Categoria: Ultim’ora

  • Sinner, lite con Vagnozzi al Roland Garros: “Mi lasci solo?”

    Sinner, lite con Vagnozzi al Roland Garros: “Mi lasci solo?”

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner ‘zittisce’ Simone Vagnozzi a Roland Garros 2026. Oggi, giovedì 28 maggio, il tennista azzurro ha sfidato Juan Manuel Cerundolo nel secondo turno dello Slam di Parigi, in una partita segnata, nelle sue fasi finali, anche da un battibecco con il suo angolo. 

    Durante un turno di servizio, Vagnozzi si alza in piedi per dare indicazioni all’azzurro, che però reagisce male: ”Puoi lasciarmi un attimo solo? Un attimo solo”, ha urlato al suo allenatore, che dal canto suo è tornato a sedersi lasciando Sinner ai suoi pensieri. 

    Una tensione evidente dovuta anche a problemi fisici manifestati nel corso del terzo set. Sinner ha iniziato a sentire un accenno di crampi e una sensazione di vomito, chiamando in campo prima il fisioterapista e poi rientrando negli spogliatoi. 

     

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  • Sinner, crampi e vomito al Roland Garros? Cos’è successo con Cerundolo

    Sinner, crampi e vomito al Roland Garros? Cos’è successo con Cerundolo

    (Adnkronos) –
    Infortunio per Jannik Sinner al Roland Garros 2026? Oggi, giovedì 28 maggio, il tennista azzurro ha sfidato l’argentino Juan Manuel Cerundolo in una partita segnata, nelle fasi finali del terzo set, da un problema fisico accusato da Sinner, che al momento di servire per il match ha concesso break facendosi rimontare da 5-1 a 5-4. 

    Sinner ha iniziato a muoversi male, faticando a guidare gli scambi e non trovando più slancio con il servizio, in quelli che sembrano a tutti gli effetti crampi. Al momento del cambio di campo Sinner si è seduto in panchina massaggiandosi la coscia sinistra, ma senza chiedere l’intervento del fisioterapista. Tornato in campo l’azzurro ha però cominciato a zoppicare. 

    “Dipende da cosa hai”, gli ha detto l’arbitro quando lui ha chiesto se potesse prendersi del tempo. “Non so se è disidratazione”, ha detto l’azzurro, che poi ha chiamato il fisioterapista. “Mi sento la testa pesante e sento di dover vomitare”, ha detto Sinner al suo team, rientrando poi negli spogliatoi. 

     

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    sport

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  • myPos, esperienza d’acquisto cashless continua ad ‘Anteprima d’estate’ promossa da Artigiano in fiera 

    myPos, esperienza d’acquisto cashless continua ad ‘Anteprima d’estate’ promossa da Artigiano in fiera 

    (Adnkronos) – Prosegue la collaborazione triennale tra myPos, piattaforma finanziaria all-in-one dedicata alle piccole imprese europee, e Artigiano in Fiera, la più grande manifestazione internazionale dedicata all’artigianato e alle micro e piccole imprese. In occasione della seconda edizione di ‘Anteprima d’estate’, myPos torna al fianco della manifestazione come partner di pagamento ufficiale, mettendo a disposizione degli espositori soluzioni per accettare pagamenti digitali in modo semplice, rapido e sicuro. 

    Dal 29 maggio al 2 giugno, presso il quartiere fieristico di FieraMilano Rho, Anteprima d’estate -promossa da Artigiano in fiera- tutti i giorni dalle 10 alle 22.30 e con ingresso gratuito offrirà alle micro e piccole imprese presenti un contesto ad alta affluenza per incontrare nuovi clienti e trasformare i contatti in opportunità commerciali.  

    In questo scenario, un’esperienza di pagamento fluida contribuisce a ridurre code e disagi e a supportare l’operatività quotidiana degli espositori anche nei momenti di picco. Grazie all’ecosistema myPos, i merchant possono gestire incassi e attività in modo continuativo e sotto controllo, senza problemi di connessione, offrendo ai visitatori un’esperienza di acquisto cashless più fluida e riducendo la necessità di ricorrere agli sportelli Atm. 

    “Eventi come ‘Anteprima d’estate’ promosso da Artigiano in fiera sono un’occasione concreta per dimostrare come la digitalizzazione dei pagamenti possa semplificare il lavoro quotidiano dei commercianti”, ha affermato Alessandro Bocca, country manager di myPos. “Il nostro obiettivo è rendere l’esperienza d’acquisto cashless più scorrevole per i visitatori e, allo stesso tempo, aiutare gli espositori a gestire incassi e operatività con maggiore continuità e controllo: non solo un Pos, ma un ecosistema di strumenti che li accompagna prima, durante e dopo l’evento”. 

    “Questo accordo, che celebra il terzo anno di collaborazione, è prima di tutto un impegno condiviso per rendere l’esperienza all’Artigiano in fiera sempre più fluida, piacevole e vicina alle esigenze di chi la vive, artigiani e visitatori. Il nostro villaggio artigiano globale è fatto di incontri, scoperte e relazioni, e innovare significa anche semplificare ogni gesto quotidiano, a partire dai pagamenti -ha dichiarato Gabriele Alberti, amministratore delegato e direttore generale di Ge.Fi.-. In un contesto che ogni giorno accoglie migliaia di transazioni, offrire soluzioni rapide, intuitive e sicure diventa fondamentale per lasciare spazio a ciò che conta davvero: l’esperienza, la scoperta del lavoro artigiano e il piacere dell’acquisto”. 

    Il team myPos sarà presente ad ‘Anteprima d’estate’ supportando gli artigiani con uno stand dedicato (L84/M83, Padiglione 3). 

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  • Da Mario Sechi a Massimo Giletti e Federica Angeli, oltre 200 i giornalisti sotto scorta e tutela in Italia

    Da Mario Sechi a Massimo Giletti e Federica Angeli, oltre 200 i giornalisti sotto scorta e tutela in Italia

    (Adnkronos) –
    Sono oltre 30 i giornalisti sotto scorta armata in Italia. E Mario Sechi, il direttore di Libero, è solo l’ultimo cronista a finire sotto protezione dello Stato. Come ha scritto lo stesso Sechi, “sono diventato un bersaglio del terrorismo anarchico perché penso e scrivo”. E’ stata una telefonata a cambiargli la vita. Arrivata dal prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, a cui ha fatto seguito una visita del questore Bruno Megale, che gli hanno formalmente comunicato la necessità della protezione.  

    Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione, anche se sono 30 i giornalisti sotto scorta, la cifra sale di parecchio se si considerano le forme di vigilanza e tutela dinamica. Che superano i 200 casi complessivi. Se in passato la matrice principale era quella della criminalità organizzata, oggi invece si registrano dei cambiamenti con forti picchi legati all’estremismo politico, ai movimenti eversivi e alle inchieste sui colletti bianchi. 

    A Mario Sechi è stata assegnata la scorta per le minacce arrivate dalla galassia anarco-insurrezionalista dopo i suoi editoriali sui fatti di Roma. Ma con Sechi sono tanti altri i giornalisti scortati in Italia. A partire da Massimo Giletti. Il giornalista e conduttore è sotto scorta dal 2020 a seguito delle minacce del boss palermitano Filippo Graviano, intercettato in carcere mentre si scagliava contro il conduttore per le puntate di Non è l’Arena dedicate alle scarcerazioni dei mafiosi durante la pandemia. 

    A seguire c’è Lirio Abbate, che è da anni sotto scorta per le sue inchieste su Cosa Nostra, i legami tra mafia e politica e la cattura dei latitanti. È stato nel mirino diretto del boss Leoluca Bagarella. Ancora: Paolo Borrometi vive sotto scorta armata dal 2014. Le sue inchieste sulla mafia di Scicli e della Sicilia orientale hanno portato allo scioglimento di comuni e a pesantissimi decreti di condanna. Contro di lui era stato pianificato un attentato con autobomba, fortunatamente sventato. 

    Il cronista calabrese Michele Albanese vive sotto scorta dal 2014 per aver raccontato i riti e gli affari della ‘Ndrangheta nella piana di Gioia Tauro. Poi, lo storico giornalista d’inchiesta Sandro Ruotolo, finito sotto scorta per le minacce di morte ricevute dal boss dei Casalesi, Michele Zagaria, a causa delle sue indagini sul traffico di rifiuti tossici in Campania. Più di recente si è aggiunto all’elenco anche Nello Trocchia. Sotto scorta per le sue inchieste sulla criminalità organizzata a Roma e nel Lazio, in particolare sui clan di Ostia e del basso Lazio, e per le indagini sulla Camorra campana. Un altro giornalista d’inchiesta sotto scorta è Salvo Palazzolo di Repubblica, che da anni scrive di mafia ed è stato destinatario di minacce di morte. 

    Per avere scritto inchieste su Roma e il suo litorale viva da 13 anni sotto scorta la cronista di Repubblica Federica Angeli, che ha squarciato il velo di omertà sul clan Spada a Ostia. Il suo caso è uno dei più noti di resilienza e continuità professionale nonostante l’isolamento coatto. 

    I conduttori delle principali trasmissioni di giornalismo investigativo italiano sono spesso nel mirino per la capacità di amplificazione dei loro network. A partire da Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report (Rai 3) che vive sotto scorta a causa di minacce di morte provenienti sia da ambienti mafiosi legati alla destra eversiva, sia per le inchieste su frodi finanziarie, traffici internazionali e corruzione. Ci sono anche nomi meno conosciuti, ma sempre nel mirino della criminalità, come Marilena Natale, una cronista casertana che vive sotto scorta rigida per le sue coraggiose denunce contro le fazioni del clan dei Casalesi. (di Elvira Terranova) 

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    cronaca

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  • Roland Garros, Oliynykova contro i tennisti russi: “Sono parte della propaganda, la loro bandiera è come la svastica”

    Roland Garros, Oliynykova contro i tennisti russi: “Sono parte della propaganda, la loro bandiera è come la svastica”

    (Adnkronos) – Dopo il successo contro la russa Pridankina al Roland Garros 2026, Oleksandra Oliynykova continua nella sua polemica contro i tennisti russi, per le vicende connesse alla guerra tra Russia e Ucraina: “Quando gioco sono professionale – ha detto la tennista ucraina in conferenza stampa, tornando sul tema dopo gli Internazionali – non mi influenza contro chi. Penso però che dobbiamo capire che trasformare tutto questo in uno spettacolo non sia giusto. Potrei mostrarvi cosa i russi hanno fatto ai campi da tennis in Ucraina e cosa sta succedendo. Molti atleti ucraini sono andati in guerra per difendere l’Ucraina e sono morti. Altri sono stati uccisi in casa, come civili”. 

    Oliynykova si è soffermata poi sulla bandiera russa: “È un simbolo di terrore, il simbolo che i soldati russi usano dopo aver distrutto completamente delle città. Per me, usare quella bandiera non è diverso dall’usare una svastica. Non vedo differenze”. 

     

    Parlando degli atleti russi, Oliynykova ha aggiunto: “Il problema è che fanno parte della propaganda. Restano in silenzio, così sostengono il regime. Molti partecipano attivamente alla propaganda sui social e partecipando a eventi sponsorizzati da Gazprom. Altri sostengono Putin, non si parla abbastanza di questo”. E ancora: “Dobbiamo smettere di fingere che non stia succedendo nulla. I giocatori russi contribuiscono a una propaganda aggressiva anche verso gli altri Paesi europei”. 

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    sport

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  • Eurispes: la politica privilegia emozione ad argomento, mobilitarsi per grandi cause

    (Adnkronos) – “Le politiche non possono essere un insieme di interventi scollegati, al contrario, devono essere coerenti e interdipendenti. Il recupero –o la ricostruzione– di un modello di crescita che combini gli elementi quantitativi con quelli qualitativi, quelli economici con quelli sociali e culturali: in altre parole, la grande causa della lotta all’esclusione nei suoi molteplici aspetti, richiede una capacità e una volontà di progettare che, in questa fase storica, è difficile riscontrare nel dibattito politico italiano. Questo, perché la politica italiana è dominata da una grammatica che privilegia l’emozione sull’argomento, lo slogan sulla proposta, la visibilità sulla competenza”. Lo rileva il Rapporto Eurispes 2026. 

    “I programmi elettorali, quando esistono, non sono letti, a volte, nemmeno da chi teoricamente li avrebbe scritti, tanto spesso questo accade anche nel momento in cui vengono introdotte nuove norme. La politica dialoga con i cittadini -sottolinea ancora il documento- attraverso i Social grazie all’Intelligenza artificiale istruita e gestita da agenzie di comunicazione e non dal singolo politico. Il Parlamento è sempre meno il luogo dove si decide e sempre più un’Aula in cui si ratifica ciò che è stato deciso altrove”. 

    “Una generazione senza grandi cause -avverte il Rapporto- è una generazione senza futuro. Ed ecco un altro nodo nevralgico: l’Italia ha bisogno di grandi cause, cioè di obiettivi collettivi condivisi attorno ai quali mobilitare energie, risorse, intelligenze. Ma, per coglierle occorre una politica capace di pensiero lungo. E il pensiero lungo è incompatibile con il ciclo elettorale permanente e con la logica del consenso estemporaneo. Occorre recuperare ciò che per i Padri costituenti era il ‘senso dello Stato’: l’idea che esistano interessi superiori a quelli di partito, di coalizione, di mandato elettorale o privati o personali”.  

     

    “È una posizione che riconosce la differenza tra chi governa per sé e chi governa per la comunità. Tra il politico che chiede: ‘cosa posso promettere per vincere le prossime elezioni?’ e il politico che chiede: ‘cosa devo fare per lasciare il Paese in condizioni migliori di come l’ho trovato?’. La seconda domanda è quella giusta ed è anche la più difficile da porsi. Difficile anche -sottolinea ancora Eurispes- perché esiste un processo in atto che riguarda sicuramente il nostro Paese ma anche, in termini più estesi e diffusi, l’intera comunità internazionale che è un aspetto nuovo, e più inquietante, della nostra epoca: il potere decisionale si è spostato, ha trovato casa altrove. Non si esprime più principalmente nei luoghi istituzionali, ma in luoghi differenti, spesso opachi, raramente sottoposti a controllo democratico”.  

    “Lo troviamo nelle piattaforme tecnologiche che decidono che cosa milioni di persone vedono ogni giorno orientando, insieme ai consumi, credenze, valori e modi di pensare. Lo troviamo nei fondi di investimento globali che orientano le politiche economiche degli Stati con la sola forza dei mercati finanziari. In reti di potere informali che si incontrano in dimore private piuttosto che nelle Aule parlamentari. Solo poche settimane fa è stato divulgato il ‘Manifesto della Repubblica tecnologica’, manifesto politico, tecnologico e imprenditoriale di Palantir, che ricordiamo essere una società privata tra le più importanti negli àmbiti della sorveglianza digitale, della previsione e della tecnologia civile e militare”.  

    “Non a caso, Papa Leone XIV nel messaggio per la 60esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali ad inizio 2026, ha denunciato -ricorda il Rapporto Eurispes- l’esistenza di una ‘enorme forza invisibile che coinvolge tutti’ nelle mani di ‘una manciata di aziende’, definendo il controllo algoritmico come un rischio di oligopolio e richiamando alla necessità di ‘costruire una cittadinanza digitale consapevole e responsabile’”. 

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    economia

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  • Farmaci, Liris (Fdi): “Investire in equivalenti, è opportunità per più fragili”

    Farmaci, Liris (Fdi): “Investire in equivalenti, è opportunità per più fragili”

    (Adnkronos) – “Il farmaco equivalente rappresenta un’opportunità in più, in particolar modo per la parte più fragile della popolazione. Investire nei farmaci equivalenti significa offrire una possibilità ulteriore e rendere più resiliente e sostenibile la sanità pubblica, nonché il modo universalistico di erogare assistenza sui territori. Chiaramente, ciò richiede di poter contare su un’offerta e su una qualità di farmaci all’altezza”. Lo ha detto a Roma Guido Quintino Liris (Fdi), membro della Commissione Bilancio del Senato, all’evento istituzionale per le celebrazioni del trentennale di Doc Pharma. Un’occasione per ripercorrere la storia dello sviluppo del farmaco equivalente in Italia con uno sguardo volto alle sfide future del sistema salute. 

    “Gli investimenti nel comparto possono fare la differenza – riprende il senatore – sia per quanto riguarda la produzione industriale, sia per quanto riguarda la qualità e l’accessibilità alle cure”. E proprio sulla qualità del prodotto, Liris si sofferma: “È fondamentale preservarla: è su questo fronte che oggi si può combattere una battaglia utile per tutti gli italiani, per il modello universalistico di sanità e, soprattutto, per le prospettive di autonomia e indipendenza. Dobbiamo lavorare molto per raggiungere una maggiore autonomia, anche nella produzione di farmaci. In definitiva – conclude – lavoro, produzione, ma anche qualità e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”.  

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    cronaca

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  • Conte (Inps): “Mobilità dato di fatto, vogliamo far dialogare Paesi”

    Conte (Inps): “Mobilità dato di fatto, vogliamo far dialogare Paesi”

    (Adnkronos) – “La mobilità dei lavoratori è ormai un dato di fatto. In tutta Europa si spostano milioni di persone che cercano un lavoro per loro più favorevole, e questo comporta che le istituzioni pubbliche si adeguino per offrire servizi sempre migliori. Inps, sviluppando una sensibilità già presente negli anni scorsi, ha istituito una vera e propria direzione centrale dedicata a questi temi, rivolta quindi ai lavoratori e ai pensionati che si spostano in Europa e nel mondo. Nei prossimi anni dobbiamo continuare con lo sviluppo delle pratiche di cooperazione fra gli enti, europei o comunque internazionali, per offrire servizi sempre migliori, investire nel digitale, ma soprattutto informare le persone, spiegare i loro diritti, essere sempre più presenti e pronti a far sì che quei diritti siano effettivi ed esigibili. La Direzione Centrale Relazioni Internazionali nasce proprio con questa missione”. Giuseppe Conte, Direttore centrale relazioni Internazionali Inps, così commenta a margine dell’iniziativa ‘Il Lavoro Frontaliero fra Italia, Francia e Principato di Monaco’, ospitato al Casinò di Sanremo – 

    “Noi siamo qui stamattina proprio perché partiamo da una realtà particolare che è quella dei rapporti fra Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta con Francia e Principato di Monaco – aggiunge – E’ una zona in cui la dimensione transfrontaliera è molto forte, molto sentita. Si può fare di più, si possono sviluppare i servizi, si possono informare meglio i cittadini e per questo motivo c’è necessità di confronto fra tutte le istituzioni coinvolte. Oggi questo convegno è il primo passo di un percorso di dialogo fra le amministrazioni proprio per sviluppare servizi sempre migliori”, conclude. 

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  • Eurispes: centenari più che raddoppiati in 16 anni in Italia e la quasi totalità vive in famiglia

    Eurispes: centenari più che raddoppiati in 16 anni in Italia e la quasi totalità vive in famiglia

    (Adnkronos) –
    I centenari italiani “sono più che raddoppiati in sedici anni, e la quasi totalità di loro vive in famiglia, non in strutture assistenziali. La longevità estrema produce, oltre una certa soglia, un plateau biologico che nessun modello demografico classico aveva previsto. L’Italia non sta semplicemente ‘accumulando’ anziani: sta producendo una forma di vecchiaia che non ha precedenti storici, con caratteristiche che smentiscono alcune delle assunzioni su cui si fondano le politiche correnti”. Lo evidenzia il rapporto Eurispes 2026. “L’Italia è il paese più vecchio d’Europa: al 2025, il 24,7% della popolazione ha più di 65 anni, con un’età mediana di 48,7 anni, la più alta nell’Ue. Il dato più allarmante non è però la quota degli over 65 in sé, ma la sua composizione: gli ultraottantenni superano per la prima volta i bambini sotto i dieci anni. Le nascite toccano il minimo storico (370mila nel 2024), i decessi sono quasi il doppio (651mila), e la migrazione non compensa il deficit”, sottolinea il report.  

    “I centenari sono 23.548 al primo gennaio 2025 e il loro numero è più che raddoppiato dal 2009 (+130% in sedici anni). Si tratta di una frazione minima della popolazione, ma proprio per questo rivelano qualcosa che i grandi numeri nascondono – chiosa l’Eurispes – Sono il punto estremo di una curva che si è spostata lungo tutto il suo profilo e, in quanto tali, funzionano come uno specchio deformante che amplifica le tendenze appena visibili nelle fasce di età inferiori. Ciò che oggi è eccezionale (sopravvivere cent’anni) diventa, nelle proiezioni, progressivamente meno raro. Capire come funziona la mortalità alle età estreme significa anticipare come funzionerà, tra qualche decennio, la mortalità nelle fasce che oggi consideriamo ‘normalmente anziane’. La distribuzione geografica dei centenari disegna una mappa della longevità che non coincide con quella del benessere economico. Inoltre, la quasi totalità dei centenari vive in contesto familiare. Questo dato, contro-intuitivo in un Paese dove la rete di cura formale per gli anziani è storicamente debole, suggerisce che la famiglia svolga non solo una funzione assistenziale ma anche una funzione biologicamente protettiva. Chi vive solo a 110 anni è statisticamente una rarità. La scoperta più sorprendente – prosegue – che emerge dall’analisi longitudinale dei semi-supercentenari italiani riguarda però la struttura stessa della mortalità alle età estreme. Contrariamente a quanto i modelli demografici classici avevano ipotizzato, oltre i 105 anni il rischio di morte non cresce in modo esponenziale: a 105 anni la probabilità di decesso entro l’anno è pari al 48%, e nel tratto compreso tra i 105 e i 112 anni rimane sostanzialmente costante, non superando mai il 60%”.  

    “Letto in controluce, il fenomeno dei centenari dice che stiamo producendo una forma di vecchiaia per la quale non esistono precedenti storici, e di cui non conosciamo ancora i limiti. La biologia della mortalità alle età estreme – conclude – si comporta diversamente da come credevamo. Le proiezioni Istat stimano quasi 160mila centenari in Italia nel 2050, sette volte il numero attuale. Non si tratta di una curiosità demografica: è una domanda concreta su cosa significhi organizzare una società in cui la longevità estrema smette di essere un’eccezione e diventa una componente strutturale della popolazione”,  

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  • Samsung,/ Trend radar 2026: “L’Ai è ovunque, ma quasi un italiano su 2 non la usa (ancora)”

    Samsung,/ Trend radar 2026: “L’Ai è ovunque, ma quasi un italiano su 2 non la usa (ancora)”

    (Adnkronos) – L’intelligenza artificiale è ormai parte del nostro vocabolario quotidiano, ma non sempre pienamente riconosciuta nelle nostre abitudini. Secondo il nuovo Samsung Trend radar 2026, realizzato in collaborazione con Toluna, se da un lato l’Ai sia largamente conosciuta dagli italiani, dall’altro il suo utilizzo concreto nella vita di tutti i giorni resta ancora limitato. Il 58% degli italiani dichiara infatti di avere solo una conoscenza superficiale dell’intelligenza artificiale, mentre il 65% ammette di non riuscire a coglierne appieno la presenza nei dispositivi che utilizza quotidianamente. Allo stesso tempo, emerge una forte apertura: il 71% riconosce nell’Ai uno strumento utile per risparmiare tempo e migliorare la vita di tutti i giorni, e la stessa percentuale esprime il desiderio di comprenderne meglio il funzionamento. Il 42% degli italiani dichiara infatti di utilizzare poco o per nulla strumenti di intelligenza artificiale (il 23% degli intervistati non li utilizza e il 19% li usa raramente), mentre solo il 35% li integra con frequenza nella propria routine. Un dato che evidenzia un gap strutturale tra awareness e adozione reale, tipico di una tecnologia ancora in fase di diffusione. 

    L’Ai è ancora ridotta a chatbot, una visione limitata del suo potenziale: quando si parla di intelligenza artificiale, oltre metà degli italiani (56%) pensa immediatamente a chatbot che rispondono alle domande, seguiti da assistenti vocali (47%) e strumenti di traduzione (44%). Un’immagine che fotografa una percezione ancora fortemente semplificata: l’Ai viene associata a funzioni immediate e puntuali, più che a un sistema integrato capace di trasformare l’esperienza tecnologica nel suo insieme. Solo circa un terzo degli italiani collega infatti l’intelligenza artificiale alla casa connessa (34%) o agli elettrodomestici intelligenti (33%), segno di una disconnessione tra Ai e dispositivi d’uso quotidiano. 

    Tecnologia diffusa, ma ecosistema ancora poco riconosciuto. L’Italia si conferma un Paese altamente digitalizzato dal punto di vista dell’accesso: il 93% possiede uno smartphone, l’82% un Pc o laptop e l’80% una Smart Tv. Eppure, la diffusione dei dispositivi non si traduce ancora in una piena percezione del valore dell’intelligenza artificiale come sistema integrato. Solo il 15% degli italiani riconosce infatti l’integrazione tra dispositivi come un reale vantaggio dell’Ai: un dato che evidenzia come il potenziale dell’ecosistema connesso sia ancora poco compreso. Anche nell’ambito della casa connessa emerge un gap significativo: solo il 22% di chi possiede elettrodomestici intelligenti dichiara di affidarsi completamente alle funzionalità Ai adattive, evidenziando come il valore di queste tecnologie non sia ancora pienamente sfruttato. Il risultato è una fotografia chiara: la tecnologia è diffusa, ma il valore dell’intelligenza che la connette non è ancora pienamente riconosciuto. 

    Tra utilità e timore: un immaginario ancora polarizzato. L’analisi delle associazioni spontanee mostra un immaginario frammentato: da un lato l’Ai è percepita come strumento utile e immediato, dall’altro resta legata a concetti come futuro, robot e innovazione. Una polarizzazione che riflette una tensione crescente: Ai come supporto concreto nel presente vs tecnologia percepita come ancora distante e potenzialmente complessa. 

    “I risultati del Trend radar 2026 evidenziano un aspetto cruciale sul quale vogliamo fare luce: l’intelligenza artificiale è già presente nella vita quotidiana degli italiani, ma non sempre viene riconosciuta e utilizzata pienamente nel suo potenziale. Più che un tema di diffusione tecnologica, emerge quindi una questione di consapevolezza. Per Samsung, l’Ai non è una funzione isolata, ma un elemento integrato che semplifica e migliora l’esperienza d’uso in modo fluido e intuitivo. L’obiettivo è rendere questa tecnologia sempre più accessibile, concreta e rilevante nella quotidianità delle persone”, ha dichiarato Emanuele De Longhi, head of corporate marketing di Samsung electronics Italia. Proprio in questo scenario, Samsung continua a sviluppare soluzioni che integrano l’intelligenza artificiale in modo sempre più naturale all’interno dell’ecosistema tecnologico, con l’obiettivo di trasformare una tecnologia spesso percepita come complessa in un alleato concreto e invisibile nella vita di tutti i giorni. 

    I prodotti intelligenti di Samsung: nel mondo audio video, le nuove Tv presentate da Samsung, dalle nuove soluzioni Micro Rgb (R95H, R85H) alla gamma Neo Qled 4K QN80H e QN70H fino ai modelli Oled S99H, S95H, S90H e S85H e alla famiglia Mini Led (M80H), integrano funzionalità Ai evolute in grado di analizzare e ottimizzare automaticamente immagini e suono in tempo reale. Grazie a tecnologie come il ‘Vision Ai companion’ e le modalità di personalizzazione automatica dei contenuti, questi dispositivi trasformano l’esperienza di visione in un’interazione sempre più intuitiva, capace di adattarsi al contesto, al contenuto e alle preferenze dell’utente. 

    Nel segmento ‘home appliances’, dopo i frigoriferi, i forni, le lavatrici e le asciugatrici, Samsung ha integrato l’intelligenza artificiale anche nelle lavastoviglie. Attraverso la funzione Ai Wash, la nuova Bespoke AiSerie 90 rileva automaticamente il livello di sporco delle stoviglie, adattando il consumo di acqua, la temperatura e la durata del ciclo; mentre attivando la funzione Ai Energy mode si ottimizza e si riduce il consumo di energia. Un’esperienza di utilizzo assolutamente intuitiva, orientata alla performance e all’efficienza. 

    Per quanto riguarda la categoria Mobile eXperience, la nuova serie Galaxy S26 integra funzionalità di Galaxy Ai sempre più proattive, capaci di anticipare bisogni e automatizzare azioni complesse direttamente sul dispositivo. Grazie a funzioni come Now nudge e Now brief, lo smartphone offre suggerimenti personalizzati e supporto contestuale in tempo reale, aiutando gli utenti a rimanere organizzati senza interruzioni. Anche la ricerca evolve grazie alla ‘Cerchia e cerca’ con Google più avanzato, mentre la nuova generazione di Bixby e l’integrazione con agenti Ai come Gemini e Perplexity consentono interazioni naturali e la gestione fluida di attività complesse tra diverse app. Dalla gestione intelligente delle informazioni quotidiane alla creazione di contenuti e alla traduzione in tempo reale, gli smartphone Galaxy rendono l’intelligenza artificiale un’esperienza concreta e immediata, riducendo il numero di passaggi necessari e semplificando l’interazione con la tecnologia.  

    In questo modo, Samsung contribuisce a trasformare l’Ai da tecnologia percepita come complessa a presenza discreta, ma costante, capace di migliorare l’esperienza quotidiana e ridurre il divario tra utilizzo e consapevolezza. 

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