Categoria: Ultim’ora

  • Inter, parte la festa scudetto: coppa ai nerazzurri, poi sfilata con bus scoperto a Milano – Diretta

    Inter, parte la festa scudetto: coppa ai nerazzurri, poi sfilata con bus scoperto a Milano – Diretta

    (Adnkronos) – L’Inter pareggia 1-1 contro il Verona oggi, domenica 17 maggio, e adesso può godersi la festa tricolore a San Siro, con i suoi tifosi. Tra pochi minuti inizierà la premiazione dei campioni d’Italia e verrà consegnata alla squadra di Chivu la coppa scudetto. Poi, i nerazzurri partiranno da San Siro con il bus scoperto per festeggiare tra le strade di Milano con i tifosi.  

    Nell’ultima giornata di campionato, l’Inter affronterà il Bologna in trasferta. 

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  • “Il problema iraniano non è solo il nucleare”: l’avvertimento di Kallas a Tallinn

    “Il problema iraniano non è solo il nucleare”: l’avvertimento di Kallas a Tallinn

    (Adnkronos) – Kaja Kallas è tornata a Tallinn nella veste di Alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera, ruolo che la obbliga a mediare tra ventisette governi, gestire crisi simultanee su più fronti e trattare con interlocutori che, come ha detto senza giri di parole, preferirebbero non avere a che fare con lei in quanto rappresentante dell’Ue. La sua conversazione con Edward Luce, editorialista e National Editor per gli Stati Uniti del Financial Times, nel corso della Lennart Meri Conference 2026, ha toccato Iran, Ucraina, rapporti transatlantici e sfida cinese. 

    Il punto di partenza è la crisi iraniana. Trump è rientrato dal vertice con la Cina, Teheran ha rifiutato il quadro negoziale proposto dagli americani, e Israele preme per riprendere l’Operazione Epic Fury. Kallas ha delineato la posizione europea in tre fasi: cessazione delle ostilità, riapertura dello Stretto di Hormuz, poi i negoziati sui temi più difficili a partire dal nucleare. Ha però insistito su un punto che spesso viene trascurato nel dibattito pubblico occidentale: “Non dobbiamo tenere gli occhi fissi solo sul nucleare”, perché il programma missilistico iraniano, gli attacchi ibridi e il supporto militare a Mosca sono minacce altrettanto concrete per i Paesi vicini. 

    Sul fronte economico, ha ricordato che la chiusura dello Stretto di Hormuz non è una questione bilaterale tra Washington e Teheran: il 54% dei fertilizzanti destinati al Sudan transita da quel corridoio. Un’interruzione prolungata si tradurrebbe a breve termine nella mancata semina, e in una carestia in Africa nell’arco di un anno. Quanto all’opzione militare, Kallas ha argomentato che colpire le infrastrutture civili iraniane non risolve il problema dello Stretto (che rimane il principale strumento di pressione nelle mani di Teheran) e rischia anzi di rendere più difficile qualsiasi soluzione diplomatica. 

    Luce ha sollevato la questione dell’ostilità dell’amministrazione Trump verso l’Unione, esplicitata dal discorso di Vance a Monaco l’anno scorso: un’infilata di accuse contro l’Europa mentre Russia e Cina non venivano neanche menzionate. Kallas ha risposto con una domanda retorica: perché anche Pechino e Mosca mostrano la stessa ostilità verso le istituzioni europe? “Perché se restiamo uniti e operiamo insieme, siamo una potenza pari a loro. Invece, dal loro punto di vista, è molto più semplice trattare con Paesi molto più piccoli”. 

    Il rischio concreto, secondo Kallas, è che alcuni Stati membri cedano alla logica bilaterale, accettando di fatto la tesi che i rapporti individuali con Washington valgano più della coesione europea. Ha citato Paul-Henri Spaak: “In Europa ci sono solo due tipi di Paesi: quelli piccoli e quelli che non si sono ancora resi conto di esserlo”. Una citazione che usa spesso, ha ammesso, e che si applica oggi anche al contesto globale. Ha anche segnalato un dato di opinione pubblica: a ottobre 2025 (prima delle minacce sulla Groenlandia e prima di molti altri episodi) solo il 14% degli europei considerava gli Stati Uniti un alleato, contro il 42% degli americani che consideravano l’Europa tale. “Anche nei paesi europei che storicamente sono più grati e più pro-americani, le cose stanno cambiando”. 

    Sulla guerra in Ucraina, Kallas ha tracciato la posizione europea. La Russia, a suo giudizio, non è ancora arrivata al punto in cui sente la necessità reale di negoziare: ha puntato su Washington per ottenere quanto non ha conquistato sul campo, e fin qui la strategia non ha funzionato perché l’Ucraina ha retto. “Non possiamo essere noi a supplicare la Russia di parlarci”. 

    Ha presentato due mesi fa, in sede di Consiglio Affari Esteri, una lista di concessioni che Mosca dovrebbe fare prima di qualsiasi accordo, tra cui elezioni libere in Russia. Ha riconosciuto che considera queste condizioni difficilmente realistiche nel breve termine, ma ha spiegato la logica: se una bozza di accordo impone obblighi all’Ucraina, deve imporli in modo speculare all’aggressore. 

    Sulla posizione americana, Luce ha chiesto se la pressione su Kyiv ad abbandonare territori non ancora persi militarmente restasse il punto fermo di Washington. Kallas: “La posizione americana è stata molto chiara a tutti. E la pressione esercitata sull’Ucraina per cedere territori che non ha nemmeno perso militarmente è sotto gli occhi di tutti. Perché sia così è un’altra domanda, a cui non so rispondere”. 

    L’ultimo tema è stato la sfida cinese, che Luce ha definito potenzialmente più rilevante di tutto il resto sul lungo periodo. Kallas ha concordato, ed è stata esplicita sull’insufficienza della risposta europea attuale. 

    “Abbiamo una comprensione molto chiara della diagnosi, ma non c’è accordo sulla cura”, ha detto. La metafora che ha usato è quella medica: di fronte a una malattia seria si può aumentare la morfina – i sussidi pubblici per rendere le imprese europee competitive contro il dumping cinese – oppure avviare la chemioterapia, ovvero usare gli strumenti di difesa commerciale disponibili, con il rischio di ritorsioni. “Alcuni Paesi preferiscono ancora la strada che non fa male nell’immediato. Ma prima o poi anche i Paesi ricchi esauriranno i soldi dei contribuenti, e il problema strutturale resterà”. Ogni riferimento alla Germania è casuale? 

    Ha citato anche il vertice Trump-Xi, riferendo le parole di un ministro degli Esteri asiatico: “Quando gli elefanti combattono, l’erba (tutti gli altri, ndr) viene calpestata. Ma è ancora peggio quando gli elefanti si amano”, perché in un mondo G2, il resto non conta. Per Kallas, la risposta è costruire una capacità europea autonoma in materia di difesa e di politica industriale. Il lavoro è in corso, ha detto, con dodici partenariati di sicurezza e difesa già attivi, l’ultimo con l’Australia. Ma i tempi restano incerti. (di Giorgio Rutelli) 

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  • Shardana bikeventure, l’edizione dei record del 2026 si candida all’Oscar del cicloturismo

    Shardana bikeventure, l’edizione dei record del 2026 si candida all’Oscar del cicloturismo

    (Adnkronos) – Un itineraio di 1138 chilometri, 170 partecipanti da tutto il mondo. Sono i numeri di Shardana bikeventure 2026, l’evento internazionale di bikepacking che si è svolto dal 1 al 14 maggio attraversando la Sardegna da nord a sud. Sono arrivati da tutta Europa ma anche da Stati Uniti e Australia i partecipanti: in totale il 65% da fuori Italia, il 98% da fuori Sardegna, dati che confermano la forte vocazione internazionale dell’evento. 

    Per due settimane, i cicloviaggiatori hanno pedalato attraverso paesaggi straordinari, borghi storici, coste spettacolari e territori interni dell’isola, vivendo un’esperienza che ha unito sport, cultura, sostenibilità e incontro con le comunità locali. I feedback raccolti al termine dell’evento sono unanimi: la Sardegna ha saputo regalare ai partecipanti un’accoglienza unica, autentica e spesso inaspettata. Tantissimi gli incontri con le comunità locali, le esperienze condivise lungo il percorso, la scoperta di una tradizione gastronomica sorprendente e panorami capaci di lasciare senza fiato. 

    “Shardana bikeventure nasce con l’obiettivo di raccontare la Sardegna attraverso il viaggio lento e l’incontro tra persone e territori -hanno spiegato gli organizzatori-. La risposta dei partecipanti conferma quanto la nostra isola sia una destinazione straordinaria per il cicloturismo internazionale”. L’evento, patrocinato dalla Regione Sardegna, ha potuto contare anche sulla collaborazione e sul sostegno dei comuni partner di Calangianus, Oschiri, Chiaramonti, Sassari, Terralba, Arbus, Villacidro e Decimomannu insieme a numerose attività produttive locali che stanno scoprendo sempre più quanto il mondo del cicloturismo rappresenti un’opportunità concreta di sviluppo, valorizzazione territoriale e turismo sostenibile.  

     

    (Adnkronos) – Nell’ambito dell’edizione 2026, Shardana bikeventure ha inoltre presentato la candidatura al prossimo Green Road Award, l’Oscar italiano del cicloturismo, con una selezione del proprio itinerario: il tratto da Bosa a Cabras, lungo 102 chilometri. Un percorso che racchiude alcuni dei territori più affascinanti della Sardegna occidentale, tra mare, natura incontaminata, siti archeologici, tradizioni locali e strade ideali da vivere in sella alla bicicletta. Un’esperienza che sintetizza perfettamente lo spirito di Shardana bikeventure: pedalare lentamente per entrare davvero in contatto con l’anima dei luoghi. 

    Con la conclusione dell’edizione 2026, Shardana bikeventure rinnova il proprio impegno nella promozione della Sardegna come destinazione internazionale per il cicloturismo sostenibile, puntando a costruire una rete sempre più ampia di viaggiatori, territori e comunità unite dal valore del viaggio lento. 

     

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  • Roberto Vecchioni ricorda il figlio Arrigo: “Lui vive dentro di me, parliamo sempre”

    Roberto Vecchioni ricorda il figlio Arrigo: “Lui vive dentro di me, parliamo sempre”

    (Adnkronos) –
    “Lui vive dentro di me”. Così Roberto Vecchioni ha ricordato ospite oggi, domenica 17 maggio, a Domenica In il figlio Arrigo, scomparso nell’aprile del 2023 all’età di 36 anni dopo aver lottato per lunghi anni contro una malattia mentale.  

    “Lui ha avuto un momento drammatico della sua vita. Io e mia moglie (Daria Colombo, ndr) abbiamo fondato una fondazione per la difesa delle malattie mentali, per dare un supporto alle famiglie. Si può guarire, si può stare al mondo”, ha detto il cantautore.  

    Vecchioni ha confessato a Venier quanto sia difficile vivere con un dolore del genere: “Daria sta un po’ meglio, devo chiamarla in continuazione per sapere come sta”. “Un ragazzo su sette in Italia soffre di malattie mentali. Il suicidio è la seconda causa di morte dei ragazzi, la prima è lincidente. Ce ne occupiamo pochissimo, ma serve parlarne di più”, ha aggiunto.  

    Il cantautore si è commosso nel rivedere le immagini del figlio: “Bisogna rialzarsi, la vita è una rinvincinta continua. Bisogna avere nel cuore come vivo quello che non c’è più. Io vivo sempre questo mio bambino che era meravigliosamente molto più bravo di me a poetare”. Con la voce rotta dal pianto, Vecchioni ha confessato che il legame con il figlio non si è mai interrotto: “Il mondo non se lo meritava, nessuno lo capiva. Lui è dentro di me, mi parla. La sera prima di dormire parliamo sempre, lui mi dice delle cose bellissime, si sta benissimo nel luogo dove è andato a finire”.  

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  • James Bond, svolta per il dopo Daniel Craig: Tom Francis sfida i grandi favoriti

    James Bond, svolta per il dopo Daniel Craig: Tom Francis sfida i grandi favoriti

    (Adnkronos) –
    Tom Francis, rivelazione teatrale dell’acclamata produzione di ‘Sunset Boulevard’ diretta da Jamie Lloyd e interpretata accanto a Nicole Scherzinger, potrebbe essere il prossimo James Bond. Il 26enne attore britannico, noto soprattutto per il lavoro sul palcoscenico, ha infatti sostenuto un provino per il ruolo di 007. La notizia viene riportata da ‘Variety’ che cita una fonte vicina alla produzione, impegnata proprio in queste settimane nella ricerca del nuovo Bond, sotto la supervisione della casting director Nina Gold. Al momento, né i rappresentanti di Francis né quelli di Amazon Mgm Studios, che produce e finanzia il franchise, hanno commentato le indiscrezioni.  

    Tra gli altri nomi circolati nelle ultime settimane – ma appunto non confermati – figurano anche Jacob Elordi, candidato all’Oscar per ‘Frankenstein’ e protagonista di ‘Euphoria’; Aaron Taylor-Johnson, visto in ‘Godzilla’ e vincitore di un Golden Globe per ‘Animali notturni’; e Callum Turner, reduce da ‘Eternity’ e presto sullo schermo con Monica Barbaro in ‘One Night Only’. Altri rumors avevano riguardato Cosmo Jarvis, protagonista di ‘Shōgun’ e del film di Alex Garland ‘Warfare’, ma il suo portavoce ha smentito categoricamente: “Cosmo non è tra i candidati per il ruolo di James Bond e non sta facendo provini per il ruolo”. 

    Francis ha vinto un Olivier Award per ‘Sunset Boulevard’ ed è stato candidato al Tony Award. Sul fronte cinematografico, il suo curriculum è ancora breve: ha avuto un piccolo ruolo in ‘Jay Kelly’, il recente film con George Clooney, e apparirà in ‘The Mosquito Bowl’ di Peter Berg, un dramma sportivo ambientato durante la Seconda guerra mondiale con Nicholas Galitzine e Bill Skarsgård. In televisione ha debuttato nell’ultima stagione della serie Netflix ‘You’. 

    Quello per il nuovo James Bond resta uno dei casting più seguiti dagli appassionati di cinema e non solo. Niente è stato ancora deciso ma l’ingresso di Francis nella rosa dei candidati sembra confermare l’interesse della produzione per volti giovani e provenienti dal teatro, in grado di portare energia nuova al personaggio protagonista di una della saghe cinematografiche più longeve della storia del cinema. 

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  • Perché Meloni era a Navarino con il nuovo editore di ‘Repubblica’

    Perché Meloni era a Navarino con il nuovo editore di ‘Repubblica’

    (Adnkronos) – Sul litorale del Peloponneso, nel punto in cui nel 1827 la flotta ottomana fu sconfitta dalle potenze europee, si è tenuto dal 15 al 17 maggio lo Europe-Gulf Forum, il vertice che ha riunito per la prima volta capi di Stato e di governo europei con i leader del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc). Una scelta simbolica, quella di Navarino: l’Europa che guarda ancora una volta a Sud e a Est, stavolta non con le cannonate ma con accordi commerciali, corridoi energetici e trattative su migrazione e sicurezza marittima. 

    La premier italiana Giorgia Meloni ha aperto i lavori insieme al primo ministro del Qatar Abdulrahman bin Jassim Al Thani, mentre la tappa a Cipro è stata cancellata dopo i fatti di Modena che l’hanno riportata in Italia. Tra i presenti, anche il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, il presidente finlandese Alexander Stubb, la direttrice del Fmi Kristalina Georgieva, la presidente della Bce Christine Lagarde, e i leader di Kuwait e altri paesi del Golfo. Un gruppo che ha trasformato un summit semi-privato in un appuntamento di primo piano nel calendario diplomatico europeo. 

    Il vertice è co-organizzato dall’Atlantic Council, il think tank di Washington tra i più influenti nelle relazioni transatlantiche, e dal gruppo mediatico greco Antenna Group. I due co-presidenti del forum sono Fred Kempe, presidente e Ceo dell’Atlantic Council, e Theodore “Theo” Kyriakou, imprenditore greco alla guida di Antenna Group. Tra i consulenti del forum figura anche l’ex primo ministro britannico Tony Blair, che ha curato buona parte dell’organizzazione logistica dell’evento. 

    Palazzo Chigi ha precisato che all’evento erano ammesse solo “figure politiche e istituzionali”, smentendo le voci su una presunta partecipazione di rappresentanti di BlackRock e JP Morgan. 

    Il nome di Theo Kyriakou non è nuovo alle cronache italiane. Il 23 marzo 2026, K Group (la holding di famiglia) ha completato l’acquisizione del 100% di Gedi da Exor, la cassaforte della famiglia Elkann-Agnelli. Nell’operazione, il cui prezzo è stato stimato attorno ai 110 milioni di euro, sono confluiti la Repubblica, Radio Deejay, Radio Capital, m2o, HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria Manzoni. 

    La famiglia Kyriakou è una delle dinastie imprenditoriali più potenti della Grecia contemporanea: armatori, hanno investito nell’editoria, nella finanza e nell’energia. Il capostipite Minos ha fondato nel 1988 Antenna Group e nel 1989 ha lanciato Ant1, uno dei primissimi canali televisivi privati greci. Alla morte di Minos nel 2017, il controllo del gruppo è passato all’erede Theo, nato ad Atene nel 1974 e laureato alla Georgetown University di Washington. Antenna ora opera in 12 paesi con 37 canali televisivi, piattaforme streaming, radio, cinema ed eventi dal vivo. Il salto di scala più significativo è arrivato tre anni fa, quando Theo ha convinto il fondo sovrano saudita Pif, braccio finanziario del principe Mohammed bin Salman, a investire 225 milioni di euro in Antenna Greece. 

    Il suo essere padrone di casa al vertice di Navarino suggerisce una strategia che va ben oltre l’editoria: la costruzione di un network politico-diplomatico. 

    Il vertice di Navarino riflette una traiettoria diplomatica ed economica che la Grecia ha intrapreso con crescente determinazione negli ultimi anni. Come spiega all’Adnkronos Elena Lazarou, Direttrice Generale dell’Hellenic Foundation for European and Foreign Policy (Eliamep), il coinvolgimento di Atene con i paesi del Golfo è ormai strutturale: “E’ una parte crescente della politica estera greca, ma anche dell’agenda di sicurezza economica, commercio, crescita economica ed energia negli ultimi anni”. 

    Il nodo centrale è il corridoio Imec – India-Middle East-Europe Economic Corridor – annunciato al G20 del settembre 2023 con la firma di India, Ue, Germania, Italia, Francia, Stati Uniti, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. La Grecia è tra i nodi terminali europei del corridoio, che collega l’India all’Europa attraverso il Golfo Persico, l’Arabia Saudita, Israele e il Peloponneso. Secondo Lazarou, questo progetto rappresenta molto di più di una via commerciale: “Imec è stato un progetto di punta non solo per il commercio, ma anche per la costruzione di resilienza”. 

    Il passaggio marittimo tra Mediterraneo orientale e Stretto di Hormuz è diventato, secondo Lazarou, uno degli assi fondamentali della sicurezza geoeconomica europea: “Il quadrante si estende fino all’Oceano Indiano, è una rotta strategica per energia, trasporti marittimi, sviluppo infrastrutturale, connettività”. 

    Questo contesto è stato accelerato dal conflitto in corso tra Israele, Usa e Iran. “Il conflitto ha precipitato l’importanza dei rapporti con i paesi allineati nella regione”, spiega Lazarou, “non solo per la componente diplomatica, ma anche per quella di sicurezza economica, poiché lo Stretto di Hormuz controlla la quantità di scambi commerciali e di energia che è critica per la sicurezza energetica ed economica europea”. Per la Grecia in particolare, aggiunge la direttrice, “la questione dello shipping e le minacce alla navigazione sono molto in cima all’agenda”. 

    Un aspetto del vertice è il legame tra la politica estera greca e quella comunitaria. Continua Lazarou: “La politica estera greca e il suo engagement con la regione vanno di pari passo con l’engagement di Bruxelles”. Infatti la presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue, guidata dal presidente Nikos Christodoulides ha posto in cima all’agenda i negoziati per gli accordi di libero scambio sia con l’India sia con il Consiglio di Cooperazione del Golfo. L’interscambio bilaterale tra Ue e Gcc ha toccato i 225 miliardi di euro, con una flessione nel 2024 che i leader puntano ora a invertire. 

    Il forum si è chiuso con impegni su diversificazione delle catene di approvvigionamento, transizione energetica, intelligenza artificiale e sicurezza marittima. La rotta tracciata a Navarino è quella di un’Europa che intende ridurre la sua dipendenza dalle tensioni geopolitiche controllando meglio le infrastrutture che la connettono al mondo. Come sintetizza Lazarou: “Le relazioni con i paesi del Golfo e con l’India sono entrate in una nuova fase, sia per la Grecia che per tutta l’Unione”. (di Giorgio Rutelli) 

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  • Conte, addio al Napoli? “Futuro? Ho comunicato le mie intenzioni a De Laurentiis”

    (Adnkronos) – Il Napoli centra la qualificazione in Champions League dopo la vittoria contro il Pisa oggi, domenica 17 maggio. Poi, Antonio Conte parla così del suo futuro ai microfoni di Dazn: “Sapevo che quest’anno sarebbe stata un’annata complessa e sono rimasto anche per questo motivo. Sono arrivati tanti giocatori e sapevo sarebbe diventato difficile, poi non avevo previsto gli infortuni gravi e di giocatori importanti. Futuro? Noi quello che dovevamo fare l’abbiamo fatto e il presidente sa da tempo qual è il mio pensiero”.  

    L’allenatore azzurro ha aggiunto: “Il club sta già lavorando per il futuro, aspettiamo l’ultima partita e poi insieme al presidente diremo ciò che è stato partorito. Ho già esposto il mio pensiero al presidente e le mie intenzioni. Adesso manca l’ultima partita e sarebbe bello chiudere secondi. C’è rammarico per la Champions, soprattutto per la partita con il Copenaghen, ma siamo comunque riusciti a portare a casa un trofeo”. 

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  • Iran, Netanyahu sente Trump: “Consapevoli della situazione”

    (Adnkronos) – Benjamin Netanyahu parlerà oggi con Donald Trump in un momento di alta tensione sul dossier iraniano, tra negoziati in stallo, pressioni americane sul programma nucleare di Teheran e il crescente ruolo della Cina nello scenario mediorientale. Il premier israeliano, intervenendo all’inizio della riunione settimanale del gabinetto a Gerusalemme, ha confermato il colloquio con il presidente degli Stati Uniti, spiegando che sul tavolo ci saranno gli sviluppi legati all’Iran e anche le valutazioni del viaggio di Trump a Pechino. “Siamo ben consapevoli della situazione in Iran”, ha dichiarato Netanyahu. “Certamente ascolterò le sue impressioni sul viaggio in Cina e forse anche altre cose. Di certo ci sono molte possibilità e siamo preparati a ogni scenario”. 

    Le parole del premier israeliano arrivano mentre i media iraniani riferiscono di nuove frizioni nei contatti indiretti tra Washington e Teheran. Secondo l’agenzia Fars, gli Stati Uniti avrebbero presentato una proposta articolata in cinque punti, chiedendo all’Iran di mantenere operativo un solo sito nucleare e di trasferire negli Usa le proprie scorte di uranio altamente arricchito. Una linea che Teheran considera irricevibile. L’agenzia Mehr parla apertamente di “stallo” nei negoziati, sostenendo che Washington starebbe cercando di ottenere al tavolo diplomatico ciò che “non è riuscita a ottenere durante la guerra”, senza offrire “alcuna concessione concreta”. 

    Il confronto tra Usa e Iran resta uno dei principali dossier internazionali affrontati da Trump anche durante la recente visita in Cina. Nei giorni scorsi il presidente america alla propostano ha discusso con Xi Jinping della guerra e del programma nucleare iraniano, sostenendo che Teheran “non può avere armi nucleari”. 

    Netanyahu continua a mantenere una linea dura sul nucleare iraniano. Negli ultimi giorni ha ribadito che l’obiettivo resta la rimozione completa del materiale arricchito e lo smantellamento delle capacità di arricchimento di Teheran. 

    Intanto si rafforzano anche gli equilibri diplomatici regionali. A Teheran il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha incontrato il presidente iraniano, in un colloquio durato quasi tre ore al palazzo presidenziale. All’incontro hanno partecipato anche il ministro dell’Interno e il ministro degli Esteri iraniani, a conferma dell’intensificarsi dei contatti tra Islamabad e Teheran. 

    Sul fronte interno iraniano, i media locali riferiscono inoltre che Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento e figura sempre più centrale nei colloqui con Washington, è stato nominato rappresentante speciale della Repubblica islamica per gli affari cinesi. Secondo l’agenzia Tasnim, avrà il compito di coordinare i rapporti strategici tra Iran e Cina, segnale del crescente peso di Pechino nella crisi regionale. 

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  • MotoGp, Di Giannantonio vince Gp Barcellona: ordine di arrivo e come cambia la classifica del Motomondiale

    MotoGp, Di Giannantonio vince Gp Barcellona: ordine di arrivo e come cambia la classifica del Motomondiale

    (Adnkronos) –
    Fabio Di Giannantonio su Ducati vince il Gp di Catalogna a Barcellona oggi, domenica 17 maggio. Per il pilota italiano è la seconda vittoria in MotoGp, al termine di una gara maledetta e piena di stop, con due bandiere rosse dopo i brutti incidenti di Alex Marquez prima e poi di Zarco. Sul podio si piazzano anche Mir e Aldeguer. Chiude quarto Pecco Bagnaia dopo la penalizzazione di Ogura, protagonista di un contatto all’ultima curva che manda fuori Acosta. Quinto Bezzecchi, che resta leader del Motomondiale dopo la caduta di Martin, in seguito al contatto con Raul Fernandez, seguito da Quartararo, Marini e Binder. Ecco l’ordine di arrivo del Gran Premio e la nuova classifica.  

    Ecco l’ordine di arrivo del Gp di Catalogna, dopo la penalità a Ogura:  

    1 Fabio Di Giannantonio Ducati
     

    2 Joan Mir Honda +1.250 

    3 Fermin Aldeguer Ducati +1.466 

    4 Francesco Bagnaia Ducati +4.320 

    5 Marco Bezzecchi Aprilia +4.679 

    6 Fabio Quartararo Yamaha +4.876 

    7 Luca Marini Honda +4.971 

    8 Brad Binder KTM +5.137 

    9 Ai Ogura Aprilia +5.377 

    10 Diogo Moreira Honda +6.839 

    11 Alex Rins Yamaha +6.916 

    12 Franco Morbidelli Ducati +7.160 

    13 Maverick Vinales KTM +10.147 

    14 Jack Miller Yamaha +10.452 

    15 Toprak Razgatlioglu Yamaha +11.808 

    16 Raul Fernandez Aprilia +15.066 

    17 Augusto Fernandez Yamaha +16.245 

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  • Internazionali, la finale: oggi Sinner-Ruud – Diretta

    Internazionali, la finale: oggi Sinner-Ruud – Diretta

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner a caccia del titolo agli Internazionali d’Italia 2026. Oggi, domenica 17 maggio, il tennista azzurro sfida il norvegese Casper Ruud – in diretta tv e streaming, anche in chiaro – nella finale del Masters 1000 di Roma. Sinner è riuscito a raggiungere l’ultimo atto del torneo di casa, proprio come un anno fa, quando fu battuto da Carlos Alcaraz nella finale del Foro Italico. 

     

    Ad attendere Sinner ora c’è il Roland Garros, Slam che concluderà la stagione sulla terra. 

     

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