Categoria: Ultim’ora

  • Bullismo, Barachini: “Social possono essere violenti, aiutare i ragazzi a conoscerli e usarli in serenità”

    Bullismo, Barachini: “Social possono essere violenti, aiutare i ragazzi a conoscerli e usarli in serenità”

    (Adnkronos) – “Il 90% dei ragazzi dagli 11 anni in sù usa quotidianamente i social. I social sono il loro mondo, la loro bolla ma purtroppo sono anche la loro educazione. E il mondo digitale può essere estremamente violento, può riprodurre un linguaggio che ferisce e ferisce soprattuto all’inizio di un percorso di crescita. Noi dobbiamo come istituzioni stare vicino ai ragazzi, stare vicino alle famiglie che stiano vicino ai ragazzi. I genitori devono ‘leggere’ i figli quotidianamente, capire se ci sono stati emotivi particolarmente critici e cercare di aiutarli a conoscere questi strumenti digitali, a migliorare la loro conoscenza e la loro crescita in serenità”. Lo ha detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, arrivando alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall’Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell’Informazione dell’Adnkronos. 

    Barachini ha posto l’accento anche sulla responsabilità del mondo giornalistico: “Credo che la responsabilità del mondo giornalistico sia strategica. Penso che ritrovare un linguaggio pacato, meno polarizzato, meno divisivo, meno aggressivo sia fondamentale per il mondo giornalismo ma fondamentale ancora di più per chi approccia questo mondo”.  

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  • Bullismo, De Felice (Inps): “I giovani cercano sostegno nello Stato”

    Bullismo, De Felice (Inps): “I giovani cercano sostegno nello Stato”

    (Adnkronos) – “I giovani sentono un disagio diffuso ed esistenziale e quindi cercano punti di approdo, sia nella famiglia che nella scuola. Tuttavia, è sempre più evidente che i giovani cerchino un sostegno nello Stato e nelle istituzioni”. Lo ha detto Diego De Felice, direttore centrale comunicazione Inps nel suo intervento alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall’Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell’Informazione dell’Adnkronos. 

    “Anche noi come Inps, che siamo articolazione dello Stato, ci siamo posti il problema di colloquiale con il mondo giovanile nella fase critica in cui i giovani si allontanano dal mondo scolastico e si approcciano al mondo lavorativo o universitario. Lo facciamo parlando il loro linguaggio”, ha aggiunto, elencando i sistemi che l’ente previdenziale offre ai giovani nella fase complicata in cui si passa dal mondo scolastico a quello lavorativo o universitario. “Abbiamo fatto un portale giovani per offrire formazioni mirate in cui si identifica chi è occupato o disoccupato”. Un sistema che permette di identificare i ragazzi che non studiano né lavorano che in Italia “sono circa un milione e mezzo e sono quelli spesso più attratti da fenomeni di bullismo. Riuscire a offrire dei servizi a loro è anche un contrasto per derive negative”, ha spiegato De Felice, che ha sottolineato come il vero strumento per contrastare i fenomeni di disagio resta l’educazione nelle scuole. 

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  • Caso Garlasco, il padre di Andrea Sempio: “Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi, quel giorno era a casa con me”

    Caso Garlasco, il padre di Andrea Sempio: “Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi, quel giorno era a casa con me”

    (Adnkronos) –
    Giuseppe Sempio ribadisce l’innocenza del figlio e gli fornisce un alibi. “Andrea è innocente, mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi – afferma l’uomo in un’intervista esclusiva al Tg1 – E noi siamo forti su questo”. “È stata una vigliaccata – attacca – Di chi, non lo posso sapere. Lo dico io, così”. “Mio figlio – ribadisce – quel giorno lì stava a casa con me. Stava a casa sua con me”, afferma il padre del 38enne, unico indagato nel caso Garlasco.  

    Una settimana fa era stato Andrea Sempio in tv, in un’intervista a ‘Quarto Grado’, aveva ribadito la sua innocenza: “Non ho commesso l’omicidio, non ho ammazzato Chiara”, aveva ribadito a Martina Maltagliati. “Io non ho mai visto i video di Chiara, non c’è mai stato questo mio interesse verso Chiara – ha assicurato – non c’è mai stato nulla di tutto ciò. Capisco che alla fine bisognava trovare un qualche tipo di movente, è stato scelto questo, va bene”. Sempio sottolinea che “col senno del poi son capaci tutti di dire ‘Quella cosa non l’avrei scritta, o magari quella cosa l’avrei scritta ma l’avrei scritta meglio, più comprensibile’. Però, quando sarà il momento ci dedicheremo a spiegare anche quelle cose, come appunto il discorso del forum – osserva – Adesso c’è altro di ben più importante”. Riguardo all’amico Marco e alla famiglia Poggi, Sempio sostiene che “pensare che lui o la sua famiglia potessero avere dei dubbi nei miei confronti, ovviamente è un pensiero che mi farebbe star male. Io però non lo credo. Non credo che loro abbiano avuto dei dubbi, nonostante tutto il bombardamento mediatico che c’è stato”. 

     

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  • Minori, a Roma ‘Impossibile 2026’: la biennale di Save the Children sui diritti

    Minori, a Roma ‘Impossibile 2026’: la biennale di Save the Children sui diritti

    (Adnkronos) – “Migliorare le condizioni di vita dei bambini, delle bambine e degli adolescenti che vivono nelle aree più vulnerabili del nostro Paese significa investire nel loro futuro, e di conseguenza nella qualità della nostra democrazia. Negare pari opportunità ai bambini e alle bambine, in base al luogo in cui crescono, è una ferita sociale profonda, con effetti anche sulla tenuta e la credibilità delle istituzioni”. Così Claudio Tesauro, presidente di Save the Children, nel suo intervento di apertura di ‘Impossibile 2026 – la Biennale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza’ in corso oggi a Roma – ricordando che, come emerso dalla ricerca dell’Organizzazione I luoghi che contano, oggi nei comuni capoluogo delle 14 città metropolitane, un/una minore su dieci vive in aree fragili, dove il tasso di abbandoni e bocciature è doppio rispetto alla media delle città e un adolescente su due percepisce lo stigma sociale verso il proprio quartiere. 

    Aprendo i lavori dell’appuntamento, che quest’anno è dedicato al tema “Investire nelle periferie, investire nell’infanzia”, Tesauro ha sottolineato “la necessità di superare interventi frammentati e costruire una politica pubblica stabile e duratura per ridurre le disuguaglianze sociali e territoriali che oggi privano migliaia di bambini, bambine e adolescenti di opportunità di futuro. Con questo obiettivo, e proprio perché Impossibile non vuole essere solo un evento pubblico ma un luogo dove si costruiscono proposte concrete di cambiamento, chiediamo una legge per garantire nelle aree più vulnerabili spazi socio-educativi sicuri e accoglienti, attivi tutto l’anno, dove i minori possano trovare opportunità culturali, relazionali, ricreative, sportive e di sostegno educativo e psicologico. A sostegno di questa proposta, abbiamo lanciato proprio in questi giorni una petizione pubblica rivolta a tutte e tutti, perché dare un luogo al tempo che conta, quello dell’infanzia e dell’adolescenza, significa costruire una società più coesa e più giusta. Ce lo chiedono anche i ragazzi e le ragazze coinvolti nella ricerca ‘I luoghi che contano’, che ci parlano di opportunità negate, di diritti non pienamente garantiti, di talenti lasciati ai margini. E questo, in un Paese come il nostro, non è accettabile. Perché quando un territorio offre meno possibilità di un altro, non siamo di fronte a un destino già scritto, ma al risultato di una scelta politica. Per questo oggi non possiamo limitarci a osservare le periferie e a considerarle solo come luoghi di fragilità e marginalità, ma dobbiamo riconoscerle nella loro complessità, anche come spazi di sperimentazione e innovazione, come luoghi densi di energie e risorse che chiedono solo di essere sostenute. Per questo dobbiamo ridisegnare le priorità. E tutto questo richiede risorse, continuità e responsabilità condivisa”. 

    Secondo la ricerca I luoghi che contano realizzata da Save the Children, nei comuni capoluogo delle 14 città metropolitane italiane un/a minore su dieci (circa 142mila in totale) vive in un’area di disagio socioeconomico urbano (Adu). In queste aree – 158 in totale individuate da Istat – il 42,3% delle famiglie vive in povertà relativa; il 15,4% di studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado (più di uno/a su sette) ha abbandonato la scuola o ripetuto l’anno scolastico, una percentuale doppia rispetto alla media del 7,6% dei comuni delle città metropolitane; il 20,8% di chi frequenta l’ultimo anno delle medie è a rischio dispersione implicita (10 punti percentuali in più della media dei comuni dell’11%); più di un 15-29enne su 3 (35,6%) non studia e non lavora, rispetto al 22,9% della media dei comuni (+12,7 punti percentuali). Dopo la relazione introduttiva del presidente Tesauro, i lavori di Impossibile 2026 – moderati dal Direttore dell’Ansa Luigi Contu – proseguono con gli interventi del sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, della sindaca di Bergamo Elena Carnevali, delegata Istruzione, Politiche educative, Edilizia scolastica Anci, del questore di Roma Roberto Massucci, dell’assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio Massimiliano Maselli e del sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri. 

     

    A seguire due momenti di confronto. “I luoghi che contano: evidenze e strategie per il cambiamento”, con Raffaela Milano, direttrice Ricerca di Save the Children, Antonella Polimeni, rettrice dell’Università di Roma La Sapienza, Marco Rossi-Doria, presidente di Con i bambini e Don Marco Pagniello, direttore Caritas Italiana. E “L’infanzia al centro: costruire alleanze e reti per il cambiamento”, con Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children, Paolo Bonassi, chief social impact officer di Intesa Sanpaolo, Antonella Portarapillo, dirigente scolastica dell’Ic Ferdinando Russo di Napoli, e Fabrizio Arena, presidente dell’Associazione Zen Insieme di Palermo. Al centro della plenaria le testimonianze di ragazze, ragazzi e operatrici di Save the Children impegnate sul territorio, insieme a un monologo dell’attore e regista Claudio Amendola. 

    Nel pomeriggio si svolgeranno i Dialoghi Possibili, tre tavoli di lavoro paralleli – realizzati in collaborazione con ANCI – in cui saranno ragazze e ragazzi del Movimento Giovani e dei Comitati di Innovazione di Save the Children, insieme al Comitato di pilotaggio della ricerca coordinato da Scomodo, a confrontarsi con attori politici, istituzionali, del mondo accademico, delle imprese e del terzo settore per arrivare alla definizione di proposte concrete di cambiamento. 

    Al primo Dialogo, Generazione periferia: costruire futuro, creare opportunità, sono stati invitati a partecipare Margherita Accornero (Responsabile progetti e formatrice, Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti – COSPE), Alessandro Battilocchio (Deputato FI, Presidente della Commissione di inchiesta sulle periferie), Mauro Berruto (Deputato PD, già CT Nazionale Volley maschile), Elena Carnevali (Sindaca di Bergamo, Delegata Istruzione, Politiche educative, Edilizia scolastica ANCI), Andrea Ciarini (Professore associato di Sociologia Economica e del Lavoro Sapienza Università di Roma), Fabio Gelao (Presidente della Cooperativa Sociale Progetto Città, Bari), Irene Manzi (Deputata, Responsabile scuola del PD), Bianca Piserchia (Responsabile Area Progettazione, Governance e Advocacy della Fondazione Banco dell’Energia), Antonella Portarapillo (Dirigente scolastico, DS IC Russo, Napoli), Giorgio Righetti (Direttore Generale di ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa) e Laura Tondi (Sustainability Manager in IKEA Italia). 

     

    Al secondo Dialogo, Periferie che parlano: resilienza, appartenenza e partecipazione, sono stati invitati Vittoria Baldino (Deputata, Vicepresidente del Movimento 5 Stelle), Paola Barretta (Portavoce Associazione Carta di Roma), Giuseppe Battaglia (Assessore alle Periferie del Comune di Roma), Camilla Bianchi (Assessora a Transizione ecologica, Ambiente e Verde Comune di Brescia), Marco Birolini (Giornalista di Avvenire, esperto di inchieste su tematiche sociali e criminalità), Andrea Comollo (Responsabile Comunicazione di WeWorld), Ivonne Cosciotti (Sindaca di Pioltello – MI), Francesca D’Onofrio (Presidente della cooperativa sociale L’Orsa Maggiore, Napoli), Claudia Giordano (Dirigente Scolastico IC Via delle Azzorre, Ostia – Roma), Domenico Iannacone (Giornalista, regista e autore televisivo), Salvatore Monni (Professore ordinario di Politica Economica Università Roma Tre), Veronica Rossi (Sustainability Director Lavazza Group e Segretario Generale Fondazione Lavazza) e Daniele Spagnoli (Sustainability Manager del Gruppo Feltrinelli). 

    Per il terzo Dialogo, Culture di periferia: immaginari, legami e futuri condivisi, sono stati invitati a partecipare Beatrice Aimi (Assessora alla Comunità Giovanile e alle Politiche Giovanili del Comune di Parma), Luca Burlando (Segretario Amministrativo del Consiglio Nazionale Giovani), Massimo Castiglia (Sponsor and event manager Corporate Communication Italy di Ferrero S.p.A.), Giulio Cederna (Direttore della Fondazione Paolo Bulgari), Mauro Cristoforetti (Presidente Cooperativa Sociale EDI Onlus), Felice Fabrizio (People and Sustainability manager di Juventus), Paolo Lozzi (Dirigente scolastico, IC Ennio Morricone, San Basilio – Roma), Elena Paoli (Referente progetti sociali del Commissario straordinario per i territori ad alta vulnerabilità), Valentina Prisciandaro (Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali – CNOAS), Michele Raitano (Professore Ordinario in Politica Economica, Sapienza Università di Roma), Francesco Rullani (Professore ordinario presso la Venice School of Management, Yunus Social Business Centre, Ca’ Foscari di Venezia), Sandra Sarti (Coordinatrice del Tavolo Terzo settore della Fondazione Fratelli Tutti), Anna Scavuzzo (Vicesindaca e Assessora alla Rigenerazione Urbana e Educazione del Comune di Milano) e Giorgio Tamburlini (Presidente del Centro per la salute del bambino – Csb). 

    I Dialoghi Possibili si concluderanno con gli interventi di Daniela Fatarella e Veronica Nicotra, segretario generale di Anci, moderati dalla giornalista di Rainews24 Francesca Biagiotti. Impossibile 2026 ha ricevuto il patrocinio della presidenza del Consiglio e di Roma Capitale. I media partner sono l’agenzia Ansa, Rai, Il Corriere della Sera, Chora & Will Media, AdnKronos. I Dialoghi Possibili sono realizzati in collaborazione con Anci. In occasione dell’evento, alcuni partner dell’Organizzazione hanno scelto di sostenere generosamente i progetti per l’infanzia di Save the Children: Fondazione Bvlgari, Bvlgari Hotels & Resorts, Fondazione Ferrarelle Ets, Ferrero Group, Lavazza Group, Lucart, Slamp, Tecò, Ferrari Trento e Tenute Lunelli. L’evento è stato inoltre sostenuto da Poste Italiane. Il progetto Inclusive Child Participation Networks (Icpn), cofinanziato dalla Commissione Europea, ha consentito la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze a Impossibile 2026. 

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  • Biennale Arte, Giuli visita Padiglione Italia con Buttafuoco: “Pace fatta, mia visita chiude polemica”

    Biennale Arte, Giuli visita Padiglione Italia con Buttafuoco: “Pace fatta, mia visita chiude polemica”

    (Adnkronos) –
    Con Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, “non c’è stata nessuna guerra personale”. Così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, parlando con i giornalisti questa mattina al termine della visita del Padiglione Italia alla 61esima Esposizione internazionale d’Arte. Nella visita degli spazi all’Arsenale, definita privata e riservata e svolta in un clima cordiale, Giuli è stato accompagnato dallo stesso Buttafuoco. “Pace fatta con Buttafuoco?” hanno chiesto i cronisti. “Ovvio”, ha risposto il ministro. 

    “L’amico Pietrangelo non è mai venuto meno, ma maggiore amica è la verità che rappresento come ministro”, ha aggiunto Giuli, citando Aristotele. “E’ una giornata perfetta, una giornata belissima”, ha concluso. 

    L’incontro tra Giuli e Buttafuoco è avvenuto dopo oltre due mesi di tensioni e polemiche legate alla presenza del Padiglione della Russia alla Biennale Arte e a un clima di gelo istituzionale culminato anche nell’assenza del ministro all’inaugurazione ufficiale della Mostra, lo scorso 9 maggio, preceduta da un’ispezione ministeriale a Ca’ Giustinian per verificare il rispetto delle sanzioni inflitte a Mosca dopo l’aggressione all’Ucraina. 

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  • Nicosia, insonnia e oblio: ‘King Marracash’ è il racconto di un bambino che ce l’ha fatta

    Nicosia, insonnia e oblio: ‘King Marracash’ è il racconto di un bambino che ce l’ha fatta

    (Adnkronos) – Finire nell’oblio è forse una delle paure più grandi di ogni essere umano. Vivere sapendo che un giorno nessuno ricorderà più chi sei stato, cosa hai fatto, cosa hai lasciato. Van Gogh, durante la sua vita, aveva venduto un solo dipinto. Solo dopo la morte il mondo si è accorto davvero del valore della sua arte. Ci sono artisti che vengono capiti troppo tardi. E poi ce ne sono altri che riescono a vedere il peso della propria eredità mentre sono ancora qui. Che assistono in prima persona al momento in cui la loro storia smette di appartenere solo a loro e diventa di tutti. ‘King Marracash’ parte proprio da questo: dal bisogno di fermare un momento preciso della vita e della carriera di un rapper che si è costruito da solo. Parte proprio dal bisogno di custodirlo quel momento prima che il tempo lo trasformi in ricordo. 

    Il film documentario su Fabio Bartolo Rizzo – prodotto da Groenlandia e Disney+ e diretto da Pippo Mezzapesa, arriva al cinema dal 25 al 27 maggio – e racconta il suo 2025, arrivato dopo un anno di traguardi e consacrazioni. In una delle sue prime interviste Marracash diceva che il suo sogno più grande era cantare a San Siro. Oggi quel sogno lo ha messo in tasca. Insieme a un disco di diamante per ‘Persona’, l’album che ha segnato un prima e un dopo nella sua carriera, e un Block Party nel quartiere dove è cresciuto e dove è tornato da re. 

    Ma la forza di ‘King Marracash’ sta proprio qui: nel fatto che Fabio abbia scelto di raccontarsi senza nascondersi più. Attraverso la musica, le persone che ama e quelle che lo hanno accompagnato fino a qui. Quella famiglia che Marracash ha sempre tenuto lontana dai riflettori. Forse perché, dopo che la storia con Elodie è finita sulla bocca di tutti – fino al palco del Festival di Sanremo – Fabio ha imparato la lezione, e cioè quanto possa essere violento lasciare entrare il mondo nella propria intimità. 

    C’è un fratello, Mirko, che Marra definisce il suo opposto. Si è costruito una famiglia, ha avuto dei figli. Tutte quelle cose che lui racconta in ‘Dubbi’ e osserva da lontano, quasi con la paura di non poterle meritare davvero. Poi c’è un padre, Salvatore – in perfetto stile siciliano – e una madre, Filippa, che lo hanno cresciuto come meglio potevano. Prima Nicosia, piccolo paese dell’entroterra siciliano, poi Milano, lo sfratto, fino alla Barona. La storia di questa famiglia sembrava già scritta. Persino il nome ‘Marracash’ nasce da quella sensazione di sentirsi diverso: da bambino lo chiamavano ‘marocchino’, ‘Marrakech’, per quei lineamenti mediterranei e per le sue origini siciliane. Fabio ha preso quel soprannome e lo ha trasformato in un’identità. In qualcosa che oggi tutti conoscono. 

    La storia di questa famiglia sembrava già scritta. E invece no. Marracash ha preso quella rabbia sociale, l’ha trasformata in parole e si è costruito una carriera barra dopo barra. Perché il 2025, per lui, ha significato soprattutto questo: chiudere dei cerchi. Prima ancora che davanti agli altri, davanti a sé stesso. 

    Nel docufilm Marra racconta anche il suo rapporto ‘malato’ con l’insonnia. Un problema che si trascina da quando era bambino, da quando per lasciarsi andare beveva di nascosto qualche bicchiere del vino di suo padre. E che ancora oggi continua a tormentarlo. Un male apparentemente incurabile, che Fabio prova a zittire con anni di sonniferi. Più che un’abitudine, quasi una sopravvivenza. In ‘King Marracash’ si mette a nudo davvero come forse non aveva mai fatto prima. I suoi genitori sono lì, nella loro umiltà disarmante. Un padre e una madre commossi sotto al palco mentre Fabio, tornato a Nicosia, riceve la cittadinanza onoraria. 

    C’è anche Elodie. Poche settimane fa l’abbiamo vista salire sul palco del ‘MARRA BLOCK PARTY’ alla Barona, mandando il pubblico completamente in tilt. Un’immagine, un momento che li ha rivisti insieme, che nessuno dimenticherà facilmente. C’è Guè, compagno di ‘Santeria’ e fratello prima ancora che collega. C’è Paola Zukar, la manager che Marracash considera uno dei pilastri fondamentali della sua vita. C’è il suo produttore, che accompagna ogni sua scelta artistica. E poi c’è una figura fondamentale: lo psicoterapeuta. Una persona che, negli anni, lo ha aiutato a scavarsi dentro, a fare i conti con quel bisogno costante di rincorrere l’euforia anche quando il mondo intorno tace. 

    È da lì che nasce il dualismo Fabio-Marracash. Un conflitto interiore che lui ha trasformato in una trilogia e in un tour negli stadi. C’è chi ha visto Fabio diventare Marracash e Marracash arrendersi a Fabio. Due anime che per troppo tempo si sono fatte la guerra, fino a capire di non poter esistere davvero l’una senza l’altra.  

    La sua storia artistica è una delle più particolari degli ultimi anni. Marracash pubblica ‘Persona’ il 31 ottobre 2019. Un album che sembrava un rischio: intimo, vulnerabile, diverso da tutto quello che aveva fatto prima. Poi arriva il successo. E con lui ‘Noi, loro, gli altri’ nel 2021. Dopo ancora, anni di silenzio. Quasi sparisce. Non perché manchi qualcosa da dire, ma perché Marracash è uno di quelli che hanno bisogno di chiudersi in una bolla prima di tornare a raccontarsi davvero. Così, all’improvviso, il 13 dicembre 2024 arriva ‘È finita la pace’. Un album che suona come uno sfogo: denuncia sociale, disillusione, ma anche voglia di rimettersi in discussione e ricominciare ancora una volta. 

    Forse perché la sua storia personale lo ha segnato profondamente. Forse perché partire dal nulla – da una “famiglia del ceto medio-basso” – e arrivare a diventare il King del Rap lascia addosso qualcosa che non passa mai davvero. Oggi Marracash è una delle penne più potenti e rispettate della scena musicale. Uno di quelli che hanno aperto la strada anche ad artisti come Sfera Ebbasta e Achille Lauro. Eppure, a guardarlo bene, sembra che una parte di Fabio faccia ancora fatica ad accettare davvero a tutto questo. Perché dentro di lui è rimasto quel ragazzo della Barona che viveva di strada e rubava motorini. Un figlio di genitori siciliani che cercava nelle barre un modo per non sentirsi inghiottito e trasformava i pensieri più bui in poesie. Marracash fa qualcosa che forse non siamo più abituati a vedere. In un mondo musicale dove si parla spesso di droga, sesso e soldi, lui parla delle proprie debolezze. Delle fragilità. Di quella emotività maschile che spesso viene soffocata. 

    Per la prima volta nella sua carriera spiega anche il vero significato di ‘Crudelia’. Forse il suo brano più streammato. Un amore viscerale, che toglie il fiato, ma non nel modo giusto. Un amore che marcisce prima ancora di nascere, che diventa tossico. Un amore che gli ha tolto tanto, ma che gli ha restituito tutto sotto un’altra veste: il successo. “Mentire senza emozioni, come fai?/ Il mio amore è marcito in odio”. È il pezzo durante cui ai concerti si spengono le luci e si accendono migliaia di torce. Quello che canti a squarciagola mentre lasci uscire tutto il dolore che hai dentro. Ed è strano pensare che una persona così amata possa sentirsi ancora così sola. Di giorno ci sono i fan, gli stadi, l’affetto, le persone che ti vedono come un idolo. Poi arriva la notte. E con lei il silenzio. Una testa che non smette mai di pensare, di muoversi, di fare rumore. 

    Fabio e Marracash hanno imparato a convivere. E nel 2025 Marracash sembra aver capito che, per chiudere certi cerchi, serve trovare una forma di pace interiore. E che per aprirne di nuovi bisogna avere il coraggio di raccontare la propria storia fino in fondo. La storia di un bambino che si vergognava perché sua madre faceva le pulizie nelle case dei compagni di scuola. La storia di un bambino che non avrebbe mai immaginato che tutto questo potesse diventare reale. Eppure è successo. Ma nemmeno alzare un disco di diamante tra le strade della Barona è bastato davvero. Nemmeno cantare in via Enrico De Nicola, nel posto dove anni fa usciva per spacciare, è bastato. Perché certi traguardi non riescono mai a riempire del tutto quello che hai dentro. 

    Forse è anche per questo che la notte non riesce a dormire. Perché è difficile accettare di aver realizzato davvero tutto ciò che sognavi. E forse, a volte, basterebbe guardare gli occhi di una madre orgogliosa per capire fino in fondo cosa si è diventati. Marracash è questo. E molto altro. Lui lo sa. Fabio forse lo sta ancora capendo. Ma una cosa è certa: l’oblio non gli appartiene. La sua storia è ancora all’inizio.  

    Arriveranno altri album, altri successi, altri pezzi di vita da raccontare. Lui sta ancora scrivendo il suo libro. Noi, forse, siamo solo a metà. Ma sì, l’oblio non gli appartiene. Viva la musica. E viva chi nella musica riesce ancora a raccontare le proprie fragilità senza vergognarsene. Viva Marracash, che è riuscito a costruirsi un’identità da zero. E viva Fabio, che i suoi sogni a occhi aperti è riuscito a renderli reali. (di Marica Di Giovanni) 

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  • Crisi energetica, Dombrovskis: “Esaminiamo deroga Patto di stabilità”

    Crisi energetica, Dombrovskis: “Esaminiamo deroga Patto di stabilità”

    (Adnkronos) – La Commissione europea sta “esaminando” la possibilità di attivare la clausola di salvaguardia nazionale per far fronte alla crisi energetica ed è “pronta a reagire agli sviluppi”, pur tenendo in considerazione l’esistenza degli stabilizzatori automatici e le limitazioni fiscali dei Paesi Ue. Lo dichiara il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis nel corso della conferenza stampa di presentazione delle previsioni economiche primaverili dell’Ue. 

    “In termini di flessibilità fiscali, sì, stiamo esaminando questa risposta politica e ciò che deve essere fatto anche sul fronte della politica fiscale e siamo pronti a reagire agli sviluppi”, risponde a una domanda sull’eventuale utilizzo della flessibilità già concessa dall’esecutivo Ue per l’aumento delle spese della difesa. “Ma ho già delineato i parametri principali, sia in termini di flessibilità che esistono già in un quadro che possiamo lasciare agire come stabilizzatori automatici, come anche alcune parole di cautela sulle limitazioni che affrontiamo in termini di spazio fiscale”, aggiunge il commissario Ue. 

    Per quanto riguarda il potenziale peggioramento delle previsioni economiche Ue rispetto alle proiezioni presentate oggi, Dombrovskis evidenzia che la finestra per la normalizzazione ipotizzata nel 2027 secondo lo scenario di base “si sta effettivamente restringendo. Detto questo, il nostro scenario di base rimane il nostro scenario principale che useremo anche per valutare la performance fiscale degli Stati membri e così via”. L’analisi degli scenari “si basa su determinate ipotesi” tra cui “le curve future dei mercati energetici, ovvero quali sono le aspettative del mercato in termini di evoluzione dei prezzi dell’energia, mentre la valutazione dello scenario si basa solo su determinate ipotesi”, aggiunge, spiegando che se i prezzi dell’energia rimangono più alti più a lungo l’esecutivo Ue ne terrà conto nella sua analisi.  

    Le previsioni economiche di primavera dell’Ue, pubblicate oggi dalla Commissione europea, rivedono al ribasso le previsioni di crescita del Pil dell’eurozona, che cala a 0,9% nel 2026 e 1,2% nel 2027 rispetto all’1,2% e 1,4% indicati dalle previsioni dello scorso autunno. L’esecutivo Ue si aspetta che l’inflazione raggiunga il 3% nel 2026 e cali al 2,3% nel 2027, un netto incremento rispetto allre previsioni autunnali dell’1,9% e 2% rispettivamente. Analogamente, il Pil dell’intera Unione passa da una crescita prevista dell’1,4% all’1,1% nel 2026, per poi tornare all’1,4% nel 2027. Le previsioni economiche primaverili vedono l’inflazione Ue al 3,1% nel 2026, un punto percentuale in più rispetto alle previsioni precedenti, e un attenuamento al 2,4% nel 2027. 

    L’indebolimento dell’attività economica si deve principalmente al conflitto in Medio Oriente, l’innesco di un “nuovo choc energetico” che “riaccende l’inflazione e scuote il sentiment economico”, come spiega l’esecutivo Ue. A febbraio 2026 si prevedeva che l’economia dell’Unione continuasse a espandersi, seppure a un “ritmo moderato”, e che l’inflazione calasse ulteriormente, ma le prospettive sono cambiate “sostanzialmente” dall’inizio del conflitto, con l’inflazione che ha cominciato a salire poche settimane dopo il suo inizio per via del forte aumento dei prezzi di petrolio e gas, e l’attività economica sta “perdendo slancio”. Secondo la Commissione , la situazione “è destinata a migliorare leggermente nel 2027 se le tensioni sui mercati energetici si allenteranno”. 

    “Il principale rischio che circonda la previsione riguarda la durata del conflitto in Medio Oriente e le sue implicazioni per i mercati energetici globali. Dato l’insolito grado di incertezza, e la finestra sempre più ristretta per una rapida normalizzazione delle condizioni di offerta, la previsione di base è integrata da uno scenario alternativo che ipotizza perturbazioni più prolungate”, scenario in cui i prezzi delle materie prime energetiche saliranno “significativamente” al di sopra delle curve dei futures di base, raggiungendo il picco a fine 2026 prima di riallinearsi gradualmente con esse entro la fine del 2027. In questo scenario, “l’inflazione non si attenuerebbe e l’attività economica non riuscirebbe a riprendersi nel 2027 come previsto nella previsione di base”, con prezzi più elevati che potrebbero spingere famiglie e imprese a ridurre in modo più marcato i consumi e gli investimenti. 

    Il rapporto tra debito e Pil italiano è destinato a raggiungere il 139,2% entro la fine del 2027, crescendo dal 137,1% registrato nel 2025. È quanto emerge dalle previsioni economiche primaverili rilasciate dalla Commissione europea, che segnano un netto peggioramento rispetto al 137,2% previsto dalle previsioni dello scorso autunno per la fine del 2027. 

    Secondo l’esecutivo europeo, l’incremento è riconducibile a un differenziale tra tassi di interesse e crescita sfavorevole all’andamento del debito, “nonché a consistenti aggiustamenti stock-flusso legati ai crediti d’imposta per la ristrutturazione delle abitazioni che hanno gravato sul disavanzo negli anni precedenti”. Resta invece “limitato” l’effetto di riduzione del debito derivante dagli avanzi primari. 

    Se confermate, le previsioni economiche vedrebbero il rapporto debito pubblico/Pil italiano superare quello greco nel 2027, che dovrebbe scendere al 134,4%, “sostenuto dalla robusta crescita del Pil nominale e dai persistenti avanzi di bilancio primari”, dal 146,1% registrato nel 2025. 

    Conti pubblici: previsioni Ue, debito/pil Italia a 139,2% entro fine 2027 

    Il rapporto tra debito e Pil italiano è destinato a raggiungere il 139,2% entro la fine del 2027, crescendo dal 137,1% registrato nel 2025. È quanto emerge dalle previsioni economiche primaverili rilasciate dalla Commissione europea, che segnano un netto peggioramento rispetto al 137,2% previsto dalle previsioni dello scorso autunno per la fine del 2027. 

    Secondo l’esecutivo europeo, l’incremento è riconducibile a un differenziale tra tassi di interesse e crescita sfavorevole all’andamento del debito, “nonché a consistenti aggiustamenti stock-flusso legati ai crediti d’imposta per la ristrutturazione delle abitazioni che hanno gravato sul disavanzo negli anni precedenti”. Resta invece “limitato” l’effetto di riduzione del debito derivante dagli avanzi primari. 

    Se confermate, le previsioni economiche vedrebbero il rapporto debito pubblico/Pil italiano superare quello greco nel 2027, che dovrebbe scendere al 134,4%, “sostenuto dalla robusta crescita del Pil nominale e dai persistenti avanzi di bilancio primari”, dal 146,1% registrato nel 2025. 

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  • A Milano World Tech Conference dal 24 al 27 giugno, attesi oltre 200 speaker

    A Milano World Tech Conference dal 24 al 27 giugno, attesi oltre 200 speaker

    (Adnkronos) – Governi, big tech, hyperscaler, grandi gruppi industriali e alcuni dei più importanti scienziati mondiali per discutere il futuro di quantum computing, artificial Intelligence, Hpc ed energia: è il programma di World Tech Conference di Milano.  

    Tra gli oltre 200 speakers attesi ci sono Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per Tech Sovereignty, Security and Democracy, insieme ad alcuni dei maggiori fisici e matematici contemporanei, tra cui Alain Connes, Medaglia Fields e Premio Crafoord, Michele Parrinello del Politecnico di Zurigo, Gian Francesco Giudice del Cern, Thibault Damour dell’Ihés, Jürg Fröhlich dell’Eth Zürich, Alan Baratz di D-Wave Quantum Inc. e Hidetoshi Nishimori, considerato uno dei padri teorici del quantum annealing. È inoltre previsto un contributo speciale del Premio Nobel Giorgio Parisi. 

    Tra i protagonisti centrali della conferenza vi sarà D-Wave, azienda pionieristica del quantum computing applicato, oggi riconosciuta a livello internazionale per avere trasformato il quantum da tec-nologia sperimentale a piattaforma industriale operativa. I sistemi quantum annealing di D-Wave, con oltre 4.400 qubit e architetture avanzate dedicate all’ottimizzazione computazionale – viene ricordato nel comunicato stampa di lancio di World Tech Conference – vengono oggi utilizzati per affrontare problemi considerati tra i più complessi al mondo e spesso intrattabili dai computer classici, quali ad esempio: ottimizzazione finanziaria e bancaria, gestione del rischio, logistica avanzata, reti energetiche intel-ligenti, telecomunicazioni, AI infrastructure optimization, supply chain, ricerca farmaceutica, drug discovery, simulazione molecolare, difesa, cybersecurity e gestione di infrastrutture critiche”. 

     

    Il tema centrale del World Tech Conference sarà infatti la convergenza tra Quantum Computing, AI ed energia, in una fase storica in cui c’è una crescita esplosiva che sta creando una domanda ed una offerta senza precedenti di capacità computazionale ed efficienza energetica. Secondo gli organizzatori, il quantum computing rappresenta oggi una delle poche tecnologie capaci di intervenire concretamente sull’ottimizzazione di sistemi industriali complessi, riducendo costi energetici, tempi computazionali e inefficienze infrastrutturali. 

    L’obiettivo del World Tech Conference – viene spiegato nella nota – “è trasformare Milano e la Lombardia nel principale punto di convergenza europeo tra governi, industria e ricerca avanzata sulle nuove architetture computazionali”. La presenza di D-Wave assume in questo contesto “un valore altamente strategico anche per il posizionamento dell’Italia all’interno del nuovo scenario tecnologico europeo, sempre più orientato verso capacità computazionale sovrana, AI industriale, medicina computazionale e infrastrutture energetiche avanzate”. 

    Il World Tech Conference punta inoltre a favorire la partecipazione dei principali player mondiali del settore quantum, creando in Italia il primo grande tavolo europeo dedicato al futuro industriale del Quantum Computing. Milano si prepara così ad ospitare uno dei più importanti eventi europei dedicati alle tecnologie strategiche del prossimo decennio. 

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  • Ucraina nell’Ue, la Germania accelera: Merz propone lo status di “membro associato”

    (Adnkronos) – La Germania accelera sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha proposto di concedere a Kiev lo status di “membro associato” dell’Ue, come passaggio preliminare all’adesione completa, destinata però a richiedere tempi lunghi e negoziati complessi. “E’ evidente che non saremo in misura di portare a termine il processo di adesione in un futuro prossimo, tenendo conto degli innumerevoli ostacoli e delle complessità politiche del processo di ratifica”, ha scritto in una lettera ai vertici dell’Ue, anticipata dall’Afp. Di conseguenza, Berlino propone la concessione a Kiev dello status di “membro associato”, “tappa decisiva” prima dell’adesione a tutti gli effetti.  

    Merz sottolinea nella lettera inviata, fra gli altri, al Presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa, e alla Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che non si tratterà in alcun modo di una “associazione light”, al ribasso. Tale status consentirà all’Ucraina di partecipare ad alcune riunioni del Consiglio europeo, di disporre di un commissario ‘associato’, e di deputati europei ‘associati’.  

    L’Ucraina ha ottenuto nel 2023 lo status di candidato ufficiale all’adesione all’Ue ma i negoziati di adesione sono stati frenati dal veto dell’Ungheria di Viktor Orban. La vittoria di Peter Magyar alle elezioni dello scorso 12 aprile, cambia la situazione. La Germania e la maggior parte degli altri Paesi europei auspicano che i negoziati possano ora iniziare effettivamente. Ma si tratterà di trattative lunghe e difficili, in particolare sul settore dell’agricoltura.  

     

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  • Bullismo, Tirillò (Agenzia Spaziale): “Mondo digitale è diventato un’assuefazione”

    Bullismo, Tirillò (Agenzia Spaziale): “Mondo digitale è diventato un’assuefazione”

    (Adnkronos) – “Come agenzia spaziale noi lavoriamo con tecnologie che mettono in connessione persone e dati su grandissima scala. Il problema oggi è come tradurre questi mezzi di comunicazione ai ragazzi per trasmettergli dei valori”. Lo ha detto Jacopo Tirillò, componente del Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia spaziale italiana nel suo intervento alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall’Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell’Informazione dell’Adnkronos. Al centro del panel di oggi il tema del linguaggio mediatico moderno e di come il fenomeno del bullismo sia rappresentato nel mondo digitale. “Il linguaggio è sempre lo stesso, ma la società di oggi è cambiata e il mondo digitale è diventato un’assuefazione”, ha sottolineato Tirillò affrontando i tanti sistemi mediatici “che mettono i ragazzi all’interno di una lavatrice di stimoli, dove i giovani si trovano di fronte a una realtà con sistemi differenti dal nostro passato”. Comprendere questi cambiamenti è alla base per avvicinarsi alle nuove generazioni. “La nostra vita frenetica ci vieta l’ascolto, ma se rallentiamo forse riusciamo a capire il sistema di disagio in cui si trovano a vivere i giovani di oggi”. 

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