Categoria: Ultim’ora

  • Napoli, De Laurentiis indagato per ristoro abusivo allo stadio Maradona

    Napoli, De Laurentiis indagato per ristoro abusivo allo stadio Maradona

    (Adnkronos) – La Polizia locale di Napoli ha effettuato il sequestro di una struttura realizzata nella tribuna autorità dello Stadio Maradona, senza il permesso per costruire. Secondo il dorso partenopeo di Repubblica, si tratta di una struttura di 150 metri quadrati per tre metri e mezzo di altezza. L’ipotesi di reato è abuso edilizio ad opera del patron del calcio Napoli, Aurelio De Laurentiis che nella sua qualità di amministratore del club campano, commissionava le opere. De Laurentiis risulta ora indagato per il punto di ristoro abusivo. 

    Secondo la ricostruzione di Repubblica Napoli, il 7 maggio due vigili urbani dell’Unità operativa Tutela edilizia si presentano in tribuna autorità mentre sono in corso i lavori per uno spazio chiuso, “verosimilmente adibito a punto ristoro”. Ai vigili urbani viene mostrata una delibera del settembre 2025 secondo cui la Giunta comunale di Palazzo San Giacomo avrebbe approvato una richiesta del club per tre nuove sale hospitality a cui il Comune di Napoli avrebbe dato la sua approvazione, in cambio di un aumento del canone di concessione di quasi 30mila euro. Ma quella delibera, secondo il Comune, non rappresentava un permesso per costruire. Così è arrivata la decisione del sequestro dell’area da parte del giudice. 

     

    “Chiaro che la Regione deve essere vicina ai Comuni e il Comune di Napoli ha fatto una richiesta come l’aveva fatta nel passato il Comune di Salerno sull’Arechi. E noi siamo vicini alle idee che i Comuni hanno sulla ristrutturazione degli impianti quindi è chiaro che andremo in quella direzione”. E’ il commento del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, a proposito delle recenti dichiarazioni del patron del calcio Napoli, Aurelio De Laurentiis, sulle risorse destinate dalla Regione per la ristrutturazione del Maradona, circa 200 milioni di euro in vista di Euro 2032. 

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  • Roland Garros, Paolini perde e scoppia a piangere: “Difficile da accettare”

    Roland Garros, Paolini perde e scoppia a piangere: “Difficile da accettare”

    (Adnkronos) –
    Jasmine Paolini in lacrime al Roland Garros 2026. La tennista azzurra è stata eliminata al secondo turno dello Slam di Parigi, cedendo in tre set all’argentina Solana Sierra. La frustrazione di Paolini, alla seconda sconfitta consecutiva nei primi turni di un torneo dopo essere stata battuta al terzo degli ultimi Internazionali, è scoppiata nella conferenza stampa post partita. 

    “Lei ha giocato bene e devo accettarlo. Da Roma che ho alcuni problemi al piede”, ha detto Paolini iniziando ad analizzare il match, per poi scoppiare a piangere e abbandonare la conferenza per qualche minuto.  

    Al suo ritorno, Paolini ha spiegato: “Non sono al 100%, il piede mi fa un po’ male, per questo ho preso la decisione di non partecipare al doppio. Ho fatto del mio meglio, ma è molto difficile da accettare”.  

     

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  • Farmaci, società scientifiche FoSSC: “Nel 2025 spesa da 25 mld, il 28% a carico dei cittadini”

    (Adnkronos) – In Italia “nel 2025 la spesa farmaceutica totale è stata di 25 miliardi di euro. Si registra così un aumento del 15%, circa 3 miliardi, rispetto al 2023. Il 28% del totale risulta però a carico dei cittadini anche se al momento il prezzo dei farmaci è inferiore rispetto a numerosi Paesi europei (in media circa il 20-30%)”. Sono questi alcuni dei dati emersi ieri durante una teleconferenza organizzata dal FoSSC, il Forum che riunisce 75 società scientifiche dei clinici ospedalieri ed universitari italiani. L’evento, dal titolo ‘L’impatto dei nuovi farmaci e dell’innovazione terapeutica sulla salute dei cittadini’ ha visto la partecipazione di clinici e dei rappresentanti delle istituzioni sanitarie. A promuovere l’attenzione su questo argomento – informa una nota del FoSSC – è stata tempo fa una nota del ministro Schillaci, inviata ai vertici dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Il ministro della Salute chiedeva, insieme con il sottosegretario Gemmato, interventi correttivi e di iniziative formali su questa materia. 

    “La crescita della spesa farmaceutica anche a carico dei privati non può essere una sorpresa – ha sottolineato Francesco Cognetti, coordinatore FoSSC -. Si tratta di un fenomeno legato all’invecchiamento della popolazione la cui speranza di vita in Italia ha raggiunto gli 84,1 anni. È la più alta in Europa nonché la seconda al mondo dopo il Giappone. L’altro principale motivo è lo sviluppo della ricerca e l’arrivo di farmaci innovativi ad alto costo. Tuttavia, è anche la disponibilità di terapie efficaci a posizionare l’Italia agli ultimi posti nel mondo per mortalità da malattie prevenibili e curabili. Un paziente con leucemia negli anni 90 moriva entro pochi mesi mentre oggi può vivere per molti decenni. Un infartuato può dover assumere statine, betabloccanti e anticoagulanti per il resto della vita. Di fronte a questi successi noi professionisti ed esponenti delle più importanti società scientifiche non possiamo che essere d’accordo sul diritto alla salute e alle cure migliori per tutti i cittadini. Chiedere che i costi di queste terapie rientrino in budget pensati 20 anni fa è irrealistico ed impossibile. A nostro avviso non sono auspicabili ulteriori tagli della spesa farmaceutica”. 

    Al centro del dibattito on line di ieri vi è stato anche il così detto Mfn (Most favored nation drug pricing) adottato dagli Usa, che impone che il prezzo effettivo dei farmaci negli Stati Uniti sia pari o inferiore a quello più basso tra un gruppo di nazioni, tra cui l’Italia. “Il provvedimento potrebbe avere nell’immediato una riduzione di un terzo dei lanci dei nuovi farmaci in Europa – ha proseguito Cognetti -. Inoltre, le conseguenze economiche ed energetiche del conflitto in Medio Oriente hanno già determinato una crescita dei costi totali di oltre il 20-30%. L’Italia potrebbe risultare tra i Paesi più penalizzati e corriamo il rischio di un accesso più lento alle innovazioni terapeutiche e di rincari ai prezzi. Siamo molto preoccupati perché nel dibattito pubblico, anche a livello politico, fa notizia lo sfondamento della spesa farmaceutica senza una consapevole analisi obiettiva dei dati. Preoccupa anche molto l’obiettivo, per altro dichiarato, del controllo di una spesa fisiologicamente in crescita. Come Forum delle Società scientifiche dei clinici ospedalieri ed universitari Italiani chiediamo quindi che dalla revisione del prontuario farmaceutico nazionale siano esclusi le terapie innovative, i farmaci orfani e di eccezionale rilevanza terapeutica e sociale. Sono dei trattamenti che devono essere considerati non solo una spesa ma anche come un investimento. Le ricadute positive che possono determinare non riguardano solo la salute del singolo paziente ma anche l’intera collettività”.  

     

    “Nel caso della spesa farmaceutica si sottolinea la necessità di dover considerare il diritto alla salute di tutti i cittadini e il diritto alle cure migliori per quelli affetti da importanti patologie – ha detto Robert Nisticò, presidente Aifa -. Bisogna trovare un giusto equilibrio tra questi principi inderogabili e la sostenibilità economica per il nostro Paese. Va superata la logica dei silos separati in cui è suddivisa la spesa farmaceutica nel nostro Paese. Abbiamo nuovi strumenti per valutare l’efficacia terapeutica di un nuovo farmaco ma anche i risparmi che può generare, per esempio, sulle ospedalizzazioni evitate. Stiamo già lavorando per trovare altre soluzioni come il pagamento rateizzato fino anche a 6-7 anni per i farmaci one shot. L’obiettivo è riuscire a coniugare l’innovazione con la sostenibilità considerando anche il fatto che la nostra sanità è divisa in 21 diversi sistemi regionali”. 

    Strettamente collegata alla spesa farmaceutica c’è quella sanitaria pubblica che in Italia – dettaglia la nota – si attesta al 6,2-6,3% del Pil. È un valore inferiore rispetto a quelli registrati in Francia (9-10%), Germania (10,1-10,6%) e Regno Unito (8,9%) nonché alla media europea del 6,9%. Su questo parametro siamo al 14esimo posto in Europa, al 22esimo posto nell’ Ocse e all’ultimo posto tra i Paesi del G7. Per quel che riguarda poi la spesa sanitaria pubblica pro capite, quella italiana è di 3.835 dollari contro una media Ocse di 4.625 (- 790), una media europea di 4.689 (-854). Occupiamo quindi in Europa il 14esimo posto anche dopo Repubblica Ceca e Slovenia. “E’ un gap che si è allargato durante la pandemia quando gli altri Paesi hanno investito molto di più dell’Italia – conclude Cognetti -. È evidente che sono necessari maggiori investimenti alla luce del continuo invecchiamento generale della popolazione. Corriamo il serio rischio di non poter più garantire un modello sanitario universalistico e anche il diritto alla salute così come sancito dalla nostra Costituzione”.  

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  • Ascolti tv, ‘Pare parecchio Parigi’ su Rai1 e ‘Indiana Jones’ su Canale 5 dominano la prima serata

    Ascolti tv, ‘Pare parecchio Parigi’ su Rai1 e ‘Indiana Jones’ su Canale 5 dominano la prima serata

    (Adnkronos) – ‘Pare parecchio Parigi’ e ‘Indiana Jones e il quadrante del destino’ hanno dominato la prima serata di ieri, mercoledì 27 maggio. Il film in onda su Rai1 con Leonardo Pieraccioni ha incollato allo schermo 2.178.000 telespettatori, pari al 14,2 di share, mentre il quinto capitolo della saga con Harrison Ford su Canale 5 ne ottiene 1.609.000 e 14,3%. Su Rai3, ‘Chi l’ha visto?’ ha conquistato 1.463.000 telespettatori e il 10,6%. Su La7 ‘Una giornata particolare’ è stato visto da 1.189.000 telespettatori, pari al 7,8%. 

    Su Italia 1, ‘Tre uomini e una gamba’ ha intrattenuto 835.000 telespettatori, pari al 5,4%. Su Rete 4, ‘Realpolitik’ ha segnato 587.000 telespettatori e il 5,2%. Su Rai2 ‘Mare fuori’ ha radunato 696.000 telespettatori, pari al 4,7%. Su Tv8, ‘Italia’s got talent’ ha raggiunto 341.000 telespettatori pari al 3%, mentre sul Nove ‘Enricomincio da me’ 330.000 telespettatori e il 2,8%. 

    Nella fascia access prime time, su Rai1 ‘Cinque Minuti’ ha registrato 3.820.000 telespettatori e il 22,8%, mentre ‘Affari Tuoi’ 4.472.000 telespettatori e il 24,2%. Su Canale 5 ‘La Ruota della Fortuna’ ha ottenuto 4.372.000 telespettatori e il 23,6%. 

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    spettacoli

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  • Energia: Fire, crisi richiede misure strutturali per ridurre domanda

    (Adnkronos) – Regole stabili, visione industriale delle scelte di policy e maggiore integrazione dell’energy management nei processi decisionali delle imprese. Sono questi alcuni dei messaggi emersi dalla terza edizione della Conferenza Enerpolicy, dedicata alle politiche di supporto per l’efficienza energetica e organizzata da Fire – Federazione Italiana per l’Uso Razionale dell’Energia. Al centro del confronto tra istituzioni, imprese, energy manager ed esperti del settore la necessità di stabilità delle misure incentivanti e delle politiche per rafforzare competitività, sicurezza energetica e sostenibilità del sistema produttivo italiano. 

    Nel corso della conferenza Fire ha presentato i risultati di un’indagine condotta su 252 stakeholder del settore energetico – tra grandi imprese, fornitori, professionisti, enti pubblici e Pmi – per individuare le principali criticità dell’energy management in Italia. Dall’analisi emerge che circa il 30% dei partecipanti individua come principale ostacolo la difficoltà degli energy manager nell’incidere realmente sulle decisioni strategiche delle organizzazioni. Come sottolineato nel corso della conferenza, l’efficienza energetica continua troppo spesso a essere percepita come un adempimento normativo e non come una leva competitiva. 

    Un ulteriore 20% delle risposte evidenzia invece la mancanza strutturale di risorse e budget, soprattutto nella pubblica amministrazione e nelle Pmi, mentre circa il 15% segnala l’instabilità normativa come principale freno agli investimenti. Secondo gli operatori intervenuti, l’assenza di orizzonti temporali certi impedisce alle imprese di programmare interventi con ritorni economici a medio-lungo termine. Tra i temi più discussi anche la qualità del dato energetico e il monitoraggio continuo dei consumi, indicati da circa il 15% degli stakeholder come prerequisiti fondamentali per dimostrare i risparmi ottenuti e accedere ai meccanismi incentivanti. Ampio spazio è stato inoltre dedicato alle sfide della decarbonizzazione industriale, dell’elettrificazione dei consumi e dell’impatto energetico della digitalizzazione e dei data center legati all’intelligenza artificiale. 

    “Le imprese non chiedono incentivi straordinari, ma politiche stabili e coerenti nel tempo – ha dichiarato Dario Di Santo, direttore Fire – Ridurre consumi e sprechi significa abbassare il costo dell’energia, rafforzare la competitività industriale e supportare le famiglie. È grave che l’Italia, Paese manifatturiero fortemente dipendente dai combustibili fossili, reagisca con sconti non giustificati dai costi attuali, invece di avviare misure in grado di produrre risultati durevoli come quelle proposte da Fire nei suoi documenti, peraltro allineate a quanto espresso nella conferenza dalle associazioni e dai think tank intervenuti”. 

    Nel corso di Enerpolicy è emersa inoltre una forte convergenza sulla necessità di accelerare il recepimento delle direttive europee Eed ed Epbd, rafforzare il ruolo degli energy manager e applicare concretamente il principio europeo ‘Energy Efficiency First’ nelle politiche energetiche e industriali. Secondo Fire, “l’efficienza energetica deve essere considerata una vera politica industriale nazionale, anche alla luce delle nuove sfide poste dalla competitività internazionale, dall’elettrificazione e dalla crescita della domanda energetica”. 

    Sono intervenuti Alessandro Fiorini (Enea), Gennaro Niglio (Gse), Antonello Pezzini (Cese), Enrico Bonacci (Mase), Claudio Palmieri (Hera Group), Alice Mauro (Rödl) e Mirco Torquati (3Sun). La tavola rotonda con le associazioni ha visto la partecipazione di Elena Bruni (Confindustria), Attilio Piattelli (Coordinamento Free), Francesca Andreolli (Ecco), Giorgio Boneschi (Elettricità Futura), Andrea Barbabella (Fondazione Sviluppo Sostenibile), Marco Golinelli (Italcogen), Rolando Roberto (Italia Solare), Katiuscia Eroe (Legambiente). 

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    economia

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  • Roland Garros, Djokovic litiga con giornalista: “Non mi piace tuo commento”

    Roland Garros, Djokovic litiga con giornalista: “Non mi piace tuo commento”

    (Adnkronos) –
    Novak Djokovic litiga con un giornalista al Roland Garros 2026. Il tennista serbo ha battuto il francese Valentin Royer nel secondo turno dello Slam di Parigi, in una partita terminata dopo quattro set e che non ha risparmiato qualche momento di nervosismo. Da un battibecco tra i due giocatori in campo ci si è spostati in sala stampa, dove Djokovic ha risposto stizzito a una domanda di un giornalista. 

    “Ciao Novak. Hai disputato due partite, entrambe ragionevolmente lunghe…”, ha esordito il giornalista nella conferenza stampa post match, facendo subito innervosire Nole: “Ragionevolmente lunghe…”. Pronta la spiegazione del reporter: “Non sono state partite di 5 ore, ma hai passato un bel po’ di tempo in campo. Come ti senti riguardo al tuo livello e alla tua forma fisica?”. 

    “Non so se mi piace o se sono d’accordo con il tuo commento: ‘ragionevolmente lunghe’. Quando giochi una partita di tre ore e mezza sulla terra, è lunga e molto estenuante, almeno secondo me. Quindi sì, fisicamente ho speso un bel po’ di energia in una giornata molto calda. Condizioni molto difficili”, ha risposto stizzito Djokovic, “ovviamente è stata colpa mia non aver chiuso in tre set. Ero in vantaggio di un break due volte nel terzo, avevo un match point. È stata una partita molto molto dura”.  

     

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  • Farmaci: equivalenti, Lorenzin (Pd) ‘restare competitivi con prezzi accessibili’

    Farmaci: equivalenti, Lorenzin (Pd) ‘restare competitivi con prezzi accessibili’

    (Adnkronos) – “Il comparto farmaceutico costituisce una componente significativa del sistema industriale italiano che, per molti versi, è terzista, sviluppa grandi volumi di produzione destinati all’esportazione, garantendo occupazione a migliaia di persone. Serve una politica industriale e regolatoria che tenga conto dello scenario globale. Da una parte la carenza di materie prime, dall’altra l’aumento dei costi energetici: sono elementi che minano la nostra competitività e la capacità di essere autosufficienti. Dobbiamo agire con leve di mercato pronte a rispondere a queste criticità, riuscendo al contempo a mantenere prezzi accessibili per il nostro Servizio sanitario nazionale e per i cittadini”. Lo ha detto Beatrice Lorenzin, membro della Commissione Bilancio del Senato, all’evento istituzionale per i 30 anni di attività di Doc Pharma, ripercorrendo una storia nata insieme allo sviluppo del farmaco equivalente in Italia che, “a fronte di effetti terapeutici identici, rappresenta un grandissimo risparmio sia per i cittadini stessi che per il Servizio sanitario nazionale e regionale”, spiega la senatrice Pd. 

    La produzione di equivalenti adottata da aziende “originariamente focalizzate sui farmaci di marca” ha innescato “un meccanismo di mercato che ha regolato i prezzi – sottolinea Lorenzin – Ovviamente, non possiamo pensare di ottenere l’impossibile: il prezzo non può essere così basso da compromettere il sostentamento dell’industria, dobbiamo sempre mantenere questo equilibrio: è fondamentale non solo per la crescita industriale e per mantenere la competitività dei sistemi del settore farmaceutico e delle scienze della vita in Italia e in Europa, ma anche per garantire, in qualsiasi contesto geopolitico, l’autosufficienza e la capacità di autoproduzione. Dobbiamo essere in grado di resistere a qualsiasi situazione esterna di cui non possiamo prevedere gli esiti, come abbiamo imparato negli ultimi anni. D’altro canto – aggiunge – disporre di una solida industria interna ci permette di garantire ai pazienti un accesso universalistico a tutta la gamma dei farmaci: da quelli più semplici, non più coperti da brevetto, fino alle terapie avanzate e digitali”. 

    “Questa è la sfida del Servizio sanitario nazionale italiano – conclude Lorenzin – Una sfida che abbiamo sempre vinto e che ci ha posizionato ai primi posti nel mondo per la salute e la qualità della vita dei nostri pazienti. E’ una sfida che oggi dobbiamo rinnovare con una nuova visione strategica, economica, finanziaria, industriale e, soprattutto, sociale”. 

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  • Farmaceutica, Zagaria (Doc Pharma): “Mercato equivalenti asse portante del Ssn”

    Farmaceutica, Zagaria (Doc Pharma): “Mercato equivalenti asse portante del Ssn”

    (Adnkronos) – “Trent’anni fa nasceva Doc Pharma: oggi siamo qui a festeggiare una storia di successo che ha portato non solo crescita all’azienda stessa, ma che ha reso sostenibile anche il sistema sanitario nazionale”. Così Riccardo Zagaria, Ceo Doc Pharma, a Roma all’evento istituzionale di celebrazione dei 30 anni dalla fondazione, ha ripercorso le tappe fondamentali dello sviluppo dell’azienda che, attualmente, è al secondo posto del ranking italiano. “Nel 1996, all’indomani dell’introduzione del farmaco generico in Italia – ha ricordato – 2 aziende leader, Zambon e Chiesi, in sinergia a un’azienda canadese, crearono la legal entity Doc Generici. Oggi il mercato di farmaci equivalenti in Italia è l’asse portante della sostenibilità del Ssn, soprattutto per quanto riguarda il retail e le patologie croniche”. 

    Come presidente di Egualia, l’Associazione italiana dei produttori di farmaci equivalenti, biosimilari e value added medicines, Zagaria sottolinea che il comparto “offre sostenibilità e libera risorse. Negli ultimi 12 anni – evidenzia – abbiamo generato risparmi, tra biosimilari ed equivalenti, pari a circa 7 miliardi di euro e intendiamo continuare anche per garantire al Ssn risorse necessarie all’introduzione di farmaci altamente innovativi. Per noi è cruciale la scadenza del brevetto. Le aziende di farmaci ‘branded’ svolgono il loro compito, sviluppano e creano innovazione, la portano sul mercato. Dopo circa 10 anni dalla commercializzazione, aziende come Doc Pharma riescono, alla scadenza del brevetto, a registrare un farmaco cosiddetto equivalente, che è in tutto e per tutto bioequivalente al farmaco originator, con un’unica differenza: il prezzo nettamente inferiore. Questo – precisa – avviene perché non dobbiamo ammortizzare i costi di sviluppo e quindi, nella negoziazione con Aifa”, Agenzia italiana del farmaco, “possiamo concedere percentuali di sconto superiori rispetto a quelle dell’originator. Contestualmente, entrando sul mercato, garantiamo accesso e sostenibilità, mantenendo salda quella che è la qualità”. In particolare, “arrivando 10-15 anni dopo, con gli attuali velocissimi tempi di sviluppo delle tecnologie particolari, come ad esempio il trasdermico, le performance dei nostri farmaci sono spesso superiori rispetto a quelle dell’originator”.  

    Rispetto alla recente introduzione in portfolio di prodotti branded, il Ceo di Doc Pharma spiega che, sulla base dell’esperienza, “in questi 30 anni, nel far bene nell’equivalente, con l’oftalmologia prima e poi con l’acquisizione di due marchi importanti come Muscoril ed Ematonil, abbiamo puntato a diversificarci. Vogliamo continuare a farlo – rimarca – mantenendo quello che è un Dna fatto di qualità e di idee innovative da introdurre sul mercato. I marchi che noi prendiamo vengono rivitalizzati: li riposizioniamo, sviluppiamo quelle che sono le cosiddette ‘line extension’, entriamo – come nel caso di Muscoril – in nuove aree terapeutiche, qual è l’automedicazione, e creiamo valore, andando incontro a quelle che sono le concrete esigenze dei nostri pazienti”.  

    Oggi “quello che conta è la stabilità geopolitica, cruciale per il reperimento di risorse e, quindi, la sostenibilità del sistema – riflette Zagaria – Noi produciamo i nostri farmaci per il 98% in Europa, per il 75% in Italia, perché sono farmaci di qualità. Qui vogliamo stare, però chiediamo alla politica stabilità normativa e certezza delle regole, perché solo così siamo in grado di attrarre quelli che sono investimenti internazionali. In questi 30 anni anni, Doc Pharma non è solo stata in grado di dimostrare e portare risparmio per lo Stato e per il Ssn, ma anche creare valore e investimenti. Doc Pharma è al quarto giro di fondi di private equity e questa – conclude – è una caratteristica importante, perché un modello come quello della nostra azienda viene rappresentato a livello internazionale: è chiaramente attrattivo per investitori esteri nel nostro Paese”. 

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  • Ebola, cresce epidemia in Congo: casi sospetti superano quota mille con 238 decessi

    Ebola, cresce epidemia in Congo: casi sospetti superano quota mille con 238 decessi

    (Adnkronos) –
    Crescono i casi di Ebola in Africa. Secondo l’ultimo report disponibile sulla situazione dell’epidemia che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo (con infezioni segnalate anche in Uganda), al 26 maggio i casi sospetti hanno superato quota mille: secondo il monitoraggio sono 1.077 in totale (121 i casi confermati, di cui 110 in Ituri). Mentre i decessi sospetti salgono a 238 (17 quelli confermati). 

    Il monitoraggio epidemiologico continua nelle province di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu, secondo il rapporto postato su X dal ministero della Comunicazione della Rdc e rilanciato via social anche dall’ufficio dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) in Rdc. 

    L’epidemia attualmente interessa 3 province e 13 zone sanitarie, si ricorda nel report. “Le operazioni di sorveglianza, screening e sensibilizzazione della comunità rimangono intensificate nonostante le difficoltà operative segnalate sul campo”, si legge nel post. 

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  • Confsal, no a emendamenti a dl 1° maggio che limitano pieno recupero salari dovuti

    Confsal, no a emendamenti a dl 1° maggio che limitano pieno recupero salari dovuti

    (Adnkronos) – Confsal e Fast-Confsal esprimono “forte contrarietà” agli emendamenti 7.17, 7.19, 7.20 e 7.22, presentati in sede di conversione del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, cosiddetto ‘DL Primo Maggio’.  

    La posizione di Confsal e Fast-Confsal – si spiega – “non è rivolta contro il decreto-legge n. 62/2026 nel suo impianto generale”. Il decreto, infatti, “introduce misure in materia di incentivi all’occupazione, salario giusto, monitoraggio retributivo e contrasto al caporalato digitale”. In particolare, l’articolo 7 “riconosce alla contrattazione collettiva un ruolo centrale nella determinazione del salario giusto, richiamando i contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative come parametro di riferimento per il trattamento economico complessivo. La nostra posizione non è di contrarietà al decreto-legge n. 62/2026 in quanto tale. Al contrario, riteniamo necessario distinguere l’impianto generale del provvedimento dagli emendamenti 7.17, 7.19, 7.20 e 7.22, che introducono una previsione specifica e problematica: limitare gli effetti della rideterminazione giudiziale della retribuzione al solo periodo successivo alla proposizione della domanda giudiziale”. È “su questa previsione, e solo su questa, che Confsal e Fast-Confsal esprimono ferma opposizione”.  

    “Per Confsal e Fast-Confsal questo profilo è inaccettabile. Il diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente non può essere reso effettivo solo dal momento in cui il lavoratore agisce in giudizio. Se una retribuzione viene accertata come non conforme all’articolo 36 della Costituzione, il lavoratore deve poter recuperare quanto dovuto secondo le regole ordinarie dell’ordinamento”, concludono.  

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