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  • Roma: ritorna la festa patronale di Santa Maria Liberatrice al Rione Testaccio

    Roma: ritorna la festa patronale di Santa Maria Liberatrice al Rione Testaccio

    (Adnkronos) – Ritorna dal 29 al 31 maggio la festa rionale di Testaccio. La tre giorni di festeggiamenti della festa patronale di Santa Maria Liberatrice prenderà il via venerdì sera con il saluto delle istituzioni e a seguire il concerto della ‘Walkmen Band’, con la partecipazione di artisti come Stefano Bullian, Roberta Marini, Rino Narciso, Marco Garattini e Alessandro Salvo Cugliari. Si tratta di una festa storica, istituita nei primi anni del ‘900, che come ogni anno prevede un vario e ampio programma di eventi, celebrazioni religiose e iniziative culturali. Concerti, tornei sportivi, laboratori per bambini e cerimonie religiose si alterneranno durante il fine settimana e vedranno coinvolta l’intera comunità salesiana del rione. Il tutto si concluderà domenica sera con la celebre processione nel quartiere.  

    “La Festa Rionale di Santa Maria Liberatrice rappresenta uno dei momenti più autentici e sentiti della vita del nostro quartiere. È una celebrazione che unisce generazioni diverse attraverso la fede, la cultura, lo sport e la partecipazione collettiva. Ringrazio tutte le realtà associative, la parrocchia, i volontari e gli artisti che hanno contribuito a costruire un programma così ricco e coinvolgente. Testaccio dimostra ancora una volta la forza della sua comunità e il valore delle sue tradizioni”, ha dichiarato la presidente del Municipio I Roma Centro, Lorenza Bonaccorsi.  

    “Questa festa è un esempio straordinario di come la cultura possa diventare occasione di incontro, inclusione e valorizzazione dell’identità di un territorio. Musica, laboratori, spettacoli e attività per bambini animeranno le piazze di Testaccio trasformandole in luoghi di condivisione e partecipazione – ha commentato l’assessore alla Cultura del Municipio I Roma centro Giulia Silvia Ghia – Eventi come la Festa di Santa Maria Liberatrice rafforzano il legame tra cittadini e territorio, mantenendo vive le tradizioni del rione con uno sguardo aperto al futuro”. 

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    cronaca

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  • El Shaarawy e Ludovica Pagani sono marito e moglie, le foto del rito civile

    El Shaarawy e Ludovica Pagani sono marito e moglie, le foto del rito civile

    (Adnkronos) – L’attaccante della Roma Stephan El Shaarawy e l’influencer Ludovica Pagani si sono sposati. Ieri il rito civile nella Capitale che li ha ufficialmente resi marito e moglie. A condividere la notizia la stessa coppia, sui propri canali social, con una serie di foto in bianco e nero della giornata. Completo scuro per lui, gonna lunga con spacco e blazer oversize bianchi per lei. Look accompagnato da un cappellino con veletta. (LE FOTO)  

    Dopo questa cerimonia intima, spiegano i neosposi, è tutto pronto per la grande festa di giugno. La coppia, 34 anni Stephan El Shaarawy e 30 anni Ludovica Pagani, sta insieme dal 2020. Lo scorso ottobre l’annuncio sui social della proposta di matrimonio da parte del calciatore, tra lacrime e sorrisi, durante una cena romantica.  

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    sport

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  • Rinnovabili, entra in esercizio l’impianto fotovoltaico realizzato da Magis Group a Trissino

    Rinnovabili, entra in esercizio l’impianto fotovoltaico realizzato da Magis Group a Trissino

    (Adnkronos) – È entrato in esercizio il nuovo impianto fotovoltaico realizzato dal Gruppo Magis a Trissino, in provincia di Vicenza. L’impianto – spiega il Gruppo in una nota – interamente progettato e realizzato dall’area Ingegneria di Magis e costruito con le più efficienti tecnologie per la produzione di energia da fonte solare, rappresenta un perfetto modello di integrazione tra sviluppo industriale e sostenibilità ambientale. L’impianto di Trissino è il più grande parco fotovoltaico del Gruppo Magis in Veneto e il secondo del Gruppo in Italia. 

    Realizzato in un’area precedentemente destinata ad attività estrattive (ex cava e discarica), l’impianto ha una potenza di picco di 8,8 MWp e produrrà 12 GWh di energia elettrica all’anno, equivalenti al fabbisogno energetico annuo di oltre 4mila famiglie, evitando al contempo l’emissione in atmosfera di circa 5mila tonnellate di CO2 all’anno, che diversamente verrebbero emesse da un’equivalente produzione da fonti fossili.  

    L’entrata in esercizio dell’impianto di Trissino, che permette al Gruppo di raggiungere oltre 82 MW di potenza installata da fonte solare, si inserisce nel percorso di sviluppo tracciato dal Piano industriale al 2030 che, sul fronte degli impianti, prevede 508 milioni di euro destinati alla realizzazione di impianti di generazione 100% rinnovabili. 

    “In un anno dove la produzione energetica del Gruppo ha raggiunto l’82% da fonti rinnovabile e la capacità installata da fonti green ha superato per la prima volta quella da fonti tradizionali, il completamento dell’impianto di Trissino conferma la nostra capacità di guidare la transizione energetica con investimenti concreti e visione industriale di lungo periodo – osserva Alessandro Russo, consigliere delegato di Magis – Questo impianto dimostra poi come, all’interno di Magis, ci siano professionalità e competenze di altissimo livello. La sua realizzazione all’interno del Gruppo rappresenta un ulteriore elemento di valore, che testimonia la solidità, l’integrazione e la capacità di esecuzione della nostra organizzazione”. 

    Per Federico Testa, presidente di Magis, “l’entrata in esercizio dell’impianto di Trissino rappresenta un ulteriore avanzamento nel programma di sviluppo del Gruppo nel settore delle energie rinnovabili. La sua realizzazione è il frutto di una proficua collaborazione con le istituzioni locali e di un dialogo costruttivo con il territorio, con l’obiettivo di garantirne sviluppo e sostenibilità ambientale. Il fatto che l’impianto sia stato costruito su un’area precedentemente occupata da una discarica rappresenta inoltre un importante simbolo di riqualificazione e attenzione ai territori, contribuendo a restituire loro nuova vita”. 

    “Il parco solare di Trissino dimostra come sia possibile conciliare la produzione di energia da fonti rinnovabili, anche attraverso impianti di grande dimensione, con la tutela e la valorizzazione del territorio. Nel Vicentino questo progetto è uno dei primi esempi di come un impianto di questa taglia possa integrare sviluppo energetico sostenibile, riqualificazione ambientale e attenzione al contesto locale”, dice Stefano Fracasso, vicepresidente di Magis. 

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    economia

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  • Matrimoni, Eurispes: divorziati over 50 triplicati tra 2008 e 2022

    Matrimoni, Eurispes: divorziati over 50 triplicati tra 2008 e 2022

    (Adnkronos) – Nel corso degli ultimi quindici anni, l’età media dei coniugi al momento del divorzio si è spostata significativamente verso la maturità. Dunque, la trasformazione più rilevante che emerge dall’analisi dei dati sui divorzi è demografica. La concentrazione maggiore di divorzi interessa oggi le età centrali della vita adulta (tra i 40 e i 49 anni per le mogli, tra i 40 e i 54 anni per i mariti), ma la crescita più rilevante si registra nelle fasce over 50. E’ quanto emerge dal Rapporto Italia Eurispes 2026 pubblicato oggi. I numeri raccontano una trasformazione profonda. Le mogli over 50 che hanno divorziato sono più che triplicate tra il 2008 e il 2022: da 8.297 a 26.798. Le over 60 hanno subito un aumento ancora più marcato: da 3.212 a 10.841, un incremento di oltre tre volte. La stessa tendenza, amplificata, si registra tra i mariti: gli over 50 sono passati da 11.719 a 30.511 casi, quasi triplicando; gli over 60 da 5.202 a 17.562, più che triplicando. La fascia più anziana, di 60 anni e oltre, registra dunque la crescita proporzionalmente più sostenuta, sia per le mogli sia per i mariti. Questa tendenza è strettamente connessa con l’invecchiamento demografico del Paese: l’età media della popolazione italiana ha raggiunto i 46,8 anni nel 2025, e più del 24,7% degli italiani ha 65 anni o più. In un Paese più vecchio, è naturale che aumenti anche il peso delle classi di età avanzate tra chi decide di sciogliere il matrimonio.  

    Secondo il rapporto poi, la genitorialità attiva non trattiene le coppie dalla separazione. Per l’intero periodo 2008-2022, circa la metà delle separazioni ha coinvolto figli affidati, in proporzione sorprendentemente stabile nel tempo. La presenza di figli minorenni non è un deterrente rispetto alla decisione di separarsi, ma non la accelera nemmeno: la frattura coniugale segue dinamiche proprie, indipendenti dalla struttura familiare. Al momento del divorzio, però, il quadro cambia: la quota di figli affidati scende al 35-40%, sensibilmente inferiore a quella osservata nelle separazioni. La spiegazione è logica: la chiusura definitiva del matrimonio avviene spesso molti anni dopo la separazione, quando i figli sono ormai cresciuti e non necessitano più di affidamento formale. Emerge con particolare chiarezza anche l’aumento progressivo della durata media del matrimonio fino alla rottura. Nel 2000 la convivenza coniugale media fino alla separazione era di 13 anni, e di 17 anni fino al divorzio. Nei decenni successivi entrambe le medie sono cresciute ulteriormente. Questo significa che separazioni e divorzi riguardano sempre più frequentemente unioni di lunga durata. La dissoluzione del legame si colloca in una fase più avanzata e più matura del ciclo di vita. 

    Quattro grandi fattori strutturali contribuiscono a spiegare il fenomeno dei divorzi grigi. Il primo è il fenomeno del “nido vuoto”: quando i figli lasciano la casa e la coppia si ritrova a fare i conti con sé stessa, senza la funzione genitoriale condivisa che aveva tenuto in piedi la relazione. Il secondo è l’allungamento della speranza di vita: vivere più a lungo significa trascorrere più anni nella relazione coniugale. Quando questa non risponde più alle aspettative, la prospettiva di protrarre il legame per altri decenni può diventare intollerabile. Il terzo è la crescente autonomia economica delle donne: il progressivo aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro ha ridotto la dipendenza economica che in passato rendeva più difficile l’uscita da relazioni non soddisfacenti. Il quarto è il processo di secolarizzazione e mutamento culturale. Parallelamente, le innovazioni legislative, come, ad esempio, il divorzio breve, hanno ridotto le barriere procedurali. 

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    economia

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  • Svizzera, accoltella tre persone gridando ‘Allah Akbar’: arrestato

    Svizzera, accoltella tre persone gridando ‘Allah Akbar’: arrestato

    (Adnkronos) – Un uomo ha accoltellato ferendole tre persone questa mattina alla stazione ferroviaria di Winterthur, vicino a Zurigo in Svizzera, prima di essere arrestato.  

    L’uomo – 31enne svizzero – come si vede da alcuni video circolati sui social avrebbe urlato ‘Allah Akbar’ mentre feriva le persone con un’arma da taglio. La polizia ha affermato che al momento il movente dell’attacco non è ancora chiaro e che le indagini sono in corso per stabilire le cause dell’agguato. La stazione ferroviaria di Winterthur è un luogo molto frequentato, specialmente durante le ore di punta: quindi l’attacco ha avuto un impatto significativo sulla zona. 

    Le tre persone ferite sono state portate in ospedale per ricevere le cure necessarie.  

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    internazionale/esteri

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  • Ricerca, Ricceri (Eurispes): “Analisi quantitativa non basta più, ostacoli sono qualitativi”

    Ricerca, Ricceri (Eurispes): “Analisi quantitativa non basta più, ostacoli sono qualitativi”

    (Adnkronos) – “L’analisi qualitativa è fondamentale per la qualità sociale. I termini quantitativi non sono più sufficienti. Ci si accorge che gli ostacoli oggi sono legati a processi di tipo qualitativo”. Lo ha detto Marco Ricceri, segretario generale dell’Eurispes, intervenendo a Roma alla presentazione del 38° Rapporto Italia 2026 dell’istituto. “Sulla sostenibilità siamo partiti anche a livello europeo con lo sviluppo verde, ma adesso stiamo facendo marcia indietro sui regolamenti – spiega il segretario generale –. Se andiamo a vedere cosa accade al di fuori del sistema europeo, ci accorgiamo che invece molti Paesi stanno puntando a diventare più competitivi e più sviluppati proprio lavorando su questo processo dell’economia verde. La Cina l’ha inserito nel suo piano, ma lo hanno fatto anche altre realtà, come ad esempio il Centro Asia. Allora la nuova competizione si sta determinando su questo: divento più verde o faccio marcia indietro? Questa è la sostanza del discorso”. 

    La complessità globale, secondo Ricceri, “non si affronta se non si applica un’analisi sistemica. Su ogni questione trattata nel rapporto c’è sempre questo tipo di approccio, rafforzato dalle collaborazioni che stiamo portando avanti in Italia”. Come esempio concreto, il segretario generale cita l’area geopolitica: “Se noi studiamo la situazione del Mediterraneo, non possiamo non considerare cosa succede nel Mar Artico, con i nuovi attori che sono destinati a creare uno shock nel sistema mediterraneo. Le nostre politiche devono tener conto di quello che si evolve al di fuori”. In questo quadro complessivo, l’Europa mostra elementi di debolezza strategica: “L’Europa ha perduto l’iniziativa nel Mediterraneo, mentre Paesi come l’Egitto, l’Algeria e la Turchia guardano ormai con sempre maggiore interesse al blocco dei Brics”.  

    Un ulteriore elemento di novità evidenziato dal palco riguarda la capacità di anticipare il futuro nel mondo dell’occupazione: “Negli ultimi due anni abbiamo visto che c’è in Europa, nei servizi pubblici e negli accordi tra servizi pubblici, sindacati, industrie e università, uno sforzo che comincia a essere veramente diffuso di elaborare gli scenari – illustra il segretario generale –. Non basta solo lavorare sui dati che confermano le tendenze, bisogna lavorare sugli scenari: questo significa avere tutta una cultura e un comportamento diversi”. 

    “L’Eurispes svolge un ruolo di forza paziente e attenta di esplorazione sociale che porta alla luce fenomeni nascosti, trasformando la ricerca in un bene comune condiviso – conclude Ricceri –. Il lavoro dell’istituto è stato spesso la prima crepa nel guscio dell’ignoto da cui sono emerse nuove leggi, consapevolezza e una visione più chiara del futuro”. 

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    economia

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  • Feci sul pavimento e immagine sacra danneggiata, in quattro in fuga dopo aver profanato chiesa a Roma

    Feci sul pavimento e immagine sacra danneggiata, in quattro in fuga dopo aver profanato chiesa a Roma

    (Adnkronos) – L’olio santo rovesciato a terra, la tovaglia dell’altare imbrattata con un pennarello, feci sul pavimento e un’immagine sacra danneggiata. Ancora una chiesa profanata a Roma, dopo le feci lanciate a settembre scorso contro gli affreschi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e quelle trovate sull’altare della parrocchia San Nicola di Bari a Ostia, due mesi più tardi. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, ieri pomeriggio in quattro si sono intrufolati nella parrocchia San Paolo della Croce, in via Poggio Verde, in zona Portuense, per mettere a segno un piano ‘rovinato’ dall’irruzione del viceparroco, allertato dai rumori. Sul posto, impegnati nelle indagini, gli agenti della Polizia Scientifica. Per consentire i rilievi, la chiesa è stata chiusa.  

    “Non è un fatto casuale – avverte all’Adnkronos il teologo esorcista padre Giacobbe Elia – Siamo di fronte a un atto premeditato, evidentemente voluto. Anche l’essersi espressi in più modi, rovesciando l’olio, danneggiando un quadro della Madonna e defecando in terra, è un atto verso Gesù e la nostra religione”. Esclusa, da padre Giacobbe Elia, l’ipotesi dell’atto vandalico ad opera di giovanissimi.  

    “I ragazzini possono fare una bravata – spiega – ma non si va in chiesa per soddisfare il desiderio di trasgressione. Queste cose, come quando in Vaticano un uomo fece irruzione nella Basilica di San Pietro e urinò sull’altare, non sono un raptus, se vogliamo essere onesti. Casi del genere mi preoccupano molto, evidentemente siamo di fronte a uno scontro di civiltà che, sebbene in molti non vogliano vedere, è in atto. Quando si muovono dei processi storici, vanno avanti per forza propria, al di là della consapevolezza di chi vi assiste. E’ il tempo che scorre e noi non lo decodifichiamo, non lo comprendiamo. C’è una frase di Sant’Agostino che dice: ‘Quando ci lamentiamo dei tempi, in realtà siamo noi a rendere brutti quei tempi’”. (di Silvia Mancinelli) 

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    cronaca

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  • Sanremo, Maria De Filippi verso il festival 2027: per una sera al fianco di De Martino

    Sanremo, Maria De Filippi verso il festival 2027: per una sera al fianco di De Martino

    (Adnkronos) –
    Maria De Filippi non ha intenzione di perdersi il debutto alla conduzione e direzione artistica di Sanremo di uno dei suoi ‘pupilli’ più cari, Stefano De Martino, che proprio nel talent ‘Amici’ mosse i primi passi televisivi nel 2009. Parte da questa suggestione l’indiscrezione sempre più insistente, raccolta dall’Adnkronos, sulla probabile presenza della regina delle conduttrici Mediaset alla coconduzione di almeno una serata del festival 2027. Per ora, nessuna notizia ufficiale trapela dall’entourage di De Martino o da quello della De Filippi né tantomeno dalla Rai, che intende rispettare l’autonomia delle scelte del nuovo direttore artistico. Quel che è certo è che De Martino è già al lavoro sul Festival: dalla formazione della squadra con cui selezionerà le canzoni in gara e definirà l’impianto dello show, alla stesura del regolamento di Sanremo 2027. 

    In particolare, il conduttore è impegnato da settimane in una full immersion musicale, tra incontri con i principali player dell’industria discografica e ricognizioni dal vivo. È stato avvistato nella platea di diversi concerti – a partire da quello della popstar spagnola Rosalía – ma anche in festival più underground, come accaduto lo scorso weekend al Mi Ami di Milano. Un’attività di scouting propedeutica al lungo lavoro di selezione del cast del Festival 2027, che De Martino – a quanto apprende l’Adnkronos – sarebbe intenzionato a ridurre sensibilmente nel numero dei Big in gara rispetto alle ultime edizioni: si parla di 24-26 artisti.
     

    Un impegno complesso, su cui De Martino appare determinato a non derogare e su cui è già concentrato. Anche se negli ultimi giorni le condizioni di salute dell’ex moglie, Belen Rodriguez, lo hanno inevitabilmente coinvolto sia emotivamente sia sul piano pratico: oltre al legame d’affetto che, al di là delle polemiche pubbliche, ancora li unisce, c’è la comprensibile attenzione nei confronti del figlio Santiago, che oggi ha 13 anni. Per stare vicino a Belen e al ragazzo, che vivono a Milano, De Martino ha modificato nei giorni scorsi tutti i suoi impegni romani legati ad ‘Affari tuoi’, che dalla prossima stagione dovrebbe comunque essere realizzato dal capoluogo lombardo. (di Antonella Nesi) 

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    spettacoli

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  • Sinner, Cahill spegne polemiche: “Per noi non è problema giocare con caldo”

    Sinner, Cahill spegne polemiche: “Per noi non è problema giocare con caldo”

    (Adnkronos) –
    Darren Cahill spegne le polemiche intorno a Jannik Sinner. Oggi, giovedì 28 maggio, il tennista azzurro ha sfidato Juan Manuel Cerundolo nel match che ha aperto il programma diurno del Philippe-Chatrier, iniziato alle ore 12. Un orario decisamente caldo, ma non abbastanza per qualcuno, che lo ha visto come un tentativo di favorire l’azzurro ed evitargli le ore più calde. 

    A rispondere a questi complottisti, che si sono scatenati su X facendo un paragone anche con Novak Djokovic, ci ha pensato Darren Cahill: “Penso che se avessimo voluto evitare il sole, avremmo chiesto di giocare la partita di notte o nel primo slot sul Lenglen”, ha detto il supercoach australiano a TNT Sports, “no, lo sapevamo dopo la nostra prima partita (giocata in serale, ndr). Quindi, per noi, non ha importanza e non è un problema per noi”. 

     

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    sport

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  • Vittimberga (Inps): “Lavoro transfrontaliero riguarda migliaia di persone che attraversano confine”

    Vittimberga (Inps): “Lavoro transfrontaliero riguarda migliaia di persone che attraversano confine”

    (Adnkronos) – “Il tema del lavoro transfrontaliero riguarda migliaia di persone che ogni giorno attraversano un confine che pur restando giuridicamente esistente, ormai da tempo è superato dalla realtà economica e sociale dei nostri territori”. Lo afferma Valeria Vittimberga, direttrice generale Inps, aprendo i lavori del convegno ‘Il lavoro frontaliero fra Italia, Francia e Principato di Monaco’, ospitato al Casinò di Sanremo. Tra Liguria, Costa Azzurra e il Principato si registra una delle aree di mobilità lavorativa più dinamiche d’Europa: si stimano 8.000 lavoratori frontalieri italiani occupati stabilmente nel solo Principato di Monaco, oltre ai numerosi lavoratori che quotidianamente operano tra Italia e Francia, soprattutto nelle aree di Mentone, Nizza e nelle Alpi Marittime. Una mobilità che coinvolge famiglie, imprese, professionisti e anche amministrazioni pubbliche come le nostre, creando un sistema economico e sociale fortemente integrato. Proprio per questo motivo il compito delle istituzioni pubbliche non può limitarsi all’applicazione delle norme esistenti. Dobbiamo accompagnare il cambiamento del lavoro contemporaneo, garantire certezza giuridica, tutelare i diritti sociali e previdenziali dei lavoratori e costruire strumenti amministrativi che siano semplici e vicini ai cittadini. L’Inps sente pienamente questa responsabilità, essendo non soltanto il principale ente previdenziale italiano, ma anche uno dei maggiori attori europei nel campo della protezione sociale, con una funzione che assume sempre di più una dimensione internazionale.  

    “Le carriere lavorative stanno cambiando rapidamente, sempre di più un lavoratore matura esperienze contributive in più Stati – aggiunge Vittimberga – Le cosiddette carriere internazionali non rappresentano più un’eccezione ma una prospettiva ordinaria, soprattutto per le giovani generazioni. Per questo il coordinamento europeo dei sistemi di sicurezza sociale assume oggi un’importanza strategica. E’ anche uno dei principali motivi per cui in Inps abbiamo creato la direzione relazioni internazionali. Negli ultimi mesi il dibattito europeo si è concentrato in particolare sulle prestazioni di disoccupazione, su quale sia lo Stato tenuto all’erogazione di queste prestazioni, quello di residenza oppure quello del luogo di lavoro del lavoratore”.  

    “Si è concentrato – continua – sul rafforzamento dei meccanismi di cooperazione tra gli enti previdenziali e del lavoro nei diversi Stati membri, proprio per fronteggiare una mobilità lavorativa sempre più intensa e complessa. In questo quadro desidero ricordare il recente accordo sottoscritto tra Inps e France Travail in materia di prevenzione delle frodi e scambio di dati relativi alle prestazioni di disoccupazione. Un accordo, di cui andiamo molto fieri, favorito anche dall’Autorità europea del lavoro che consentirà lo scambio strutturato di informazioni e di buone pratiche finalizzato a rafforzare la correttezza dei sistemi di welfare e a tutelare le risorse pubbliche destinate ai cittadini che ne hanno effettivamente diritto”. 

    “Il tema del telelavoro transfrontaliero, così come quello dei cosiddetti nomadi digitali, rappresenta probabilmente la sfida più attuale e più concreta che siamo chiamati ad affrontare e che interessa sempre più lavoratori, in gran parte giovani, ma non solo. L’esperienza maturata negli anni successivi alla pandemia – spiega – ha modificato profondamente il concetto stesso di lavoro frontaliero. Sempre più lavoratori svolgono infatti attività contemporaneamente in più Stati alternando presenza fisica e lavoro da remoto. Questo fenomeno è estremamente positivo, un’innovazione molto favorevole per la qualità della vita, per la sostenibilità ambientale, per la modernizzazione del lavoro; però pone anche questioni molto delicate in materia di legislazione applicabile, contribuzione previdenziale, tutela sociale”.  

    “Italia e Principato di Monaco – ricorda hanno affrontato questa sfida con grande lungimiranza attraverso l’Emendamento 1 alla Convenzione Generale di Sicurezza Sociale tra la Repubblica Italiana e il Principato. L’accordo consente ai lavoratori residenti in uno dei due Stati che svolgono attività in telelavoro per un datore di lavoro situato nell’altro Stato, di continuare ad essere assoggettati alla legislazione sociale del paese del datore di lavoro. Si tratta di un risultato estremamente importante per i lavoratori frontalieri e per il tessuto economico del Ponente Ligure e del Principato, perché dimostra come il diritto internazionale e come la cooperazione amministrativa a valle del diritto internazionale possano adattarsi concretamente all’evoluzione del lavoro contemporaneo. Per l’Inps questi temi sono talmente rilevanti che è stato istituito anche il gruppo specifico dei lavoratori frontalieri dedicato all’analisi e alla gestione delle problematiche connesse alla mobilità internazionale dei lavoratori. In questo contesto desidero anticipare che stiamo lavorando e saranno presto disponibili anche in versione digitale, sorta di guida interattiva personalizzata rivolta alla cittadinanza sviluppati dall’Inps e disponibili sia in lingua italiana sia in lingua francese. Questi strumenti dei simulatori digitali saranno degli strumenti innovativi destinati ad aiutare i lavoratori, le imprese e i professionisti nell’individuazione della legislazione applicabile nei casi di attività lavorativa svolta contemporaneamente in più paesi”.  

    “Quando un lavoratore frontaliero – prosegue Vittimberga – riesce a comprendere facilmente quali siano i propri diritti previdenziali, quale normativa si applichi, come verranno valorizzati i contributi versati in diversi paesi o quali siano da tutelare in caso di disoccupazione, allora le istituzioni stanno davvero svolgendo il proprio compito. E anche per questo motivo occasioni come quella odierna assumono un valore che va ben oltre il semplice ragionamento tecnico. Rappresentano un momento di costruzione di una vera cultura della cooperazione europea. I territori di confine non devono essere percepiti come periferie degli Stati, devono essere percepiti come dei laboratori avanzati di Unione Europea, nei quali sperimentare modelli innovativi di collaborazione amministrativa e sociale. La Liguria, la Francia e il Principato di Monaco condividono una storia comune di relazioni economiche, culturali e lavorative che precede persino gli attuali assetti istituzionali europei. E oggi abbiamo l’opportunità di consolidare ulteriormente questi rapporti anche attraverso una gestione moderna efficiente e condivisa delle politiche del lavoro, della protezione sociale”. 

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