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  • È morta Marcia Lucas, la montatrice premio Oscar di ‘Star Wars’

    È morta Marcia Lucas, la montatrice premio Oscar di ‘Star Wars’

    (Adnkronos) –
    Marcia Lucas, la montatrice che contribuì in modo decisivo alla nascita dell’universo di Star Wars e che vinse l’Oscar per il montaggio di ‘Guerre stellari’, è morta mercoledì 27 maggio a Rancho Mirage, in California. Aveva 80 anni. L’avvocato della famiglia ha confermato che la causa della morte è stata un cancro. Marcia Lucas, all’anagrafe Marcia Lou Griffin era nata a Modesto, in California, il 4 ottobre 1945 ed era stata sposata, dal 1969 al 1983, con George Lucas, il regista e produttore che ha creato le saghe cinematografiche di ‘Guerre stellari’ e ‘Indiana Jones’, e scritto e diretto i film cult come ‘American Graffiti’. 

    In una nota, i familiari l’hanno ricordata con parole che restituiscono la misura del suo impatto umano e professionale: “Marcia sarà ricordata come una narratrice brillante, una pioniera per le donne nel cinema, una madre e una nonna amorevole, una padrona di casa generosa e un’amica leale, il cui umorismo e la cui luce riempivano ogni stanza in cui entrava. La sua influenza sul cinema è indelebile, ma chi l’ha conosciuta meglio ricorderà il modo in cui rendeva la vita più vivida, più bella, più divertente e più piena d’amore”. E ancora: “Il suo lavoro era noto per l’intelligenza emotiva, il ritmo e l’umanità e una capacità rara di trovare la verità di una scena e portare sullo schermo cuore, slancio e chiarezza”. 

    Marcia, che amava definirsi l’“arma segreta” di George Lucas, co-montò ‘American Graffiti’ (per cui fu candidata all’Oscar) e vinse la statuetta per ‘Guerre stellari’. Lavorò anche a ‘Il ritorno dello Jedi’, oltre che a tre film fondamentali della prima fase di Martin Scorsese: ‘Alice non abita più qui’, ‘Taxi Driver’ e ‘New York, New York’.
     

    Il suo contributo all’universo creato dall’allora marito George Lucas è stato spesso descritto come decisivo. Nel libro ‘The Secret History of Star Wars’, Michael Kaminski scrive: “Marcia, insieme a molti amici di George, criticava quali personaggi funzionassero, quali no, quali scene fossero buone, e Lucas compose la sceneggiatura in questo modo. Marcia è sempre stata critica verso ‘Star Wars’, ma era una delle poche persone che Lucas ascoltava con attenzione, sapendo che aveva un talento nel modellare personaggi forti”. 

    Fu lei, per esempio, a suggerire una delle svolte più iconiche della saga. George Lucas raccontò a ‘Rolling Stone’ nel 1977 che l’idea di far morire Obi-Wan Kenobi sulla Morte Nera fu sua: “Più pensavo a Ben che veniva ucciso, più mi piaceva l’idea, perché rendeva la minaccia di Vader più grande e si legava alla Forza e al fatto che potesse usare il lato oscuro”. 

    Mark Hamill, l’attore che nella saga interpretava il personaggio di Luke Skywalker, in un’intervista, ha ricordato un altro momento chiave: “So per certo che Marcia Lucas fu responsabile nel convincere George Lucas a mantenere quel piccolo bacio d’augurio prima che Carrie (Fisher, ndr.) e io ci lanciassimo oltre il baratro nel primo film”. George Lucas temeva che il pubblico ridesse per le ragioni sbagliate, ma secondo Hamill lei gli disse: “‘George, ridono perché è così dolce e inaspettato’. E la sua influenza era tale che, se lei voleva tenerlo, restava”. 

    Nata Marcia Lou Griffin a Modesto e cresciuta a North Hollywood, iniziò come archivista cinematografica prima di entrare come apprendista nel sindacato dei montatori. Conobbe George Lucas quando entrambi furono assunti per lavorare con la leggendaria montatrice Verna Fields. Si sposarono nel 1969 e lei fu assistente al montaggio del suo primo lungometraggio, ‘THX 1138’. La coppia divorziò nel 1983. Il suo secondo matrimonio, terminato nel 1993, fu con Tom Rodrigues, production manager allo Skywalker Ranch. 

    Marcia Lucas lascia le figlie Amanda Lucas e Amy Soper, i nipoti Felix Hallikainen, Aeliana Hallikainen e Knox Soper, e la sua “famiglia d’elezione” composta da Sarah Dyer e Jon Taylor. Una figura spesso rimasta nell’ombra, ma senza la quale il cinema americano degli anni Settanta – e l’immaginario di Star Wars – non sarebbe stato lo stesso. 

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    spettacoli

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  • E’ morto Edgar Morin, gigante del pensiero complesso

    E’ morto Edgar Morin, gigante del pensiero complesso

    (Adnkronos) – Il filosofo, antropologo e sociologo francese Edgar Morin, iniziatore del “pensiero complesso”, famoso per l’approccio transdisciplinare con il quale ha trattato un’ampia gamma di argomenti, tra cui l’epistemologia, è morto alla vigilia dei suoi 105 anni a Parigi. L’illustre intellettuale, uno degli ultimi giganti della cultura contemporanea, è stato presidente dell’Associazione per il Pensiero Complesso, con sede a Parigi, e presidente dell’Agenzia europea per la Cultura ed era professore onorario dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales, dove dal 1977 è stato direttore di studi. 

    Nato a Parigi l’8 giugno 1921 in una famiglia ebrea sefardita, originaria di Livorno, come Edgar Nahoum, ha partecipato dal 1941 alla Resistenza assumendo il cognome della sua futura moglie: Morin. Aderente al Partito comunista francese, venne espulso nel 1951 dopo quasi dieci anni di militanza, in seguito alla pubblicazione di un articolo sui processi stalinisti. Morin ha raccontato la vicenda nel libro “Autocritica. Una domanda sul comunismo” (Il Mulino, 1962). Laureato in lettere e diritto all’università di Tolosa, nel 1945 Morin divenne capo dell’ufficio della propaganda presso il governo militare francese in Germania. Tornato a Parigi nel 1947, fu redattore capo di un quotidiano locale e nel 1950 entrò al Cnrs di Parigi (Centre national de la recherche scientifique), dove ha condotto e diretto per oltre trent’anni studi e ricerche sul divismo, i giovani e la cultura di massa 

    Considerato uno dei più grandi e prestigiosi intellettuali contemporanei, direttore dal 1950 al 1989 (emerito dal 2002) del Centro studi sulle comunicazioni di massa del Centro nazionale francese della ricerca scientifica, Morin ha teorizzato con la monumentale opera in sei volumi “Il metodo” (Feltrinelli, 1983; 6 volumi, Raffaello Cortina, 2001- 2008) – pietra miliare della teoria della complessità – la necessità di una nuova conoscenza interdisciplinare che superi la separazione dei saperi presente nella nostra epoca e che sia capace di educare ad un pensiero della complessità. 

    Protagonista di dibattiti che hanno spaziato dalla filosofia alla politologia, dalla sociologia del cinema all’epistemologia delle scienze umane, le ricerche di Morin hanno toccato problemi di pertinenza del mondo dei media, della biologia e delle scienze naturali, della società e della vita politica del Novecento. E’ stato fondatore nel 1956 della rivista “Arguments”, che ha diretto fino al 1962; nel 1967, con Roland Barthes e Georges Friedmann, ha dato vita alla rinomata rivista di cultura “Communications”, che ha diretto dal 1972. Nel 1998 venne nominato presidente del comitato scientifico per la riforma dei saperi nelle scuole secondarie superiori dal ministro dell’Istruzione francese. 

    E’ autore di studi pionieristici in campo etnologico (“Indagine sulla metamorfosi di Plodémet”, Il Saggiatore, 1969), di popolari interventi sul Sessantotto parigino e sulle rivolte studentesche (“La rivoluzione senza volto”, “La Comune di Parigi del maggio ’68”, Il Saggiatore, 1968), di saggi sul totalitarismo sovietico (“La natura dell’Urss. Il complesso totalitario dell’ultimo impero”, Armando, 1989) e sulle sfide più pressanti per la civiltà europea nell’era della globalizzazione (“La nostra Europa”, Raffaello Cortina, 2013). 

    Morin è stato insignito dei massimi riconoscimenti internazionali nel campo della saggistica, tra cui il Premio europeo Charles Veillon (1987). Era Cavaliere della Legion d’onore, Grand’Ufficiale dell’Ordine Nazionale al Merito (Francia), Commendatore dell’Ordre des Arts et des Lettres (Francia), Gran Groce dell’Ordine di San Giacomo della Spada (Portogallo), Commendatore dell’Ordine dell’efficienza intellettuale (Marocco), Croce di ufficiale dell’Ordine al merito civile (Spagna). Ha ricevuto 21 lauree honoris causa da altrettanti atenei nel mondo (tra cui in Italia dalle università di Messina, Milano, Bergamo, Perugia, Palermo, Napoli, Macerata). In Italia gli sono stati consegnati il Premio internazionale Viareggio-Versilia (1989) e il Premio Scanno per la sociologia (2012). 

    Morin ha delineato, in una produzione eterogenea e vasta, una “sociologia della cultura” orientata, in una prima fase, nella direzione della cultura di massa e, a partire dagli anni Settanta, nella direzione di problematiche metodologiche ed epistemologiche. L’”umanità dell’uomo”, secondo Morin, è caratterizzata, oltre che dalla complessità biologica, dalla complessità della “situazione umana”, perennemente oscillante tra ordine e disordine. Da questo dualismo consegue, a parere di Morin, l’obbligo fondamentale di non interrompere la riorganizzazione (”quasi cartesiana”) dell’esperienza e delle conoscenze umane. 

    L’antropologia sociale contemporanea è il punto di raccordo dei molteplici interessi di Morin sia quando sviluppa una sociologia delle comunicazioni di massa (“Il cinema o dell’immaginario”, Silva, 1962; “I divi”, Mondadori, 1963; “L’industria culturale. Saggio sulla cultura di massa”, Il Mulino, 1963), sia quando ispeziona i fondamenti del sapere (“Il metodo – Ordine, disordine, organizzazione”, Feltrinelli, 1983; “La vita della vita”, Feltrinelli, 1987; “La conoscenza della conoscenza”, Feltrinelli, 1989). 

    Tra le altre numerose opere di Morin figurano: “Il paradigma perduto: che cos’è la natura umana?” (Bompiani, 1974); “Per uscire dal ventesimo secolo” (Lubrina, 1989); “Scienza con coscienza” (Franco Angeli, 1984); “Il rosa e il nero” (Spirali, 1984); “Sociologia della sociologia” (Edizioni Lavoro, 1985); “Sociologia del presente” (Edizioni Lavoro, 1987); Turbare il futuro. Un nuovo inizio per la civiltà planetaria” (Moretti & Vitali, 1990); “Ripensare l’Europa” (Laicata, 1992″; “Introduzione al pensiero complesso. Gli strumenti per affrontare la sfida della complessità” (Sperling & Kupper, 1993); “Le idee” (Feltrinelli, 1993). Meltemi ha pubblicato “I fratricidi” (1997), “I miei demoni” (1999), “Introduzione a una politica dell’uomo” (2000), “L’uomo e la morte” (2002) e “Lo spirito del tempo” (2017). Nel 2019 il filosofo ha pubblicato il testo autobiografico “I ricordi mi vengono incontro” (Raffaello Cortina, 2020). (di Paolo Martini) 

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    cultura

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  • Iran, Hegseth: “Usa più che capaci di riprendere la guerra”

    Iran, Hegseth: “Usa più che capaci di riprendere la guerra”

    (Adnkronos) – Gli Stati Uniti dispongono di scorte di armi più che sufficienti e sono “più che capaci” di riprendere la guerra contro l’Iran. Lo ha dichiarato il segretario generale del Pentagono Pete Hegseth a Singapore, in occasione del vertice sulla sicurezza Shangri-La Dialogue, secondo le ultime news di oggi sabato 30 maggio. 

    “La nostra capacità di riprendere le operazioni, se necessario, è più che sufficiente; le nostre scorte sono più che adeguate a tale scopo, sia in loco che nel resto del mondo, grazie al modo in cui bilanciamo munizioni di alta qualità e munizioni più abbondanti”, ha dichiarato Hegseth, secondo l’Afp. 

    Il presidente americano, Donald Trump, non ha ancora preso una decisione definitiva sul possibile accordo con l’Iran, nonostante una lunga riunione durata circa due ore nella Situation Room della Casa Bianca. Lo ha riferito al New York Times un alto funzionario dell’amministrazione Usa, parlando a condizione di anonimato. 

    Secondo la fonte, l’amministrazione ritiene che un’intesa con Teheran sia vicina, ma rimangono ancora alcune questioni delicate da risolvere prima del via libera finale del presidente. Tra i principali punti ancora oggetto di discussione ci sarebbe lo sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero, tema considerato cruciale da Teheran. 

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    internazionale/esteri

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  • Ucraina, media russi: “Kiev ha colpito infrastrutture petrolifere in Crimea”

    Ucraina, media russi: “Kiev ha colpito infrastrutture petrolifere in Crimea”

    (Adnkronos) – L’esercito ucraino avrebbe colpito nella notte infrastrutture petrolifere in diverse zone della Russia e nei territori sotto il suo controllo. Lo riportano canali di informazione russi su Telegram. Foto e video pubblicati sui social media dai residenti locali sembrano mostrare un attacco su larga scala da parte di droni ucraini contro la città russa di Taganrog, nell’oblast’ di Rostov. Il governatore regionale, Yuri Slusar, ha riferito su Telegram che un serbatoio di carburante, una petroliera e un edificio amministrativo nel porto di Taganrog hanno preso fuoco in seguito a un attacco di un drone ucraino. Slusar ha inoltre affermato che due persone sono rimaste ferite in città durante l’attacco. 

    Svetlana Kambulova, sindaca di Taganrog, ha detto che i droni hanno colpito le infrastrutture di carico del molo e che gli incendi sono stati rapidamente spenti. Esplosioni sono state udite anche nella città di Feodosia, in Crimea, intorno alle 3.20 ora locale, secondo quanto riportato dal canale Crimean Telegram, e i residenti hanno segnalato un deposito di petrolio in fiamme in città. Taganrog è un’importante città portuale russa sul Mar d’Azov, nell’oblast’ di Rostov, a poco più di 40 chilometri dal confine di stato con la parte ora occupata dell’oblast’ di Donetsk, in Ucraina. La città è stata frequentemente bersaglio di attacchi di droni ucraini, con esplosioni segnalate nella zona la notte del 27 maggio. 

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  • Violenza sessuale su alunne, arrestato insegnante di scuola primaria

    (Adnkronos) –  Un insegnante di scuola primaria è stato sottoposto agli arresti domiciliari dai carabinieri della Stazione di Oria, in provincia di Brindisi, per presunta violenza sessuale aggravata ai danni di alcune alunne minorenni. Nei suoi confronti è stata eseguita una misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi. L’attività investigativa, condotta dai carabinieri della Stazione e coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi, prende origine dalle segnalazioni tempestive e dalle denunce presentate dalla dirigenza scolastica dell’Istituto, a seguito dei primi e allarmanti racconti confidati dalle piccole alunne ai propri genitori.  

    Le indagini hanno delineato un quadro probatorio ritenuto solido a carico del docente. I filmati e le registrazioni audio hanno documentato contatti fisici e palpeggiamenti ripetuti ai danni delle alunne, commessi approfittando dell’assenza di altri insegnanti o del loro avvicinamento alla cattedra. Le dichiarazioni “precise e convergenti” delle minori, spiega l’Arma, hanno confermato il profondo disagio e i tentativi di sottrarsi all’indagato. A riscontro di ciò, le altre docenti dell’istituto hanno riferito agli inquirenti le confidenze ricevute direttamente dalle bambine e le segnalazioni delle famiglie.  

    Dagli accertamenti è emerso che l’indagato era già stato destinatario, nel recente passato, di sanzioni disciplinari di sospensione dal servizio per comportamenti di natura simile. Il provvedimento del gip è stato eseguito lo scorso 25 maggio. 

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    cronaca

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  • Giro d’Italia, oggi tappa 20: orario, percorso e dove vederla in tv

    Giro d’Italia, oggi tappa 20: orario, percorso e dove vederla in tv

    (Adnkronos) – Torna in strada il Giro d’Italia 2026. Oggi, sabato 30 maggio, la corsa rosa torna protagonista con la tappa numero 20 – in diretta tv e streaming, in chiaro – che va da Gemona del Friuli a Piancavallo, per un totale di 200 chilometri. La frazione è una delle più lunghe del Giro e arriva dopo il tappone sulle Dolomiti che ha messo a dura prova la resistenza dei ciclisti, con Kuss che ha beffato Ciccone e Vingegaard che è rimasto in maglia rosa. 

     

    La 20esima tappa del Giro d’Italia partirà, come detto, da Gemona del Friuli per affrontare un totale di 200 chilometri con un dislivello di 3750 metri. Il primo traguardo intermedio si trova a Forgaria nel Friuli, dopodiché i ciclisti scaleranno il Clauzetto, una salita di terza categoria.  

    Sugli ultimi 53 chilometri si trova una doppia scalata, quella del Piancavallo, una salita di prima categoria lunga 14,8 chilometri e con una pendenza media che varia tra il 7,8% e il 14%. Poi si scende verso il lago di Barcis fino ad arrivare alla pianura che accompagna il traguardo. 

     

    La partenza della 20esima tappa del Giro d’Italia 2026 è prevista alle ore 12.30, con l’arrivo che è invece in programma intorno alle 17.15. La gara si potrà seguire in diretta televisiva, in chiaro, sui canali Rai e su quelli Eurosport. In streaming, la corsa sarà disponibile su RaiPlay, Hbo MAX., Dazn, Discovery+ e Prime Video Channels. 

     

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    sport

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  • MotoGp, oggi qualifiche e gara Sprint Gp Italia: orari e dove vederle in tv (in chiaro)

    MotoGp, oggi qualifiche e gara Sprint Gp Italia: orari e dove vederle in tv (in chiaro)

    (Adnkronos) – La MotoGp torna in pista al Mugello. Oggi, sabato 30 maggio, il motomondiale riparte dal Gran Premio d’Italia – in diretta tv e streaming – con le prove libere, le qualifiche e la gara Sprint. I piloti tornano a correre dopo il Gp di Catalogna, terminato con il trionfo della VR46 di Fabio Di Giannatonio, con la Ducati Gresini di Fermin Aldeguer e la Ducati ufficiale di Pecco Bagnaia a completare il podio. Sempre leader del Mondiale Marco Bezzecchi, inseguito dal compagno in Aprilia Jorge Martin. 

     

    Le prove libere, le qualifiche e la gara Sprint del Gran Premio d’Italia di MotoGp sono in programma oggi, sabato 30 maggio. La seconda sessione di prove libere è prevista per le ore 10.10, mentre il Q1 delle qualifiche sarà alle 10.50 e il Q2 alle 11.15. Per la gara Sprint bisognerà invece aspettare le 15. 

     

    Le prove libere, le qualifiche e la gara Sprint del Gp d’Italia saranno trasmesse in diretta televisiva sui canali SkySport. Le qualifiche e la gara Sprint si potranno seguire anche in chiaro su TV8. La diretta streaming invece sarà sull’app di SkyGo, su NOW e, quando previsto, sulla piattaforma web di TV8. 

     

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  • Psg-Arsenal: orario finale Champions, probabili formazioni e dove vederla in tv

    (Adnkronos) – È il giorno della finale di Champions League. Oggi, sabato 30 maggio, il Paris Saint-Germain sfida l’Arsenal – in diretta tv e streaming – nell’ultimo atto della massima competizione europea. Il Psg, campione d’Europa in carica dopo aver battuto l’Inter nel 2025, arriva al match dopo aver sconfitto il Bayern Monaco in semifinale, mentre la squadra di Arteta ha superato l’Atletico Madrid di Simeone. 

     

    La finale tra Psg e Arsenal è in programma oggi, sabato 30 maggio, alle ore 18. Ecco le probabili formazioni: 

    Psg (4-3-3): Safonov; Zaire-Emery, Marquinhos, Beraldo, L. Hernandez; Joao Neves, Vitinha, Fabian Ruiz; Doué, Gonçalo Ramos, Kvaratskhelia. All. Luis Enrique. 

    Arsenal (4-2-3-1): Raya; Mosquera, Saliba, Gabriel, Calafiori; Rice, Lewis-Skelly; Saka, Eze, Trossard; Gyokeres. All. Arteta 

     

    Psg-Arsenal sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match sarà visibile anche in chiaro, ma soltanto in differita alle 21, su TV8. La finale si potrà seguire sull’app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma web di TV8. 

     

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  • Arnaldi-Collignon: orario, precedenti e dove vederla in tv

    Arnaldi-Collignon: orario, precedenti e dove vederla in tv

    (Adnkronos) –
    Matteo Arnaldi torna in campo al Roland Garros 2026. Oggi, sabato 30 maggio, il tennista azzurro sfida il belga Raphael Collignon – in diretta tv e streaming – negli ottavi di finale dello Slam di Parigi. Nei turni precedenti Arnaldi ha eliminato Grikspoor e Tsitsipas, mentre Collignon ha superato Vukic e Shelton. 

     

    La sfida tra Arnaldi e Collignon è in programma oggi, sabato 30 maggio, non prima delle ore 14.30. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello di Parigi che sarà il loro primo precedente. 

     

    Arnaldi-Collignon, come tutte le partite del Roland Garros, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels 

     

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  • Roland Garros, oggi Cobolli-Tien: orario, precedenti e dove vederla

    Roland Garros, oggi Cobolli-Tien: orario, precedenti e dove vederla

    (Adnkronos) –
    Flavio Cobolli torna in campo al Roland Garros 2026. Oggi, sabato 30 maggio, l’azzurro affronta l’americano Learner Tien nel terzo turno dello Slam francese. Cobolli è reduce dal successo in tre set contro il cinese Wu Yibing, mentre lo statunitense ha battuto l’argentino Diaz Acosta nel secondo turno del torneo. Ecco orario, precedenti e dove vedere il match in tv e streaming.  

    Il match inizierà alle 12. I due fin qui si sono affrontati in una sola occasione agli ottavi dell’Atp 500 di Pechino, nel 2025, con vittoria dell’americano in due set.  

    Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

     

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