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  • Al via a Milano ReNest: “Dalle radici al futuro, un viaggio dentro al cibo”

    Al via a Milano ReNest: “Dalle radici al futuro, un viaggio dentro al cibo”

    (Adnkronos) – Il cibo oggi non è più solo nutrimento, è una scelta. E il modo in cui lo scegliamo, lo consumiamo e lo viviamo sta cambiando. Cresce infatti l’attenzione verso temi come qualità dell’alimentazione, sostenibilità, attenzione alla filiera, spreco alimentare e trasparenza. Secondo recenti dati dell’Osservatorio Nestlé, la metà degli italiani afferma di aver migliorato la qualità della propria alimentazione. Inoltre, 1 italiano su 5 nelle scelte alimentari fa attenzione alla sostenibilità e 1 italiano su 2 afferma di prestare maggiore attenzione all’impatto ambientale dei prodotti alimentari che acquista. Ma è cambiato anche il rapporto con lo spreco alimentare: quello domestico settimanale pro capite si è ridotto del 10%, anche se continua a generare oltre 7 miliardi di euro di spreco ogni anno. 

    Un cambiamento culturale che sta trasformando il rapporto tra persone, cibo e consumo, rendendo sempre più centrali informazione e consapevolezza. È in questo scenario che, dal 12 al 24 maggio, nel cuore di Milano, a CityLife, prende forma ReNest. Dalle radici al futuro. Un viaggio dentro al cibo, promosso dal Gruppo Nestlé in Italia e realizzato con il patrocinio del Comune di Milano e di Assolombarda. Una piattaforma di dialogo aperta alla città, un’infrastruttura culturale temporanea che mette in relazione persone, imprese e istituzioni attorno a uno dei temi più rilevanti per il presente e il futuro: il ruolo del cibo nella nostra vita.  

    ReNest si sviluppa come un percorso esperienziale e multisensoriale articolato in quattro tappe, pensato per accompagnare il pubblico nell’esplorazione e nell’osservazione consapevole del valore e del ruolo del cibo. Si comincia dalle origini, dove tutto nasce dall’equilibrio delicato tra risorse naturali, biodiversità e lavoro umano. Si prosegue con la trasformazione, spazio di competenze, innovazione e processi che danno forma ai prodotti. Si arriva poi alla condivisione, quando il cibo diventa relazione, cultura e scelta consapevole. Infine, la rigenerazione: uno sguardo al futuro che invita a ripensare il valore delle risorse attraverso pratiche di circolarità, recupero e riuso. Un viaggio che rende tangibili temi come sostenibilità, nutrizione ed economia circolare, attraverso installazioni interattive, contenuti scientifici accessibili e occasioni di approfondimento. Lungo questo percorso, totem e installazioni interattive permettono ai visitatori di esplorare e conoscere in modo diretto e approfondito le principali filiere agricole in cui opera Nestlé, scoprendo anche le iniziative del Gruppo in questi ambiti, offrendo contenuti utili per comprenderne l’impatto concreto.  

    Il cuore dell’esperienza è il ‘nido’, da oltre 150 anni simbolo di Nestlé, che diventa uno spazio reale e partecipativo: un’arena aperta a tutti, in cui il pubblico non è spettatore, ma parte attiva. È qui che si sviluppa un ampio programma di incontri, talk, dibattiti e testimonianze che mettono a confronto aziende, mondo accademico ed esperti, alternando momenti di dialogo diretto e accessibile a esperienze più ludiche, come showcooking e incontri con talent e creator. Il nome stesso del progetto racchiude il suo significato: ReNest richiama il ‘nido’ come luogo di origine, cura e crescita e, allo stesso tempo, l’idea di rigenerazione e restituzione, di un ritorno consapevole alle radici per costruire il futuro. Un simbolo che unisce il patrimonio identitario di Nestlé a una visione contemporanea del sistema alimentare, fondata su responsabilità condivisa e cambiamento.  

    Un’iniziativa che segna un’evoluzione nel modo in cui un’azienda dialoga con il pubblico sui temi del sistema alimentare e che si distingue nel panorama italiano per ampiezza e approccio, proponendo un modello innovativo di coinvolgimento e condivisione. ReNest si inserisce nella visione globale di Nestlé, ‘Good food. Good life’ e ne rappresenta un’estensione tangibile: non solo offrire prodotti, ma contribuire alla diffusione di conoscenza e alla costruzione di una maggiore consapevolezza collettiva sul ruolo del cibo nella vita delle persone e del pianeta. In questo scenario, Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato del Gruppo Nestlé in Italia, sottolinea: “Oggi i consumatori sono sempre più consapevoli dell’impatto che le proprie scelte alimentari possono avere sul benessere individuale e sull’ambiente. Crediamo che un’impresa debba generare valore non solo per sé stessa, ma anche per la società nel suo complesso, contribuendo a creare occasioni di confronto e conoscenza su temi sempre più centrali per il futuro delle persone e del pianeta. ReNest nasce da questa visione: un format partecipativo ed esperienziale pensato per favorire consapevolezza e una maggiore comprensione dell’intero sistema alimentare”.  

    Cuore distintivo del progetto è la sua dimensione esperienziale e partecipativa: il pubblico potrà prendere parte a laboratori, talk, attività educative e percorsi guidati, entrando in contatto diretto con i temi della sostenibilità e con le pratiche quotidiane. Dai focus su nutrizione e benessere, al packaging e all’economia circolare, fino all’agricoltura rigenerativa e allo spreco alimentare, ReNest propone esperienze di apprendimento e interazioni aperte a tutti. Il programma sarà arricchito dal contributo di voci autorevoli del mondo scientifico, accademico, sportivo e gastronomico, protagoniste di un dialogo multidisciplinare con il pubblico. Tra questi, il contributo scientifico rappresenta uno degli elementi centrali del progetto.  

    Come sottolinea Luca Falasconi, professore associato Alma mater studiorum, università di Bologna, dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari: “È stato per me un vero piacere contribuire a questo progetto, offrendo solidità scientifica e supporto nell’approfondimento di temi che oggi rappresentano una leva fondamentale per la crescita della consapevolezza dei consumatori. Informare e rendere accessibili contenuti complessi significa creare le condizioni affinché le persone possano compiere scelte più consapevoli, responsabili e sostenibili. Il consumatore informato non è soltanto un destinatario di messaggi, ma diventa parte attiva del cambiamento, capace di orientare il mercato e contribuire concretamente alla costruzione di sistemi alimentari e ambientali più equi e sostenibili”. 

    A valorizzare la dimensione culturale ed esperienziale di ReNest è anche Filippo Solibello, curatore artistico editoriale del progetto: “ReNest è un progetto estremamente innovativo che permette di legare la filiera del cibo al dibattito sulla sostenibilità. È edutainment allo stato puro, un viaggio fisico nel presente e nel futuro dell’alimentazione, arricchito dalle voci dei protagonisti del food. Sono molto felice di aver contribuito a un progetto così originale, capace di raccontare temi complessi in modo accessibile, coinvolgente e concreto”. È in questa direzione che si inserisce anche il coinvolgimento delle istituzioni. Come evidenzia la vicesindaca di Milano con delega alla Food policy e all’Educazione, Anna Scavuzzo: “ReNest offre un palinsesto di iniziative e attività gratuite aperte al pubblico, ulteriori e preziose occasioni di approfondimento nel vivace dibattito sull’alimentazione, le abitudini e gli stili di vita corretti e sani: parliamo del cibo, della sua qualità, delle filiere da cui proviene, ci confrontiamo sul valore delle filiere corte e della sostenibilità, ribadiamo insieme l’importanza della promozione della salute coinvolgendo tutti gli attori del panorama istituzionale e imprenditoriale”. 

    E prosegue: “Ancora una volta Milano si conferma piazza culturale che raggiunge tutti e tutte, rafforzando anche con le imprese l’impegno per definire e perseguire obiettivi di interesse pubblico. Mettendo a sistema energie, risorse e conoscenze, la Food policy di Milano ci dimostra come le politiche alimentari della città permettano far lavorare in modo virtuoso e collaborativo il settore pubblico e quello privato, con una attenzione diffusa al fondamentale tema della salute: parliamo alla cittadinanza, alle famiglie, alle associazioni e alle scuole, e vogliamo contribuire a diffondere abitudini sane e salutari, fondamentali per promuovere benessere in tutta la città”.  

    Allo stesso modo, il progetto offre una chiave di lettura concreta sulle trasformazioni della filiera agroalimentare. Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia: “Il valore di iniziative come questa sta nella capacità di porre l’attenzione su un tema spesso dato per scontato. Il cibo non è solo consumo, ma il risultato di una filiera complessa che parte dalla terra e arriva alle nostre tavole. Parlare di sostenibilità alimentare significa raccontare produzione agricola, innovazione, qualità e responsabilità nelle scelte quotidiane. Le istituzioni hanno il compito di favorire una maggiore consapevolezza sul legame tra ciò che mangiamo e la sua origine. Solo così possiamo costruire un sistema agroalimentare più equilibrato ma allo stesso tempo capace di coniugare competitività di intere filiere e rispetto dell’ambiente”.  

    Aperta al pubblico con ingresso gratuito, ReNest offrirà per tutta la durata dell’evento un ricco programma di attività, trasformando CityLife in un punto di incontro e confronto per cittadini, stakeholder, partner e comunità locali. Un percorso che rende visibili connessioni che spesso restano invisibili. Perché il cibo non è solo ciò che consumiamo, ma anche il sistema di relazioni che costruiamo ogni giorno. 

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  • Emma, il consiglio per l’ex De Martino: “Sanremo? Mi chiama spesso, so quanto ci tiene”

    Emma, il consiglio per l’ex De Martino: “Sanremo? Mi chiama spesso, so quanto ci tiene”

    (Adnkronos) –
    “La cosa importante è che salga su quel palco con il cuore”. È questo il consiglio di Emma Marrone per l’ex fidanzato Stefano De Martino, prossimo conduttore del Festival di Sanremo. La cantante salentina, in un’intervista rilasciata a Vanity Fair, ha raccontato di averlo sentito spesso ultimamente e di avergli dato alcuni consigli su come affrontare questa nuova sfida: “Ci siamo sentiti e gli ho detto: ‘Mi raccomando, preparati’. E lui infatti mi chiama spesso, mi racconta che sta studiando, che sta ascoltando molti brani. Si sta preparando seriamente. Sono molto contenta per lui, perché Sanremo non è solo un passaggio importante per la sua carriera, ti cambia anche la vita”, si legge sul magazine.  

    Emma Marrone e Stefano De Martino hanno avuto una relazione cominciata nel 2009 tra i banchi di scuola di Amici, talent show di Maria De Filippi, e terminata nel 2012, a causa del tradimento di lui con la showgirl Belen Rodriguez. Ad oggi è rimasto un bel rapporto fondato sull’amicizia: “So quanto lui ci tenga. Poi le critiche arriveranno comunque, come arrivano a tutti. Criticano i pilastri della televisione italiana, figurarsi Stefano. La cosa importante è che salga su quel palco con il cuore. Quando fai le cose con sincerità e con il cuore pulito, allora non devi avere paura”. 

    L’artista nel corso dell’intervista si racconta senza corazze e parla del suo rapporto con il corpo e le trasformazioni fisiche. “Il corpo delle donne non dovrebbe mai essere giudicato”, ha detto e nel dialogo con Vanity Fair, Emma ripercorre la malattia affrontata da giovanissima, le recidive, l’intervento che ha trasformato – e continua a trasformare – il suo corpo e il modo in cui percepisce sé stessa. Ma soprattutto racconta il percorso che l’ha portata, oggi, a smettere di combattere contro di sé: “Questo è il mio corpo: funziona, mi permette di essere viva, e a me basta”. 

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  • Pupo confessa: “Non è un bel periodo, mamma non sta bene”

    Pupo confessa: “Non è un bel periodo, mamma non sta bene”

    (Adnkronos) –
    Non è un periodo sereno per Pupo. Il cantante in collegamento oggi, martedì 12 maggio, ha parlato del suo momento d’oro dal punto di vista professionale, in giro per tutto il mondo con il suo tour che celebra i suoi 50 anni di carriera. Ma, dal punto di vista umano, Pupo sta vivendo un momento particolare dovuto alle condizioni di salute della sua mamma: “Non sto vivendo un momento bello perché mia mamma non sta bene”, ha detto.  

    La mamma di Pupo ha 93 anni ed è malata di Alzheimer: “Nei miei spettacoli a teatro c’è un momento dedicato al rapporto con mia madre e con la malattia che le ha fatto visita ormai 7 anni fa. È drammatico, ma è un’esperienza umana impagabile. Ho ritrovato in questo periodo un senso alla mia vita”, ha raccontato Una malattia che lo ha segnato profondamente: “Fai i conti con delle emozioni che non hanno filtri”, ha detto sottolineando come nonostante il dolore per la malattia della mamma, questa gli ha insegnato quanto sia importante amare.  

    “Mia mamma è diventata il mio punto di riferimento – ha continuato Pupo – che mi ha ricongiunto con la realtà, con le difficoltà della vita che in questo caso sono di insegnamento”. 

     

    Pupo ha raccontato poi un aneddoto curioso legato a Gianni Morandi, quando gli prestò 200 milioni di lire. “È stato un gesto di grandissima amicizia. La buona fede la vedi nelle persone se gli chiedi di mettere in gioco la propria vita e i propri soldi. Lui ha dimostrato di volermi davvero bene, è mio fratello”, ha detto il cantante senza però entrare nei dettagli del prestito.  

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  • Blue economy, Assiterminal celebra primi 25 anni

    Blue economy, Assiterminal celebra primi 25 anni

    (Adnkronos) – Assiterminal celebra i suoi primi 25 anni con tre priorità: certezza del diritto, governance coordinata e rappresentanza unitaria della portualità italiana. Si è svolta oggi presso la Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio di Roma l’Assemblea pubblica di Assiterminal celebrativa dei 25 anni dell’Associazione. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, operatori, stakeholder e rappresentanti del mondo portuale e logistico per una riflessione sul ruolo strategico della portualità italiana nello sviluppo economico, industriale ed energetico del Paese. Sono intervenuti in rappresentanza del Governo il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi e il Consigliere economico del Presidente del Consiglio Renato Loiero. Nel corso dei lavori sono stati inoltre trasmessi il videomessaggio del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e i messaggi del Ministro della Difesa Guido Crosetto e del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che il Presidente Tomaso Cognolato e il Direttore Generale Alessandro Ferrari avevano incontrato nei giorni scorsi presso il Mimit per un confronto istituzionale dedicato alle prospettive del settore. 

    Al centro della giornata il tema della centralità dei porti, richiamato anche dal titolo scelto per l’Assemblea – “La ricerca è assurda se non implica l’esistenza di un porto” di Don Luigi Giussani – come simbolo della necessità di individuare nei porti un approdo strategico per il futuro del sistema Paese. Nel suo intervento il Presidente di Assiterminal Tomaso Cognolato, riconfermato ieri all’unanimità alla guida dell’Associazione dall’Assemblea elettiva, ha tracciato una visione del futuro della portualità italiana fondata su tre priorità, “tre desideri”, per il settore: certezza del diritto, governance coordinata e rappresentanza associativa unitaria della portualità italiana. 

    “Nel corso di questi 25 anni la portualità italiana è profondamente cambiata: oggi i porti non sono più soltanto luoghi di transito, ma piattaforme strategiche in cui si intrecciano logistica, industria, energia, turismo, innovazione e sviluppo dei territori. Come Assiterminal vogliamo continuare a rappresentare questo cambiamento con un approccio aperto, inclusivo e concreto”, ha dichiarato Cognolato. 

     

    “Il primo desiderio è la certezza del diritto, indispensabile per consentire alle imprese di investire e pianificare in modo stabile e competitivo; il secondo è una governance più coordinata, capace di semplificare processi, integrare competenze e accompagnare la transizione energetica e digitale dei porti; il terzo è costruire una rappresentanza associativa sempre più unita del settore portuale, perché le sfide globali richiedono visione sistemica e capacità di fare squadra”, ha aggiunto il Presidente di Assiterminal. “I terminal portuali sono un asset strategico per il Paese e vogliamo continuare a lavorare insieme alle Istituzioni, alle Autorità portuali, ai territori e alle parti sociali per rafforzare competitività, occupazione e sviluppo sostenibile della portualità italiana” – ha concluso Cognolato. 

    Nel corso dei lavori, moderati da Roberta Busatto, sono stati affrontati i principali temi che interessano il futuro del comparto: dagli scenari geopolitici alla transizione energetica e digitale nei porti, dalle prospettive della governance portuale fino all’evoluzione del lavoro e delle competenze nel settore. Prima dell’intervento del Presidente Cognolato sono intervenuti la Sen. Simona Petrucci, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per l’Economia del Mare, l’Amm. Isp. Capo (Cp) Sergio Liardo, Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Mario Zanetti, Delegato per l’Economia del Mare di Confindustria e Alessandro Panaro, Head of Maritime & Energy di SRM, che ha illustrato il quadro geopolitico internazionale e i relativi impatti sui traffici marittimi, sulle rotte commerciali e sulla competitività del sistema logistico-portuale italiano. 

    Tra i momenti centrali dell’Assemblea il confronto “Porti, scenari e governance”, che ha visto dialogare il Presidente della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati On. Salvatore Deidda e il Vice Presidente della VIII Commissione del Senato Sen. Lorenzo Basso sui temi della governance portuale, della competitività infrastrutturale e della riforma del sistema portuale italiano. Nel panel “Transizione energetica e digitale nei porti: quali opportunità e sviluppi”, realizzato in collaborazione con Rina, istituzioni, operatori e stakeholder si sono confrontati sulle prospettive della transizione energetica della portualità, sullo sviluppo dei Port Energy System, sulla produzione energetica in autoconsumo, sull’interoperabilità dei dati e sul ruolo delle nuove tecnologie nella trasformazione dei porti italiani. Particolarmente significativo anche il panel “La ricerca è assurda se non implica l’esistenza di un porto”, realizzato in collaborazione con Cultura Italiae, che ha proposto una riflessione sul porto come luogo di approdo, connessione e costruzione di relazioni, attraverso un dialogo trasversale tra cultura, scienza, sport e società civile. Particolarmente emozionante il momento celebrativo che ha visto la partecipazione dei soci fondatori Ignazio Messina, Luigi Negri (anche past president) e dei Past president Marco Conforti anche a nome di Cirillo Orlandi, Luca Becce (in video) anche a nome della famiglia Giannini, in ricordo di Alessandro Giannini e del Direttore Alessandro Ferrari. 

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  • Blue economy, Rixi: “Italia deve investire di più sul mare e avere regoli comuni”

    Blue economy, Rixi: “Italia deve investire di più sul mare e avere regoli comuni”

    (Adnkronos) – “L’Italia deve investire molto di più sul mare e sull’economia marittima, che oggi rappresenta uno dei settori con le maggiori possibilità di crescita”. Lo ha dichiarato il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi a margine dell’Assemblea pubblica di Assiterminal a Roma, intervenendo sul futuro del sistema portuale italiano e sulla riforma della governance marittima. Secondo Rixi, “anche se non navighiamo in mari tranquilli e con venti favorevoli”, il settore marittimo rappresenta una delle principali opportunità strategiche per il Paese. “O l’Italia fa sistema, con un comparto marittimo che lavora come una squadra e condivide buone pratiche, oppure rischiamo di non sfruttare appieno le nostre potenzialità”, ha spiegato. 

    Il viceministro ha sottolineato come il commercio internazionale italiano sia ancora fortemente concentrato all’interno del continente europeo. “Quasi il 70% del nostro commercio resta in Europa e non oltremare. È invece importante rafforzare le strategie marittime e proiettare all’estero le nostre capacità, anche acquisendo porti in altri Paesi”. Rixi ha indicato tra le aree strategiche per lo sviluppo internazionale dell’Italia “Sud America, Indo-Pacifico e Africa”, definite “economie emergenti con grandi potenzialità per le imprese italiane”. 

    Sul tema della governance portuale, il viceministro ha spiegato che “serve una struttura capace di coordinare alcune attività sopra le singole Autorità portuali, per garantire regole certe e comuni in tutti gli scali italiani”. L’obiettivo, ha aggiunto, è fare in modo che “le buone pratiche non restino legate alla singola Autorità portuale o alla capacità del singolo presidente, ma possano diventare patrimonio comune dell’intero sistema”. “Il Parlamento e il Paese dovranno decidere, io non ho posizioni preconcette”, ha precisato Rixi, sottolineando però “la difficoltà storica dell’Italia nel superare rendite di posizione e visioni di piccolo cabotaggio”. “Io credo che il nostro Paese debba diventare la prima economia marittima del continente, superando anche gli olandesi. Per farlo è necessario che pubblico e privato lavorino insieme”. 

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  • Blue economy, Deidda: “La riforma va condivisa, basta divisioni sul sistema marittimo”

    Blue economy, Deidda: “La riforma va condivisa, basta divisioni sul sistema marittimo”

    (Adnkronos) – “Una riforma così importante merita un lavoro condiviso e non divisioni tra maggioranza e opposizione”. Lo ha dichiarato Salvatore Deidda a margine dell’Assemblea pubblica di Assiterminal a Roma, intervenendo sul percorso di riforma del sistema portuale italiano. “Il settore si aspetta un lavoro dignitoso da parte della politica, non bandierine”, ha spiegato Deidda, sottolineando la volontà di lavorare affinché “anche l’opposizione sia soddisfatta del lavoro che porteremo avanti in commissione”. 

    Secondo il presidente della Commissione Trasporti della Camera, il recente decreto sulla valorizzazione della risorsa mare rappresenta “un tassello” di un percorso più ampio che riguarda blue economy e logistica. “La politica deve ascoltare le imprese e non imporre dall’alto i propri desiderata. Sono le aziende che devono dirci quali condizioni servono per lavorare al meglio”, ha aggiunto. 

    Tra gli obiettivi principali della riforma, Deidda ha indicato la costruzione di “un interesse nazionale sulla portualità”, superando la frammentazione tra singole Autorità portuali. “Finora ogni porto guardava giustamente al proprio territorio, ma mancava uno spirito nazionale. Oggi dobbiamo costruire un vero sistema Italia della portualità”. Il parlamentare ha poi richiamato il tema della certezza del diritto e della tutela del lavoro portuale. “Serve chiarezza nella governance, nelle competenze e nei rapporti tra autorità e operatori, ma anche maggiori certezze per i lavoratori del settore”. Deidda ha inoltre ribadito l’importanza del dialogo tra istituzioni e associazioni di categoria: “Tutti i provvedimenti che abbiamo costruito, dalla risorsa mare alle infrastrutture, sono nati ascoltando le esigenze delle aziende e degli operatori”. Infine, una critica all’Ets europeo applicato al settore marittimo: “È uno di quei provvedimenti che piacevano al legislatore europeo ma che hanno portato soltanto danni al mondo marittimo”. 

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    economia

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  • Rebuild 2026, Bonatta (Itas assicurazioni): “Housing e decarbonizzazione richiedono visione Esg integrata”

    Rebuild 2026, Bonatta (Itas assicurazioni): “Housing e decarbonizzazione richiedono visione Esg integrata”

    (Adnkronos) – “Il panel a cui abbiamo partecipato è quello relativo all’aspetto della decarbonizzazione collegata non solo alla E di Environment, ma bensì anche alla S di Social e alla G di Governance, che per noi sono aspetti molto importanti per ottenere una sostenibilità davvero completa. Trascurare l’aspetto sociale o di governance, infatti, non ci permette di raggiungere quegli obiettivi mutualistici che ci siamo dati nella gestione del patrimonio immobiliare del Gruppo. Di conseguenza, solo un’armonia tra le componenti ambientali, sociali e di governance, che tentiamo di attuare nel nostro operato quotidiano permette una sostenibilità che sia davvero degna di questo nome”. Così Alessandro Bonatta, direttore real estate and sustainability – Itas assicurazioni, intervenendo alla dodicesima edizione Rebuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni, in svolgimento dal 12 al 13 maggio al Centro congressi di Riva del Garda (Tn): due giorni, 22 conferenze, 80 speaker, 3 workshop per affrontare le sfide del settore più urgenti dei prossimi anni. 

    “Rebuild è una manifestazione a cui partecipiamo da più edizioni ed è molto importante per Itas assicurazioni, soprattutto perché offre l’opportunità di ragionare con una platea di interlocutori che ci permettono di fare valutazioni e considerazioni sul futuro dell’housing, nel caso specifico di quest’anno, e sulle migliori tecnologie e pratiche in uso. Il confronto e il dialogo generano per noi sempre delle opportunità di crescita, di valutazione del nostro operato e delle possibilità di miglioramento del patrimonio che ci troviamo a gestire per i nostri soci assicurati”, conclude. 

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  • Gli Omega-3 fanno bene alla salute? Medico-nutrizionista: “Sì ma dipende dal contesto biologico”

    Gli Omega-3 fanno bene alla salute? Medico-nutrizionista: “Sì ma dipende dal contesto biologico”

    (Adnkronos) – Omega-3 sì, ma senza eccessi e soprattutto con le giuste fonti. Sempre più studi confermano i benefici di questi grassi essenziali per cuore, cervello e infiammazione, ma gli esperti avvertono: non tutti gli integratori sono davvero utili e, in alcuni casi, possono persino risultare controproducenti. 

    Come spiega all’Adnkronos Salute l’immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all’università Lum Giuseppe Degennaro, l’interesse crescente per gli acidi grassi Omega-3 “non rappresenta una semplice tendenza nutrizionale, ma riflette l’evoluzione di una ricerca scientifica orientata alla comprensione profonda della biochimica umana. Questi composti, in particolare l’acido eicosapentaenoico (Epa) e il docosaesaenoico (Dha), sono pilastri della nostra salute definiti ‘essenziali’ poiché il corpo non è in grado di produrli autonomamente in quantità sufficienti. La loro azione coinvolge direttamente le membrane cellulari, favorendo la comunicazione tra le cellule e contribuendo alla regolazione dei processi infiammatori.  

    Secondo l’immunologo Mauro Minelli, gli Omega-3 svolgono un ruolo importante nella riduzione dei trigliceridi, nel controllo della pressione arteriosa e nel supporto dello sviluppo neuro-cognitivo. Tuttavia, i benefici reali dipendono infatti dalle condizioni metaboliche del singolo individuo e dalla qualità delle fonti utilizzate. 

    “Il concetto che gli Omega-3 facciano ‘sempre bene’ merita un’analisi più rigorosa e meno semplicistica. Se da un lato è accertata la loro capacità di ridurre i trigliceridi, modulare la pressione arteriosa e sostenere lo sviluppo neuro-cognitivo, dall’altro l’efficacia di una loro integrazione dipende strettamente dal contesto biologico del singolo individuo. Recenti evidenze suggeriscono, infatti, che in soggetti già in equilibrio metabolico l’aggiunta di supplementi non porti benefici incrementali significativi. Inoltre, la qualità della fonte è determinante: gli Omega-3 sono molecole estremamente instabili e sensibili all’ossidazione. L’assunzione di oli mal conservati può risultare paradossalmente dannosa, innescando processi di stress ossidativo anziché contrastarli”.  

     

    Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il delicato equilibrio tra Omega-3 e Omega-6. “Entrambe le famiglie di grassi polinsaturi sono necessarie, ma competono negli stessi processi metabolici. Mentre gli Omega-3 promuovono la risoluzione dell’infiammazione, un eccesso di Omega-6 tende a favorire uno stato pro-infiammatorio. Nelle diete occidentali contemporanee questo equilibrio è spesso gravemente compromesso – sottolinea Minelli – con una presenza di Omega-6 sproporzionata rispetto a quella dei loro antagonisti benefici. Non basta dunque incrementare l’apporto di Omega-3; la vera sfida clinica consiste nel ridurre contestualmente le fonti eccessive di Omega-6 per permettere al metabolismo di funzionare correttamente”. 

    Dal punto di vista alimentare, le migliori fonti di Omega-3 restano i pesci azzurri di piccola taglia, come alici, sarde e sgombri, particolarmente ricchi di Epa e Dha e con un minor rischio di accumulo di metalli pesanti. Esistono anche fonti vegetali come semi di lino, semi di chia e noci, che apportano Ala, un precursore degli Omega-3 che però il nostro organismo converte con efficienza limitata. “In definitiva, la via verso il benessere non passa attraverso l’assunzione indiscriminata di integratori, ma si costruisce ristabilendo un’armonia biochimica complessiva, preferendo alimenti freschi e integrali inseriti in un percorso nutrizionale personalizzato che rispetti le reali necessità dell’organismo”, conclude Minelli.  

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  • Blue economy, Cognolato (Assiterminal): “Servono regole certe e una voce unica del terminalismo”

    Blue economy, Cognolato (Assiterminal): “Servono regole certe e una voce unica del terminalismo”

    (Adnkronos) – “Servono regole certe, semplificazione normativa e una rappresentanza unica del terminalismo italiano”. Lo ha dichiarato il presidente di Assiterminal, Tomaso Cognolato, a margine dell’Assemblea pubblica di Assiterminal, organizzata a Roma per i 25 anni dell’associazione, dedicata ai temi della portualità, della logistica e delle trasformazioni geopolitiche ed energetiche del settore. Sulla riconferma come presidente per un nuovo mandato: “Più che soddisfatto, direi felice. La riconferma significa che il lavoro svolto nel precedente mandato è stato apprezzato e che gli obiettivi individuati continueranno nel segno della continuità”, ha spiegato Cognolato. 

    Il presidente di Assiterminal ha quindi indicato “tre desideri” per il futuro della portualità italiana. “Il primo è la certezza del diritto: servono regole chiare, uguali per tutti e non interpretabili, per dare agli operatori un quadro stabile su cui investire”. Il secondo punto riguarda “la semplificazione e l’omogeneizzazione delle norme che regolano il settore portuale italiano, oggi estremamente complesso e spesso privo della stabilità necessaria per programmare”. 

    Infine, Cognolato ha sottolineato la necessità di “una rappresentanza associativa unica del terminalismo italiano”, spiegando che “la portualità si muove ormai in un contesto di concorrenza internazionale e non più soltanto nazionale”. Secondo il presidente di Assiterminal, il settore ha dimostrato capacità di adattamento negli ultimi anni: “Abbiamo affrontato una pandemia imprevedibile e successivamente un quadro geopolitico sempre più instabile. Nonostante questo, grazie alla capacità imprenditoriale italiana, continuiamo a garantire un sistema infrastrutturale essenziale per il Paese”. 

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    economia

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  • Rino Barillari, l’aggressione di Depardieu e il processo: “Ho ritirato la querela”

    Rino Barillari, l’aggressione di Depardieu e il processo: “Ho ritirato la querela”

    (Adnkronos) –
    “È un grande attore che amo e amerò sempre”. Si chiude così il caso tra Rino Barillari, il ‘King’ dei paparazzi, e l’attore francese Gerard Depardieu, accusato di averlo aggredito a Roma il 21 maggio del 2024.  

    Il paparazzo ospite oggi nel salotto de ‘La volta buona’, su Rai1, ha spiegato di aver ritirato la querela: “Abbiamo trovato un accordo. Perché i paparazzi hanno anche un cuore e sanno perdonare”, ha detto.  

    Barillari ospite in passato, sempre nel programma di Caterina Balivo, aveva raccontato l’accaduto: “Era in compagnia di una donna a Roma, in Via Veneto. Arrivo, faccio le foto: lui che tira il ghiaccio. Aspetto che si alzino, arriva lei come una tigre che voleva la macchina fotografica. Arriva lui, tre cazzotti e finisco in ospedale”, aveva raccontato.  

    E non era finita così… “Mi guarda e mi dice ‘Italian m…’”, aveva aggiunto Barillari senza completare la frase. Il paparazzo lo aveva denunciato e pubblicamente aveva fatto una specifica richiesta: “Deve chiedere scusa a tutti gli italiani, perchè ai francesi abbiamo dato il cuore”. 

    Le scuse, a quanto pare, sono arrivate: “La cosa più importante è che lui sia tornato in Italia, nello stesso locale della discordia e ha chiesto scusa perché ha capito di aver sbagliato”, ha concluso. 

     

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