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  • Sanità: Milano confermata guida Rete italiana Città sane Oms, Lamberto Bertolé resta presidente

    Sanità: Milano confermata guida Rete italiana Città sane Oms, Lamberto Bertolé resta presidente

    (Adnkronos) – Milano è stata confermata all’unanimità alla presidenza della ‘Rete italiana Città sane – Oms’, l’associazione nazionale dei Comuni impegnati nella promozione della salute urbana secondo il modello dell’Organizzazione mondiale della sanità. La riconferma è arrivata durante l’Assemblea nazionale della rete, ospitata a Roma nell’ambito del Meeting dedicato ai 25 anni dell’associazione. Milano aveva assunto la guida del network nel 2023 e, nel corso del mandato, ha contribuito a rafforzare il coinvolgimento dei Comuni soci, il dialogo con istituzioni e stakeholder e il posizionamento pubblico sui temi della salute urbana e della prevenzione. Alla presidenza è stato confermato Lamberto Bertolé, con Francesco Caroli nel ruolo di coordinatore nazionale della rete. La riconferma, si legge in una nota, arriva in una fase importante in cui il ruolo delle città nei processi di salute pubblica è sempre più centrale.  

    Oggi oltre il 70% dei cittadini dell’Unione europea vive in aree urbane, tra città, centri urbani minori e sobborghi. Parallelamente, l’Italia continua a registrare un forte invecchiamento della popolazione: nel 2024 l’indice di vecchiaia ha raggiunto quota 208 persone con più di 65 anni ogni 100 giovani tra 0 e 14 anni. A questo si aggiunge il tema della solitudine, che l’Oms ha indicato come una priorità globale di salute pubblica: riguarda 1 persona su 6 nel mondo ed è associata a oltre 871mila morti ogni anno. Numeri che evidenziano come la salute non si costruisca soltanto negli ospedali o nei luoghi tradizionali della cura, ma anche nei quartieri, negli spazi pubblici, nelle relazioni sociali, nei servizi di prossimità, nella mobilità urbana, nell’ambiente e nelle politiche locali.  

    “Questa riconferma unanime è un riconoscimento importante per Milano, ma soprattutto una responsabilità verso l’intera comunità della rete”, dichiara Lamberto Bertolé, presidente nazionale Rete Città sane – Oms. “Dalla celebrazione dei 25 anni della rete – continua – è emersa con forza una prospettiva chiara: le città devono essere riconosciute come protagoniste della produzione di salute. Non si tratta solo di curare meglio le malattie, ma di creare prima le condizioni perché le persone possano vivere meglio, più a lungo e con minori disuguaglianze. Casa, ambiente, mobilità, scuola, lavoro, alimentazione, relazioni sociali, spazi pubblici e servizi di prossimità sono determinanti decisivi di salute. Per questo i Comuni hanno un ruolo essenziale. Le città possono diventare luoghi salutogenici, capaci di generare benessere, prevenzione, autonomia, inclusione e qualità della vita. Nel nuovo mandato vogliamo lavorare perché questo ruolo venga riconosciuto con più forza nelle politiche pubbliche nazionali ed europee. La rete dovrà rafforzare la propria capacità di rappresentanza, costruire alleanze stabili con istituzioni, sistema sanitario, università, terzo settore e mondo produttivo, e aiutare i Comuni a misurare meglio l’impatto delle politiche urbane sulla salute”. 

    Tra i progetti che continueranno a essere sviluppati figurano anche Everyone4MentalHealth, dedicato alla salute mentale e al contrasto dello stigma, e Donne in salute, percorso itinerante focalizzato sulla salute femminile e sulla medicina di genere. Iniziative che puntano a rafforzare prevenzione, consapevolezza e accesso equo ai servizi sanitari.  

    “Il lavoro dei prossimi anni – sottolinea Francesco Caroli, coordinatore nazionale Rete Città Sane – Oms – sarà rafforzare la rete come spazio nazionale di confronto, progettazione e rappresentanza dei Comuni. La sfida è passare dalle buone pratiche a una capacità comune di incidere: produrre conoscenza, costruire alleanze e rendere più riconoscibile il contributo delle città alla salute pubblica”.  

    Nel corso dell’assemblea è stato rinnovato anche il direttivo della rete, composto dai Comuni di Ancona, Alfianello, Bologna, Sacile, Tollo, Martina Franca, Torino, Verona, Padova e Modena. Durante il meeting è stata inoltre presentata la pubblicazione ‘Fare salute. Esperienze, prospettive e ruolo dei Comuni italiani’, realizzata per i 25 anni del network e disponibile gratuitamente sul sito della Rete italiana Città sane – Oms. Il volume raccoglie esperienze dei Comuni, contributi istituzionali, scientifici e degli stakeholder, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle città nella promozione della salute. 

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  • Malavasi (Pd): “Va ripensata partendo dalla salute femminile”

    Malavasi (Pd): “Va ripensata partendo dalla salute femminile”

    (Adnkronos) – “L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle cronicità impongono un ripensamento profondo dei modelli di assistenza sanitaria e sociale, con particolare attenzione alla salute delle donne”. Lo ha dichiarato Ilenia Malavasi, deputata Pd e capogruppo in Commissione Affari sociali, intervenendo da remoto all’evento ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon. Malavasi ha richiamato l’attenzione sui numeri dell’invecchiamento in Italia. “Nel nostro Paese ci sono circa 16 milioni di persone over 65, quasi la metà ha più di 75 anni e circa 4 milioni non sono autosufficienti. Questo richiede una riorganizzazione dei modelli socio-assistenziali e un rafforzamento della medicina territoriale e dell’assistenza domiciliare”. Secondo la deputata dem, la medicina di genere deve diventare “non solo un tema culturale, ma un vero approccio clinico, terapeutico ed economico. Ancora oggi – ha osservato – molti percorsi di cura sono costruiti prevalentemente sul modello maschile, mentre uomini e donne rispondono in modo diverso alle patologie e alle terapie, anche dal punto di vista fisico e biologico”. 

    Malavasi ha inoltre denunciato il rischio di “ageismo sanitario”, cioè il sottotrattamento delle persone anziane. A tale proposito, ha osservato, “servono linee guida e percorsi di cura che garantiscano qualità e pari accesso alle cure anche nella fase dell’invecchiamento. La sfida è assicurare non solo una maggiore aspettativa di vita, ma anche qualità della vita”. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle donne nel sistema di assistenza: “Le donne rappresentano la maggioranza sia nel comparto sanitario e socio-assistenziale sia tra i caregiver familiari. Per questo è fondamentale sostenere le famiglie con servizi territoriali adeguati”. 

    La deputata ha ricordato come l’assistenza agli anziani sia ancora insufficiente. “In Italia i posti nelle strutture residenziali per over 65 sono limitati, i centri diurni sono pochissimi e l’assistenza domiciliare integrata copre solo una parte della popolazione anziana. Senza un rafforzamento dei servizi territoriali sarà difficile garantire un invecchiamento dignitoso e sostenibile”. Infine, Malavasi ha criticato l’azione del Governo sulla sanità pubblica: “La tutela e il rilancio del Servizio sanitario nazionale dovrebbero essere una priorità strategica. Servono investimenti strutturali, assunzioni e un piano straordinario per ridurre le liste d’attesa e garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini”, ha concluso. 

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  • Rainero (Sisc): “Molte patologie neurologiche legate all’assetto ormonale”

    Rainero (Sisc): “Molte patologie neurologiche legate all’assetto ormonale”

    (Adnkronos) – “Le variazioni ormonali hanno un ruolo rilevante in diverse patologie neurologiche, molte delle quali presentano una maggiore prevalenza nella popolazione femminile. Tra queste, una delle più importanti è la sclerosi multipla, una malattia cronica con un coinvolgimento del sistema immunitario. Esiste anche una comorbilità tra sclerosi multipla ed emicrania. In questo contesto, gli ormoni possono avere effetti sul decorso della malattia, talvolta anche incredibilmente positivi. Ad esempio, durante la gravidanza le donne con sclerosi multipla vivono un periodo felice, possono andare incontro a una riduzione delle recidive dell’infiammazione fino al 70%. Al contrario, purtroppo, dopo il parto è possibile che la donna possa avere delle ricadute e delle fluttuazioni importanti della sintomatologia e questo è dovuto alla stretta interazione che c’è tra gli ormoni, in particolare gli ormoni del ciclo femminile, e l’attività del sistema immunitario”. Lo ha detto Innocenzo Rainero, direttore Ssd Malattia di Alzheimer e demenze correlate e Centro di ricerca sulle cefalee Aou Città della Salute e della Scienza di Torino, presidente eletto Sisc (Società italiana per lo studio delle cefalee), intervenuto all’evento ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon. 

    “Un’altra patologia, anche questa parzialmente comorbida come l’emicrania, è l’epilessia – ha proseguito Rainero – Durante il periodo perimestruale le donne affette dalle diverse forme di epilessia possono avere un’accentuazione della frequenza delle crisi, anche in questo caso gli ormoni possono avere un ruolo significativo. Queste sono le patologie forse più evidenti, più importanti. Studi importanti anche dal punto di vista della prevalenza ci dicono che patologie come il deficit cognitivo, ad esempio la malattia di Alzheimer, o lo stroke, le varie forme di vasculopatia cerebrale, possono essere influenzate dall’attività ormonale, tant’è che la prevalenza di queste patologie spesso è più alta nel sesso femminile. Quindi l’aspetto delle variazioni ormonali e l’incidenza, così come anche le caratteristiche cliniche, il fenotipo delle patologie correlate alle variazioni del ciclo mestruale e degli ormoni femminili possono essere estremamente importanti”.  

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  • Confindustria, tutti alla corte di Orsini: ECCO LA MAPPA COMPLETA DEL POTERE POLTRONA PER POLTRONA

    Confindustria, tutti alla corte di Orsini: ECCO LA MAPPA COMPLETA DEL POTERE POLTRONA PER POLTRONA

    (Adnkronos) – Non mancava nessuno, o quasi, alla corte di Emanuele Orsini. La platea dell’assemblea di Confindustria, mai come quest’anno in passato, è stata la fotografia fedele della mappa del potere politico ed economico italiano. Partendo dalla prima fila fronte palco, al Roma Convention Center La Nuvola era presente l’intero architrave costituzionale: dal centro, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i presidenti del Senato e della Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, la premier Giorgia Meloni e, accanto a lei, il padrone di casa Orsini. Quindi, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il vicepresidente del Senato Licia Ronzulli e quello della Camera Giorgio Mulè, e buona parte del governo: Matteo Piantedosi, Antonio Tajani, Giancarlo Giorgetti, Carlo Nordio, Adolfo Urso, Gilberto Pichetto Fratin.  

    Clicca qui per accedere alla mappa completa della platea
     

    Sempre in prima fila, ma nei due blocchi laterali, altri ministri (Marina Calderone, Giuseppe Valditara, Orazio Schillaci, Luca Ciriani, Gianmarco Mazzi, Alfredo Mantovano) intervallati con i past president di Confindustria (Antonio D’Amato, Luigi Abete, Giorgio Fossa, Emma Marcegaglia, Luca Cordero di Montezemolo, Vincenzo Boccia). A completare la prima fila, la presidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il prefetto di Roma Lamberto Giannini, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli, il presidente del Cnel Renato Brunetta, il presidente di Unioncamere Andrea Prete, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito Gennaro Masiello, il vicedirettore generale della Banca d’Italia Sergio Nicoletti Altimari.  

    Come da protocollo, spazio alle opposizioni in seconda fila: la segretaria del Pd Elly Schlein e i due leader di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. In una posizione di rilievo ci sono anche Gianni Letta, i viceministri Maurizio Leo, Edoardo Rixi e Vannina Gava, il sottosegretario Francesco Paolo Sisto. La seconda fila fronte palco è appannaggio del Dg Maurizio Tarquini e di parte della squadra di presidenza di Viale dell’Astronomia, distribuita ai due lati delle posizioni centrali occupate dal segretario generale della Presidenza della Repubblica Ugo Zampetti, dal segretario generale del Senato Federico Toniato, dal segretario generale della Camera Fabrizio Castaldi, dal segretario generale della Presidenza del Consiglio Carlo Deodato e dal segretario generale della Corte Costitizionale Umberto Zingales.  

    In terza, quarta, quinta e sesta fila, sempre rimanendo fronte palco, altri nomi importanti del mondo dell’impresa, dell’economia, della finanza e del sindacato, insieme al capo della segreteria particolare della Presidenza del Consiglio Patrizia Scurti: Pietro Labriola, Francesco Somma, Annalisa Sassi, Aurelio Regina, Simone Guerrini, Daniele Cabras, Gianfranco Astori, Lara Ponti, Stefano Pan; Marco Nocivelli, Natale Mazzuca, Giorgio Marsiaj, Maurizio Marchesini; Sergio Dompe’, Diego Della Valle, Marco Tronchetti Provera, Pietro Salini, Mario Moretti Polegato, Alberto Marenghi, Pierroberto Folgiero, Fedele Confalonieri, Matteo Colaninno, Francesco Gaetano Caltagirone, Barbara Beltrame Giacomello, Giampaolo Angelucci, Matteo Zanetti, Mario Zanetti, Alberto Tripi; Giovanni Gorno Tempini, Pier Carlo Padoan, Antonio Patuelli Antonio, Gian Maria Gros-pietro, Claudia Cattani, Fabrizio Di Amato, Pasqualino Monti, Matteo Del Fante, Lorenzo Mariani, Claudio Descalzi, Agostino Scornajenchi, Alberta Figari, Giuseppina Di Foggia, Francesco Macrì, Stefano Cuzzilla; Maurizio Landini, Daniela Fumarola, Rita Carisano, Paolo Boccardelli, Ubaldo Colaiacovo, Maria Carmela Colaiacovo, Giovanni Baroni, Michelangelo Agrusti, Baniamino Quintieri, Dario Scannapieco, Kamel Ghribi, Stefano Barrese Stefano, Sergio Schisani, Bernardo Mattarella, Arrigo Emilio Giana.  

     

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    economia

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  • Viterbo, esplode villetta a Bolsena: morto un 67enne

    Viterbo, esplode villetta a Bolsena: morto un 67enne

    (Adnkronos) – Una villetta è esplosa oggi a Bolsena, in provincia di Viterbo. L’incidente, probabilmente dovuto a una fuga di gas, è avvenuto questa mattina alle 9.30 in via della Rena.  

    Un uomo, Wilmo Capretto, 67 anni, è morto a causa dell’esplosione. 

     

     

    Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, con squadre ordinarie, cinofili, Usar e del gruppo operativo speciale, che sono ancora al lavoro per estrarre il corpo dell’uomo dalle macerie.  

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    cronaca

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  • Ginecologo Trojano: “Menopausa e patologie femminili, decisivo lavoro tra specialisti”

    Ginecologo Trojano: “Menopausa e patologie femminili, decisivo lavoro tra specialisti”

    (Adnkronos) – “Oggi si registra un importante passo avanti culturale e organizzativo nella medicina, con un cambio di prospettiva significativo. Il ruolo dei ginecologi e delle società scientifiche come la Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) non si limita più alla sola attività clinica, di ricerca e formazione, ma si estende sempre di più a una dimensione multidisciplinare e di informazione rivolta all’intera società. Molte patologie, anche se oggi trattate in ambiti altamente specialistici, non possono essere affrontate efficacemente senza un approccio integrato tra diverse discipline. L’obiettivo non è più quello di trattare solo una singola malattia, ma di prendere in carico la paziente nella sua globalità. In questa prospettiva, la multidisciplinarità è centrale. E’ fondamentale considerare sempre la presenza di comorbidità, cioè la coesistenza di più patologie, che richiedono il contributo coordinato di più specialisti”. Lo ha detto il ginecologo Vito Trojano, presidente Sigo Ricerca e comunicazione, intervenuto all’evento ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon. 

    “Oggi esiste una collaborazione sempre più strutturata tra ginecologi, cardiologi, endocrinologi, neurologi e medici di medicina generale. Allo stesso tempo, anche i ginecologi sono coinvolti nella gestione di patologie che coinvolgono altri ambiti specialistici, in un continuo scambio professionale. Questo approccio – spiega Trojano- è particolarmente rilevante nella gestione della menopausa e delle sue conseguenze, come emicrania, ipertensione e disturbi cardiovascolari, che non possono essere affrontati in modo isolato”. 

    La vera differenza, sottolinea Trojano, “è tra ‘curare’ e ‘prendersi cura’: non si tratta solo di risolvere un singolo sintomo o una singola patologia, ma di migliorare complessivamente la qualità di vita della paziente, attraverso una presa in carico globale e coordinata”. 

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    cronaca

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  • Rossi (Simg): “Medico di medicina generale accompagna la donna in tutte le fasi vita”

    Rossi (Simg): “Medico di medicina generale accompagna la donna in tutte le fasi vita”

    (Adnkronos) – “Il medico di medicina generale, per le sue caratteristiche, accompagna i pazienti lungo tutto l’arco della vita, in modo continuativo e longitudinale. Questo vale in particolare per le donne, che vengono seguite dall’adolescenza, alla fase riproduttiva, fino alla menopausa e poi nelle fasi più avanzate della vita. Conosce la loro storia clinica, la storia familiare e l’eventuale insorgenza di patologie nel tempo. Questo gli consente di intervenire in modo personalizzato, soprattutto sul piano della prevenzione e della cura. Ogni malattia, infatti, si manifesta in modo diverso da persona a persona e richiede una gestione calibrata sulle specifiche condizioni del paziente”. Lo ha detto Alessandro Rossi, presidente della Simg – Società italiana di medicina generale, intervenuto all’evento ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon. 

    “In molti casi, però, il medico di famiglia non può agire da solo”, sottolinea Rossi. Quando emergono segnali clinici o situazioni complesse, “è necessario il ricorso allo specialista. In questi casi si attiva un lavoro multidisciplinare, basato sulla collaborazione continua tra medico curante e specialisti. Per rendere questo percorso sempre più efficace – evidenzia il presidente Simg – è fondamentale rafforzare i canali di comunicazione, anche attraverso strumenti digitali e informatici, così da garantire una presa in carico integrata e coordinata delle pazienti”. 

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  • Inchiesta ultras, Ferdico: “Coinvolto in omicidio Boiocchi per una maglietta di Bastoni”

    Inchiesta ultras, Ferdico: “Coinvolto in omicidio Boiocchi per una maglietta di Bastoni”

    (Adnkronos) –
    E’ una maglietta l’oggetto che ‘arma’ Marco Ferdico contro Vittorio Boiocchi in una faida tutta interna alla Curva Nord dell’Inter che si conclude nell’ottobre 2022 con la morte del volto storico della tifosera nerazzurra. A raccontarlo in aula è lo stesso Ferdico che racconta l’omaggio ricevuto nell’estate 2022, in occasione della finale di Coppa Italia vinta dall’Inter, dalle mani del calciatore Alessandro Bastoni, che “mi dà la maglietta, mi abbraccia, non la lancia, la dà a me e io me la tengo perché non è della curva”.  

    Un episodio che quando Boiocchi, a lungo in carcere, riconquista la guida degli ultrà non gradisce tanto che a Ferdico viene fatto sentire un audio in cui Boiocchi ritira fuori la storia della maglietta di Bastoni, “o restituisce la maglietta o io questa gente la stiro…” le parole che la vittima avrebbe impresso in un vocale. E Boiocchi si scaglia anche contro Andrea Beretta, altro storico volto della curva interista, il quale viene accusato di rubare alcuni introiti degli affari della tifoseria. 

    “Vedere Beretta persona carismatica, alta due metri, che quando arrivava nei locali si spostavano i tavolini, spaventato perché temeva un agguato, mi ha fatto capire che rischiavamo di subire ripercussioni, non so se di finire ammazzati…”. Un timore che altri ultrà ripetono e che porta Beretta a girare armato e a coinvolgere Marco Ferdico nell’idea di uccidere Boiocchi. “Visto che ci stavano facendo una prepotenza, io dico a Beretta ‘sto dalla tua parte’. Io avevo il dente avvelenato con Boiocchi, pensavo ‘ma questo chi è?’”. L’idea diventa piano concreto e “sarei ipocrita nel non dire che l’ho fatto anche per guidare la Curva Nord” conclude Marco Ferdico. 

    “Io mi prendo le responsabilità e sono completamente colpevole ma Beretta mi ha gonfiato la testa” per eliminare Vittorio Boiocchi, il progetto “era parcheggiarlo e prenderci la curva”. E’ uno dei passaggi dell’interrogatorio di Marco Ferdico che ricostruisce l’amore per l’Inter e il rapporto nato da giovanissimo con Andrea Beretta, poi interrotto per dissidi in affari. E i soldi legati alla curva diventano il motivo del delitto che Beretta, ora diventato collaboratore di giustizia, chiede di compiere per 50mila euro.  

    Un agguato contro Boiocchi “fatto da quattro scappati di casa”: chi spara è “il volenteroso” Daniel D’Alessandro, Andrea Simoncini il “disperato” guida la moto, “erano gli unici due reperibili a quel prezzo e con la fretta che aveva Beretta” sintetizza Marco Ferdico che in più occasioni ribadisce la contrarietà del padre Ferdico, anche lui in carcere per l’omicidio del fondatore della Curva Nord, al delitto. A fine settembre 2022, Beretta è deciso ad andare fino in fondo per evitare di essere ammazzato. A ottobre iniziano i sopralluoghi: “Io non sapevo neanche dove abitava Boiocchi, Beretta aveva la chiave del cancello di casa sottratta a Boiocchi…quando Beretta diceva ‘mi ammazzano’ ci credeva, viveva sotto assedio. Lui era in preda alla smania di fare questa cosa” spiega il giovane imputato.  

    E’ Marco Ferdico a mettere in moto la macchina organizzativa: lo studio delle vie di fuga, un’arma comprata per 3mila euro in Calabria e provata dietro casa sua in Brianza, la verniciatura dello scooter, il furgone su cui caricare la moto da far sparire, i guanti, i telefoni criptati già disponibili per altri affari. “Mio padre non ha mai guidato nessuna moto o furgone, non ha fatto nessun sopralluogo o provato nessuna arma, non ha fatto nulla per questo omicidio. Io ho fatto rapine, ho spacciato, ho fatte più danni della grandine…devo chiedere scusa a mio padre perché se è seduto li è colpa mia”. Il post omicidio è una netta presa di coscienza. “Ho fatto due più due e ho pensato che avesse ragione Boiocchi che Beretta rubava i soldi” del merchandising della Curva Nord perché “rubava i soldi anche a me…dopo l’omicidio mi rendo conto che i soldi mancano e ho smesso di credere a Beretta” conclude Marco Ferdico. 

    Ecco un altro dei passaggi dell’interrogatorio di Ferdico: “Non chiedo scusa alla famiglia Boiocchi, perché non c’è scusa per quello che ho fatto e non c’è perdono per quello che ho fatto. Io sono venuto qui perché ci metto la faccia, non mi nascondo dietro a uno schermo. Non chiedo scusa perché lo trovo ipocrita, il perdono non arriverà mai”.  

    In aula, davanti ai familiari della vittima, ricostruisce tutte le fasi dell’organizzazione dell’agguato fino al 29 ottobre del 2022 quando prima della partita a San Siro, “l’ansia sale. Un conto è preparare, organizzare un omicidio, un conto è sapere quello che sta succedendo…”. E’ il giovane Ferdico a dare il segnale ai complici per il via al piano contro il volto storico della tifoseria nerazzurra, mentre lui dallo stadio assiste alla curva che si svuota “in segno di rispetto” quando la notizia dell’agguato diventa pubblica.  

    Nel parlare Marco Ferdico non nasconde di avere “la pelle d’oca. Io ho fatto un’azione per Andrea Beretta, ma Boiocchi aveva ragione…era lui che doveva i soldi a Boiocchi. Non lo avrei mai fatto se sapevo che non aveva rubato un centesimo…Beretta si è inventato che doveva essere ammazzato…l’ho fatto col torto” conclude. 

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    sport

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  • Angelina Mango cambia look, i fan non la riconoscono: “Che trasformazione”

    Angelina Mango cambia look, i fan non la riconoscono: “Che trasformazione”

    (Adnkronos) –
    Nuovo look per Angelina Mango. La cantante ha condiviso su TikTok un video che ha lasciato i fan a bocca aperta. Capelli color borgogna e taglio frizzantino, spettinato con la frangetta. È questa la nuova versione di Angelina Mango, totalmente inedita e ben diversa da come i fan l’avevano conosciuta ai tempi di Amici.  

    Ma non solo. Oltre al nuovo hair styling, la figlia di Pino Mango ha mostrato un look totalmente nuovo arricchito dallo stile oversize. Un cambiamento che ha convito i fan, anche se hanno faticato a riconoscerla: “Che cambiamento, mi piace la tua trasformazione”, si legge tra i commenti.  

     

     

    È un nuovo capitolo per Angelina Mango che, dopo una pausa dalle scene di circa un anno e il nuovo album, è tornata a esibirsi nel tour ‘Nina canta nei teatri’. “Non è il successo, il calendario pieno o lo stress ad avermi fatto ammalare. Quello che fa male davvero è non ascoltarsi, è non sentirsi liberi”, aveva scritto prima di tornare a esibirsi. Un anno fa, confessava in una lettera, “questa sembrava un’altra vita. Non pensavo sarei più tornata a fare musica o a salire sul palco. Forse la differenza è che ora non sto andando io verso il palco, ma è lui che viene incontro a me”.  

     

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    spettacoli

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  • Invecchiamento e cronicità, Cricelli (Simg): “Salute donne sarà banco di prova Ssn”

    Invecchiamento e cronicità, Cricelli (Simg): “Salute donne sarà banco di prova Ssn”

    (Adnkronos) – “La salute delle donne è il punto centrale delle trasformazioni demografiche che stanno cambiando il Paese e che avranno un impatto diretto sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”. Lo ha detto Claudio Cricelli, presidente emerito della Simg – Società italiana di medicina generale, nel corso dell’evento ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon.  

    Secondo Cricelli, oggi non basta più osservare la situazione sanitaria attuale: “Dobbiamo capire quale società avremo nei prossimi decenni. I dati Istat mostrano trasformazioni profonde che spesso non percepiamo davvero: diminuzione della popolazione, invecchiamento crescente e un cambiamento radicale nella composizione delle famiglie”. Il presidente emerito della Simg ha richiamato l’attenzione sul cosiddetto “fungo demografico”, cioè il progressivo allargamento delle fasce più anziane della popolazione rispetto a quelle più giovani. “Le nuove generazioni diminuiscono – ha osservato – mentre cresce in modo straordinario il numero delle persone anziane, soprattutto donne ultraottantenni e ultranovantenni. Questo cambierà profondamente i bisogni di salute e assistenza”. Cricelli ha sottolineato anche il forte cambiamento sociale in corso: “Sempre più persone vivono sole. Non parliamo solo di single, ma soprattutto di anziani, vedove e persone fragili. E’ una trasformazione che i medici di medicina generale vedono ogni giorno entrando nelle case degli italiani”. A pesare sul futuro del sistema sanitario, ha aggiunto, sarà la combinazione tra invecchiamento, aumento delle cronicità e fragilità economica: “Avremo una popolazione più anziana, spesso più povera e con maggiori bisogni assistenziali – ha ricordato – E questa condizione riguarderà soprattutto le donne, che vivono più a lungo ma convivono più anni con malattie croniche e disabilità”. 

    Per Cricelli sarà quindi necessario ripensare l’organizzazione delle cure. “Servono una medicina territoriale più forte, continuità assistenziale e una presa in carico integrata tra medicina generale e specialistica. La salute femminile sarà uno dei principali banchi di prova della sostenibilità del sistema sanitario nei prossimi anni”, ha concluso. 

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    cronaca

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