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  • Giuliano Tartufi, tartufo italiano tra tradizione e nuove sfide

    Giuliano Tartufi, tartufo italiano tra tradizione e nuove sfide

    (Adnkronos) – C’è un momento, nelle parole di Giuliano Martinelli, il fondatore di Giuliano Tartufi, in cui il tartufo smette di essere soltanto un ingrediente d’eccellenza e torna ad essere quello che è sempre stato: un pezzo di terra italiana, di cultura contadina e di tradizione tramandata nei boschi. A Tuttofood 2026, la grande manifestazione dedicata al food in corso a Fiera Milano-Rho, Martinelli porta un’azienda diventata negli anni una delle realtà italiane più conosciute nel settore, ma soprattutto una storia che parte molto lontano dalle logiche del marketing internazionale. Parte dai boschi di Pietralunga, in Umbria, dove oltre quarantacinque anni fa iniziava a cercare tartufi con il suo cane. 

    “All’epoca il tartufo era ancora sottovalutato”, racconta Martinelli. “Io però avevo capito quanto fosse straordinario il suo sapore e quanto potenziale avesse”. Una visione che negli anni si è rivelata corretta: oggi il tartufo italiano è diventato protagonista dell’alta cucina mondiale, ingrediente ricercato e simbolo del Made in Italy gastronomico. Ma dietro la crescita del mercato, Martinelli rivendica soprattutto il valore culturale e territoriale del prodotto. “Ancora oggi continuo ad andare nei boschi”, spiega. “Perché quella è la vera tradizione delle nostre terre. In certe zone non cresce quasi nulla, ma il tartufo è il tesoro che la terra ci restituisce”. 

    Un legame con il territorio che, secondo il fondatore di Giuliano Tartufi, rischia però di perdersi se il tartufo viene raccontato solo come prodotto di lusso. Per questo insiste molto sul tema della cultura del prodotto, della trasparenza e della conoscenza della filiera. “Quando si ordina un piatto al tartufo bisognerebbe sapere quale tartufo viene utilizzato, in che quantità e da dove arriva”, sottolinea. Oggi il settore vive infatti una fase di trasformazione importante. Se un tempo il mercato era quasi interamente legato alla raccolta locale, oggi le aziende lavorano su scala internazionale e selezionano prodotto anche da altre aree del mondo. “Siamo diventati selezionatori globali”, spiega Martinelli. “Ma il tartufo bianco perfetto continua a nascere in Italia”. 

     

    A Milano l’azienda umbra ha presentato anche il nuovo percorso di rebranding sviluppato con Robilant: un aggiornamento dell’identità visiva pensato per rafforzare la presenza internazionale del marchio senza perdere il legame con le origini. Un passaggio che lo stesso Martinelli ammette di aver affrontato con prudenza. “Ero molto legato alla vecchia immagine, perché raccontava la mia storia”, dice. “Poi ho capito che era arrivato il momento di evolvere”. 

    Il tema del rapporto tra tradizione e innovazione attraversa oggi tutto il comparto del tartufo italiano. Da una parte la necessità di parlare ai mercati internazionali e ai nuovi consumatori; dall’altra la volontà di preservare un patrimonio fatto di conoscenze, territorio e lavoro spesso invisibile. 

    Un concetto condiviso anche dallo chef Carlo Cracco, presente accanto all’azienda alla serata di presentazione. “La cultura del tartufo è fondamentale”, spiega. “Dietro questo prodotto ci sono territori, persone e competenze che devono essere raccontate”. La vera sfida del tartufo italiano sarà quella di continuare a crescere nel mondo senza perdere il contatto con il territorio da cui tutto è partito. 

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  • Carlo Cracco: “Cultura tartufo è valore eccellenza gastronomica”

    Carlo Cracco: “Cultura tartufo è valore eccellenza gastronomica”

    (Adnkronos) – “Quando si lavorano le materie prime si impara a conoscerle, valorizzarle e rispettare chi le porta sulle nostre tavole”. Carlo Cracco racconta così il valore della collaborazione con realtà specializzate come Giuliano Tartufi, protagonista nella serata di presentazione del nuovo logo dell’azienda di Pietralunga. Per lo chef, il tartufo rappresenta non soltanto un ingrediente d’eccellenza ma anche un patrimonio culturale e territoriale da raccontare e preservare. “La valorizzazione del tartufo passa attraverso la cultura del tartufo: bisogna far conoscere il territorio, le persone e tutto ciò che c’è dietro questo prodotto”, afferma. 

    Cracco evidenzia inoltre quanto sia fondamentale poter contare su una filiera affidabile e su fornitori capaci di garantire qualità costante, sostenibilità e continuità nel tempo. “Il rapporto con il fornitore è essenziale: si costruisce sulla fiducia, sul rispetto reciproco e sulla possibilità di crescere insieme”, spiega. 

    Secondo lo chef, il futuro del tartufo passa proprio dalla capacità di fare cultura attorno al prodotto, valorizzando il lavoro di chi ogni giorno opera nei territori di raccolta e nella selezione della materia prima. 

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  • Giuliano Martinelli: “Ho creduto nel tartufo quando ancora poco valorizzato”

    Giuliano Martinelli: “Ho creduto nel tartufo quando ancora poco valorizzato”

    (Adnkronos) – “Ho visto nel tartufo un potenziale enorme quando ancora era un prodotto poco valorizzato”. Così Giuliano Martinelli, fondatore di Giuliano Tartufi, racconta la nascita dell’azienda protagonista a Tuttofood 2026. Partito nei primi anni ’80 come giovane tartufaio nei boschi di Pietralunga, Martinelli ha trasformato una passione personale in una realtà internazionale specializzata nella produzione e commercializzazione di specialità a base di tartufo. 

    “La soddisfazione più grande non è che il tartufo sia arrivato ovunque, ma che oggi tutti possano apprezzarne sapore e aroma”, spiega l’imprenditore umbro. Per Martinelli il tartufo resta soprattutto simbolo di tradizione e identità territoriale. “Ancora oggi continuo ad andare nei boschi con i miei cani. Questa è la vera tradizione delle nostre terre”, sottolinea. 

    Fondamentale anche il lavoro sulla filiera e sulla selezione delle materie prime. “Oggi siamo diventati selezionatori internazionali: andiamo a cercare il prodotto perfetto ovunque si trovi. Ma il miglior tartufo bianco nasce ancora in Italia”, conclude. 

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  • Giuliano Tartufi, ecco rebranding: “Innovare senza tradire identità”

    Giuliano Tartufi, ecco rebranding: “Innovare senza tradire identità”

    (Adnkronos) – Un nuovo volto per rafforzare il posizionamento internazionale senza perdere autenticità e radici territoriali. Giuliano Tartufi presenta a Tuttofood 2026 il nuovo progetto di rebranding sviluppato in collaborazione con Robilant. “È un progetto maturato negli anni. All’inizio ero molto legato alla vecchia immagine dell’azienda, poi ho capito che era arrivato il momento di evolvere”, racconta Giuliano Martinelli, fondatore dell’azienda umbra. 

    La nuova identità visiva punta a valorizzare l’eccellenza del brand mantenendo intatti i valori storici costruiti in oltre quarant’anni di attività. “Oggi vedere l’entusiasmo dei clienti davanti al nuovo progetto mi ha fatto capire che la scelta è stata giusta”, spiega Martinelli. 

    Al centro della filosofia aziendale restano qualità, verità e trasparenza. “Quando si parla di tartufo bisogna dire sempre la verità: che prodotto viene utilizzato, in quale quantità e con quale qualità”, sottolinea. Guardando al futuro, l’obiettivo dell’azienda è continuare a innovare senza snaturare il prodotto. “Il tartufo è il tartufo e non va mai alterato. Bisogna trasmettere cultura, passione e tutto il lavoro che c’è dietro ogni raccolta”, conclude Martinelli. 

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    economia

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  • Asstel e NoiD Telecom alleate per promuovere inclusione, competenze e leadership

    (Adnkronos) – Asstel e NoiD Telecom Aps alleate per promuovere iniziative congiunte sui temi dell’equità di genere, dello sviluppo delle competenze e della valorizzazione delle persone nei settori delle telecomunicazioni e dell’Ict. Il protocollo siglato oggi, si legge in una nota, è stato pensato per affrontare il tema della parità di genere nella sua accezione più ampia, attraverso attività dedicate alla leadership inclusiva, alla diffusione di buone pratiche organizzative e al confronto tra imprese e professioniste e professionisti del comparto. Il mondo delle telco, rappresentato da Asstel e NoiD – community di donne manager e professioniste del mercato Tlc e Ict impegnate a contribuire alla crescita e all’evoluzione del settore – saranno da ora fianco a fianco per estendere il campo d’azione e valorizzare quanti lavorano nel comparto, a tutti i livelli. 

    Quello che ci ha spinto a questa intesa, sottolinea Laura Di Raimondo, direttore Asstel, a margine della firma, “è l’idea che non c’è futuro per la nostra società e per le nostre imprese senza l’energia, il talento e l’intelligenza dei giovani e delle donne. La vera sfida del nostro tempo è avere il coraggio del futuro: costruire contesti in cui ciascuno possa competere alla pari, con le stesse opportunità di crescita, di retribuzione e di accesso ai ruoli di responsabilità. Le politiche di genere – ha aggiunto – non possono essere considerate un tema secondario o solo formale. Devono diventare una scelta concreta di inclusione, capace di incidere sulla cultura organizzativa e sulla visione strategica delle imprese. Nessuna organizzazione può permettersi di sprecare talento, passione e competenze. Per questo serve un approccio culturale forte, accompagnato da politiche progettuali chiare, strutturate e orientate al lungo periodo. Asstel rappresenta una filiera strategica per il Paese: le telecomunicazioni sostengono non solo infrastrutture e servizi digitali, ma anche occupazione qualificata, innovazione e competenze indispensabili per la competitività dell’Italia. Difendere e rafforzare il settore significa investire nelle professionalità e sul talento, che non ha genere, ma ha bisogno soltanto di essere riconosciuto, valorizzato e messo nelle condizioni di esprimersi pienamente”. 

     

    Per l’avvio della collaborazione, rileva Di Raimondo, “abbiamo elaborato un programma di iniziative congiunte che si svilupperanno lungo tre direttrici principali: allargamento dell’Osservatorio di NoiD sul gender gap all’intero settore Tlc; attività di formazione e sviluppo delle competenze, con focus sulla leadership inclusiva; iniziative di affiancamento e learning tour, pensate come momenti di confronto diretto tra imprese e professioniste”. 

    “Per NoiD la collaborazione con Asstel è la naturale continuazione dell’impegno decennale intrapreso nel settore Telco/Ict per promuovere modelli manageriali orientati al merito, al talento e al superamento del gender gap. La collaborazione fra le nostre associazioni porta valore alle nostre iniziative e contribuisce allo sviluppo di una leadership evoluta, che valorizzi le donne e renda possibile per il settore raggiungere livelli di eccellenza, e al contempo sostenibili”, conclude Cristina Carollo, presidente di NoiD. 

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    economia

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  • Hantavirus, Ema monitora diffusione: “Pronti a supportare iter vaccini”

    Hantavirus, Ema monitora diffusione: “Pronti a supportare iter vaccini”

    (Adnkronos) – L’Agenzia europea del farmaco Ema sta “monitorando attivamente l’epidemia di hantavirus in corso, collegata alla nave da crociera” Mv Hondius, “in coordinamento con gli altri organismi dell’Ue”. Lo riferisce in una nota l’ente regolatorio oggi, martedì 12 maggio, ricordando che il virus è stato “identificato come Andes, l’unico hantavirus che può essere trasmesso da persona a persona, in genere tramite contatto stretto e prolungato”, e che, “sulla base delle evidenze disponibili finora, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) classifica il rischio per la popolazione generale in Europa come molto basso”. 

    Attualmente “non ci sono trattamenti antivirali o vaccini autorizzati contro l’hantavirus, la gestione clinica” dei pazienti “si basa su cure di supporto e sull’accesso tempestivo a strutture di terapia intensiva”. Ma l’Ema “si tiene pronta, attraverso la sua Emergency Task Force (Etf), a supportare lo sviluppo e la valutazione regolatoria di vaccini e terapie per gli hantavirus. Nell’ambito delle sue attività di preparazione”, l’agenzia “ha mappato i produttori di farmaci, in particolare antivirali, anticorpi monoclonali e vaccini contro gli hantavirus”. E “continuerà a scambiare informazioni con l’Ecdc, con la Commissione europea e con la Rete europea di regolamentazione dei medicinali nei prossimi giorni e settimane fornendo aggiornamenti secondo necessità”. 

    L’Ema, inoltre, “mette in guardia contro la disinformazione che circola online”, fenomeno che è tornato a farsi sentire più intensamente con il crescere dell’attenzione internazionale sul focolaio di hantavirus legato alla nave da crociera Mv Hondius. E’ l’alert lanciato in una nota dall’ente regolatorio Ue che spiega come stiano circolando fake news che “collegano falsamente l’infezione da hantavirus alla vaccinazione anti-Covid”. “Non vi è alcuna prova scientifica a sostegno di tali affermazioni”, rimarca l’Ema.  

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    salute

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  • Darderi, che impresa agli Internazionali: rimonta Zverev e va ai quarti

    Darderi, che impresa agli Internazionali: rimonta Zverev e va ai quarti

    (Adnkronos) –
    Impresa di Luciano Darderi agli Internazionali d’Italia 2026. Oggi, martedì 12 maggio, il tennista azzurro ha battuto il tedesco e numero tre del mondo Alexander Zverev con il punteggio di 1-6, 7-6 (12-10), 6-0, in una partita maratona da due ore e 25 minuti. Ai quarti di finale Darderi affronterà il giovane spagnolo Rafael Jodar. 

    Approccio negativo per Darderi, che subisce un break dopo l’altro e concede facilmente il primo set a Zverev. Tutto sembra avviato verso la sua conclusione, ma l’azzurro reagisce e regge l’urto degli scambi con il numero 3 del mondo, riuscendo a portare il secondo parziale al tie break. Ne nasce un botta e risposta interminabile, risolto 12-10 da Darderi. 

    La botta, per Zverev, è forte. Il tedesco perde certezze e fiducia, mentre il Pietrangeli è una bolgia tutta azzurra, e così Darderi trova una serie di break prendendosi il gusto di rifilare un ‘bagel’ al tedesco, battuto 6-0 e fuori da Roma dopo i quarti di finale dello scorso anno. 

     

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    sport

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  • Nautica, nel 2025 mercato mondiale cantieristica si attesta a 33,3 miliardi 

    Nautica, nel 2025 mercato mondiale cantieristica si attesta a 33,3 miliardi 

    (Adnkronos) – Il mercato globale delle nuove costruzioni nautiche nel periodo 2023-2025 ha visto una stabilizzazione (-2,1%, attestandosi a 33,3 miliardi di euro), mentre la cantieristica nautica italiana risulta in controtendenza rispetto al mercato globale (circa +5% nel periodo 2023-2025). Circa il 70% del valore produttivo italiano è riconducibile ai grandi yacht e ai superyacht, a conferma della specializzazione della cantieristica tricolore nel segmento alto del mercato. Sono questi alcuni dei dati principali della quarta edizione di ‘The state of the art of the global yachting market’, il report realizzato da Deloitte in collaborazione con Confindustria nautica e presentato oggi nella sede di Borsa italiana.  

    All’evento hanno partecipato Roberta Laveneziana, listing senior account manager mid & small cap di Borsa italiana – Gruppo Euronext, Marina Stella, direttore generale di Confindustria nautica, Stefano Pagani Isnardi, direttore ufficio studi di Confindustria nautica, Piero Formenti, presidente di Confindustria nautica, Antonio Solinas, deputy business leader di Deloitte advisory Italy e Tommaso Nastasi, strategy & value creation leader di Deloitte advisory Italy. 

    In apertura Roberta Laveneziana ha affermato: “Le aziende della nautica potrebbero beneficiare dall’accesso al mercato dei capitali: maggiore visibilità, reputazione internazionale, capacità di attrarre investitori e talenti, possibilità di finanziare progetti di espansione e di gestire in modo efficace i passaggi generazionali. In un contesto globale sempre più sfidante, la capacità di innovare, investire e crescere in modo sostenibile è fondamentale. La Borsa rappresenta una leva strategica per affrontare queste sfide, offrendo alle imprese italiane l’opportunità di rafforzare la propria posizione sui mercati internazionali e di contribuire allo sviluppo economico del Paese. Sono convinta che occasioni come questa siano particolarmente utili e stimolanti per le imprese del settore”. 

    Marina Stella, direttore generale di Confindustria nautica ha dichiarato: “In un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e rapide trasformazioni economiche, dati e analisi assumono un valore sempre più rilevante per supportare le imprese nelle proprie scelte strategiche, preservare le quote di mercato e continuare a competere a livello internazionale, facendo leva sull’eccellenza che contraddistingue l’industria nautica italiana, e che ne rappresenta il principale vantaggio competitivo. La quarta edizione dello studio realizzato da Deloitte per Confindustria nautica si conferma strumento di analisi completo e approfondito per interpretare l’evoluzione e le dinamiche del mercato nautico mondiale, il posizionamento dell’industria nautica italiana e le prospettive del settore”. 

    “Lo studio conferma la resilienza e la capacità competitiva dell’industria nautica italiana in un contesto internazionale complesso e in continua evoluzione -afferma Piero Formenti, presidente di Confindustria nautica-. Se a livello globale osserviamo una normalizzazione della crescita e maggiori difficoltà per alcuni segmenti della piccola nautica, l’Italia continua invece a rafforzare il proprio posizionamento, registrando risultati migliori del mercato mondiale nella raccolta ordini e consolidando la leadership nel comparto dei superyacht ad alto valore aggiunto. In questo scenario il lavoro di advocacy dell’Associazione resta centrale, come con la recente Legge valorizzazione risorsa mare, insieme al ruolo del Salone nautico internazionale a Genova, che nei momenti di maggiore complessità economica e geopolitica si conferma piattaforma strategica di confronto, sviluppo e apertura ai mercati internazionali per l’intera filiera. Momenti di confronto come questi con il mondo finanziario costituiscono sicuramente un’opportunità importante di conoscenza di nuovi strumenti idonei a supportare i processi di consolidamento e di rafforzamento patrimoniale per le imprese”. 

    “La cantieristica nautica italiana -afferma Tommaso Nastasi, strategy & value creation leader di Deloitte advisory Italy- mostra una performance in controtendenza rispetto all’andamento del mercato internazionale a fronte del suo assetto industriale principalmente focalizzato sui grandi yacht, che risultano essere anticiclici rispetto al contesto macro economico”. Per Antonio Solinas, deputy business leader di Deloitte advisory Italy, “i dazi e le tensioni commerciali rappresentano uno dei principali fattori di incertezza per le aspettative di performance di vendita e marginalità del settore. Per un comparto industriale come quello della nautica, che esprime un contributo rilevante al surplus della bilancia commerciale del Paese, diventa prioritario analizzare con rigore le strategie doganali adottate, verificare l’integrale utilizzo dei vantaggi regolamentari disponibili ed esplorare opportunità in nuovi mercati di sbocco delle esportazioni, meno esposti alle turbolenze tariffarie, o percorsi di diversificazione produttiva tramite alleanze con operatori internazionali”. 

    Nel 2025 il mercato globale delle nuove costruzioni nautiche si è attestato a 33,3 miliardi di euro, registrando una contrazione del 2,1% rispetto al 2023, in un contesto di progressiva stabilizzazione della domanda dopo il rimbalzo post-Covid, principalmente riconducibile al segmento fuoribordo e parzialmente compensata dalla resilienza del comparto premium e dei superyacht. Nel periodo 2020–2025 il settore ha sovraperformato il Pil globale (+3% Cagr), crescendo tuttavia meno della ricchezza degli Ultra High Net Worth Individuals (+11% Cagr), sostenuta dalla forte performance dei mercati finanziari (+14% Cagr). 

    In uno scenario di crescente incertezza, i segmenti entry-level e mid-size hanno rallentato, mentre la grande nautica ha confermato una maggiore resilienza strutturale. Nel 2024, il segmento entrobordo ha ulteriormente consolidato la propria rilevanza, raggiungendo il 59% del mercato globale, mentre fuoribordo e vela si sono attestati rispettivamente al 33% e all’8%. A livello geografico, Nord America ed Europa hanno mantenuto la propria centralità, rappresentando complessivamente il 75% del valore del mercato mondiale delle nuove imbarcazioni. 

    Il valore della produzione della cantieristica italiana è stimato tra i 5,4 e i 5,5 miliardi di euro nel 2025 (Cagr 2023-2025 +5%), in controtendenza rispetto all’andamento globale della nautica da diporto (-2,1% nello stesso periodo). Circa il 70% della produzione è riconducibile ai grandi yacht e ai superyacht. Il segmento entrobordo domina con il 93% della produzione nazionale (vs 56% a livello globale), in ulteriore crescita rispetto all’anno precedente, confermando la forte specializzazione della cantieristica tricolore.  

    L’export si conferma una leva strategica del settore: l’Italia è uno dei principali esportatori mondiali di imbarcazioni da diporto, con circa il 90% della produzione nazionale destinata ai mercati internazionali, di cui il 70% è destinata verso paesi Extra-Eu. Nel 2024 il comparto nautico ha contribuito per l’8,6% al surplus commerciale italiano, confermando il ruolo strategico del settore per la bilancia commerciale nazionale. Pur in lieve riduzione rispetto all’anno precedente, in un contesto di miglioramento complessivo della bilancia commerciale italiana, sostenuto dalla riduzione del deficit energetico e dalla resilienza del comparto manifatturiero, il surplus del comparto nautico ha registrato nel periodo 2015–2024 una crescita media annua del +14,4%, nettamente superiore a quella del surplus commerciale italiano complessivo (+3,0% Cagr nello stesso periodo). L’Italia detiene circa il 18% del valore della produzione nautica globale, quota che sale al 31% nel segmento entrobordo. Nel comparto superyacht, l’Italia mantiene la leadership con il 56% degli ordini per unità e il 36% del valore, trainata dal segmento 30-60 metri, mentre il Nord Europa si concentra sui superyacht oltre i 60 metri. 

    Il global order book si è attestato a 677 unità nel 2025: il segmento 30-40 metri rappresenta il 45% del totale, il 40–60 metri circa il 40% e il segmento oltre i 60 metri il residuo 15%. Nel 2024 il valore complessivo dell’order book ha raggiunto circa 29 miliardi di euro, in aumento del 4% rispetto all’anno precedente, con il segmento 60 metri+ che incide per il 55% del valore totale. Nel corso del 2025 si osserva un rallentamento nella raccolta ordini ma con un mix di domanda orientato verso il segmento 50 metri+, segnando una polarizzazione della domanda verso la fascia alta del mercato. L’Italia si conferma leader globale nei nuovi ordini di superyacht, registrando una crescita dei nuovi ordini nel periodo 2020–2025 (+1,3% Cagr) in controtendenza rispetto al mercato globale (-2,1% Cagr) e rappresentando nel 2025 il 62% dei nuovi ordini mondiali. 

    Per il 2026 il sentiment di mercato indica un’ulteriore stabilizzazione del mercato globale della nautica da diporto, con una lieve contrazione attesa pari a circa -0,7%, in miglioramento rispetto al trend osservato nel biennio 2024–2025. Il segmento premium e quello dei superyacht continuano a evidenziare una maggiore resilienza rispetto all’andamento complessivo del mercato (+0,9%), confermando il carattere anticiclico della fascia high-end. Per il periodo 2026–2029 le prospettive indicano una graduale ripresa della domanda, con una crescita attesa di circa il 3% annuo. I principali fattori di rischio esogeni restano le tensioni geopolitiche -con impatti più significativi sulla piccola nautica e potenziali pressioni inflazionistiche su materie prime e semilavorati- e le barriere commerciali introdotte dagli Stati Uniti, che hanno già generato pressioni sul livello medio di marginalità del settore e impattato le strategie di go-to-market degli operatori. 

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  • Pellegrino lotta, Sinner vince il derby: Jannik ai quarti degli Internazionali

    Pellegrino lotta, Sinner vince il derby: Jannik ai quarti degli Internazionali

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner vola ai quarti degli Internazionali d’Italia 2026. Oggi, martedì 12 maggio, il numero 1 del mondo ha vinto il derby azzurro degli ottavi di finale del Masters 1000 di Roma contro Andrea Pellegrino, imponendosi in due set con il punteggio di 6-2, 6-3, al termine di una partita dominata nel primo set e più combattuta nel secondo. Ad attendere Sinner nei quarti ora ci sarà il vincente della sfida tra Andrej Rublev e Nikoloz Basilashvili. 

     

    Negli ultimi tempi, chiunque si sia appassionato al tennis ha conosciuto il significato del termine ‘aura’, tornato di moda con le nuove generazioni patite dei TikTok e dei reel Instagram. Anche il più boomer sugli spalti del Centrale sa che quel termine, che letteralmente vuole indicare l’aria in movimento, viene usato per individuare qualcuno che piega gli eventi alla sua volontà, che genera soggezione negli altri con la sua sola presenza e proprio da questo crea il suo fascino. È un’affascinante descrizione, ai limiti di una filosofia astratta applicata ai social eppure puntuale, di quello che capita fin troppo spesso sui campi da tennis dove gioca Jannik Sinner, l’uomo dei record e ormai storia d’Italia.  

    E così chi si siede sui seggiolini del Centrale, in cuor suo, sa già come andrà a finire. Quando spunta il suo cappelino nero, è già tardi. Darth Sinner non ha pietà e non ne chiede, accetta le critiche ma, essenzialmente, se ne frega. Non doveva giocare Madrid? Gioca e vince. Arriva a Roma troppo stanco? Gioca e continua a vincere. L’ennesimo record, con la 31esima vittoria consecutiva nei Masters 1000 che vale la striscia più lunga di sempre firmata Novak Djokovic, viene infranto vincendo partite da un’ora o poco più, che forse spiegano le difficoltà a restare lucido e letale quando si superano le tre. Nole, ma anche Carlos, docet. Dopo aver vinto l’ultimo ‘allenamento’ con Popyrin, Jannik si era detto fortunato a poter provare l’affetto che sta ricevendo. Non ha pensato a nessun escamotage per eludere i tifosi e vivere in tranquillità, ha alzato gli scudi per difendere la famiglia da attenzioni indesiderate e ha giurato che il successo non lo ha cambiato. E forse non lo farà mai. 

    Sicuramente, quello che si vede in campo, non cambia. Primo game, primo break Sinner, con Pellegrino che paga anche un po’ di, inevitabile, emozione. La prima volta sul Centrale, dopotutto, è speciale, soprattutto per un italiano che ha sempre voluto giocare lì dove da bambino sognava a occhi aperti. Chiedere a Cobolli per credere. La storia di Andrea racconta di fatica e gavetta, di occasioni perse e treni che non è mai troppo tardi per prendere. E così per lui, partito dalle qualificazioni e ora al cospetto del numero 1, questo giorno sarà comunque speciale. Pellegrino prova ad andare oltre l’emozione, a prendersi la carica di un pubblico che, almeno in parte, tifa anche per lui, proprio come era stato nel match-impresa contro Tiafoe. Dall’altra parte però, il livello è decisamente alto. Sinner pesca le linee e risponde su ogni palla, prendendosi un’altra occasione di break e sfruttando l’ennesimo errore dell’avversario per andare sul 4-0. 

    La montagna da scalare, per Pellegrino, è alta, altissima. E di là della rete c’è un avversario che non ammette soste, che continua a incastrare prime vincenti e rovesci lungolinea, in quella che assomiglia tanto a una danza sulla linea di fondo. Il pugliese però, di colpo, si ritrova a palla break. È il quarto gioco, ma anche l’ultima chiamata per riaprire il set. Pellegrino tira troppo forte, la palla si spegne in rete e Sinner fa Sinner. Piazza un altro break e mette in cassaforte il set. La reazione di Andrea, che a tratti tiene il ritmo del numero 1, è troppo poco e troppo tardi. Ma abbastanza per regalargli gli applausi e il tifo del Centrale. Un po’ per simpatia, un po’, soprattutto, per allungare lo spettacolo, con l’attore protagonista che chiude il primo atto 6-2. 

    Il momento positivo di Pellegrino però sembra continuare anche nel secondo set. Andrea risponde, tira profondo e fa muovere un po’ più del solito Sinner, che dal canto suo sembra un po’ in affanno. Jannik prende tempo, ci mette un po’ di più a servire, respira. Tutto rallenta e i colpi del pugliese si fanno più forti. Ci crede. Nel momento più difficile per Sinner, il primo da inizio torneo, Cahill e Vagnozzi si alzano in piedi. È il segnale, che abbiamo imparato a conoscere, per fargli sentire fiducia e vicinanza, per non farlo stare solo con i suoi pensieri. E Sinner colpisce. Al settimo game Jannik si prende le prime due palle break del set, e tanto basta. Pellegrino va in tilt, il numero 1 strappa nel parziale e nella partita, chiudendo i conti 6-3 e facendo un passo in più verso quel sogno che si chiama Roma. Ma senza scomodare il Marco Aurelio di Ridley Scott, basta guardare negli occhi il numero 1, e il futuro sembra già scritto. Questione di aura. (di Simone Cesarei). 

     

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  • Tragedia a Catania, suora muore annegata per salvare le consorelle in difficoltà

    Tragedia a Catania, suora muore annegata per salvare le consorelle in difficoltà

    (Adnkronos) – Tragedia nel mare di Vaccarizzo, a Catania. Una suora, Nadir Santos da Silva, di 45 anni, è morta annegata nel tentativo di salvare dalle onde alcune sue consorelle che si erano tuffate per fare un bagno. Il dramma si è consumato nel pomeriggio di ieri al Villaggio Delfino. 

    Le esequie saranno celebrate giovedì, alle 16, nella chiesa madre di San Giovanni La Punta e ad officiarle sarà l’Arcivescovo di Catania.  

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