Categoria: Ultim’ora

  • Cartoons on the Bay celebra Don Daglow, la leggenda dei videogiochinews dalla nostra inviata

    (Adnkronos) – Non solo animazione a Cartoons on the Bay. Il festival di Pescara celebra una vera leggenda dei videogiochi: Don Daglow, autore di capolavori come ‘Prince of Persia’ e ‘Neverwinter Nights’, che riceverà il prestigioso Pulcinella Career Award. Un innovatore che ha scritto le regole del gioco. (di Loredana Errico) 

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  • Case fino a 200mila euro, cosa si può acquistare con questo budget città per città

    Case fino a 200mila euro, cosa si può acquistare con questo budget città per città

    (Adnkronos) – Partendo da un budget di 200mila euro, che tipo di casa è possibile acquistare nelle grandi città italiane agli attuali prezzi di mercato? E nelle località turistiche? Da Milano a Palermo ecco quali sono le possibilità secondo un’analisi dell’Ufficio studi Gruppo Tecnocasa per Adnkronos/Labitalia che prende in considerazione una tipologia medio usata e una tipologia medio nuova.  

    A Bari ad esempio con un capitale di 200mila euro si potrebbe acquistare un appartamento usato intorno a 106 mq, una metratura generosa. Puntando sulle nuove costruzioni ci si ferma a 68 mq. Nelle zone centrali, dove negli ultimi anni molti investitori hanno comprato ampie tipologie da trasformare in B&B, si possono acquistare 77 mq, contro i 90 mq di un anno fa. Nell’ultimo anno a Bari c’è stato un aumento dei prezzi del 13,4%.  

    A Bologna, una delle città che si è rivalutata maggiormente negli ultimi anni, si possono acquistare 73 mq di tipologia usata e 54 mq di nuova costruzione. Se si punta a una delle zone universitarie, intorno all’ospedale S. Orsola, dove spesso si concentrano gli investitori, le case usate acquistabili si aggirano intorno a 65 mq. I valori immobiliari di Firenze consentono con 200mila euro di acquistare 63 mq di soluzione usata e 48 mq di nuova costruzione. Nelle zone centrali la metratura si riduce di 5 mq. Se invece si volesse puntare su una zona universitaria come ‘Novoli’ si potrebbero acquistare 75 mq.  

    Genova ha i prezzi più bassi tra le grandi città e, di conseguenza, un capitale di 200 mila euro consente di comprare appartamenti molto ampi. Sull’usato si sfiorano anche i 160 mq, mentre sulle nuove costruzioni si portano a casa 110 mq. Chi invece volesse puntare in centro dove si sta investendo molto negli ultimi tempi acquista una tipologia usata di 190 mq. 

    A Milano, dove i prezzi hanno messo a segno un importante recupero, con 200mila euro si possono acquistare in media 43 mq. Se si punta su una nuova costruzione non si può ambire a più di 37 mq. Con questo capitale si potrebbe puntare anche a una zona universitaria come Città Studi dove si possono acquistare 37 mq e Bicocca dove, con un prezzo del medio usato intorno a 3.600 euro al mq, si può ‘ambire’ a 56 mq. A Napoli con 200mila euro si acquistano 81 mq di una tipologia usata, 69 mq di una tipologia nuova. Se poi si mira a un quartiere centrale si sale a poco meno di 90 mq, motivo per cui nelle aree centrali spesso si acquista per realizzare B&B e casa vacanza. A Palermo si acquistano 167 mq di abitazioni usate e 135 mq di nuova costruzione. Chi ricerca una casa in centro, dove in tanti si stanno indirizzando sull’acquisto per investimento da destinare al segmento turistico, può ambire a 142 mq.  

    Il mercato immobiliare di Roma, al momento la seconda città più costosa di Italia dopo Milano, con lo stesso budget si acquistano 60 mq di tipologia usata, ben 17 mq in più rispetto a Milano. Mentre per una nuova costruzione ci si ferma a 52 mq. C’è poi chi ama le zone centrali della città eterna, ma in quel caso potrà al massimo aspirare ad un monolocale.  

    Il mercato immobiliare di Torino consente acquisti interessanti con un capitale di questo importo. Infatti nel capoluogo piemontese i prezzi, seppur in crescita, sono ancora accessibili e consentono acquisti significativi. Mediamente con un capitale di questo tipo si possono acquistare 111 mq da ristrutturare e 79 mq ristrutturati. Torino resta sempre una città universitaria su cui si sta puntando sempre di più e una delle zone che piace agli investitori è quella centrale dove con 200 mila euro si possono acquistare 83 mq, 3 mq in meno rispetto a un anno fa. Nel 2025 a Torino i prezzi sono cresciuti del 6%, un aumento decisamente significativo.  

    A Verona con un budget di 200mila euro si comprano importanti metrature: circa 112 mq per le soluzioni usate e 81 mq per quelle di nuova costruzione. Se si puntasse alle zone centrali dove si stanno realizzando diverse operazioni per casa vacanza o B&B si porterebbero a casa metrature decisamente più piccole: 81 mq in buono stato. 

    Per gli amanti della montagna potrebbe essere interessante sapere che a Sestriere si possono acquistare 77 mq di un’abitazione usata. Questo budget a Valtournenche-Cervinia consentirebbe l’acquisto di una casa di usata di 38 mq. Per chi invece ama il mare, soprattutto località più giovani e ‘movimentate’ sappia che a Riccione potrebbe acquistare 75 mq di abitazione usata e di 49 mq di nuova costruzione. Se poi si sogna la costiera amalfitana il budget consente l’acquisto di soli 32 mq di abitazione usata a Positano tra le località di mare più costose.  

    In Veneto in spolvero negli ultimi tempi la cittadina di Jesolo dove con questo budget si possono comprare 65 mq di usato, 4 mq in meno a Caorle. A Olbia in Sardegna si possono avere 88 mq di una soluzione medio usata. A Chiavari, in Liguria, si possono acquistare 81 mq. Sul Lago di Garda, a Torri del Benaco, una delle località più costose si possono acquistare 56 mq usati e 36 mq di nuova costruzione. A Desenzano si può acquistare una costruzione usata di 82 mq, più accessibile. Ad Arco, sulla sponda trentina, si possono portare via 93 mq. Sul lago di Iseo, si può acquistare un trilocale usato di circa 100 mq. 

     

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  • Violento incidente sulla via dei Laghi, auto finisce contro un toro. Il sindaco di Nemi: “Sfiorata la tragedia”

    Violento incidente sulla via dei Laghi, auto finisce contro un toro. Il sindaco di Nemi: “Sfiorata la tragedia”

    (Adnkronos) –
    Sfiorata la tragedia sulla via dei Laghi nella zona dei Castelli Romani, dove ieri sera un’auto ha avuto un violentissimo impatto con un enorme toro selvatico che ha improvvisamente attraversato la carreggiata. L’automobilista non ha avuto conseguenze mentre il toro è rimasto ferito gravemente nei pressi dell’incrocio di Via dei Corsi, si è trascinato fino a Via della Radiosa, ed è morto poco dopo. L’incidente è avvenuto al confine tra Nemi, Rocca di Papa e Velletri. Sul posto sono intervenuti gli operatori della Asl per il recupero della carcassa e per mettere in sicurezza l’area.  

    Durissimo il commento del sindaco di Nemi, Alberto Bertucci, che torna a chiedere ”interventi immediati e concreti per fermare una situazione ormai fuori controllo”. Secondo quanto fa sapere il primo cittadino si tratta di uno di quei tori che da anni si aggirano liberamente sulle strade del Parco Regionale dei Castelli Romani insieme alla sempre più invasiva presenza dei cinghiali.  

    “Facciamo veramente in modo che questo possa essere l’ultimo incidente di questo tipo, perché anche questa volta la morte di un automobilista è stata evitata per un soffio – sottolinea Alberto Bertucci – Liberiamo le strade del Parco Regionale dei Castelli Romani dai tori e dalle mucche selvatiche e restituiamo sicurezza ai nostri centri storici e alle aree limitrofe, ormai invase dai cinghiali”. Bertucci lancia quindi un appello alle istituzioni: ”Riuniamo la comunità dei sindaci insieme al Presidente del Parco, alla Asl e alla Regione Lazio e mettiamo finalmente un punto fine a problematiche che si trascinano da troppi anni”. 

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    cronaca

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  • Lavoro, Cafà (Cifa): “Indennità per il preposto nei nostri contratti collettivi”

    Lavoro, Cafà (Cifa): “Indennità per il preposto nei nostri contratti collettivi”

    (Adnkronos) – “Già nei nostri contratti collettivi intersettoriale, area commercio terziario, distribuzione, servizi pubblici, esercizi e turismo e nel contratto a cui abbiamo dato vita la settimana scorsa nell’ambito della manifattura, che riguarda 17 comparti, abbiamo previsto un’indennità per il preposto. Riteniamo sia doveroso perché il preposto è quella figura che oltre a svolgere le proprie mansioni deve cercare di avere anche sott’occhio tutto ciò che accade perché ha delle grandi responsabilità, a tal punto, in alcune circostanze, di poter decidere di bloccare le attività lavorative. Si tratta di una grande responsabilità a cui deve essere attribuito un riconoscimento”. A dirlo Andrea Cafà, presidente Cifa, intervenendo al convegno ‘La valorizzazione del preposto nella contrattazione collettiva’, organizzato da Cifa e Confsal nell’ambito di Ambiente-Lavoro 2026, il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in svolgimento negli spazi di Bolognafiere dal 26 al 28 maggio 2026. 

    “Insistiamo sul fatto – spiega – che la sicurezza debba andare sempre più verso un fattore culturale, non deve essere considerato un adempimento dall’imprenditore. Ora che anche il datore di lavoro deve fare formazione in materia di sicurezza, come Cifa Italia abbiamo attivato la nostra Academy per fare formazione gratuita ai nostri associati datori di lavoro di FonARCom, Epar e SanARCom, perché l’imprenditore deve avere ben chiaro che al di là dei vantaggi che l’Inail riconosce qualora non succedano infortuni e tutto proceda nella direzione adeguata, deve fare del proprio meglio per rendere l’azienda sicura e quindi dar vita ad un’azienda sempre più sostenibile”.  

    “Stiamo andando nella direzione giusta: rendere obbligatoria la formazione per il datore di lavoro era un tassello molto importante che mancava. Inoltre, sono state istituite delle premialità per le aziende che hanno subito infortuni e dobbiamo andare verso questa direzione, ma non perché dobbiamo fare sicurezza, perché l’Inail riconosce un mezzo punto percentuale di sconto sui premi, ma perché la persona è e deve continuare ad essere l’elemento centrale in una buona organizzazione. Ci aspettiamo dalla politica che, risorse permettendo, si possano valorizzare quelle imprese che operano in sicurezza”, conclude. 

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  • Busta paga, adesso c’è l’obbligo di indicare un nuovo codice: qual è e cosa cambia

    Busta paga, adesso c’è l’obbligo di indicare un nuovo codice: qual è e cosa cambia

    (Adnkronos) – Da maggio 2026 nella busta paga è obbligatorio indicare il codice alfanumerico unico del Ccnl (Contratto collettivo nazionale di lavoro) applicato. È una novità importante introdotta dal Decreto Primo Maggio. In questo modo lavoratrici e lavoratori possono verificare con maggiore facilità se il trattamento economico e normativo sia quello corretto. 

    Dal Contratto collettivo dipendono salario, livello di inquadramento, maggiorazioni, tredicesima, quattordicesima quando prevista, ferie, permessi, malattia, maternità e paternità, TFR e contributi. Un contratto non sottoscritto dalle organizzazioni sindacali può tradursi in meno soldi in busta paga e meno diritti, sottolinea la Cgil sul sito lazio.cgil.it, livelli di inquadramento più bassi rispetto alle mansioni svolte; minori maggiorazioni per turni, straordinari, festivi e notturni; meno permessi e meno tutele in caso di malattia; contributi più bassi e quindi effetti negativi anche sulla pensione futura. 

    Il decreto legge 30 aprile 2026, n. 62, in vigore dal 1° maggio 2026, prevede la presenza di questo codice alfanumerico unico assegnato al Ccnl. 

    Quando si riceve la busta paga bisogna dunque controllare se sia presente questo codice che può trovarsi vicino alla voce ‘contratto applicato’, ‘CCNL’, ‘codice contratto’ o ‘codice CNEL’. 

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  • Lavoro, Fiori (Inail): “Più tutele al preposto, garante della salute e sicurezza”

    Lavoro, Fiori (Inail): “Più tutele al preposto, garante della salute e sicurezza”

    (Adnkronos) – “Il preposto è una figura chiave nell’organizzazione della salute e sicurezza del lavoro perché si tratta di un lavoratore a cui vengono affidati compiti molto importanti. Il preposto, infatti, può decidere di interrompere l’attività produttiva, qualora ritenga che non ci siano le condizioni di tutela della salute e della sicurezza. E’ una figura che, però, non prevede emolumenti aggiuntivi, né tutele. Risponde direttamente del proprio operato anche di fronte a un magistrato”. E’ quanto affermato da Marcello Fiori, direttore generale Inail, in occasione del convegno ‘La valorizzazione del preposto nella contrattazione collettiva’, organizzato da Cifa e Confsal nell’ambito di Ambiente-Lavoro 2026, il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in svolgimento negli spazi di Bolognafiere dal 26 al 28 maggio 2026. 

    “Dobbiamo rafforzare, dentro la filiera del decreto legislativo, l’importanza di questa figura del responsabile della sicurezza anche tutelandola in termini assicurativi e di libertà di intervento, in modo tale che davvero intervenga a tutela della salute e sicurezza e non risponda soltanto al datore di lavoro”, conclude. 

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  • Lavor, Rizzetto: “Più tutele e formazione per il preposto”

    Lavor, Rizzetto: “Più tutele e formazione per il preposto”

    (Adnkronos) – “La figura del preposto, cioè quel lavoratore che per competenze e posizione sovrintende l’attività dei colleghi e garantisce l’attuazione delle norme in materia di sicurezza, esercita una vigilanza diretta e quotidiana. È una disciplina contenuta nel Decreto legislativo 81 del 2008. E’ la persona che vede ciò che accade negli ambienti di lavoro, ed è importantissima. È il primo a cogliere quando una procedura non funziona, quando un comportamento espone a un rischio, quando serve intervenire con tempestività e quando è necessario dare suggerimenti alla stessa azienda”. Lo ha detto l’onorevole Walter Rizzetto, intervenendo da remoto al convegno ‘La valorizzazione del preposto nella contrattazione collettiva’, organizzato da Cifa e Confsal nell’ambito di Ambiente Lavoro 2026, il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in svolgimento negli spazi di BolognaFiere dal 26 al 28 maggio 2026. 

    “Il Decreto 81 ha rafforzato il ruolo del preposto, ma oggi serve un aggiornamento della normativa ed è proprio in questo che la contrattazione collettiva può fare molto per valorizzare questa figura, perché conosce i settori, le filiere e le specificità produttive e può intervenire in modo concreto, mirato e tempestivo. È assolutamente virtuosa la pratica adottata da Confsal, che ha introdotto nei propri contratti collettivi una misura specifica, come una copertura assicurativa dedicata al preposto. Significa riconoscere che la sicurezza non si costruisce affidando soltanto responsabilità, ma anche sostenendo chi svolge funzioni particolarmente delicate”, spiega. 

    “Quella di oggi – fa notare – è un’occasione importante per riflettere insieme su un tema che riguarda non solo la sicurezza, ma anche la qualità del lavoro, la competitività del nostro sistema produttivo e la tutela della salute delle persone. Il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente: nuove tecnologie, nuove forme organizzative, filiere produttive, intelligenza artificiale e nuovi lavori usuranti. Questo è un tema che la politica dovrà affrontare nei prossimi mesi e nei prossimi anni. E’ molto probabile, infatti, che negli ultimi 10 o 15 anni siano nate nuove forme di lavoro usurante che, anche grazie al fondamentale contributo di Inail, la politica dovrà saper tradurre in una norma rispetto all’intera vita lavorativa e previdenziale del lavoratore”. 

    “In questo scenario – sottolinea Rizzetto – un punto fermo resta la sicurezza dei lavoratori, che si costruisce dentro i luoghi di lavoro, nella quotidianità delle attività, nelle scelte organizzative e nella capacità di prevenire, non solo di reagire. Esistono norme, dallo Statuto dei lavoratori al Decreto 81, che dovrà essere aggiornato per rispondere ai nuovi scenari produttivi. Il primo punto che voglio sottolineare riguarda la tecnologia: immaginiamo quanto oggi possa aiutare, e quanto potrà aiutare in futuro, rispetto alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre, serve un grande patto sindacale, perché molto spesso la tutela della privacy viene confusa con la tutela della vita, della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. È importante pensare, nel pieno rispetto della privacy, all’introduzione di sistemi che, attraverso un grande patto sindacale, possano realmente dare alle persone la possibilità di non farsi male e di non rischiare la vita. Sul tema della contrattazione è molto importante parlare di sicurezza nei contratti collettivi, non solo perché è un aspetto che riguarda un mercato del lavoro moderno, ma anche perché, persino per chi non considera prioritario il tema della sicurezza, questo elemento rappresenterà sempre di più un fattore reputazionale per le aziende. E’ molto probabile che i nostri figli, i ventenni e i venticinquenni del nostro Paese, guarderanno sempre più attentamente ciò che è contenuto nei contratti collettivi, soprattutto sui temi della sicurezza”. 

    “E’ necessario, inoltre, rafforzare la formazione – suggerisce – che deve essere concreta, aggiornata, utile e obbligatoria, perché rappresenta un investimento reale sulla qualità del lavoro e sulla capacità organizzativa di prevenire i rischi. Anche su questo fronte la contrattazione può contribuire in modo decisivo, definendo percorsi più aderenti alle esigenze dei diversi comparti, promuovendo la formazione congiunta e valorizzando la dimensione pratica e operativa – dichiara – L’obiettivo deve essere costruire insieme un sistema più chiaro e vicino alla realtà delle imprese. Dobbiamo scrivere le norme dentro le imprese, insieme alle parti sociali e ai lavoratori. Un sistema che semplifichi senza indebolire, che distribuisca le responsabilità in modo equilibrato e coerente, senza appesantire la burocrazia e che punti concretamente sulla formazione e sull’aggiornamento continuo di tutti i soggetti coinvolti nel sistema della sicurezza”. 

    “La sicurezza, al di là delle norme che ne regolano gli strumenti, si costruisce attraverso un patto sociale quasi intergenerazionale. In questo patto la contrattazione resta una sede decisiva, perché è il luogo in cui le regole generali trovano una declinazione concreta, anche rispetto a figure centrali come quella del preposto, che vigila, interviene, segnala e previene. Penso che le istituzioni e le parti sociali debbano garantire un sistema all’altezza delle sfide moderne, in un Paese dove ancora, purtroppo, muoiono troppe persone nei luoghi di lavoro. La figura del preposto è un ingranaggio essenziale affinché la sicurezza possa operare nelle migliori condizioni possibili. Pertanto, bene la vostra contrattazione collettiva e bene il fatto che si preveda una copertura assicurativa dedicata. Bene anche che i contratti collettivi parlino in modo specifico di questa figura professionale, destinata a diventare sempre più importante, ma anche della migliore applicazione delle norme, proprio per garantire non solo la tutela della vita, ma anche quella della salute e della salubrità nei luoghi di lavoro”, conclude Rizzetto. 

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  • Lavoro, Margiotta (Confsal): “Preposto figura chiave della prevenzione partecipata”

    Lavoro, Margiotta (Confsal): “Preposto figura chiave della prevenzione partecipata”

    (Adnkronos) – “L’importante iniziativa che abbiamo organizzato ha riguardato la figura del preposto, ma allo stesso tempo ha dimostrato che il valore della sicurezza rischia di rimanere una semplice enunciazione se non è accompagnato da atti concreti, come quelli che abbiamo messo in campo noi. Garantire a questa importante figura, che rappresenta la chiave di volta della prevenzione partecipata, una reale agibilità nei luoghi di lavoro e nelle fabbriche attraverso un riconoscimento economico è fondamentale, perché a maggiori oneri e responsabilità devono corrispondere adeguati riconoscimenti”. Così Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale Confsal, in occasione del convegno ‘La valorizzazione del preposto nella contrattazione collettiva’, organizzato da Cifa e Confsal nell’ambito di Ambiente-Lavoro 2026, il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in svolgimento negli spazi di BolognaFiere dal 26 al 28 maggio 2026. “Ma serve soprattutto anche una copertura assicurativa che tuteli il preposto nell’esercizio delle sue funzioni. Questa è la sicurezza praticata e non la sicurezza soltanto enunciata”, conclude Margiotta. 

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  • Coghe (Pro Vita): “In Europa sempre più censura su campagne pro life”

    Coghe (Pro Vita): “In Europa sempre più censura su campagne pro life”

    (Adnkronos) – “Oggi parleremo di libertà di espressione, partendo dall’Europa e dalle normative adottate dall’Unione Europea, in particolare il Digital Services Act, che comprime la libertà di espressione dei cittadini europei”. Così Jacopo Coghe, portavoce e vicepresidente di Pro Vita e Famiglia, a margine dell’evento organizzato dall’associazione alla Sala della Regina della Camera dei Deputati sul tema della censura e del cosiddetto “bavaglio” alle opinioni pro life. 

    Nel corso dell’iniziativa Coghe ha denunciato quella che definisce “la compressione della libertà di espressione” subita attraverso la rimozione e la censura di “12 campagne di comunicazione pubbliche” promosse negli ultimi anni dall’associazione. “Campagne contro l’aborto e in tutela della libertà educativa dei genitori”, ha spiegato. 

    “Ognuno la pensa come vuole, ognuno può pensare in maniera libera su determinati temi, ma finché esprime le proprie idee in maniera civile e corretta, penso che uno Stato debba tutelare questa libertà di espressione”, ha aggiunto il portavoce di Pro Vita e Famiglia. 

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  • Mazzitelli (Open Fiber): “Fibra ottica fattore strategico per sviluppo e macro-trend digitali”

    Mazzitelli (Open Fiber): “Fibra ottica fattore strategico per sviluppo e macro-trend digitali”

    (Adnkronos) – “Tutti i macro-trend che conosciamo nel mercato non possono esistere senza un fattore abilitante fondamentale che è la fibra ottica”. Lo ha dichiarato Stefano Mazzitelli, direttore commerciale di Open Fiber, intervenendo al panel ‘Industria internet e geopolitica’ nell’ambito del Nam2026.  

    “Questo è un evento molto interessante che ci dà l’opportunità di riaffermare ancora una volta il ruolo di Open Fiber come fattore strategico di sviluppo”, ha spiegato Mazzitelli, sottolineando come il valore infrastrutturale della rete sia ormai riconosciuto “da tutti gli attori del settore”. 

    Il manager ha quindi ribadito l’impegno della società nel completamento del piano infrastrutturale. “Continuiamo nel nostro lavoro di copertura capillare del terrotorio, che è ormai alle battute finali”, ha affermato. Tra le priorità indicate da Mazzitelli anche l’aumento del tasso di utilizzo della rete. “Oggi l’impegno dell’azienda si sposta dalla costruzione al riempimento della rete, dal momento che in Italia abbiamo un tasso di take up ancora non sufficiente”, ha osservato. 

    Se è vero che l’infrastruttura è praticamente completata, oggi Open Fiber guarda ai servizi che questa può supportare “Ci muoveremo sui servizi ancillari alla fibra, dall’Edge Data Center al 5G fino agli Hyperscale Data Center, tutti fenomeni strettamente legati alla fibra”, ha spiegato. “Il nostro cuore resta la fibra ottica e continueremo a investire”, ha concluso Mazzitelli, annunciando il completamento del progetto infrastrutturale entro il 30 giugno ma confermando nuovi investimenti sia sul fronte consumer sia su quello business. 

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