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  • Annunciati i vincitori del ‘Premio Acea Contemporanea’ per giovani talenti

    Annunciati i vincitori del ‘Premio Acea Contemporanea’ per giovani talenti

    (Adnkronos) – L’acqua si trasforma in arte grazie ai giovani talenti. Acea e Valore Italia hanno annunciato oggi i vincitori della prima edizione del Premio Acea Contemporanea, il concorso rivolto a studentesse, studenti e neodiplomati dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Accademia Italiana e Sae Institute. Attraverso pittura, scultura, fotografia, arte digitale, performance, design e moda, i partecipanti sono stati chiamati a riflettere sul valore dell’acqua e sul suo ruolo nella società contemporanea. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle Giornate del Made in Italy, promosse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La giuria, composta da rappresentanti di Acea, curatori e critici d’arte, ha assegnato il primo premio a Rucsanda Cristache dell’Accademia di Belle Arti di Roma con ‘Flowing’, installazione dedicata alla fragilità dell’acqua come risorsa; il secondo premio a Silvia Spoti, sempre dell’Accademia di Belle Arti di Roma, con ‘La misura dell’acqua’, progetto sulla trasformazione dei fiumi causata dalla scarsità idrica; il terzo premio ex aequo a Valerio Pacini dell’Accademia di Belle Arti di Roma con ‘240 Liters (way of finding)’, dedicato all’impronta idrica individuale, e a Giorgia Armario di Accademia Italiana con ‘Che ne sarà di noi, che ne sarà della neve?’, un progetto fotografico sul cambiamento climatico e la scomparsa delle nevicate. La giuria ha inoltre attribuito una menzione speciale a Lars Lattacher di Accademia Italiana per ‘Acea Heritage Box’, progetto educativo che unisce arte e sensibilizzazione ambientale.  

    Il Premio – ricorda Acea in una nota – nasce con l’obiettivo di creare un ponte tra il mondo dell’impresa e la ricerca artistica contemporanea, offrendo spazio e visibilità ai linguaggi delle nuove generazioni. Attraverso le opere selezionate, Acea arricchisce la propria collezione corporate con interpretazioni originali dedicate a uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il valore dell’acqua e la sostenibilità delle risorse. L’iniziativa conferma inoltre il ruolo dell’arte e della cultura come strumenti capaci di stimolare consapevolezza, innovazione e riflessione sui temi Esg. Le opere finaliste, selezionate attraverso bandi interni delle istituzioni coinvolte, entrano a far parte di una mostra collettiva permanente ospitata all’interno di Acea Heritage, il nuovo spazio espositivo inaugurato nella storica sede di Piazzale Ostiense. Sabato 23 e domenica 24 maggio 2026 il pubblico potrà visitare gratuitamente l’esposizione accompagnato da alcuni degli studenti artisti protagonisti del progetto, in un percorso di confronto diretto con le opere e i loro autori. Al centro del concorso, l’acqua come risorsa vitale ma non infinita, reinterpretata dagli studenti attraverso opere che esplorano il rapporto tra uomo, natura e ambiente. I lavori affrontano temi cruciali del nostro tempo come la scarsità idrica, l’inquinamento, il cambiamento climatico, la gestione responsabile e le disuguaglianze nell’accesso alla risorsa. 

    “Con il Premio Acea Contemporanea abbiamo voluto offrire ai giovani artisti uno spazio concreto di espressione e confronto attorno a un tema cruciale per il nostro presente e per il futuro del Pianeta: l’acqua. Le opere selezionate dimostrano come l’arte contemporanea possa contribuire a diffondere consapevolezza e ad aprire nuove prospettive sui temi della sostenibilità” – ha dichiarato Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato di Acea -. Questa iniziativa rappresenta una tappa importante del percorso che Acea porta avanti con convinzione: crediamo che il dialogo tra impresa e cultura sia un fattore capace di generare innovazione, responsabilità e valore nel tempo”. “Il Premio Acea Contemporanea dimostra come il dialogo tra impresa, cultura e formazione possa generare opportunità concrete per le nuove generazioni – ha dichiarato Salvatore Amura, Amministratore Delegato di Valore Italia -. Attraverso questo progetto, i giovani artisti hanno avuto la possibilità di confrontarsi con un tema centrale per il nostro futuro trasformando riflessione e sensibilità in linguaggi artistici contemporanei. Sostenere il talento significa offrire esperienze capaci di connettere ricerca, consapevolezza e mondo produttivo, così che anche l’arte possa diventare uno strumento attivo di innovazione culturale e sociale”. 

     

    Nel dettaglio dei progetti vincitori: ‘Flowing’ di Rucsanda Cristache, che si aggiudica il primo premio è un’installazione si ispira ai solidi platonici, richiamando l’icosaedro come simbolo dell’acqua: una sfera frammentata e fragile, racchiusa in un cubo di plexiglas che evoca la terra e la materia contemporanea. In un equilibrio precario tra acqua e materia, lo spettatore, attraverso il movimento e lo sguardo, diventa parte attiva del processo, chiamato a riconoscersi responsabile della condizione attuale dell’acqua come risorsa limitata e dipendente dall’azione umana. Il secondo premio ‘La misura dell’acqua’ di Silvia Spoti mette in relazione lo scorrere dell’acqua e quello del tempo, sottolineando la loro forza silenziosa e incessante. L’alveo del fiume è inciso nel plexiglas seguendo le tracce delle cartine di un vecchio atlante geografico, mentre la luce ne rivela la trasformazione, evidenziando la perdita di portata e la natura alterata dei corsi d’acqua a causa della carenza idrica.  

    Il terzo premio pari merito a ‘240 Liters (way of finding)’ di Valerio Pacini è un’installazione site‑specific utilizza una vasca da 240 litri, la quantità media giornaliera d’acqua utilizzata da una persona, per riflettere sull’impronta idrica individuale e sull’inquinamento ambientale: l’acqua è sostituita da shade ball, sfere in plastica alimentare nere impiegate per proteggere e ridurre l’evaporazione delle riserve idriche in periodi di siccità, trasformando la vasca in un’immagine metaforica della possibile perdita di accesso a questa risorsa. Sempre terzo a pari merito ‘Che ne sarà di noi, che ne sarà della neve?’ di Giorgia Armario è un progetto fotografico che intreccia immagini contemporanee e fotografie d’archivio di paesaggi innevati, mettendo a confronto le abbondanti nevicate del passato con la progressiva rarefazione della neve nel presente. Attraverso un dialogo tra memoria personale e trasformazione ambientale, l’opera riflette sulla perdita della ciclicità climatica e sulla responsabilità umana nel mutamento del rapporto tra uomo e natura, evocando un paesaggio sempre più fragile. 

    Menzione speciale ad ‘Acea Heritage Box’ di Lars Lattacher è una campagna educativa dedicata alle scuole dell’infanzia e primarie che trasforma la cura dei ‘nasoni’ di Roma in un’esperienza creativa e partecipativa. Attraverso la raccolta di foglie, la produzione di carta fatta a mano e inchiostri naturali e i timbri decorativi ispirati ai nasoni e agli acquedotti, i giovani studenti riscoprono il patrimonio storico della città tra arte e tutela dell’ambiente. 

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    cultura

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  • Maggioranza frena su spese Nato in Senato, dietrofront sulla mozione: “Non era il momento per discuterne”

    Maggioranza frena su spese Nato in Senato, dietrofront sulla mozione: “Non era il momento per discuterne”

    (Adnkronos) – Si racconta di un intervento del governo per “sbianchettare” la mozione del centrodestra. C’è però anche chi osserva come quel passaggio fosse del tutto avulso dal contesto. Fatto sta che la maggioranza al Senato ha fatto dietrofront sulla mozione relativa ai riflessi economici connessi alla sicurezza energetica: è infatti scomparsa all’ultimo minuto dal testo la richiesta di rivalutare l’innalzamento al 5% del Pil delle spese militari, impegno assunto personalmente dalla premier Giorgia Meloni lo scorso anno al vertice Nato dell’Aja, nei Paesi Bassi, dopo il fortissimo pressing dell’amministrazione Usa guidata da Donald Trump.  

    Nel nuovo documento distribuito nell’emiciclo dalle forze di governo non è più presente il punto 8, in cui si impegnava il governo “a mantenere un impegno realistico e credibile in ambito Nato, confermando il raggiungimento del 2 per cento del Pil per la spesa per la difesa e promuovendo una revisione degli obiettivi più ambiziosi (come il 5 per cento) alla luce della situazione economica e delle priorità nazionali, includendo nel computo anche gli investimenti per la sicurezza energetica e le infrastrutture critiche, al fine di garantire una difesa collettiva efficace senza compromettere la sostenibilità dei conti pubblici”. Anche il riferimento è sparito dalla premessa. 

    “Era una mozione sull’energia. Quel punto era del tutto estraneo”, spiegano all’Adnkronos autorevoli fonti parlamentari del centrodestra, interpellate sulle ragioni della retromarcia. Fonti di governo, sempre all’Adnkronos, riferiscono inoltre che l’esecutivo sarebbe stato all’oscuro della versione iniziale del testo: “Nessuno del governo sapeva nulla”. E aggiungono che, dopo la diffusione sulla stampa della bozza, sarebbe intervenuta una moral suasion da parte dei vertici dell’esecutivo per rimuovere la parte “incriminata”, destinata – nella formulazione originaria – ad aprire un nuovo fronte con l’inquilino della Casa Bianca, dopo i recenti scontri. Uno scenario che il governo intende evitare. 

    Sul tema interviene il capogruppo della Lega in Senato Massimiliano Romeo, che sottolinea come la questione della spesa Nato richieda, a suo avviso, un confronto interno alla maggioranza: “Era una mozione di tutti quanti, poi ci siamo accorti che non era il caso di discutere di questo tema, che è un tema delicato, dove ci sono sensibilità differenti, c’è Crosetto che è per la Difesa, Giorgetti che dice ‘prudenza nei conti’, la Meloni che sta giocando una partita importante in Europa. Quindi invece di discuterne in Aula, abbiamo pensato fosse meglio discuterne in altre sedi e quando si troverà equilibrio, a quel punto, andremo in Aula”. Romeo aggiunge inoltre: “La mozione era partita da Forza Italia”. 

    Sulla stessa linea la capogruppo di Fi al Senato Stefania Craxi, che ridimensiona la polemica: “La valutazione è stata fatta dal Parlamento, ci tengo a sottolinearlo. Parliamo di un argomento su cui si sta discutendo a livello europeo. Non era il momento né la sede per discuterne oggi. Non bisogna farne un caso”.  

    L’opposizione, intanto, coglie la palla al balzo puntando il dito contro la gestione della vicenda. Il Partito democratico denuncia in Aula la “retromarcia” e chiede conto delle pressioni interne alla maggioranza, sostenendo che il testo sarebbe stato modificato per evitare contrasti politici: “È successo qualcosa tra Salvini, Tajani e Meloni?”, chiede il capogruppo dem Francesco Boccia. Il Movimento 5 Stelle accusa il governo di incoerenza e di subire condizionamenti esterni, sostenendo che il punto sul 5% del Pil sia prima stato inserito e poi cancellato per un intervento politico dall’alto. 

    Anche Alleanza Verdi e Sinistra parla di “scandalo politico”, leggendo la vicenda come una prova di subalternità del governo alle pressioni internazionali, in particolare statunitensi, e accusando la destra di cambiare posizione a seconda dei contesti. Nicola Fratoianni denuncia una retromarcia improvvisa e motivata da “telefonate di richiamo”, mentre Angelo Bonelli parla di un Paese “a sovranità limitata”. 

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    politica

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  • Farmaceutica, Antonino Biroccio (Gsk) vicepresidente Confindustria Verona con delega a Scienze vita

    Farmaceutica, Antonino Biroccio (Gsk) vicepresidente Confindustria Verona con delega a Scienze vita

    (Adnkronos) – “Sono onorato della delega e farò del mio meglio per mettere a disposizione della nostra associazione di riferimento l’esperienza che abbiamo maturato nell’economia della salute, trovandone punti di contatto e applicazione validi anche per gli altri settori industriali”. Così Antonino Biroccio, presidente e Ad di GlaxoSmithKline Spa commenta l’elezione a vicepresidente di Confindustria Verona, con delega alle Scienze della vita, avvenuta ieri da parte dell’assemblea dei soci. 

    Biroccio, nato a Reggio Calabria, classe 1973 – informa Gsk in una nota – ha conseguito la laurea in Chimica farmaceutica all’università di Messina e il dottorato in Genetica e biologia molecolare presso l’università La Sapienza di Roma. Dal 2016 al 2020 ha diretto diverse business unit di Gsk Grecia per passare quindi a Gsk Spagna e prendere la guida delle direzioni commerciali vaccini e medicina specialistica. Dal 2020 al 2022 ha ricoperto a Singapore l’incarico di responsabile commerciale mondiale del portfolio respiratorio consolidato dell’azienda per poi ritornare in Grecia come general manager fino al 2025. A inizio 2025 è diventato responsabile mondiale del lancio della terapia Gsk per il mieloma multiplo fino alla nomina, a novembre, a general manager di Gsk Italia e presidente e amministratore delegato di Gsk Spa. 

    “Occorre puntare sull’innovazione accessibile – ha aggiunto Biroccio – su quell’innovazione reale che esce dall’università, dai laboratori e dalle imprese, e che ha tutte le caratteristiche necessarie per arrivare capillarmente su tutto il territorio, a tutte le persone che se ne possono utilmente avvalere, per fare la differenza in termini di salute”. 

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    cronaca

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  • Tumori: IncontraDonna, con ‘Un altro passo’ teatro e moda raccontano progressi oncologia

    Tumori: IncontraDonna, con ‘Un altro passo’ teatro e moda raccontano progressi oncologia

    (Adnkronos) – Un progetto culturale e di divulgazione che intreccia teatro, moda e scienza per raccontare il progresso dell’oncologia e il valore della ricerca. E’ questo il cuore di ‘Un altro passo’, lo spettacolo teatrale promosso da Fondazione IncontraDonna, realizzato in collaborazione con Stefano Dominella e Guillermo Mariotto – Archivio Maison Gattinoni – scritto da Filippo Maria Macchiusi e diretto da Emma Quartullo. Lo spettacolo, presentato oggi nella Sala Tevere della Regione Lazio, andrà in scena lunedì 25 maggio alle 21 presso Spazio Rossellini a Roma. I biglietti sono già disponibili online su TicketOne. 

    Interpretato da Michela De Rossi, Laura Mazzi e Silvia Ignoto, con il contributo scientifico di Giovanni Carrada e la produzione esecutiva di Anomalia Media e BeiRicordi Teatro – informa la IncontraDonna in una nota – ‘Un altro passo’ racconta, attraverso i toni della commedia, il valore del progresso scientifico e umano. Al centro della storia c’è Petra, una giovane modella la cui vita cambia improvvisamente dopo una diagnosi di linfoma di Hodgkin. Ad accompagnarla nel suo percorso saranno, tra realtà e immaginazione, Rita Levi Montalcini e un linfocita T, protagonista di un percorso fondamentale, quello che accompagna il trattamento della neoplasia della protagonista. Attraverso il linguaggio della moda e della scienza, lo spettacolo vuole contribuire a diffondere maggiore consapevolezza sui progressi dell’oncologia, raccontando come ciò che ieri sembrava impossibile oggi sia realtà grazie alla ricerca, all’innovazione e alla medicina di precisione. 

    “L’idea di ‘Un altro passo’ nasce dalla mia esperienza clinica e dalla convinzione che oggi parlare di medicina personalizzata significhi andare oltre il solo trattamento farmacologico – afferma Adriana Bonifacino, fondatrice di Fondazione IncontraDonna – La vera ‘tailored therapy’ non riguarda soltanto la scelta della terapia più appropriata dal punto di vista biologico e molecolare, ma anche la capacità di ascoltare la persona nella sua interezza, con il suo vissuto, le sue fragilità, le sue paure e la sua storia personale. Da qui ho avuto l’idea di creare un contenitore capace di raccontare tutti questi aspetti attraverso un linguaggio non convenzionale come quello teatrale. Il parallelismo con la moda è stato naturale: così come un abito sartoriale viene cucito su misura, anche la cura oggi deve essere sempre più costruita attorno alla persona”. ‘Un altro passo’ è “un grande progetto di grande valore culturale e umano perché riesce a rendere accessibili temi complessi come la ricerca oncologica e la medicina di precisione attraverso il linguaggio universale del teatro”, sottolinea Simona Baldassarre, assessore alla Cultura, pari opportunità, politiche giovanili e della famiglia, servizio civile della Regione Lazio. 

    “Da medico, prima ancora che da assessore – continua Baldassarre – considero fondamentale promuovere iniziative che aiutino a diffondere consapevolezza, fiducia nella scienza e attenzione alla persona nella sua totalità. Questo spettacolo racconta con sensibilità e innovazione quanto oggi il progresso scientifico possa cambiare concretamente la vita dei pazienti, grazie alla ricerca, all’ascolto e a cure sempre più personalizzate. La contaminazione tra arte, moda e scienza rappresenta inoltre un esempio virtuoso di come la cultura possa diventare strumento di prevenzione, dialogo e partecipazione collettiva”. 

    “Realizzare la regia di ‘Un altro passo’ e aver seguito tutte le fasi di questo progetto mi ha consegnato una grande consapevolezza sul prezioso lavoro della Fondazione IncontraDonna – osserva Quartullo – La complessità narrativa incontra il tema della divulgazione scientifica e il fascino del mondo della moda. Non potevo desiderare sfida più affascinante ed esordire alla regia con un progetto così ambizioso è per me motivo di grande responsabilità sociale e artistica”. E’ “un progetto pilota per la novità del tema: scienza e moda si sono fuse per raccontare sulla scena il progresso dell’oncologia – commenta Mariotto – E’ incredibile pensare che la medicina moderna sia diventata come un atelier di alta moda: ogni diagnosi prende le misure del paziente e ogni terapia viene tagliata e cucita su misura, con la stessa cura del tayloring adottata per un abito d’alta moda”. Nel mondo della moda “il ‘passo’ è quello della modella sulla passerella, un momento di massima esposizione e fierezza – evidenzia Dominella, presidente onorario Maison Gattinoni – In oncologia ‘Un altro passo’ è quello che il paziente fa ogni giorno verso la guarigione. Fondere i due significa dire che ogni passo della cura merita lo stesso tempo che serve per un ricamo a mano è un lusso etico: il lusso di essere considerati unici”. 

    Oggi “la medicina di precisione sta trasformando profondamente le strategie terapeutiche, in particolare in oncologia, consentendo di sviluppare trattamenti sempre più mirati e appropriati rispetto alle caratteristiche biologiche della malattia e del paziente – conclude Maurizio Simmaco, direttore del Centro di riferimento regionale di Medicina di precisione dell’Aou Sant’Andrea di Roma – Questo approccio significa non solo maggiore efficacia terapeutica, ma anche una più attenta considerazione della qualità di vita e della sostenibilità del percorso di cura. Raccontare questi progressi attraverso linguaggi accessibili e coinvolgenti è fondamentale non solo per diffondere la cultura scientifica, ma anche per far comprendere come la ricerca produca innovazione concreta al servizio dei bisogni reali dei pazienti”. Lo spettacolo è realizzato con il patrocinio di Regione Lazio e con il contributo non condizionante di Menarini Stemline. Nel ringraziare l’Oratorio del Gonfalone, gli organizzatori riferiscono che il ricavato dello spettacolo sarà devoluto alla Fondazione IncontraDonna. 

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    cronaca

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  • A Milano in programma Manufacturing Forum 2026 per 26 maggio

    A Milano in programma Manufacturing Forum 2026 per 26 maggio

    (Adnkronos) – Il Manufacturing Forum 2026, in programma il 26 maggio a Milano, Bicocca Pavilion, dalle ore 15:00 alle 18:00, è il primo appuntamento italiano interamente dedicato alla trasformazione del manifatturiero, con un focus sulla governance del lavoro, la gestione della forza lavoro e le decisioni che determinano la competitività industriale. Un contesto progettato per chi ogni giorno affronta queste stesse sfide: non un convegno ma un’arena decisionale, in cui la riflessione accademica si contamina con l’esperienza diretta di chi governa fabbriche, bilanci e persone. 

    L’evento, organizzato da Comunicazione Italiana, è in collaborazione con SD Worx, realtà internazionale specializzata in payroll e amministrazione del personale, da anni al fianco delle principali aziende manifatturiere italiane ed europee. 

    Il manifatturiero italiano è da tempo attraversato da una tensione strutturale che non si risolve con gli strumenti del passato: da un lato, la pressione inesorabile sui costi operativi; dall’altro, la crescente complessità nella gestione di una forza lavoro che cambia nei profili, nelle aspettative e nelle forme contrattuali. Governare questa transizione richiede una capacità decisionale che va ben oltre la semplice amministrazione del personale. Richiede, per dirla con un’immagine, la lucidità di chi sa leggere la mappa mentre guida in piena nebbia. 

    Il Manufacturing Forum 2026 si articola in una Main Session plenaria e due Tavoli Tematici a porte chiuse.  

    Ad aprire i lavori sarà Adriano Solidoro, Associate Professor of Organization & Management dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, con un intervento accademico sull’evoluzione del manifatturiero: modelli organizzativi in trasformazione, pressione sui costi e nuove geometrie nella gestione della forza lavoro. Solidoro condurrà anche il Talk Show successivo, in cui Hr Director, Cfo e Operations Manager si confronteranno sulle decisioni che determinano – o erodono – la competitività industriale. Alessia Rigoni, Managing Director di Sd Worx, porterà la prospettiva di chi questi processi li supporta su scala europea.  

    Chiude la Main Session un Innovation Speech di Sd Worx su come digitalizzazione, valorizzazione del dato e intelligenza artificiale possano trasformare la governance del lavoro da funzione amministrativa a leva strategica.  

    Spazio, poi, a due Tavoli Tematici a porte chiuse, dedicati rispettivamente a Finance & Workforce Cost Intelligence e a HR & Organizzazione del Lavoro, che accoglieranno decision maker del manifatturiero per un confronto su costo del personale, retention e sviluppo dei talenti in contesti produttivi complessi. 

    Il report “Manufacturing Workforce Outlook Italia 2026”Durante il Forum verrà presentato il report “Manufacturing Workforce Outlook Italia 2026”,una ricognizione strutturata sullo stato e le prospettive della forza lavoro nel manifatturiero italiano: dati, tendenze e scenari per supportare decisioni organizzative consapevoli in un comparto che non può permettersi di governare le proprie persone senza una lettura affidabile del contesto.  

    “Nel manifatturiero la gestione del personale non può più essere solo un fatto amministrativo. Turni complessi, invecchiamento della forza lavoro, un fabbisogno di competenze che supera l’offerta: sono variabili che incidono direttamente sui margini e sulla capacità competitiva. Eppure, solo il 37% delle imprese utilizza sistemi HR strutturati. Al Manufacturing Forum portiamo i dati del nostro Outlook Italia 2026 e, soprattutto, il confronto con chi queste sfide le affronta ogni giorno in fabbrica”, dichiara Alessia Rigoni, Managing Director per l’Italia di Sd Worx.  

    La partecipazione alla Main Session è gratuita su richiesta di invito tramite la pagina ufficiale. L’accesso ai Tavoli Tematici, invece, è riservato agli associati For Human Community. 

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    economia

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  • Italiani morti alle Maldive, spunta nuova ipotesi: “Sub risucchiati nelle grotte da effetto Venturi”

    Italiani morti alle Maldive, spunta nuova ipotesi: “Sub risucchiati nelle grotte da effetto Venturi”

    (Adnkronos) – I sub italiani morti alle Maldive erano troppo esperti per improvvisare una visita alle grotte senza l’adeguata preparazione di cui erano perfettamente al corrente vista la loro alta preparazione. Hanno fatto un sopralluogo visivo per una futura esplorazione e sono invece stati risucchiati all’interno da una fortissima corrente provocata dalla particolare conformazione del sito subacqueo caratterizzato da entrata e uscita: un “effetto Venturi” ai -50 metri. E’ questa, in sintesi, l’ipotesi, formulata in una conversazione con l’Adnkronos, del presidente della Società italiana di medicina subacquea e iperbarica, Alfonso Bolognini.  

    “Ci penso da ieri, dopo aver saputo delle condizioni del sopralluogo dei subacquei della Dan Europe – dice Bolognini -: hanno prima mandato un Rov (remotely operated vehicle, ndr) all’ingresso delle grotte. Non sono riusciti a farlo entrare per le fortissime correnti e hanno dovuto andare di persona loro. Da qui l’ipotesi, che oggi si è fatta più concreta quando mi hanno mandato lo schema del sito con le tre camere, un’entrata e un’uscita. Si forma un formidabile effetto Venturi”, l’effetto di aspirazione dovuto al restringimento dello spazio percorso da un fluido.  

    “Possono essere capitate due cose, dopo l’aspirazione -ragiona Bolognini-: o sono stati risucchiati tutti o ne è stato risucchiato uno e gli altri hanno tentato un soccorso”. Un’ipotesi concreta “avvalorata soprattutto dalla professionalità” dei sub coinvolti, “persone altamente preparate: la professoressa, Monica Montefalcone, aveva al suo attivo oltre 5.000 immersioni e aveva tutti i brevetti. Senza contare che portava con sé la figlia, quindi immaginiamo che tipo di attenzione avesse posto. Il loro è stato probabilmente un sopralluogo ‘osservazionale’ per poi immergersi in un momento successivo per l’esplorazione delle grotte, e invece sono stati risucchiati. Per quel livello di conoscenze non è pensabile andare così in profondità senza la necessaria preparazione per quel tipo di esplorazione. Probabilmente erano alla fine dell’immersione, loro erano lì per la barriera corallina, le grotte non erano l’obiettivo. Hanno deciso di fare questa puntata un po’ più profonda per visionare l’ingresso, sono stati risucchiati in un ambiente probabilmente buio, con una visibilità pari a zero anche per il pinneggiamento, in uno stato di grande disorientamento, probabilmente c’è stato naturalmente del panico. Alla ricerca disperata della via d’uscita probabilmente è anche mancata l’aria. Ma questa è, secondo me, una ricostruzione piuttosto attendibile di ciò che è successo”. 

     

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    cronaca

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  • Famiglia nel bosco, Pillon: “Depositata contro perizia, inemendabili e severi errori”

    Famiglia nel bosco, Pillon: “Depositata contro perizia, inemendabili e severi errori”

    (Adnkronos) – Continua a colpi di perizie la battaglia legale della cosiddetta famiglia nel bosco di Palmoli da cui sono stati allontanati i figli e collocati in una struttura protetta di Vasto.  

    “Questa mattina i consulenti di parte Tonino Cantelmi e Martina Aiello hanno depositato le osservazioni alla consulenza tecnica d’ufficio nel caso della famiglia Trevallion-Birmingham. Si tratta di una vera e propria contro-perizia di oltre 300 pagine che, con solide argomentazioni scentifiche e un corredo logico-argomentativo supportato da un copioso apparato di note e riferimenti alla più attuale letteratura in materia, mette in luce gli inemendabili e severi errori della perizia”, scrive in una nota, l’avvocato Simone Pillon, nuovo legale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.  

    “In particolare, oltre agli svarioni tecnici e di metodo, a volte anche grossolani, individuati nella consulenza – spiega il legale – emerge il tentativo di adoperare le legittime scelte educative per fondare un pregiudizio di inadeguatezza. Ciò finisce per mettere gravemente a rischio il benessere e lo sviluppo dei minori e per punire i genitori la cui unica colpa è quella di non volersi uniformare ai modelli sociali preferiti dalla consulente tecnica. Sono molto grato ai consulenti per la preziosa attività svolta e per le puntuali osservazioni redatte. Mi auguro che possano essere occasione di riflessione per il Tribunale e per gli altri soggetti coinvolti nella vicenda affinché si giunga ad una soluzione equilibrata e condivisa”. 

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  • Sla, neurologa Conte: “Con Ovunque vicini lo specialista raggiunge il paziente a casa”

    Sla, neurologa Conte: “Con Ovunque vicini lo specialista raggiunge il paziente a casa”

    (Adnkronos) – “Il progetto ‘Ovunque vicini’ parte dall’idea innovativa di raggiungere le persone con sclerosi laterale amiotrofica nei territori più difficili, portando l’expertise specialistica direttamente a domicilio di chi vive lontano dai centri di cura specializzati”. Così Amelia Conte, direttore clinico di ‘Ovunque vicini’ e neurologa al Centro clinico Nemo (Fondazione Serena Ets) della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, descrive lo scopo del progetto presentato oggi a Milano. 

    Cuore dell’iniziativa – lanciata da Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica) e Nemo – è l’App Isa. “Registrandosi, oltre ad accedere a diversi contenuti, il paziente può caricare i propri dati anagrafici e clinici e richiedere una televisita – illustra l’esperta – Il servizio copre quattro aree cliniche: neurologica, pneumologica, psicologica o relativa ad aspetti infermieristici e dietetici. Una volta inoltrata la richiesta tramite la piattaforma, una centrale operativa attiva 365 giorni all’anno, 12 ore al giorno, contatta il paziente entro 4 ore per fissare l’appuntamento. Successivamente l’incontro viene comunicato al professionista che, sempre tramite la piattaforma, effettua il consulto con la persona con Sla e il suo caregiver. Il medico risponde ai bisogni del paziente e redige un referto che viene caricato sulla piattaforma digitale, rimanendo a disposizione sia dell’interessato sia degli altri professionisti. Si crea così una circolarità di azioni intorno alla persona con Sla, che resta al centro della cura direttamente a casa sua”. 

    Il progetto non si limita però al singolo incontro o alla singola visita, “ma prevede la possibilità di effettuare un follow-up con lo stesso specialista o con medici diversi – sottolinea la neurologa – Inoltre, dal confronto tra lo specialista e la persona con Sla possono scaturire altre azioni che non riguardano solo la clinica specialistica, ma che investono l’ambito socio-sanitario. La televisita, infatti, si inserisce nel contesto di vita del paziente con l’obiettivo di potenziare le risorse sanitarie del territorio, affinché la cura sia equa e accessibile in tutti i distretti, indipendentemente da dove la persona viva”. 

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  • Money Road, torna l’esperimento sociale con Fabio Caressa: la nuova stagione

    Money Road, torna l’esperimento sociale con Fabio Caressa: la nuova stagione

    (Adnkronos) –
    Il finale della prima stagione aveva lasciato tutti senza parole. E per la seconda, Fabio Caressa promette altrettanto. Torna l’esperimento sociale di Sky: da giovedì 21 maggio, su Sky e in streaming su NOW, arriva il fenomeno televisivo ‘Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo’, condotto proprio da Caressa, per la prima (ormai seconda) volta al timone di un programma d’intrattenimento in cui la tensione tra altruismo e individualismo è continua. 

    Il format resta pressoché invariato, ma “ci sarà un colpo di scena in ogni puntata”, promette il giornalista sportivo nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi a Milano, nella sede di Sky. Nella nuova stagione, la sua missione sarà ancora quella di guidare e motivare i concorrenti, muovendosi all’interno di un laboratorio che richiama un po’ la stazione Swan di Lost, il bunker abitato da Desmond Hume. L’ambiente riprende l’estetica rétro della serie: luci fredde, pulsantiere, pareti industriali e monitor vintage per tenere sotto controllo quello che succede tra i partecipanti. Anche lo storytelling strizza l’occhio all’immaginario creato da J. J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber: un territorio disabitato, un destino sconosciuto e la sensazione continua che tutto può cambiare da un momento all’altro.  

    Ma quindi, come funziona Money Road? Dodici persone comuni, di età ed estrazione sociale differenti, vengono riunite nel mezzo della selvaggia giungla malese. La ‘compagnia delle tentazioni’, anche quest’anno, in un contesto di rigida privazione e con a disposizione solo il minimo indispensabile per la sopravvivenza, dovrà affrontare un trekking nella giungla ancora più duro e faticoso.  

    Durante il percorso, tutti i componenti saranno immersi in una natura bellissima ma ostile e proibitiva, fatta di acqua e fango, insetti e sanguisughe, salite impervie e mangrovie fittissime. L’obiettivo è uno solo: arrivare alla fine per dividersi un montepremi di 300 mila euro. Ma c’è un grande intoppo: le tentazioni che i concorrenti incontreranno tra un km e l’altro. Se cederà anche solo uno di loro, a pagarne le conseguenze, saranno tutti, in quanto il premio in palio verrebbe decurtato del prezzo della tentazione.  

    La fatica potrebbe, infatti, trasformarsi in un’avventura di lusso con hotel immersi nel verde, colazioni a buffet e cene stellate. Ma tutto questo ha un prezzo. Quindi, se i concorrenti vogliono tornare a casa con il montepremi dal valore iniziale di 300mila euro, l’unica cosa che dovranno fare è accontentarsi e sacrificare ogni tentazione a cui verranno sottoposti. 

    I partecipanti alla seconda edizione dell’esperimento sociale Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo sono: Marilina, 41 anni, Bologna, infermiera; Simona, 47 anni, Milano, impiegata; Chiara, 25 anni, Ancona, freelance; Sebastiano, 25 anni, Milano, libero professionista; Roberto, 63 anni, Viterbo, traslocatore; Daniele, 51 anni, Milano, esperto d’arte; Meryem, 25 anni, Napoli, content creator; Adele, 49 anni, L’Aquila, ingegnere; Marco, 42 anni, Milano, project planner; Riccardo, 22 anni, Sammichele di Bari (Bari), volontario del servizio civile; Fabrizio, 34 anni, Milano, commesso; Luana, 41 anni, Brescia, imprenditrice. 

    Il giornalista e telecronista sportivo sa bene cosa significhi vivere in un ambiente ostile, lui che nel 2024 ha partecipato a Pechino Express: “Io cederei alla tentazione della doccia. Posso resistere al cibo, considerando che a casa ho mia moglie (Benedetta Parodi, ndr), che cucina di tutto. Ma dopo ore di trekking la doccia non me la toglie nessuno”, ha scherzato Caressa. 

    A tentare i partecipanti all’esperimento sociale ci saranno anche due ospiti speciali, che sorprenderanno i componenti della Compagnia nel mezzo della giungla in maniera imprevedibile: Orietta Berti e Alessandro Borghese. 

    Money Road andrà in onda dal 21 maggio, ogni giovedì alle 21:15 su Sky Uno e in streaming su NOW, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go. Dal 26 maggio sarà trasmesso in replica anche in chiaro, ogni martedì in prima serata su TV8, al tasto 8 del telecomando. 

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  • Alcaraz si ritira da Wimbledon, come può cambiare ranking per Sinner

    Alcaraz si ritira da Wimbledon, come può cambiare ranking per Sinner

    (Adnkronos) –
    Carlos Alcaraz non parteciperà al prossimo Wimbledon e così Jannik Sinner può allungare ancora al numero 1 del ranking Atp. Oggi, martedì 19 maggio, il tennista spagnolo ha annunciato il ritiro dallo Slam londinese a causa dell’infortunio al polso rimediato a Barcellona, che già lo aveva costretto a saltare Madrid e gli Internazionali d’Italia a Roma.  

    Il forfait di Alcaraz offre una ghiotta chance a Sinner, che già al Roland Garros, a cui lo spagnolo arrivava da campione in carica dopo aver battuto l’azzurro in finale, ha l’occasione di allungare nel ranking Atp, mentre a Londra la situazione è inversa. Nel 2025 è stato Sinner a vincere la finale contro Alcaraz e dovrà quindi difendere i 2000 punti conquistati, con lo spagnolo che perderà invece tutti quelli raggiunti nell’ultima stagione. 

     

    Sinner, con il trionfo a Roma, aveva già ‘seminato’ Alcaraz in testa al ranking Atp. L’azzurro ha guadagnato infatti 350 punti in più rispetto ai 650 che doveva difendere, volando quindi a quota 14700 e facendo scivolare Alcaraz a -2700. Ulteriori 50 punti sono stati ‘consegnati’ a Sinner dopo che è scaduta la penalità per essersi cancellato lo scorso anno dall’Atp 500 di Amburgo. 

    La rinuncia a Wimbledon, così come al Queen’s, vinto proprio da Alcaraz, farà perdere allo spagnolo ben 1800 punti nel ranking Atp, oltre ai 2000 che gli saranno già scalati a Parigi. Un’occasione per Sinner, che potrà allungare ancora prima provando a vincere il Roland Garros, migliorando così il bottino dello scorso anno, e poi difendendo i 2000 punti di Londra. 

     

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