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  • Fiere, idrogeno e cybersicurezza: dal 9 all’11 giugno tornano a Piacenza Hydrogen Expo e Cybsec-Expo

    Fiere, idrogeno e cybersicurezza: dal 9 all’11 giugno tornano a Piacenza Hydrogen Expo e Cybsec-Expo

    (Adnkronos) – Hydrogen-expo e Cybsec-expo tornano a Piacenza Expo dal 9 all’11 giugno 2026. Organizzate da Mediapoint & exhibitions di Fabio Potestà, le due manifestazioni giungono rispettivamente alla quinta e alla terza edizione, consolidando il proprio ruolo di appuntamenti di riferimento per le filiere dell’idrogeno e della cybersecurity a livello nazionale e internazionale. Un percorso di crescita che si inserisce in un momento di straordinaria accelerazione per entrambi i settori, con la transizione energetica e la sicurezza digitale sempre più al centro dell’agenda industriale e istituzionale del Paese. 

    Sul fronte idrogeno, il decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 27 marzo 2026 recepisce la direttiva europea sui mercati dell’idrogeno e del gas, introducendo una cornice organica per regolazione, trasporto e stoccaggio. Parallelamente, le Hydrogen Valleys finanziate dal Pnrr stanno entrando nella fase operativa, mentre resta aperta la sfida della diffusione dell’idrogeno rinnovabile, oggi ancora marginale rispetto a una produzione prevalentemente fossile. Sul fronte cybersecurity, il Rapporto Clusit 2026 indica che il 2025 è stato l’anno peggiore mai registrato in Italia per numero di incidenti informatici gravi: 507 attacchi critici, in crescita del 42% rispetto all’anno precedente. Un quadro che conferma come automazione e intelligenza artificiale stiano rendendo le minacce sempre più rapide e sofisticate, imponendo investimenti strutturali in resilienza digitale e protezione delle infrastrutture critiche. 

    Hydrogen-expo si è affermata come la principale manifestazione italiana e tra le più rilevanti in Europa dedicata alla filiera dell’idrogeno. La quinta edizione si svolge in un contesto ormai evoluto: i primi impianti sono operativi, le infrastrutture di distribuzione crescono e la domanda industriale si sta consolidando. L’idrogeno è quindi passato dalla fase di promessa a quella di filiera in costruzione. A Piacenza Expo saranno presenti espositori nazionali e internazionali lungo tutta la catena del valore — produzione, stoccaggio, distribuzione e applicazioni industriali (inclusa mobilità pesante e usi domestici). Completano l’evento convegni e workshop realizzati con H2IT, associazione di riferimento del settore. Cybsec-Expo è giunta alla terza edizione in un contesto di crescente complessità della sicurezza digitale, con attacchi sempre più frequenti e sofisticati contro infrastrutture critiche come energia, acqua, trasporti e pubbliche amministrazioni.  

     

    Il quadro normativo europeo, in particolare la Direttiva NIS2, ha introdotto nuovi obblighi e responsabilità per gli operatori, mentre resta un forte gap nelle Pmi: solo una minoranza adotta infatti un approccio strutturato alla cybersecurity. L’evento nasce proprio per colmare questo divario, creando una piattaforma di confronto tra imprese, Pa, mondo accademico e forze dell’ordine. A Piacenza Expo si discuterà di temi chiave come protezione delle infrastrutture OT/IT, governance della sicurezza nelle filiere industriali, competenze digitali e impatti della NIS2. 

    Entrambe le manifestazioni saranno affiancate da un fitto programma di convegni qualificati, conferenze, tavoli tecnici e sessioni tematiche, pensati come spazi reali di confronto, scambio e networking tra i protagonisti delle rispettive filiere. La formula che ha contraddistinto le edizioni precedenti – contenuti ad alto profilo, relatori istituzionali e industriali, dibattito aperto tra tutti gli attori della catena del valore – si conferma anche per il 2026, con l’obiettivo di offrire non solo visibilità espositiva, ma valore concreto per chi opera nei due settori. Il programma congressuale di entrambe le manifestazioni riflette la maturità raggiunta dai rispettivi settori. È la direzione che confermano i protagonisti della filiera. 

    “Quando abbiamo lanciato Hydrogen-Expo, l’idrogeno era ancora un tema di nicchia per addetti ai lavori. Oggi è al centro delle politiche energetiche europee e di piani industriali concreti. Lo stesso vale per la cybersecurity: con la NIS2, la protezione delle infrastrutture critiche è diventata un obbligo di sistema, non una scelta facoltativa. Queste due evoluzioni parallele ci hanno convinto che Hydrogen-Expo e Cybsec-Expo non siano due fiere affiancate per convenienza organizzativa, ma due risposte complementari alla stessa domanda: come costruire un sistema-Paese sovrano, resiliente e competitivo. Piacenza, dal 9 all’11 giugno, sarà il luogo dove questa domanda trova risposte concrete”. Ha commentato Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & Exhibitions. 

     

    Sul fronte dell’idrogeno, il salto di qualità tra questa edizione e le precedenti è tangibile: si passa dal dibattito sui modelli al confronto sui progetti operativi, dalle ipotesi agli investimenti. “Hydrogen Expo rappresenta un momento di confronto strategico per l’intero ecosistema dell’idrogeno, in una fase in cui il settore sta evolvendo rapidamente da ambito di sperimentazione a componente sempre più concreta delle politiche industriali ed energetiche europee. Negli ultimi anni sono stati avviati numerosi progetti dimostrativi, anche grazie al supporto del PNRR, che hanno permesso di gettare le basi per uno sviluppo più strutturato. Oggi la sfida è fare un passo ulteriore: accompagnare la crescita della filiera verso un mercato pienamente operativo, capace di generare investimenti, scala industriale e competitività. In questo percorso diventa essenziale un dialogo continuo tra istituzioni, imprese e attori tecnologici, insieme a un quadro regolatorio chiaro e coerente a livello europeo. In questo senso, Hydrogen Expo è un’occasione preziosa per allineare visioni e accelerare lo sviluppo del settore in Italia e in Europa”. Ha specificato Alberto Dossi, Presidente di H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile. A dare la cornice scientifica e istituzionale a entrambe le manifestazioni è Enea, che sarà presente con i propri esperti tanto sul versante energetico quanto su quello digitale — a conferma che la transizione non può essere affrontata per compartimenti stagni, ma richiede un approccio integrato che coniughi decarbonizzazione e innovazione tecnologica. 

    “Hydrogen Expo è un’importante occasione per mostrare le attività di ricerca Enea nel settore idrogeno e in tutti gli altri che afferiscono all’energia rinnovabile. È ormai opinione condivisa che l’idrogeno, come vettore energetico pulito, contribuirà al mix energetico del futuro, insieme alle fonti rinnovabili, rappresentando una soluzione alla crisi climatica e al tempo stesso un’opportunità per l’autonomia e la sicurezza energetica del Paese. Anche a Cybsec-Expo Enea darà prova del suo know-how nel campo della transizione digitale. Oggi infatti si parla di transizione gemella che individua nell’integrazione tra tecnologie digitali e tecnologie per la decarbonizzazione la migliore strategia per raggiungere gli obiettivi ambientali tutelando al contempo la competitività dell’industria europea. La neutralità climatica entro il 2050, priorità per l’Europa, deve quindi essere accompagnata da percorsi abilitanti che rendano sostenibile la transizione energetica”. Così, Giulia Monteleone, Direttrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili di Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. 

    Hydrogen-expo e Cybsec-expo hanno ottenuto il sostegno di un’ampia rete di patrocini istituzionali e associativi, a conferma della rilevanza strategica delle due manifestazioni per il sistema-Paese. Tra gli enti patrocinanti: Aeronautica Militare, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Regione Emilia-Romagna, Regione Liguria, Comune di Piacenza, Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, insieme alle principali associazioni di categoria dei rispettivi comparti. 

     

    Mercoledì 10 giugno, durante Hydrogen-expo, dalle ore 18.15 a Piacenza Expo è inoltre prevista la 4ª edizione degli Ihta–italian hydrogen technology awards, i riconoscimenti ideati per dare visibilità internazionale al lavoro delle imprese che operano sia in Italia che all’estero nella filiera tecnologica dell’idrogeno, riconoscendone la professionalità, il know-how, lo sviluppo e il ruolo strategico: fattori che costituiscono un vero capitale a beneficio di tutta l’economia, nazionale ed europea. Come da tradizione per tutti gli eventi firmati Mediapoint & exhibitions, anche la quinta edizione di Hydrogen-expo e la terza di Cybsec-expo prevedono esclusive cene di gala riservate agli espositori, ai partecipanti e ai loro ospiti, nella splendida cornice della Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni di Piacenza: un momento di networking di alto profilo in un contesto di straordinario pregio storico e culturale. 

    Hydrogen-expo e Cybsec-expo si svolgeranno in concomitanza con Nuclear power-expo, la manifestazione dedicata alla filiera nucleare italiana, anch’essa organizzata da Mediapoint & Exhibitions e giunta alla sua seconda edizione. Le tre iniziative, che condividono il medesimo quartiere fieristico di Piacenza Expo, offrono ai visitatori professionali un’esperienza integrata sui grandi temi dell’energia e della sicurezza del futuro: idrogeno, nucleare e cybersecurity come tre facce di una stessa sfida sistemica, quella della sovranità energetica e digitale del Paese. 

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  • Rebuild 2026, Andreis (Kyoto Club): “Sulle case verdi l’Italia è in ritardo”

    Rebuild 2026, Andreis (Kyoto Club): “Sulle case verdi l’Italia è in ritardo”

    (Adnkronos) – “In Italia viviamo una situazione paradossale: da un lato si discute di piano casa, dall’altro non siamo ancora in linea con la direttiva europea sulle case verdi”.  

    A dichiararlo è Sergio Andreis, direttore esecutivo del Kyoto Club, intervenendo alla dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni in corso al Centro Congressi di Riva del Garda (Tn). 

    Il direttore esecutivo del Kyoto Club ha richiamato il rischio di nuove procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea per il mancato recepimento della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici. “Se non verrà recepita entro i termini, l’Italia non solo perderà le opportunità previste, ma rischierà anche sanzioni economiche rilevanti”, ha spiegato. 

    La direttiva, ha ricordato il direttore esecutivo del Kyoto Club, interviene su un patrimonio edilizio europeo in larga parte datato ed energivoro. “L’85% degli edifici europei è stato costruito prima del 2000 e una quota molto elevata presenta scarse prestazioni energetiche, con un impatto significativo sulle emissioni di gas serra”, ha precisato in chiusura del suo intervento. 

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  • Rebuild 2026, Micelli (Rebuild): “Emergenza casa nasce da squilibrio fra territori”

    Rebuild 2026, Micelli (Rebuild): “Emergenza casa nasce da squilibrio fra territori”

    (Adnkronos) – “Siamo di fronte a un’emergenza casa e questo in modo quasi paradossale, perché la popolazione italiana non cresce e abbiamo un vasto numero, diversi milioni, di immobili non utilizzati. Come conciliare questi dati apparentemente discordanti e dare senso a questo tema dell’emergenza casa? In realtà la popolazione italiana tende, ormai, a muoversi sempre verso le stesse località, sempre verso grandi sistemi metropolitani, in particolare nel centro-nord, lasciando indietro tante altre aree”. Lo ha detto Ezio Micelli, presidente comitato scientifico – Rebuild, professore dell’università Iuav di Venezia e membro Eu housing advisory board, partecipando alla dodicesima edizione Rebuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni, in svolgimento dal 12 al 13 maggio al Centro congressi di Riva del Garda (Tn): due giorni, 22 conferenze, 80 speaker, 3 workshop per affrontare le sfide del settore più urgenti dei prossimi anni. 

    “In questo modo teniamo insieme un quadro che ci spiega i valori esorbitanti di parte del mercato immobiliare, per esempio delle grandi città come Milano, e, invece, abitazioni abbandonate in tante regioni, in particolare dell’Appennino e delle isole, che non hanno praticamente più valore -afferma Micelli-. L’emergenza si spiega a partire da questi movimenti lenti che caratterizzano la demografia del nostro Paese. Da questo punto di vista, dobbiamo pensare che le politiche per la casa richiedono un investimento di medio-lungo periodo: le case non si fanno in una mattina, hanno bisogno di tempo e dobbiamo essere in grado di coniugare diversi strumenti -spiega-. La prima famiglia di strumenti riguarda la finanza: dobbiamo essere in grado, infatti, di reperire capitali che diano valore a questi nuovi interventi, con rendimenti commisurati al rischio: più basso è il rischio, più basso è il rendimento. Ma non solo, è necessario avere capitali pazienti che non abbiano bisogno di essere immediatamente remunerati. Da questo punto di vista, il modello finanziario fa leva su una vasta platea di investitori che accettano le regole del gioco appena descritto”.  

    “Il secondo pilastro riguarda gli strumenti di natura regolativa: i piani urbanistici per molti anni si sono occupati di casa, ma oggi devono occuparsi di nuovo di casa e devono concorrere sia alla organizzazione di quartieri desiderabili, abitabili e sostenibili -sottolinea Micelli- ma devono essere anche in grado di recuperare aree dal costo nullo o molto contenuto, e questo è fondamentale per poter poi, successivamente, alimentare una produzione che non faccia ricadere il valore dei suoli sulle spalle degli affittuari o sugli acquirenti finali. Questo è un gioco impegnativo e difficile che le amministrazioni devono tornare a saper giocare per dare concretezza ai propri piani”. 

      

    “Il terzo aspetto è legato a costruzioni che devono essere, grazie alle nuove tecnologie e all’uso del digitale, allo stesso tempo più efficienti e maggiormente capaci di generare valore. Proprio perché ibridano produzione manifatturiera e produzione in cantiere, devono essere più precise, più accurate, di maggiore qualità e devono costare meno. Anche in questo caso, siamo di fronte a un risparmio che si riverbera in costi minori per le famiglie e per i cittadini che magari si vanno a insediare in questi interventi di affordable house – continua – Questi tre diversi pilastri non devono essere visti come luoghi di innovazione separata. In realtà, dobbiamo immaginare che l’autentica innovazione sia sempre di natura sistemica, ovvero questi livelli di innovazione devono integrarsi, se non si integrano abbiamo innovazioni parziali, su cui possiamo ragionare, ma non daranno risposte a quelle aspettative che, invece, vediamo molto ben radicate nell’opinione pubblica”. 

      

    “Quartieri di qualità, quartieri abbordabili, quartieri che hanno costi contenuti sono l’esito di una riflessione sistemica sul cambiamento e solo a queste condizioni potremmo davvero incrociare una domanda che inizia a farsi urgente in particolare in tutte le nostre grandi città”, conclude Micelli. 

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  • Rebuild 2026, Dell’Erba (Federcasse): “La casa è un bene primario, servono mutui sostenibili e capitale paziente”

    (Adnkronos) – “La questione abitativa oggi è apertissima: c’è bisogno di case, ma soprattutto di case a costi ragionevoli. E per acquistare una casa servono strumenti di credito sostenibili e accessibili”. Lo ha dichiarato Augusto Dell’Erba, Presidente di Federcasse, intervenuto in collegamento nel corso della dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile nel mondo delle costruzioni, in svolgimento dal 12 al 13 maggio al Centro Congressi di Riva del Garda (Tn). 

    Secondo Dell’Erba, la crescente finanziarizzazione del sistema bancario rischia di ridurre l’attenzione verso il credito destinato all’acquisto delle abitazioni. “I mutui per la casa richiedono tempi lunghi e una logica di investimento orientata al lungo periodo. Non sempre questo tipo di operazioni viene premiato dai mercati finanziari, ma si tratta di investimenti essenziali per la società”, ha sottolineato. 

    Nel suo intervento, il presidente di Federcasse ha ribadito il ruolo centrale delle banche di credito cooperativo nel sostenere famiglie e territori. “Le banche di comunità hanno un patrimonio costruito nel tempo che appartiene ai territori di riferimento. Per questo possono svolgere una funzione sistemica nell’accesso alla proprietà della casa, che resta un bene primario”, ha affermato. 

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  • Mazzi: “Nel 2026 transiteranno nei porti 15,3 milioni di passeggeri crociere, lavorare con le comunità locali”

    Mazzi: “Nel 2026 transiteranno nei porti 15,3 milioni di passeggeri crociere, lavorare con le comunità locali”

    (Adnkronos) – “Il valore aggiunto della blue economy in Italia è di 216 miliardi di euro, pari all’11% del nostro Pil. Con 232.841 imprese e oltre 1 milione di occupati, questo settore è una colonna portante della nostra economia. L’Italia è il primo paese in Europa per impatto economico della crocieristica e nel 2024, le ricadute sul territorio hanno raggiunto 18 miliardi di euro. Questo ha generato un contributo al Pil di 7 miliardi e creato circa 113 mila posti di lavoro lungo tutta la filiera, dai cantieri navali ai servizi portuali, fino alla spesa di passeggeri ed equipaggi nelle oltre 60 destinazioni crocieristiche della Penisola”. E’ quanto ha affermato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi intervenendo all’assemblea pubblica di Assiterminal a Roma. Il nostro Paese conta 8 porti nella top 20 del Mediterraneo, con Civitavecchia al secondo posto, alle spalle di Barcellona, e movimenta il 40% dei passeggeri totali. Intervento del ministro Gianmarco Mazzi all’Assemblea Pubblica Assiterminal.  

    Secondo il ministro sono “numeri destinati a salire: nel 2026, i nostri porti crocieristici movimenteranno oltre 15,31 milioni di passeggeri, grazie a circa 5.970 toccate nave, e ben 8 di questi scali registreranno il proprio record nei volumi di crocieristi. Questi numeri sottolineano l’importanza del settore, ma allo stesso tempo anche la necessità di lavorare insieme. I nostri porti, 1.500 tra strutture principali, minori, turistici e approdi, sono la porta d’ingresso dal mare, ogni stazione croceristica e ogni collegamento con le isole, comprese le isole minori, rappresentano opportunità per far vivere ai turisti l’autenticità della nostra cultura e delle nostre tradizioni”.  

    “Dobbiamo anche lavorare sulla connessione delle comunità locali, rendendo partecipe il territorio nell’accoglienza dei croceristi e nello sviluppo di itinerari alternativi. Questo non solo aiuterà a evitare il sovraffollamento turistico, ma renderà le destinazioni e i porti sempre più sostenibili. Gli investimenti in navi di nuova generazione, rispettose dell’ambiente sono fondamentali. Il nostro impegno deve essere quello di sviluppare ulteriormente la blue economy” ha concluso Mazzi. 

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  • Rebuild 2026, Albertini Petroni (Assoimmobiliare): “Serve riforma filiera immobiliare”

    Rebuild 2026, Albertini Petroni (Assoimmobiliare): “Serve riforma filiera immobiliare”

    (Adnkronos) – “Nel settore immobiliare serve un cambio di paradigma che coinvolga l’intera catena del valore: dal planning alle fonti di finanziamento, fino ai modelli costruttivi e fiscali”.  

    Lo ha affermato Davide Albertini Petroni, presidente di Confindustria Assoimmobiliare, intervenendo alla dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni in corso al centro congressi di Riva del Garda (Tn). 

    Nel suo intervento, Albertini Petroni ha ribadito come uno dei principali nodi del sistema italiano sia la frammentazione normativa e amministrativa. “Serve una maggiore uniformità del linguaggio urbanistico e delle definizioni tecniche, oltre a una semplificazione delle procedure con tempi certi e verificabili”, ha spiegato, richiamando la necessità di garantire certezza del diritto e stabilità degli iter autorizzativi. 

    Tra i temi centrali anche la trasformazione dei modelli produttivi del settore. “In altri paesi europei, come la Spagna, l’industrializzazione del comparto ha permesso di realizzare migliaia di unità abitative l’anno. In Italia, invece, la dimensione media degli interventi resta molto ridotta e questo limita lo sviluppo di economie di scala e processi industriali”, ha osservato. 

    Albertini Petroni ha poi evidenziato il ruolo cruciale delle fonti di finanziamento e del rapporto rischio-rendimento. “Per attrarre capitale paziente è necessario ridurre il rischio lungo tutta la filiera e rendere più prevedibile il ritorno sugli investimenti”, ha concluso. 

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  • Rebuild 2026, Zanoni (sindaco Riva del Garda): “L’abitare è una sfida centrale per il futuro delle comunità”

    Rebuild 2026, Zanoni (sindaco Riva del Garda): “L’abitare è una sfida centrale per il futuro delle comunità”

    (Adnkronos) – “Il tema dell’abitare è una delle sfide più importanti anche per le amministrazioni locali. In una città come la nostra, con dinamiche complesse e delicati equilibri territoriali, il rischio è quello di perdere abitanti che hanno costruito la storia e il tessuto sociale della comunità”. Così il sindaco di Riva del Garda, Alessio Zanoni, intervenendo oggi alla dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni in corso al Centro Congressi di Riva del Garda (Tn). 

    Nel suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato come il tema della casa non possa essere affrontato soltanto dal punto di vista edilizio o tecnologico. “L’abitare non significa solo costruire con nuovi materiali o progettare edifici più efficienti, ma soprattutto dare alle persone la possibilità di sentirsi a casa nei luoghi in cui sono nate, cresciute e hanno vissuto”, ha dichiarato. 

    Il sindaco ha inoltre evidenziato la necessità di individuare nuove strategie per affrontare le trasformazioni sociali e abitative dei territori. “Momenti di confronto come REbuild possono offrire strumenti e idee utili anche per l’amministrazione quotidiana delle città e per costruire nuove risposte alle esigenze delle comunità”, ha concluso. 

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  • Rebuild 2026, Anzelini (Itea): “Serve un nuovo modello di edilizia pubblica sostenibile e razionale”

    Rebuild 2026, Anzelini (Itea): “Serve un nuovo modello di edilizia pubblica sostenibile e razionale”

    (Adnkronos) – “Oggi il tema è costruire in maniera razionale, senza consumare più territorio del necessario, modellando quella che sarà la casa pubblica del futuro. Gli interventi realizzati negli anni sessanta e settanta non sono più sufficienti a rispondere alle esigenze attuali”. Così Sergio Anzelini, Presidente e Amministratore Unico di Itea Spa – Patrimonio del Trentino, intervenendo alla dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile nel mondo delle costruzioni, in svolgimento dal 12 al 13 maggio al Centro Congressi di Riva del Garda (Tn). 

    “Stiamo lavorando con professionisti e progettisti per arrivare a modelli sempre più efficienti e standardizzati, capaci di garantire qualità, sostenibilità e tempi più rapidi nella realizzazione degli alloggi”, ha aggiunto Anzelini, sottolineando come la sfida futura riguardi sia la costruzione di nuove abitazioni sia la riqualificazione del patrimonio esistente. 

    Nel suo intervento, il presidente di Itea ha evidenziato inoltre la necessità di rafforzare la collaborazione con il territorio per individuare soluzioni costruttive innovative e più adatte ai nuovi bisogni abitativi. “La vocazione di Itea resta quella di costruttore pubblico, ma in questa fase è fondamentale anche il lavoro di recupero e valorizzazione del patrimonio immobiliare”, ha concluso. 

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  • Sciopero generale del 18 maggio, dalla sanità alla scuola: chi si ferma e perché

    Sciopero generale del 18 maggio, dalla sanità alla scuola: chi si ferma e perché

    (Adnkronos) –
    Sciopero generale nazionale in arrivo. La data da segnare è quella del 18 maggio, quella della protesta che coinvolgerà tutte le categorie, pubbliche e private, dalla sanità ai trasporti passando per la scuola, per la mobilitazione proclamata da Usb con l’adesione di Fi-si. Disagi in vista, quindi, per chi si sposta usando il trasporto pubblico locale o viaggia in treno; salvo, invece, questa volta, il trasporto aereo. Il settore infatti è esonerato dallo sciopero così come tutte le aziende interessate dalle mobilitazioni precedentemente convocate. 

    Il personale delle attività ferroviarie incrocerà le braccia dalle ore 21.00 del 17 maggio alle 20.59 del 18 maggio, mentre per quello delle autostrade lo sciopero inizierà alle ore 22.00 del 17 maggio e per la sanità da inizio primo turno del 18 maggio alla fine dell’ultimo. Per i Vigili del Fuoco la protesta inizia dalle ore 9.00 per finire alle 13.00.  

     

    Lo sciopero è stato proclamato contro la guerra che “entra nelle nostre vite. Entra nei salari che perdono valore, nella sanità pubblica svuotata, nella scuola impoverita, nel welfare tagliato, negli affitti che aumentano, nei prezzi che corrono, nella benzina che pesa sempre di più sulle famiglie. Ogni euro destinato al riarmo è un euro sottratto a chi lavora, a chi studia, a chi si cura, a chi vive del proprio salario”, rivendica Usb. 

     

    Lo sciopero generale incrocerà quelli nazionali previsti nella stessa giornata: il plurisettoriale nazionale è stato proclamato per l’intera giornata del 18 maggio sia da Usi 1912, sia da Usb Lavoro privato e coinvolgerà il servizio sanitario nazionale, le cooperative sociali, società e associazioni operanti nei settori socio-sanitari, assistenziali ed educativi, direttamente o in applato.  

    Revocato lo sciopero del trasporto pubblico (Amat) a Palermo precedentemente proclamato per il 18 maggio, mentre resta in vigore lo sciopero unitario del Tpl di Bari (Stp) per l’intera giornata e nel rispetto delle fasce di garanzia. Giornata di proteste a livello locale anche per gli addetti delle aziende del servizio dell’igiene ambientale, con una serie di mobilitazioni a Santa Maria Capua Vetere, Milano, Varese e Comiso. 

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  • Tumori, Aifa approva immunoterapico tislelizumab in cancro a esofago, stomaco e polmone

    Tumori, Aifa approva immunoterapico tislelizumab in cancro a esofago, stomaco e polmone

    (Adnkronos) – L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di tislelizumab, farmaco immunoncologico, in 3 tumori difficili da trattare e che, nella maggior parte dei casi, vengono individuati in fase avanzata: i carcinomi dello stomaco, dell’esofago e del polmone. Lo comunica BeOne. Tislelizumab ha già ricevuto il via libera da parte dell’agenzia regolatoria europea per 9 indicazioni ed è l’asset fondamentale della pipeline dell’azienda per i tumori solidi. Con l’approvazione di Aifa – è stato ricordato nel corso di un incontro con la stampa, oggi a Milano – anche i pazienti del nostro Paese colpiti dalle 3 neoplasie in stadio metastatico possono beneficiare degli importanti progressi dell’innovazione.  

    Ogni anno in Italia sono stimati circa 2.350 nuovi casi di tumore dell’esofago. Aifa – spiega BeOne in una nota – ha approvato tislelizumab in combinazione con chemioterapia a base di platino per il trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma a cellule squamose dell’esofago non resecabile, localmente avanzato o metastatico, i cui tumori esprimono Pd-L1 con un punteggio di positività dell’area tumorale (Tap) ≥ 5%. “Il consumo di alcol e l’abitudine al fumo di sigaretta sono strettamente connessi alla forma squamosa, la più frequente – afferma Filippo Pietrantonio, responsabile dell’Oncologia medica gastroenterologica della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano – I due fattori di rischio si potenziano a vicenda con un effetto sinergico, tanto che la probabilità di ammalarsi aumenta fino a 100 volte in chi beve e fuma. In troppi pazienti, pari a circa due terzi, la malattia è individuata in stadio già avanzato, non più operabile. E sono persone molto fragili, spesso colpite anche da altre malattie. Da qui la necessità di nuove opzioni efficaci. Nei pazienti con espressione del biomarcatore Pd-L1, la combinazione di tislelizumab più chemioterapia ha mostrato un beneficio davvero impressionante, perché ha quasi raddoppiato la sopravvivenza globale nel confronto con la sola chemioterapia”. Nello studio di fase 3 Rationale-306, la sopravvivenza a 3 anni nella popolazione con espressione di Pd-L1 ≥ 5% ha raggiunto 19,1 mesi con tislelizumab più chemioterapia rispetto a 10 mesi con la sola chemioterapia, dimostrando una riduzione del rischio di morte del 38%.  

    L’approvazione di Aifa – sottolinea BeOne – riguarda anche l’impiego in monoterapia, per pazienti con carcinoma squamoso dell’esofago non resecabile, localmente avanzato o metastatico, dopo precedente chemioterapia a base di platino. Nello studio Rationale-302, tislelizumab ha fatto registrare un tasso di sopravvivenza globale mediana statisticamente significativo di 8,6 mesi, rispetto ai 6,3 mesi con la chemioterapia. E’ emersa una riduzione del 30% del rischio di morte. Il trattamento con tislelizumab è stato associato a un tasso di risposta obiettiva più elevato (20,3% contro 9,8%) e a una risposta antitumorale più duratura (mediana di 7,1 mesi contro 4 mesi) rispetto alla chemioterapia. 

    Nella neoplasia dello stomaco – prosegue la nota – l’Agenzia italiana del farmaco ha approvato tislelizumab in combinazione con chemioterapia a base di platino e fluoropirimidina per il trattamento di prima linea di pazienti con adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea (G/Gej) Her2-negativo, non resecabile, localmente avanzato o metastatico, i cui tumori esprimono Pd-L1 con Tap ≥ 5%. “Nel 2025 in Italia sono stati stimati 12.370 nuovi casi di carcinoma gastrico. Meno del 20% è individuato in fase iniziale, con la conseguenza che la sopravvivenza a 5 anni è pari soltanto al 32% – riferisce Pietrantonio – Gli adenocarcinomi gastroesofagei, in fase avanzata o metastatica, hanno ricevuto lo stesso trattamento sistemico con la chemioterapia e per oltre 20 anni non ci sono stati reali progressi, soprattutto nelle forme che non esprimono la proteina Her2. Lo scenario sta cambiando grazie all’immunoterapia e la disponibilità di tislelizumab in prima linea amplia le opportunità di cura. L’immunoterapia è più efficace quando un biomarcatore, la proteina Pd-L1, è espresso a livelli elevati. E’ quindi necessario, al momento della diagnosi di malattia avanzata, determinarne immediatamente il livello di espressione”. Nello studio di fase 3 Rationale-305, nella popolazione con Pd-L1 ≥ 5%, la sopravvivenza globale mediana ha raggiunto 16,4 mesi con tislelizumab più chemioterapia rispetto a 12,8 mesi con la sola chemioterapia, con una riduzione del rischio di morte del 29%. 

    L’immunoterapia negli ultimi 10 anni ha cambiato anche la cura del tumore del polmone, la seconda neoplasia più frequente nel nostro Paese con 43.500 nuove diagnosi stimate nel 2025. L’Aifa ha approvato tislelizumab in monoterapia per pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) localmente avanzato o metastatico, dopo precedente chemioterapia a base di platino. “L’immunoterapia rappresenta una pietra miliare nella storia dell’oncologia toracica – evidenzia Federico Cappuzzo, direttore dell’Oncologia medica 2 dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma – L’approvazione di tislelizumab da parte di Aifa rende disponibile un’ulteriore offerta terapeutica immunoterapica in pazienti che hanno forti necessità di disporre di più opzioni. Nello studio di fase 3 Rationale-303 tislelizumab, in seconda o terza linea, ha determinato un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo della sopravvivenza globale, raggiungendo 16,9 mesi rispetto a 11,9 mesi con la chemioterapia con docetaxel. Inoltre, nei pazienti con mutazioni dei geni Notch1-4, di solito associate a una maggiore aggressività, resistenza alle terapie e prognosi peggiore, il vantaggio ottenuto con tislelizumab è stato ancora più rilevante, perché la sopravvivenza è stata pari a 14 mesi rispetto a 2 mesi con la chemioterapia. Va ricordato che i benefici ottenuti con tislelizumab sono indipendenti dai livelli di espressione del biomarcatore Pd-L1 e dall’istologia, squamosa o non squamosa. Il miglior controllo della malattia si traduce in una riduzione dei sintomi e, quindi, in una migliore qualità di vita, aspetto molto importante nei pazienti colpiti da neoplasia metastatica”. 

    “Purtroppo, più del 50% delle diagnosi di tumore del polmone avviene ancora oggi in stadio avanzato, da qui la necessità di terapie sempre più efficaci – rimarca Silvia Novello, presidente di Women Against Lung Cancer in Europe (Walce), direttore dell’Oncologia medica dell’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano e professore ordinario di Oncologia medica all’università degli Studi di Torino – La chemioterapia ha assolutamente ancora un ruolo nel trattamento di questa neoplasia: per molti pazienti svolge tuttora un ruolo decisivo. L’immunoterapia con tislelizumab consente di ottenere risultati importanti in diversi setting. L’integrazione corretta dei vari approcci e le giuste valutazioni delle sequenze di cura rendono mandatorio il giudizio del team multidisciplinare. La figura dello psiconcologo poi non può esser considerata come ancillare nella presa in carico del paziente affetto da tumore polmonare, poiché è stato dimostrato come ansia e depressione possano peggiorare la risposta alle cure, impattando negativamente sui tempi di sopravvivenza”. 

    “Anche la presa in carico delle persone con tumore dello stomaco richiede, a partire dalla diagnosi, un approccio multidisciplinare – osserva Claudia Santangelo, presidente di ‘Vivere senza stomaco, si può Odv’ – Si stima che circa il 50% dei pazienti colpiti da carcinoma gastrico sia malnutrito, condizione che determina gravi conseguenze, come ridotta tolleranza alle terapie, peggiore sopravvivenza e minore qualità di vita. Per questo, è fondamentale che siano sempre offerti al paziente una valutazione dello stato nutrizionale e piani dietetici da parte dei nutrizionisti, che devono essere inclusi nel team multidisciplinare. Da tempo chiediamo che gli alimenti a fini medici speciali, ancora spesso a carico dei pazienti, siano inclusi nei livelli essenziali di assistenza e, quindi, garantiti a tutti. Accanto a una corretta presa in carico nutrizionale, è altrettanto importante garantire ai pazienti un accesso tempestivo alle innovazioni terapeutiche: nuove opzioni efficaci in prima linea nella malattia metastatica devono essere rese subito disponibili. In questo senso, l’approvazione di tislelizumab rappresenta un passo avanti importante”. 

    “La disponibilità di tislelizumab anche per i pazienti italiani, dopo l’approvazione europea in 9 indicazioni, segna un passaggio strategico fondamentale per BeOne – conclude Marco Sartori, General Manager di BeOne Medicines Italia – L’ampliamento del nostro impegno nei tumori solidi rafforza il nostro contributo già presente in oncoematologia e riflette la qualità della nostra ricerca e di una pipeline ampia e diversificata. E’ l’espressione concreta della nostra visione di lungo periodo; quella di consolidare sinergie con la comunità scientifica, le istituzioni e le associazioni di pazienti: un processo già in atto per abilitare l’innovazione e trasformare i modelli di cura”. 

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