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  • A Tutto Food 2026 il vitello tra gusto, nutrizione e sostenibilità

    A Tutto Food 2026 il vitello tra gusto, nutrizione e sostenibilità

    (Adnkronos) – La filiera del vitello come esempio di integrazione tra sostenibilità ambientale, economica, alimentare e culturale: è quanto messo in luce oggi dalla tavola rotonda organizzata da Assocarni, in collaborazione con Sbk, nell’ambito di TuttoFood 2026, con un confronto tra scienza, allevamento e cultura gastronomica che ha definito il ruolo del vitello all’interno di un modello produttivo sostenibile, tracciabile e responsabile. 

    L’allevamento bovino in Italia rappresenta un comparto strategico che genera il 5,6% del valore dell’agricoltura nazionale, coinvolgendo oltre 100mila aziende. La gestione della filiera del vitello si basa oggi su standard europei di sicurezza alimentare tra i più rigorosi al mondo, supportati in Italia da sistemi di monitoraggio come ClassyFarm. Questo strumento consente di tracciare in tempo reale indicatori di biosicurezza e benessere animale, garantendo che l’uso di farmaci sia limitato esclusivamente a scopi terapeutici, in linea con le direttive Ue sulla salute pubblica e la lotta all’antibiotico-resistenza. “La filiera del vitello rappresenta un tassello strategico dell’agroalimentare europeo, poiché con il suo modello di economia circolare, valorizza ad esempio le risorse del comparto lattiero-caseario, garantisce standard elevati di benessere animale e tracciabilità ed è capace di coniugare equilibro nutrizionale e responsabilità ambientale”, ha dichiarato Paulo De Waal, vicepresidente di Assocarni. 

    La filiera valorizza i vitelli maschi provenienti dal settore lattiero-caseario, pari a circa il 40% dei nati europei, trasformando un surplus strutturale in risorsa alimentare. L’alimentazione dei vitelli a carne bianca integra latte e derivati dell’industria casearia, rappresentando un esempio di economia circolare. Il sistema ClassyFarm monitora benessere animale, strutture e gestione aziendale, con punteggi medi compresi tra il 78% e l’83% negli ultimi cinque anni. Sotto il profilo ambientale, i bovini a carne bianca presentano emissioni di metano enterico inferiori rispetto ai soggetti adulti, grazie a regimi alimentari prevalentemente liquidi che riducono le fermentazioni ruminali. “La sostenibilità del vitello risiede nella sua capacità di nobilitare risorse che altrimenti andrebbero perse. I dati confermano una filiera virtuosa che si inserisce perfettamente nel ciclo biogenico del carbonio, distinguendosi nettamente dai modelli basati sui combustibili fossili”, ha spiegato Carlo Angelo Sgoifo Rossi, Università degli Studi di Milano. 

    L’analisi biochimica della carne di vitello evidenzia un profilo ad alta densità nutrizionale caratterizzato da una ridotta presenza di grassi (2,7 g per 100 g di filetto crudo) e un elevato apporto di proteine nobili (20,7 g). La presenza di micronutrienti essenziali con alta biodisponibilità, come il ferro eme, lo zinco, il selenio e la vitamina B12, rende questo alimento funzionale a diverse fasi del ciclo vitale, in particolare per la crescita dei bambini e per il mantenimento della massa muscolare negli anziani. “Il vitello trova il suo ruolo ideale nella rotazione proteica del modello mediterraneo. La sua naturale tenerezza e digeribilità rispondono a fabbisogni nutrizionali specifici, offrendo una soluzione concreta per diete che richiedono alta qualità proteica senza eccessi calorici”, ha affermato Elisabetta Bernardi, biologa e nutrizionista, specialista in Scienza dell’Alimentazione. 

    La carne di vitello costituisce un pilastro della tradizione culinaria italiana, protagonista di ricette storiche come ossobuco, vitello tonnato, saltimbocca, arrosti in umido, che rappresentano la ‘cucina della misura’ e del recupero integrale della materia prima. La versatilità gastronomica dei diversi tagli, dai più pregiati a quelli meno noti, ne favorisce l’utilizzo in ricette contemporanee come burger, tartare, tagliate e cotture a bassa temperatura, confermandone l’identità trasversale e la capacità di adattarsi ai nuovi linguaggi del gusto. “Mangiare non è mai solo un consumo ma un atto culturale. Il vitello è un ingrediente che racconta la memoria gastronomica europea con linguaggi sempre attuali. È presente nelle ricette di famiglia e nelle cucine professionali perché unisce accessibilità, versatilità e coerenza tecnica. Conserva la tradizione e dialoga senza difficoltà con i codici della cucina contemporanea”, ha chiosato Anna Maria Pellegrino, gastronoma dell’Accademia Italiana di Cucina, membro del Centro Studi ‘Franco Marenghi’. 

    L’incontro è il primo appuntamento della campagna europea Eu Veal ‘Vitello, il gusto della condivisione sostenibile’, promossa in Italia da Assocarni e Sbk. Il progetto beneficia del co-finanziamento dell’Unione Europea attraverso il quadro delle iniziative promosse dalla Commissione sotto lo slogan ‘Enjoy, it’s from Europe’, disciplinato dal Regolamento (Ue) n. 1144/2014, che riunisce le attività volte a valorizzare la qualità, la sicurezza e la sostenibilità delle produzioni agroalimentari europee sui mercati interni e internazionali. 

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    economia

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  • Internazionali, Rublev ‘teme’ Sinner: “Avrei preferito qualcun altro…”

    Internazionali, Rublev ‘teme’ Sinner: “Avrei preferito qualcun altro…”

    (Adnkronos) –
    Andrej Rublev ‘teme’ Jannik Sinner. Il tennista russo sfiderà domani, giovedì 14 maggio, l’azzurro nei quarti di finale degli Internazionali d’Italia 2026, dopo aver passato il turno battendo il georgiano Basilashvili in rimonta. Al termine della partita, inevitabile per Rublev parlare del match contro il numero 1 del mondo, affrontato in dieci precedenti con sette sconfitte. 

    “Quanti Masters 1000 ha vinto di fila? Cinque? Quante partite consecutive? Venti?”, ha detto ridendo Rublev a TennisTv elencando i record di Sinner, “si sta avvicinando alla sconfitta. Più vince e più si avvicina”.  

    “Io sto bene, non sono emozionato per la partita contro Jannik, non sto male”, ha raccontato il russo, “se mi chiedi se preferirei giocare contro qualcun altro, ovviamente risponderei ‘certo che preferirei qualcun altro’. Quella con Sinner però è anche una sfida con me stesso. Voglio sfidare me stesso contro Jannik”. 

     

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    sport

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  • Rebuild 2026, Capri (Agenzia del Demanio): “Rigenerazione urbana, serve più rapidità e continuità decisionale”

    Rebuild 2026, Capri (Agenzia del Demanio): “Rigenerazione urbana, serve più rapidità e continuità decisionale”

    (Adnkronos) – La rigenerazione urbana richiede un cambio di passo sul piano dei processi decisionali e dei tempi di attuazione. È quanto ha sottolineato Gianluca Capri, responsabile del Centro ricerca e sviluppo dell’Agenzia del Demanio, intervenendo a Rebuild 2026. 

    Capri ha evidenziato la complessità che caratterizza il coinvolgimento congiunto di soggetti pubblici e operatori privati nei progetti di trasformazione urbana, richiamando la necessità di una maggiore continuità nella visione e nella capacità di risposta del sistema pubblico. Un nodo centrale riguarda i tempi di realizzazione degli interventi e gli iter autorizzativi, spesso percepiti come troppo lunghi. 

    “Occorre una visione continua e una capacità di risposta del sistema pubblico in tempi più rapidi. I tempi autorizzativi sono spesso troppo dilatati”, ha sottolineato. 

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    economia

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  • Rebuild 2026, Buttieri (Federcasa): “Piano casa è grande opportunità per sistema dell’abitare”

    Rebuild 2026, Buttieri (Federcasa): “Piano casa è grande opportunità per sistema dell’abitare”

    (Adnkronos) – “Siamo qui a Rebuild 2026 come Federcasa, che riunisce 85 aziende pubbliche, per parlare di Piano casa. Il governo, infatti, ha varato la settimana scorsa questo imponente piano, che è in fase di attuazione perché è stato assegnato alla Camera dei deputati per la discussione alla Commissione ambiente e noi commenteremo le dotazioni e le opportunità per le nostre aziende e per il sistema casa in generale”. A dirlo Marco Buttieri, presidente Federcasa, alla dodicesima edizione di Rebuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni in corso al Centro congressi di Riva del Garda (Tn). 

    “Avevamo partecipato all’edizione di Rebuild di due anni fa e, personalmente, l’ho vista molto implementata e attiva: complimenti all’organizzazione e a tutti i partecipanti”, conclude. 

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    economia

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  • Sirm: “Ai strumento anti liste d’attesa, 50% esami imaging per over70 non necessario”

    Sirm: “Ai strumento anti liste d’attesa, 50% esami imaging per over70 non necessario”

    (Adnkronos) – Fino al 50% degli esami di imaging negli anziani potrebbe essere considerato non necessario o a basso valore clinico: un fenomeno che incide direttamente sulle liste d’attesa, sulla sostenibilità del Ssn, sulla qualità dell’assistenza ai pazienti più fragili. In Italia gli over 70 sono oggi oltre 10 milioni e il progressivo invecchiamento della popolazione sta determinando un aumento costante della domanda di prestazioni diagnostiche e radiologiche. In questo scenario, l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento strategico non solo per supportare il lavoro dei radiologi, ma anche per migliorare l’appropriatezza prescrittiva e contribuire concretamente a ridurre gli esami inutili. Negli ultimi anni numerosi studi scientifici hanno evidenziato il potenziale dell’Ia nella gestione dei flussi diagnostici e nella selezione degli esami realmente necessari. Sistemi avanzati di supporto decisionale possono contribuire a ridurre gli esami inappropriati, ottimizzare i percorsi radiologici e migliorare l’efficienza delle strutture sanitarie, liberando risorse per i pazienti che necessitano realmente di approfondimenti diagnostici. Particolare attenzione viene oggi rivolta alla popolazione geriatrica, dove fragilità clinica, pluripatologie e invecchiamento fisiologico rischiano talvolta di determinare un eccesso di prescrizioni diagnostiche. Di questi temi si è discusso al convegno ‘Attualità in Radiologia: tra nuove strategie organizzative e gestionali ed imaging geriatrico’, promosso dalla Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica) nell’ambito del raduno annuale dei gruppi regionali Emilia Romagna e Marche, organizzato a Fermo nei giorni scorsi.  

    Il programma scientifico ha dedicato ampio spazio al rapporto tra Ai, appropriatezza prescrittiva e imaging geriatrico, con sessioni specifiche sulla gestione delle criticità organizzative, sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei percorsi diagnostici e sulle nuove sfide legate alla presa in carico del paziente anziano. “Un convegno voluto da Sirm per confrontarci sulla radiologia nei pazienti geriatrici anche in relazione alla questione delle liste di attesa – spiegano Gianluca Valeri, presidente sezione regionale Marche, e Marco Miceli, presidente sezione regionale Emilia Romagna – L’età non è una malattia e porta con sé alcune problematiche che non sono patologie. Per questo dobbiamo dialogare anche con i medici di medicina generale sul tema delle prescrizioni di esami diagnostici, non sempre indispensabili. Il problema delle liste di attesa non si risolve aumentando l’offerta, ma scremando quelle davvero necessarie ai pazienti, attraverso una collaborazione fattiva con i medici prescrittori. In questo senso ci viene incontro anche l’Ia, che in alcuni Paesi come l’Inghilterra è stata introdotta per valutare la reale necessità di effettuare esami in una persona anziana”. 

    “La radiologia geriatrica rappresenta oggi una priorità per Sirm – sottolinea Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale e direttore del Dipartimento Immagini dell’azienda metropolitana ospedaliera di Genova – L’invecchiamento della popolazione impone un cambio di paradigma culturale e organizzativo: dobbiamo garantire ai pazienti anziani percorsi diagnostici appropriati, sostenibili e realmente utili. La Sirm è impegnata da tempo nella promozione di una radiologia sempre più orientata alla personalizzazione delle cure, alla multidisciplinarietà e all’utilizzo responsabile delle nuove tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale, che può supportare il medico nelle decisioni cliniche senza mai sostituire il rapporto umano con il paziente”. Anche Andrea Giovagnoni, past president Sirm, spiega il valore strategico dell’innovazione tecnologica applicata alla popolazione anziana: “L’Ia può rappresentare un’opportunità concreta per migliorare l’efficienza del sistema sanitario e la qualità dell’assistenza ai pazienti geriatrici. Gli algoritmi possono aiutare a individuare priorità cliniche, a valutare l’appropriatezza degli esami e a supportare il radiologo nell’interpretazione delle immagini. Tuttavia, è fondamentale che queste tecnologie vengano integrate all’interno di percorsi clinici ben definiti, con una supervisione medica costante e con particolare attenzione agli aspetti etici, organizzativi e relazionali della cura”. L’obiettivo, sottolineano gli esperti, “non è ridurre le prestazioni sanitarie, ma renderle più appropriate, tempestive ed efficaci. In una popolazione sempre più anziana, l’innovazione tecnologica può infatti contribuire a costruire un modello di sanità più sostenibile, capace di coniugare qualità delle cure, umanizzazione dell’assistenza e migliore gestione delle risorse disponibili”. 

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    cronaca

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  • Comitato centrale degli autotrasportatori al Transpotec, tavolo su trasporto merci-logistica

    Comitato centrale degli autotrasportatori al Transpotec, tavolo su trasporto merci-logistica

    (Adnkronos) – Dal 13 maggio al 16 maggio si tiene a Milano il Transpotec Logitec, la più importante manifestazione in Italia per il trasporto merci e la logistica. Per la giornata inaugurale è previsto il convegno ‘Trasporti passeggeri e merci, politiche pubbliche e transizione: il sistema si confronta’, all’interno del quale si terrà il tavolo trasporto merci-logistica organizzato dal comitato centrale per l’albo nazionale degli autotrasportatori per conto di terzi e incentrato sul settore del trasporto su strada e della logistica, le relative problematiche e prospettive e gli interventi in corso da parte del comitato centrale. Si tratterà di un momento per fare il punto della situazione anche in vista degli Stati Generali dell’Autotrasporto che si terranno all’inizio di ottobre. 

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    economia

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  • Addio a Donald Gibb, indimenticabile ‘Orco’ della ‘Rivincita dei Nerds’: aveva 71 anni

    Addio a Donald Gibb, indimenticabile ‘Orco’ della ‘Rivincita dei Nerds’: aveva 71 anni

    (Adnkronos) – Addio a Donald Gibb, divenuto iconico negli anni ’80 grazie al ruolo di Frederick ‘Orco’ Palowaski nella saga comica ‘La rivincita dei Nerds’. L’attore statunitense, noto per la sua imponente stazza e la presenza comica in cult degli anni ’80, è morto a 71 anni nella sua casa in Texas per complicazioni legate a problemi di salute di cui soffriva da tempo. E’ stato il figlio Travis ad annunciare la scomparsa del padre al sito hollywoodiano Tmz, spiegando che si è spento nella serata di martedì 12 maggio “circondato dalla famiglia, compresi i figli, che lo amavano profondamente”. 

    Nato a New York il 4 agosto 1954 e cresciuto in California, Gibb si era distinto fin da giovane per le sue doti atletiche, giocando a basket e football universitario. Brevemente entrato in Nfl con i San Diego Chargers, un incidente automobilistico lo portò a cambiare rotta e a dedicarsi al cinema. Grazie alla sua imponente corporatura (era alto un metro e 93 centimetri), Gibb iniziò interpretando ruoli di ‘duro’: buttafuori, teppisti e scagnozzi in film come ‘Fai come ti pare’ (1980), ‘Stripes’ (1981) e ‘Conan il barbaro’ (1982). Il grande successo arrivò nel 1984 con ‘La rivincita dei Nerds’ con la regia Jeff Kanew: nel film interpreta il duro e poco sveglio Frederick ‘Orco’ Palowaski, sfruttando la sua imponente corporatura e la sua fisicità con grande effetto comico per raccontare le gesta di un gruppo di studenti statunitensi emarginati dai propri coetanei liceali perché goffi e trasandati. La disponibilità del suo personaggio a urlare “Nerds!” ai membri della confraternita Tri-Lambda ogni volta che li incontrava gli ha assicurato un posto nella cultura pop e perfino una citazione ne “I Simpson”. Gibb ha recitato anche nei sequel ‘La rivincita dei nerds II’ (1987), ‘La rivincita dei nerds III’ (1992) e ‘La rivincita dei nerds IV’ (1994). 

    Negli anni successivi l’attore recitò in numerose commedie come ‘Una notte in Transilvania’, ‘Meatballs 2: porcelloni in vacanza’, ‘Jocks’, ‘Donne amazzoni sulla Luna’ e interpretò uno dei suoi ruoli più celebri nel film di arti marziali ‘Senza esclusione di colpi’ (1988), affiancando Jean-Claude Van Damme e conquistando il pubblico del genere, e nel sequel ‘Colpi proibiti 2’ (1991) Sul piccolo schermo, Donald Gibb ha avuto una lunga carriera come caratterista, apparendo in serie cult come ‘Magnum P.I.’, ‘Supercar’, ‘Renegade, ‘X-Files’, ‘A-Team’, ‘Una bionda per papà’, ‘Seinfeld’, oltre a recitare nella sitcom ‘Scuola di football’ con O. J. Simpson. Oltre alla carriera di attore, Gibb aveva intrapreso anche attività imprenditoriali, diventando comproprietario della birreria Trader Todd’s a Chicago e lanciando la birra ‘Ogre’, dedicata al suo celebre personaggio di ‘La rivincita dei Nerds’. Donald Gibb lascia la moglie Jacqueline Bauer e la sua famiglia allargata. (di Paolo Martini) 

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    spettacoli

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  • Scuola, Corte Giustizia Ue: illegale sistema italiano assunzione personale Ata

    Scuola, Corte Giustizia Ue: illegale sistema italiano assunzione personale Ata

    (Adnkronos) – Il sistema italiano di assunzione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) delle scuole statali viola il diritto dell’Unione Europea. Lo stabilisce in una sentenza la Corte di Giustizia dell’Ue. 

    In Italia, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche statali (personale Ata) viene assunto con contratti a tempo determinato, per coprire temporaneamente posti vacanti. L’assunzione a tempo indeterminato avviene esclusivamente mediante concorsi, la cui organizzazione non segue un calendario preciso e che sono riservati ai dipendenti appartenenti alla categoria che dimostrino di aver maturato almeno due anni di esperienza con questo tipo di contratto, a tempo determinato. La Commissione Europea ritiene che questo sistema sia incompatibile con il diritto dell’Ue in materia di contratti a tempo determinato, che prevede limitazioni al loro utilizzo e privilegia le procedure di assunzione permanente. Per questo motivo, la Commissione ha presentato alla Corte di Giustizia un ricorso per inadempimento contro l’Italia. La Corte ha accolto il ricorso della Commissione. 

    I giudici osservano anzitutto che la legge italiana non fissa “alcun limite” alla durata massima, né al numero massimo dei contratti temporanei del personale Ata. In secondo luogo, per quanto riguarda i concorsi organizzati per l’assunzione a tempo indeterminato del personale Ata, la Corte osserva, in particolare, che il requisito secondo cui la partecipazione ai concorsi presuppone il compimento di almeno due anni di servizio con contratto a tempo determinato favorisce il ricorso a questo tipo di contratti per un periodo minimo di due anni, anche se rispondono, in realtà, a esigenze di personale “permanenti e durevoli”. 

    Peraltro, per la Corte, l’Italia “non può” far valere un’esigenza di flessibilità, poiché la normativa italiana non cita circostanze “precise e concrete” che giustifichino l’utilizzo di una successione di contratti di lavoro a tempo determinato per il personale Ata e che garantiscano che questi contratti rispondano effettivamente a esigenze di flessibilità. Infine, nemmeno l’organizzazione, nel recente passato, di concorsi che possono portare all’assunzione a tempo indeterminato del personale Ata risolve il problema, data la sua natura “sporadica e imprevedibile”, a prevenire gli “abusi” derivanti dal ricorso a una successione di contratti a tempo determinato. 

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    economia

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  • Internazionali, lo speaker del Centrale: “Sinner cuore d’oro, riservato ma simpatico”

    Internazionali, lo speaker del Centrale: “Sinner cuore d’oro, riservato ma simpatico”

    (Adnkronos) –
    Lo speaker degli Internazionali d’Italia 2026 racconta Jannik Sinner. Oggi, mercoledì 13 maggio, iniziano i quarti di finale del Masters 1000 di Roma, con Luciano Darderi in campo, mentre il numero 1 del mondo sarà impegnato domani contro il russo Andrej Rublev. Il Foro Italico si prepara quindi per l’ennesimo bagno di folla, colorata di arancione, in un’edizione da record, sia a livello di vendita dei biglietti che di entusiasmo generale. Un’euforia che, dalle vie capitoline, arriva fino al campo del Centrale, riempito dalla voce di Carlo Nicoletti, speaker ufficiale degli Internazionali d’Italia. 

    “Sono ormai 15 anni che collaboro con la Fitp”, ha raccontato Nicoletti all’Adnkronos, “ho iniziato quando, dopo aver seguito il torneo in diretta radiofonica, mi buttarono al Centrale a presentare una delle semifinali. Ricordo che c’era Roger Federer, eppure io non avevo mai visto una partita di tennis in vita mia. Mi sono ritrovato catapultato al centro del campo, mi sono divertito e l’anno dopo mi hanno chiesto di diventare speaker ufficiale del torneo. Ho seguito le Next Gen che si sono tenute in Italia, le Atp Finals. Il calendario è piuttosto fitto”. 

    Il tennis ormai in Italia sta diventando sport nazionale, con gli Internazionali che ormai registrano una partecipazione record.
     

    “Ogni anno c’è una crescita esponenziale. L’asticella si alza sempre di più, sia a livello di strutture che di tennis giocato. Io ho presentato la prima partita di Sinner sul Centrale, il suo trionfo alle Next Gen. Ho raccontato Djokovic, Nadal, Murray, tutti i più grandi di sempre. Ogni anno ci sono sempre nuovi record di spettatori, ma io ho sempre visto tantissima gente qui. Un tempo il site era più piccolo e concentrato, ma, a parte forse i primi due giorni, ho visto sempre un Foro Italico gremito. Forse perché ho avuto la fortuna di iniziare in anni in cui il tennis era già molto amato in Italia. Dopodiché la crescita è stata veramente esponenziale. Oggi il pubblico è coinvolgente, si fa coinvolgere e c’è un’atmosfera molto positiva”. 

    Qual è il tennista che scalda di più il pubblico degli Internazionali? Magari ha i capelli rossi…
     

    “Sarebbe troppo facile rispondere Sinner. La verità è che basta che in campo ci sia un giocatore italiano o un’italiana e il pubblico va in estasi. È una cosa che si respira. Quest’anno l’abbiamo visto con Cocciaretto sul Centrale, l’anno scorso con il trionfo di Paolini sia nel tabellone singolare femminile che nel doppio in coppia con Sara Errani. Ma più indietro mi ricordo Flavia Pennetta, Roberta Vinci, poi c’è stato Fabio Fognini e oggi ci sono anche Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti. Tutti hanno ricevuto l’affetto del pubblico italiano. Ovviamente noi abbiamo il numero 1 e questo crea un clima diverso, ma con tutti gli italiani sul Centrale ci sono sempre state sensazioni forti ed emozionanti”. 

    Ci può svelare il Sinner dietro le quinte, lontano dalle telecamere?
     

    “Caratterialmente io cerco sempre di mantenere una certa distanza con i tennisti italiani. Faccio tanti tornei, sono con loro per la Coppa Davis, per le Atp Finals. Nel 2021, nel primo anno delle Finals in Italia e in tempi di Covid, mi facevo il tampone insieme a Sinner e Berrettini. Con Jannik c’è un rispetto distaccato, lui è un ragazzo molto riservato, ma ho assistito a scene in cui ha mostrato un lato di sé simpatico e divertente. L’anno scorso mi ha fatto i complimenti, mi ha detto che ho una bellissima voce e mi ha ringraziato. A me non piace essere invadente, rispetto gli spazi degli altri. Lui è un ragazzo veramente semplice, che alla sua età viene assalito continuamente dai tifosi, soprattutto qui a Roma”. 

    Qual è il segreto dello speaker perfetto?
     

    “Per fare il mio lavoro bisogna avere grande cura della voce e del diaframma. Qui il tempo cambia rapidamente, bisogna fare attenzione. Ci vuole tanta esperienza, conoscere il pubblico e capire quando fare determinate cose e quando invece evitarle. Vale per la scelta della musica così come per lo speakeraggio. Dallo scorso anno ho cominciato a scandire il nome di Jannik, con il pubblico che urlava Sinner in risposta. È stato un po’ un rischio, ma ha funzionato. Quest’anno l’ho riproposto per tutti i tennisti italiani del torneo, con grande successo. L’idea mi è venuta guardando le sue partite, la carica del pubblico. Quell’entusiasmo è passato dal campo alle tribune, io ho osato e questo rischio ha premiato”. (di Simone Cesarei) 

     

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  • Webuild, oltre 36.000 visitatori in tre mesi per la mostra ‘Evolutio’ sulle infrastrutture a Milano

    Webuild, oltre 36.000 visitatori in tre mesi per la mostra ‘Evolutio’ sulle infrastrutture a Milano

    (Adnkronos) – Si è conclusa con una forte partecipazione del pubblico la mostra immersiva ‘Evolutio’ promossa da Webuild al Museo nazionale scienza e tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Il progetto espositivo ha registrato oltre 36.000 visitatori in tre mesi, confermando l’interesse per il racconto delle grandi infrastrutture e del loro contributo sullo sviluppo del Paese. 

    Inaugurata lo scorso 11 febbraio con il patrocinio di Assolombarda, la mostra ha offerto una narrazione inedita dell’Italia attraverso le grandi opere che ne hanno guidato il progresso economico e sociale negli ultimi 120 anni. Cuore della narrazione è la storia dei progetti realizzati in tutto il mondo e contenuti in Evolutio.Museum, piattaforma digitale permanente che raccoglie 12.000 immagini e oltre 400 progetti tratti dall’archivio multimediale del Gruppo, raccontando l’evoluzione dei Paesi attraverso le loro infrastrutture. Ogni opera realizzata da Webuild è inserita nel contesto culturale, storico ed economico di riferimento, evidenziandone l’impatto positivo generato su società, stili di vita e benessere, in un racconto divulgativo pensato per un pubblico ampio, oltre che per gli addetti ai lavori. 

    A chiusura della mostra, Webuild lancia il video ‘Costruire secondo bellezza’, che ne raccoglie e rilancia il significato più profondo, in continuità con i contenuti di Evolutio -parte dell’Agenda cultura di Webuild-. Un racconto che, partendo dall’osservazione della natura, arriva all’ingegno umano per restituire il valore delle infrastrutture come strumenti capaci di generare benefici concreti: rendere accessibili risorse, connettere territori, migliorare la qualità della vita. 

    La mostra a Milano, che segue quella realizzata a Roma con altri 10.000 ospiti, è stata accompagnata da un intenso programma di visite guidate ed incontri tematici, con il coinvolgimento di oltre 3.000 rappresentanti apicali del mondo istituzionale, clericale, imprenditoriale, accademico e finanziario, oltre a numerose famiglie e ragazzi delle scuole.  

    Tra i momenti di maggior richiamo, spiccano gli appuntamenti di approfondimento che hanno visto la partecipazione di Geopop, per una divulgazione scientifica pop e accessibile sulle sfide ingegneristiche, i dibattiti sulla evoluzione strategica del settore organizzati con l’Aspen institute Italia per la competitività del Paese e il talk dedicato al connubio tra design e grandi opere, organizzato in collaborazione con il Salone del Mobile. 

    Per rendere la mostra fruibile virtualmente in modo permanente, Webuild ha lanciato ‘Evolutio 360° Experience’, virtual tour interattivo disponibile in italiano e inglese al link Evolutio.virtualtour. Il percorso digitale ricostruisce infatti fedelmente ambienti e contenuti, offrendo un’esperienza immersiva accessibile online. 

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