Categoria: Ultim’ora

  • Eurovision 2026, vince la Bulgaria con Dara: chi è la cantante di Bangaranga

    Eurovision 2026, vince la Bulgaria con Dara: chi è la cantante di Bangaranga

    (Adnkronos) – È la Bulgaria a vincere a sorpresa l’Eurovision Song Contest 2026. Dara, con il suo brano ‘Bangaranga’, ha conquistato il palco della Wiener Stadthalle di Vienna, regalando al suo Paese la prima, storica vittoria nella competizione musicale europea. Classe 1998, Dara è una delle artiste più apprezzate della scena pop bulgara, già nota al grande pubblico come coach del talent “The Voice of Bulgaria”. La sua canzone, il cui titolo si traduce con “Caos”, è un potente inno alla libertà personale e alla ribellione che ha evidentemente convinto le giurie e il televoto europeo. 

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  • Eurovision 2026, trionfa la Bulgaria. Sal Da Vinci è quinto

    Eurovision 2026, trionfa la Bulgaria. Sal Da Vinci è quinto

    (Adnkronos) –
    La Bulgaria vince l’Eurovision 2026, Sal Da Vinci chiude al quinto posto per l’Italia. A Vienna trionfa Dara, che domina la finale con il brano Bangaranga. La cantante bulgara chiude con 516 punti – tra giurie di qualità e televoto – precedendo Israele, secondo a 343, e Romania, terza a 296. Quarto posto per l’Australia con 287 punti. Sal Da Vinci è quinto a 281 dopo l’esibizione con ‘Per sempre sì’, il brano trionfatore a Sanremo 2026. 

     

    Classe 1998, Dara è una delle artiste più apprezzate della scena pop bulgara, già nota al grande pubblico come coach del talent “The Voice of Bulgaria”. La sua canzone, il cui titolo si traduce con “Caos”, è un potente inno alla libertà personale e alla ribellione che ha evidentemente convinto le giurie e il televoto europeo. Sal Da Vinci, 22esimo a esibirsi, ha conquistato il pubblico di Vienna. La sua performance di “Per sempre sì”, impreziosita da un abito da sposa con il tricolore e fuochi d’artificio, gli è valsa la quinta posizione finale, mantenendo l’Italia nella top 5. 

     

    Questa edizione sarà però ricordata anche per le forti contestazioni legate alla partecipazione di Israele, che hanno portato al ritiro dalla gara di cinque paesi: Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Spagna. Al termine della sua esibizione, l’artista israeliano Noam Bettan (classificatosi in ventesima posizione) ha gridato “Am Yisrael Chai” (“Il popolo di Israele vive”), un potente slogan di resilienza. Sulla stessa scia, anche la cantante ucraina Viktorija Leléka ha concluso la sua performance con un messaggio politico, gridando “Slava Ukraini!” (“Gloria all’Ucraina!”), simbolo della resistenza del suo paese. 

     

    La classifica finale dell’Eurovision: 

    1. Bulgaria 516 punti 

    2. Israele 343 

    3. Romania 296 

    4. Australia 287 

    5. Italia 281
     

    6. Finlandia 279 

    7. Danimarca 243 

    8. Moldova 226 

    9. Ucraina 221 

    10. Grecia 220 

    11. Francia 158 

    12. Polonia 150 

    13. Albania 145 

    14. Norvegia 134 

    15. Croazia 124 

    16. Repubblica Ceca 113 

    17. Serbia 90 

    18. Malta 89 

    19. Cipro 75 

    20. Svezia 51 

    21. Belgio 36 

    22. Lituania 22 

    23. Germania 12 

    24. Austria 6 

    25. Regno Unito 1. 

     

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  • Usa-Iran, Trump pensa a nuovi attacchi. Teheran: “Pedaggi per Hormuz”

    Usa-Iran, Trump pensa a nuovi attacchi. Teheran: “Pedaggi per Hormuz”

    (Adnkronos) –
    “La calma prima della tempsta”. Donald Trump archivia l’incontro in Cina con Xi Jinping e riprendono gli ultimatum all’Iran. Gli Stati Uniti, secondo il New York Times, potrebbero avviare un nuovo attacco contro Teheran già nel corso della prossima settimana. Il dialogo tra gli Usa e la Repubblica islamica non decolla e Trump, alla fine, potrebbe optare per l’escalation. Il presidente degli Stati Uniti, dopo la parentesi di Pechino, rientra in patria e torna ai toni abituali: “L’Iran attraverserà un periodo molto difficile” se non si raggiungerà presto un accordo di pace, dice il numero 1 della Casa Bianca all’emittente francese BFMTV in un’intervista telefonica. 

    Quindi il messaggio ‘cifrato’ (ma nemmeno troppo) dal social Truth: “La calma prima della tempesta” campeggia su un’immagine di Trump con espressione minacciosa e il dito puntato dalla tolda di una nave militare. Sullo sfondo una nave e una imbarcazione da guerra con la bandiera di Teheran nel pieno di una tormenta.serire il testo
     

    I nodi nei negoziati con l’Iran sono noti: Teheran deve rinunciare al proprio programma nucleare e deve riaprire lo Stretto di Hormuz. Trump, secondo i media americani, sarebbe vicino a riprendere gli attacchi, di fronte all’impasse diplomatica e all’incapacità iraniana di presentare una proposta di pace che sia ritenuta accettabile. Non si escludono riunioni nella Situation Room con il vicepresidente JD Vance e gli altri alti funzionari, già in queste ore, per decidere i prossimi passi. A bordo dell’Air Force One, di rientro da Pechino, Trump d’altra parte ha ribadito che l’attuale posizione iraniana sia “inaccettabile”. 

    La macchina bellica americana non si è di fatto mai fermata. Da settimane, in Medio Oriente sono presenti circa 5.000 Marines e 2.000 paracadutisti d’élite dell’82esima divisione aviotrasportata dell’Esercito in attesa di istruzioni. All’ipotesi di nuovi raid si affianca l’opzione di un’azione mirata per prendere possesso dei 440 chili di uranio arricchito al 60%: “Solo gli Stati Uniti e la Cina hanno i mezzi per recuperarlo”, ha detto e ripetuto Trump, evidenziando che il materiale, indispensabile per arrivare alla produzione di armi atomiche, sarebbe sepolto in uno dei siti bombardati dagli Usa a giugno 2025. L’operazione implicherebbe il coinvolgimento di truppe d’appoggio e spingerebbe Trump a dispiegare soldati sul terreno. 

     

    I segnali di una possibile azione militare americana apparentemente non modificano la linea dell’Iran. Teheran, come dichiarano a ciclo continuo esponenti del regime, è pronta ad un nuovo scontro con Usa e Israele. I pasdaran tirano dritto e continuano a far leva sull’asset principale, lo Stretto di Hormuz. L’Iran “ha messo a punto un meccanismo professionale, che verrà presto reso noto, per la gestione del transito nello Stretto, lungo una rotta predefinita”, annuncia il capo della Commissione Sicurezza nazionale del Parlamento di Teheran, Ebrahim Azizi, in un post su X. 

    “Ne beneficeranno solo mercantili e parti che collaborano con l’Iran – precisa – Verranno riscossi i necessari pedaggi per i servizi speciali forniti nel quadro di questo meccanismo. Questa rotta resterà chiusa per gli operatori del cosiddetto ‘Freedom Project’”, dice riferendosi all’iniziativa varata e poi bloccata dagli Usa per garantire la sicurezza della navigazione nel braccio di mare. 

    Mentre Trump era a Pechino, Teheran ha garantito il passaggio ‘free’ a petroliere cinesi. Ora, apparentemente, la Repubblica islamica sarebbe disposta a dialogare con paesi europei: l’obiettivo è isolare la posizione degli Usa, che diventerebbero il ‘problema’ e non la ‘soluzione’ in relazione al commercio di petrolio. “Dopo il transito di navi provenienti da Paesi dell’Asia orientale, in particolare dalla Cina, dal Giappone e dal Pakistan, abbiamo ricevuto oggi informazioni secondo cui anche europei hanno avviato trattative con la Marina dei Guardiani della Rivoluzione”, afferma la tv di Stato iraniana. 

    Il muro contro muro appare totale. Eppure, dietro le quinte si continua a lavorare per favorire un avvicinamento. Centrale il ruolo del Pakistan, mediatore principale. Fonti di Islamabad riferiscono al canale saudita Al-Arabiya che la visita in Iran del ministro degli Interni Mohsin Naqvi mira a raggiungere un “accordo specifico”. “La parte americana ha richiesto risposte su punti specifici sollevati da Washington. Si registrano progressi positivi per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz. La porta è aperta ai negoziati sulle questioni ancora in sospeso, incluso il programma nucleare iraniano”, affermano le fonti. 

     

    In un quadro sempre ad alta tensione, “l’Italia è pronta a fare la propria parte per contribuire, non appena ve ne saranno le condizioni, alla sicurezza della navigazione” nello Stretto di Hormuz, “nel solco di quanto già fatto nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano con le missioni Aspides e Atalanta”. E’ questa la posizione illustrata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo quanto si apprende, nell’intervento allo Europa Gulf Forum di Navarino, in Grecia. 

    Due cacciamine italiani, le navi gemelle Rimini e Crotone, sono partiti nel tardo pomeriggio di venerdì dal porto siciliano di Augusta alla volta di Gibuti e sono pronti a intervenire nell’ambito di una missione multinazionale per lo sminamento dello Stretto di Hormuz. Le due unità sono in grado di rilevare ogni oggetto sul fondo marino fino a a profondità di circa 600 metri e sono appositamente progettate per la localizzazione e la disattivazione/distruzione di mine navali. Una viene utilizzata anche per la ricerca di relitti di navi o aerei, reperti di interesse storico ma anche per la preservazione dell’ecosistema marino, l’altra ha contribuito alla costituzione del corridoio umanitario a favore della popolazione albanese. 

     

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    internazionale/esteri

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  • Rauti: “Diplomazia scientifica centrale per dialogo”

    (Adnkronos) – L’intervento del sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti ai Capri Talks, organizzati da Spin Factor. 

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    politica

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  • Eurovision, il grido dopo l’esibizione di Israele: il messaggio di Noam Bettan

    Eurovision, il grido dopo l’esibizione di Israele: il messaggio di Noam Bettan

    (Adnkronos) –
    “Am Yisrael Chai”, ovvero ‘Il popolo di Israele vive’. Con queste parole Noam Bettan, l’artista che rappresenta Israele, ha concluso la sua esibizione sul palco dell’Eurovision Song Contest 2026, in onda questa sera, sabato 16 maggio, su Rai 1.  

     

    La frase, pronunciata al termine della performance, è un noto slogan di solidarietà. Esprime la forza e la resilienza della nazione ebraica ed è storicamente utilizzata come affermazione della continuità e dell’identità, in particolare durante periodi di forti avversità. 

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    spettacoli

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  • Amministrative, candidato sindaco del cosentino sale sul palco vestito da Pinocchio

    Amministrative, candidato sindaco del cosentino sale sul palco vestito da Pinocchio

    (Adnkronos) – Sul palco del comizio elettorale travestito da Pinocchio. È così che Agostino Chiarello, sindaco uscente di Campana, nel Cosentino, e ricandidato alle prossime amministrative a capo della lista ‘Le Radici e le Ali’, si è presentato ai suoi elettori per replicare agli attacchi ricevuti dallo schieramento opposto. N 

    aso di legno e valigia di cartone in mano, Chiarello ha indossato i panni del celebre burattino, usando l’arma dell’autoironia: “Ciao Campana, sono il vostro sindaco, il sindaco-burattino: Pinocchio! – ha esordito, tra gli applausi, con in sottofondo le note della colonna sonora del film di Comencini -. Tanti anni a fare il sindaco e non mi sono accorto di scaldare solo una sedia, di non lavorare mai e di approfittare dei campanesi. Quindi non posso che ringraziarvi, Campana, per tutto quello che mi avete dato in questi 11 anni. Grazie, grazie Campana!”, ha poi aggiunto. Lo sketch, ripreso con i telefonini, è diventato in poco tempo virale sui social.  

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    politica

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  • Modena, auto sulla folla: il video delle telecamere

    (Adnkronos) – Le telecamere sulla via Emilia a Modena documentano il momento in cui un’auto a folle velocità piomba sui pedoni nel centro della città emiliana. 

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    cronaca

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  • Calenda: “No al riarmo? Il Papa fa il Papa, ma io non sono d’accordo”

    Calenda: “No al riarmo? Il Papa fa il Papa, ma io non sono d’accordo”

    (Adnkronos) – “Il Papa fa il Papa, ma io non sono d’accordo. E non sono d’accordo perché siamo senza difesa. Se domani la Russia attacca con missili l’Estonia, noi non abbiamo neanche il meccanismo di reazione senza gli Stati Uniti che si girano dall’altra parte. Il Papa fa il suo lavoro, fare un appello affinché tutti siano pacifisti, il fatto è che io non sono pacifista”. Così Carlo Calenda, leader di Azione, rispondendo a una domanda del direttore di Adnkronos, Davide Desario, nel corso di Capri Talks promosso da Spin Factor, sulla posizione del Papa sul no al riarmo. 

    “Noi abbiamo fatto sempre proposte di lavoro con il governo Meloni perché l’opposizione deve fare questo. Io quello che ho detto a Meloni è che siamo in un momento di estrema difficoltà, sediamoci per vedere quale può essere la politica energetica e industriale per il Paese. E lo farò, è mio dovere farlo perchè io rappresento gli interessi del Paese non di una parte”, ha detto ancora Calenda.  

    “C’è un decreto sul nucleare che noi stiamo spingendo moltissimo ma che si rimpallano perchè hanno paura del referendum. Ma la verità è che dobbiamo tornare al nucleare di terza generazione per essere competitivi”, ha aggiunto. 

    “Noi non abbiamo mai escluso a priori la possibilità di alleanze – ha detto inoltre il lader di Azione – Il problema è su cosa ti allei: sul superbonus, sul reddito di cittadinanza, sul green deal? No, quindi il punto non sono i nomi, Il punto non è il presidente del consiglio ma cosa farà il presidente del consiglio”. 

    Calenda ha parlato anche di quanto accaduto oggi a Modena: “Non sappiamo ancora se stiamo parlando del gesto di un folle o di un atto di terrorismo, di una persona che si è radicalizzata. In ogni caso c’è un tema di prevenzione di questi fatti, ogni volta che accade c’è un meccanismo di prevenzione che non ha funzionato. Perché sono fatti che accadono sia per problemi mentali e sia per problemi di terrorismo”.  

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    economia

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  • Eurovision, l’emozione di Sal Da Vinci e l’augurio di Conti: “Vinci, sono i mondiali di canto”

    Eurovision, l’emozione di Sal Da Vinci e l’augurio di Conti: “Vinci, sono i mondiali di canto”

    (Adnkronos) –
    “Mi raccomando: tieni alto il tuo nome”. È questo l’augurio di Carlo Conti per Sal Da Vinci, a pochi minuti dalla finale dell’Eurovision Song Contest 2026, in onda questa sera, sabato 16 maggio, su Rai 1.  

    Nel corso dell’anteprima, Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, i due conduttori della telecronaca italiana della kermesse, hanno intervistato il cantautore italiano. “Questa esperienza la porterò sempre nel mio cuore, grazie al supporto di tutti gli italiani. L’ho sentito proprio nel cuore”, ha detto Sal Da Vinci. “Siamo arrivati al rush finale e tra poco mi toccherà salire sul palco. Lo farò con tutto il sentimento che provo nel cantare questa canzone e nel lanciare questo messaggio d’amore”, ha aggiunto. 

    Poi, in videochiamata, è arrivato l’augurio di Carlo Conti: “Sono pronto con le trombette tipo allo stadio. Chi non salta? Sal Sal”, ha scherzato il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2025. “Mi raccomando, tieni alto il tuo nome, vinci”, ha esclamato con orgoglio.  

    Da Vinci emozionato ha replicato: “Grazie a Carlo sono qui, grazie per la scelta della canzone. Lo devo a te se sono qui. Tu mi hai scelto, mi hai portato su quel palco dopo tanti anni che mancavo”, ha detto, ricordando la vittoria dello scorso febbraio alla kermesse canora italiana.  

    “Non voglio più meriti – ha replicato Conti -. Piaci a tutti e la tua canzone la cantano tutti. E quando la cantano anche i bambini vuol dire che è arrivata dritta la cuore”. Poi, il cantautore ha concluso: “Io spero di fare una bella figura”. “Sei un professionista, hai una bella gavetta. Pensa solo che sono i mondiali del canto”, ha concluso Conti ironizzando ma alzando inevitabilmente il livello d’ansia dell’artista. 

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  • MotoGp, ordine d’arrivo gara Sprint Gp Barcellona e come cambia Mondiale Piloti

    MotoGp, ordine d’arrivo gara Sprint Gp Barcellona e come cambia Mondiale Piloti

    (Adnkronos) –
    Alex Marquez ha vinto la gara Sprint di MotoGp a Barcellona oggi, sabato 16 maggio. Lo spagnolo della Ducati Gresini, già vincitore del Gran Premio di Spagna ad aprile, ha tagliato il traguardo davanti a Pedro Acosta, autore della pole position in mattinata, e Fabio Di Giannantonio, terzo. Ecco ordine d’arrivo e come cambia la classifica nel Mondiale Piloti, con l’Aprilia di Marco Bezzecchi che resta leader a soli due punti di vantaggio dal compagno di scuderia Jorge Martin, vittima di una caduta. Inseguono le due Ducati di Pecco Bagnaia e Marc Marquez, assente per infortunio. 

     

    1. Alex Marquez (Ducati) 

    2. Pedro Acosta (KTM) 

    3. Fabio Di Giannantonio (Ducati) 

    4. Raul Fernandez (Aprilia) 

    5. Johann Zarco (Honda) 

    6. Francesco Bagnaia (Ducati) 

    7. Franco Morbidelli (Ducati) 

    8. Ai Ogura (Aprilia) 

    9. Marco Bezzecchi (Aprilia) 

    10. Enea Bastianini (KTM) 

    11. Luca Marini (Honda) 

    12. Fermin Aldeguer (Ducati) 

    13. Fabio Quartararo (Yamaha) 

    14. Diogo Moreira (Honda) 

    15. Alex Rins (Yamaha) 

    16. Jack Miller (Yamaha) 

    17. Toprak Razgatlioglu (Yamaha) 

    18. Augusto Fernandez (Yamaha) 

     

    1 Marco Bezzecchi 129 

    2 Jorge Martin 127 

    3 Pedro Acosta 92 

    4 Fabio Di Giannantonio 91 

    5 Ai Ogura 69 

    6 Raul Fernandez 68 

    7 Alex Marquez 67 

    8 Marc Marquez 57 

    9 Francesco Bagnaia 47 

    10 Enea Bastianini 39 

    11 Johann Zarco 34 

    12 Luca Marini 33 

    13 Franco Morbidelli 30 

    14 Brad Binder 28 

    15 Fermin Aldeguer 27 

    16 Fabio Quartararo 26 

    17 Diogo Moreira 10 

    18 Joan Mir 8 

    19 Alex Rins 7 

    20 Toprak Razgatlioglu 4 

    21 Jack Miller 1 

     

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