Categoria: Ultim’ora

  • Ostia, Tar Lazio: “Legittimo bando Roma Capitale per concessioni lidi”

    Ostia, Tar Lazio: “Legittimo bando Roma Capitale per concessioni lidi”

    (Adnkronos) – Il Tar del Lazio, Sezione Quinta Ter, ha respinto i ricorsi presentati da alcuni concessionari dei lidi di Ostia contro l’Avviso pubblico del 14 febbraio dello scorso anno, indetto da Roma Capitale, “per l’affidamento di 31 concessioni di beni demaniali marittimi del litorale di Roma Capitale per finalità turistiche e ricreative, con durata di un anno”. 

    I concessionari dei Lidi di Ostia avevano impugnato l’Avviso pubblico del Comune lamentando “la durata (solo) annuale della concessione (la quale, a termini di legge, non può avere una durata inferiore a cinque anni e superiore a venti): nel caso in esame venendosi a configurare una sorta di ‘concessione-ponte’; e ‘la previsione di una royalty’ a carico dell’aggiudicatario, stabilita con riferimento al fatturato complessivamente realizzato nell’esercizio della concessione, in aumento rispetto alla royalty del 2,00 % a base d’asta”.  

    Il Tar Lazio ha respinto i ricorsi con tre sentenze dello stesso tenore in cui rileva che il legislatore, nello stabilire la proroga delle concessioni sino al 30 settembre 2027 (o, al più tardi e secondo particolari condizioni, al 31 marzo 2028) ha ritenuto che “il compimento delle attività necessarie per il rilascio delle concessioni secondo il nuovo modulo procedimentale necessitasse di un apprezzabile lasso temporale, tanto da giustificare nelle more l’estensione della durata dei titoli in essere per salvaguardare la continuità dei servizi sulle spiagge in favore dell’utenza”. 

    Pertanto, il Tar Lazio ha ritenuto non illegittimo l’Avviso pubblico di Roma Capitale osservando che tale “esigenza può non irragionevolmente consentire lo svolgimento di una gara-ponte che garantisca il conseguimento dei medesimi obiettivi, ossia l’ordinata programmazione delle più ambiziose procedure di affidamento secondo il nuovo modulo procedimentale e, al contempo, la continuità dei servizi turistici e ricreativi sul litorale”. Roma Capitale, infatti, ha inteso promuovere una logica di valorizzazione del patrimonio, “traducendola – più che in un meccanismo di offerta al rialzo sul canone – nella previsione di una royalty sul fatturato che si aggiunge al canone stabilito sulla base dei criteri di legge”, previsione che secondo il Tar Lazio non risulta irragionevole. 

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    cronaca

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  • Fs, Inchingolo: “In 2025 investimenti record per 11,6 miliardi per una rete ferroviaria più efficiente”

    Fs, Inchingolo: “In 2025 investimenti record per 11,6 miliardi per una rete ferroviaria più efficiente”

    (Adnkronos) – “Stiamo portando avanti un piano di interventi molto complesso, in alcuni casi con grandi difficoltà, ma raggiungendo gli obiettivi prefissati. Tutto questo comporta inevitabilmente interruzioni e cambi di programma in alcuni periodi, ma si tratta di attività pianificate e condivise da mesi con Regioni, Province e Comuni interessati, proprio per limitare al minimo l’impatto sulla cittadinanza e sui passeggeri che ogni giorno utilizzano i nostri treni, sia Alta Velocità sia regionali”. Ad affermarlo è Giuseppe Inchingolo, chief corporate affairs, communication & sustainability officer del Gruppo Fs, intervenendo alla conferenza “Cantieri 2026: avanzamento lavori e prossime tappe” all’Auditorium di Villa Patrizi a Roma. 

    “L’obiettivo principale resta completare i lavori e consegnare al Paese una rete ferroviaria più moderna, efficiente ed efficace. Parliamo di un piano da 100 miliardi di euro, di cui il 60% destinato alle infrastrutture ferroviarie. Solo nel 2025 abbiamo realizzato investimenti per 11,6 miliardi di euro, una cifra record per Rfi e per il Gruppo Fs”, ha sottolineato Inchingolo, evidenziando anche il lavoro svolto sul fronte della comunicazione verso gli utenti. “Abbiamo attivato campagne informative mirate e geolocalizzate che hanno generato 284 milioni di impression e oltre 423mila click. Significa che i cittadini hanno utilizzato questi strumenti e che l’informazione è arrivata in modo capillare. Nel 2026 registriamo già circa 14 milioni di impression al mese, segno che i passeggeri si sono abituati a utilizzare questi canali per informarsi”. 

    Inchingolo ha inoltre ribadito l’attenzione del Gruppo Fs verso l’accessibilità e la sostenibilità sociale del servizio ferroviario. “Vogliamo far fare un salto nel futuro al Paese senza penalizzare i passeggeri e limitando al minimo i disagi. In questo percorso abbiamo coinvolto anche le associazioni dei consumatori e realtà come la Federazione Fish, perché per noi la sostenibilità non è uno slogan ma una pratica quotidiana. Siamo molto attenti ai viaggiatori con disabilità, attraverso servizi dedicati, punti blu e strumenti di assistenza e dialogo per non vedenti e non udenti”. 

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    economia

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  • Crisi nel Labour, Starmer: “Non mi farò da parte”. Ma salgono i deputati che chiedono le dimissioni

    Crisi nel Labour, Starmer: “Non mi farò da parte”. Ma salgono i deputati che chiedono le dimissioni

    (Adnkronos) – Sale la tensione nel Partito Laburista britannico: sono 36 i deputati che chiedono pubblicamente le dimissioni del premier Keir Starmer, anche nel giorno del suo discorso per rilanciare la linea del governo dopo la deludente performance elettorale. Il premier ha ammesso le difficoltà dopo il voto, ma ha respinto ogni ipotesi di dimissioni: “Non mi farò da parte, non getterò il Paese nel caos”, ribadendo la volontà di continuare a guidare il governo e “dimostrare che i detrattori si sbagliano”.  

    “Mi assumo la responsabilità della deludente performance elettorale”, ha ribadito, ma ha promesso di andare avanti per “realizzare il cambiamento promesso per una Gran Bretagna più forte e più equa”. “Non abbandonerò la carica di premier” e “continuerò a battermi per la Gran Bretagna che amo, non mi tirerò indietro. Siamo un Paese ragionevole, tollerante e perbene, un Paese in cui vige il principio del ‘vivi e lascia vivere’, un Paese eterogeneo che rappresenta la vera Gran Bretagna”. Ed è “questa è la Gran Bretagna per cui mi batterò, soprattutto alla luce degli avversari politici che abbiamo ora, diversi da quelli che avevamo prima”, ha aggiunto. 

    Il premier ha poi avvertito sul quadro politico: “Non affrontiamo solo tempi pericolosi, ma anche avversari molto pericolosi”. Se dopo la performance deludente dei laburisti alle elezioni di giovedì “non prendiamo la decisione giusta, il nostro Paese imboccherà una strada molto buia”, ha dichiarato, riferendosi alla possibilità che Reform UK arrivi al potere, anche senza dirlo esplicitamente. Parlando davanti al nuovo slogan del partito, “Una Gran Bretagna più forte e più equa”, Starmer ha riconosciuto che “i risultati delle elezioni della scorsa settimana sono stati duri. Molto duri. Abbiamo perso alcuni brillanti rappresentanti laburisti. Questo fa male” e ”me ne assumo la responsabilità”. Starmer ha aggiunto che “non si tratta solo di assumersi la responsabilità dei risultati. Si tratta di assumersi la responsabilità di spiegare come, in quanto forza politica ed elettorale, miglioreremo e faremo meglio nei mesi e negli anni a venire”. 

    Sul fronte europeo, il primo ministro ha annunciato una svolta nei rapporti con Bruxelles: “Saremo al centro dell’Europa, al prossimo vertice definiremo una nuova direzione”, e si è detto “orgoglioso di aver riportato in auge l’Eurasmus, ma voglio fare di più, voglio offrire qualcosa di meglio ai nostri giovani”. 

    Sul piano economico ha confermato la linea dura: nazionalizzazione della British Steel e maggiore controllo della sicurezza energetica e industriale del Regno Unito. 

    Tra i deputati che chiedono a Starmer di lasciare l’incarico, oggi c’è anche un’ex fedelissima, la deputata di Birmingham Paulette Barker. “Abbiamo bisogno di una transizione ordinata e dobbiamo fare un piano, Sir Keir deve farlo, su quando se ne andrà e quando avverrà questa transizione. Il popolo britannico si è espresso”, ha detto Barker. 

    Al termine del discorso di Starmer anche David Smith ha detto di ritenere “che ora sia il momento per il primo ministro di stabilire un calendario chiaro per le sue dimissioni”, aggiungendo che “questa partenza deve essere ordinata e dignitosa. Per il bene del primo ministro stesso, per il bene del governo, ma soprattutto per il bene del Paese”. 

     

     

     

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    internazionale/esteri

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  • Sintonia fra Re Carlo e Trump? Causa di stress ‘post-traumatico’ per Harry e Meghan

    Sintonia fra Re Carlo e Trump? Causa di stress ‘post-traumatico’ per Harry e Meghan

    (Adnkronos) –
    La visita di Stato di quattro giorni di re Carlo a Washington e New York, la prima in America in quasi un decennio, è stata un successo. Ha ricucito i rapporti fra Regno Unito e Usa deterioriati a causa delle rispettive, differenti posizioni sulla guerra in Iran, ma ha anche demoralizzato Harry e Meghan, il cui rapporto con il presidente Donald Trump non è mai stato idilliaco.  

    Il sovrano britannico ha viaggiato con la regina Camilla ed è stato accolto con tutti gli onori cerimoniali, tra cui un ricevimento alla Casa Bianca. Sono circolate numerose immagini di Charles che rideva e appariva rilassato accanto al tycoon e alla first lady Melania, scene che sono state notate con particolare attenzione non solo dai commentatori, ma, a quanto pare, anche dagli stessi duchi di Sussex. La visita è stata ampiamente interpretata come un successo per il soft power britannico. Tuttavia, secondo una fonte di Ok!, per Harry e Meghan, vedere il monarca andare così d’accordo con il presidente americano è stato una delusione, dati i ripetuti attacchi pubblici di Trump nei loro confronti. 

    “C’è la crescente sensazione che questa situazione abbia colpito Harry e Meghan molto più profondamente di quanto avessero inizialmente previsto”, ha detto la fonte. “Vedere Carlo così rilassato e pubblicamente allineato con Trump, che ha apertamente ridicolizzato il loro matrimonio, li ha toccati nel profondo, ha fatto riemergere molte emozioni difficili e per loro è stato un affronto molto personale. È stato, come direbbero loro, un vero e proprio trauma”. Secondo quanto suggerito da persone vicine alla coppia, la tensione emotiva affonda le sue radici in un conflitto tra la comprensione che Harry ha del lavoro del padre e la sensazione più viscerale di non essere difeso dal Re. La stessa fonte ha aggiunto: “Harry può accettare a livello intellettuale che il ruolo di suo padre lo obblighi a interagire con chiunque sia al potere, a prescindere da commenti passati o tensioni personali. Ma a livello emotivo, questa consapevolezza non attenua l’impatto. Dal suo punto di vista e da quello di Meghan, l’assenza di qualsiasi reazione o riconoscimento delle critiche a loro rivolte non fa che rafforzare una narrazione che percepiscono come ingiusta, e questo è stato particolarmente difficile da elaborare per entrambi”. 

    Secondo un’altra fonte, Harry, che si è ritirato dagli incarichi reali nel 2020 per trasferirsi negli Stati Uniti, potrebbe star facendo uno sforzo per restare calmo e concentrarsi sugli obiettivi a lungo termine, ricordandosi che i re devono collaborare con i leader mondiali di ogni tipo. Dietro le quinte, tuttavia, la pressione starebbe aumentando. “La situazione ha riaperto vecchie ferite e ha fatto sentire sia lui che Meghan vulnerabili e di nuovo sotto esame – ha dichiarato la fonte – Per Meghan in particolare, c’è un vero senso di frustrazione per il fatto che i commenti negativi di Trump su di loro siano stati lasciati inascoltati senza alcuna risposta o difesa. Quel silenzio, dal suo punto di vista, non fa che acuire il disagio e rafforzare la sensazione di essere esposti a continue critiche. Lei e Harry soffrono essenzialmente di una sorta di disturbo da stress post-traumatico a causa della visita di Carlo negli Stati Uniti”. 

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    internazionale/royalfamilynews

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  • Università Lum: lectio aperta di Carlo Cottarelli su conti pubblici

    Università Lum: lectio aperta di Carlo Cottarelli su conti pubblici

    (Adnkronos) – L’Università Lum Giuseppe Degennaro ospita un nuovo appuntamento del ciclo Lum talks, con una lectio aperta di Carlo Cottarelli dal titolo ‘Conti pubblici e futuro del Paese. Scenari, sfide e responsabilità’. L’incontro si terrà domani 12 maggio, alle ore 15:00, presso l’Aula Aldo Rossi del Campus Lum, e rappresenta un’importante occasione di confronto su temi cruciali per il sistema economico nazionale e internazionale.  

    Il direttore dell’Osservatorio sui Conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano, offrirà una riflessione approfondita sulle dinamiche della finanza pubblica, analizzando le prospettive future del nostro Paese alla luce delle attuali tensioni geopolitiche, dell’instabilità dei mercati e delle pressioni legate ai costi energetici.  

    L’evento sarà introdotto dal rettore della università Lum Antonello Garzoni, e si inserisce nel più ampio impegno dell’Ateneo nel promuovere momenti di dialogo e approfondimento su temi di grande attualità. Un’occasione di confronto per comprendere a fondo le sfide attuali e le prospettive future del Paese, attraverso l’analisi delle politiche economiche e delle responsabilità pubbliche in uno scenario globale in continua evoluzione. 

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    economia

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  • Fiere, a Tuttofood la risposta di Barilla ai nuovi trend alimentari

    Fiere, a Tuttofood la risposta di Barilla ai nuovi trend alimentari

    (Adnkronos) – Nuovi formati e texture che reinterpretano la pasta in chiave contemporanea, proposte bakery pensate per accompagnare ogni momento della giornata con gusto ed equilibrio: Barilla porta a Tuttofood 2026 (11–14 maggio) una visione del cibo che unisce gusto, innovazione e attenzione nutrizionale, in risposta all’evoluzione degli stili di vita. Le novità raccontano un modo di fare impresa che coniuga qualità, passione e responsabilità e ha confermato Barilla prima azienda food al mondo per reputazione per il terzo anno consecutivo e al 9° posto assoluto secondo il Global RepTrak 100.  

    A Tuttofood, il mondo di Barilla prende forma in uno spazio espositivo di oltre 300m2 pensato come luogo di incontro e convivialità. Tra area cucina e momenti esperienziali, lo stand Barilla (Padiglione 6 – Stand A19) diventa uno spazio da vivere, dove degustare le novità significa anche entrare in contatto con ciò che le rende possibili, dal campo alla tavola: le persone, la ricerca e le materie prime. Dietro ogni prodotto c’è un impegno concreto lungo tutta la catena del valore: dall’energia – con il 48% dei consumi elettrici globali già coperti da fonti rinnovabili e un piano di sviluppo del fotovoltaico – alla filiera agricola, con progetti come la Carta del Mulino che accompagnano le filiere strategiche verso l’agricoltura rigenerativa. Parallelamente, continua il lavoro su packaging sempre più circolari: oltre il 70% dei materiali è di origine biologica e più del 95% proviene da filiere certificate. 

    La stessa attenzione guida anche la partecipazione di Barilla a Tuttofood: al termine della manifestazione, i prodotti esposti non utilizzati verranno donati a Banco Alimentare, con l’obiettivo di contribuire al recupero delle eccedenze alimentari e alla redistribuzione a persone e famiglie in difficoltà. 

     

    Nel mondo pasta, Barilla punta su forme e superfici progettate per trasformare il momento del pasto in un’esperienza ancora più ricca e coinvolgente. E’ in questa direzione che si inserisce Barilla Al Bronzo, linea realizzata con una selezione di grani duri pregiati 100% italiani, che amplia la gamma con i nuovi Riccioli, formato dalla consistenza appagante: La nuova forma, prodotta nello stabilimento di Marcianise (CE), uno dei poli dedicati alla pasta del Gruppo, è sinuosa e avvolgente, con dimensioni generose, cinque ali combinate con scanalature profonde ed è studiata per trattenere il sugo. Elemento distintivo è la trafilatura al bronzo, che crea sulla superficie della pasta una vera e propria rete di microincisioni: una texture ruvida e irregolare che migliora l’adesione del condimento e contribuisce a un’esperienza gustativa più intensa.  

    Accanto a questa proposta, Barilla introduce una nuova interpretazione della pasta come oggetto anche espressivo: le Gran Ruote Racing Edition, Per celebrare la collaborazione con Formula 1. Ispirate alle ruote da corsa e prodotte nel pastificio di Pedrignano (PR), cuore storico della produzione Barilla, presentano una struttura a raggiera complessa che unisce impatto visivo e funzionalità. Barilla Gran Ruote Racing Edition ha un design complesso e distintivo che onora lo spirito di performance e qualità della Formula1 ed una texture decisa e una struttura corposa. Come in Formula1®, anche ai fornelli la performance conta: Barilla Gran Ruote si cuoce in soli 6 minuti garantendo un’ottima tenuta in cottura. Nella categoria bakery, Barilla interpreta l’evoluzione dei consumi con proposte che uniscono gusto, qualità degli ingredienti e attenzione nutrizionale, pensate per accompagnare diversi momenti della giornata. Un impegno che nasce dalla filiera agricola e si traduce in soluzioni sempre più mirate, soprattutto nelle referenze più funzionali, dove l’azienda punta su proteine vegetali come quelle dei piselli, capaci di arricchire il profilo nutrizionale senza alterare il gusto finale. 

    In particolare, la gamma Grancereale Protein+, prodotti nello stabilimento di Castiglione delle Stiviere (MN), specializzato nei prodotti da forno del Gruppo, introduce due nuove referenze: i biscotti Cioccolato e arancia e Fichi e mandorle, entrambi 100% vegetali, ricchi di fibre e fonte di proteine (16%) e le nuove barrette Grancereale Protein+ con proteine vegetali al gusto Cocco, cioccolato e arachidi e Mirtilli, semi di zucca e quinoa. Due soluzioni pratiche, pensate per uno stile di vita dinamico, che combinano valore nutrizionale e piacere. 

     

    Accanto a queste referenze, il Gruppo presenta anche le Sfogline Gran Pavesi gusto pizza: uno snack che porta la croccantezza oltre il prodotto, trasformandola in una vera attitudine. La sfoglia croccante e leggera incontra un gusto pizza intenso e riconoscibile, per uno snack dal carattere deciso. In formato monoporzione, sono pensate per rispondere ai nuovi stili di consumo, dall’aperitivo allo spezza fame fuori casa. 

    Chiude il percorso la novità Fisarmoniche al Cioccolato Mulino Bianco, che arricchisce la gamma con una variante ancora più golosa. Soffici onde di brioche racchiudono una crema al cioccolato con nota di gianduia, dando vita a un prodotto dalla forma distintiva e riconoscibile, progettato sia per l’inzuppo sia per un consumo più informale. Nonostante il profilo indulgente, contiene il 35% di zuccheri in meno rispetto alla media di mercato. Le fisarmoniche sono il risultato di un articolato percorso di ricerca e sviluppo avviato nel 2018, che ha portato alla definizione di un design unico e di un processo produttivo dedicato, per il quale è stata richiesta la tutela brevettuale.  

    Sono prodotte nello stabilimento di Melfi (PZ), sito all’avanguardia esteso su 202.000 m², con 6 linee produttive dedicate a 20 ricette e una capacità fino a 83.000 tonnellate annue. Qui lavorano oltre 350 persone, contribuendo ogni giorno a garantire qualità, innovazione e continuità produttiva. 

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    economia

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  • Università, Carisano (Luiss): “Career day da 30 anni ponte tra studenti e imprese”

    Università, Carisano (Luiss): “Career day da 30 anni ponte tra studenti e imprese”

    (Adnkronos) – “Celebriamo un anniversario importante: trent’anni di Career days. Questo è uno dei diversi appuntamenti che l’ateneo organizza per mettere in contatto i propri studenti con le aziende. E’ un lavoro quotidiano che il nostro Career service svolge appunto da trent’anni come una parte importante del processo di formazione”. Lo afferma Rita Carisano, direttore generale dell’Università Luiss Guido Carli, intervenendo a Roma, nel campus di viale Romania, per la trentesima edizione dell’evento intitolato ‘Connections that matter’. La manifestazione vede la partecipazione di 2.000 studenti e 161 employer, con l’ingresso di 32 nuovi brand tra cui Chanel, Ferrero, Barilla Group, Stellantis e Toyota. 

    “Per questi ragazzi – sottolinea Carisano – indipendentemente da come andrà, è un appuntamento cruciale nella loro carriera perché per la prima volta si trovano davanti a qualcuno che li giudicherà professionalmente. Quello del Career day è uno dei numerosi appuntamenti che la Luiss organizza: abbiamo eventi su Milano, Strasburgo e Bruxelles, oltre a incontri verticali. Questa iniziativa corona l’attività che si svolge quotidianamente nell’immaginare il futuro di questi giovani accanto alla loro preparazione”. Nel corso della rassegna, all’interno del Dome 2, i laureandi hanno la possibilità di approfondire circa 100 posizioni aperte con i recruiter. 

    Il modello della Luiss punta su un tasso di placement che raggiunge il 95%. Come spiega il direttore: “Il risultato lo si ottiene accompagnando i ragazzi fin dall’inizio, conoscendoli ed essendo sempre a disposizione. I nostri studenti hanno la frequenza obbligatoria, quindi vivono il campus tutti i giorni a contatto con i tutor che li seguono per orientarli a scegliere la strada più conforme alle loro aspettative. La Luiss è l’università delle aziende. In questi trent’anni siamo cresciuti insieme alle imprese e loro sono cresciute insieme a noi. E’ un’osmosi continua per formare i ragazzi nel modo migliore, affinché trovino il loro spazio e la loro realizzazione nel mondo del lavoro”. 

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  • Career day Luiss, orientamento professionale per migliaia di laureandi e neolaureati

    Career day Luiss, orientamento professionale per migliaia di laureandi e neolaureati

    (Adnkronos) – Il campus di viale Romania accoglie la 30esima edizione del Career day Luiss, lo storico appuntamento dell’ateneo intitolato a Guido Carli che quest’anno celebra tre decenni di successi nel connettere talenti e mercato del lavoro. Sotto il claim ‘Connections that matter’, l’evento trasformerà gli spazi di viale Romania in un hub dinamico dedicato al networking e all’orientamento professionale per migliaia di laureandi e neolaureati.  

    L’evento consiste in una due giorni – oggi e domani – che vede la partecipazione di 161 employer, con un’offerta trasversale che spazia dal consulting al finance, fino al legal e ai public affairs. Ad arricchire questa edizione – accanto ai partner storici – 32 nuovi brand di prestigio, tra cui Chanel, Ferrero, Barilla Group, Stellantis e Toyota.  

    Per tradurre il confronto in opportunità dirette, all’interno del Dome 2 gli studenti hanno modo di approfondire con i recruiter circa 100 posizioni aperte, trasformando il momento dell’incontro in una reale occasione di occupazione. Un dialogo, quello tra giovani e imprese, che si farà ancora più stretto con il Best employer award, dove in un rovesciamento di ruoli, sono gli studenti a valutare e premiare le aziende capaci di distinguersi per visione e capacità di coinvolgimento. 

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  • Eurovision, Sal Da Vinci scala le classiche: tutto pronto per lo show dei record

    Eurovision, Sal Da Vinci scala le classiche: tutto pronto per lo show dei record

    (Adnkronos) –
    L’Eurovision Song Contest 2026 ha (al momento) un nome e cognome: Sal Da Vinci. La diffusione virale di un video delle sue prove sul palco della Wiener Stadthalle ha scatenato un entusiasmo senza precedenti, trasformando l’artista italiano nel fenomeno mediatico più discusso della kermesse e proiettandolo verso le vette delle classifiche dei bookmaker.  

    Mentre Vienna si prepara ad ospitare la storica 70esima edizione del concorso, l’attenzione è catalizzata dalla performance dell’Italia. Un frammento delle prove di “Per sempre sì” è andato virale nelle ultime ore, generando un’ondata di entusiasmo senza precedenti. La vocalità dell’artista e l’impatto scenico della performance hanno conquistato non solo il pubblico italiano, ma anche la nutrita schiera di fan internazionali, rendendo il contenuto il vero “caso” digitale del contest. 

    Il brano ‘Per sempre sì’ è attualmente il brano più ascoltato tra tutti quelli in gara nell’edizione 2026. Con oltre 36 milioni di stream complessivi, il brano guida la classifica globale, distanziando nettamente gli altri concorrenti e confermando ancora una volta l’Italia come protagonista assoluta sul fronte streaming. Questo successo sui social non è passato inosservato agli analisti delle scommesse. Sulla scia del sentiment popolare e della viralità mondiale, le quotazioni di Sal Da Vinci sono in netta ascesa: i bookmakers hanno reagito immediatamente, facendo scalare all’artista numerose posizioni nelle classifiche per la vittoria finale. 

    Mentre l’Italia sogna, la capitale austriaca si appresta a dare il via alla prima delle due semifinali, in programma domani. L’evento, che celebra il 70esimo anniversario della manifestazione, si terrà alla Wiener Stadthalle, già teatro del concorso nel 1967 e nel 2015. La prima semifinale sarà trasmessa dalle 21 su Rai 2, preceduta alle 20.15 da una speciale “Anteprima Eurovision”. Alla conduzione della versione italiana ci saranno Gabriele Corsi, alla sua sesta edizione, ed Elettra Lamborghini, al debutto come telecronista. Sul palco della Stadthalle ci saranno i padroni di casa Victoria Swarovski – cantante e conduttrice austriaca, erede della celebre famiglia Swarovski – e Michael Ostrowski, attore e conduttore tra i volti più ironici della tv di lingua tedesca.  

    Dieci i posti disponibili per la finale di sabato 16 maggio, quindici le nazioni in gara nella prima semifinale. Ad aprire sarà la Moldavia con Satoshi con l’entusiasmo di “Viva, Moldova!”, a chiudere la Serbia con il rock dei Lavina. Al centro della serata, seppure fuori concorso perché qualificato di diritto alla finale, l’Italia di Sal Da Vinci con “Per sempre sì”, in scaletta tra Georgia e Finlandia, e l’italiana Senhit per San Marino, in coppia con Boy George con “Superstar”. La serata sarà aperta da “Vita di Toni”, racconto visivo e musicale costruito attorno alla vita del protagonista dagli anni Cinquanta a oggi. Il momento culminante sarà l’esecuzione corale di “L’amour est bleu”, brano simbolo dell’edizione viennese del 1967, interpretato da un coro di 70 elementi – uno per ogni anno del concorso. Sul palco tornerà Vicky Leandros, quarta proprio con quel brano nel 1967 e poi vincitrice nel 1972 con “Après toi”: 59 anni dopo, ancora a Vienna. Durante il televoto, il siparietto “Kangaroo” giocherà sull’equivoco geografico più celebre dell’Eurovision contemporaneo. Swarovski e Ostrowski, affiancati da Go-Jo (Australia 2025 con “Milkshake Man”), spiegano “una volta per tutte” le differenze tra i due Paesi. A chiudere il segmento, il gruppo austriaco di danza e acrobatica Zurcaroh rievoca il Wiener Prater di inizio Novecento. 

    Dietro l’edizione del 70esimo anniversario c’è un dispositivo produttivo imponente: circa 250 persone in produzione, 60 giorni on-site con turnazioni 24/7, 28 telecamere live in arena, 365 monitor Tv, 38 km di cavi e oltre 17.500 stacchi camera. L’impianto luci è 100% Led e laser – completamente energy efficient – con 3.107 corpi illuminanti, oltre 28.000 Led controllabili individualmente e 80 verricelli ad alta velocità per le moving lights, una prima assoluta nella storia di Esc. I Led video sviluppano oltre 49 milioni di pixel; la rete a 100 GB trasporta 4,2 Tb di dati al secondo, per un totale tra 5 e 6 Petabyte nelle due settimane di evento (l’equivalente di circa 101 anni di video HD non-stop). Nell’arena ci sono 40 cabine per telecronisti con voci da tutto il mondo. A fare gli onori di casa ci sarà anche Auri, mascotte ufficiale ideata da Orf: solo la quarta nella storia del contest, dopo Eurocat (Zagabria 1990), Eurobird (Malmö 1991) e Lumo (Basilea 2025).  

    Vienna ha già ospitato il contest nel 1967 (con la vittoria di Sandie Shaw e l’Italia 11esima con Claudio Villa) e nel 2015, dopo il trionfo di Conchita Wurst: in quell’edizione si registrarono ascolti record con oltre 197 milioni di spettatori nel mondo e l’Italia salì sul podio, fummo terzi vincendo il televoto con Il Volo e “Grande Amore”. La prima semifinale andrà in onda martedì 12 maggio in prima serata su Rai 2 e RaiPlay, oltre che su Rai Radio 2 e sul canale 202 del digitale terrestre e RaiPlay Sound. Su Radio2 la radiocronaca sarà affidata a Diletta Parlangeli e Matteo Osso, con Martina Martorano inviata da Vienna. Grande attenzione all’accessibilità: Rai Pubblica Utilità garantirà sottotitoli e audiodescrizione per tutte le serate; la finale sarà inoltre disponibile su RaiPlay con traduzione integrale in Lingua dei Segni Italiana, con performer sordi e udenti che interpreteranno le canzoni in LIS e ISL, affiancati da interpreti per la traduzione dei conduttori. 

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    spettacoli

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  • Jane Fonda rivela: “Ero innamorata di Robert Redford, ma lui non mi ha mai ricambiata”

    Jane Fonda rivela: “Ero innamorata di Robert Redford, ma lui non mi ha mai ricambiata”

    (Adnkronos) –
    Jane Fonda non ha mai nascosto di aver provato un sentimento profondo per Robert Redford. Lo ha dichiarato apertamente a Entertainment Tonight, durante il party di Vanity Fair agli Oscar, spiegando di essere stata “sempre innamorata di lui”. E lo ha ribadito anche sul palco del TCM Classic Film Festival, dove ha confessato di aver avuto “una cotta enorme” per il collega: “I have such a crush on him”, ha detto sorridendo al pubblico del TCL Chinese Theatre, prima della proiezione di ‘A piedi nudi nel parco’. 

    L’attrice è stata la vera protagonista della serata inaugurale del festival, più ancora dell’ospite celebrato, il compianto Redford, omaggiato con la proiezione della commedia romantica del 1967 e di altri tre titoli che hanno segnato la loro lunga collaborazione. Intervistata da Ben Mankiewicz, Fonda ha ripercorso con ironia e tenerezza un rapporto professionale e umano che ha attraversato decenni di cinema. 

    Ha ricordato Redford come un uomo “destinato al grande schermo”, “brillante”, “intelligentissimo” e, soprattutto, “il più bello che avessi mai visto”. Ma ha anche ammesso che la sua cotta non fu mai ricambiata. Con la sincerità disarmante che la contraddistingue, ha raccontato il modo in cui lui respinse un suo timido tentativo di avvicinamento ai tempi del loro primo film insieme, ‘La caccia’. Entrambi sposati, lei gli chiese se avesse mai avuto relazioni extraconiugali. La risposta di Redford, ha ricordato ridendo, fu spiazzante: avrebbe potuto farlo solo con “qualcuno come una prostituta”. 

    Tra i due nacque invece un legame inatteso: una passione condivisa per i muri di pietra. Lui, che sognava di tornare nello Utah a costruirli; lei, reduce dalla costruzione della sua casa di campagna in Francia. “Parlavamo per ore di come impilare le pietre”, ha raccontato, trasformando un dettaglio domestico in un ricordo cinematografico. 

    Il pubblico ha riso quando Fonda ha evocato le scene di ‘A piedi nudi nel parco’, dove i baci interminabili tra i due attori sono parte integrante della commedia romantica. “Dovevamo fingere di avere freddo, così potevo stringermi a lui”, ha confessato. E ha ammesso che anche sul set de ‘Il cavaliere elettrico’ cercava di prendergli la mano “in ogni modo possibile”. Neppure nell’ultimo film insieme, ‘Le nostre anime di notte’, dove i personaggi condividono il letto per gran parte della storia, è successo nulla: “Ma niente”, ha ribadito, tra le risate della sala. 

    Fonda ha poi chiarito la polemica nata dopo la notte degli Oscar, quando aveva scherzato sul fatto che fosse stata Barbra Streisand, e non lei, a rendere omaggio a Redford durante la cerimonia. “Stavo solo facendo una battuta”, ha spiegato. “In realtà ho trovato bellissimo che fosse Barbra, perché quel film è iconico e la canzone è straordinaria”. 

    Non sono mancati i ricordi più complessi. Fonda ha raccontato che Redford aveva un’unica, grande debolezza: la puntualità. “Era sempre in ritardo di due o tre ore, anche quando produceva il film”, ha detto. Un’abitudine che trasformò le riprese de ‘Il cavaliere elettrico’ da due a sei mesi, molti dei quali trascorsi a Las Vegas, dove le donne “correvano verso di lui e svenivano ai suoi piedi”, una fama che lo metteva profondamente a disagio. 

    Ma proprio da quell’esperienza, ha ricordato Fonda, nacque l’embrione di ciò che sarebbe diventato il Sundance Institute. Redford, insofferente alle logiche commerciali di Hollywood, voleva creare uno spazio per film “con sfumature, diversità e complessità”. Fonda ha citato registi come Alexander Payne e Jason Reitman, presenti in sala, come esempi di una generazione cresciuta grazie a Sundance. E ha rivelato un dettaglio poco noto: “Redford non ha mai chiesto un centesimo a Hollywood. Ogni anno scriveva un assegno di tasca sua”. 

    C’è stato spazio anche per un pizzico di gelosia: parlando de ‘Il migliore’, Fonda ha ammesso di aver “odiato” vedere Redford baciare Glenn Close, scatenando la battuta di Mankiewicz che l’ha invitata a dirglielo di persona alla cerimonia delle impronte dell’attrice. 

    Nel finale, Fonda si è fatta improvvisamente politica, denunciando le grandi fusioni industriali che minacciano la diversità creativa: “Se passano, perderemo ciò che Redford ha costruito. Dobbiamo combattere. Io voglio farlo nel suo spirito”. 

    Poi, mentre tutti si preparavano a lasciare la sala per la proiezione, Mankiewicz ha fatto notare che quasi nessuno resta mai a vedere il film. “Jane resta”, ha detto. 

    “Voglio guardarlo ancora un po’”, ha risposto lei, regalando un nuovo finale romantico alla più grande storia d’amore mai consumata di Hollywood.  

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