Categoria: Ultim’ora

  • Zverev-Halys: orario, precedenti e dove vederla in tv

    Zverev-Halys: orario, precedenti e dove vederla in tv

    (Adnkronos) –
    Alexander Zverev torna in campo al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il tennista tedesco sfida il francese Quentin Halys – in diretta tv e streaming – nel terzo turno dello Slam di Parigi. Zverev, che vuole approfittare della sconfitta di Jannik Sinner per provare a portare a casa il suo primo titolo Slam, arriva al match dopo aver battuto Bonzi e Machac. Halys invece ha superato Bellucci e Humbert. 

     

    La sfida tra Zverev e Halys è in programma oggi, venerdì 29 maggio, alle ore 20.15, essendo programmata come primo match della sessione serale del Philippe-Chatrier. I due tennisti si sono affrontati in un solo precedente, vinto da Zverev nell’ultimo Masters 1000 di Miami. 

     

    Zverev-Halys, come tutte le partite del Roland Garros, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Roland Garros, oggi Djokovic-Fonseca al terzo turno: orario, precedenti e dove vederla

    Roland Garros, oggi Djokovic-Fonseca al terzo turno: orario, precedenti e dove vederla

    (Adnkronos) –
    Novak Djokovic torna in campo al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il serbo affronta il brasiliano Joao Fonseca nel terzo turno del torneo parigino. Il serbo è reduce dalla vittoria nel secondo turno contro il francese Valentin Royer, mentre il sudamericano ha avuto la meglio su Dino Prizmic. Ecco orario, precedenti e dove vedere il match in tv e streaming. 

     

    Il match di oggi tra Djokovic e Fonseca inizierà non prima delle 15:30. I due non si sono mai affrontati in carriera.  

     

    Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Giro d’Italia, oggi 19esima tappa: orario, percorso e dove vederla

    Giro d’Italia, oggi 19esima tappa: orario, percorso e dove vederla

    (Adnkronos) – Torna il Giro d’Italia con la diciannovesima tappa. Oggi, venerdì 29 maggio, la Corsa Rosa riparte con la diciannovesima frazione, i 151 chilometri della Feltre-Alleghe. Una tappa da attenzionare e che potrebbe cambiare qualche equilibrio in termini di classifica generale. In maglia rosa c’è sempre il danese Jonas Vingegaard. Ecco orario, percorso e dove vedere tappa 19 in tv e streaming.  

    Tappa estremamente impegnativa quella di oggi, con oltre 5000 metri di dislivello e sei Gpm. Dopo il tratto iniziale, la corsa entra nel vivo con il Passo Duran (12,1 km all’8,2%) e il Coi (5,8 km al 9,7%), prima della discesa verso Palafavera e della salita della Forcella Staulanza. Il momento decisivo della frazione arriverà sul Passo Giau, Cima Coppi a quota 2233 metri: 9,9 chilometri con pendenza media del 9,3%. Dopo il Passo Falzarego, i corridori affronteranno l’ultima salita verso Piani di Pezzé, cinque chilometri al 9,6%.  

    La partenza della 19esima tappa del Giro d’Italia 2026 è prevista alle ore 12:30, con l’arrivo che è invece in programma intorno alle 17.15. La gara si potrà seguire in diretta televisiva, in chiaro, sui canali Rai e su quelli Eurosport. In streaming, la corsa sarà disponibile su RaiPlay, Hbo MAX., Dazn, Discovery+ e Prime Video Channels. 

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • MotoGp, oggi prove libere e prequalifiche Gp Italia: orari e dove vederle in tv

    (Adnkronos) – La MotoGp torna in pista. Oggi, venerdì 29 maggio, il motomondiale torna protagonista con le prove libere e le prequalifiche del Gran Premio d’Italia – in diretta tv e streaming – sul circuito del Mugello. I piloti tornano a correre dopo il Gp di Catalogna, terminato con il trionfo della VR46 di Fabio Di Giannatonio, con la Ducati Gresini di Fermin Aldeguer e la Ducati ufficiale di Pecco Bagnaia a completare il podio. Sempre leader del Mondiale Marco Bezzecchi, inseguito dal compagno in Aprilia Jorge Martin. 

     

    Le prove libere e le prequalifiche del Gran Premio d’Italia di MotoGp sono in programma oggi, venerdì 29 maggio. Per la prima sessione di prove libere l’appuntamento è alle ore 10.45, mentre per le prequalifiche, che determineranno chi volerà direttamente al Q2 nelle qualifiche del sabato, si dovrà attendere le 15. 

     

    Le prove libere e le prequalifiche del Gran Premio d’Italia di MotoGp saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport e si potranno seguire anche in streaming sull’app SkyGo e su NOW. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Iran, quanto e come può resistere l’economia di Teheran: l’analisi

    Iran, quanto e come può resistere l’economia di Teheran: l’analisi

    (Adnkronos) – “‘Economic Fury’ ha lasciato il regime alla disperata ricerca di liquidità”. Parola del segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, che si è espresso così dopo l’annuncio di sanzioni che colpiscono il nuovo ente istituito a inizio mese dall’Iran per la gestione dello Stretto di Hormuz, la Persian Gulf Strait Authority (Pgsa).  

    A inizio anno la Repubblica islamica era teatro di proteste, le più importanti degli ultimi anni, alimentate dalla rabbia per l’impennata dei prezzi. Adesso – tra blocco navale e colloqui che non si sa dove vadano a finire, tra il pressing Usa per la riapertura dello Stretto di Hormuz e complesse dinamiche regionali con il rischio di ripresa del conflitto fermato da una fragile tregua – quanto può resistere la Repubblica islamica? I ricercatori di Capital Economics, evidenzia il Wall Street Journal, stimano che le riserve in valuta estera disponibili coprano non più di tre mesi di importazioni a livelli pre-guerra. E questo, scrive il giornale, lascia Teheran con poche valide alternative se le entrate petrolifere dovessero restare bloccate, aumentando il rischio di nuove proteste.  

    In una recente nota Capital Economics ha sottolineato come “il regime dovrà valutare” da una parte “il prezzo di sopportare difficoltà economiche per raggiungere i suoi obiettivi militari e geopolitici” e dall’altra “la minaccia che una prolungata debolezza dell’economia alimenti nuove rivolte”. L’Iran è il Paese in cui il presidente, Masoud Pezeshkian, ha riconosciuto crescenti difficoltà per l’export di petrolio, come ha riferito nei giorni scorsi il sito Iran International. E’ il Paese in cui la popolazione è stata invitata a risparmiare carburante, a ridurre i consumi di acqua ed elettricità. “Oggi il terreno principale di scontro è l’economia”, ha detto ieri Pezeshkian alla Camera di commercio di Teheran, come ha riportato l’agenzia iraniana Isna. 

    Nelle ultime settimane, è il quadro tracciato dal Wsj, sono schizzati i prezzi di generi alimentari di prima necessità, dal riso alla carne, dal pane al formaggio, e sono più di un milione gli iraniani che hanno perso il lavoro mentre la valuta crolla ai minimi storici. Per Esfandyar Batmanghelidj del think tank the Bourse & Bazaar Foundation, “il danno economico è in peggioramento, ma l’Iran ha trovato un modo, nel corso della guerra, per esternalizzare questa sofferenza”. 

    Qualora fallisse completamente la fragile tregua, la Repubblica islamica ha dimostrato, sintetizza il Wsj, di poter imporre un prezzo agli Usa, alle economie nella regione, ai mercati energetici globali. Tuttavia, è il ragionamento di Batmanghelidj, se il conflitto dovesse andare avanti l’Iran entrerebbe “in una traiettoria economica ancor più negativa e la ripresa sarebbe molto difficile”. 

    Obiettivo iniziale dell’amministrazione Trump, ricorda il giornale, è un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz in cambio dell’allentamento o della fine del blocco Usa che prende di mira i porti iraniani e se un’intesa in tal senso venisse raggiunta i negoziatori avrebbero poi più tempo per concludere un accordo definitivo che tocchi i nodi relativi all’allentamento delle sanzioni e al controverso programma nucleare della Repubblica islamica. Al suo interno, i più intransigenti non sono aperti a molte concessioni per arrivare a un accordo, ma – scrive il Wsj citando funzionari iraniani e arabi – Teheran vuole anche aiuti. L’economia, secondo un funzionario iraniano, aveva retto all’inizio del conflitto, ma la situazione è cambiata quando gli Usa hanno iniziato a impedire alle navi di entrare e uscire dai terminal iraniani. E l’Iran, ha osservato, non può permettersi una guerra all’infinito perché “il nazionalismo può funzionare solo fino a un certo punto”. 

    Via mare l’Iran esportava petrolio, gas e altre merci, anche prodotti agricoli oltre a quelli dell’industria petrolchimica, ricordava ad aprile un focus di al-Jazeera, sottolineando come le esportazioni di petrolio dall’Iran via Hormuz rappresentassero circa l’80% del totale delle sue esportazioni di oro nero. Secondo un’analisi riservata della Cia di cui ha dato notizia il Washington Post a inizio mese, l’Iran sarebbe in grado di resistere per almeno tre o quattro mesi al blocco navale imposto dagli Stati Uniti, dal 13 aprile, prima di subire conseguenze economiche ancor più gravi.  

    —

    internazionale/esteri

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Iran-Usa, intesa preliminare ma manca il sì di Trump e Khamenei

    (Adnkronos) –
    Stati Uniti e Iran, è il momento della svolta dopo la guerra? Annunci e smentite si rincorrono. Risultato: ancora nessuna certezza sull’accordo annunciato dai media statunitensi, secondo cui Washington e Teheran avrebbero trovato l’intesa sui termini di un memorandum d’intesa ormai definito nei punti chiave. A mancare, secondo la prima versione della giornata, sarebbe stata solo la firma di Donald Trump. Il quadro, con la fumata bianca vicina, è stato smentiti dai media iraniani e poi ‘rivisto’ nel corso delle ore anche dalla stampa americana. 

    A intravedere per primo il traguardo nelle scorse ore è stato Axios, citando due funzionari statunitensi secondo i quali Usa e Iran avrebbero raggiunto l’accordo preliminare sul documento d’intesa di 60 giorni per estendere il cessate il fuoco e avviare negoziati sul programma nucleare iraniano, vero nodo delle trattative. Trump però non avrebbe ancora dato il suo via libera definitivo, dicendo di avere bisogno di “un paio di giorni per pensarci su” nonostante i termini già definiti e l’approvazione da parte delle leadership di Teheran. 

    Stando a quando riportato dalla testata online, il memorandum prevederebbe, tra i punti principali, il passaggio “senza restrizioni” nello Stretto di Hormuz, senza pedaggi o interferenze, e l’impegno iraniano a rimuovere eventuali mine entro 30 giorni. L’intesa includerebbe inoltre un impegno di Teheran a non sviluppare armi nucleari e l’avvio di negoziati su arricchimento dell’uranio, sanzioni e sblocco di fondi iraniani congelati. Washington, dal canto suo, si impegnerebbe a discutere un allentamento delle sanzioni e la creazione di un meccanismo per facilitare aiuti umanitari e beni verso l’Iran. 

    I negoziatori americani e iraniani, ha quindi aggiunto Nbc citando un alto funzionario arabo coinvolto direttamente nella mediazione, avrebbero addirittura raggiunto l’accordo sui dettagli della tregua ben tre giorni fa a Doha, rinviandone però l’annuncio ufficiale. “L’accordo era già stato chiuso a Doha tre giorni fa, ma ora tutti stanno giocando al gioco dell’uovo e della gallina”, spiegava la fonte, definendo i ritardi “frustranti”. Anche secondo il funzionario, i negoziatori iraniani avrebbero già ottenuto l’approvazione della loro leadership, mentre la parte americana sarebbe ancora in attesa del consenso finale di Trump. La fonte aveva inoltre commentato la richiesta di Trump di collegare l’intesa a una normalizzazione dei rapporti tra Teheran e Israele nell’ambito degli Accordi di Abramo. “Qualcuno sta fraintendendo enormemente la situazione. Dovremmo essere ripagati, non pagare il prezzo”, aveva aggiunto. 

    E’ a questo punto, però, che è intervenuta Teheran a frenare gli entusiasmi attraverso i suoi media semi-ufficiali. Il testo di un potenziale memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti, ha spiegato l’agenzia Tasmin, non è ancora stato finalizzato, né confermato. A dirlo alla testata una fonte vicina al team negoziale secondo cui Teheran non avrebbe informato il mediatore pakistano sulla completezza del testo, cosa che invece dovrebbe avvenire – insieme all’annuncio all’opinione pubblica – solo una volta finalizzato.  

    A chiudere il balletto di fonti e dichiarazioni – e a correggere il tiro dei media Usa -, ecco infine arrivare l’indiscrezione della Cnn. L’intesa preliminare sarebbe stata finora raggiunta per riaprire lo Stretto di Hormuz e avviare 60 giorni di negoziati sul programma nucleare iraniano, ma l’accordo – almeno secondo funzionari statunitensi – resterebbe in sospeso in attesa delle approvazioni definitive sia del presidente Donald Trump che della Guida suprema iraniana. Non sarebbe ancora chiaro infatti – la precisazione – se anche Mojtaba Khamenei abbia dato il via libera all’intesa. 

    Secondo quanto riferito da Cnn, la bozza dell’intesa prevede l’allentamento delle restrizioni alla navigazione nello Stretto di Hormuz e l’avvio di colloqui sul destino delle scorte iraniane di uranio altamente arricchito, mentre i nodi più complessi del programma nucleare resterebbero ancora da definire. Gli stessi funzionari hanno poi avvertito che l’accordo potrebbe comunque naufragare rapidamente, anche a causa delle pressioni su Trump da parte di esponenti repubblicani e del governo israeliano, contrari a un’intesa che riduca la pressione su Teheran. 

     

    Intanto l’incertezza regna anche sulle sorti della tregua in corso. Secondo Abc, il cessate il fuoco tra i due Paesi resterebbe in vigore nonostante il Comando centrale Usa (CentCom) abbia parlato di una “gravissima violazione” da parte dell’Iran durante la notte scorsa. Ad assicurarlo è stata una fonte Usa, ricordando che sebbene la tergua sia ufficialmente in vigore dall’8 aprile, le due parti si sono ripetutamente scambiate attacchi nelle ultime settimane. 

     

    —

    internazionale/esteri

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Roland Garros, il programma di oggi: da Djokovic a Zverev, i match di giornata e dove vederli

    Roland Garros, il programma di oggi: da Djokovic a Zverev, i match di giornata e dove vederli

    (Adnkronos) – Giornata 6 del Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, si giocano i match della sestagiornata dello Slam francese. A catalizzare le attenzioni sarà soprattutto la sfida tra l’ex numero uno del ranking Atp Novak Djokovic contro il talento brasiliano Joao Fonseca, ma in campo ci sarà anche il numero 3 Alexander Zverev. Ecco orario dei match e dove vederli in tv e streaming. 

    Ecco il programma di oggi al Roland Garros:  

    COURT PHILIPPE-CHATRIER – dalle ore 12
     

    M. Linette (POL) – I. Swiatek (POL)[3] 

    M. Andreeva (RUS) [8] – M. Bouzkova (CZE) [27] 

    non prima delle 15:30
     

    J. Fonseca (BRA) [28] – N. Djokovic (SRB) [3] 

    non prima delle 20:15
     

    Q. Halys (FRA) – A. Zverev (GER) [2] 

    COURT SUZANNE-LENGLEN – dalle ore 11
     

    N. Borges (POR) – A. Rublev (RUS) [11] 

    non prima delle 13
     

    J. Teichmann (SUI) – K. Muchova (CZE) [10] 

    E. Svitolina (UKR) [7] – T. Korpatsch (GER) 

    C. Ruud (NOR) [15] – T. Paul (USA) [24] 

    COURT SIMONNE-MATHIEU – dalle ore 11
     

    M. Kostyuk (UKR) [15] – V. Golubic (SUI) 

    A. Michelsen (USA) – R. Jodar (ESP) [27] 

    A. De Minaur (AUS) [8] – J. Mensik (CZE) [26] 

    P. Stearns (USA) – B. Bencic (SUI) [11] 

    COURT 14 – dalle ore 11
     

    T. Tirante (ARG) – P. Carreno Busta (ESP) 

    S. Sierra (ARG) – S. Cirstea (ROU) [18] 

    K. Khachanov (RUS) [13] – J. De Jong (NED) 

    COURT 7 – dalle ore 11
     

    X. Wang (CHN) – Y. Starodubtseva (UKR) 

    COURT 6 – dalle ore 11
     

    Y.Bhambri/M. Venus – S.Bolelli/A.Vavassori (ITA) – ultimo match 

    Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Ucraina, droni ‘madre’ e attacchi invisibili: la nuova arma segreta terrorizza Mosca

    Ucraina, droni ‘madre’ e attacchi invisibili: la nuova arma segreta terrorizza Mosca

    (Adnkronos) – I droni sono il fattore chiave del nuovo slancio dell’Ucraina registrato questo mese nella guerra contro la Russia. In particolare, gli equilibri possono cambiare per la produzione massiccia, veloce e a costi ridotti di piattaforme innovative – a dimensioni inimmaginabili solo lo scorso anno – come i droni ‘madre’ FP-1. La nuova arma di Kiev è costituita dai velivoli di ultima generazione che hanno caratteristiche speciali. Sganciano droni ‘figli’ equipaggiati di bombe che aspettano vicino a un aeroporto russo l’arrivo di un aereo per poi distruggerlo in fase di atterraggio.  

    Solo pochi mesi dopo il crollo del morale degli ucraini, in seguito all’inverno al gelo e al buio appena trascorso, con la riduzione delle forniture militari degli Stati Uniti di Donald Trump e anche di altri alleati, le forze di Kiev sono riuscite a estendere la portata della guerra e a rallentare l’avanzamento dei soldati russi sul teatro, con attacchi in profondità in Russia e creazione di ‘kill zone’ di spessore fino a 20 chilometri al fronte. Tali operazioni bloccano, dal cielo, l’avanzata dei reparti di Mosca e aumentano le perdite del nemico: sia ad aprile che a marzo 35mila soldati russi sono stati uccisi o feriti al fronte, contro i 29.500 che Mosca riesce a reclutare ogni mese, secondo Kiev che può da sempre contare su un minor numero di forze che non i russi.  

    “Le forze di Kiev hanno messo in discussione l’idea diffusa che la Russia, con le sue forze meglio equipaggiate e di dimensioni maggiori, avrebbe infine sconfitto l’Ucraina, amplificando la fiducia interna a un livello mai visto in anni”, scrive il Financial Times in una lunga analisi della svolta militare in atto. L’Ucraina è “ora in una posizione di maggior vantaggio mai registrate dall’inizio della guerra” mentre ha anche imparato a compensare la riduzione delle forniture alleate – il numero di Paesi che partecipa all’iniziativa per acquistare munizioni per Kiev è passato da dicembre da 18 a nove – con una maggior produzione interna – resa possibile anche dal pacchetto di prestiti Ue da 90 miliardi di euro – e un aumento degli aiuti europei, ha confermato Alyona Getmanchuk, a capo della missione di Kiev alla Nato.  

    Kiev ha accelerato la produzione di droni per tutte le dimensioni (terra, acqua e aerei), sistemi di artiglieria, sistemi elettronici, e anche missili balistici e da crociera. Nei primi quattro mesi dell’anno, la produzone di droni da ricognizione è aumentata del 441 per cento rispetto all’intero 2025, quella dei droni per attacchi a media distanza del 312 per cento, e quella dei droni per attacchi in profondità del 53 per cento (dati del ministero della difesa a Kiev).  

    La produzione di droni FPV in fibra ottica – in cui l’operatore riesce ad avere la visuale del teatro ad alta risoluzione grazie ai cavi in fibra ottica – è aumentata del 179 per cento nello stesso arco di tempo. E’ aumentata la portata dei droni a medio raggio come gli FP-2 e l’Hornet prodotto negli Stati Uniti dalla Swift Beat, fondata dall’ex ceo di Google, Eric Schmidt. I droni a medio raggio stanno mettendo in seria difficoltà le linee logistiche e di rifornimento della Russia.  

    Il nuovo quadro della guerra costringe Mosca a cercare nuove soluzioni difensive. La Russia avrebbe iniziato a posizionare dei nuovi sistemi di difesa aerea sui tetti degli edifici civili di Mosca, come scrive Kyiv Independent, citando filmati diffusi dall’agenzia di stampa ucraina Militarnyi. In particolare, autorità russe starebbero dispiegando i nuovi sistemi Pantsir-Smd-E sui tetti della capitale. 

    Come riporta la testata ucraina, un video pubblicato nelle ultime ore mostra un elicottero da trasporto pesante russo Mi-26 mentre installa un sistema Pantsir-Smd-E sul tetto del centro direzionale Nordstar Tower, nella zona settentrionale di Mosca. Lo strumento in questione è una versione più recente del sistema Pantsir a corto raggio, progettato specificamente per contrastare droni e bersagli aerei più piccoli: come spiega Militarnyi, la variante Smd-E sostituisce i cannoni automatici da 30 mm con due tipi di missili, uno con una portata di intercettazione fino a 20 chilometri, l’altro destinato a colpire piccoli droni a distanze massime di 7 chilometri. 

    —

    internazionale/esteri

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Sinner ha sbagliato a giocare troppo? Da Barazzutti a Bertolucci, l’opinione dei big azzurri sul ko al Roland Garros

    Sinner ha sbagliato a giocare troppo? Da Barazzutti a Bertolucci, l’opinione dei big azzurri sul ko al Roland Garros

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner ha giocato troppo? L’eliminazione al Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo si deve anche alle fatiche accumulate negli ultimi mesi? Il crollo fisico è collegato agli straordinari sui campi di America e Europa in primavera? A Parigi, l’altoatesino si è fermato dopo 30 vittorie: dopo il trionfale tour de force è arrivato il conto. Calendario troppo fitto? O i km degli ultimi mesi non hanno pesato? 

    “Forse giocare tutti e tre i 1000 sul rosso è stato un azzardo. Con il senno di poi avrebbe potuto saltare Madrid” ha detto all’Adnkronos l’ex capitano azzurro di Coppa Davis Corrado Barazzutti, a proposito del ko di Jannik Sinner a Parigi. “In quelle condizioni di caldo estremo – ha aggiunto – può capitare di avere un malore, devo dire che è stato eroico per come ha combattuto ma nelle condizioni in cui si trovava era impossibile vincere. Ha proseguito per rispetto del pubblico e dell’avversario. Dobbiamo toglierci il cappello di fronte a questo ragazzo. MI è dispiaciuto molto, gli è mancato un game, pochi minuti e avrebbe vinto la partita e molto probabilmente il torneo. Sono molto dispiaciuto ma nello sport sono cose che capitano. Anche a me è successo di avere un colpo di calore, mi capitò a Cervia in un match di Coppa Davis con la Nuova Zelanda, faceva un caldo atroce e all’improvviso iniziò a girarmi la testa, mi veniva da vomitare: ero uno zombie in campo, proseguii per onor di firma e persi quel match”. 

    “Ora siamo tutti con la bandiera a mezz’asta perché ha perso una partita ma lo sport è così. Tutti i più grandi hanno perso partite nei primi turni degli Slam anche senza infortuni. Sinner erano oltre tre mesi che non perdeva un match. Ha vinto tantissimo ed è fisiologico avere un calo. E’ chiaro che senza il colpo di calore avuto nel terzo set avrebbe vinto ma nello sport, ribadisco, sono cose che capitano. Tornerà più forte come ha sempre fatto dopo ogni sconfitta”. L’ex capitano azzurro di Coppa Davis Paolo Bertolucci commenta così all’Adnkronos la sconfitta di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo. 

    “Io non sono un medico sicuramente starà facendo di tutto e di più per essere sempre al top fisicamente ma giocare in quelle condizioni brutali non è facile e si può incappare in questo tipo di problemi -aggiunge il vincitore della Coppa Davis nel 1976-. Il fatto che lui avesse giocato tutti e tre i 1000 sul rosso secondo me non c’entra con la sconfitta, sono passati ben 11 giorni dalla finale di Roma, io penso che non abbia influito” ha aggiunto la leggenda del tennis azzurro, con riferimento ai 5 Masters consecutivi vinti quest’anno da Sinner. Un record, unito alle 30 vittorie di fila, che potrebbe però aver pesato sulla gestione delle fatiche in ottica Roland Garros.  

    Infine Bertolucci parla dei programmi del numero uno del mondo in vista di Wimbledon. “Io non mi permetto di dargli consigli sulla programmazione, vedrà lui con il suo team che chiudere una wild-card per fare un torneo prima del ‘Championships’ o restare fermo un mese. Dipenderà da come si sentirà a livello fisico”.  

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Ue, pressing Meloni su risorse per l’energia. E il governo congela il dossier su riarmo e difesa

    Ue, pressing Meloni su risorse per l’energia. E il governo congela il dossier su riarmo e difesa

    (Adnkronos) –
    Da una parte le spese per la difesa, che – per dirla con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – rappresentano “il prezzo che paghiamo per la nostra libertà”. Dall’altra la necessità di dare risposte immediate a famiglie e imprese alle prese con gli effetti della crisi energetica innescata dalla guerra in Iran, che continua a pesare sull’economia reale. È su questo doppio binario che si muove Palazzo Chigi, stretto tra gli impegni internazionali e la pressione interna per nuovi interventi economici. Il dossier più urgente riguarda il formato E5 – Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Polonia – che dovrebbe riunirsi a Berlino il prossimo 2 giugno insieme al capo negoziatore ucraino Rustem Umerov. Al summit potrebbe partecipare anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Un appuntamento sul quale il governo lavora da giorni e che sarebbe stato al centro anche di alcune riunioni svoltesi mercoledì a Palazzo Chigi alla presenza della stessa Meloni. 

    Ma proprio la scelta della data del possibile vertice berlinese avrebbe fatto alzare qualche sopracciglio, a Roma. Il 2 giugno, infatti, coincide con la Festa della Repubblica italiana. Una coincidenza giudicata poco opportuna da esponenti di governo. “Come si fa a fare una riunione il giorno della festa nazionale di una delle nazioni che devono partecipare?”, osserva una fonte dell’esecutivo con l’Adnkronos. “Noi non organizzeremmo mai una riunione con la Francia il 14 luglio”. Per questo non si esclude che Meloni possa partecipare al summit da remoto, anche se al momento non è stata presa alcuna decisione definitiva. Resta inoltre ancora da formalizzare la presenza della premier a un altro appuntamento internazionale, il vertice tra Ue e Balcani occidentali in programma il 5 giugno in Montenegro. 

    Intanto, dentro il governo continua soprattutto il confronto sul fondo Safe, il programma europeo da 150 miliardi di euro destinato al riarmo e agli investimenti nell’industria della difesa attraverso debito comune. Meloni attende ancora una risposta dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen alla lettera inviata nei giorni scorsi, nella quale chiedeva la possibilità di derogare al Patto di stabilità anche per le spese legate all’energia. “In assenza di questa necessaria coerenza politica – scriveva nella missiva – sarebbe molto difficile spiegare all’opinione pubblica un eventuale ricorso al programma Safe”. Sul possibile utilizzo dello strumento, però, il governo continua a prendere tempo, precisando che la scadenza del 30 maggio non sarebbe vincolante. “Il regolamento dell’iniziativa Security Action For Europe – spiegano fonti autorevoli all’Adnkronos – non contiene alcun riferimento temporale perentorio relativo alla sottoscrizione dell’accordo sul prestito necessario a dare piena esecuzione al piano di investimento presentato da ogni nazione”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto continua a spingere per l’adesione italiana al programma, ma la decisione finale resta nelle mani del Mef, chiamato a valutare l’impatto sui conti pubblici. 

    Lo stesso Crosetto, intanto, è intervenuto ieri su X per smentire le indiscrezioni circolate nelle ultime ore su una presunta tensione con Meloni durante l’ultima riunione di governo. “Nulla di ciò che c’è scritto su liti furibonde o urla sulla spese della Difesa è vero. Così come non esiste alcuna riunione Crosetto-Meloni”, scrive il ministro. “C’è stata una riunione Meloni-Tajani-Salvini-Crosetto-Giorgetti-Fazzolari con il consigliere per la sicurezza nazionale ed il consigliere militare della Presidenza del Consiglio per parlare di vertice Nato ad Ankara, ministeriale difesa di giugno, E5 leader fissata il 2 giugno, Ukraina, Hormuz e anche Safe”. “Riunione serena e concreta, sui cui esiti stiamo ancora lavorando”, puntualizza il cofondatore di Fratelli d’Italia. 

    La linea della presidente del Consiglio resta comunque invariata: sì all’aumento delle spese per la difesa, ma senza trascurare l’impatto sociale della crisi energetica. Un equilibrio che Meloni ha rivendicato ieri, ospite di “Mattino Cinque”. “C’è un’interlocuzione in corso”, spiega la premier parlando della richiesta di flessibilità avanzata all’Europa. “Vedremo come andrà avanti questo dibattito, ma il punto è che noi non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa”. “Lo dico da persona che sostiene con forza la necessità che l’Italia e l’Europa facciano di più per difendersi da sole”, aggiunge Meloni. “È evidente che se noi di fronte alle crisi non siamo in grado di dare risposte ai cittadini e alle imprese, rischiamo che non ci sia più niente da difendere in questa nazione e quindi bisogna cercare un equilibrio”. 

    Sul fronte europeo, intanto, si muove anche il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto. In una lettera inviata ieri ai ministri dei Paesi membri responsabili della politica di coesione, Fitto chiede di utilizzare “con urgenza” tutti gli strumenti disponibili per affrontare la crisi energetica. “L’Unione europea ha le risorse per rispondere, e dobbiamo mobilitarle adesso”, scrive il vicepresidente della Commissione. Fitto ricorda che Bruxelles mette a disposizione degli Stati membri tre strumenti principali: il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione e il Fondo per una transizione giusta. “Per accelerare l’utilizzo di queste risorse – sottolinea – gli Stati membri e Regioni possono agire su più fronti: creare nuovi strumenti finanziari per anticipare i pagamenti e adottare tutti gli adeguamenti programmatici necessari”. 

    Quindi il riferimento alla revisione della politica di coesione già avviata nei mesi scorsi: “Con la riprogrammazione di 34,6 miliardi di euro su competitività, difesa, edilizia, acqua ed energia, abbiamo dimostrato che è possibile agire con flessibilità e rapidità. Ora apriamo ad un esercizio analogo, concentrato sull’energia”. (di Antonio Atte) 

    —

    politica

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)