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  • AdSP Mtcs, il Comitato di gestione approva la chiusura dello stato di crisi dell’Ente

    AdSP Mtcs, il Comitato di gestione approva la chiusura dello stato di crisi dell’Ente

    (Adnkronos) – Il Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, riunitosi ieri, ha approvato all’unanimità dei presenti la delibera di chiusura del procedimento relativo allo stato di crisi dell’Ente. Si tratta di un passaggio di particolare rilevanza amministrativa e istituzionale, che pone fine alla procedura avviata nel 2021 e alla successiva fase di allerta e prevenzione della crisi. La decisione è stata assunta sulla base della relazione tecnico-amministrativa istruttoria e del parere favorevole espresso dal Collegio dei revisori dei conti. La verifica ha evidenziato il superamento delle condizioni che avevano determinato lo stato di crisi, in coincidenza della pandemia da Covid-19. La delibera sarà trasmessa ai Ministeri vigilanti e alla Corte dei Conti, sezione controllo enti, fermo restando il richiamo alla necessità di un costante monitoraggio delle voci di entrata e di spesa. 

    “Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione di questa delibera – ha dichiarato il presidente dell’AdSP Mtcs, Raffaele Latrofa – perché si chiude una procedura che per anni ha gravato sull’Ente, rendendo più complessa l’attività amministrativa e limitando in alcuni casi la possibilità di intervenire su aspetti fondamentali, a partire dall’organico e dai regolamenti. Fin dal mio insediamento ho ritenuto prioritario dare un impulso deciso alla definizione di questo procedimento, nella convinzione che l’Autorità di Sistema dovesse tornare a operare con piena capacità programmatoria e gestionale”. Questo risultato, sottolinea Latrofa, “è frutto del lavoro di squadra dei dipendenti dell’Autorità di Sistema Portuale, che ringrazio espressamente. Sono loro gli artefici di un percorso, avviato dopo il mio arrivo, che oggi consente all’Ente di guardare avanti con maggiore solidità, responsabilità e prospettiva. La chiusura dello stato di crisi non è un punto di arrivo, ma una condizione necessaria per affrontare con maggiore efficacia le sfide che attendono i porti del nostro sistema”. 

    Nel corso della seduta il Comitato di gestione ha inoltre approvato numerosi altri provvedimenti riguardanti i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Tra questi, il Comitato ha preso atto delle conclusioni del gruppo di lavoro relativo alla futura domanda di unità crocieristiche, dando mandato agli uffici di procedere alla rivisitazione della concessione di Roma Cruise Terminal e all’avvio dell’istruttoria tecnica per l’allungamento e la rettifica delle banchine 16 e 18, intervento strategico per l’assetto futuro del comparto crocieristico. Approvato anche il Piano dell’organico del porto 2026-2028, strumento di programmazione che fotografa il lavoro portuale nei porti del sistema, con complessivi 1.023 lavoratori tra Civitavecchia e Gaeta, e consente di monitorare fabbisogni, professionalità, turnover e necessità formative. Via libera, inoltre, alla determinazione del numero massimo delle autorizzazioni ex articolo 16 della legge 84/1994 e dei relativi canoni per l’anno 2026 nei porti di Civitavecchia e Gaeta, nonché a una serie di provvedimenti demaniali e concessori riguardanti operatori portuali, servizi di interesse generale, aree operative, terminal e attività produttive. 

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    economia

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  • Sinner k.o. al Roland Garros: “Non sono un robot, anche io posso fallire. Non avevo energia”

    Sinner k.o. al Roland Garros: “Non sono un robot, anche io posso fallire. Non avevo energia”

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner amaro al Roland Garros 2026. Oggi, giovedì 28 maggio, il tennista azzurro è stato eliminato da Juan Manuel Cerundolo al secondo turno dello Slam francese, dopo aver accusato un colpo di calore: Sinner, padrone del match per quasi 3 set, si è spento e ha perso in 5 partite. Colpa del caldo? Un malore? “Nessuno è un robot. Nessuno è costruito per non fallire mai”, ha detto Sinner in conferenza stampa, “oggi è andata così. Non ho semplicemente visto l’uscita, ed è una cosa che normalmente non mi succede”. 

    Le condizioni fisiche, ha spiegato, non erano ideali nemmeno nella prima fase del match. “Ho iniziato a sentirmi molto stordito in campo, con pochissima energia, e ho provato a chiudere il match ma non avevo forza”, ha detto Sinner in conferenza stampa. “Nel quarto set l’ho un po’ lasciato andare per provare ad avere più energia nel quinto, ma non sono riuscito a tenere il primo game e da lì è andata in discesa. Stamattina mi sono svegliato e non stavo bene, ho cercato di tenere gli scambi corti e all’inizio colpivo molto bene, poi a un certo punto ho sbattuto contro un muro e basta”. 

    “A metà del terzo set mi sono iniziato a sentire male. Anche se stavo giocando un tennis fantastico, ma oggi proprio non riuscivo a trovare energia”, ha continuato Sinner, “è stata una situazione difficile. Ma ancora una volta, è lo sport. Faceva caldo, ma non un caldo pazzesco. Mi sembrava che si potesse giocare piuttosto bene. Il problema non era il caldo o le condizioni, il problema ero io”. 

    Ma cosa ha causato i malori di Sinner? “È difficile da dire, credo sia il risultato di tante cose insieme, non di una sola. Ho giocato tanto e non ho avuto molto tempo per recuperare”, ha spiegato l’azzurro, “qui il primo match l’ho giocato molto bene, ma quando torni in campo il giorno dopo non hai comunque tanto tempo per recuperare, anche se avevo finito sì tardi ma non troppo. Stanotte non ho dormito bene e stamattina quando mi sono svegliato facevo fatica. Può succedere: durante l’anno ci sono sempre un paio di giorni in cui non ti senti perfetto, oggi è stato uno di quelli”. 

    Sulle critiche per aver giocato troppo negli ultimi mesi: “Non posso sapere come sarebbe andata. Se non avessi giocato Madrid o Roma, magari arrivavo qui e avrei avuto comunque un giorno come questo in cui ti senti male”, ha risposto Sinner, “guardando indietro è sempre difficile: ho vinto tre tornei sulla terra, risultati incredibili, una striscia fantastica. Come ho detto all’inizio dell’anno, questo torneo era l’obiettivo principale e uscire così presto non era ciò che volevo. Però non sai se sarebbe cambiato qualcosa saltando Madrid o Roma: non lo sapremo mai”. 

     

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    sport

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  • Alfredo Cospito, reclamo difesa contro 41bis: udienza tribunale Sorveglianza Roma il 12 giugno

    (Adnkronos) – È stata fissata per il prossimo 12 giugno l’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza di Roma dopo il reclamo presentato dalla difesa di Alfredo Cospito contro la decisione del ministero della Giustizia di rinnovare per due anni il regime di detenzione del 41bis per l’anarchico.  

    Cospito, che si trova detenuto a Sassari, è al regime del carcere duro dal 2022. Il rinnovo è arrivato il 30 aprile.  

    Nel reclamo l’avvocato Flavio Rossi Albertini ha sottolineato come le affermazioni di Cospito nel corso degli anni, “censurate come istigatorie, siano in realtà una manifestazione del proprio diritto costituzionale a esprimere il proprio pensiero”. 

    Per anni militante tra le file della Fai, Federazione anarchica informale, Cospito è stato prima nel carcere di Bancali a Sassari, poi in quello di Opera a Milano per poi tornare nel giugno 2023 nell’istituto sardo. Detenuto da oltre 10 anni, da ottobre 2022 per sei mesi ha portato avanti uno sciopero della fame per protestare contro l’applicazione nei suoi confronti del 41bis. 

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    cronaca

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  • Giornata mondiale sclerosi multipla, Fontana: “Dietro malattia famiglie che meritano dignità”

    Giornata mondiale sclerosi multipla, Fontana: “Dietro malattia famiglie che meritano dignità”

    (Adnkronos) – “La sclerosi multipla rappresenta ancora oggi una patologia complessa che si manifesta senza preavviso, il cui decorso resta per molti versi imprevedibile e rischia di diventare progressivamente invalidante. Nonostante i notevoli passi in avanti compiuti dalla ricerca scientifica, ricevere una simile diagnosi comporta la ridefinizione delle proprie abitudini, dei propri progetti e del proprio modo di guardare al futuro. È dunque necessario continuare ad adoperarsi in campo medico e sanitario per garantire l’adeguata presa in carico, l’accesso alle cure e alle terapie più efficaci, affinché non prevalga il senso di abbandono o di emarginazione. Ma è altrettanto imprescindibile promuovere una piena inclusione sociale e lavorativa, adottando un approccio che metta realmente al centro la persona e i suoi diritti”. Così il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana in un messaggio inviato all’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) in occasione della celebrazione della Giornata mondiale della sclerosi multipla 2026 alla Camera dei deputati. 

    “È questa una sfida da vincere insieme grazie al contributo di tutti i soggetti disponibili a cooperare per migliorare la quotidianità di coloro che convivono con questa e altre fragilità. Anche il Parlamento è impegnato su questo fronte – ha sottolineato Fontana -. Al riguardo, ricordo la recente costituzione dell’Intergruppo parlamentare sulla Sclerosi multipla e patologie correlate, nato con la volontà di favorire un dialogo sinergico e costruttivo tra Istituzioni, mondo scientifico, associazioni e società civile. A tal proposito, esprimo un sentito ringraziamento all’Aism per l’encomiabile lavoro volto a mantenere alta l’attenzione su un tema che non può e non deve essere relegato ai margini del dibattito pubblico”. “Non dobbiamo dimenticare che, dietro le insidie della malattia, ci sono intere famiglie che meritano di vivere la propria vita con rispetto e dignità” ha poi concluso il presidente della Camera. 

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    politica

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  • Sinner eliminato al Roland Garros, Binaghi: “Vicini a Jannik, sportività vale più del risultato”

    Sinner eliminato al Roland Garros, Binaghi: “Vicini a Jannik, sportività vale più del risultato”

    (Adnkronos) – “Ora siamo tutti con la bandiera a mezz’asta perché ha perso una partita ma lo sport è così. Tutti i più grandi hanno perso partite nei primi turni degli Slam anche senza infortuni. Sinner erano oltre tre mesi che non perdeva un match. Ha vinto tantissimo ed è fisiologico avere un calo. E’ chiaro che senza il colpo di calore avuto nel terzo set avrebbe vinto ma nello sport, ribadisco, sono cose che capitano. Tornerà più forte come ha sempre fatto dopo ogni sconfitta”. L’ex capitano azzurro di Coppa Davis Paolo Bertolucci commenta così all’Adnkronos la sconfitta di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo oggi, giovedì 28 maggio. 

    “Io non sono un medico sicuramente starà facendo di tutto e di più per essere sempre al top fisicamente ma giocare in quelle condizioni brutali non è facile e si può incappare in questo tipo di problemi – aggiunge il vincitore della Coppa Davis nel 1976 -. Il fatto che lui avesse giocato tutti e tre i 1000 sul rosso secondo me non c’entra con la sconfitta di oggi, sono passati ben 11 giorni dalla finale di Roma, io penso che non abbia influito”. Infine Bertolucci parla dei programmi del numero uno del mondo in vista di Wimbledon. “Io non mi permetto di dargli consigli sulla programmazione, vedrà lui con il suo team che chiudere una wild card per fare un torneo prima del ‘Championships’ o restare fermo un mese. Dipenderà da come si sentirà a livello fisico”. 

    “Voglio ringraziare Jannik Sinner per la grande sportività e il senso di responsabilità dimostrati oggi. In condizioni climatiche estremamente difficili, dopo un malore evidente, Jannik ha scelto comunque di restare in campo e di concludere la partita con rispetto per il torneo, per il pubblico e per il suo avversario”. Così il presidente della Fitp Angelo Binaghi dopo la sconfitta di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo.  

    “Le sconfitte fanno parte dello sport, ma il carattere e la correttezza mostrati oggi da Jannik valgono molto più del risultato – sottolinea Binaghi -. A nome della Federazione Italiana Tennis e Padel gli siamo vicini e siamo orgogliosi di lui, non solo come campione, ma anche e soprattutto per i valori che continua a trasmettere”. 

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    sport

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  • Iran, Di Maio: “Hormuz riaprirà ma non tornerà quello di prima”

    Iran, Di Maio: “Hormuz riaprirà ma non tornerà quello di prima”

    (Adnkronos) – “Oggi a Hormuz siamo ancora in una situazione di conflitto, ma il giorno dopo che riaprirà non tornerà mai alla Hormuz di prima”. A dirlo è l’ex M5S Luigi Di Maio, oggi Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, intervenuto al confronto ‘Far crescere il sud nella tempesta globale’, organizzato dall’Osservatorio economico e sociale ‘Riparte l’Italia’ al Circolo Nazionale dell’Unione di Napoli. “Leggiamo già notizie di come l’Iran stia pensando di far pagare non i pedaggi, che sono illegali per la libertà di navigazione, ma i servizi. Questa roba la possiamo evitare se come Paesi europei ricominciamo a credere fermamente nel diritto internazionale”, ha spiegato Di Maio. 

    Po le parole sulla guerra tra Israele e Palestina. “Noi – ha detto – dobbiamo lavorare per un’equazione di sicurezza nell’intero Medio oriente, ma non ci sarà mai un’equazione di sicurezza che vada dal mar Arabico al Mar Mediterraneo senza risolvere il conflitto tra Israele e Palestina, in particolare senza risolvere la questione palestinese. Questo è il primo punto. Per le opinioni pubbliche di tutti i Paesi arabi non c’entra la democrazia, i giovani di quei Paesi guardano alla questione palestinese come una questione esistenziale per la politica del proprio Paese”.  

    “Il giorno dopo che Iran e Stati Uniti si saranno accordati sul nucleare ci saranno tanti altri problemi. Il Medio oriente resta instabile non per il nucleare, ma per tante ragioni: per le tensioni tra Iran e Israele, per le tensioni scatenate da Israele a Gaza, quelle scatenate dall’Iran con i loro proxy in Yemen, Libano, Iraq”, ha concluso Di Maio. 

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    internazionale/esteri

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  • Gb, 4 giovani su 10 pronti a lasciare Londra: “Costo della vita alto, stipendi non in linea”

    Gb, 4 giovani su 10 pronti a lasciare Londra: “Costo della vita alto, stipendi non in linea”

    (Adnkronos) –
    Quattro giovani su dieci si sono detti pronti a lasciare Londra non per fare nuove esperienze all’estero, ma perché forzati da vari fattori, tra cui costo della vita troppo alto e salari non in linea con la crescente inflazione. Per la prima volta nella storia, la capitale inglese si trova alle prese con un flusso migratorio totalmente nuovo che sta interessando coloro che hanno tra i 18 e i 30 anni. Se un tempo le partenze verso l’estero rappresentavano una scelta temporanea focalizzata sull’arricchimento personale e sull’avventura, oggi la decisione di abbandonare le grandi città risponde a dinamiche ben più severe. Una recente ricerca condotta da London Heritage Quarter evidenzia come ben quattro giovani su dieci, in una fascia d’età compresa tra i 18 e i 30 anni, abbiano intenzione di lasciare Londra tra i prossimi due e cinque anni.  

    Le ragioni dietro questo imminente esodo sono da rintracciare in un progressivo declino della qualità della vita cittadina, segnato da una profonda crisi del mercato del lavoro, dall’aumento insostenibile del costo della vita, con una pressione particolare sul mercato degli affitti, e da un diffuso senso di insicurezza alimentato dalla microcriminalità. Questo fenomeno non si limita alla realtà londinese, ma fotografa un malessere esteso a livello nazionale. I dati raccolti nel rapporto “The Great Gen Z Exodus” basato su analisi dell’Office for National Statistics mostrano che i giovani non attendono più il compimento dei trent’anni per emigrare, ma scelgono di farlo già attorno ai venti. Nel giugno del 2025, il Regno Unito ha registrato un picco storico di migrazioni nella fascia d’età tra i 20 e i 29 anni, con una quota compresa tra i 130.000 e i 140.000 ragazzi in partenza, un incremento netto rispetto ai circa 95.000 registrati nel periodo pre-pandemico del 2018. Al contrario, i flussi migratori nella fascia tra i 30 e i 34 anni sono scesi a 55.000. Le motivazioni economiche sono evidenti: l’86% dei giovani intervistati afferma che i salari attuali non riflettono il costo reale della vita nel Paese, mentre il 79% dichiara di avvertire una costante e logorante pressione finanziaria.  

    A commentare la complessità di questo scenario è Stefano Potortì, presidente di Uk Confederation, un’organizzazione con sede a Londra che riunisce imprenditori italiani e britannici. Potortì vive da 23 anni nel Regno Unito ed ha anche una riprova di quanto sta accadendo attraverso le sue scuole di lingua, ‘Sagitter Training’, le quali operano proprio a contatto con i più giovani, sia europei verso il Regno Unito, che britannici verso gli altri Stati membri. “Sono fondamentalmente due le maggiori criticità e la prima riguarda il costo della vita, il quale è cresciuto troppo rispetto a quelli che sono i salari entry-level delle industrie più larghe; escludendo i settori ad alta remunerazione come la finanza e il lusso, i compensi iniziali in comparti quali l’hospitality, dove di norma i giovani fanno le loro prime esperienze lavorative, sono troppo bassi rispetto a quanto poi viene richiesto in termini di affitto, trasporti pubblici e bollette. La seconda criticità riguarda più la sfera personale, ossia i giovani di oggi hanno anche meno voglia di ‘seminare per raccogliere’ rispetto a quanto hanno fatto i loro genitori o nonni. Ma non è una colpa loro, quanto della società del benessere nella quale sono cresciuti. Da parte loro evidenzio poco interesse a investire nel luogo dove sono nati, se questo non gli fornisce subito le basi di cui necessitano, soprattutto quando hanno a disposizione decine di alternative a distanza di un low cost”. 

    Questo esodo ‘forzato’, come anticipato, rappresenta una novità assoluta dal punto di vista storico e culturale per il Regno Unito. “Gli studenti inglesi sono stati storicamente quelli che hanno approfittato di meno dei vantaggi offerti dal programma Erasmus – ricorda il presidente di Uk Confederation – dato che non era nella loro cultura trasferirsi all’estero, anche solo per pochi mesi e soprattutto per ragioni di studio. Ora la situazione è cambiata e sta mutando anche la loro predisposizione nel vedere con più interesse agli altri paesi, sia essi europei che extra continentali”.  

    Sempre secondo le ricerche, le mete verso cui si dirigono questi nuovi flussi migratori in uscita dal Regno Unito vedono in prima fila l’Asia, considerata fortemente attrattiva per via del rapido sviluppo tecnologico e di costi di gestione quotidiana decisamente più contenuti. Segue poi l’Europa, con i giovani britannici intenzionati a stabilirsi in altre capitali del continente che però offrono costi più alla portata rispetto a città come Londra, Liverpool, Edimburgo, solo per fare alcuni esempi.  

    Tra i paesi europei, la Spagna si sta muovendo con anticipo nell’attrarre queste risorse. Potortì osserva che “la Spagna è un paese che sta investendo molto sul creare le giuste condizioni per accogliere cervelli in fuga da altri paesi, tanto che Barcellona sta diventando una destinazione molto quotata tra i neo laureati inglesi, i cosiddetti nomadi digitali. Perché ha un sistema fiscale che li favorisce, c’è un buon clima, la qualità della vita è ottima, il costo della vita è ancora relativamente contenuto rispetto ai salari medi”.  

    Anche l’Italia rientra tra le mete prese in considerazione da una parte dei giovani in uscita dal Regno Unito, stimolata soprattutto dall’introduzione dei nuovi visti dedicati ai nomadi digitali. Tuttavia, le potenzialità del territorio italiano rischiano di scontrarsi con barriere strutturali ancora irrisolte.  

    Secondo il presidente di Uk Confederation, l’Italia “ha un grossissimo potenziale ma sconta due grandi limiti. Il primo è sicuramente la lingua. Per un inglese che si trasferisce lì, il processo di radicamento in ambito lavorativo è molto più lento rispetto ad altri paesi del centro nord Europa. Il secondo è puramente tecnologico: la fibra non è ancora diffusa in tutta Italia e se un nomade digitale inglese vuole trasferirsi in un paesino dell’entroterra dove i costi della vita a sono sicuramente modesti, rischia di incappare in una copertura tecnologica molto basica che renderebbe lento il suo lavoro. Per non parlare dell’assenza totale di co-working space. L’alternativa potrebbero essere le grandi città, come Milano o Roma, ma si tornerebbe al punto di partenza: costi della vita troppo alti rispetto ai guadagni medi”.  

    Nonostante queste criticità, lo scenario attuale offre all’Italia un’opportunità di sviluppo che dovrebbe essere colta tempestivamente. “Se il Paese saprà intervenire in tempi brevi per ridurre i propri ritardi in ambito digitale e linguistico – conclude Potortì – potrà candidarsi a ospitare una quota significativa di professionisti qualificati, emulando le strategie di accoglienza che stanno già premiando altre nazioni europee. E che, nel corso dei decenni passati, sono state appannaggio proprio del Regno Unito”. (di Alessandro Allocca) 

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  • Truffa del finto poliziotto con l’Ai. A Roma dopo la prof tocca alla moglie del docente universitario, colpo da 150mila euro

    (Adnkronos) – La dinamica ricalca quella messa in atto pochi giorni fa, per la truffa da mezzo milione di euro all’insegnante nella centralissima via Parigi. Ma stavolta il finto agente della Polizia, come si è spacciato, ha truffato un’altra donna, anche lei non certo anziana, una professionista di 46 anni, mamma di due ragazze adolescenti, ingannata da una telefonata con la voce del marito clonata con l’intelligenza artificiale. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, la donna è stata chiamata al telefono fisso di casa da un sedicente poliziotto dall’accento napoletano. La scusa sempre la stessa. La targa dell’auto di sua proprietà era stata clonata. Già in possesso di numerose informazioni della famiglia, l’uomo le ha detto che con quella macchina erano state fatte rapine il giorno prima, a Roma, e che si sarebbe dovuta presentare con urgenza in questura per essere sentita come persona informata sui fatti. Una telefonata subito dopo, però, questa volta al cellulare della vittima, chiedeva alla donna un accertamento tecnico urgente sull’auto da parte di personale della Polizia. Continue le telefonate, sia al numero di casa che al cellulare, con le quali sedicenti poliziotti chiedevano di denunciare il possesso di gioielli in casa, in modo dettagliato, per una verifica su tutta la merce rubata nella giornata del sabato.  

    “Hanno clonato le nostre sim, così da riprodurre la mia voce nel corso di una telefonata che avvalorava la finta operazione di Polizia – spiega all’Adnkronos il marito della vittima, docente universitario – Presumibilmente con un jammer hanno mandato poi in blocco la linea telefonica per evitare eventuali telefonate alle forze dell’ordine. E soprattutto quella che avrebbe potuto fare, di lì a poco, mia figlia, ritrovatasi di fronte al truffatore armato”. Con la vittima in strada, invitata ad aspettare gli agenti in garage per l’ispezione dell’auto, l’uomo – descritto come giovane e di media statura – è salito nell’appartamento a Prati a volto scoperto, battendo con violenza alla porta, qualificandosi come un agente di Polizia che doveva svolgere urgenti accertamenti sui gioielli in casa, possibile refurtiva della rapina. Ad aprirgli, spaventata, la figlia 15enne della vittima. “Con una pistola che spuntava dalla tasca – spiega il padre e marito della donna – ha spinto con forza il portone, facendo irruzione in casa nostra e prendendo tutti gli oggetti di valore con la scusa di doverli controllare in Questura, sempre in videochiamata con un finto collega”. Un bottino dal valore complessivo di oltre 150.000 euro, quello portato via dal finto agente. L’ennesima truffa riuscita in pochi giorni da una banda che agisce con le stesse modalità nel cuore di Roma. Al vaglio dei carabinieri, impegnati nelle indagini dopo la denuncia presentata alla Stazione di Prati, le immagini delle telecamere a circuito chiuso del palazzo. (di Silvia Mancinelli) 

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  • Roland Garros, oggi Darderi-Comesana al secondo turno – Diretta

    Roland Garros, oggi Darderi-Comesana al secondo turno – Diretta

    (Adnkronos) –
    Luciano Darderi in campo al Roland Garros 2026 per il secondo turno. Oggi, giovedì 28 maggio l’azzurro, testa di serie numero 14, affronta – in diretta tv e streaming – l’argentino Francisco Comesana, numero 102 del ranking. Darderi è reduce dalla vittoria ottenuta al primo turno in 3 set contro l’austriaco Ofner. Comesana, invece, ha piegato l’austriaco Quinn in 3 parziali. 

    Dove vedere Darderi-Comesana? Il match Darderi-Comesana, come tutte le partite del Roland Garros, sarà trasmesso in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

    I due tennisti si affrontano oggi per la seconda volta in carriera. Comesana si è aggiudicato l’unico precedente: lo scorso anno, Darderi si è ritirato nel confronto diretto sul cemento di Cincinnati. 

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  • Roland Garros e non solo, quando Sinner perde contro… il caldo e gli infortuni

    Roland Garros e non solo, quando Sinner perde contro… il caldo e gli infortuni

    (Adnkronos) – Il Roland Garros di Jannik Sinner si chiude nel modo più amaro. Oggi, giovedì 28 maggio, il numero uno del ranking Atp è crollato contro Juan Manuel Cerundolo nel secondo turno dello Slam parigino, in una partita che sembrava ormai vinta (con due set di vantaggio e match in controllo totale). Poi, ancora una volta, il caldo e una crisi (“Mi sento la testa pesante e sento di dover vomitare” le parole dell’azzurro all’arbitro, nel corso del match). Un problema che nell’ultimo anno l’azzurro ha dovuto fronteggiare più volte, con alterne fortune. Contro Cerundolo è andata male e Jannik ha visto sfumare la grande opportunità di continuare la corsa alla vittoria finale (e al Career Grand Slam) in un’edizione che vede l’assenza per infortunio del grande rivale Carlos Alcaraz.  

    Quanto visto oggi a Parigi è già successo in tornei del Grande Slam, perché Sinner ha spesso dovuto fare i conti con il caldo e problemi fisici in campo. Una delle immagini più vive, in questo senso, risale alla sfida degli Australian Open 2025 contro Holger Rune. Volto nascosto dall’asciugamano, tremore (preoccupante) delle mani e problemi di stomaco, poi risolti al quarto set con vittoria.  

    A Wimbledon, nel 2024, Sinner aveva accusato invece problemi contro Daniil Medvedev all’inizio del terzo set, con un medical time-out per fronteggiare vertigini, gambe pesanti e difficoltà a restare in piedi. Jannik, quella volta, continuò ma perse al quinto set contro il russo. Andando indietro, si chiuse prima del tempo anche l’avventura al Roland Garros 2022 contro Andrey Rublev. Quel giorno niente caldo, ma un infortunio al ginocchio.  

    Oggi Sinner non si è ritirato, ma in carriera – per vari motivi – ha dovuto farlo in più occasioni. La prima volta a Vienna nel 2020, quando si fermò dopo appena nove minuti degli ottavi contro Rublev per una vescica al piede. Poi a Miami nel 2022, ancora per un problema di vesciche. 

    Sempre nel 2022, a Sofia, Sinner fu costretto al ritiro dopo una caduta nel corso della semifinale contro Holger Rune, per un infortunio alla caviglia destra. E poi Halle 2023, altro forfait per un problema fisico (stavolta di natura muscolare) nel quarto di finale contro Bublik. In tempi più recenti, il ritiro nella finale del Masters 1000 di Cincinnati 2025 contro Alcaraz, dopo soli 5 game. 

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