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  • Narges Mohammadi dimessa, lo staff medico: “Servono cure e riposo, carcere sarebbe condanna a morte”

    Narges Mohammadi dimessa, lo staff medico: “Servono cure e riposo, carcere sarebbe condanna a morte”

    (Adnkronos) –
    Narges Mohammadi torna a casa. E’ stata “dimessa” dall’ospedale di Teheran in cui era ricoverata ed è stata “mandata a casa”, fa sapere la Narges Foundation all’indomani delle dimissioni dell’attivista, Premio Nobel per la Pace nel 2023. “Nelle prossime settimane dovrà sottoporsi a visite di controllo in ospedale e a sedute quotidiane di fisioterapia in ambulatorio”, si legge, con la precisazione che “secondo gli specialisti, cardiologi e neurologi compresi, è fondamentale resti sotto stretta osservazione e riceva cure specialistiche”. “Necessita di riposo e cure dedicate in un ambiente tranquillo, assolutamente privo di fattori di stress esterni, per almeno otto mesi”, viene evidenziato. 

    Mohammadi, 54 anni, è stata ricoverata a Zanjan, dove era detenuta dall’arresto dello scorso dicembre, dal primo al 10 maggio. A 150 giorni dall’arresto brutale, ricostruisce la Fondazione, dopo una sospensione temporanea della condanna è stata trasferita in ambulanza nell’ospedale di Teheran, dove è rimasta dal 10 al 17 maggio. “Il suo staff medico – si legge – conferma che le condizioni di Mohammadi sono direttamente collegate a una pressione psicologica prolungata e grave, ansia cronica e stress ambientale intenso”. E, riportano, i medici ritengono che non debba tornare in carcere “in nessuna circostanza”. 

    La Fondazione chiede “il rilascio immediato e senza condizioni di tutti i prigionieri politici” e “il ritiro senza condizioni di tutte le accuse” contro Mohammadi. La sua ripresa, evidenzia la figlia Kiana Rahmani, che vive a Parigi con il fratello Ali e non vede la mamma da oltre dieci anni, è incompatibile con il carcere e tornare in prigione sarebbe per lei l’equivalente di “una condanna a morte”. “Dobbiamo garantire resti in libertà, che le accuse infondate contro di lei cadano definitivamente e finisca la persecuzione nei suoi confronti”, ha aggiunto Kiana Rahmani, che è anche co-presidente della Fondazione. 

    Nel 2023 Mohammadi è stata insignita del Premio Nobel per la Pace, mentre era in carcere, “per la sua battaglia contro l’oppressione delle donne in Iran e la sua lotta per promuovere i diritti umani e la libertà per tutti”. 

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    internazionale/esteri

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  • Mourinho sarà il nuovo allenatore del Real Madrid, accordo a un passo

    Mourinho sarà il nuovo allenatore del Real Madrid, accordo a un passo

    (Adnkronos) –
    José Mourinho torna al Real Madrid. Come riportato da Sky Sports, l’attuale tecnico del Benfica, che ha appena chiuso il campionato portoghese al terzo posto dietro ai campioni del Porto di Francesco Farioli e allo Sporting, ha trovato l’accordo con il presidente Florentino Perez per tornare sulla panchina dei Blancos. Lo Special One, che in Italia ha allenato l’Inter (portata alla conquista del Triplete) e la Roma (con cui ha vinto la Conference League) firmerà un contratto biennale.  

    L’annuncio ufficiale arriverà solo dopo l’ultima giornata di Liga, al termine della partita tra il Real Madrid e l’Athletic Bilbao. Per Mou sarà una sfida non banale, visto che il Real arriva da due anni senza successi: in questa stagione, i madrileni hanno chiuso la Liga al secondo posto e sono stati eliminati ai quarti di Champions League. Lo special One ha già allenato i Galacticos dal 2010 al 2013.  

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    sport

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  • Studio, fluttuazioni colesterolo aumentano rischio mortalità, infarto e ictus

    Studio, fluttuazioni colesterolo aumentano rischio mortalità, infarto e ictus

    (Adnkronos) – Non basta ridurre i livelli di colesterolo ‘cattivo’ Ldl-C, ma è importante garantire che questi livelli si mantengano stabili nel tempo. Cresce l’attenzione degli esperti sulla variabilità dei livelli lipidici, associata a un rischio cardiovascolare più elevato. Lo studio osservazionale di popolazione V-Difference di Novartis, pubblicato su ‘European Heart Journal’, indicano che la variabilità nel tempo dei livelli di colesterolo rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare diretto e indipendente. In particolare, riporta la farmaceutica in una nota, “le persone con le maggiori fluttuazioni dei livelli di colesterolo presentano un aumento del 26% del rischio di mortalità totale, dell’8% del rischio di infarto miocardico e dell’11% del rischio di ictus, rispetto a chi mantiene livelli più stabili nel tempo, a parità di valori medi di colesterolo”. 

    Sono i temi al centro del convegno ‘Harmony of Silencing’ che si è svolto oggi a Milano, dedicato alla gestione dell’ipercolesterolemia alla luce delle Linee guida Acc/Aha/Multisociety 2026, che introducono nuovi parametri per la prevenzione cardiovascolare secondaria nelle persone ad alto rischio. Tra i temi in primo piano, i recenti dati dello studio V-Difference che mostrano come il trattamento con inclisiran, in aggiunta alla terapia ipolipemizzante ottimizzata individualmente (Llt), permetta non solo una riduzione rapida dei livelli di Ldl-C, in linea con i nuovi parametri, ma anche il loro mantenimento prolungato nel tempo. 

    “Le fluttuazioni lipidiche – spiega Stefano Carugo, direttore della Cardiologia del Policlinico di Milano e presidente FinSic, Fondazione della Società italiana di cardiologia (Sic) – hanno un impatto diretto e indipendente sulla progressione del processo aterosclerotico, poiché sono correlate a fenomeni come l’aumento dell’ossidazione lipidica all’interno delle placche, l’incremento del loro volume e l’attivazione di meccanismi infiammatori. La variabilità nel tempo dei livelli di colesterolo rappresenta quindi evidenza di un controllo non ottimale di questo fattore di rischio, causa di eventi quali infarto, ictus e morte per cause cardiovascolari. L’obiettivo terapeutico oggi non è solo abbassare i livelli di Ldl, ma ottenere un controllo efficace e soprattutto sostenuto nel tempo, elemento fondamentale per rallentare la progressione dell’aterosclerosi e ridurre il rischio di eventi”. 

    Gli esperti, quindi, puntano al raggiungimento di livelli di colesterolo Ldl bassi e stabili nel tempo – riferisce la nota – per ridurre la mortalità cardiovascolare nelle persone ad alto rischio. Su questo obiettivo terapeutico si inseriscono i dati dello studio V-Difference sulla molecola siRna, che offrono uno spaccato utile su come, nella pratica clinica reale, sia possibile ottenere una riduzione significativa dei livelli di Ldl-C e mantenerla nel tempo in pazienti a rischio cardiovascolare alto e molto alto, in linea con i target oggi raccomandati dalle linee guida internazionali.  

    La presentazione di V-Difference si inserisce in una strategia più ampia con cui Novartis mira a migliorare la gestione del rischio cardiovascolare e a rispondere a bisogni clinici ancora insoddisfatti, sottolinea l’azienda. “Da 40 anni Novartis è impegnata in ambito cardiovascolare, affinché nessun cuore smetta di battere troppo presto – commenta Paola Coco, Cso & Medical Affairs Head Novartis Italia – Investiamo da anni in programmi di ricerca clinica su larga scala, come VictOrion che coinvolge oltre 60mila pazienti in più di 50 Paesi e rappresenta uno dei più ampi programmi di sviluppo clinico mai realizzati a livello globale. Un impegno che si accompagna alla volontà di lavorare insieme alla comunità scientifica e alle istituzioni per favorire un accesso equo e sostenibile all’innovazione terapeutica, elemento essenziale per rendere la prevenzione cardiovascolare realmente applicabile nella vita reale dei pazienti”. 

    Dallo studio V-Difference – dettaglia Novartis – emerge che “l’85% dei pazienti trattati con il farmaco siRna più terapia ipolipemizzante ottimizzata individualmente (Llt) ha raggiunto i livelli raccomandati di colesterolo Ldl entro 3 mesi, con benefici significativi già dopo 1 mese e una riduzione media del 59% del colesterolo Ldl dopo 1 anno di trattamento, con un mantenimento costante nel tempo dei livelli raccomandati di Ldl, in linea con le nuove Linee guida Acc/Aha/Multisociety 2026. All’osservazione al giorno 330, il 92,7% dei pazienti nel braccio inclisiran aveva raggiunto i propri target raccomandati dalle linee guida Internazionali. Pubblicate a marzo 2026, le linee guida reintroducono con forza l’utilizzo di target assoluti di Ldl-C come riferimento nella pratica clinica e raccomandano, per la maggior parte dei pazienti in prevenzione secondaria ad altissimo rischio, un obiettivo di Ldl-C inferiore a 55 mg/dL. Un approccio che riflette il principio ‘colesterolo basso, con tempestività e continuità nel tempo’, sempre più centrale nella gestione moderna del rischio cardiovascolare. In questo scenario – conclude la nota – il tema della stabilità del controllo lipidico nel tempo si conferma come uno degli elementi chiave per tradurre le raccomandazioni delle linee guida in benefici clinici concreti nella pratica quotidiana. 

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    cronaca

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  • Sinner, cena di pesce a Roma: cosa ha fatto dopo il trionfo agli Internazionali

    Sinner, cena di pesce a Roma: cosa ha fatto dopo il trionfo agli Internazionali

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner festeggia il trionfo agli Internazionali d’Italia 2026… a modo suo. Il tennista azzurro ha vinto il Masters 1000 di Roma battendo Casper Ruud in finale e riportando così un italiano sul trono 50 dopo l’ultimo successo firmato Adriano Panatta. Per celebrare l’ennesimo successo del 2026, Sinner si è quindi concesso una serata diversa, lontana dalla routine “hotel-campo, campo-hotel” che aveva raccontato in conferenza al Foro. 

    Subito dopo la partita, Sinner si è infatti recato nel centro di Roma insieme alla famiglia, il papà Hanspeter, la mamma Siglinde e il fratello Mark, sempre presenti sulle tribune del Centrale, e in compagnia della fidanzata Laila Hasanovic, arrivata nella Capitale per la semifinale contro Daniil Medvedev. 

    Insieme a loro Sinner ha lasciato quindi il Centrale per andare all’Osteria Pirò, noto ristorante di pesce nel cuore di Roma. “Certi match finiscono. La voglia di Pirò no!”, ha scritto oggi il profilo ufficiale dell’osteria su Instagram, “bentornato Jannik Sinner e congratulazioni per ieri”. Non è la prima volta che infatti l’azzurro prenota un tavolo da Pirò, uno dei suoi ristoranti di fiducia durante gli Internazionali. 

    La cena si è svolta in un clima gioviale e familiare, con Sinner che è poi tornato nel lussuoso hotel ‘Roma Cavalieri’ in zona Monte Mario prima di ripartire oggi per Montecarlo. L’azzurro si concederà infatti qualche giorno libero prima di focalizzarsi sul Roland Garros: “Ora riposerò per 2-3 giorni, quindi la felicità per questa vittoria mi durerà 2-3 giorni”, ha detto il numero 1 in conferenza stampa dopo il trionfo del Foro, “dopo Montecarlo non è stato così perché sono andato subito a Madrid”.  

    “Se arrivi in un torneo felice per quello precedente poi perdi il filo, il nostro sport cambia in un attimo. Credo che la mia felicità non debba dipendere se vinci o no un torneo, altrimenti diventa un incubo”, ha spiegato Sinner, “io sono abbastanza equilibrato nei modi di fare, anche fuori dal campo. Mi rendono felici le piccole cose: passare mezza giornata a giocare a golf, andare sui go kart, con quelle cose sono felice”. Nei suoi programmi ci sarà forse un po’ di allenamento fisico, “ma niente tennis”, ha assicurato. 

     

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    sport

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  • Amici, il talent più longevo si conferma imbattibile nel prime time

    Amici, il talent più longevo si conferma imbattibile nel prime time

    (Adnkronos) –
    Con la vittoria di Lorenzo nella finalissima di ieri, cala il sipario sulla venticinquesima edizione di ‘Amici’, ma i numeri parlano chiaro: il talent show di Maria De Filippi non solo si conferma il più longevo della televisione italiana, ma dimostra ancora una volta la sua forza schiacciante nel prime time, dominando la serata finale e consolidando una stagione di leadership indiscussa. L’atto conclusivo del programma ha segnato il miglior risultato stagionale: la finale ha raccolto davanti allo schermo 3.483.000 spettatori totali, pari al 25.9% di share. Durante la serata, la curva degli ascolti ha raggiunto picchi di 4.558.000 spettatori e del 39.1% di share. Ancora più significativo è il dato sul target commerciale 15-34enni, dove lo spettacolo ha registrato una quota del 37.81%, a riprova della sua capacità di catturare un pubblico giovane, sempre più difficile da intercettare sulla tv generalista. 

    Il successo della finale non è un caso isolato. L’intera fase del serale ha mantenuto una media di 3.135.000 telespettatori con il 23,2% di share, confermando la sua leadership in ogni singola puntata fin dal debutto, che aveva già conquistato 3.295.000 spettatori (23,8%). Sebbene lontani dai record storici dell’edizione 2008, quella che lanciò Marco Carta, che in un’altra epoca televisiva superò i 7 milioni di spettatori per la finale, i numeri attuali acquistano un peso specifico notevole se contestualizzati nell’attuale panorama televisivo. In un’era segnata dalla frammentazione dell’offerta e dalla concorrenza delle piattaforme streaming, che ha portato a una contrazione generale della platea, la tenuta di ‘Amici’ rappresenta un caso quasi unico nel palinsesto italiano . 

    La forza del format è emersa chiaramente anche nella storica sfida del sabato sera. Quest’anno, il talent di Canale 5 si è scontrato con ‘Canzonissima’, il nuovo show di Rai1 condotto da Milly Carlucci. Nonostante la novità della proposta concorrente, Maria De Filippi si è confermata leader incontrastata del prime time. Un dominio che prosegue da anni: già nella scorsa stagione, la potenza di ‘Amici’ si era dimostrata tale da contribuire alla chiusura anticipata del programma concorrente ‘Ne vedremo delle belle’, condotto da Carlo Conti. Mentre si celebrano i vincitori – Lorenzo per il canto e Alessio per il ballo – e si guarda al futuro discografico dei ragazzi con l’uscita dei loro primi Ep, il bilancio televisivo è netto: ‘Amici 25’ è un format solido in grado di creare un evento televisivo capace di unire un pubblico vasto e trasversale. 

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    spettacoli

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  • Acqua, Casini (Aubac): dopo sei anni di siccità l’Italia centrale torna alla normalità ma non al recupero totale

    Acqua, Casini (Aubac): dopo sei anni di siccità l’Italia centrale torna alla normalità ma non al recupero totale

    (Adnkronos) – Dopo sei anni consecutivi di deficit pluviometrico, i primi mesi del 2026 portano un recupero significativo. Ma l’indice di siccità biennale – segnala l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale (Aubac) – resta negativo e l’estate è alle porte. L’estate scorsa 285 comuni dell’Italia centrale non avevano acqua sufficiente. Succedeva mentre il Paese — già impoverito del 19% nella disponibilità idrica rispetto al trentennio 1921-1950, secondo Ispra — guardava con sollievo le piogge di gennaio. Ecco il nodo: l’ultimo aggiornamento quadrimestrale dell’Osservatorio climatico dell’Aubac certifica un’anomalia pluviometrica del +132% a gennaio 2026 rispetto alla media 1991-2020. Un numero che sembra risolutivo ma che – segnala l’Autorità – “non lo è” dal momento che sei anni consecutivi di siccità — dal 2020 al 2025, anomalia media annua del -10,4% — non si cancellano in novanta giorni di pioggia. 

    “Questo Distretto viene da anni di sofferenza idrica. Per cinque anni consecutivi abbiamo gestito condizioni di severità idrica media e in alcune aree alta, con conseguenze concrete sui prelievi idropotabili, sull’irrigazione, sui livelli di laghi e falde, sulle portate dei fiumi» ricostruisce Marco Casini, Segretario Generale dell’Aubac. Parole che descrivono un problema radicato ben oltre le oscillazioni meteo stagionali — un problema che a scala nazionale ha visto la percentuale di territorio colpita da siccità estrema crescere del 120% negli ultimi vent’anni rispetto al cinquantennio precedente. 

    Presi da soli, i numeri del primo quadrimestre 2026 farebbero tirare un sospiro di sollievo. La pioggia cumulata distrettuale tra gennaio e aprile: 445 millimetri, il 40% sopra la climatologia di riferimento. Volume complessivo: 18,8 chilometri cubi, 5,4 dei quali in surplus. L’infiltrazione potenziale — la frazione che raggiunge davvero le falde — ha segnato +130% a gennaio e +81% a febbraio di quest’anno. Per la prima volta dopo anni le mappe di severità idrica hanno cambiato colore, dall’arancione al giallo su quasi tutto il territorio. Ma basta allargare l’inquadratura perché il quadro si rovesci. 

     

    «Se guardiamo all’anno idrologico, da ottobre 2025 ad aprile 2026, la cumulata distrettuale è sostanzialmente in linea con la climatologia, con un’anomalia di appena due-tre punti percentuali» precisa Casini. Tradotto: dopo un autunno disastroso — ottobre 2025 a -47%, dicembre a -51% — il surplus invernale ha riportato il sistema alla normalità statistica. Non al recupero. Alla normalità. Punto. Il Lazio, che a gennaio segnava un +194% e a febbraio un +101%, chiude i sette mesi dell’anno idrologico con un misero +3%. L’Umbria è in deficit del 10%. Solo l’Abruzzo registra un surplus significativo, +18%. 

    Poi è arrivato aprile. Un mese che ha frenato tutto con brutalità, spaccando la geografia in due tra versante tirrenico e versante adriatico. Meno 34% di pioggia a scala distrettuale, con punte di -70% sul Lazio, -68% sull’Umbria, -63% sulla Toscana. Sopra, un’anomalia termica di +2,41 gradi sull’intero Distretto, con punte oltre +3 gradi di anomalia mensile nelle aree interne tra Reatino e Perugino. Il caso laziale è da manuale sulla velocità con cui un vantaggio idrico può evaporare: dal +88% del trimestre gennaio-marzo al +46% del quadrimestre. Quaranta punti persi in trenta giorni. 

    «Marzo e aprile hanno frenato il recupero, in particolare sul versante tirrenico. Il Lazio è passato dal +88% del trimestre al +46% del quadrimestre, l’Umbria registra già a maggio il primo trend di peggioramento del quadro idrologico» dettaglia Casini. L’indice Spei a 24 mesi — quello che misura il deficit strutturale accumulato — segnava un -1,46 a fine 2025, siccità severa. Al 30 aprile 2026 è risalito a -0,87. Meglio, certo. Ma ancora siccità moderata. Cinque mesi di recupero non hanno chiuso il ciclo. 

     

    Le cicatrici operative degli anni secchi, intanto, restano. Nell’estate 2025, in Abruzzo 149 comuni hanno subito criticità idropotabili; nelle Marche 136. Riduzioni di pressione, blocco dei prelievi, apertura di pozzi di soccorso per centinaia di migliaia di utenti. I laghi laziali erano crollati — il lago di Albano a -49 centimetri, Nemi a -37 — e la risalita del cuneo salino sul Tevere denunciava uno stress idrogeologico profondo. Non è solo un problema di rubinetti domestici. La siccità colpisce l’uso potabile, l’agricoltura, l’industria, l’energia, gli ecosistemi e la tenuta stessa dei territori. Il Blue Book 2025 stima che l’acqua sia l’elemento abilitante per la generazione di 383 miliardi di euro di valore aggiunto, circa il 20% del PIL italiano. Dentro questo quadro, uno degli indicatori più evidenti della fragilità del sistema è rappresentato dalle perdite idriche: nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile si disperde ancora il 42,4% dell’acqua immessa, con valori che nell’Appennino centrale raggiungono circa il 51%, pari a circa 3,4 miliardi di metri cubi l’anno a scala nazionale. Un volume teoricamente sufficiente a soddisfare il fabbisogno idrico di 43,4 milioni di persone per dodici mesi. 

    Dal versante adriatico arrivano notizie più confortanti. L’Aquilano e il Pescarese hanno raggiunto per la prima volta nel 2026 la severità idrica normale. La sorgente del Gran Sasso — ancora in lieve contrazione ad aprile — al 15 maggio ha confermato un trend positivo, segnale che anche i grandi acquiferi carbonatici, con tempi di ricarica pluriennali, stanno iniziando ad assorbire il surplus invernale. Dall’altra parte degli Appennini, però, il Trasimeno continuava a calare: -1,48 metri, con 2 centimetri persi in una sola settimana. 

    «Le falde, le sorgenti, i grandi acquiferi richiedono continuità di apporti pluriennali, non singoli trimestri piovosi» ribadisce Casini. Il nodo è strutturale e i numeri lo confermano. Nel Piano di Gestione delle Acque, Aubac ha individuato oltre 500 interventi necessari nel periodo 2024-2030 per il servizio idrico integrato e il settore irriguo del Distretto, per un fabbisogno complessivo di oltre 8 miliardi di euro. Non tutti i territori, però, hanno la stessa capacità di trasformare i fabbisogni in opere: pesano la dimensione e la solidità dei gestori, la qualità della progettazione, i tempi autorizzativi e la dispersione delle competenze. La frammentazione gestionale si è ridotta, ma non è scomparsa: secondo il Blue Book 2025, in Italia restano 1.368 Comuni, circa 7 milioni di abitanti, in cui almeno un segmento del servizio idrico è ancora gestito direttamente dagli enti locali. Un mosaico che rende più complessa qualunque strategia coordinata, soprattutto quando la crisi idrica non segue i confini amministrativi. Lo stesso Distretto dell’Appennino Centrale, articolato su sette regioni e caratterizzato da risposte idrologiche opposte, ne è la prova: l’Abruzzo torna alla normalità mentre l’Umbria peggiora. 

    Per l’estate 2026 il quadro resta sospeso. Le piogge primaverili-estive sono ormai sempre più scarse e concentrate in bombe d’acqua di breve durata, quasi inutili per la ricarica delle falde. «Stiamo entrando nei mesi più caldi e tipicamente più asciutti dell’anno. Sarà determinante la gestione dei livelli lacustri, il monitoraggio delle riserve nivali residue ed il coordinamento tra Regioni, ATO e gestori del Servizio Idrico Integrato» avverte Casini. Dal 2000 l’Italia ha attraversato quattro grandi eventi siccitosi — 2002, 2012, 2017, 2022 — e nell’ultimo lo stato d’emergenza è stato attivato in cinque regioni del Nord. Il 2026 dirà se il Paese ha imparato qualcosa da queste crisi ricorrenti. O se la pioggia di gennaio è servita solo a rimandare il problema di qualche mese. 

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    economia

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  • Binaghi e il rapporto Sinner-Mattarella: “Nessuno strappo, l’ho convinto io a premiarlo”

    Binaghi e il rapporto Sinner-Mattarella: “Nessuno strappo, l’ho convinto io a premiarlo”

    (Adnkronos) –
    Angelo Binaghi celebra Jannik Sinner e ‘chiarisce’, ancora una volta, il rapporto che c’è tra il numero 1 e Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica ha premiato l’azzurro dopo il trionfo agli Internazionali 2026. Il presidente della Fitp ha parlato del trionfo del tennista azzurro nel Masters 1000 di Roma, 50 anni dopo l’ultima vittoria italiana firmata Panatta, tornando proprio sul momento della premiazione e confermando che tra Sinner e Mattarella non c’è “mai stato alcuno strappo”.  

    “Sono stato io, senza che nulla fosse programmato, a riuscire a convincere il Capo dello Stato a venire in campo a fare la premiazione, nel minuto immediatamente successivo alla vittoria di Jannik. Tutti gli italiani avrebbero voluto che fosse lui a premiare Sinner”, ha detto Binaghi a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, “gli ho detto che anche Jannik sarebbe stato molto emozionato di essere premiato da lui. Il presidente ci ha pensato un attimo, è venuto in campo e credo sia stato un enorme regalo per Jannik, per noi, per il pubblico e per tutti gli italiani. Questo è un momento storico, in casa. Credo fosse giusto e bello che a premiare Jannik fosse lui”. 

    Poi il presidente Fitp ha lanciato una frecciata: “Gli ascolti su Tv8 sono stati, come era logico attendersi, meno della metà rispetto a quelli effettuati dalla Rai lo scorso anno, quindi è un grande danno per il tennis e per il nostro paese”. Binaghi ha quindi ribadito l’appello affinché il tennis “sia in un canale generalista, non necessariamente di grande impatto, non necessariamente la Rai, anche i canali Mediaset danno ascolti”. 

    “Noi, come le nazionali di tutti gli altri sport, dobbiamo pretendere che queste gesta straordinarie delle nostre ragazze e oggi dei nostri ragazzi abbiano la maggior diffusione possibile”, ha aggiunto Binaghi, “lo diciamo per i ragazzi, per le ragazze, lo diciamo per il nostro sport, ma lo diciamo anche per il paese, perché rappresentano un esempio straordinario, e un incentivo alla pratica sportiva e sappiamo tutto l’indotto, i benefici che questo crea per l’economia del nostro paese”.  

    “Stiamo coi piedi per terra, sappiamo che dobbiamo ricominciare a lavorare più di prima. Adesso ci aspetta il Roland Garros”., ha continuato il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, parlando a margine dell’evento di lancio ‘Sport e Innovazione amade in Italy’. Binaghi ha quindi celebrato la “vittoria di tre giocatori italiani dopo che lo scorso anno c’erano state tre giocatrici italiane che avevano vinto lo stesso torneo. Nella manifestazione che noi abbiamo risollevato dalle ceneri in questi vent’anni e abbiamo lanciato nel panorama tennistico italiano e che vogliamo far diventare ancora più grande”. 

     

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    sport

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  • Serie A, programma e orari ultima giornata: quando si decideranno corsa Champions e salvezza

    (Adnkronos) – Sono stati ufficializzati gli orari delle partite della 38ª e ultima giornata di Serie A, domenica 24 maggio. In palio gli ultimi due posti Champions, ma anche la permanenza nella massima serie con l’ultima squadra retrocessa ancora da decidere. Si inizia venerdì 22 maggio alle 20:45 con Fiorentina-Atalanta, poi sabato alle 18 ci sarà Bologna-Inter, mentre alle 20.45 tocca a Lazio-Pisa. Tutte partite ininfluenti per la classifica finale.  

    Domenica 24 maggio il programma sarà aperto alle 15 da Parma-Sassuolo, mentre alle 18 c’è Napoli-Udinese. Poi, alle 20:45 tutte le partite decisive. Quelle per la bagarre salvezza, con Cremonese-Como e Lecce-Genoa in contemporanea. E quelle per la Champions League, con Milan-Cagliari, Torino-Juventus e Verona-Roma sempre alla stessa ora. Per un finale tutto da scrivere.  

     

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    sport

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  • Auto sulla folla a Modena, gravi ma stabili le condizioni di quattro feriti

    Auto sulla folla a Modena, gravi ma stabili le condizioni di quattro feriti

    (Adnkronos) – Restano stabili ma gravi le condizioni di quattro dei sette feriti travolti sabato pomeriggio in centro a Modena, secondo le ultime notizie di oggi lunedì 18 maggio. In particolare, i due pazienti ricoverati all’ospedale Maggiore di Bologna sono entrambi in rianimazione “in condizioni stabili”. La donna di 55 anni presenta diversi traumi, le sue condizioni sono “in lieve miglioramento ma restano critiche e in prognosi riservata”. L’uomo, anche lui di 55 anni con diversi traumi, è stabile, “non più in immediato pericolo di vita ma la prognosi è riservata”. 

    Per quanto riguarda i pazienti ricoverati all’ospedale civile di Baggiovara (Modena) la donna di 69 anni “pur in un quadro di gravità complessivo presenta segni di progressivo miglioramento che hanno portato a staccare la paziente dai supporti ventilatori ed è pertanto in respiro spontaneo”; la donna di 53 anni, “sempre in condizioni gravi, presenta un quadro clinico stabile”. Per entrambe la prognosi resta riservata. Il paziente di 59 anni, con trauma facciale, nel confermare la prognosi già comunicata ieri di 30 giorni in totale, presenta “un quadro di stabilità e condizioni cliniche buone”. 

    “Confuso e frastornato”. E’ stato descritto così ieri, dal suo legale Francesco Cottafava, Salim El Koudri, l’uomo che con la sua auto ha falciato sette persone in pieno centro a Modena. “Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ieri (sabato, ndr) era confuso e frastornato e ha preferito non parlare davanti agli agenti, alla pm Monica Bombana e al procuratore Luca Masini”, ha spiegato l’avvocato all’Adnkronos. 

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    cronaca

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  • Open Fiber lancia la nuova campagna ‘The Fiber Life’

    Open Fiber lancia la nuova campagna ‘The Fiber Life’

    (Adnkronos) – Una connessione che accompagna ogni giorno lavoro, studio, intrattenimento e accesso ai servizi digitali. Con ‘The Fiber Life’, Open Fiber lancia una nuova campagna di comunicazione dedicata al ruolo della connettività nella vita quotidiana di persone, imprese e territori. Interamente realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale generativa, la campagna racconta il valore della rete Ftth e il contributo della fibra ottica allo sviluppo digitale del Paese, mostrando come la connettività sia diventata un’infrastruttura invisibile ma essenziale nelle nuove modalità di vita, lavoro e relazione. Una campagna di comunicazione in linea con la nuova fase di Open Fiber che, dopo aver costruito l’infrastruttura, sta spostando il suo focus sulla valorizzazione della rete in fibra e dei servizi abilitati. 

    ‘The Fiber Life’ nasce per rendere visibile il valore di un’infrastruttura che, pur restando spesso invisibile, abilita ogni giorno nuove possibilità per persone, famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni. La campagna presenta la fibra ottica come una presenza concreta, stabile e affidabile, capace di connettere persone, servizi e territori. Attraverso un racconto semplice ed emozionale, la campagna mostra come la rete Ftth rappresenti oggi un elemento abilitante per il lavoro, lo studio, l’intrattenimento e l’accesso ai servizi digitali, contribuendo anche alla riduzione del digital divide.  

    Lo spot racconta la fibra ottica attraverso situazioni quotidiane e riconoscibili, evidenziando i principali ambiti di applicazione: dalla connessione domestica allo smart working, dall’intrattenimento digitale alla casa smart, fino ai servizi per imprese, città e pubbliche amministrazioni. La connettività entra nella quotidianità come abilitatore di nuove esperienze, relazioni e modalità di lavoro. 

     

    Dal punto di vista produttivo, il progetto integra creatività e tecnologia: la campagna utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa a supporto della realizzazione visiva, ampliando le possibilità narrative e contribuendo alla costruzione di ambientazioni e scenari contemporanei. Il contributo dell’AI si affianca al lavoro creativo umano, che resta centrale nelle fasi di ideazione, regia e direzione artistica. La campagna è stata realizzata per Open Fiber, da Saatchi & Saatchi con casa di produzione Think Cattleya, e sarà pianificata attraverso un mix di mezzi volto a consolidare la leadership del brand, aumentare la riconoscibilità della rete Ftth e rafforzare il posizionamento dell’azienda come infrastruttura strategica per la modernizzazione del Paese, attraverso una presenza ad alta copertura a livello nazionale. 

    In onda dal 17 maggio e fino al 13 giugno, coinvolgendo televisione, radio, piattaforme digitali, Connected Tv e cinema. Lo spot sarà trasmesso in tv fino al 6 giugno con formati da 30 e 15 secondi, mentre la radio sarà on air dal 24 maggio. La presenza al cinema è prevista dal 21 maggio al 3 giugno, con presidio delle principali sale. 

    Open Fiber ha realizzato la più grande infrastruttura in fibra ottica del Paese, con un modello di business wholesale only. Ad oggi l’azienda a connesso in fibra 17 milioni di case ed è il principale operatore Ftth in Italia e tra i leader in Europa. 

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