lo stiamo praticando con punti di luce educativi, comunità educanti che allargano il loro raggio d’azione nei territori e interventi di rigenerazione urbana che siano anche sociali, culturali, occupativi e ambientali. Il lavoro da fare è grandissimo”, ha concluso il sindaco. 

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    cronaca

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  • Ucraina, Zelensky: “Colpito sito Fsb russo nel Kherson, centinaia tra morti e feriti”

    Ucraina, Zelensky: “Colpito sito Fsb russo nel Kherson, centinaia tra morti e feriti”

    (Adnkronos) –
    Cento soldati russi morti o feriti dall’ultimo raid dell’Ucraina nella regione di Kherson, parzialmente occupata dalle forze di Mosca. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha postato un video, ha annunciato che “i soldati del Centro delle operazioni speciali ‘A’ della SBU hanno ottenuto risultati positivi. È stato colpito il quartier generale dei servizi segreti russi e distrutto un complesso contraereo “Pantsir-S1” sul nostro territorio temporaneamente occupato”, nell’oblast di Kherson. “Grazie solo a questa operazione, le perdite russe ammontano a circa cento occupanti uccisi e feriti. I russi devono capire che devono porre fine a questa loro guerra”, ha detto Zelensky, aggiungendo che gli attacchi ucraini a medio e lungo raggio “continueranno a funzionare”. 

     

     

    La Russia ha prodotto droni Shahed (ideati in Iran, acquistati dalla Russia poco dopo l’inizio della guerra, e poi prodotti anche in Russia) più veloci mentre l’Ucraina sta sviluppando missili intercettori low cost, e con un costo che si auspica di diminuire ulteriormente aumentando la quantità di unità sfornate, in grado di abbatterli. Tali sistemi sono già in fase di test, ha reso noto il ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, precisando che l’obiettivo di Kiev è quello di decuplicarne la produzione in modo da riempire i suoi arsenali per il prossimo autunno e inverno, quando la Russia riprenderà, questo è quello che si aspetta Kiev, la sua campagna contro le infrastrutture dell’energia. 

    Tali missili costituiranno un altro strato della difesa multistrato messa a punto dall’Ucraina durante la guerra e che ora esporta all’estero, dai Paesi del Golfo o in Medio Oriente, al Caucaso e all’Europa. Le forze di Kiev, ha aggiunto il ministro, hanno raddoppiato la percentuale di Shahed abbattuti da droni intercettori negli ultimi quattro mesi, anche se Mosca ha aumentato il numero di droni che lancia ogni mese di circa il 35 per cento. Il problema di Kiev rimane tuttavia quello dei missili balistici che ancora bucano le sue difese. 

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    internazionale/esteri

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  • Periferie, Bonassi (Intesa Sanpaolo): “Con Save the Children trasformiamo risorse in opportunità”

    Periferie, Bonassi (Intesa Sanpaolo): “Con Save the Children trasformiamo risorse in opportunità”

    (Adnkronos) – “L’attenzione ai temi dell’infanzia e alle situazioni di fragilità sono da tempo al centro dell’impegno di Intesa Sanpaolo e in questo percorso la collaborazione con Save the Children è fondamentale, perché lavorare insieme permette di trasformare le risorse in opportunità educative”. Lo ha detto Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo, intervenendo a Impossibile 2026, la biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in corso all’Acquario Romano di Roma sul tema ‘Investire nelle periferie, investire nell’infanzia’. Bonassi ha sottolineato che la collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Save the Children si basa su un modello di coprogettazione degli interventi.  

    ‘Studiamo insieme gli interventi, condividendo obiettivi, strumenti e metodi di lavoro – ha spiegato – Come banca mettiamo a disposizione non solo risorse economiche, che sono comunque fondamentali, ma anche esperienze e competenze”. Secondo Bonassi, nelle aree più fragili è necessario creare spazi in grado di sostenere la crescita educativa e sociale dei giovani. “Nelle periferie servono luoghi sicuri dove le persone possano costruire competenze, sviluppare relazioni e ritrovare opportunità educative”, ha concluso. 

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    cronaca

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  • No a vino e carne rossa, il doppio divieto di Garattini a tavola

    No a vino e carne rossa, il doppio divieto di Garattini a tavola

    (Adnkronos) –
    No al vino e alla carne rossa. Sono i ‘divieti’ che il professor Silvio Garattini prevede a tavola per un’alimentazione amica della salute. “Il vino contiene alcol che è cancerogeno”, dice il fondatore dell’istituto Mario Negri a La volta buona, su Raiuno, nella puntata in onda oggi 21 maggio. “E’ consigliabile bere la birra dealcolata, in futuro ci sarà anche il vino senza alcol che è una sostanza cancerogena: questo lo dobbiamo sapere, poi ognuno è libero di fare quello che vuole”, dice lo scienziato. 

    Discorso simile per quanto riguarda la carne rossa: va assunta in quantità estremamente moderate e, se possibile, va sostituita. “La piramide della dieta mediterranea è ricchissima di alimenti: frutta e verdura, pane e pasta, riso e prodotti integrali, pesci e legumi. Ci sono uova e carne magra, ci sono tante opzioni. Bisogna limitare il consumo di carne rossa e di affettati, che danno probabilità di tumore del colon”, avverte Garattini. 

    C’è una quantità ‘massima’? “Si consiglia di mangiare non più di 100 grammi di carne rossa alla settimana, bisogna evitare soprattutto la carne alla brace perché contiene sostanze cancerogene. Le proteine animali si possono ottenere in tanti altri modi, ad esempio con uova e pesce: non serve assumere carne rossa. Il mio compito è dare informazioni corrette coerenti con le conoscenze scientifiche, poi ovviamente viviamo in uno stato libero e ognuno può fare come vuole… 

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    cronaca

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  • Casa, Rete delle Professioni Tecniche in audizione: serve approccio strutturale

    Casa, Rete delle Professioni Tecniche in audizione: serve approccio strutturale

    (Adnkronos) – Il Piano Casa 2026 rappresenta un intervento importante per affrontare l’emergenza abitativa, sostenere il recupero del patrimonio edilizio esistente e favorire nuovi programmi di rigenerazione urbana, ma necessita di alcuni correttivi per garantirne piena efficacia, sostenibilità e concreta attuazione sul territorio. Questo, in sintesi, quanto sottolineato dalla Rete delle Professioni Tecniche (Rpt), l’associazione fondata nel 2013 che riunisce 8 Consigli nazionali di Ordini e Collegi professionali di area tecnica e scientifica, in audizione ieri, 19 maggio, presso le competenti commissioni parlamentari sul disegno di legge di conversione del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante ‘Piano Casa 2026’. A rappresentare la Rete Sergio Comisso dell’Ordine dei periti Industriali e Daniele Mercuri dell’Ordine dei geologi, che hanno illustrato osservazioni e proposte finalizzate a rafforzare l’efficacia delle misure contenute nel provvedimento.  

    Nel corso dell’audizione, la Rete delle Professioni Tecniche ha espresso apprezzamento per l’intento del decreto di affrontare l’emergenza abitativa e ampliare l’offerta di alloggi, sottolineando tuttavia la necessità di accompagnare le misure previste con una strategia più ampia e strutturale. Secondo la Rpt, il tema della casa non può essere affrontato esclusivamente in termini quantitativi, ma richiede una visione integrata capace di tenere insieme rigenerazione urbana, sicurezza del patrimonio edilizio, sostenibilità ambientale, pianificazione territoriale e qualità del costruito. Particolare attenzione è stata posta al recupero e alla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, considerato un elemento centrale per contenere il consumo di suolo e favorire processi di riqualificazione urbana.  

    In tale contesto, la Rete ha richiamato l’esigenza di una maggiore integrazione tra politiche abitative, interventi di efficientamento energetico, mitigazione del rischio sismico e idrogeologico e obiettivi di sostenibilità. Evidenziato, inoltre, come la complessità degli interventi previsti richieda procedure amministrative più chiare e coordinate, evitando sovrapposizioni normative e garantendo un quadro regolatorio stabile. Un elemento ritenuto essenziale riguarda il pieno coinvolgimento delle competenze tecniche professionali nelle fasi di programmazione, progettazione e attuazione degli interventi.  

     

    L’attività, sostiene la Rete, può avvenire solo con l’introduzione di uno specifico criterio direttivo di sussidiarietà volto a riconoscere, disciplinare e valorizzare in modo organico le funzioni dei tecnici liberi professionisti e il ruolo istituzionale degli Ordini e Collegi professionali dell’Area Tecnica nell’ambito dei procedimenti previsti dal decreto legge. Tutto ciò a partire dal coinvolgimento delle professioni all’interno della cabina di monitoraggio, per l’individuazione degli interventi di particolare complessità e la definizione degli indirizzi generali, le priorità territoriali e tipologiche di intervento e valorizzazione del patrimonio pubblico. 

    In conclusione, nel corso dell’intervento, la Rete ha sottolineato che il ‘Piano Casa 2026’ potrà rappresentare un’opportunità concreta solo se accompagnato da strumenti capaci di assicurare continuità degli investimenti, qualità degli interventi e una visione di lungo periodo orientata alla resilienza dei territori e alla sicurezza dei cittadini.  

    L’occasione è stata utile per ribadire la disponibilità della Rete a collaborare con Parlamento e governo per la definizione di strumenti operativi in grado di garantire equilibrio tra accelerazione delle procedure, qualità degli interventi e tutela dell’interesse pubblico. 

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  • Ia, al museo Ferruccio Lamborghini il primo metodo italiano di vendita che integra intelligenza artificiale

    Ia, al museo Ferruccio Lamborghini il primo metodo italiano di vendita che integra intelligenza artificiale

    (Adnkronos) – Dal 20 al 22 maggio 2026 il museo Ferruccio Lamborghini ospita l’edizione 2026 di Venditore Vincente, il programma di formazione commerciale di Frank Merenda. Per la prima volta un metodo italiano fa dell’AI uno strumento strutturale della vendita, non un accessorio. Il sistema è costruito su sette meccanismi psicologici documentati dalla letteratura scientifica internazionale che spiegano il comportamento del cliente italiano. Le piccole e medie imprese italiane sanno costruire prodotti straordinari, ma non sanno venderli. È il paradosso che da decenni accompagna la manifattura del Paese e che Venditore Vincente, il principale programma italiano di formazione commerciale per imprenditori, manager e venditori di PMI ideato da Frank Merenda, affronta nell’edizione 2026 ospitata dal 20 al 22 maggio dal Museo Ferruccio Lamborghini di Casette di Funo, in provincia di Bologna. La scelta della cornice è programmatica.  

    “L’Italia ha la cultura del prodotto, non quella della vendita”, spiega Frank Merenda. “Sappiamo costruire cose straordinarie e non sappiamo posizionarle, raccontarle, venderle al prezzo che meritano. Ferruccio Lamborghini è il simbolo opposto: un artigiano che ha trasformato un’idea differenziante in un brand globale. È esattamente il salto che alle nostre PMI manca”.  

    L’edizione 2026 introduce un cambio strutturale rispetto a qualsiasi corso di vendita italiano fino a oggi. L’intelligenza artificiale non è una sezione accessoria del programma, ma un asse portante del metodo proprietario di Merenda: uno strumento di lavoro quotidiano che il venditore impara a usare per profilare il cliente prima della trattativa, analizzare in modo sistematico le sette fonti pubbliche disponibili online, anticipare le obiezioni e arrivare all’incontro con un vantaggio informativo che la concorrenza non ha. Il messaggio del corso è esplicito: nel 2026 il vantaggio competitivo nella vendita non è più solo nel talento del venditore, è nella qualità della preparazione. E la preparazione, oggi, si fa con l’AI o non si fa. Venditore Vincente è il primo programma italiano di vendita che fa di questo principio la propria architettura. 

    Il secondo elemento di originalità è la base scientifica. Il punto di partenza del metodo non è la tecnica, ma una diagnosi clinica del comportamento del cliente italiano: sette meccanismi psicologici documentati dalla letteratura scientifica internazionale che spiegano perché vendere in Italia è un mestiere diverso da vendere altrove. Tra i principali: il locus of control esterno teorizzato da Julian Rotter nel 1966, il cliente che aspetta un momento giusto che non arriva mai. La dissonanza cognitiva di Leon Festinger del 1957, il cliente che difende il fornitore storico per non ammettere trent’anni di scelte sbagliate. La minaccia identitaria teorizzata da Claude Steele nel 2002, il cliente che fa l’esperto di tutto e non può ammettere di non sapere. Il conformismo al gruppo di Solomon Asch del 1951, il cliente che delega la decisione al cugino. 

    Su questa diagnosi Merenda ha costruito un sistema operativo di sette fasi della trattativa, ognuna pensata come contromisura specifica a uno o più di questi meccanismi. Il programma si sviluppa in tre giornate e attende 350 partecipanti provenienti da tutta Italia. Negli anni Venditore Vincente ha formato oltre 10.000 tra imprenditori, dirigenti commerciali e venditori delle PMI italiane. 

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  • Minacce a Giorgia Meloni sui social, 31enne condannato a tre mesi

    Minacce a Giorgia Meloni sui social, 31enne condannato a tre mesi

    (Adnkronos) – Un uomo di trentuno anni è stato condannato dal Tribunale di Roma a 3 mesi per le minacce via social rivolte nel 2020 a Giorgia Meloni, all’epoca parlamentare di Fratelli d’Italia.  

    L’accusa di minacce aggravate contestate dalla procura di Roma fa riferimento a due post pubblicati dell’imputato, difeso dall’avvocato Marco Martorana, nel marzo 2020. “Sapete cosa velocizzerebbe questo tempo di quarantena? Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Viktor Orban tutt’e tre sullo stesso patibolo” si leggeva in un post. E ancora “Giorgia ti voglio 4ppes4 a testa in giù a sgocciolare per bene insieme all’amico tuo”.  

    L’attuale premier si è costituita parte civile nel procedimento, rappresentata dall’avvocato Urbano del Balzo.  

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