Categoria: Ultim’ora

  • Diego Armando Maradona Jr: “Voglio giustizia, mio padre è morto per negligenza dei medici”

    Diego Armando Maradona Jr: “Voglio giustizia, mio padre è morto per negligenza dei medici”

    (Adnkronos) – “C’è stata negligenza da parte dello staff medico”. Così Diego Armando Maradona Junior ospite oggi a Verissimo è tornato a parlare della morte del padre, Diego Armando Maradona, su cui è stato riaperto il processo lo scorso 14 aprile sulle eventuali responsabilità dello reparto medico che aveva in cura il Pibe de Oro, scomparso il 25 novembre 2020.  

    Per l’ex giocatore di beach soccer “non serve un esperto per capire che la colpa sia dello staff medico che seguiva mio padre”. A Silvia Toffanin, Maradona Jr ha ammesso: “Quando è stata fatta l’autopsia, mio padre aveva tre litri e mezzo di liquidi nel corpo. Come hanno fatto i medici a non accorgersi che stava così male? Oppure se ne sono accorti e se ne sono fregati?”.  

    Il 39enne ha rivelato di aver ascoltato gli audio messi a disposizione nell’inchiesta: “Sono degli audio molti brutti in cui si dicono cose come: ‘Morirà, lascialo stare’ o ‘Dobbiamo fare la cartella clinica, se muore non abbiamo una cartella clinica’”. Maradona non stava bene già da diverso tempo, quindi “avrebbe dovuto avere una cartella clinica lunghissima”. “Papà – ha continuato Maradona Jr. – è stato portato in una casa contro il nostro volere. Negli ultimi giorni è stato tenuto sotto psicofarmaci, in uno stato di semi-incoscienza”.  

    Diego Armando Maradona Junior si è detto deciso ad ottenere la verità sulla morte del padre: “Non credo sia giusto che l’abbiano fatto morire così. Voglio che venga fatta giustizia perché, dopo una vita come quella che ha avuto, spero che quel 25 novembre 2020 abbia trovato un po’ di pace, ma senza giustizia è come se non fosse del tutto in pace”. 

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    sport

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  • Modena, auto investe diversi pedoni in centro: ci sono feriti

    (Adnkronos) – Un’auto ha investito diverse persone in centro a Modena. Ci sono dei feriti. Sul posto le forze dell’ordine e i soccorsi. 

    Quattro persone sono rimaste ferite gravemente. A quanto si apprende due dei quattro feriti gravi sono stati trasportati a Bologna. 

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    cronaca

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  • Meloni: “Hormuz deve riaprire senza pedaggi e restrizioni. Italia pronta a contribuire a navigazione sicura”

    Meloni: “Hormuz deve riaprire senza pedaggi e restrizioni. Italia pronta a contribuire a navigazione sicura”

    (Adnkronos) – “Siamo convinti che una soluzione sostenibile alla crisi debba poggiare su alcuni pilastri. Il primo è la riapertura dello Stretto di Hormuz, senza pedaggi o restrizioni discriminatorie, perché è dalla libertà di navigazione che passa la prosperità non solo del Mediterraneo e del Golfo, ma di tutto il mondo”. Questo, secondo quanto si apprende, uno stralcio dell’intervento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, allo Europa Gulf Forum di Navarino, in Grecia. 

    “L’Italia è pronta a fare la propria parte per contribuire, non appena ve ne saranno le condizioni, alla sicurezza della navigazione” nello Stretto di Hormuz, “nel solco di quanto già fatto nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano con le missioni Aspides e Atalanta”, ha quindi aggiunto la premier. 

    “Dobbiamo assicurarci che l’Iran non possa dotarsi dell’arma nucleare e cessi di essere una minaccia nei confronti delle nazioni vicine, e non solo. Gli attacchi del regime iraniano, che sono arrivati a colpire persino Cipro e quindi l’Europa, dimostrano che un Iran dotato dell’arma nucleare, associato ad una capacità missilistica ad ampio raggio, è un rischio che nessuno di noi può permettersi di correre”, ha detto ancora. 

    Le navi gemelle Rimini e Crotone, i due cacciamine italiani partiti nel tardo pomeriggio di ieri dal porto siciliano di Augusta alla volta di Gibuti e pronte a intervenire nell’ambito di una missione multinazionale per lo sminamento dello Stretto di Hormuz, sono unità in grado di rilevare ogni oggetto sul fondo marino fino a a profondità di circa 600 metri e sono appositamente progettate per la localizzazione e la disattivazione/distruzione di mine navali.  

    Una viene utilizzata anche per la ricerca di relitti di navi o aerei, reperti di interesse storico ma anche per la preservazione dell’ecosistema marino, l’altra ha contribuito alla costituzione del corridoio umanitario a favore della popolazione albanese. 

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    politica

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  • Sinner: “Ho fatto fatica a dormire, non so cosa ho avuto. Milan in Champions? Speriamo”

    Sinner: “Ho fatto fatica a dormire, non so cosa ho avuto. Milan in Champions? Speriamo”

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner esulta per la finale raggiunta agli Internazionali 2026, ma non spiega i problemi fisici accusati nella semifinale vinta con Daniil Medvedev. Oggi, sabato 16 maggio, il tennista azzurro ha battuto il russo nel penultimo atto del Masters 1000 di Roma, al termine di una partita iniziata venerdì ma sospesa per pioggia e rinviata al giorno dopo. Durante la sfida Sinner ha accusato vistosi problemi fisici, facendo fatica a respirare, ma, a domanda diretta in conferenza stampa l’azzurro ha ‘dribblato’: “Non riesco a rispondere”, alimentando così il mistero. 

    “L’esperienza mi ha aiutato un po’, la cosa più importante è conoscersi sempre un po’ meglio”, ha spiegato Sinner, “con gli anni che passano nel circuito sei più in grado di gestire le situazioni. Sono contento di come abbiamo risolto questa partita. Ho faticato a dormire stanotte, è una situazione in cui non mi ero mai trovato. Quando hai quasi chiuso la partita e invece non sai come sarà il giorno dopo. È normale che non ogni giorno ci si può sentire al 100%, ho provato a lottare con tutte le energie che avevo e sono contento di come mi sono sentito oggi”. 

    “Ovviamente sono molto contento di essere di nuovo in finale qui a Roma, è un torneo molto speciale per me e per tutti i tennisti italiani”, ha detto Sinner, che domani affronterà Casper Ruud nell’ultimo atto del torneo, “domani sarà una partita difficile contro un avversario con cui è sempre complicato giocare, ma sono felice di ritrovarmi ancora una volta in finale e vedremo come andrà”. 

    “Ho dovuto lottare molto duramente ieri. Sapevo fin dall’inizio che sarebbe stata una partita molto fisica, le condizioni sono diventate subito molto pesanti ma allo stesso tempo ho cercato di capire cosa stava funzionando meglio e trovare le migliori energie possibili”, ha continuato Sinner, “ovviamente tornare oggi in campo per me è stato meglio con un break di vantaggio, ma mi sono dovuto adattare a condizioni completamente diversi. Ieri pioveva, oggi c’era il sole. Sono felice però di aver completato il lavoro”. 

    “Una partita del genere ci può aiutare sicuramente per Parigi. Ho cercato di tirarmi fuori da una situazione complicata, sono riuscito a brekkare e questo mi ha dato tanta fiducia per andare avanti”, ha detto Sinner, “poi è successo di tutto, è arrivata la pioggia, ho avuto le mie possibilità ma anche lui ha avuto le sue. Oggi siamo tornati in campo con condizioni completamente diverse, sono contento di come abbiamo risolto le difficoltà di ieri e spero ci possa dare fiducia per i prossimi tornei”. 

    Sulla presenza in tribuna del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Bello rivederlo. La scorsa volta ero molto nervoso, soprattutto quando dovevo parlarci, ma è sempre un momento speciale. Anche lo scorso anno è venuto qui, la sua presenza è molto importante per lo sport italiano. Domani sarà una giornata tosta, ma divertente con tanti italiani, anche il doppio prima di me. Cercheremo di fare del nostro meglio, poi quello che esce, esce”. 

    Alla fine, una parentesi calcistica sul Milan, atteso domani dalla sfida con il Genoa, crocevia fondamentale nella corsa Champions: “Speriamo di riuscire ad andare in Champions. Speriamo bene, io seguo il Milan più possibile. La situazione in cui ci troviamo non è semplice, ma speriamo bene”.  

     

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    sport

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  • Omicidio bracciante a Taranto, indagato per favoreggiamento proprietario bar

    Omicidio bracciante a Taranto, indagato per favoreggiamento proprietario bar

    (Adnkronos) – E’ indagato per favoreggiamento il proprietario del bar di piazza Fontana a Taranto nel quale all’alba del 9 maggio scorso, una settimana fa, il migrante di 35 anni, del Mali, Bakari Sacko, si è rifugiato dopo essere stato picchiato brutalmente a calci e pugni da una banda di ragazzini, uno dei quali lo avrebbe accoltellato mortalmente per tre volte all’addome e al fianco.  

    Secondo quanto accertato avrebbe fatto dichiarazioni alla Polizia, che indaga sul delitto, contraddette dalle frasi pronunciate nel corso di una intercettazione. Stando alla prima ricostruzione quando la vittima è entrata nel bar, già ferita, il titolare l’avrebbe invitata a uscire senza avvisare le forze dell’ordine. Una volta che Bakari Sacko si è accasciato esanime e in una pozza di sangue sarebbero state altre persone presenti e anche alcuni degli aggressori a portarlo fuori dal locale.  

    I sei giovani sottoposti a fermo di indiziato di delitto sono quattro minorenni e due poco più che maggiorenni. Il fermo dei minorenni non è stato convalidato ma il gip ha disposto la misura cautelare in un istituto di detenzione. Ieri la Questura di Taranto ha notificato al bar un provvedimento di sospensione per 60 giorni della Scia (segnalazione certificata di inizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande. La Divisione amministrativa ha verificato che, in occasione di diversi controlli effettuati dalla Volante, all’interno e nei pressi del locale, sono state identificate numerose persone con precedenti penali e precedenti di polizia per gravi reati quali tra gli altri ricettazione, furto, estorsione, rapina, produzione e spaccio di sostanze stupefacenti, associazione per delinquere, rissa ed evasione. Tutti fatti che, insieme all’efferatezza del delitto consumato vicino al locale il 9 maggio, hanno reso necessaria l’adozione del provvedimento.  

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    cronaca

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  • Arisa e la vita da single: “Ho provato le app di dating, ma non fanno per me”

    Arisa e la vita da single: “Ho provato le app di dating, ma non fanno per me”

    (Adnkronos) – “L’amore? Non c’è niente, zero”. Così Arisa ha rivelato, ospite oggi a Verissimo, di essere single anche se spera, prima o poi, di trovare l’amore, quello vero.  

    “Mi piacerebbe insomma…”, ha detto, facendo alcune ironiche allusioni sessuali. Poi, la cantante ha sottolineato di non avere rapporti occasionali: “Non mi vado a cercare la situazione, quindi quanti anni mi restano? Fino a quando si può copulare?”, ha scherzato la cantante, che oggi ha 43 anni.  

    Arisa ha ammesso di aver provato in passato le app di dating: “Le mie amiche però mi hanno consigliato di iscrivermi alle app di incontri, ci ho provato, ho cominciato delle conversazioni, però poi non ce la faccio”, ha detto Arisa che, però, preferisce l’amore tradizionale e gli incontri romantici.  

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    spettacoli

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  • Taranto, bimba di due anni muore investita da auto in retromarcia

    (Adnkronos) – Una bambina di due anni della provincia di Taranto è morta dopo essere stata investita da un’auto in retromarcia. E’ accaduto ieri sera. La piccola, che viveva in un paese a sud-est del capoluogo, è stata trasportata all’ospedale Santissima Annunziata ma per lei non c’è stato nulla da fare. Indaga la Polizia.  

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    cronaca

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  • Giro d’Italia, a Narvaez l’ottava tappa. Eulalio resta in maglia rosa

    Giro d’Italia, a Narvaez l’ottava tappa. Eulalio resta in maglia rosa

    (Adnkronos) –
    Oggi, sabato 16 maggio, Jhonatan Narváez del team Uae Emirates Xrg vince l’ottava tappa del Giro d’Italia, la Chieti-Fermo di 156 km sulle asprezze dell’Appennino marchigiano. Alle spalle dell’ecuadoriano il norvegese Andreas Rikardsen Leknessund (Uno-X Mobility), terzo l’altro norvegese della Uno-X Martin Tjotta. 

    Resta in maglia rosa il portoghese Afonso Eulalio (Bahrain Victorious), tallonato da Jonas Vingegaard. 

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    sport

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  • L’ex Lazio Cesar si è sposato con Stefania Marchionna: Mancini tra i testimoni

    L’ex Lazio Cesar si è sposato con Stefania Marchionna: Mancini tra i testimoni

    (Adnkronos) – Una storia vissuta con discrezione, lontano dal clamore mediatico, ma costruita nel tempo con complicità, rispetto e amore autentico. Stefania Marchionna e César Aparecido Rodrigues hanno pronunciato il loro “sì” in una cerimonia privata e riservatissima a Doha, in Qatar. Il matrimonio, celebrato alla presenza di pochissimi amici intimi e persone molto vicine alla coppia, è stato organizzato nel massimo riserbo. A celebrare l’unione è stato l’Ambasciatore d’Italia a Doha, Paolo Toschi, che ha officiato la cerimonia in un’atmosfera elegante ed estremamente riservata. Tra i testimoni anche Roberto Mancini, legato da una lunga amicizia e collaborazione professionale con César. 

    La serata ha assunto un significato ancora più speciale dopo il grande successo sportivo dell’Al Sadd SC guidato proprio da Roberto Mancini. L’ex calciatore brasiliano César, oggi assistente tecnico di Mancini all’Al Sadd, continua così il proprio percorso accanto al tecnico italiano con cui condivide un rapporto professionale e umano nato ai tempi delle esperienze comuni con Lazio e Inter. 

    Per Stefania Marchionna, volto noto del mondo dello spettacolo e dei social media italiani, questo matrimonio rappresenta il coronamento di una lunga storia d’amore vissuta con eleganza e autenticità. Negli anni, Stefania ha costruito una forte identità nel panorama lifestyle e entertainment, conquistando il pubblico grazie alla sua immagine raffinata, alla presenza televisiva e al legame costante con la sua community online. Grande tifosa dell’Inter, ha sempre condiviso con passione il proprio amore per i colori nerazzurri, elemento che ha ulteriormente rafforzato il legame con César. Chi conosce la coppia racconta di una relazione solida, fatta di equilibrio, sostegno reciproco e profondo rispetto. Dopo anni vissuti insieme tra viaggi, lavoro e vita privata lontana dall’esposizione pubblica, i due hanno scelto Doha per celebrare il momento più importante della loro storia. Nessun evento mondano, nessuna esposizione mediatica eccessiva: soltanto l’emozione di un’unione autentica condivisa con pochissime persone care. 

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    sport

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  • Sinner in campo, ma il Centrale ‘sfotte’ Medvedev: “Dai che è cotto”

    Sinner in campo, ma il Centrale ‘sfotte’ Medvedev: “Dai che è cotto”

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner festeggia la finale degli Internazionali d’Italia 2026 in un Centrale colorato, come sempre, d’arancione. Oggi, sabato 16 maggio, gli spettatori che avevano acquistato il biglietto per la finale femminile tra Coco Gauff ed Elina Svitolina, hanno avuto la ‘fortuna’ di assistere alla fine della semifinale tra l’azzurro e Daniil Medvedev, sospesa ieri per pioggia e rimandata a oggi.  

    Sono bastati 15 minuti di match per scatenare l’entusiasmo del Centrale, che come sempre ha dato il meglio di sé con urla e un tifo incessante. Qualcuno, tra un punto e l’altro, ha voluto incoraggiare Sinner ‘sfottendo’ il suo avversario: “Dai che è cotto”, ha infatti urlato uno spettatore dalle tribune, provocando le risate dell’intero impianto. 

    Tanti anche gli incitamenti più classici: “Forza Sinner”, “daje Sinner” e il tradizionale “olè olè olè Sinner, Sinner” che chiude la partita e fa partire la festa del Centrale, aspettando la finale. 

     

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    sport

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