Categoria: Ultim’ora

  • Bullismo, Annalisa Minetti: “Maratona per dare esempio positivo sport”

    Bullismo, Annalisa Minetti: “Maratona per dare esempio positivo sport”

    (Adnkronos) – “L’importanza di questo evento è non limitarsi a raccontare solo quello che non va, ma dimostrare che si può fare diversamente. Ci saranno tanti campioni che racconteranno la loro storia, per spiegare ai ragazzi che lo sport è lo strumento ideale per lavorare su attenzione e concentrazione, per rimettersi al centro della propria vita. Vogliamo che i ragazzi tornino a essere protagonisti, consapevoli che non si deve ambire a un risultato se prima non si impara ad apprezzare la fatica del percorso”. Così, in un vodcast all’Adnkronos, Annalisa Minetti, artista e atleta paralimpica, racconta gli obiettivi della ‘Maratona bullismo 2026’, promossa da Accademia dei Campioni in collaborazione con Adnkronos, in programma il 20-21 maggio 2026 a Roma, presso il Palazzo dell’Informazione Adnkronos. 

    Secondo Minetti, che è Ambassador dell’Accademia dei Campioni e della Maratona, con l’evento “si possono dare ai ragazzi degli strumenti utili affinché questi possano realmente non eliminare, ma gestire il male più grande che sono social, telefonini e device di ogni genere. Ecco: in campo ci saranno tante professionalità diverse, tante competenze, per poter dare ai ragazzi più informazioni utili e più possibilità e opportunità di riuscire nella gestione di questi device”.  

    Un appuntamento, la Maratona Bullismo 2026, che vedrà tanti campioni sul palco a dare il loro contributo. “Quando andiamo a parlare di insegnamento molto spesso utilizziamo le parole, ma poi etimologicamente parlando ne dimentichiamo il vero concetto. Tutti siamo in grado di poter lasciare un segno in questi ragazzi, ma lo dobbiamo fare uniti, non lo possiamo fare individualmente perché diventerebbe più faticoso. L’idea è di utilizzare l’esperienza, la storia di questi campioni che hanno vinto la medaglia. Ma non sarà la medaglia ad essere raccontata, perché non è una medaglia che ti può rappresentare, ma è un percorso. E questo percorso viene sviscerato, viene raccontato, viene dettagliato nella sofferenza, nella fatica, nell’aver patito un percorso, aver patito forme di bullismo, semplicemente perché volevi raggiungere un’eccellenza”, sottolinea Minetti. 

     

     

    Perchè il percorso verso la vittoria, ricorda Minetti, è lastricata di difficoltà. “Quanti di noi hanno sacrificato il loro tempo, si sono ritrovati ad essere diversi dagli altri perché il tempo che avevano a disposizione lo utilizzavano per allenarsi, perché avevano un sogno, perché volevano realizzare qualcosa. E questo loro atteggiamento veniva visto come strano da altri, e subito diventava una forma di bullismo e quindi un disagio da superare”, sottolinea.  

    Da qui il messaggio dei campioni sul palco il 20 e 21 maggio nella Maratona. “Questi ragazzi -sottolinea l’Ambassador dell’iniziativa- devono poter sapere che le persone che saliranno su quel palco sono persone che hanno sofferto e che conoscono bene il disagio, ma l’hanno visto come un’opportunità. Non si sono lasciati andare, addirittura sono riusciti a realizzare il loro più grande sogno”, spiega Minetti.  

    Raggiungere quindi un sogno in un’epoca in cui “i social, i telefonini e i diversi device sono delle ‘armi di distruzione di massa’. I ragazzi sono distratti, certo, perché comunque è un mondo che cattura la loro attenzione e lo fa magistralmente, ‘con professionalità’. Io spiego sempre ai ragazzi che un atleta non può avere distrazioni. Un atleta vive il proprio corpo come la prima casa ed è così. Si deve dare al ragazzo la giusta sensazione di sapere che ogni cosa che vuole ottenere se la deve conquistare. E sempre comunque mettendo un piede davanti all’altro. E invece quanta inabilità motoria genera il device, lo star davanti a un telefonino piuttosto che su un divano piuttosto che davanti alla play”, rimarca ancora Minetti. 

     

     

    Secondo Minetti l’obiettivo finale deve essere “portare questi ragazzi a capire e a comprendere che lo sport è quel linguaggio educativo e formativo attraverso il quale possono poi arrivare a ottenere grandi risultati. E al risultato più grande: che saranno grandi persone, che saranno campioni nella vita, che sapranno affrontare l’ostacolo, che non aspetteranno che qualcuno glielo sposti. Ma che saranno invece in grado di saltarlo da sé studiando la strategia più giusta, che non ci sarà salita che possa spaventarli perché dopo una salita è matematico, è naturale, c’è sempre una discesa”, sottolinea l’atleta paralimpica.  

    E Minetti lancia anche un appello alle istituzioni. “Noi siamo andati in tutte le scuole e ci torneremo, ma abbiamo bisogno anche di rendere pratico il nostro impegno, di poter far ‘provare’ ai ragazzi lo sport in tutte le scuole. I politici spesso dicono ‘Lo sport è il mezzo per portare i nostri ragazzi a forgiare il loro carattere’. Sì, ma quanto sport poi fanno questi ragazzi nella scuola? Non lo fanno, ne fanno pochissimo. E quel pochissimo è anche distribuito male e proposto male. Quindi io dico: noi come Accademia dei Campioni potremmo aiutare in questo senso, siamo persone capaci di poter gestire e proporre tutti gli sport, e non solo il calcio. Se noi portiamo i ragazzi a fare sport, allora forse i ragazzi potrebbero, praticando, capire gli effetti positivi, avere quel luogo sicuro che si chiama scuola che diventa completamente formativo e non solo sulla storia di qualcun altro. Perché se io oggi ti spiego chi è Napoleone, ma non ho e non ti ho dato modo di sapere chi sei tu, io ho fallito”, conclude Minetti. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Rebuild 2026, Albarelli (R. del Garda Fierecongressi): “Guardiamo modelli europei per futuro casa”

    Rebuild 2026, Albarelli (R. del Garda Fierecongressi): “Guardiamo modelli europei per futuro casa”

    (Adnkronos) – “Il compito di Rebuild in questa dodicesima edizione è portare al centro del dialogo sul tema della casa tutte le punte dell’iceberg delle esperienze che hanno manifestato in Europa e nel mondo delle best practice utili e ispiranti per le scelte che faremo in Europa e in Italia. Pertanto, guardiamo all’Europa e cerchiamo di comprendere quali siano le visioni che altri Stati, città e territori hanno portato alla ribalta e cerchiamo di comprendere come questo si possa connettere con un sistema costruttivo e con regole come quelle dell’urbanistica nazionale, che hanno delle complessità differenti”. Sono le parole di Alessandra Albarelli, direttrice generale Riva del Garda Fierecongressi, alla dodicesima edizione Rebuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni, in svolgimento dal 12 al 13 maggio al Centro congressi di Riva del Garda (Tn): due giorni, 22 conferenze, 80 speaker, 3 workshop per affrontare le sfide del settore più urgenti dei prossimi anni. 

    “Il tema è molto forte, urgente e sentito dagli enti pubblici -spiega Albarelli- quindi ci aspettiamo che in questa due giorni anche loro si mettano al tavolo con progettisti, sviluppatori e finanza per trovare soluzioni ad un problema molto pressante. Rebuild resta sempre un laboratorio aperto ed è per questo che la Provincia autonoma di Trento, in preparazione della legge sulla casa per la stessa Provincia autonoma, ha scelto Rebuild come tappa in cui ascoltare e ragionare insieme agli altri, prendendo ispirazione da ciò che già stanno facendo per poi proseguire al di fuori del momento ufficiale di Rebuild, in momenti, invece, più in compagnia degli stakeholder territoriali per fare delle scelte di prospettiva futura che siano coerenti con un territorio, quello trentino, che ha la città di Trento, di Rovereto e l’Alto Garda, con un certo tipo di problematiche, ma poi ha tutte le valli sparse, quindi con un modello che sia esattamente funzionale alle sue esigenze. Questo ci fa molto piacere perché significa che Rebuild è preso seriamente in considerazione dalle istituzioni come laboratorio per il futuro”. 

    “Quando si parla di infrastruttura della casa, il tema è vario e per noi infrastruttura significa non parlare di casa solo da un unico punto di vista, ma da tutti i suoi aspetti, quindi dal punto di vista delle regole del capitale, della finanza e sociale, da tutte le visioni che possono convergere verso un unico obiettivo”, conclude. 

    —

    economia

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Hantavirus, Lorenzin (Pd): “Errori su piano pandemico ed esercitazioni”

    Hantavirus, Lorenzin (Pd): “Errori su piano pandemico ed esercitazioni”

    (Adnkronos) – “Sull’hantavirus esistono già molte conoscenze scientifiche. Non siamo quindi di fronte a uno scenario simile a quello vissuto con il Covid, allora un virus completamente nuovo. Certo, questo rappresenta comunque un primo stress test internazionale dopo la pandemia e qualche criticità, soprattutto sul piano della comunicazione, mi sembra sia emersa. Noi stiamo seguendo tutte le procedure di allerta previste. Ma questa vicenda dimostra ancora una volta il ruolo fondamentale dell’Organizzazione mondiale della sanità e del coordinamento internazionale nella gestione delle emergenze sanitarie”. Lo ha detto Beatrice Lorenzin (Pd), a margine del convegno organizzato a Roma da Fnopi per la Giornata internazionale dell’infermiere, che si celebra oggi 12 maggio. 

    “A mio avviso – ha spiegato – è stato un errore prendere le distanze dal piano pandemico, così come è stato un errore non effettuare le necessarie esercitazioni. Mi auguro che questa situazione possa portare a ripensare alcune scelte compiute dall’Italia negli ultimi anni”, ha concluso Lorenzin.  

    —

    politica

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Rebuild 2026, inaugurata la 12esima edizione: “Per dare risposte concrete all’emergenza abitativa”

    Rebuild 2026, inaugurata la 12esima edizione: “Per dare risposte concrete all’emergenza abitativa”

    (Adnkronos) – Ha preso il via oggi al Centro congressi di Riva del Garda la nuova edizione di Rebuild, il primo evento italiano sull’innovazione sostenibile dell’edilizia e del real estate, organizzato da Riva del Garda Fierecongressi. Un appuntamento che, forse come mai prima d’ora, si intreccia con le sfide dell’attualità. 

    Sfide legate al tema della casa e dell’abitare in ogni forma e declinazione: dall’accessibilità economica alla qualità degli spazi, dalla rigenerazione urbana alla sostenibilità ambientale, fino alla necessità di ripensare modelli insediativi, servizi e facilities alla luce dei profondi cambiamenti demografici, sociali ed economici che stanno attraversando il Paese. In questo scenario, il binomio casa-abitare si conferma non solo una questione immobiliare, ma un vero indicatore della capacità di immaginare comunità e città più inclusive, efficienti e resilienti. Non a caso, il confronto avviato oggi a Rebuild mette al centro temi e proposte che vanno ben oltre il perimetro dell’edilizia: l’abitare ha superato la dimensione settoriale del mercato immobiliare per configurarsi come una vera e propria infrastruttura economica e sociale, capace di incidere sulla competitività dei territori e la qualità della vita. 

    Accessibilità, transizione energetica, rigenerazione urbana, nuovi modelli abitativi e impatto sociale degli investimenti sono questioni che chiamano in causa istituzioni, operatori e territori, in una fase in cui il mercato immobiliare è sempre più connesso agli equilibri economici e al benessere delle persone. Sotto il cappello del titolo di quest’anno, ‘Housing remix’, il programma si svilupperà sino a domani attorno a 5 pilastri tematici: 5 parole chiave -Politiche, Capitali, Regole, Costruire, Abitare- per mettere a confronto tutti i protagonisti delle filiere e restituire, col loro contributo, una lettura organica e convergente sulla crisi abitativa. “Il nostro obiettivo -spiega Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi- non è solo leggere il cambiamento, ma dare risposte a un nuovo insieme di bisogni abitativi: un percorso che unisca accessibilità, sostenibilità, innovazione e impatto sociale, affrontando il tema della casa da tutti i punti di vista -economico, progettuale, ambientale e sociale- per generare soluzioni reali e condivise”. 

    Nell’arco della prima giornata di lavori Rebuild 2026 ha messo in campo un confronto articolato che ha attraversato trasversalmente i principali nodi del futuro dell’abitare e del real estate. Come ha affermato Ezio Micelli, presidente del comitato scientifico di Rebuild, docente dell’università Iuav di Venezia, nonché unico membro italiano dell’advisory board della Commissione europea per la redazione del Piano europeo per l’abitazione accessibile, “il piano casa deve poggiare su tre pilastri: finanza, regolazione e produzione. Non bastano risorse pubbliche: servono investimenti pubblici e privati, strumenti stabili e capitali pazienti. Ma sono necessarie anche regole più rapide, capaci di rispondere all’urgenza abitativa, e soluzioni produttive innovative in grado di coniugare costi più contenuti ed elevata qualità costruttiva. L’obiettivo è realizzare case e quartieri che rispondano alle istanze di sostenibilità e costi accessibili che le città esprimono a gran voce”. 

    La sessione inaugurale è stata l’occasione per sottolineare come la questione abitativa sia al centro dell’agenda pubblica, letta come tema che coinvolge istituzioni, operatori e territori e che richiede un ripensamento complessivo delle politiche e degli strumenti esistenti. L’apertura ha dato voce in primis alle istituzioni territoriali, impegnate nella costruzione di Orizzonti dell’abitare in Trentino, l’innovativo modello partecipativo per la nuova legge provinciale sulla casa sviluppato con Rebuild. Dal confronto tra la direttrice Alessandra Albarelli, il professor Ezio Micelli, l’assessore della Provincia autonoma di Trento Simone Marchiori, il presidente di Federcasse Augusto dell’Erba e il presidente di Itea e amministratore unico di Patrimonio del Trentino Sergio Anzelini, è emersa con forza la necessità di una risposta coordinata e la volontà di dare inizio a un percorso condiviso con tutti gli attori del comparto, anticipando i tempi rispetto al Piano casa nazionale e trovando un nuovo metodo di lavoro in grado di dare soluzioni concrete, con una visione a lungo termine del tema dell’abitare. 

    A partire da questa cornice, il dibattito si è sviluppato lungo direttrici complementari, con un focus particolare sulla necessità di ‘riusare’ l’esistente -patrimoni immobiliari, risorse finanziarie, competenze e tecnologie- come leva per rispondere in modo più efficace alla domanda abitativa. I tavoli dedicati alle politiche hanno approfondito il ruolo dell’Europa nella definizione di nuovi modelli per l’accessibilità alla casa, mettendo in evidenza il rapporto tra indirizzo strategico e capacità di attuazione. Parallelamente, il confronto sui capitali ha riportato al centro il tema degli strumenti di finanziamento, evidenziando le potenzialità dei circuiti europei e la necessità di attrarre il settore privato verso l’housing accessibile, a condizione di un quadro normativo e di rendimento più chiaro. 

    Sul fronte delle regole, il dibattito, arricchito anche da un workshop specifico, ha incrociato esperienze internazionali e pratiche urbanistiche, con l’obiettivo di capire come riportare stabilmente la casa dentro la pianificazione delle città dopo una fase di progressivo allontanamento. Il filone costruire, ulteriormente approfondito in un workshop, ha spostato l’attenzione sulla transizione ecologica dell’edilizia, tra decarbonizzazione, rigenerazione del patrimonio esistente e nuovi paradigmi legati a materiali e cicli di vita degli edifici. Infine, i panel dedicati all’abitare hanno esplorato le trasformazioni più direttamente legate alla vita quotidiana, dalle tecnologie per l’aging society all’emergere di nuovi modelli di business e a startup che stanno ridefinendo il confine dei servizi abitativi. Nel complesso, la giornata ha restituito l’immagine di un settore in piena ridefinizione, in cui innovazione, sostenibilità e accessibilità si intrecciano sempre più strettamente, chiamando in causa l’intero sistema -pubblico e privato- nella costruzione delle città e delle forme dell’abitare del futuro. 

    Domani, 13 maggio, i lavori proseguiranno con altrettanti focus dettati dai 5 filoni tematici. Sul fronte delle politiche, l’attenzione sarà rivolta alla realizzazione di un piano casa efficace, capace di tradurre le priorità pubbliche in interventi concreti e coordinati tra livelli di governo diversi. L’obiettivo sarà individuare modelli condivisi e replicabili, in grado di rispondere con maggiore rapidità alla domanda abitativa senza perdere di vista la sostenibilità economica e sociale delle soluzioni adottate. Nel filone dei capitali, arricchito anche da un workshop, il dibattito si concentrerà sugli strumenti della finanza sociale applicata all’housing, con particolare attenzione ai capitali pazienti e ai modelli di investimento di lungo periodo. L’attenzione sarà poi rivolta ai nuovi business model necessari per sostenere l’housing accessibile dove il mercato tradizionale non arriva, lavorando sull’architettura finanziaria delle operazioni, sulla gestione del rischio e la misurazione dell’impatto. 

    Sul piano delle regole, il confronto si orienterà verso la ricerca di format regolativi e operativi, nazionali e internazionali, capaci di rendere l’abitare accessibile un processo replicabile e strutturato nel tempo. In questo senso, l’evoluzione delle politiche abitative sarà letta attraverso l’esperienza di modelli già sperimentati in altri contesti e attraverso nuove strategie di valorizzazione del patrimonio pubblico. Attorno al pilastro del costruire sarà sviluppato il tema della trasformazione tecnologica e industriale del settore edilizio. Si discuterà dell’impatto delle tecnologie digitali sulle città e sui territori, delle criticità legate alla produttività delle costruzioni in Europa e delle potenzialità dell’offsite e della prefabbricazione come leve per aumentare efficienza, ridurre tempi e contenere i costi, interrogandosi anche sulla reale capacità di tradurre tali innovazioni in benefici sociali. 

    Il capitolo dell’abitare metterà al centro la lettura della domanda, alla luce dei cambiamenti demografici e dei nuovi bisogni sociali. Si approfondiranno le trasformazioni in corso, dalla rigenerazione dei patrimoni esistenti fino all’idea della casa come ecosistema di benessere, in cui qualità dell’ambiente, salute e servizi di prossimità diventano elementi integrati e sempre più centrali nel ripensamento dei modelli abitativi.  

    In coerenza con la visione innovativa della casa come infrastruttura sociale promossa da Rebuild, Anaci -Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari, Croce rossa italiana e Sima-Società italiana di medicina ambientale sigleranno sul palco dell’evento un protocollo per trasformare i condomìni in presìdi sanitari di prossimità tramite la telemedicina. L’iniziativa mira a garantire assistenza, monitoraggio e prevenzione, abbattendo l’isolamento dei soggetti fragili e ridefinendo la funzione sociale dell’abitare, facendo del condominio uno spazio di relazione, attenzione e sicurezza. 

    È possibile registrarsi all’evento al link https://rebuilditalia.it/it/ottieni-il-biglietto
     

    Le iscrizioni prevedono tariffe agevolate per diverse categorie di partecipanti: Pubblica amministrazione, università e ricerca possono accedere gratuitamente all’evento; i professionisti iscritti agli Albi professionali del settore beneficiano di tariffe ridotte. Inoltre, è prevista la possibilità di ottenere crediti formativi per ingegneri, architetti, geometri e periti industriali. Il programma completo è consultabile sul sito www.rebuilditalia.it 

    —

    economia

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Oncologo Pietrantonio: “Tislelizumab con chemioterapia più efficace in gastrointestinali”

    Oncologo Pietrantonio: “Tislelizumab con chemioterapia più efficace in gastrointestinali”

    (Adnkronos) – “Oggi, in un sottogruppo di pazienti” con cancro gastrointestinale “piuttosto ampio, identifichiamo una specifica caratteristica biologica di responsività all’immunoterapia, rilevabile attraverso il test del biomarcatore Pd-L1 sul tessuto tumorale. Questa analisi ci permette di selezionare i pazienti che possono beneficiare di un trattamento personalizzato: la chemio-immunoterapia. Nello specifico, si tratta dell’associazione di tislelizumab – un immunoterapico di nuova generazione – con la chemioterapia standard, garantendo così l’opzione terapeutica più efficace per il profilo del paziente”. Lo ha detto Filippo Pietrantonio, responsabile dell’Oncologia medica gastroenterologica alla Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano, intervenendo oggi nel capoluogo lombardo all’incontro con la stampa organizzato in occasione del rimborso di tislelizumab in combinazione con chemioterapia in prima linea nel carcinoma gastrico ed esofageo, e in monoterapia in seconda linea nelle neoplasie di esofago e polmone. 

    “Il carcinoma gastrico è una patologia estremamente aggressiva – spiega l’oncologo – Circa l’80% dei casi viene diagnosticato in fase avanzata o evolve verso una condizione metastatica. In questo scenario, l’approccio terapeutico iniziale è fondamentale, poiché condiziona sensibilmente il decorso successivo della malattia”. 

    Nell’ambito dei tumori gastrointestinali, i fattori di rischio “sono molteplici e riconducibili sia alla familiarità, sia allo stile di vita e a fattori ambientali – chiarisce Pietrantonio – Se ci concentriamo sul tumore gastro-esofageo, tra le cause più rilevanti figura l’infezione da Helicobacter pylori, che può essere eradicata agevolmente tramite terapia antibiotica. Tuttavia, pesano in modo significativo anche le abitudini quotidiane: un’alimentazione povera di frutta e verdura, l’elevato consumo di carni processate o cotte ad alte temperature, il fumo e l’alcol. Non va sottovalutata inoltre l’obesità. La vita sedentaria e il reflusso gastroesofageo protratto per anni, tipici dello stile di vita occidentale, rappresentano fattori di rischio determinanti”, conclude. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Blue economy, Urso: “Terminali portuali infrastrutture strategiche, da governo dialogo continuo con il settore”

    Blue economy, Urso: “Terminali portuali infrastrutture strategiche, da governo dialogo continuo con il settore”

    (Adnkronos) – “Festeggiamo i 25 anni di Assiterminal: un percorso che ha accompagnato la crescita della portualità italiana e rafforzato la competitività del nostro sistema logistico e produttivo. I terminal portuali sono infrastrutture strategiche dove si incontrano industria, commercio, turismo e logistica, garantendo la continuità delle filiere, la movimentazione delle merci e la mobilità delle persone: da qui passa la capacità dell’Italia di giocare un ruolo chiave nelle rotte economiche globali. Il Governo mantiene un dialogo continuo con il settore e anche di recente ho incontrato il Presidente Cognolato e il Direttore Ferrari per approfondire le principali sfide del sistema portuale italiano: dagli investimenti infrastrutturali all’approvvigionamento delle materie prime critiche, dalla competitività industriale alla sostenibilità energetica”. Ad affermarlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso in un messaggio inviato in occasione dell’Assemblea pubblica di Assiterminal. 

    “Viviamo in un contesto in cui – sottolinea Urso – è essenziale supportare il sistema produttivo non solo con risorse, ma soprattutto con regole chiare, tempi certi e una visione industriale coerente, accelerando in particolare nelle Zes e le Zls così da attrarre maggiori investimenti privati. Come illustrato anche nel Libro bianco ‘Made in Italy 2030’, la transizione energetica e la resilienza delle filiere sono fattori decisivi per ridurre costi e dipendenze: il nuovo Piano Transizione 5.0 punta su efficientamento e autoconsumo industriale come leve concrete per raggiungere questi obiettivi”.  

    Oggi, sottolinea, “l’Italia ha le carte per diventare il fulcro di logistica, energia e materie prime strategiche e la candidatura di Porto Marghera come un hub europeo per lo stoccaggio di materie prime critiche è un passo assai significativo per l’indipendenza strategica europea. In questo percorso, dobbiamo compiere uno sforzo corale, continuando a investire nella formazione tecnica, valorizzando Its e competenze, così da costruire il Made in Italy del futuro che avanza nel mondo. Confido che Assiterminal continui a favorire il dialogo tra istituzioni e imprese per trasformare la lunga filiera della Blue Economy in un sistema integrato e sostenibile di innovazione, occupazione e valore per i territori”.  

    —

    economia

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Oncologia: si concretizza l’impegno di BeOne nei tumori solidi

    Oncologia: si concretizza l’impegno di BeOne nei tumori solidi

    (Adnkronos) – “L’ingresso di BeOne nell’oncologia solida rappresenta un momento cruciale. Abbiamo iniziato circa 5 anni fa nell’oncoematologia e oggi ci muoviamo verso i tumori solidi, patologie estremamente gravi e rilevanti. Il nostro impegno, che si apre ufficialmente oggi, è destinato a protrarsi negli anni a venire: disponiamo infatti di una pipeline ricca, in fase di sviluppo negli ambiti polmonare, gastrointestinale, mammario e ginecologico. Questo è per noi solo l’inizio di un percorso che condivideremo con le comunità scientifiche e con i pazienti, con l’obiettivo di introdurre terapie innovative first-in-class o best-in-class”. Così Marco Sartori, General Manager di BeOne Medicines Italia, intervenendo oggi a Milano all’incontro con la stampa organizzato per fare il punto sui passi avanti nella cura dei tumori dello stomaco, dell’esofago e del polmone, alla luce dell’approvazione da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) della rimborsabilità di tislelizumab per il trattamento di queste neoplasie. 

    “Il nome stesso dell’azienda, BeOne – spiega Sartori – racchiude l’idea di un’unione a 360 gradi con le associazioni dei pazienti, le comunità scientifiche, le università e le istituzioni. L’integrazione è fondamentale perché la cura non si esaurisce con il solo trattamento farmacologico. Siamo partner di istituti di ricerca, atenei e organizzazioni di pazienti: un impegno che intendiamo continuare a portare avanti con determinazione”, conclude. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Oncologo Cappuzzo: “Con tislelizumab centralità immunoterapia in cancro polmone”

    Oncologo Cappuzzo: “Con tislelizumab centralità immunoterapia in cancro polmone”

    (Adnkronos) – La disponibilità di tislelizumab nel cancro al polmone è “un’indicazione importante poiché permette a questo immunoterapico di entrare nella nostra pratica clinica, confermando ulteriormente il ruolo centrale dell’immunoterapia nel trattamento” di questa neoplasia. “Le prospettive evolvono nella misura in cui questo farmaco verrà impiegato non solo per l’attuale indicazione, ma anche in altri ambiti. Mi riferisco in particolare alla prima linea nel tumore al polmone e, soprattutto, alla fase pre-operatoria, che rappresenta oggi la vera rivoluzione nel trattamento di questa patologia”. Lo ha detto Federico Cappuzzo, direttore dell’Oncologia medica 2 all’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, intervenendo oggi a Milano all’incontro con la stampa organizzato da BeOne per fare il punto sui progressi nella cura dei tumori dello stomaco, dell’esofago e del polmone, in occasione del via libera di Aifa – Agenzia italiana del farmaco al rimborso di tislelizumab anche per il trattamento di queste 3 patologie oncologiche. 

    “Il farmaco sta dimostrando efficacia in modo trasversale su tutti i pazienti, indipendentemente dalle loro caratteristiche cliniche o biologiche – spiega Capuzzo – Si tratta, dunque, di un’indicazione estesa: la validità del trattamento è confermata da molteplici studi clinici. L’elemento di maggiore rilievo – precisa – è l’impiego sempre più precoce dell’immunoterapia”, dato che “è proprio nella gestione della malattia agli stadi iniziali che si registra il punto di utilizzo più significativo per questi farmaci”. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Industria, Landini: “Serve piano europeo di investimenti”

    Industria, Landini: “Serve piano europeo di investimenti”

    (Adnkronos) – “È necessario rilanciare l’industria italiana, tedesca ed europea attraverso un piano di investimenti finanziato attraverso debito comune, investimenti pubblici e privati per garantire una vera autonomia energetica e un ecosistema favorevole alla trasformazione digitale. Un piano fondato su lavoro di qualità, forti condizionalità sociali, anche nella filiera degli appalti, e sul rilancio delle energie rinnovabili, così da rompere la dipendenza dalle fonti fossili anche sul piano geopolitico”. Lo ha affermato da Berlino il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenendo al congresso della Dgb, la Confederazione dei sindacati tedeschi. 

    “Cgil e Dgb, con il sostegno della Fondazione Friedrich Ebert e della Fondazione Di Vittorio, hanno redatto congiuntamente un documento sul tema delle politiche industriali e della competitività”, ha annunciato Landini, “che invieremo alle Istituzioni europee e nazionali, a partire dal Commissario europeo per l’Industria Stéphane Séjourné e ai ministri competenti, nonché alle controparti datoriali, per chiedere un’azione urgente finalizzata a investire in formazione, a salvare posti di lavoro e a rilanciare l’industria e l’economia”. 

    “Le due maggiori economie industriali europee e le lavoratrici e i lavoratori attendono risposte urgenti da parte delle Istituzioni. La DGB e la Cgil – ha concluso Landini – sono pronte a fare la loro parte sulla base delle nostre proposte comuni, che rilanceremo insieme alla CES, Confederazione europea dei sindacati”. 

    —

    economia

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Porti, Crosetto ad Assiterminal: “Sicurezza mari coincide con sicurezza economica e strategica della Nazione’

    Porti, Crosetto ad Assiterminal: “Sicurezza mari coincide con sicurezza economica e strategica della Nazione’

    (Adnkronos) – “L’Italia porta con sé una vocazione marittima millenaria. Il mare è sempre stato spazio di comunicazione, scambio e crescita. Oggi, però, rappresenta anche un dominio strategico dal quale dipendono sicurezza, approvvigionamenti energetici, commercio, comunicazioni e sviluppo tecnologico. Il Mediterraneo non è più soltanto una definizione geografica: è uno spazio strategico esteso, che comprende Africa, Medio Oriente e rotte globali sempre più decisive. Uno scenario nel quale tensioni internazionali, crisi regionali e conflitti producono effetti immediati sulla vita economica e sociale dei nostri Paesi. Viviamo in un mondo profondamente interconnesso. Una crisi internazionale o un conflitto, anche lontano, possono incidere rapidamente sui costi dell’energia, dei carburanti, dei trasporti e delle catene logistiche globali. Le conseguenze ricadono direttamente sulle imprese, sul sistema produttivo e sulle famiglie. Lo abbiamo visto nel Mar Rosso con gli attacchi degli Houthi; lo stiamo vedendo in questi giorni con le tensioni e le criticità legate allo Stretto di Hormuz”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, nel messaggio letto in occasione dell’assemblea pubblica Assiterminal nella sede della Camera di Commercio di Roma.  

    “Quando uno snodo strategico marittimo diventa instabile, l’impatto non resta confinato a una singola regione – continua – riguarda l’intera economia mondiale. Dal Mediterraneo al Mar Rosso, dall’Indopacifico fino all’Artico, ogni crisi conferma quanto il mare sia oggi centrale per la sicurezza, per l’energia, per il commercio e per le comunicazioni globali. In questo contesto, termini come interoperabilità, sostenibilità, digitalizzazione, intelligenza artificiale, robotica, cyber security e tecnologie quantistiche non rappresentano più concetti accessori, ma strumenti indispensabili per affrontare sfide sempre più complesse e interconnesse. Per questo la dimensione marittima non può essere interpretata esclusivamente in chiave militare. Essa costituisce una componente essenziale del Sistema Paese e richiede una responsabilità condivisa tra istituzioni, Forze Armate, infrastrutture portuali, industria, armatori e operatori logistici. La sicurezza dei nostri mari coincide sempre più con la sicurezza economica e strategica della Nazione. Oggi le minacce ibride dimostrano che, per colpire un Paese, non è necessario aggredirlo militarmente: è sufficiente ostacolarne i traffici commerciali, interrompere le catene logistiche, rallentare importazioni ed esportazioni, colpire infrastrutture critiche o sistemi digitali”. 

    “Per questo sicurezza e prosperità economica non sono dimensioni separate, ma profondamente interconnesse. E il futuro si giocherà anche nei fondali marini, dove si sviluppano nuove infrastrutture energetiche, digitali e strategiche. In tale scenario, la Marina Militare e le Forze Armate svolgono un ruolo fondamentale. Operano quotidianamente per garantire la tutela degli interessi nazionali, la libertà di navigazione e la presenza dell’Italia nelle aree più sensibili del mondo, contribuendo alla stabilità internazionale e alla deterrenza. Un impegno silenzioso ma essenziale, sul quale poggiano anche la crescita economica e la sicurezza del nostro Paese”. 

    —

    economia

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)