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  • Camminata 6-6-6: cos’è il metodo low impact virale che aiuta a dimagrire e tonificare

    Camminata 6-6-6: cos’è il metodo low impact virale che aiuta a dimagrire e tonificare

    (Adnkronos) – Un’ora al giorno di camminata può bastare per dimagrire, migliorare la forma fisica, il metabolismo e il benessere mentale senza ricorrere ad allenamenti intensi in palestra. È questo il principio alla base della camminata 6-6-6, il nuovo trend fitness diventato virale sui social, che sta conquistando sempre più persone grazie alla sua semplicità e sostenibilità. 

    L’idea è trasformare il gesto più naturale del movimento umano in un’attività strutturata ed efficace per la salute, basata su una routine facile da ricordare e integrare nella vita quotidiana. 

     

    Il metodo ruota attorno al numero 6:  

    – 6 minuti di riscaldamento 

    – 60 minuti di camminata a ritmo sostenuto (circa 5–6 km/h) 

    – 6 minuti di defaticamento 

    Secondo il protocollo del trend, la camminata può essere svolta idealmente alle 6 del mattino o alle 6 del pomeriggio, per circa 6 giorni a settimana. Tuttavia, gli esperti sottolineano che la componente davvero essenziale resta la costanza, più che il rispetto rigido degli orari. 

    Durante l’ora centrale, il ritmo è moderato ma continuo, sufficiente a stimolare il sistema cardiovascolare e mantenere attivo il metabolismo. È possibile variare il percorso, inserire leggere salite o utilizzare piccoli pesi per aumentare l’intensità. 

     

    La camminata 6-6-6 si inserisce nella categoria degli esercizi aerobici a basso impatto, noti per la loro efficacia nel lungo periodo. 

    Tra i principali benefici: 

    – miglioramento della resistenza cardiovascolare 

    – attivazione del metabolismo e maggiore consumo calorico 

    – supporto al controllo dei picchi glicemici 

    – tonificazione di gambe e glutei 

    – riduzione di stress, ansia e tensioni mentali 

    La camminata regolare favorisce inoltre l’utilizzo dei grassi come fonte energetica, contribuendo alla perdita di peso in modo graduale e sostenibile. 

    Il vantaggio principale è la sua accessibilità: non richiede attrezzature, abbonamenti o competenze particolari, e può essere integrata facilmente nella routine quotidiana. 

     

    La struttura del metodo non è casuale. I 6 minuti iniziali servono ad aumentare gradualmente la frequenza cardiaca e preparare muscoli e articolazioni allo sforzo. I 6 minuti finali, invece, aiutano il corpo a tornare progressivamente allo stato di riposo, riducendo il rischio di affaticamento. 

    I 60 minuti centrali rappresentano una soglia considerata efficace per ottenere benefici aerobici concreti, in linea con le raccomandazioni generali sull’attività fisica moderata. 

     

    Non esiste un momento universalmente migliore, ma due opzioni principali: 

    Mattina: Aiuta ad attivare il metabolismo e a favorire l’utilizzo dei grassi come energia. Può migliorare anche la qualità del sonno. 

    Sera: Contribuisce a scaricare lo stress accumulato, regolare i livelli di glicemia e favorire il rilassamento prima del riposo notturno. 

     

    La popolarità del metodo si inserisce in una tendenza più ampia che rivaluta la camminata come forma di fitness accessibile ed efficace. Anche celebrità e icone del benessere hanno spesso sottolineato l’importanza del movimento quotidiano: tra queste anche l’attrice e attivista Jane Fonda, che continua a promuovere uno stile di vita attivo anche in età avanzata. 

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    cronaca

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  • Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità

    Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità

    (Adnkronos) – Investimenti in ricerca e innovazione, da una parte. Livello dei prezzi dei farmaci, dall’altra. Sono due variabili di una stessa equazione ma perché il risultato finale torni è necessario trovare un equilibrio corretto. Se ne parla diffusamente giovedì 21 maggio, in diretta streaming a partire dalle 9, in un talk Adnkronos con il contributo non condizionante di Farmindustria: ‘Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità’, con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, il direttore dell’Ufficio Relazioni internazionali di Aifa Armando Magrelli. A moderare l’incontro, il primo del ciclo ‘Equilibri e prospettive del sistema salute’, il vicedirettore dell’Adnkronos Fabio Insenga.  

    Negli ultimi anni c’è stata un’accelerazione significativa sul primo fronte: nuove terapie, nuove tecnologie e una pipeline globale di ricerca sempre più ampia. Sull’altro fronte, quello dei prezzi, c’è una pressione altrettanto crescente, alimentata dalle scelte di Donald Trump negli Stati Uniti, dai dazi all’imposizione del modello Most Favored Nation (Mfn), un sistema che lega il prezzo dei farmaci a quello praticato nei Paesi che hanno un reddito pro capite paragonabile e dove il costo è più basso, e ora anche dai rischi legati alla carenza di materie prime per la crisi in Medio Oriente. 

    Più in generale, accanto alla sostenibilità dei sistemi sanitari va tutelata la capacità di attrarre investimenti, sostenere la ricerca e mantenere competitiva l’industria farmaceutica. Allora la domanda è: come trovare l’equilibrio tra prezzi sostenibili, accesso rapido alle terapie innovative e sviluppo industriale?  

    Guarda la diretta: https://www.youtube.com/watch?v= YAaOlpfdnGE
     

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    economia

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  • Nutripiatto senza confini, a ReNest evoluzione multiculturale del cibo

    Nutripiatto senza confini, a ReNest evoluzione multiculturale del cibo

    (Adnkronos) – Essere un modello alimentare inclusivo, capace di mettere insieme equilibrio nutrizionale, tradizioni culturali e corretti stili di vita: è l’obiettivo di ‘Nutripiatto senza confini’, il progetto di educazione alimentare sviluppato da Nestlé con il contributo scientifico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e della Sipps – Società italiana di pediatria preventiva e sociale, presentato ieri a Milano durante ReNest, il percorso esperienziale ospitato nel parco di CityLife. L’iniziativa è stata al centro di uno degli appuntamenti del palinsesto di ReNest, che fino al 24 maggio propone eventi, talk, laboratori e visite guidate dedicate ai temi del benessere, della sostenibilità e della qualità della vita. In questo contesto, Nutripiatto senza confini – informa l’azienda in una nota – ha acceso i riflettori sull’importanza di sviluppare strumenti educativi in grado di dialogare con una società sempre più multiculturale, valorizzando le diverse tradizioni alimentari presenti oggi in Italia.  

     

    Nutripiatto senza confini nasce dall’evoluzione di Nutripiatto, il progetto che dal 2018 accompagna famiglie, scuole e operatori sanitari nella promozione di corrette abitudini alimentari tra bambini e bambine, raggiungendo circa 650mila giovani. Oggi il modello si amplia integrando i principi della dieta mediterranea con ingredienti e tradizioni culinarie provenienti da diverse culture del mondo, facilmente reperibili anche in Italia. Pensato per bambini e bambine dai 4 ai 14 anni, il progetto è uno strumento colorato, internazionale e immediato che supporta le famiglie nella scelta e nella realizzazione di pasti, colazioni e merende gustose ed equilibrate, senza rinunciare allapropria tradizioni culinarie. Cereali, proteine, frutta e verdura tipici di culture differenti – dalla quinoa al tofu, dai fagioli neri al pak-choi – trovano così spazio all’interno di un modello nutrizionale equilibrato e accessibile. Il progetto con una library di oltre 70 ricette è disponibile online. 

    “Con Nutripiatto senza confini vogliamo offrire a famiglie, insegnanti e operatori sanitari uno strumento semplice e concreto capace di unire educazione alimentare, inclusione e scoperta di nuove culture attraverso il cibo – afferma Chiara Spiezia, biologa nutrizionista, collaboratrice di ricerca all’Unità di ricerca in Scienze degli Alimenti e della nutrizione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – Oggi parlare di corretta alimentazione significa anche riconoscere e valorizzare la ricchezza delle diverse tradizioni presenti nel nostro Paese”. Il progetto – conclude la nota – conferma l’impegno di Nestlé nel promuovere strumenti concreti e scientificamente validati per supportare famiglie, docenti e operatori sanitari nell’educazione alimentare dei più piccoli, favorendo al tempo stesso inclusione e integrazione culturale. 

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    cronaca

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  • Almasri contesta giurisdizione Cpi: decisione il 3 luglio

    Almasri contesta giurisdizione Cpi: decisione il 3 luglio

    (Adnkronos) –
    Osama Almasri, rimpatriato in Libia dopo essere stato arrestato a Torino il 19 gennaio 2025, ha presentato, tramite i suoi legali, ricorso alla Corte Penale Internazionale il 15 aprile scorso, contestando sia la giurisdizione della Corte sul suo caso sia l’ammissibilità del procedimento avviato nei suoi confronti, in base agli articoli 17 e 19 dello Statuto di Roma. Lo riporta un’ordinanza pubblicata sul sito della Corte il 13 maggio scorso.  

    La Camera pre-processuale della Cpi, che esamina il ricorso, “prende atto del contenuto e della portata della contestazione, che comprende sia una componente giurisdizionale che una di ammissibilità. Al fine di consentire allo Stato libico un’opportunità concreta di presentare osservazioni, e rilevando che l’eventuale documentazione di supporto deve essere tradotta in una lingua di lavoro della Corte, la Camera ritiene opportuno fissare il 3 luglio 2026 come termine per la Libia e la Procura per rispondere alla contestazione”.  

    L’ordinanza è firmata da tre giudici, tutte donne: Iulia Antoanella Motoc, presidente, e le giudici a latere Reine Adélaïde Sophie Alapini Gansou e María del Socorro Flores Liera. 

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  • Analisi SoloAffitti: “A Milano calo mercato affitti fino a 15%, tempi locazione raddoppiano”

    Analisi SoloAffitti: “A Milano calo mercato affitti fino a 15%, tempi locazione raddoppiano”

    (Adnkronos) – Mercato degli affitti milanese in calo del 15%, con tempi di locazione raddoppiati. E’ quanto emerge dall’analisi realizzata dalla rete milanese di SoloAffitti. “Dopo anni di aumenti record e appartamenti assegnati in pochi giorni, oggi i canoni iniziano a scendere, i tempi di locazione si allungano e gli inquilini non sono più disposti ad accettare qualsiasi prezzo”, viene evidenziato. Il segnale di calo ha iniziato a manifestarsi nelle periferie nei primi mesi del 2025 per poi estendersi progressivamente anche alle aree più centrali della città nel secondo semestre. Una normalizzazione che arriva dopo anni di crescita eccezionale dei canoni e che sta modificando profondamente le dinamiche della locazione residenziale milanese. 

    Il rallentamento coincide inoltre con una crescente distanza tra i prezzi raggiunti negli ultimi anni e la reale capacità di spesa di lavoratori, giovani coppie e studenti. I numeri mostrano un raffreddamento evidente rispetto ai picchi raggiunti nel 2024. Per i bilocali in prima cerchia i canoni medi, che avevano toccato quota 1.700-1.800 euro più spese, si attestano oggi tra i 1.500 e i 1.600 euro, con una riduzione attorno al 10%. In seconda cerchia il calo arriva invece a circa il 15%, con valori scesi da 1.400 a circa 1.200 euro più spese. 

    Andamento simile anche per i trilocali: nelle zone più centrali si passa da circa 3.000 euro ai massimi a 2.500 euro più spese, mentre nelle aree semicentrali i valori medi scendono da 2.500 a circa 2.200 euro. Secondo la rilevazione, il settore non si è fermato, ma è profondamente cambiato il comportamento degli inquilini. Il numero medio di richieste qualificate per immobile è passato da circa 30 a 12, mentre i tempi medi di locazione sono aumentati da 3,5 a 7,7 settimane. 

     

    “La domanda – viene spiegato da SoloAffitti – continua a esistere, soprattutto per gli immobili ritenuti correttamente posizionati, ma gli inquilini oggi tendono sempre più spesso ad aspettare un ribasso oppure a orientarsi verso soluzioni alternative, invece di accettare immediatamente qualsiasi prezzo come avveniva fino a pochi mesi fa”. Uno degli elementi che emerge con maggiore forza dall’analisi riguarda la difficoltà di parte dei proprietari ad accettare il nuovo scenario. Molti locatori continuano infatti a prendere come riferimento gli annunci pubblicati online, spesso relativi proprio agli immobili che faticano a trovare un inquilino perché proposti a valori non più coerenti con la domanda reale. 

    Secondo la rete SoloAffitti, in numerosi casi i proprietari iniziano con richieste elevate nel tentativo di replicare i canoni record dello scorso anno, salvo poi ridurre progressivamente le pretese dopo settimane senza risultati concreti. Anche il canone concordato, grazie ai vantaggi fiscali, si sta rivelando in molti casi uno strumento efficace per favorire un adeguamento dei valori richiesti.  

    A incidere sul nuovo scenario è anche l’aumento dell’offerta disponibile sul comparto residenziale. Secondo gli operatori della rete, si osservano inoltre primi segnali di rientro verso la locazione tradizionale di alcuni immobili precedentemente destinati agli affitti brevi. Un fenomeno che convive però con una crescita degli annunci sulle piattaforme dedicate agli short rent, legata sia alla maggiore professionalizzazione degli operatori del settore sia alla forte componente stagionale connessa ai grandi eventi cittadini, dal Salone del Mobile al Fuorisalone. 

     

    “Milano resta uno dei mercati immobiliari più dinamici e costosi del Paese, ma oggi stiamo entrando in una fase diversa rispetto agli ultimi anni”, osserva Silvia Spronelli, ceo di SoloAffitti. “Non – aggiunge – siamo di fronte a un crollo del mercato, bensì a una normalizzazione dopo una lunga fase di crescita straordinaria dei canoni, accelerata nel post-Covid e sostenuta da una domanda molto aggressiva. Oggi gli stipendi non riescono più a tenere il passo dei prezzi raggiunti e gli inquilini sono diventati inevitabilmente più selettivi”. 

    “Il punto centrale – prosegue Spronelli – è che la domanda continua a esserci, ma è molto più razionale. Gli immobili con canoni coerenti continuano ad affittarsi rapidamente, mentre quelli fuori mercato restano online più a lungo. Per i proprietari diventa quindi fondamentale comprendere che lo scenario è cambiato: insistere sui valori record del 2024 rischia di tradursi in settimane di sfitto e in una perdita economica complessiva”. 

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    economia

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  • Iran, Pasdaran: “Se Usa attaccano guerra si estenderà oltre confini regione”

    (Adnkronos) – Resta alta la tensione tra Iran, Stati Uniti e Israele. I Guardiani della Rivoluzione islamica iraniana (Pasdaran) hanno lanciato un avvertimento diretto: “Se l’aggressione contro l’Iran si ripeterà, la guerra si estenderà oltre i confini della regione”, hanno dichiarato facendo riferimento alla possibilità che gli Stati Uniti riprendano gli attacchi contro l’Iran. 

    Nel loro messaggio, riportato dalle agenzie iraniane, i Pasdaran hanno adottato un tono fortemente bellicoso, ribadendo la loro capacità militare: “Il nemico americano-israeliano parla ancora una volta di minacce. Noi siamo uomini di guerra. La nostra forza si vede sul campo di battaglia e non nelle vuote dichiarazioni e nei profili virtuali”, hanno aggiunto i Pasdaran. 

     

    Lo Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il commercio globale del petrolio, resta il fulcro della crisi. Secondo aggiornamenti recenti, una petroliera sudcoreana sta attraversando proprio lo stretto, mentre le autorità di Seul monitorano la situazione per possibili rischi di sicurezza. 

    L’area rimane altamente instabile: negli ultimi mesi si sono registrati episodi di attacchi a navi commerciali e accuse reciproche tra Iran e Stati Uniti, con il rischio di blocchi o interferenze sulle rotte energetiche globali. 

    Gli analisti ricordano che circa un quinto del petrolio mondiale passa attraverso questo passaggio strategico, rendendo qualsiasi escalation potenzialmente globale. 

     

    Secondo indiscrezioni riportate dal New York Times, Israele e Stati Uniti avevano proposto all’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad di sostituire la leadership del Paese dopo la guerra. Israele avrebbe elaborato l’ambizioso piano e Ahmadinejad avrebbe persino fornito consulenza in merito, ma la mossa si è presto arenata. Il primo giorno di guerra, Israele ha bombardato l’abitazione di Ahmadinejad, ferendolo, nel tentativo di liberarlo dagli arresti domiciliari. Secondo il quotidiano, dopo quell’attacco Ahmadinejad avrebbe “cambiato idea” riguardo all’intenzione di sostituire il governo. 

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    internazionale/esteri

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  • Lattine alluminio, tasso di riciclo al 92,8% nel 2025

    Lattine alluminio, tasso di riciclo al 92,8% nel 2025

    (Adnkronos) – L’Italia si conferma tra i Paesi più virtuosi in Europa nel riciclo delle lattine per bevande in alluminio.  

    Nel 2025 il tasso di riciclo ha raggiunto il 92,8%, in aumento di 5,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Un risultato, frutto della procedura dedicata di determinazione del tasso di riciclo delle lattine avviata da Cial – Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio nel 2021 e condivisa con Conai. 

    “Si tratta di performance che dimostrano l’efficienza e l’efficacia del sistema nazionale di gestione dei rifiuti – spiega Cial – basato sulla raccolta differenziata e il riciclo, in grado di conseguire risultati pari, e in alcuni casi superiori, a quelli dei Paesi europei che da diversi anni hanno adottato il sistema con deposito cauzionale”. In Europa, il tasso medio di riciclo delle lattine per bevande dei sistemi basati sul deposito è attualmente intorno al 92%, mentre il tasso medio complessivo, includendo sia il sistema con deposito sia quelli con raccolta differenziata, è pari al 76,3% (dato Metal Packaging Europe / European Aluminium, febbraio 2026). 

    Nel complesso, sono state 65mila tonnellate di imballaggi in alluminio avviate a riciclo, contribuendo a evitare oltre 460mila tonnellate di CO2 equivalenti e a risparmiare energia pari a 205mila tonnellate equivalenti di petrolio. 

    La raccolta ‘fuori casa’ è uno dei fronti più strategici per avvicinarsi al traguardo del 100% di riciclo delle lattine: concerti, festival, eventi sportivi e spazi pubblici sono contesti ad alta densità di consumo, dove intercettare la lattina prima che venga dispersa fa la differenza. È qui che entra in gioco ‘Ogni Lattina Vale’, il progetto attivo oggi in 21 Paesi coordinato in Italia da Cial nell’ambito del programma internazionale Every Can Counts. 

    Nel 2025 Ogni Lattina Vale ha dato vita a numerose iniziative sul territorio. Guardando al 2026, il progetto proseguirà con una nuova stagione di attivazioni su tutto il territorio nazionale, tra cui: Comicon Bergamo, I-Days Milano, Firenze Rocks, Jova Summer Tour 2026. 

    I risultati raggiunti nel riciclo delle lattine e, più in generale, degli imballaggi in alluminio si inseriscono in un quadro nazionale sempre più solido: nel 2025 il tasso complessivo di riciclo degli imballaggi in alluminio ha raggiunto il 69,5%, superando già gli obiettivi europei fissati per il 2030.  

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    cronaca

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  • Diana Bracco: “L’Italia deve valorizzare i giovani e puntare sui talenti”

    Diana Bracco: “L’Italia deve valorizzare i giovani e puntare sui talenti”

    (Adnkronos) – “La prima cosa da fare per rendere l’Italia un Paese per giovani è ridare speranza, fiducia e orgoglio alle nuove generazioni. Occorre far capire ai ragazzi che il Paese investe su di loro, creando un clima culturale che renda, ad esempio, la meritocrazia un principio percepibile e non soltanto dichiarato”. Lo ha affermato intervenendo al Festival dell’Economia di Trento Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo Bracco e Presidente di Fondazione Bracco.  

    “Che i giovani italiani facciano esperienza all’estero va bene, ma devono poter tornare. I ragazzi di oggi sono la classe dirigente di domani e noi non possiamo permetterci di perderli. Servono – ha sottolineato . stipendi d’ingresso competitivi, sostegni alla genitorialità, asili nido e congedi parentali che permettano di costruire una vita familiare e professionale equilibrata. Occorrono poi interventi a favore dell’innovazione, della ricerca e del fare impresa, perché un Paese per giovani deve anche finanziare startup e spin-off universitari”.  

    “Ai nostri ragazzi direi però di non chiedersi soltanto cosa il Paese deve fare per loro, ma anche cosa loro stessi possono fare per l’Italia – di cui devono essere fieri perché viviamo in un luogo unico ricco di storia e di bellezza. È importante riaffermare con forza, perciò, dopo anni di lassismo e di confusione, il valore della conoscenza e dell’impegno e del sacrificio personale. Quella conoscenza ottenuta da una formazione continua che ci permette di unire memoria e innovazione, sapere e spirito critico. Cito in proposito la bella espressione usata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Lectio magistralis che ha tenuto di recente all’Università di Salamanca: ‘La conoscenza è il vento di cui il mondo oggi ha bisogno’. Il compito di cambiare le cose spetta dunque anzitutto ai giovani. Sono loro che devono costruire il futuro con spirito d’iniziativa e con il coraggio di mettersi in gioco e di affrontare sfide ed eventuali fallimenti: io credo che abbiano tutte le risorse per farcela”. 

     

    “Le cose da fare sono dunque tante, ed è per questo che serve uno sforzo corale delle Istituzioni, delle imprese e anche del mondo del no profit. Le stesse Fondazioni private possono fare molto. Noi come Bracco cerchiamo da tempo di dare il nostro contributo. Con il progetto Diventerò-Fondazione Bracco per i giovani abbiamo messo in atto decine di iniziative, offrendo opportunità concrete e intessendo legami duraturi con i ragazzi, con un investimento complessivo di oltre 4 milioni di euro dal 2012. Il progetto, che si aggiunge alle tante attività che facciamo come azienda, ha raggiunto più di 2.500 giovani meritevoli. Profili diversissimi tra loro, per età, studi, provenienza geografica, ma accomunati da talento e desiderio di conoscenza. Uno degli interventi più significativi è la collaborazione pluriennale con Accademia Teatro alla Scala, di cui Fondazione Bracco è Socio Fondatore: un’istituzione formativa tra le più prestigiose al mondo”. 

    “Infine, sul fronte della ricerca, un’iniziativa di cui sono particolarmente fiera è il Premio Felder del valore di un milione di euro lanciato in collaborazione col Politecnico di Milano: una Call internazionale che ha riportato in Italia un giovane ricercatore di talento. Il vincitore del premio, intitolato allo scienziato svizzero che per tanti anni ha diretto la ricerca di Bracco e le cui scoperte hanno rivoluzionato la diagnostica per immagini, è stato Gianvito Vilé che ha dato vita a un laboratorio indipendente al Politecnico per lavorare sulla chimica verde. Sono cose molto concrete che hanno prodotto risultati misurabili: un piccolo passo, certo, ma se si cammina tutti nella direzione giusta si può percorrere un lungo cammino”, ha concluso Diana Bracco. 

    Oltre a Diana Bracco, alla Tavola rotonda sono intervenuti Alessandro Benetton, presidente Mundys e Edizione Lavinia Biagiotti Cigna, presidente e ceo Biagiotti Group, Marina Brambilla, rettrice Università degli Studi di Milano e Alessandro Molinari, amministratore delegato e direttore generale Itas Mutua. 

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    economia

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  • Italia e ripescaggio Mondiali, scade ultimatum Fifa a Iran: cosa succede ora?

    (Adnkronos) –
    L’Italia può ancora sperare nel ripescaggio ai Mondiali 2026? Ad oggi, mercoledì 20 maggio, l’Iran non ha ancora ricevuto i visti dagli Usa per entrare nel Paese e partecipare alla prossima rassegna iridata, in programma a partire dal prossimo giugno proprio negli Stati Uniti, oltre che in Canada e Messico. Una situazione che imbarazza la Fifa, che aveva posto un ultimatum alla Nazionale iraniana, che scade proprio oggi. Cosa succede ora? 

    In caso di forfait, legato inevitabilmente al continuo della guerra con Usa e Israele, si riaprirebbe uno spiraglio per il ripescaggio degli azzurri, eliminati nella finale dei playoff dalla Bosnia lo scorso marzo. 

     

    L’Iran, in ogni caso, ha già iniziato le manovre di avvicinamento ai Mondiali 2026, al via il prossimo 11 giugno. La Nazionale si trova in questo momento in Turchia, dove si sta allenando e dovrebbe giocare alcune amichevoli, in attesa dei visti per entrare regolarmente negli Stati Uniti e poter giocare la competizione. L’incertezza intorno al rilascio della documentazione però ha portato la Fifa a lanciare un ultimatum. 

    Secondo quanto riportato da Il Messaggero infatti, il massimo organo di governo del calcio mondiale avrebbe indicato il 20 maggio, ovvero oggi, come termine ultimo per confermare in via definitiva la propria presenza al Mondiale, o rinunciare. Una deadline confermata nei giorni scorsi anche dal presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj: “Domani o dopodomani avremo un incontro decisivo con la Fifa. Devono fornirci garanzie perché la questione dei visti non è stata ancora risolta”, ha dichiarato nei giorni scorsi all’agenzia di stampa Irna, “non abbiamo ricevuto alcun chiarimento dalla controparte su chi abbia ottenuto il visto. Finora non è stato rilasciato nessun visto”. 

    Secondo il dirigente infatti, i giocatori dovrebbero recarsi nella capitale turca Ankara per il rilevamento delle impronte digitali, procedura necessaria per il rilascio dei documenti d’ingresso negli Stati Uniti. La federazione iraniana starebbe però cercando di trasferire le operazioni ad Antalya, località turistica più vicina e logisticamente più semplice da raggiungere. 

     

    Pochi giorni fa, ad aprire nuovamente al possibile forfait della Nazionale iraniana, come riportato da Nbc News, era stato proprio lo stesso presidente Taj, che aveva dichiarato che la Fifa deve garantire che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) non venga insultato dagli Stati Uniti, qualora l’Iran dovesse decidere di giocare nel Paese. La richiesta di Taj non è causale, visto che la scorsa settimana una delegazione iraniana, di cui faceva parte lo stesso presidente, è stata respinta al confine con il Canada, dove avrebbero dovuto partecipare al congresso Fifa andato in scena a Vancouver. 

    Taj ha poi affermato che la decisione di tornare indietro sia stata una loro scelta, ma aveva giudicato anche come irrispettoso il comportamento della polizia di frontiera canadese, confermando poi al parlamento che il visto del presidente delle Forze Armate iraniane (FFIRI) era stato annullato mentre era in volo, proprio a causa dei suoi legami con le Guardie Rivoluzionarie, inserite nel 2024 nella lista di organizzazioni terroristiche dal Canada, cinque anni dopo che gli Stati Uniti avevano fatto lo stesso. 

    Il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, ha inviato quindi una lettera esprimendo rammarico per il “disagio e la delusione” subiti dagli iraniani in Canada e invitando la Federazione a Zurigo il prossimo 20 maggio proprio per un incontro sui Mondiali. Sarà il giorno entro cui, verosimilmente, l’Iran scioglierà le riserve su una partecipazione o meno alla spedizione americana. Molto dipenderà dalle sorti della guerra, ma anche dalle garanzie di sicurezza che non solo la Fifa, ma, soprattutto, Donald Trump sapranno offrire. 

     

    Il presidente della Federazione calcistica dell’Iran ha dichiarato che un eventuale ritiro dell’Iran dai Mondiali priverebbe il Paese di una “importante risorsa diplomatica”. Mehdi Taj ha rilasciato queste dichiarazioni dopo che la federazione (FFIRI) aveva annunciato sabato la partecipazione dell’Iran al Mondiale, purché i paesi ospitanti accettassero le sue condizioni: “Se non partecipiamo ai Mondiali, perderemo un’importante risorsa diplomatica”, ha affermato Taj in un’intervista trasmessa sabato sera dalla televisione di Stato. 

    La partecipazione dell’Iran al torneo è avvolta nell’incertezza sin dallo scoppio della guerra a febbraio, in seguito agli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. Sabato, però, la Federazione calcistica iraniana (FFIRI) ha dichiarato sul suo sito web ufficiale: “Parteciperemo sicuramente ai Mondiali del 2026, ma gli organizzatori devono tenere conto delle nostre preoccupazioni. Parteciperemo al torneo, ma senza rinunciare ai nostri valori, alla nostra cultura e alle nostre convinzioni”. 

    Taj ha posto 10 condizioni per la partecipazione all’evento mondiale, chiedendo garanzie sul trattamento riservato al Paese. Tra le condizioni figurano il rilascio dei visti e il rispetto per lo staff della nazionale, la bandiera e l’inno nazionale durante il torneo, nonché la richiesta di maggiori misure di sicurezza negli aeroporti, negli hotel e lungo le strade che conducono agli stadi. L’Iran, che dovrebbe alloggiare a Tucson, in Arizona, durante i Mondiali, affronterà Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto nel Gruppo G. La nazionale iraniana esordirà ai Mondiali contro la Nuova Zelanda a Los Angeles il 15 giugno. 

     

    “L’Iran giocherà i Mondiali e il motivo è semplice: dobbiamo unire la gente. Il calcio ci unisce, dobbiamo essere ottimisti e sorridere. Ci sono problemi nel mondo, ci sono già abbastanza persone che provano a dividere. Noi dobbiamo unire”, ha affermato Infantino pochi giorni fa aprendo il Congresso della Fifa a Vancouver. “Non c’è nessuna federazione sospesa”, ha chiarito Infantino disinnescando il caso relativo all’assenza dei dirigenti iraniani al Congresso: su 211 federazioni accreditate, erano presenti 210 delegazioni. 

    I dirigenti della federcalcio iraniana, incluso il presidente Mehdi Taj, non hanno però raggiunto Vancouver. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, la delegazione è stata respinta al controllo di frontiera. Il ministro degli Esteri canadese, Anita Anand, ha fatto riferimento genericamente alla “revoca” del permesso di ingresso nel Paese. Il provvedimento sarebbe scattato per i legami tra Taj e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ritenuto un’organizzazione terroristica in Canada. 

     

    A chiudere le porte all’Italia era stato anche Donald Trump. “L’Italia al posto dell’Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo… E’ una domanda interessante… Stanno pensando di rimpiazzare l’Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti”, aveva detto nelle scorse settimane Trump, che aveva rivelato di non occuparsi dei prossimi Mondiali. E il ripescaggio dell’Italia non è quindi minimamente nei suoi pensieri. 

    Il presidente americano è infatti caduto dalle nuvole quando, nello Studio Ovale, arriva una domanda a tema calcistico: l’Italia potrebbe sostituire l’Iran ai Mondiali? L’ipotesi è caldeggiata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia. “Non ci penso troppo…”, dice Trump girando la questione al segretario di Stato Marco Rubio. Il numero 1 della diplomazia è ancora più netto. 

    “Non so da dove venga fuori tutto questo. Nessuna comunicazione proveniente dagli Usa ha detto” agli iraniani “che non possono venire”, aveva aggiunto il segretario di Stato,”. “Il problema non sarebbero gli atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che l’Iran vorrebbe portare, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Se gli atleti verranno o no, dipenderà dalla decisione dell’Iran. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici”, aveva aggiunto. “Non vorremmo penalizzare gli atleti”, aveva concluso Trump. 

     

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    sport

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  • Bullismo, Mulè (Fi): “Non servono nuovi reati ma prevenzione”

    Bullismo, Mulè (Fi): “Non servono nuovi reati ma prevenzione”

    (Adnkronos) – Per contrastare il bullismo non bisogna “tipizzare nuove fattispecie di reato” ma “intercettare forme e misure di prevenzione e uscire da una logica per cui pensiamo di risolvere con le bacchettate, in senso metaforico, quello che può essere il fenomeno del bullismo”. Così il vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè di Forza Italia, nel suo intervento alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall’Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell’Informazione dell’Adnkronos. 

    Secondo Mulè “abbiamo una deriva che rischia di essere incontrollata: siamo in una fase nuova i tempi sono maledettamente veloci rispetto alle azioni di contrasto. Mentre prima si inneggiava all’uso delle armi, coltelli e pistole soltanto prendendo e ripostando dei video, adesso guardate cosa succede a Palermo, Napoli, Siena, Milano: i ragazzi, dai 12-13 anni in su, vogliono prendere quelle armi, le calibro 9, i kalashnikov e si riprendono in una dimensione criminale che è figlia di un fenomeno che non abbiamo saputo curare. Siccome ora sono in possesso di strumenti anche letali, non vorrei che affrontassimo un tema con le diottrie di un fenomeno che ha già superato una soglia di attenzione. Tra un anno non vorrei ci trovassimo a commentare fenomeni tragici e drammatici legati, come già successo, al cyberbullismo”. 

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