Categoria: Ultim’ora

  • Roland Garros, oggi Cobolli-Wu al secondo turno – Diretta

    Roland Garros, oggi Cobolli-Wu al secondo turno – Diretta

    (Adnkronos) –
    Flavio Cobolli in campo al Roland Garros 2026 per il secondo turno. Oggi, giovedì 28 maggio, l’azzurro testa di serie numero 10 affronta il cinese Yibing Wu, numero 92 del ranking, in un match in diretta tv e streaming. Al primo turno, Cobolli si è aggiudicato il derby italiano con Pellegrino. Wu invece si è imposto sullo statunitense Giron. Si comincia alle 11. 

    Dove vedere Cobolli-Wu? Il match sarà trasmesso in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.  

     

    In carriera i due tennisti si sono affrontati una sola volta. Cobolli, ad inizio stagione, si è imposto in 2 set nei quarti di finale del torneo di Acapulco. 

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Roland Garros, oggi Sinner-Cerundolo – Diretta

    Roland Garros, oggi Sinner-Cerundolo – Diretta

    (Adnkronos) – Torna in campo Jannik Sinner al Roland Garros 2026. Il tennista azzurro ha battuto il francese Clement Tabur in tre set all’esordio dello Slam di Parigi, volando così al secondo turno, dove oggi, giovedì 28 maggio, incontrerà Juan Manuel Cerundolo – in diretta tv e streaming – numero 56 del ranking Atp. L’argentino ha superato a sua volta in tre set il britannico Jacob Fearnley al primo turno.  

     

    In caso di passaggio del turno, Sinner affronterà il vincente di Landaluce-Kopriva. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Cobolli-Wu: orario, precedenti e dove vederla in tv

    Cobolli-Wu: orario, precedenti e dove vederla in tv

    (Adnkronos) – Flavio Cobolli in campo al Roland Garros 2026 per il secondo turno. Oggi giovedì 28 maggio l’azzurro testa di serie numero 10 affronta il francese Yibing Wu, numero 92 del ranking, nel match in diretta tv e streaming. Al primo turno, Cobolli si è aggiudicato il derby italiano con Pellegrino. Wu invece si è imposto sullo statunitense Giron. 

     

    La sfida tra Cobolli e Wu è in programma oggi, giovedì 28 maggio, come primo match sul campo numero 7. Si comincia alle 11 del mattino. In carriera i due tennisti si sono affrontati una sola volta. Cobolli, ad inizio stagione, si è imposto in 2 set nei quarti di finale del torneo di Acapulco. 

     

    Il match Cobolli-Wu, come tutte le partite del Roland Garros, sarà trasmesso in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Ucraina, Tajani: “Governo è favorevole ad adesione Ue”

    Ucraina, Tajani: “Governo è favorevole ad adesione Ue”

    (Adnkronos) – L’Italia è favorevole all’adesione dell’Ucraina alla Unione Europea. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani, durante la riunione informale dei ministri degli Esteri Ue a Limassol , sottolineando però la necessità di definire tempi e modalità condivise a livello europeo. “Il governo è favorevole all’adesione dell’Ucraina alla Unione Europea, il problema è quello dei tempi quindi si sta studiando a livello europeo qual è la formula migliore”, ha detto. 

    “Io credo – ha aggiunto – che si debba procedere, aiutando l’Ucraina a diventare membro dell’Unione Europea, aiuteremo anche i nostri amici di Kiev a combattere la corruzione, pensiamo per esempio di rafforzare una collaborazione con la Guardia di Finanza, già siamo al lavoro”, ha proseguito Tajani, secondo cui è “importante non mettere in un angolo l’adesione dei Balcani, che rappresenta per noi una priorità”.  

    Il ministro ha aggiunto che l’ingresso di Kiev potrebbe contribuire anche a “combattere la corruzione, pensiamo per esempio di rafforzare una collaborazione con la Guardia di Finanza, già siamo al lavoro”, ha proseguito Tajani, secondo cui è “importante non mettere in un angolo l’adesione dei Balcani, che rappresenta per noi una priorità”.  

    Nel frattempo, sul piano diplomatico più ampio, si apre anche il dibattito su possibili nuovi modelli di adesione per Kiev, mentre resta centrale il tema del ruolo europeo nei futuri negoziati con la Russia e della stabilità internazionale, dal Medio Oriente fino alle rotte strategiche globali. “Valutiamo tutte le opportunità, troviamo una soluzione congiunta perché si possa dare un segnale di attenzione all’Ucraina, che deve fare il suo percorso. Dobbiamo aiutare, agevolare, vedremo quale può essere il modo migliore. Quella di Merz è una proposta, valutiamo, studiamo tutti quanti assieme come si può aiutare l’Ucraina, ripeto, senza però dimenticare i Balcani”, ha aggiunto Tajani. 

    Il ministro ha auspicato che si possano “accelerare i tempi di adesione di Montenegro, Albania e degli altri Paesi che sono di fondamentale importanza per la crescita dell’Unione e per la rieunificazione dell’Unione Europea”.  

    Resta centrale anche il tema del ruolo europeo nei futuri negoziati con la Russia. L’eventuale negoziatore che per l’Unione Europea dovrà trattare con Mosca “ce lo scegliamo noi, certamente non lo decide Putin”, ha dichiarato il titolare della farnesina, commentando le parole dell’Alta rappresentante per la Politica estera Ue, Kaja Kallas, che ha definito una “trappola russa” il dibattito su chi debba rappresentare l’Europa a un eventuale negoziato con Mosca. “Al momento opportuno l’Europa dovrà essere parte dell’accordo di pace perché l’Europa ha inflitto sanzioni e per ritirarle serve un accordo complessivo firmato a un tavolo dove non potrà non esserci l’Unione Europea”, ha precisato Tajani. 

    Commentando gli ultimi attacchi Usa contro l’Iran, Tajani rileva che “ci sono ancora delle violazioni del cessate il fuoco, da una parte o dall’altra, le minacce ci sono anche da parte iraniana, quindi non dobbiamo sottovalutare neanche questo. Mi auguro che i colloqui possano andare avanti e si possa trovare un accordo per riaprire Hormuz e per arrivare finalmente a un cessate il fuoco duraturo”. “Sono messaggi, risposte e controrisposte, mentre è in corso, mi auguro, la fase finale della trattativa”, ha spiegato. 

    Riguardo le bozze di accordo circolate sui media, Tajani ha sottolineato che “finché non c’è una tregua stabile è chiaro che ci saranno sempre indiscrezioni e informazioni non sempre confermate, non sempre esatte. Tutto fa parte del dialogo in corso, quindi aspettiamo che ci sia un accordo definitivo che permetta la riapertura di Hormuz e dopodiché anche noi saremo parte dell’azione per garantire la libertà di navigazione, sotto la bandiera delle Nazioni Unite, sotto la bandiera dell’Unione Europea o sotto la bandiera di un accordo internazionale”. 

    Infine, sulla possibilità che l’Ue sanzioni il ministro per la Sicurezza nazionale di Israele, Itamar Ben-Gvir, per il caso Flotilla, Tajani ricorda che “oggi è un Consiglio informale, quindi se ne parlerà in maniera più approfondita al prossimo Consiglio” Affari esteri. “Noi abbiamo fatto una proposta che è stata accolta dall’Alto rappresentante Kallas, vedremo di convincere tutti i Paesi a sanzionare questo ministro che ha compiuto azioni nei confronti di cittadini europei che sono inaccettabili”, ha proseguito Tajani, arrivando alla riunione dei ministri degli Esteri Ue a Limassol. 

     

    —

    internazionale/esteri

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Sciopero venerdì 29 maggio: treni, bus e metro a rischio

    (Adnkronos) –
    Disagi in vista domani venerdì 29 maggio per chi viaggia con i mezzi pubblici per uno sciopero generale di 24 ore. A rischio treni, bus e metro per lo stop proclamato da Usi Cit, Cub, Sgb, Adl Varese, Si Cobas al quale aderiscono anche Usi 1912, Sbm, Fisi, Fi-si e che dalle 21 di giovedì 28 alle 21 di venerdì coinvolgerà anche il personale del gruppo Fs, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord. 

    Per il trasporto Regionale di Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord, in ogni caso, sono garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. 

    A Roma nel trasporto pubblico locale durante lo sciopero, riferisce l’Atac, il servizio sarà garantito esclusivamente durante le fasce di legge: da inizio servizio alle 8.29 e dalle 17 alle 19.59. Nel territorio di Roma Capitale, infatti, lo sciopero riguarderà l’intera rete Atac e le reti degli esercenti Autoservizi Troiani/Sap, Autoservizi Tuscia/Bis, Atr. Sulla rete Atac lo sciopero riguarda anche i collegamenti eseguiti da altri operatori in regime di subaffidamento e il servizio di bus a chiamata ClicBus Atac. A Milano l’Atm ha spiegato che linee potrebbero non essere garantite dalle 8:45 alle 15 e dopo le 18, fino al termine del servizio. 

    Lo sciopero è stato proclamato “contro la guerra e l’aumento delle spese militari; contro lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà ed il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato; contro il Genocidio in Palestina e la fornitura di armi ad Israele; contro l’assenza di politiche sociali a cominciare dall’emergenza abitativa; contro politiche repressive dei diversi decreti ‘Sicurezza’ come il D.L. 23/2026 e i precedenti del 2025; contro gli abusi della Commissione di Garanzia, le delibere che restringono il diritto di sciopero e il tentativo di imbavagliare le lotte nel settore della Logistica (per l’abrogazione delle L.146/90 e L.83/00); contro l’assenza di politiche industriali capaci di affrontare le transizioni in corso; contro le morti sul lavoro”. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Crisi energetica, Meloni: “Governo farà tutto il possibile per scongiurare effetti”

    Crisi energetica, Meloni: “Governo farà tutto il possibile per scongiurare effetti”

    (Adnkronos) – Dalla crisi energetica ai migranti passando e il terrorismo. Molti i temi trattati dalla la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a ‘Mattino Cinque’ su Mediaset. I “provvedimenti del governo in arrivo per scongiurare gli effetti della crisi” energetica ”saranno sempre puntuali nel senso che ovviamente io comprendo la preoccupazione dei cittadini in questo periodo, è un po’ anche la mia preoccupazione, però voglio anche dire a quei cittadini che possono stare certi del fatto che il governo farà tutto quello che può e che deve per combattere le conseguenze delle crisi internazionali che noi stiamo vivendo”, ha detto affermando che il “taglio delle accise sul carburante è stato un modo per impedire che esplodesse l’aumento dei prezzi. Per carità è una magra consolazione ma da noi il costo del carburante è cresciuto sensibilmente meno di quanto non sia accaduto per esempio in Francia o in Germania”. Il tema dell’energia ”è la nostra priorità”. 

    Sulla richiesta di flessibilità per far fronte all’impatto della crisi energetica con l’Europa ”c’è un’interlocuzione in corso”. ”Vedremo come andrà avanti questo dibattito, ma il punto è che noi non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa. Lo dico da persona che sostiene con forza la necessità che l’Italia e l’Europa facciano di più per difendersi da sole”, ha fatto sapere Meloni. ”E’ evidente che se noi di fronte alle crisi non siamo in grado di dare risposte ai cittadini e alle imprese, rischiamo che non ci sia più niente da difendere in questa nazione e quindi bisogna cercare un equilibrio”, ha aggiunto. 

    Quindi l’augurio agli italiani? ”La pace del mondo. E’ la più scontata delle risposte” ma ”se non c’è una stabilita di fondo è tutto più difficile. La auguro agli italiani ma anche a me stessa perché non è facile lavorare così”, ha detto la premier durante l’intervista. 

    Soddisfatta del controllo delle nostre frontiere? ”Io di carattere non sono soddisfatta mai, è un mio marchio di fabbrica. Però penso sia un dato di fatto che questo Governo ha realizzato un cambio di passo totale rispetto al passato, di fatto interrompendo una volta per tutte l’incremento incontrollato dell’immigrazione illegale, al quale noi assistevamo da anni. Abbiamo invertito la tendenza in modo drastico”, ha affermato ancora Meloni. 

    Ma ”potremmo anche fare ancora meglio da subito se tutte le componenti dello Stato remassero nella nostra stessa direzione”. Mi riferisco ”al fatto che se i cittadini chiedono di fermare l’immigrazione illegale di massa e si fanno delle leggi che hanno come obiettivo quello di far rispettare l’ordinamento, di rispondere ai bisogni dei cittadini, poi ci si aspetta che chi deve far rispettare quella legge non lavori per fare in modo che quella legge venga messa in discussione, ma per far rispettare quella legge”. 

    —

    politica

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Mafia, trovato il tesoro della droga di Messina Denaro: maxi operazione con 3 arresti e sequestri per 200 milioni

    (Adnkronos) –
    Operazione antimafia internazionale sui patrimoni riconducibili al boss Matteo Messina Denaro: sequestri per oltre 200 milioni di euro e tre arresti. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone e al sequestro di beni, società e disponibilità finanziarie per un valore superiore a 200 milioni di euro. 

    Le attività investigative, sviluppate anche in collaborazione con autorità giudiziarie e di polizia estere, coinvolgono diversi Paesi tra cui Andorra, Gibilterra, Isole Cayman, Lussemburgo, Svizzera, Libano, Principato di Monaco e Spagna, dove sono in corso perquisizioni e accertamenti. Secondo gli investigatori, l’operazione rappresenta l’esito di un’indagine complessa che avrebbe permesso di ricostruire un vasto patrimonio ritenuto frutto del reinvestimento di capitali illeciti provenienti dal narcotraffico, riconducibili a contesti storici legati a Cosa Nostra trapanese e, in particolare, al patrimonio accumulato sotto la leadership di Matteo Messina Denaro. 

    È prevista per la giornata odierna una conferenza stampa con la partecipazione del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo e del procuratore della Repubblica di Palermo Maurizio de Lucia. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Fine del caldo africano, ma scatta l’allarme meteo: 48 ore di temporali violenti sull’Italia

    Fine del caldo africano, ma scatta l’allarme meteo: 48 ore di temporali violenti sull’Italia

    (Adnkronos) –
    Dopo il picco di caldo anomalo per maggio, l’Italia entra in una fase opposta ma tutt’altro che tranquilla. Le temperature finalmente iniziano a scendere, ma al prezzo di una forte instabilità atmosferica: nelle prossime 48 ore il Paese dovrà fare i conti con temporali violenti, raffiche di vento e possibili grandinate localizzate. 

    Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma tre anomalie: lo zero termico a 4100 metri come a Luglio, le massime a 36-37°C in Pianura Padana e le minime a 25°C sulle colline romagnole. In meteorologia, come in criminologia, tre indizi fanno una prova: il Riscaldamento Globale ci sta spingendo verso una realtà più che tropicale, con un clima letteralmente impazzito. 

    Tutto questo calore, intrappolato dall’Heat Dome (la possente bolla calda africana estesa dall’Algeria fino all’Inghilterra), si sta trasformando nel carburante perfetto per fenomeni estremi. Questa immensa energia alimenterà ancora i cumulonembi, le imponenti torri nuvolose che si ergono fino a 10-12 km di altezza. Al loro interno si scatenerà una vera e propria fucina del maltempo: correnti ascensionali e discendenti ad oltre 100-150 km/h, quantità immense di vapore, pioggia, ghiaccio e grandine. E per esplodere, questa miscela avrà ancora bisogno solo di una piccola scintilla. 

    La scintilla arriverà, nelle prossime ore, sotto forma di aria più fresca in quota in discesa dalla Scozia verso il Centro Italia. Questo scontro termico darà il via a 48 ore di temporali violenti “a macchia di leopardo”: inizialmente questi fenomeni si innescheranno dal Nord-Est verso l’Appennino, per poi spazzare le pianure di Toscana, Umbria, Lazio e parte dei settori interni del Sud, spostandosi progressivamente verso le coste tirreniche. 

    Venerdì toccherà di nuovo al Nord, seppur con fenomeni più localizzati tra il Nord-Ovest e l’Appennino Emiliano. Dal pomeriggio, nuovi scrosci colpiranno a carattere sparso le zone interne del Centro-Sud, con localizzazione sempre difficile da decifrare per questo tipo di evento meteo. 

    Al di là della precisa localizzazione, questi forti temporali decreteranno la fine della Prima Ondata di Caldo africano ma senza regalarci facili illusioni: le temperature non torneranno su valori normali, scenderanno dai 36-37°C per assestarsi comunque su anomali ed umidi 32-33°C. 

    Il vero disagio si sposterà nelle ore serali: a causa dell’umidità lasciata in eredità dalle piogge, il caldo tropicale non ci abbandonerà. Al contrario, le notti diventeranno sempre più pesanti ed afose. 

    Infine, per il Ponte del 2 Giugno si profila una situazione dinamica: lunedì avremo condizioni prevalentemente soleggiate, da martedì 2 Giugno (Festa della Repubblica), invece, non si esclude un possibile peggioramento con piogge in arrivo dall’Atlantico, specialmente dal pomeriggio-sera ad iniziare dal Nord. 

    È ancora molto presto per una diagnosi precisa su questo giorno di festa. Nel frattempo, la raccomandazione è una sola: prestiamo la massima attenzione ai colpi di calore e, soprattutto, a queste 48 ore di violenta instabilità. 

    NEL DETTAGLIO
     

    Giovedì 28. Al Nord: temporali sparsi e leggero calo delle massime. Al Centro: temporali dagli Appennini verso le coste tirreniche. Al Sud: rovesci pomeridiani sull’Appennino, locali sulle coste campane e sole altrove. 

    Venerdì 29. Al Nord: primissime ore con temporali su Lombardia e Liguria ed Emilia, poi più sole. Al Centro: instabile su Appennino, Toscana e Lazio. Al Sud: rovesci pomeridiani sull’Appennino e sulle Isole Maggiori interne, sole altrove. 

    Sabato 30. Al Nord: più soleggiato. Al Centro: più soleggiato. Al Sud: qualche rovescio sulle Isole Maggiori interne. 

    Tendenza: domenica con più sole, temporali di calore soltanto sui rilievi. Ponte del 2 giugno con maggiore probabilità di temporali al Centro-Nord soprattutto da martedì pomeriggio. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Donald Trump graziato, il bufalo superstar non verrà ucciso

    Donald Trump graziato, il bufalo superstar non verrà ucciso

    (Adnkronos) – Grazia per Donald Trump. O meglio, per il suo sosia bovino. Un bufalo albino in Bangladesh è diventato una star social per la sua (presunta) somiglianza con il presidente degli Stati Uniti. Merito, o colpa, di un fluente ciuffo biondo che ricorda la chioma del presidente americano. 

    Il destino del bufalo sembrava segnato, con il sacrificio programmato per la festività islamica dell’Eid al-Adha. 

    Il ministro degli Interni del Bangladesh Salahuddin Ahmed ha ordinato il ritorno del bufalo alla sua fattoria, meta da settimane di un pellegrinaggio di turisti e curiosi. 

    —

    internazionale/esteri

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Scorta per Mario Sechi dopo una minaccia: “In mezza giornata la mia vita è cambiata”

    Scorta per Mario Sechi dopo una minaccia: “In mezza giornata la mia vita è cambiata”

    (Adnkronos) – “Succede. Ma non sai cosa ti sta per succedere”. Così inizia il racconto di Mario Sechi dopo la decisione delle autorità di assegnargli la scorta per una minaccia considerata concreta. Una giornata improvvisa, segnata dalla telefonata del prefetto Claudio Sgaraglia e dalla visita del questore Bruno Megale, che gli comunicano la necessità della protezione. 

    “Nel giro di una mezza giornata la mia vita è cambiata. La minaccia. Quella minaccia. Ti telefona il prefetto Claudio Sgaraglia, pensi sia una cosa di routine, una notizia che ha bisogno dell’attenzione del direttore del giornale, un appuntamento istituzionale, ma improvvisamente arriva un colpo di vento gelido che sbatte le imposte: ‘Devo metterti sotto tutela’”, scrive il direttore di ‘Libero’ in un editoriale sullo stesso quotidiano, rilanciato anche su X. 

    Sechi ricostruisce i momenti in cui gli è stata comunicata la notizia: “Protesto: ‘Non voglio la scorta, non l’ho mai chiesta, sollecitata, desiderata. Non fa parte del mio stile di vita’. Replica secca: ‘Non puoi decidere tu, è necessario, ora passa da te il questore e ti spiega tutto’. Clic. Cerco di riordinare le idee, trovare una via d’uscita. Bruno Megale, il questore, arriva a casa, è accompagnato dal coordinatore delle scorte, preparo un caffè, insisto con il mio manifesto di libertà: ‘Non posso avere la scorta’”. 

    “Il questore è netto: ‘È una minaccia diretta, sulla tua persona’. È andata così. Sono diventato un bersaglio del terrorismo anarchico perché penso e scrivo – osserva Sechi -Quando in quei minuti, nel veloce riassunto delle puntate precedenti che non conoscevo, ho sentito la parola ‘anarco-insurrezionalista’ i miei sensi hanno cominciato a rispondere velocemente, l’algoritmo del cronista ha preso il comando, è stato un attimo collegare il pericolo con l’esplosione che a Roma ha ucciso due anarchici – Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone – mentre fabbricavano una bomba all’interno di un casolare abbandonato nella zona di Capannelle”. 

    Appartenevano al ‘gruppo Cospito’ – sottolinea Sechi – Per un cronista quelle parole sono la spia rossa che si accende. Alfredo Cospito è la star in prigione del movimento anarchico, nel 2006 partecipò a un attacco con ordigni davanti alla scuola allievi carabinieri di Fossano, nessuna vittima. Nel 2012 gambizzò l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. È un duro condannato al carcere duro. È la sua figura a ispirare gli anarchici italiani. La mia memoria su questi punti è selettiva, scarta il superfluo e conserva l’essenziale, punta la notizia: ‘È gente pericolosa’, questo ho pensato. Da quell’istante ho smesso di lagnarmi per la mia condizione futura di prigioniero-libero, ho guardato gli occhi di mia moglie e di mia figlia che erano con me e ascoltavano in silenzio, incredule. E mentre il questore mi spiegava cosa sarebbe successo nelle mie giornate da quel momento, la mia mente stava da un’altra parte, con mio figlio che non era ancora rientrato a casa”.  

    “Avevo commentato su Libero l’esplosione letale nel ‘Casale del Sellaretto’, è bastato questo per trasformarmi in un nemico della galassia anarchica. Un obiettivo facile da colpire, non ho mai avuto alcuna protezione, ma l’escalation della sicurezza era un dato di fatto: andavo al giornale in metro all’inizio, mi piaceva osservare le persone, parlarci, capire i bisogni degli italiani, è l’abitudine di chi ha fatto la cronaca e ha sempre il taccuino in tasca – prosegue – poi le cose sono cambiate, i mezzi pubblici sono diventati impossibili da prendere senza subire l’assalto di qualcuno che nel migliore dei casi ti insulta e cerca di menarti, così sono passato al taxi e pensavo di aver risolto il problema, di continuare a vivere con i miei orari, la mia agenda imprevedibile, i miei pochi amici tra Milano e Roma”.  

    “È tutto svanito di colpo – continua – C’è il mio nome e c’è un disegno. E non è l’invio di un mazzo di amati gelsomini. Mi sveglio prima dell’alba, leggo tutto quello che serve per sapere, scrivo le mie note, alle 8 di solito ho consumato già tre caffè. È sparita del tutto l’invenzione dell’agenda all’ultimo momento, la variazione sul tema per andare a incontrare qualcuno prima della riunione di redazione del mattino. La mia giornata è programmata in anticipo, i miei spostamenti sono monitorati, gli agenti di polizia stanno sempre con me. Sto imparando a farmi guidare, ad affidarmi a loro, a capire come funziona la mente di un uomo addestrato a proteggere il prossimo. Sono persone eccezionali, servitori dello Stato che hanno tutta la mia ammirazione”. 

    “Non è solo ‘il nostro lavoro’, come mi rispondono quando mi preoccupo per gli orari che devono condividere con me, per le giornate lunghissime, per le preoccupazioni e le tensioni che respirano, sentono, percepiscono anche nel silenzio, perché sono mie e qualche volta esplodono nelle mie incazzature per questo titolo, questa foto, questo servizio, questo buco che abbiamo preso – aggiunge – No, non è solo il ‘nostro lavoro’, quello dei poliziotti che hanno il compito di difendermi dai fanatici, dai nemici della democrazia che vogliono ammazzarmi, il ‘loro lavoro’ si chiama spirito repubblicano”.  

    “Oggi ho chiamato mamma: ‘Scusa, non te l’ho detto prima, non preoccuparti. Sono sotto scorta’. Lei, una donna che ha superato la povertà, partecipato con mio padre e altri milioni di italiani di quella generazione all’avventura della Ricostruzione, mi ha risposto con la sua disarmante saggezza: ‘Lo immaginavo. Fai da bravo’. Per lei sono sempre una piccola canaglia. Non sa che cosa sia il ‘gruppo Cospito’, ma intuisce con precisione i confini del bene e del male, gli istinti assassini che sono confusi nelle idee di tanti che coltivano il campo dell’odio – osserva ancora il direttore di ‘Libero’ – Si comincia con le parole, poi si spara, si piazzano le bombe, si progettano attentati contro i giornalisti”. “Ho studiato il caso di Marco Biagi, ucciso dalle Nuove Brigate Rosse (sempre assassine), so bene che chi scrive è una preda potenziale del terrorismo, un trofeo da esibire nella lotta ideologica – ricorda Sechi – La sera dell’assassinio di Marco Biagi ero al Giornale, ero il capo della redazione romana, una mia fonte mi chiamò: ‘Hanno ucciso un professore a Bologna, si chiama Biagi’. Un brivido, ricordo solo quello. Era il 19 marzo del 2002, Marco Biagi fu ucciso davanti al portone di casa. Era un professore, un esperto di lavoro. Un intellettuale”.  

    “Sono trascorsi 24 anni, sono padre, ho consumato le mie primavere nei giornali, il clima là fuori è fetido. La violenza verbale è uno tsunami, ci sono tanti esagitati che promettono grandi imprese criminali, sono i ‘leoni da tastiera’, ma qui siamo dentro un’altra sceneggiatura, lo spartiacque tra la minaccia degli esagitati dei social e l’essere diventato un bersaglio degli anarchici legati al ‘gruppo Cospito’ è nella polvere da sparo – conclude – Eccomi qua, cannibali, avete cambiato la mia vita, ma io continuo a scrivere. Per non perderla”. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)