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  • Italia-Emirati, Urso: “In 2025 nostro export in Eau +27%, obiettivo 40 mld investimenti emiratini in Italia”

    Italia-Emirati, Urso: “In 2025 nostro export in Eau +27%, obiettivo 40 mld investimenti emiratini in Italia”

    (Adnkronos) – “Voglio ringraziare il governo emiratino di essere in maniera così significativa presente a a questo vertice, che assume una rilevanza ancora più evidente alla luce di quello che è accaduto e sta accadendo in quella regione. E per dare il primo segnale, io credo che la Commissione europea dovrebbe sottoscrivere al più presto l’accordo di libero scambio con gli Emirati che sarebbe un segnale importante sul piano economico produttivo, ma anche e soprattutto, sul piano politico, per dire agli Emirati ‘noi ci siamo, crediamo in voi e vogliamo crescere con voi’”. Lo ha detto il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenendo dal palco di Investopia, l’evento in corso a Milano. “L’accordo di libero scambio con gli Emirati -spiega Urso- potrebbe fare da apripista per il più vasto e significativo accordo di libero scambio col Consiglio di cooperazione del Golfo, come è già accaduto tra Nuova Zelanda ed Emirati prima e poi tra la Nuova Zelanda e il Consiglio di Cooperazione del Golfo”. “Credo – ha proseguito- che sia il momento giusto per sottoscrivere prima l’accordo con gli Emirati, che è più facile da finalizzare e sotto la spinta di questo modello, fare altrettanto con tutta l’area del Golfo”.  

    In merito a una potenziale valutazione sull’utilizzo del Golden Power per il dossier Ferretti “è arrivata una richiesta in tal senso che è al vaglio degli uffici competenti, non riguarda ovviamente solo il mio dicastero, ma anche innanzitutto il ministero della Difesa avendo Ferretti anche la parte produttiva che riguarda la Difesa. Gli uffici stanno lavorando celermente”, ha sottolineato Urso. 

    “A inizio legislatura abbiamo detto che Stellantis doveva tornare centrale nel nostro paese. Così è stato. Abbiamo anche detto che era necessario avere nel nostro paese anche una seconda casa automobilistica. Abbiamo sottoscritto degli accordi governativi durante la nostra missione in Cina per far capire loro che a noi interessava un’altra casa automobilistica che intendesse produrre e non assemblare nel nostro paese, utilizzando la filiera della componentistica italiana. Penso che ci siano diversi interessi di più case automobilistiche cinesi”, ha detto il ministro a margine dell’evento in corso a Milano. L’azione congiunta con l’Unione Europea, “ha reso necessario alle imprese cinesi di investire in Europa per essere competitivi sul mercato europeo. Credo che forse più di una, più di due o anche più di tre stiano pensando di farlo anche nel nostro Paese, tanto più alla luce del fatto che Stellantis intende realizzare con queste case automobilistiche una partnership non meramente commerciale. Benvenuti”. 

    “Gli investimenti esteri, in questi tre anni, in Italia, nel comparto dello spazio, sono aumentati del 37%. E sullo spazio ieri c’è stata la riunione del Committee presieduto da Giorgia Meloni, durante la quale si è preso atto di questa grande crescita del comparto spaziale. Abbiamo messo in campo quasi 8 miliardi da qui al 2028″, ha detto Urso. Il ministro ha poi sottolineato come le risorse del Pnrr siano state utilizzate “al meglio” per la realizzazione di quattro space Factory in Piemonte, in Lombardia, nel Lazio e in Puglia. “Abbiamo scommesso sui progetti dell’Agenzia Spaziale Europea diventando i secondi contributori al fianco della Francia – ha evidenziato -. Abbiamo sottoscritto accordi strategici con la Nasa, che ci permette di partecipare alla missione Artemis realizzando la casa degli astronauti sulla Luna. E il modulo abitativo in cui vivranno gli astronauti che dovranno colonizzare la Luna sarà realizzato a Torino”. “Questo ci consentirà, tra l’altro, di avere nel programma due astronauti italiani, forse i primi astronauti europei a calpestare il suolo della Luna”. 

    Una delle possibili partnership strategiche sullo spazio “è con gli Emirati Arabi”. “Abbiamo già dei programmi comuni per l’esplorazione spaziale – ha detto il ministro -. Abbiamo programmi comuni sottoscritti dalle due agenzie spaziali e interessi comuni a sviluppare lo spazio in Africa”. 

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  • Iran-Usa, Trump apre sul nucleare: “Ok 20 anni di stop, ma servono garanzie reali”

    Iran-Usa, Trump apre sul nucleare: “Ok 20 anni di stop, ma servono garanzie reali”

    (Adnkronos) – Tensione e spiragli nei negoziati tra Iran e Stati Uniti: Washington avrebbe respinto la proposta di Teheran, ma arrivano nuovi messaggi per riprendere il dialogo. Trump apre a un possibile accordo con stop di 20 anni all’attività nucleare iraniana, chiedendo però “garanzie reali”. Teheran guarda anche alla mediazione della Cina. 

    Il presidente americano Donald Trump ha aperto alla possibilità di un’intesa con l’Iran sul programma nucleare che preveda uno stop di circa 20 anni alle attività sensibili, pur sottolineando la necessità di “garanzie concrete” sul rispetto dell’accordo. “Vent’anni sono sufficienti”, ha dichiarato ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, aggiungendo però che “devono essere veri 20 anni” e che l’intesa dovrà includere meccanismi di verifica solidi e vincolanti. 

    Le parole di Trump arrivano dopo che l’Iran aveva reso noto di aver ricevuto la risposta ufficiale degli Stati Uniti alla proposta avanzata nell’ambito dei negoziati sul nucleare. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, citando fonti iraniane, Washington avrebbe “respinto completamente” il piano presentato dalla Repubblica islamica, segnando un nuovo irrigidimento nel confronto diplomatico. 

    La proposta iraniana includeva cinque condizioni considerate preliminari all’avvio dei colloqui: la fine delle ostilità su tutti i fronti in Medio Oriente, la revoca delle sanzioni economiche, lo sblocco dei beni iraniani congelati, il risarcimento per danni e perdite di guerra e il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz. 

     

    Nonostante lo stallo, emergono segnali di possibile continuità nel dialogo. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato a Nuova Delhi che Teheran ha “ricevuto messaggi” dagli Stati Uniti che indicano la volontà dell’amministrazione americana di proseguire i colloqui per porre fine al conflitto in Medio Oriente. “Quanto detto sul fatto che gli Usa hanno respinto la proposta dell’Iran risale a giorni fa, quando Trump l’ha definita inaccettabile”, ha affermato Araghchi, aggiungendo che successivamente “sono arrivati nuovi messaggi dagli americani in cui si afferma la disponibilità a continuare i colloqui e le interazioni”. 

     

    Nel frattempo, l’Iran guarda anche ad altri possibili canali diplomatici. Araghchi, sempre da Nuova Delhi per la riunione dei Brics, ha sottolineato che Teheran “apprezza qualsiasi Paese abbia la capacità di aiutare, in particolare la Cina”, per favorire la fine del conflitto. “Abbiamo rapporti ottimi con la Cina, siamo partner strategici”, ha aggiunto, sottolineando che Pechino è considerata un attore con “buone intenzioni” e che qualsiasi contributo alla diplomazia sarebbe “benvenuto”. 

     

    Intanto arriva anche un messaggio politico e ideologico dalla guida iraniana Mojtaba Khamenei. In occasione della Giornata nazionale di Ferdowsi, il figlio della Guida Suprema ha parlato di “resistenza” del popolo iraniano contro gli “aggressori demoniaci”, collegando la difesa della cultura persiana alla fase attuale di tensione internazionale. 

    Nel suo messaggio scritto, Khamenei ha richiamato l’importanza dello Shahnameh come simbolo dell’identità iraniana e ha sottolineato la necessità di difendere il Paese da quella che ha definito un’“invasione culturale e dello stile di vita americano”, inserendo così riferimenti simbolici e politici nel contesto delle attuali frizioni geopolitiche. 

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  • Al via i lavori per il termovalorizzatore di Roma, Gualtieri: “Sicuro e meno inquinante di qualsiasi strada trafficata”

    Al via i lavori per il termovalorizzatore di Roma, Gualtieri: “Sicuro e meno inquinante di qualsiasi strada trafficata”

    (Adnkronos) – Al via oggi, venerdì 15 maggio, i lavori per la realizzazione del termovalorizzatore di Roma. Un investimento da un miliardo di euro per l’impianto che tratterà 600mila tonnellate di rifiuti indifferenziati e non riciclabili, nell’area industriale di Santa Palomba, alle porte di Pomezia.  

    La prima consegna dei rifiuti è prevista per novembre 2029. Il termovalorizzatore, inserito nel Piano rifiuti approvato nel 2023 che punta al raggiungimento del 70% di raccolta differenziata, riducendo a zero il ricorso alle discariche, è stato progettato per integrarsi in modo funzionale con l’intero ciclo della differenziata. “Nel resto del mondo una realtà normale, che qui invece viene accolta con enfasi”, fa notare il sindaco nell’inaugurare il cantiere. Il progetto prevede la realizzazione di un Parco delle Risorse Circolari, un’area attrezzata aperta ai cittadini, con sale per la ricerca, coworking, una serra sperimentale, spazi verdi e una torre panoramica alta oltre 70 metri. Il polo impiantistico ospiterà anche quattro impianti ancillari: un impianto fotovoltaico, una rete di teleriscaldamento e un sistema sperimentale per la cattura della Co2 e in particolare per il recupero delle ceneri pesanti.  

     

    “Quella di oggi è una giornata storica – ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri che ha preso parte all’apertura del cantiere – . Con l’avvio dei lavori diamo inizio a un’opera strategica e fondamentale, attesa da molti anni: il termovalorizzatore di Santa Palomba sarà l’impianto più moderno e avanzato d’Europa, progettato per dotare Roma di un sistema impiantistico finalmente all’altezza di una grande capitale mondiale e per consentirle di chiudere in modo stabile, efficiente e sostenibile il proprio ciclo dei rifiuti”.  

    “Con il termovalorizzatore la Capitale non dipenderà più da discariche o da impianti situati altrove, in Italia e all’estero, superando definitivamente una condizione che per troppo tempo ha prodotto costi economici e ambientali inaccettabili e insostenibili. Quello che realizzeremo a Santa Palomba sarà un impianto ultra sicuro, non inquinante. Il livello di inquinamento che produce è comunque minore rispetto a una qualsiasi strada trafficata di Roma. Sarà costantemente monitorato, dotato delle tecnologie più avanzate oggi disponibili e costruito secondo standard ambientali ancora più rigorosi rispetto a quelli previsti dalla normativa europea, così da garantire il massimo livello di tutela ambientale”. 

    “Parliamo di un impianto piccolo – ha sottolineato Gualtieri – contrariamente a quanto dicono. Dotare Roma di un sistema moderno, autonomo ed efficiente non era più rinviabile: senza un impianto di nuova generazione, la città sarebbe stata condannata a continuare a dipendere da soluzioni fragili, costose e ambientalmente insostenibili. Una condizione che non poteva più essere accettata e che si accompagna a un altro obiettivo chiaro e già definito: l’aumento costante e progressivo della raccolta differenziata, un traguardo fissato con precisione nel Piano dei rifiuti e destinato a continuare a guidare le politiche ambientali della città”. 

    I rifiuti arriveranno all’impianto attraverso la linea ferroviaria che raggiunge il polo intermodale di Santa Palomba. “Parliamo di due treni di notte”, ha specificato Gualtieri. Per gestire al meglio la viabilità in zona, è stato messo a punto un piano da 31 milioni di euro per decongestionare il traffico del quadrante sud. Il Piano poggia su tre direttrici principali: la provincializzazione di via di Porta Medaglia, grazie al quale l’attuale strada comunale di circa 6 km, che collega via Laurentina e via Ardeatina, sarà elevata a rango di strada provinciale con un investimento di circa 10 milioni di euro; la nuova gestione per il tratto di via Ardeatina compreso tra il Gra e l’intersezione con via Falcognana (circa 5 km) che sarà declassato a strada comunale e ceduto a Roma Capitale con l’obiettivo di trasformarlo in un asse urbano più sicuro e il potenziamento dell’Asse Pomezia-Santa Palomba con l’allargamento e l’adeguamento della S.P. Cancelliera e di via di Valle Caia per un tratto di oltre 5,6 km.  

    Quest’ultimo intervento servirà a connettere in modo più fluido il centro di Pomezia con la stazione e il polo intermodale di Santa Palomba. Il Piano mira a creare un “quadrilatero” di viabilità provinciale (Laurentina, Ardeatina, Porta Medaglia e Valle Caia) in grado di gestire i carichi di traffico commerciale e industriale generati dai poli produttivi della zona. Mentre i fondi per il collegamento Pomezia-Santa Palomba sono già disponibili grazie all’accordo con Rfi, i capitali per via di Porta Medaglia (10 milioni) e per la messa in sicurezza del nuovo tratto urbano dell’Ardeatina (1,5 milioni) saranno resi disponibili da Roma Capitale in accordo con Città metropolitana. “Pensiamo di portare un beneficio a questo territorio, scelto perché si tratta di una zona industriale, come da prescrizioni di legge”, spiega Gualtieri. 

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    cronaca

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  • A Pechino Express la vera sfida è abbattere i pregiudizi: Chanel Totti ha vinto (anche) questo

    A Pechino Express la vera sfida è abbattere i pregiudizi: Chanel Totti ha vinto (anche) questo

    (Adnkronos) – Si definiscono due apatici, eppure al traguardo una lacrimuccia l’abbiamo vista tutti. A vincere questa edizione di Pechino Express sono stati Chanel Totti e Filippo Laurino, la coppia de ‘I Raccomandati’. Un nome scelto prima ancora che potesse diventare un’etichetta affibbiata dagli altri. E forse è stato proprio questo il loro punto di forza: giocare d’anticipo, prendersi in giro da soli e dimostrare, chilometro dopo chilometro, che a Pechino Express non si vince per raccomandazione. Si vince con la testa dura – o con la ‘capoccia’, come direbbe una romana doc come Chanel – con la fatica, con la resistenza e, perché no, anche con una buona dose di fortuna. Perché se c’è una cosa che governa davvero Pechino Express, il reality d’avventura condotto da Costantino della Gherardesca, è proprio l’imprevedibilità. 

    Dieci coppie sono partite dall’Indonesia, attraversando luoghi e culture che hanno accolto i viaggiatori con calore e ospitalità. Puntata dopo puntata, tra prove, eliminazioni e colpi di scena, il viaggio ha ribaltato ogni pronostico. E forse era destino, oppure doveva semplicemente andare così: i vincitori della prima tappa sono stati anche gli ultimi rimasti in piedi. 

    ‘I Raccomandati’ erano partiti con un peso addosso più emotivo che competitivo. Chanel Totti, figlia di Francesco Totti e Ilary Blasi, si era presentata nel video iniziale come una ragazza pigra, scherzando sul fatto che non si sarebbe alzata dal divano nemmeno per un bicchiere d’acqua. E invece di divani, durante il viaggio, ne ha visti ben pochi. Si è lamentata, certo. Ha sbuffato, protestato, ironizzato. Ma non ha mai mollato. E insieme a Filippo Laurino, amico storico della famiglia, ha costruito una delle coppie più solide dell’edizione. 

    Filippo, dal canto suo, ha saputo reggere i momenti di sconforto dell’amica e anche spingerla a giocarsi la carta più inevitabile di tutte: “Conosci la Roma? Conosci Totti? Io sono sua figlia”. E in Indonesia quella frase ha funzionato eccome. Ma il punto, alla fine, è un altro. Pechino Express è servito soprattutto ad accendere i riflettori su una ragazza di 19 anni che negli ultimi tempi era stata raccontata quasi esclusivamente attraverso la separazione dei suoi genitori. Spesso criticata, spesso giudicata, Chanel ha trovato nel programma la sua rivincita: mostrare cosa c’è davvero dietro il cognome che porta. 

    E infatti uno dei momenti più sinceri dell’edizione è arrivato quando ha raccontato quanto abbia sofferto per la separazione dei genitori. In quel momento è caduta la maschera della ragazza ‘raccomandata’, lasciando spazio semplicemente a Chanel: schietta, fragile, ironica e tremendamente vera. Lei e Filippo hanno vissuto l’esperienza esattamente per quello che era: un gioco. Anche nei momenti più competitivi. 

    Competitività che invece non è mai mancata a ‘I Veloci’, la coppia formata da Fiona May e Patrick Stevens. Lui pacato, affettuoso e sempre pronto ad asciugare le lacrime di Fiona nei tanti momenti di sconforto. Lei determinata come solo una campionessa mondiale può essere, sempre con lo sguardo fisso sul traguardo anche quando sembrava lontanissimo. E forse proprio quella fame di vittoria l’ha resa una delle concorrenti più divisive della stagione. Il fair play, a volte, è passato in secondo piano. Ma la sua tenacia le ha comunque regalato un posto sul podio. 

    Medaglia d’argento invece per ‘Le Dj’, Jo Squillo e Michelle Masullo, probabilmente la coppia che più di tutte ha dominato il gioco. Strategiche, competitive, spesso spietate, hanno alternato intuizioni brillanti a qualche mossa discussa. Un mix di rivalità, furbizia e fortuna che le ha portate fino alla fine. Ma proprio sul più bello la sorte ha smesso di girare dalla loro parte. 

    E poi ci sono stati ‘Gli Spassosi’, forse la coppia che più rappresenta lo spirito autentico di Pechino Express. Biagio Izzo e Francesco Paolantoni erano i più ‘anziani’ del gruppo, quelli da cui nessuno si aspettava davvero un exploit. E invece, tra una battuta e l’altra, sono arrivati a un passo dalla finale. Hanno affrontato il viaggio con il sorriso, accettando sconfitte e difficoltà senza mai perdere il gusto del divertimento: il vero segreto per vivere davvero Pechino Express. 

    Per un attimo il pubblico aveva anche sperato di vederli affrontare la famigerata prova dei sette mostri. Vedere Biagio Izzo e Francesco Paolantoni mangiare in sequenza scorpioni, larve, cimici e cervelli di maiale avrebbe probabilmente segnato un prima e un dopo nella storia del programma. 

    Ma allora perché Pechino Express piace così tanto? Non è solo il viaggio. Non sono soltanto i paesaggi mozzafiato o l’avventura estrema. Il vero motivo è che questo programma mette a nudo chiunque ci passi dentro. Non lascia scampo. Ti costringe a confrontarti con la fatica, con i tuoi limiti e soprattutto con la persona che hai accanto. 

    Lo si è visto anche con ‘Le Biondine’, la coppia formata da Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani, madre e figlia arrivate nel gioco con vecchie ferite ancora aperte. Pechino Express può unire, ma può anche amplificare le distanze. 

    “Non c’è nulla che non posso affrontare ora. Ho fatto Pechino Express, posso fare tutto”, ha detto Mattia Stanga, eliminato subito insieme a Elisa Maino nella coppia de ‘I Creator’. Ed è forse questa la frase che riassume meglio il senso del programma. Non è una questione di età, di fama o di bravura. È mettersi in gioco, farlo per davvero.  

    Ma alla fine tutto torna ai vincitori. A quella ragazza di 19 anni che, durante la conferenza stampa del programma, si era ritrovata sommersa da domande riguardanti soltanto i suoi genitori. Oggi Chanel Totti ha dimostrato che esiste molto altro oltre l’essere ‘la figlia di’. E anche se ha ammesso che fare televisione non è il suo obiettivo, c’è già chi spera di rivederla presto sul piccolo schermo. 

    Perché una lezione, in fondo, questa edizione l’ha lasciata davvero: non si giudica mai un libro dalla copertina. E ‘I Raccomandati’ hanno vinto, sì. Ma la loro vittoria con le raccomandazioni non ha avuto nulla a che fare (di Marica Di Giovanni).  

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    spettacoli

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  • A RiminiWellness il benessere tra performance, community e approccio olistico

    (Adnkronos) – Dal Barre training evolution al BodyPump Heavy, dal zumba + lift allo Striding walking workout, a RiminiWellness 2026 – dal 28 al 31 maggio alla Fiera del capoluogo romagnolo e sulla Riviera – arrivano tutte le nuove tendenze del fitness. Assieme a nuovi approcci come quello olistico che si afferma in chiave scientifica e integrata, tra lavoro sul sistema nervoso e nuove esperienze di benessere. La 26esima edizione della manifestazione internazionale, spiega Italian exhibition group (Ieg) in una nota, amplia il proprio ecosistema di eventi, discipline e format. Il Barre training evolution, ad esempio, presentato da Fif – Federazione italiana fitness, rilegge il lavoro alla sbarra integrando pilates, functional training e reformer. Nella stessa direzione Bodypump heavy di Les Mills, che evolve verso un lavoro più intenso, con carichi maggiori e un focus mirato su forza e ipertrofia. Anche il mondo della dance fitness si rinnova con zumba + lift, nuova proposta firmata Beto Perez che alterna sequenze cardio e lavoro con i pesi. Tra le tendenze la riscoperta del movimento naturale. Come lo Striding walking workout e working program che trasformano la camminata in un allenamento completo, costruito su ritmo, coordinazione e lavoro muscolare.  

    Tra le novità che arrivano in Fiera la Gdmi 1978, con un intero padiglione dedicato. Con oltre 70.000 iscritti e più di 600 centri attivi, si spiega, è la realtà sportiva con il maggior numero di tesserati in Italia e in Europa, grazie a un metodo che punta su allenamento a corpo libero e preparazione atletica adattiva e progressiva. Durante l’expo tornano poi gli eventi legati al functional training e al CrossFit. Hyrox torna per il quarto anno con 4 giorni di gare e migliaia di atleti coinvolti, mentre Italian Showdown conferma il proprio ruolo di riferimento per la community CrossFit.  

    E ancora – continua la nota – tra le tendenze c’è il Cranial Reset & Longevity Touch, nuovo un protocollo neuro-connettivale che agisce sulla struttura cranica per attivare un rilascio miofasciale profondo e processi rigenerativi. Mentre la ricerca sul movimento consapevole si sviluppa anche attraverso nuovi strumenti e metodologie come Infinity bands, disciplina che usa elastici tessili come input sensoriali per il sistema nervoso, migliorando coordinazione, stabilità e organizzazione del gesto. La Symmetrical gymnastics interviene invece sulle asimmetrie corporee attraverso sequenze ritmiche che coinvolgono entrambi gli emisferi cerebrali, favorendo un riequilibrio tra postura, movimento e percezione. Quanto a Healing Hands, propone un’esperienza immersiva dedicata al massaggio professionale: tecniche orientali e occidentali si incontrano in un approccio pratico e partecipativo che mette al centro il contatto, l’ascolto e la personalizzazione del trattamento.  

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    economia

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  • Sindrome dell’impostore, quando in ufficio pesa il nuovo ruolo e il confronto con i colleghi

    Sindrome dell’impostore, quando in ufficio pesa il nuovo ruolo e il confronto con i colleghi

    (Adnkronos) – Sentirsi inadeguati rispetto al proprio ruolo, mettere in dubbio le proprie competenze o non riuscire a riconoscere il valore dei risultati raggiunti: sono alcune delle manifestazioni più comuni della sindrome dell’impostore, una sensazione che molti professionisti sperimentano nel corso della propria carriera e che spesso non riflette una reale mancanza di capacità, ma una percezione distorta del proprio valore. Lo mette in luce una rilevazione di Hays, leader globale nella selezione e nelle soluzioni HR, realizzata in collaborazione con Serenis, piattaforma digitale per il benessere mentale e centro medico autorizzato, secondo cui 7 italiani su 10 dichiarano di averla provata almeno una volta e oltre il 30% afferma di sperimentarla spesso. 

     

     

    Tra le situazioni che possono far emergere con maggiore forza questa sensazione, al primo posto c’è l’inizio di un nuovo ruolo, indicato da quasi 4 italiani su 10: un momento che può portare a mettere in discussione le proprie capacità e il proprio valore professionale. Anche il confronto con i colleghi può alimentare dubbi e insicurezze, come segnalano circa 3 italiani su 10. Segue il processo di selezione per una nuova posizione, indicato dal 18% dei rispondenti, mentre solo l’11% afferma di non conoscere il fenomeno. 

    “La sindrome dell’impostore – afferma Alessio Campi, people & culture director di Hays Italia – non dipende necessariamente da una reale mancanza di competenze, ma spesso da una percezione distorta del proprio valore professionale. Proprio per questo le aziende hanno un ruolo fondamentale nel riconoscerne i segnali e nel creare contesti in cui le persone possano sentirsi ascoltate e supportate. Un dialogo continuo tra manager e risorse, insieme a feedback costanti e costruttivi, può aiutare a intercettare questi momenti di difficoltà e a ricondurli alla loro reale dimensione, evitando che insicurezza e autocritica diventino un limite alla crescita professionale”. 

     

     

    “Dal punto di vista clinico – spiega la dottoressa Martina Migliore, psicoterapeuta cognitivo comportamentale e head of business learning & culture di Serenis – la sindrome dell’impostore non è una patologia, ma un’esperienza psicologica caratterizzata dall’incapacità di internalizzare i propri successi. Si manifesta attraverso un ciclo cognitivo disfunzionale in cui il soggetto, nonostante prove oggettive di competenza, attribuisce i risultati a fattori esterni (fortuna, errore altrui). È un classico esempio di Locus of control ‘esterno’: ‘tutto ciò che faccio di successo è merito della fortuna o del lavoro altrui, tutto ciò in cui fallisco è colpa mia’. Questo genera un sovraccarico emotivo dettato dalla ‘paura dello smascheramento’, che spesso conduce a strategie di coping disadattive come l’over-working (iper-preparazione) o il procrastinare per evitare il giudizio, alimentando elevati livelli di stress e ansia da prestazione che di fatto, impattano negativamente sulla produttività e sullo sviluppo professionale”. 

     

     

    La sindrome colpisce trasversalmente, ma è prevalente nei profili ‘high-achiever’ e in chi affronta transizioni di carriera, come confermato dal 39% dei dati Hays. E’ comune tra le donne e le minoranze, a causa di bias sistemici che rendono più faticoso il riconoscimento della propria autorevolezza. Anche i giovani talenti e coloro che operano in ambienti ad alta competitività sono vulnerabili, poiché tendono a misurare il proprio valore esclusivamente attraverso standard di perfezionismo irrealistici. In questi contesti il confronto con altri colleghi può farsi spietato: si perde di vista l’equità e le differenze individuali e di vita. Un collega molto giovane, non genitore e con una situazione socioeconomica di partenza favorevole, sarà probabilmente facilitato rispetto ad una donna di mezza età, caregiver separata con tre figli. Questo non significa affatto, però, che quest’ultima non possa avere lo stesso valore del collega, anzi: proprio dal suo contesto difficile potrebbero scaturire capacità extra. 

     

     

    Pur considerando le innumerevoli condizioni personali e professionali esistenti, ecco cinque strategie che strizzano l’occhio sia alla parte lavorativa che psicologica per superare questa esperienza secondo Martina Migliore.  

    1) Validazione oggettiva: archiviare feedback e risultati per contrastare il bias di svalutazione interna.  

    2) Riformulazione cognitiva: trasformare il ‘non sono capace’ in ‘sto imparando una nuova competenza’.  

    3) Decostruzione del perfezionismo: accettare l’errore come parte fisiologica del processo lavorativo, non come fallimento identitario.  

    4) Condivisione protetta: aprirsi con mentor o colleghi fidati aiuta a universalizzare il vissuto, riducendone il peso. 

    5) Lavoro terapeutico: esplorare le radici del senso di inadeguatezza per integrare stabilmente i successi nell’immagine di sé. 

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    lavoro

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  • In Francia trovate oltre 100 uova di dinosauro, hanno 72 milioni di anni

    In Francia trovate oltre 100 uova di dinosauro, hanno 72 milioni di anni

    (Adnkronos) – Scoperta eccezionale in Francia, che fa felice tutti gli amanti dei dinosauri. Il paleontologo Alain Cabot, proprietario del museo dedicato ai dinosauri Musée Parc des Dinosaures di Mèze, ha rinvenuto circa 100 uova fossilizzate di dinosauro nella sua proprietà. 

    Come riporta la Bbc, le uova hanno all’incirca le dimensioni di un piccolo melone e si pensa che risalgano a circa 72 milioni di anni fa. Cabot ipotizza che a deporle possano essere stati dei titanosauri, giganteschi dinosauri erbivori che raggiungevano i 15 metri di lunghezza e pesavano tra le 15 e le 20 tonnellate. 

    “Si tratta di un giacimento straordinario e ci vorranno generazioni di paleontologi per studiarlo a fondo”, ha dichiarato Alain Cabot in un’intervista al Times. “Ci sono milioni di uova nel sud della Francia. Credo che potrebbe essere il più grande giacimento al mondo”, ha aggiunto. 

    Negli ultimi anni sono state scoperte circa un migliaio di uova nella regione di Aix-en-Provence, in Francia. Durante il Cretaceo superiore, periodo in cui furono deposte le uova, l’area faceva parte di un’isola formata da Spagna, Portogallo e Francia meridionale. Proprio come fanno le tartarughe e gli uccelli, una volta trovato un luogo di nidificazione di loro gradimento, i dinosauri vi tornavano anno dopo anno per deporre le uova. 

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  • Eurovision, ministro Mazzi a Vienna per la finale con Sal Da Vinci: è la prima volta del governo

    Eurovision, ministro Mazzi a Vienna per la finale con Sal Da Vinci: è la prima volta del governo

    (Adnkronos) –
    Alla finale dell’Eurovision 2026, a Vienna, domani ci sarà per la prima volta una rappresentanza del governo italiano, guidata dal ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi. Il ministro, a quanto apprende l’Adnkronos da fonti vicine alla manifestazione, sarà al Wiener Stadthalle di Vienna, per accompagnare una delegazione dell’industria musicale italiana, rappresentata dal ceo di Fimi, Enzo Mazza, e dal presidente di AssoConcerti (Associazione Italiana Musica dal Vivo), Bruno Sconocchia. Un segnale di attenzione importante per supportare la partecipazione di Sal Da Vinci e l’immagine dell’Italia e della musica italiana all’estero ma anche per sostenere il turismo culturale, dei concerti e dei grandi eventi, in un momento in cui questo comparto economico mostra di essere in grande salute e in crescita. 

    Alla vigilia della finale dell’Eurovision Song Contest 2026, la musica italiana arriva a Vienna forte di un dato che racconta un trend ormai consolidato: secondo le rilevazioni diffuse oggi da Fimi, nel 2025 i ricavi da royalty provenienti dall’estero sono cresciuti del 14%, segnando un aumento complessivo del 180% rispetto al 2020. Numeri che confermano il rafforzamento del repertorio nazionale nei mercati internazionali e la sua capacità di intercettare pubblici sempre più ampi, sostenuta dall’evoluzione dei consumi digitali e dagli investimenti delle case discografiche nella valorizzazione del catalogo locale. 

    Il quadro delineato evidenzia come l’export musicale sia diventato un indicatore strategico per l’intera filiera: non solo un segnale economico, ma la prova di un posizionamento culturale sempre più solido, capace di competere nei principali scenari globali. La crescita del repertorio italiano all’estero si intreccia infatti con un ecosistema che ha saputo rinnovarsi, puntando su artisti, generi e linguaggi capaci di dialogare con mercati diversi e di inserirsi nelle dinamiche internazionali dello streaming. 

    In questo contesto, l’Eurovision rappresenta un osservatorio privilegiato: un palco che amplifica la visibilità degli artisti e misura in tempo reale la capacità delle canzoni di viaggiare oltre i confini nazionali. E se la crescita dell’export è la notizia del giorno, il percorso dell’Italia verso la finale di domani trova un ulteriore segnale di forza in un dato che circola da giorni e che oggi si inserisce naturalmente nel quadro generale: il brano con cui Sal Da Vinci rappresenterà il Paese è attualmente il più streammato tra quelli in gara. Un risultato che diventa ancor più significativo alla luce dei numeri diffusi oggi, con la musica italiana sempre più competitiva e riconoscibile anche nelle arene internazionali più affollate.  

    “Dopo il successo dei Maneskin – sottolinea il Ceo di Fimi, Enzo Mazza, all’Adnkronos – la partecipazione italiana ha sicuramente generato un maggiore interesse sia sul fronte industria, sia sul fronte istituzionale. A Vienna domani ci sarà per la prima volta una delegazione del governo per sostenere la partecipazione italiana di Sal Da Vinci, cosa che conferma la crescente popolarità della musica italiana all’estero. Domani sera, sul palco di Vienna, l’Italia porterà dunque non solo un artista in corsa per la vittoria, ma anche la fotografia di un settore che cresce, si espande e continua a trovare spazio nelle mappe globali dell’ascolto”, conclude Mazza. 

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  • “Nella macchina del caffè possono annidarsi batteri, ecco cosa fare”: la ricetta di Matteo Bassetti

    “Nella macchina del caffè possono annidarsi batteri, ecco cosa fare”: la ricetta di Matteo Bassetti

    (Adnkronos) –
    Batteri nel caffè. Un esercito di nemici invisibili rischia di rovinare il rito quotidiano che accompagna il risveglio, e tante pause relax, di milioni di italiani. “Lo sapete che nella macchina del caffè, oltre al calcio, si annidano anche i microbi? Sì, i batteri, perché all’interno delle tubature, all’interno delle guarnizioni, si possono accumulare microbi”, avverte l’infettivologo Matteo Bassetti in un video social girato in cucina, macchinetta alla mano.  

    “E allora vi do la soluzione per far sì che microbi e calcare non facciano male al vostro caffè”, spiega. La ‘ricetta’ del primario dell’Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova “è davvero molto semplice: una soluzione di acqua e aceto bianco” in dosi uguali. “Quindi 50% di acqua e 50% di aceto bianco consentono di levare il calcare, ma soprattutto di uccidere i batteri all’interno della vostra macchina del caffè”, assicura il medico. Compiuta l’operazione, non resta che premere il bottone. “Adesso accendiamo il nostro caffè e sarà un caffè meraviglioso che andrò a prendere alla vostra assoluta salute”. Rigorosamente “amaro, e soprattutto senza batteri”.  

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  • Municipio I Roma Centro e Manhattan firmano il primo protocollo di cooperazione

    Municipio I Roma Centro e Manhattan firmano il primo protocollo di cooperazione

    (Adnkronos) – Il Municipio I Roma Centro e Manhattan firmano il primo Protocollo d’Intesa per la Cooperazione Culturale tra grandi centri storici urbani. La sottoscrizione dell’accordo avverrà il 20 maggio 2026 nell’ambito del Forum Cultura Romacentro, promosso dall’assessorato alla Cultura del Municipio I Roma Centro nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio di Roma. L’accordo rappresenta un’iniziativa senza precedenti nel panorama delle relazioni culturali tra centri città ed è stato ideato e promosso dall’assessorato alla Cultura del Municipio I Roma Centro con l’obiettivo di dare vita a una nuova rete internazionale tra grandi centri storici urbani fondata sulla cooperazione culturale, sul confronto tra modelli di governance e sulla valorizzazione della cultura come infrastruttura pubblica contemporanea. Roma Centro, il territorio del Municipio I che costituisce il cuore storico, istituzionale e culturale della Capitale, concentra una parte fondamentale del patrimonio culturale italiano: musei civici e nazionali, archivi storici, biblioteche, scuole, università, accademie, fondazioni culturali, sedi ministeriali e luoghi simbolici della vita pubblica. È in questo ecosistema unico, dove patrimonio storico e produzione culturale contemporanea convivono quotidianamente, che nasce il Protocollo con Manhattan. 

      

    L’intesa prevede forme di collaborazione tra musei, archivi, biblioteche, università, istituzioni culturali e realtà educative dei due territori, promuovendo scambi culturali, iniziative artistiche, programmi rivolti ai giovani e progetti di arte pubblica. L’accordo si inserisce inoltre in una più ampia strategia di diplomazia culturale urbana, che punta a costruire progressivamente una rete stabile di collaborazione tra i centri storici delle grandi capitali internazionali. Il Forum cultura roma centro rappresenta una delle più importanti iniziative istituzionali dedicate al tema della governance culturale urbana territoriale promosse negli ultimi anni a Roma e nasce con l’obiettivo di riportare il tema della visione e della programmazione della cultura al centro del dibattito pubblico e istituzionale della Capitale. Per la prima volta istituzioni culturali civiche quali, archivi, biblioteche, musei, insieme con fondazioni culturali e realtà private saranno chiamati a confrontarsi in una riflessione comune sul futuro culturale del centro di Roma città, come laboratorio di sperimentazione amministrativa, culturale e internazionale. Ad aprire il Forum, tra i saluti istituzionali, oltre al sindaco di Roma Roberto Gualtieri (Tbc), sarà trasmesso un videomessaggio del sindaco di New York Zohran Mamdani, che ha voluto inviare i propri saluti istituzionali a testimonianza della dimensione internazionale dell’iniziativa e del dialogo avviato tra Roma e Manhattan sui temi della cooperazione culturale urbana.  

     

      

    Tra gli ospiti internazionali previsti figurano Anne-Sophie de Gasquet, Direttrice generale di Paris Musées, che porterà l’esperienza del sistema museale civico di Parigi, e Brad Hoylman-Sigal, Presidente del Distretto di Manhattan, protagonista della firma dell’accordo con il Municipio I Roma Centro. In collegamento da Bruxelles interverrà inoltre Dario Nardella, che offrirà una riflessione sul ruolo della cultura nelle politiche europee e sul rapporto tra città, istituzioni culturali e costruzione del progetto comune europeo. La giornata vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni culturali civiche romane, italiane e internazionali, direttori museali, studiosi, economisti della cultura, fondazioni e operatori del settore, in un confronto dedicato ai nuovi modelli di governance culturale, alla sostenibilità delle istituzioni culturali e al rapporto tra cultura e benessere urbano soprattutto delle nostre giovani generazioni. 

      

    ”Con questo accordo il Municipio I compie un passo profondamente innovativo: per la prima volta le due più iconiche città del mondo, scelgono di dialogare attraverso i loro centri storici non soltanto sul piano simbolico, ma attraverso una vera cooperazione culturale tra istituzioni, musei, archivi, biblioteche, scuole e comunità civiche – ha dichiarato Giulia Silvia Ghia, Assessore alla Cultura del Municipio I Roma Centro – Questo progetto nasce da una convinzione precisa: le città storiche non possono limitarsi a custodire il passato, ma devono produrre contemporaneità, immaginario e relazioni internazionali. Abbiamo costruito questo Protocollo perché crediamo che la cultura non sia un settore accessorio delle amministrazioni, ma una infrastruttura strategica capace di generare identità, coesione e nuova centralità internazionale. Roma Centro deve tornare a pensarsi non come un territorio che conserva la propria grandezza, ma come un territorio che la esercita”.  

      

    ”Il Forum Cultura Roma Centro rappresenta un momento di riflessione strategica sul ruolo delle istituzioni culturali nella vita democratica della città – ha dichiarato Lorenza Bonaccorsi, Presidente del Municipio I Roma Centro – Roma e il Municipio I, in particolare, possiedono un patrimonio straordinario, ma oggi serve soprattutto una visione capace di mettere in relazione memoria, contemporaneità, partecipazione e responsabilità pubblica. La firma di questo Protocollo conferma inoltre il ruolo del Municipio I Roma Centro come territorio capace di attivare relazioni internazionali e costruire progettualità culturali innovative”. ”Manhattan e Roma Centro condividono una comune identità internazionale costruita sulla cultura, sulla diversità e sulla capacità delle città di generare creatività, innovazione civica e senso di appartenenza. Questo accordo rappresenta una straordinaria opportunità per rafforzare il dialogo tra le nostre comunità e costruire nuove forme di cooperazione culturale tra New York e Roma”, ha dichiarato Brad Hoylman-Sigal, Presidente del Distretto di Manhattan. 

     

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