Categoria: Ultim’ora

  • Francesca Fialdini e la maternità: “Mi sono sentita inadeguata. Mi piacerebbe adottare”

    Francesca Fialdini e la maternità: “Mi sono sentita inadeguata. Mi piacerebbe adottare”

    (Adnkronos) –
    Dall’esperienza a Ballando con le stelle al desiderio di maternità. Francesca Fialdini è stata ospite oggi, domenica 17 maggio, a Domenica In per un’intervista intensa che ha scavato dentro il suo passato.  

    Riguardo alla maternità, Fialdini ha ammesso che per diverso tempo si è sentita “inadeguata”: “Non mi sentivo all’altezza di crescere un bambino. Forse ho avuto paura”. Ma la conduttrice ha espresso il suo desiderio di adottare: “Si può sempre amare qualcuno che già esiste e spero che questa cosa, prima o poi, si possa realizzare”.  

    Fialdini è tornata a parlare della sua esperienza a Ballando con le stelle, dove la conduttrice ha condiviso uno dei periodi più bui della sua vita, quando ha lottato contro la depressione: “Vorremmo tutti scansare il dolore, invece succede e l’unica cosa che possiamo fare è saperlo attraversare. Quando ci sei dentro ti sembra impossibile uscirne. Ma poi, se trovi le persone giuste, puoi farcela”. 

    L’esperienza nel programma di Milly Carlucci l’ha segnata profondamente: “Mi ha dato tanto. Sono andata per capire se davvero non me ne fregava più niente del giudizio degli altri. Pensassero tutto quello che vogliono di me, io mi sono liberata. Poi ho capito che il corpo è magico, io avevo quattro costole con fratture multiple scomposte e comunque ballavo”, ha ricordato.  

    —

    spettacoli

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Juventus, Spalletti: “Mettete in discussione me, non siamo tutti morti”

    Juventus, Spalletti: “Mettete in discussione me, non siamo tutti morti”

    (Adnkronos) –
    Luciano Spalletti ‘difende’ la sua Juventus dopo la sconfitta contro la Fiorentina, che è valsa il sorpasso della Roma al quarto posto e ha fatto scivolare i bianconeri al sesto posto in classifica. Oggi, domenica 17 maggio, i bianconeri sono stati battuti dai viola all’Allianz Stadium, cedendo per 2-0 e rischiando così di compromettere, a una giornata dalla fine del campionato, la propria corsa Champions. 

    Al termine della sfida, Spalletti ha parlato a SkySport: “Non era la partita della vita. Non siamo tutti morti, non è tutto finito anche se questo è un risultato bruttissimo”, ha detto l’allenatore bianconero, “le valutazioni sui giocatori non la faccio solo sulla gara di oggi: hanno avuto una crescita importante e fatto cose importanti in questi mesi”. 

    “Prima di mettere in discussione i calciatori bisogna mettere in discussione me”, ha continuato Spalletti, che ha difeso così i suoi giocatori, “abbiamo fatto partita pessima sotto tanti punti di vista, anche se l’episodio non ci è girato a favore. Prima dell’1-0 non avevamo subito quasi niente. 16 gol presi al primo tiro? Che ti devo dire…”. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • MotoGp Barcellona, bandiera rossa nel Gp di Catalogna per incidente Marquez: cos’è successo

    MotoGp Barcellona, bandiera rossa nel Gp di Catalogna per incidente Marquez: cos’è successo

    (Adnkronos) – Terrificante incidente nel Gran Premio di Barcellona oggi, domenica 17 maggio. La sesta gara del Motomondiale è stata interrotta al giro 12 per bandiera rossa. Cos’è successo? Alla curva 10, Pedro Acosta ha ‘rotto’ improvvisamente il rettilineo, Alex Marquez lo ha poi preso ed è caduto. La sua moto è andata distrutta e la gara è stata subito fermata dopo lo scontro in pista. Con la caduta, la moto di Marquez è volata via e la ruota anteriore ha colpito la moto di Di Giannantonio. Come comunicato dalla direzione di gara, Alex Marquez (portato subito via in ambulanza) e tutti i piloti rimasti coinvolti nell’incidente sono coscienti.  

    La gara ripartirà adesso sulla distanza di 13 giri, ma non si sa ancora tra quanto. Si ricomincia con posizioni cristallizzate all’undicesimo giro. Alex Marquez è stato molto fortunato nella dinamica dell’incidente. Di Giannantonio, l’altro pilota coinvolto nello scontro, tornerà in pista per finire il Gran Premio. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Serie A, oggi Inter-Verona – La partita in diretta

    (Adnkronos) – L’Inter torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 17 maggio, i nerazzurri ospitano il Verona a San Siro nella penultima giornata di campionato. La squadra di Chivu, campione d’Italia, saluterà i suoi tifosi con le due coppe conquistate in stagione: quella dello scudetto, che verrà consegnata proprio oggi, e la coppa Italia, vinta mercoledì 13 maggio contro la Lazio. Dall’altra parte, i gialloblù sono già retrocessi. Calcio d’inizio alle 15.
     

    Dove vedere Inter-Verona e la premiazione scudetto? Inter-Verona sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull’app di Dazn. 

    Nell’ultima giornata di campionato, l’Inter affronterà il Bologna in trasferta. Il Verona ospiterà invece la Roma. 

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Webuild, aperta al pubblico western station metro Riyadh, ultimo tassello orange line realizzata da gruppo

    Webuild, aperta al pubblico western station metro Riyadh, ultimo tassello orange line realizzata da gruppo

    (Adnkronos) – La Royal Commission for Riyadh City ha aperto le porte della Western Station lungo la Orange Line della Metro di Riyadh. Con l’attivazione di questa stazione, entra ufficialmente in esercizio l’intera linea, composta da 22 stazioni e realizzata da Webuild. La Western Station completa la spina dorsale della rete driverless della capitale, infrastruttura da 176 chilometri complessivi che posiziona Riyadh tra le città più avanzate al mondo per il trasporto pubblico automatizzato. Situata nella parte occidentale di Riyadh e lungo una delle sue principali arterie, la Al Madinah Al Munawarah Road, la Western Station rappresenta un nodo urbano articolato progettato per redistribuire i flussi intermodali di mobilità.  

    Si estende su 112.000 metri quadrati e integra una stazione metro sopraelevata, un terminal per gli autobus, un parcheggio interrato da oltre 600 posti, spazi commerciali, una moschea e una grande piazza pubblica. Dal punto di vista architettonico, la stazione interpreta in chiave contemporanea il paesaggio saudita. Il progetto si sviluppa attraverso volumi ispirati ai colori e alle forme delle dune del deserto. Strutture orizzontali emergono dal suolo, delineando gli accessi alla stazione, accompagnando la luce naturale all’interno degli spazi e offrendo zone d’ombra ai passaggi pedonali.  

    Due grandi archi, con campate fino a 115 metri e un’altezza fino a circa 24 metri, sorreggono le coperture principali, restituendo una struttura monumentale ma leggibile come parte integrante del paesaggio urbano, più che come oggetto isolato. La Western Station è un progetto con una forte impronta sostenibile. La struttura è stata progettata secondo i criteri LEED Gold, una delle certificazioni più riconosciute in ambito di sostenibilità.  

     

    L’impiego di apparecchiature ad alta efficienza e il contributo di energia rinnovabile autoprodotta hanno consentito la riduzione dei consumi idrici ed energetici già durante la fase di costruzione. Il Gruppo Webuild è presente dal 1966 nel Regno Saudita, dove ha già realizzato oltre 90 progetti, spaziando dalla mobilità urbana ai grandi edifici civili, dagli ospedali agli impianti industriali. A Riyadh, oltre alla Orange Line, ha realizzato opere iconiche come il Kingdom Centre, punto di riferimento dello skyline cittadino, ed è impegnato nella realizzazione di più lotti del progetto di sviluppo urbanistico Diriyah Gate. Più di recente, si è aggiudicato il contratto per l’estensione della Red Line della Metro di Riyadh, per supportare la capitale saudita in una nuova fase della sua crescita urbana. 

    —

    economia

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Modi a Roma, Shenoy: “Imec, difesa ed energia al centro del rapporto India-Italia”

    Modi a Roma, Shenoy: “Imec, difesa ed energia al centro del rapporto India-Italia”

    (Adnkronos) – Strategia, commercio, difesa, energia e nuove geometrie geopolitiche tra Indo-Pacifico e Mediterraneo. Alla vigilia della visita del primo ministro indiano Narendra Modi in Italia, Vas Shenoy, Chief Representative per l’Italia della Indian Chamber of Commerce, traccia un quadro della crescente convergenza tra Roma e Nuova Delhi in un momento di forte instabilità globale. 

    Nell’intervista, Shenoy spiega perché la relazione tra Giorgia Meloni e Modi oggi passi dall’Imec alla cooperazione industriale nella difesa, fino al concetto di “Indo-Mediterraneo” come nuovo spazio geopolitico integrato. Ampio spazio anche al ruolo dei Brics, alla posizione dell’India rispetto a Cina, Iran e Stati Uniti, e agli effetti economici della guerra in Asia occidentale sull’economia indiana, tra pressione energetica, rischio inflazione e debolezza della rupia. 

    Il 20 maggio ci sarà la prima visita bilaterale del Primo ministro Modi in Italia. Quali sono i punti chiave?
     

    La visita va letta come parte dell’arco strategico occidentale dell’India, alla vigilia della firma dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India, che dovrebbe aumentare in modo significativo il commercio UE-India e Italia-India. La visita di Modi a Roma avviene in un momento di turbolenza globale: crisi energetica, pressione sulle democrazie, volatilità nei rapporti con gli Stati Uniti e ricerca europea di una propria autonomia strategica, un terreno sul quale l’India può essere d’aiuto. India e Italia si incontrano sempre più su questo piano, perché l’India pratica da tempo l’autonomia strategica, mentre l’Europa sta cercando ora di definire la propria versione, e la presidente del Consiglio Meloni è una forza chiave nella leadership europea. 

    Indo-Mediterraneo. India e Italia non sono semplicemente due partner bilaterali che si scambiano visite. Sono due poli di una geografia più ampia che collega Oceano Indiano, Golfo, Mar Rosso, Mediterraneo ed Europa. Questo rende sicurezza marittima, rotte commerciali e resilienza energetica temi centrali della visita, incluso il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa, l’Imec. Nonostante la guerra in Asia occidentale, l’Imec resta centrale nell’agenda India-Italia, soprattutto vista la forte relazione comune con gli Emirati Arabi Uniti. 

    Si parla anche di difesa e innovazione?
     

    Sono altri due fattori molto importanti, anch’essi parte del Piano d’Azione Strategico Congiunto 2025-2029. Quel piano impegna i due Paesi a una Roadmap Industriale della Difesa, alla co-produzione, al co-sviluppo, alla ricerca nel settore della difesa, alla cooperazione marittima, alla cybersicurezza e al contrasto al cybercrime. La visita a Nuova Delhi del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, alla fine di aprile, ha creato un forte slancio che dovrebbe essere finalizzato dai due leader. 

    La visita arriva dopo Operation Sindoor (gli attacchi indiani contro gruppi terroristi in Pakistan), dopo il rinnovarsi delle tensioni in Asia occidentale e nel contesto di una dottrina indiana antiterrorismo più netta. Permette quindi a India e Italia di discutere terrorismo, energia, Iran, Hormuz, catene di approvvigionamento della difesa e Indo-Mediterraneo in un’unica conversazione, invece che come dossier separati. 

    Come vede il rapporto Meloni-Modi?
     

    La relazione è diventata insolitamente produttiva perché entrambi i leader comprendono il linguaggio della sovranità, della politica industriale, dell’autonomia strategica e della connettività. La parte italiana vede l’India non solo come un mercato, ma come un attore civile e strategico. L’India vede l’Italia come un partner europeo con proiezione mediterranea, capacità nella difesa e serietà politica. Entrambi hanno forti relazioni con il Giappone e con la sua leader Sanae Takaichi e, ancora più importante dopo la visita del presidente Trump in Cina, il ruolo di Italia e India nell’Indo-Pacifico sarà importante come fattore di stabilizzazione per il Sud globale e per il resto del mondo. 

    Oltre all’Indo-Pacifico, entrambi i leader credono fortemente nell’Africa e vi investono. L’India ospiterà il quarto vertice India-Africa il 31 maggio, mentre l’Italia ha fatto del Piano Mattei il proprio programma di punta per l’Africa. India, Italia e Kenya hanno lanciato una partnership trilaterale strategica per co-progettare e distribuire soluzioni di intelligenza artificiale scalabili e sovrane in Africa. 

    La visita di Modi in Italia si colloca all’incrocio tra commercio, difesa, energia, sicurezza marittima e ricerca europea di un nuovo vocabolario strategico per l’Indo-Mediterraneo. Per l’India, l’Italia sta diventando una delle porte europee più utili. Per l’Italia, l’India non è più soltanto un’opportunità asiatica. È un partner nella definizione dei corridoi e dell’architettura di sicurezza che plasmeranno il fianco sud dell’Europa. 

    Allargando lo sguardo, com’è andata la riunione dei ministri degli Esteri Brics a Nuova Delhi?
     

    La riunione a Nuova Delhi è stata utile, ma ha mostrato anche i limiti del formato Brics allargato. L’India è riuscita a convocare il gruppo in un momento difficile, con Iran ed Emirati Arabi Uniti entrambi nella stessa stanza, mentre la guerra in Asia occidentale incideva direttamente su energia, commercio e sicurezza marittima. Già questo non era irrilevante. 

    Ma la riunione non ha prodotto il tipo di dichiarazione politica unitaria a cui l’India puntava. La frattura principale è stata sull’Asia occidentale. L’Iran voleva che i Brics condannassero Stati Uniti e Israele, mentre la posizione degli Emirati era naturalmente di condanna dell’Iran. Il risultato è stato una dichiarazione della presidenza, elaborata dall’India, invece di un comunicato congiunto pieno. Questo ci dice che i Brics sono ormai abbastanza grandi da essere geopoliticamente rilevanti, ma anche troppo divisi al loro interno per parlare facilmente con una sola voce. 

    La presenza “di basso livello” della Cina che effetto ha avuto?
     

    La mancanza di una rappresentanza cinese di alto livello è stata notata. L’assenza di Wang Yi aveva un valore simbolico, perché la Cina resta una delle potenze centrali dei Brics e ha anche una forte influenza sull’Iran. Inoltre, la riunione coincideva con il vertice Trump-Xi a Pechino. In un certo senso, qualsiasi svolta nei Brics avrebbe potuto oscurare il vertice Trump-Xi, nel quale la Cina stava cercando di proiettare la propria immagine di seconda potenza globale, allontanandosi dal formato multilaterale e multipolare che l’India sta cercando di promuovere. 

    Il punto più importante è che l’India ha presieduto la riunione con una certa disciplina. Non ha permesso che i Brics diventassero un teatro anti-occidentale interamente plasmato da Teheran, Mosca o Pechino, e questo era il vero obiettivo indiano. Nuova Delhi vuole che i Brics restino una piattaforma per la riforma della governance globale e la voce del Sud globale, non un blocco anti-occidentale che eredita automaticamente ogni conflitto dei suoi membri. 

    In che modo la guerra in Asia occidentale incide sull’economia indiana?
     

    L’esposizione dell’India è immediata, perché l’energia è la cinghia di trasmissione tra l’Asia occidentale e l’economia indiana. Lo Stretto di Hormuz non è un chokepoint astratto per l’India. È legato all’inflazione, alle partite correnti, alla rupia, ai fertilizzanti, alla plastica, ai costi di trasporto, al carburante domestico e alla stabilità politica. Sul piano umano, oltre 9 milioni di cittadini indiani vivono nel Golfo, formando una spina dorsale dell’economia del Golfo e inviando rimesse che restano una fonte importante di valuta estera per il Paese. 

    L’India importa più del 90 per cento del proprio petrolio greggio, con circa la metà proveniente dall’Asia occidentale. Si stima inoltre che ogni aumento di 10 dollari del prezzo del greggio possa aggiungere circa 13-15 miliardi di dollari alla fattura annuale delle importazioni indiane, allargare il deficit delle partite correnti di 36 punti base, aumentare l’inflazione di 35-40 punti base e ridurre la crescita di 20-25 punti base nell’anno fiscale 2027. Senza contare che l’aumento del costo della vita incide automaticamente sulla politica in una democrazia sensibile ai prezzi. 

    L’economia indiana non è fragile, ma è sensibile all’energia. L’India dispone di riserve, di un sistema bancario più forte e di margini di politica economica, ma una guerra prolungata in Asia occidentale costringerebbe comunque a scelte difficili: assorbire fiscalmente i prezzi dei carburanti, trasferirli sui consumatori, difendere la rupia in modo più aggressivo o rallentare alcune importazioni. 

    Perché Modi ha richiamato all’austerità, era un tentativo di conservare valuta estera?
     

    Sì, al fondo il richiamo di Modi all’austerità riguardava la conservazione della valuta estera, anche se è stato formulato nel linguaggio della disciplina nazionale. L’appello di Modi includeva il risparmio di carburante, un maggiore uso del trasporto pubblico e del carpooling, lavoro da casa e riunioni online dove possibile, riduzione dei viaggi esteri non essenziali, rinuncia all’acquisto di oro per un anno, riduzione del consumo di oli alimentari e uso più contenuto dei fertilizzanti. 

    Modi non stava annunciando il panico. Stava cercando di socializzare la sobrietà prima che la pressione macroeconomica diventasse più visibile. La vulnerabilità dell’India in una crisi di questo tipo non riguarda soltanto il greggio. Riguarda anche oro, viaggi all’estero, fertilizzanti, oli alimentari e importazioni legate all’energia. Sono tutti canali di uscita di valuta estera in un contesto in cui l’India potrebbe dover prendere decisioni difficili se il conflitto continuerà. 

    L’appello ha anche una funzione politica interna. Sposta il peso del problema da una questione puramente tecnica a uno sforzo nazionale. È un tratto tipico della governance di Modi: trasformare la prudenza macroeconomica in dovere civico. Se funzionerà economicamente dipenderà dalla scala della risposta. Ma politicamente prepara i cittadini a una fase in cui carburanti, importazioni e pressione valutaria potrebbero richiedere sacrifici. 

    Qual è la sua opinione sulla rupia? È destinata a peggiorare?
     

    La rupia si è comportata male perché le pressioni sono reali. È scesa a minimi storici, con il cambio a 95,79 per dollaro, perdendo più del 5 per cento dall’inizio della guerra con l’Iran. Reuters ha inoltre riferito che è stata la valuta asiatica con la peggiore performance dell’anno, sotto pressione per il petrolio, i deflussi di capitale, i rimborsi del debito estero e le coperture degli importatori. 

    La mia opinione è che la rupia possa indebolirsi ulteriormente, ma non in modo disordinato, a meno che il petrolio resti elevato molto più a lungo o i deflussi di portafoglio accelerino. La Reserve Bank of India non vorrà bruciare riserve per difendere indefinitamente un livello simbolico, che è la soglia psicologica di 1 dollaro a 100 rupie, ma vorrà evitare il panico. Questo significa attenuare la volatilità, non fissare il tasso di cambio. 

    Barclays mantiene una previsione di fine anno per il cambio dollaro-rupia a 96,80, mentre DBS ha sostenuto che una ripresa duratura della rupia richiederebbe o un crollo dei prezzi del petrolio o una ripresa dei flussi di portafoglio. Anche gli investitori stranieri stanno uscendo dal mercato indiano, vista la sua vicinanza alla guerra in Asia occidentale e le sue relazioni con Iran e Israele. Questo sta mettendo ulteriore pressione sulla rupia e sulle riserve valutarie. Tuttavia, l’India resta un’economia fondamentalmente solida e la crescita è interna e continuerà. 

    Quindi la risposta è: sì, un ulteriore indebolimento è plausibile. Ma il problema della rupia non è soltanto valutario. È il prezzo visibile della dipendenza energetica dell’India in tempo di guerra. Se il petrolio si stabilizza e i flussi tornano, la rupia può stabilizzarsi. Se Hormuz resta sotto pressione e il greggio rimane alto, la pressione al deprezzamento continuerà. (di Giorgio Rutelli) 

    —

    internazionale/esteri

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Roma-Lazio, espulsi Rovella e Wesley per rissa: cos’è successo all’Olimpico

    Roma-Lazio, espulsi Rovella e Wesley per rissa: cos’è successo all’Olimpico

    (Adnkronos) –
    Espulsi Nicolò Rovella e Wesley in Roma-Lazio. Oggi, domenica 17 maggio, i giallorossi hanno sfidato i biancocelesti nel derby della penultima giornata di Serie A, in una partita condizionata anche da episodi arbitrali. Dopo un gol annullato a Dia nel primo tempo e un rigore chiesto da Gasperini nella ripresa, l’arbitro Maresca ha sventolato due cartellini rossi verso il centrocampista della Lazio e l’esterno della Roma dopo una rissa in area giallorossa. 

    Succede tutto al 70′. Da uno scontro di gioco tra Maldini e Mancini nasce una mischia furibonda, con Wesley che va a contatto con Rovella, provando a colpirlo al volto. Il centrocampista della Lazio reagisce e tenta a sua volta di rispondere, ma a quel punto interviene l’arbitro Maresca, che prima seda la rissa e poi sventola due cartellini rossi per condotta violenta. 

    Rovella quindi salterà l’ultima di campionato contro il Pisa, mentre Wesley non ci sarà a Verona, quando la Roma sfiderà l’Hellas. 

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • MotoGp, oggi il Gran Premio di Barcellona – Diretta

    MotoGp, oggi il Gran Premio di Barcellona – Diretta

    (Adnkronos) – La MotoGp torna in pista in Catalogna. Oggi, domenica 17 maggio, il Motomondiale riparte con il Gran Premio di Barcellona – in diretta tv e streaming – sul circuito di Montmelò. Il pole position ci sarà lo spagnolo Pedro Acosta e si riparte dal successo di Alex Marquez nella gara sprint. Si inizia alle 14. 

    Dove vedere il Gp di Catalogna? Il Gran Premio sarà visibile sui canali SkySport. Il Gran Premio sarà visibile in streaming su Sky Go e NOW. 

     

    La prossima tappa della MotoGp sarà in Italia, al Mugello, nel weekend del 29-31 maggio. 

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Genoa-Milan, fumogeni in campo e partita interrotta: cos’è successo

    Genoa-Milan, fumogeni in campo e partita interrotta: cos’è successo

    (Adnkronos) – Caos all’inizio del secondo tempo di Genoa-Milan, partita di Serie A di oggi, domenica 17 maggio. Nei primi minuti della ripresa, dopo il gol del vantaggio rossonero di Nkunku su rigore (51′), la partita è stata interrotta per problemi di visibilità, legati al lancio di fumogeni dei tifosi del Genoa dalla gradinata.  

    Per qualche minuto si è capito poco sul rettangolo verde. In campo è arrivata anche una monetina, lanciata dagli spalti e raccolta dall’arbitro Sozza. Il portiere del Milan, Mike Maignan, è stato costretto ad allontanarsi dalla sua porta dopo l’annuncio dello speaker del Ferraris.  

    Dopo circa 5 minuti di stop, la partita è ricominciata con un calcio di punizione in favore dei rossoblù di De Rossi.  

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Roma-Lazio, Rovella a contatto con Celik: Gasperini chiede rigore

    Roma-Lazio, Rovella a contatto con Celik: Gasperini chiede rigore

    (Adnkronos) –
    Proteste in Roma-Lazio. Oggi, domenica 17 maggio, i giallorossi hanno sfidato i biancocelesti nel derby della penultima giornata di Serie A, in una partita decisiva per la corsa alla Champions League e condizionata anche da qualche episodio arbitrale. Dopo il gol annullato a Dia per fuorigioco nel primo tempo, la squadra di Gasperini ha protestato per un contatto in area della Lazio tra Nicolò Rovella e Zeki Celik, su cui la Roma ha chiesto a gran voce un calcio di rigore. 

    Succede tutto al 56′. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo in favore dei giallorossi, il pallone arriva dalle parti di Rovella, che alza la gamba per allontanare il pallone ma si vede scavalcato dall’inserimento di Celik. I due giocatori vanno così a contatto, con il turco che resta a terra dolorante, mentre i giocatori in campo e Gasperini in panchina chiedono un calcio di rigore. 

    L’arbitro Maresca fa invece segno di continuare e la sua decisione viene confermata poco dopo anche dal Var, con il contatto tra i due considerato casuale e di lieve entità, non tale quindi da assegnare un rigore. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)