Categoria: Ultim’ora

  • Cinque italiani morti alle Maldive durante un’immersione

    Cinque italiani morti alle Maldive durante un’immersione

    (Adnkronos) –
    Cinque italiani sono morti nell’atollo di Vaavu, nelle Maldive, in seguito a incidente durante un’immersione subacquea. Lo ha riferito la Farnesina, precisando che i connazionali sarebbero deceduti per aver provato l’esplorazione di alcune grotte a 50 metri di profondità. La ricostruzione dell’incidente è ancora in corso da parte delle autorità delle Maldive. 

    La Farnesina e l’ambasciata d’Italia a Colombo seguono il caso con la massima attenzione sin dalla prima segnalazione. La sede sta provvedendo a prendere contatto con i familiari delle vittime per fornire ogni necessaria assistenza consolare. 

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  • Tennis, sottoscritto Protocollo d’intesa tra Fitp e Ferrero

    Tennis, sottoscritto Protocollo d’intesa tra Fitp e Ferrero

    (Adnkronos) – La Federazione Italiana Tennis e Padel e la Ferrero Commerciale Italia S.r.l. e Soremartec Italia S.r.l. hanno sottoscritto il Protocollo d’intesa per promuovere attività educative e formative, di carattere ludico-motorio e di orientamento alle discipline sportive di racchetta della FITP, arricchite dal metodo Joy of moving (JOM), nelle Istituzioni scolastiche dell’infanzia e del primo e secondo ciclo di istruzione. Il Protocollo è stato presentato questa mattina presso la Sala conferenze del Centrale del Foro Italico: sono intervenuti Gianni Milan Vicepresidente FITP, Gianpiero Vietto, Direttore Ferrero International progetto K.Jom, Massimo Castiglia, Responsabile Sponsorizzazioni Ferrero Commerciale Italia, Marco Brambilla, Responsabile Comunicazione Corporate Ferrero Commerciale Italia, Michelangelo Dell’Edera, Direttore dell’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi”, Rita Grande, Coordinatrice del circuito Tennis Trophy FITP Kinder Joy of Moving e testimonial K.Jom, Mauro Ricevuti Direttore del Master finale Trophy FITP Kinder Joy of Moving. Questo Protocollo, oltre a chiudere la circolarità di intenti, sancita dai singoli accordi recentemente firmati dalla FITP e dalla Ferrero S.p.A. con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, estende quelli già in essere tra le parti per il progetto “Racchette in Classe” e la partecipazione delle scuole alle “Nitto ATP Finals”. 

    La collaborazione tra l’Istituto Superiore di Formazione FITP “Roberto Lombardi” e il “Village LAB” Joy of moving di Alba (Laboratorio permanente di sperimentazione e ricerca sull’attività motoria), finalizzata a tradurre le evidenze scientifiche in azioni divulgative e materiali didattici innovativi da utilizzare nella formazione congiunta FITP – JOM, consolida la pluriennale collaborazione tra Ferrero e FITP nell’ambito del progetto scolastico “Racchette in Classe”. L’approccio inclusivo e multidisciplinare della FITP ha creato le condizioni ideali per l’alleanza con “Joy of moving”, metodo che interconnette le dimensioni dell’educazione della persona: stili di vita attivi e sani, area fisico-motoria, cognitiva, sociale ed emotivo-relazionale. 

    Nel dettaglio, FITP e Ferrero garantiranno il coordinamento e il monitoraggio operativo di tutte le attività, l’integrazione e la formalizzazione del metodo Joy of moving nei profili e nei livelli di qualifica federali concordati, l’evoluzione dei materiali didattici e la formazione congiunta basata su un approccio pedagogico multidisciplinare e innovativo, la programmazione e la realizzazione di eventi, le attività di comunicazione e l’arricchimento dei percorsi formativi universitari con il metodo Joy of moving, nell’ambito delle convenzioni già attive tra la FITP e i diversi Atenei. La conferenza stampa è stata anche l’occasione per presentare del Master finale del Tennis e Padel Trophy FITP Kinder Joy of Moving 2026 in programma a Roma dal 19 alle 27 agosto, tappa finale della ventunesima edizione del circuito dedicato a ragazzi e ragazze dai 9 ai 16 anni. Un’esperienza che mette insieme competizione, divertimento e valori sportivi e che giungerà dopo ben 121 tornei svolti in altrettanti circoli tennistici distribuiti sul territorio nazionale con oltre 22.000 partecipanti, tra cui i ragazzi del wheelchair alla ottava partecipazione come parte integrante della manifestazione. 

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  • Lago Ghedina, il titolare del ristorante sulla riva: “Bacino pieno solo a metà, già perso 25% fatturato”

    Lago Ghedina, il titolare del ristorante sulla riva: “Bacino pieno solo a metà, già perso 25% fatturato”

    (Adnkronos) – “L’acqua del lago si è svuotata e il bacino non si è più riempito: oggi il livello dell’acqua è fermo a metà e non riesce più a salire. A oggi abbiamo perso il 25% del fatturato, abbiamo registrato la disdetta anche di due matrimoni qui da noi, per non parlare della Pasqua: è andata malissimo. Zero, zero, zero. Oggi lo spettacolo del Ghedina mette pena e io sono in grande difficoltà, anche con il personale che non so se posso confermare per la stagione estiva”. Lo racconta all’Adnkronos Antonio Saliola, titolare del ristorante Saliola al lago Ghedina, lo specchio d’acqua a nord-est di Cortina d’Ampezzo e fra gli scorci più rinomati delle Dolomiti.  

    “Durante le Olimpiadi – racconta Saliola – per l’approvvigionamento necessario alla pista di bob, hanno attinto alla fonte da cui veniva alimentato il lago e poi non hanno più riaperto l’afflusso, con il conseguente mancato ripristino del livello dell’acqua. Sarebbe bastato, una volta finito l’uso della pista, riaprire la mandata verso il lago: e invece se ne sono scordati, fregati. E quando a marzo ce ne siamo accorti, il lago non c’era più. È marcito l’humus”, il composto organico fondamentale per la fertilità del terreno lacustre e che concorre alla struttura del suolo e alla ritenzione idrica del bacino. 

    A interessarsi della vicenda sono stati soprattutto, sottolinea il titolare del locale, “l’assessore alla Protezione Civile, Polizia Municipale, Pianificazione Urbanistica, Edilizia Privata e Residenziale e Società Partecipate di Cortina d’Ampezzo Stefano Ghezze e il geologo Ennio Grillo. Sono stati più unici che rari: dai loro primi sopralluoghi, vedendo che il lago non si riempiva nuovamente, hanno pensato a delle perdite nel terreno e alla distruzione dell’humus e a conseguenti spaccature nel terreno. Non essendo mai stato così basso il livello idrico negli ultimi 100 anni, si possono essere formate delle fessure, delle vere e proprie spaccature che drenano nel terreno e non fanno salire l’acqua sopra un certo punto”. Proprio come una vasca con un tappo aperto o con una crepa a un determinato livello. Livello che, con l’arrivo della stagione più calda, rischia di abbassarsi ulteriormente: “Se a metà luglio siamo con il lago a metà della capienza, a giugno, luglio e agosto che faccio? Già oggi la gente passa ma non si ferma più al Ghedina”. Il sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi ha sottolineato all’Adnkronos come “eventuali perdite non sono di competenza dell’amministrazione”.  

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    cronaca

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  • Gigliuto (Istituto Piepoli): “7 italiani su 10 pronti a donare plasma ma poca informazione”

    Gigliuto (Istituto Piepoli): “7 italiani su 10 pronti a donare plasma ma poca informazione”

    (Adnkronos) – Esiste in Italia un forte divario tra la disponibilità dichiarata a donare il plasma e i comportamenti concreti. “Sette italiani su 10 affermano che vorrebbero donare, quindi la grande maggioranza della popolazione si dice favorevole”. Tuttavia, questa intenzione non si traduce sempre in azione. “Il problema principale è la scarsa conoscenza: solo 2 italiani su 10 sanno davvero cos’è il plasma. Anche tra chi dona, circa la metà non è pienamente consapevole dell’utilizzo che viene fatto del plasma raccolto”. Lo ha detto Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli, intervenuto alla presentazione – oggi a Roma – della ricerca dell’Istituto Piepoli commissionata da Takeda Italia sulla consapevolezza degli italiani rispetto all’importanza del plasma. 

    Per Gigliuto, la chiave è soprattutto l’informazione: “Serve una grande campagna di comunicazione per colmare questo gap conoscitivo e culturale”. Accanto alla sensibilizzazione, aggiunge, “è fondamentale rendere la donazione più semplice e accessibile, vicino casa e con modalità flessibili, quando le persone sono disponibili”. 

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    cronaca

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  • Mostre: a Grosseto ‘Il tempo del realismo. Guttuso, Levi, Treccani e gli artisti maremmani’

    Mostre: a Grosseto ‘Il tempo del realismo. Guttuso, Levi, Treccani e gli artisti maremmani’

    (Adnkronos) – Venerdì 15 maggio 2026, sarà inaugurata la mostra “Il tempo del realismo. Guttuso, Levi, Treccani e gli artisti maremmani”, in programma al Polo culturale Le Clarisse di Grosseto con un’esposizione anche al Palazzo della Provincia fino al 6 settembre. 

    Promossa da Fondazione Grosseto Cultura, Comune di Grosseto, Provincia di Grosseto e Dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali dell’Università di Siena, con il contributo di Fondazione CR Firenze, con il patrocinio della Regione Toscana e la collaborazione del Museo Galleria del Premio Suzzara, Isgrec, Fondazione Luciano Bianciardi, Mediateca digitale della Maremma, Associazione fotografia e territorio e Archivio Foto Gori, la mostra ricostruisce il clima culturale del dopoguerra, quando la tragedia di Ribolla del 1954 portò la Maremma al centro del dibattito nazionale. 

    Curata da Luca Quattrocchi e Livia Spano, dell’Università di Siena, l’esposizione mette a confronto i protagonisti del realismo italiano – da Renato Guttuso Carlo Levi, Ernesto Treccani, Giuseppe Zigaina, Aldo Natili – con gli artisti maremmani che, proprio in quegli anni, iniziarono a confrontarsi con un linguaggio capace di raccontare il lavoro, le condizioni sociali e la vita del territorio. 

      

    Il percorso espositivo si articola in tre sezioni: una dedicata ai grandi interpreti del realismo italiano, una agli artisti maremmani e al loro progressivo avvicinamento ai temi sociali, e una terza che amplia lo sguardo a fotografia e cinema, restituendo attraverso immagini e documenti il contesto storico e umano della Maremma del dopoguerra. 

      

    Accanto alle opere, il progetto ricostruisce il contesto culturale e civile in cui queste esperienze sono nate, riportando al centro una stagione in cui l’arte si confrontava direttamente con il lavoro, le condizioni sociali e le trasformazioni del territorio. Il riferimento alla tragedia di Ribolla e al dibattito che ne seguì permette di leggere la Maremma non più come periferia, ma come luogo di produzione culturale e di riflessione, capace di dialogare con i protagonisti del realismo italiano. 

      

    La mostra sarà visitabile dal 15 maggio al 6 settembre 2026 al Polo culturale Le Clarisse e al Palazzo della Provincia, con orari differenziati per periodo stagionale. L’ingresso è di 5 euro (ridotto 3 euro) per il Polo Le Clarisse e gratuito per il Palazzo della Provincia. 

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    cultura

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  • Internazionali, Sinner e la dichiarazione d’amore: “Sei il più bello”

    Internazionali, Sinner e la dichiarazione d’amore: “Sei il più bello”

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner mania agli Internazionali d’Italia 2026. Oggi, giovedì 14 maggio, il tennista azzurro è volato in semifinale del Masters 1000 di Roma, superando Andrej Rublev in due set nei quarti, di fronte a un Centrale sold out per lui e ancora una volta colorato d’arancione, con tanti cartelloni e cori che hanno riempito l’aria del Foro Italico. 

    “Sinner sei la racchetta di Dio”, scrive un tifoso su un cartellone, un messaggio urlato, poco dopo, a un punto da urlo firmato dall’azzurro. Per il numero 1 del mondo sono arrivati appassionati da tutta Italia: alcuni firmavano messaggi dalla provincia di Cosenza, altri da Siena: “Jannik Siena ti ama”, è l’ultima dichiarazione d’amore ricevuta da Sinner. 

    Durante il secondo set, un’altra tifosa ha preso coraggio e si è finalmente dichiarata: “Jannik sei il più bello”, è stato l’urlo che ha riempito il Centrale proprio quando l’azzurro si preparava a servire. La reazione? Un sorriso sotto il cappellino nero. 

     

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    sport

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  • Gaggeri (vicepresidente Ordine Ingegneri Milano): “Auspichiamo ottimizzazione gestionale”

    Gaggeri (vicepresidente Ordine Ingegneri Milano): “Auspichiamo ottimizzazione gestionale”

    (Adnkronos) – “La sintesi tra la Uni En Iso 9001 e le norme di project management dovrebbe portare a un’ottimizzazione gestionale, ed è quello che ci auspichiamo”. Ad affermarlo Luigi Gaggeri, vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano e presidente della commissione Project management, a margine degli ‘Stati generali delle ingegnerie – Innovazioni per un futuro comune’, il convegno organizzato dall’Ordine all’Acquario Civico meneghino per riflettere su come l’innovazione possa aiutare ad affrontare le grandi sfide globali.  

    “Il progetto di norma PdR 185 diventerà norma dopo un periodo di gestazione sulla sua efficacia ed efficienza”, ha spiegato Gaggeri. “È sostanzialmente una sintesi tra la Uni En Iso 9001, cioè l’organizzazione completa di un’azienda, di una società di ingegneria, di uno studio professionale, di un’impresa, con le norme di project management, quindi l’ottimizzazione di un aspetto gestionale all’interno di una struttura più ampia”. 

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    economia

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  • Chirurgia: malformazioni craniofacciali, Scopelliti (Smile House) ‘la cura è un percorso’

    Chirurgia: malformazioni craniofacciali, Scopelliti (Smile House) ‘la cura è un percorso’

    (Adnkronos) – “Io devo fare i conti con la mia faccia”. Un nuovo intervento? “Ti dirò se voglio fare altro”. È la lezione “enorme” di Giovanni Bagnasco, allora 14enne, cresciuto all’interno del percorso di cura Smile House, per una malformazione craniofacciale, che oggi è diventato anche attore. “Noi chirurghi pensiamo che il dato estetico sia la cosa più importante. E invece non è così”, spiega, all’Adnkronos Salute, Domenico Scopelliti, presidente e fondatore di Smile House Fondazione Ets, direttore dell’Unità operativa complessa di chirurgia Maxillo-facciale dell’ospedale San Filippo Neri, Asl Roma 1. “Le malformazioni craniofacciali, in particolare la labiopalatoschisi, vengono spesso affrontate come un problema chirurgico da correggere precocemente – continua – L’approccio tradizionale si è a lungo basato su un’idea semplice: operare e risolvere. Ma la realtà è più complessa. Anche quando la chirurgia è tecnicamente perfetta, la crescita del bambino cambia le condizioni iniziali. Le cicatrici, lo sviluppo osseo, la funzione respiratoria, la fonazione e l’alimentazione evolvono nel tempo. E, soprattutto, evolve la percezione di sé. Il risultato è che la cura non può essere un singolo atto, ma un percorso lungo anni”. 

    Da questa consapevolezza, è nato il modello Smile House. “Si tratta di un sistema organizzato su più livelli che accompagna il paziente dalla diagnosi prenatale fino alla fine dello sviluppo, spesso anche oltre i 20 anni – illustra Scopelliti – Il principio è semplice nella teoria, più complesso nella realizzazione: costruire una presa in carico continua, multidisciplinare e territoriale per assistere, fin dalla diagnosi prenatale, questa condizione e mettere in atto tutta una serie di attività perché la famiglia sia sostenuta ad affrontare questa realtà, mettendo al mondo un piccolo che possa avere tutte le opportunità per realizzare la propria vita”. L’impatti del progetto è concreto e misurabile. “Il 65% dei bambini nati in Italia con labiopalatoschisi è stato trattato in uno dei Centri Smile House – precisa – Complessivamente, tra il 2010 e il 2024, abbiamo assistito oltre 1.600 pazienti, offerto più di 93mila consulenze multidisciplinari ed effettuato circa 5mila interventi chirurgici”. 

    Il cuore del modello è il lavoro di squadra in una rete nazionale perché “l’obiettivo non è solo ricostruire un volto – rimarca Scopelliti – ma garantire funzioni vitali: alimentazione, respirazione, linguaggio e sviluppo sociale” evitando “frammentazione e migrazione sanitaria”. Per questo non esiste un unico specialista, ma un sistema integrato che “comprende una lunga serie di esperti: chirurgo maxillo-facciale; ortodontista e odontoiatra; anestesista pediatrico; pediatra; otorinolaringoiatra e foniatra; logopedista; psicologo dell’età evolutiva; infermieri dedicati all’allattamento e alla crescita, oltre a protesisti e implantologi nei casi complessi”. 

    La nascita della rete Smile House è avvenuta più tardi, “nel 2008, da un primo accordo con il ministero della Salute – ricostruisce il fondatore – Nel 2006 ci era stato commissionato uno studio analitico e ci siamo resi conto che c’erano due problemi fondamentali: la discontinuità delle cure e la migrazione sanitaria”, condizioni che aumentano i costi sociali e anche per il Servizio sanitario. “Oggi siamo presenti con 8 centri distribuiti sul territorio nazionale – Vicenza, Monza, Pisa, Ancona, Roma, Cagliari, Taranto e Catania – Noi coordiniamo tutto il progetto e garantiamo la continuità delle cure e il controllo della qualità. Ma attualmente – precisa – il ministero sta valutando la possibilità che questa diventi una delle prime reti nazionali per il trattamento delle malformazioni craniofacciali”. 

    Il percorso inizia spesso già con la diagnosi prenatale, “quando la famiglia viene informata e accompagnata nelle scelte – racconta Scopelliti – Alla nascita, la prima sfida non è chirurgica ma funzionale: alimentare il bambino in modo corretto. In molti casi, grazie a tecniche specifiche e formazione delle famiglie, è possibile evitare ospedalizzazioni prolungate e consentire un’alimentazione naturale o assistita. Segue poi la fase ortopedico-ortodontica precoce, che prepara i tessuti alla chirurgia successiva, migliorando gli esiti funzionali ed estetici. Gli interventi chirurgici – chiarisce – vengono quindi distribuiti nel tempo, spesso tra il quarto mese e il primo anno di vita, in modo progressivo e personalizzato. Parallelamente, logopedia e supporto psicologico iniziano precocemente, perché lo sviluppo non è solo fisico ma anche relazionale e comunicativo”. 

    Il punto centrale del modello non è la tecnica chirurgica, ma l’obiettivo finale: l’integrazione sociale. “Un bambino non è guarito solo perché operato – afferma l’esperto – È guarito quando può parlare, mangiare, respirare e soprattutto vivere relazioni senza barriere psicologiche o sociali”. Anche per questo, nel celebrare 25 anni di attività, l’anno scorso, Smile House ha promosso, all’interno della manifestazione Taomoda-week, a Taormina, una sfilata che ha coinvolto proprio i ragazzi seguiti dalla Fondazione. “Il primo a sfilare è stato Bagnasco – osserva Scopelliti – Seguiamo molti dei nostri ragazzi sui social. Non usano filtri: mostrano che non intendono cancellare la differenza, ma integrarla nella vita”. 

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  • Sinner, da Maldini a Salvini: tutti i vip agli Internazionali per Jannik

    Sinner, da Maldini a Salvini: tutti i vip agli Internazionali per Jannik

    (Adnkronos) –
    Pioggia di vip agli Internazionali d’Italia 2026 per Jannik Sinner. Oggi, giovedì 14 maggio, il numero 1 del mondo ha raggiunto la semifinale del Masters 1000 di Roma, battendo Andrej Rublev nei quarti in un Centrale sold out. A vedere il tennista azzurro c’erano anche molti volti noti dello sport e dello spettacolo, oltre che della politica. 

    In prima fila nella tribuna d’onore del Centrale è apparso Paolo Maldini, ex bandiera del Milan e della Nazionale, poco distante dal suo ex dirigente Adriano Galliani. A qualche posto di distanza ecco il ministro dei Trasporti e leader della Lega Matteo Salvini. Presenti in tribuna anche la biatleta italiana Dorothea Wierer, il giornalista Massimo Giletti e Alessia Marcuzzi. 

    Sempre al fianco di Sinner i genitori, il padre Hanspeter e la madre Siglinde, accompagnati questa volta anche dal fratello Mark, assente nei primi turni del torneo. In tribuna, come sempre, anche il capitano di Coppa Davis Filippo Volandri e quella di Bjk Cup Tathiana Garbin. 

     

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  • Ucb, continua l’impegno a fianco del villaggio Sos bambini di Saronno

    Ucb, continua l’impegno a fianco del villaggio Sos bambini di Saronno

    (Adnkronos) – Una giornata dedicata alla manutenzione ordinaria e alla cura degli spazi del Villaggio Sos bambini di Saronno (Varese), attraverso piccoli interventi concreti pensati per contribuire al benessere quotidiano dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie accolte nella struttura. È l’iniziativa che ha coinvolto i collaboratori italiani di Ucb Pharma che ha così rinnovato il proprio impegno nell’ambito della sostenibilità sociale organizzando la quarta ‘Giornata del volontariato di Ucb Italia’ in collaborazione con Sos Villaggi dei Bambini. Accanto alle attività svolte durante la giornata – informa la farmaceutica in una nota – ulteriori donazioni saranno destinate a sostenere interventi di manutenzione più complessi, che richiederanno il coinvolgimento di professionisti specializzati, con l’obiettivo di continuare a migliorare gli ambienti del centro e renderli sempre più accoglienti e funzionali. 

    Novità simbolica dell’edizione 2026 è stata la piantumazione di un melograno all’interno del cortile del Villaggio Sos Bambini di Saronno, scelta condivisa con i responsabili della struttura. Albero da sempre associato alla vita, alla prosperità e alla cura, il melograno rappresenta il desiderio di costruire insieme un futuro fondato su attenzione, crescita e responsabilità condivisa. 

    “Questa giornata rappresenta per noi un momento importante di partecipazione e vicinanza concreta al territorio – ha dichiarato Federico Chinni, General Manager di Ucb Italia – In Ucb crediamo che il nostro ruolo non si esaurisca nello sviluppo di innovazioni scientifiche capaci di migliorare la vita delle persone affette da malattie croniche. Sentiamo anche la responsabilità di essere parte attiva dell’ecosistema della cura, creando valore e collaborando con le comunità in tutte le dimensioni che contribuiscono al benessere delle persone, anche oltre la terapia. La scelta di piantare un melograno vuole essere un segno tangibile di questo impegno: un gesto semplice ma duraturo, che parla di cura, relazioni e futuro condiviso”. La collaborazione con Sos Villaggi dei Bambini – conclude la nota – si inserisce nel più ampio percorso di sostenibilità di Ucb Pharma, che promuove iniziative orientate a generare, nei territori in cui opera, un impatto positivo su più livelli, non solo per i pazienti, ma anche per le comunità e gli operatori del sistema. 

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