Categoria: Ultim’ora

  • Mario Sechi sotto tutela per le minacce degli anarchici

    Mario Sechi sotto tutela per le minacce degli anarchici

    (Adnkronos) – Mario Sechi è sotto tutela da settimane a garanzia della sua sicurezza. Il direttore di ‘Libero’ è stato autore di alcuni editoriali sulla morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due anarchici morti in un’esplosione mentre fabbricavano un ordigno artigianale. Sechi ha ricevuto manifestazioni di solidarietà da esponenti delle istituzioni. “Tentare di intimidire la stampa significa provare a colpire un presidio fondamentale delle nostre istituzioni democratiche. Al direttore di Libero Mario Sechi va la solidarietà mia personale e del Senato della Repubblica per le minacce ricevute dagli anarchici”, afferma il presidente del Senato, Ignazio La Russa, sui social. 

    “Rivolgo la mia vicinanza al direttore di Libero, Mario Sechi, destinatario di gravi minacce che meritano una condanna netta e senza ambiguità. Colpire un giornalista attraverso intimidazioni e violenze verbali significa colpire uno dei presìdi essenziali della vita democratica. La libertà di informazione e il pluralismo delle idee costituiscono valori irrinunciabili che devono essere tutelati con determinazione”, dice dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. 

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  • Caso Garlasco, consulenza Sempio: “Chiara Poggi non si è difesa, dinamica omicidio incompatibile con i rilievi”

    Caso Garlasco, consulenza Sempio: “Chiara Poggi non si è difesa, dinamica omicidio incompatibile con i rilievi”

    (Adnkronos) – La consulenza medico-legale e tecnica depositata dal team difensivo di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ridisegna alcuni passaggi della ricostruzione dell’aggressione avvenuta a Garlasco il 13 agosto 2007. 

    Secondo il medico legale Sabino Pelosi, le lesioni riscontrate sulle braccia della 26enne “sono modeste, superficiali e prive di quei caratteri morfologici che ci si attenderebbe in caso di parata contro colpi inferti con un martello. Mancano, in particolare, ferite profonde o fratture agli arti superiori, che sarebbero piu coerenti con una effettiva interposizione difensiva”. 

    La consulenza conferma la morte della ventiseienne, “entro il range temporale 7.00 – 12.30 del 13 agosto 2007” – indicato dall’anatomopaloga Cristina Cattaneo, consulente della Procura di Pavia – “e lo collega alle gravissime” lesioni, concentrate sul cranio, e inferte “con elevatissima probabilità” da un martello. “Non viene ritenuta dimostrata alcuna lesivita da difesa, attiva o passiva”.  

    La giovane è sopravvissuta per “pochi minuti” e la dinamica dell’aggressione, per il consulente di Sempio, è ridotta rispetto ai 15-20 minuti indicati dalla procura perché l’assassino non avrebbe calpestato i gradini delle scale della cantina dove è stato trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi. 

    Sul fronte della ricostruzione dinamica interviene anche l’esperto in Bloodstain Pattern Analysis Armando Palmegiani, che contesta l’ipotesi secondo cui l’aggressore sarebbe sceso alcuni gradini della scala della cantina e sarebbe poi tornato indietro. Secondo il consulente della difesa, tale scenario sarebbe “poco coerente” con le evidenze fisiche rilevate sulla scena del crimine. In particolare, il passaggio “dalla cucina al vano scale avrebbe dovuto produrre tracce da calpestio o trasferimento nella zona del telefono, che risulta priva di evidenze significative”. 

    Inoltre, dal gradino ‘zero’ il corpo “sarebbe stato ancora visibile, rendendo non necessaria una discesa dei primi gradini per l’ispezione” e sullo stesso gradino la traccia N1 “non mostrerebbe una dinamica di ritorno, mancando l’appoggio plantare completo e l’effetto di torsione o pivot necessari per invertire la marcia”. La chiusura della porta a soffietto “con una mano imbrattata (di sangue, ndr) avrebbe dovuto lasciare pattern da trasferimento sulla maniglia o sul battente, non rilevati”. 

    Quanto alla ormai nota impronta 33 lasciata dal palmo di una mano sulla parte sinistra del muro della scala, “la postura ipotizzata per l’appoggio della mano destra viene ritenuta incongrua”. Per Palmegiani che con il collega Bisogno ha redatto l’integrazione alla consulenza tecnica “gli elementi visibili nell’impronta consentono di escluderne l’utilizzabilita ai fini identificativi” poiché “non possiede requisiti sufficienti di chiarezza, qualita e documentabilità”. Infine, il percorso dell’assassino verso l’uscita dell’abitazione “avrebbe dovuto generare tracce, anche latenti, lungo l’asse di camminamento, circostanza non riscontrata nei rilievi”. 

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  • Mennini: “Prevenzione e cure sono investimenti, non un costo”

    Mennini: “Prevenzione e cure sono investimenti, non un costo”

    (Adnkronos) – “La sanità non deve essere considerata un costo, ma un investimento con un ritorno concreto per la collettività. Prevenzione, immunizzazione, screening e terapie avanzate possono essere considerate investimenti, non semplici costi. L’obiettivo è riconoscerne il valore economico e sociale nel lungo periodo”. Lo ha detto Francesco Mennini, capo del Dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute, intervenendo all’evento ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon.  

    Mennini ha spiegato che è in corso a livello europeo, in collaborazione con il ministero dell’Economia e delle Finanze, un lavoro per ridefinire alcune voci della spesa sanitaria. “Abbiamo già presentato al Mef una proposta per trasformare alcune spese sanitarie in investimenti, sulla base di evidenze scientifiche solide. Il dossier è ora all’esame di Eurostat, che dovrà valutarne l’impatto anche dal punto di vista contabile a livello europeo”. 

    Sul fronte della medicina di genere, Mennini ha sottolineato che il percorso è avviato, ma non ancora completo. “La medicina di genere è fondamentale perché uomini e donne possono rispondere in modo diverso alle stesse patologie, e alcune malattie colpiscono in modo prevalente o esclusivo un genere. Le cure devono essere sempre più personalizzate”, ha aggiunto. A titolo di esempio, ha citato il caso del Papillomavirus umano (Hpv). “Inizialmente considerato un problema soprattutto femminile, oggi sappiamo che colpisce anche gli uomini – ha ricordato – Questo ha portato a rivedere strategie di screening e prevenzione, migliorando l’efficacia delle cure e ottimizzando le risorse sanitarie”. Infine, Mennini ha richiamato il valore dell’evoluzione scientifica e organizzativa. “L’approccio di genere e la revisione dei modelli di prevenzione non solo migliorano la salute dei pazienti, ma contribuiscono anche alla sostenibilità complessiva del sistema sanitario”, ha concluso. 

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  • Cardiologo Perrone Filardi: “Nelle donne il 40% della mortalità è cardiovascolare”

    Cardiologo Perrone Filardi: “Nelle donne il 40% della mortalità è cardiovascolare”

    (Adnkronos) – “Le donne presentano un impatto cardiovascolare più rilevante rispetto agli uomini, sia in termini di mortalità sia di disabilità. Le malattie cardiovascolari, in particolare quelle ischemiche, rappresentano infatti la principale causa di morte e ricovero anche nella popolazione femminile, contribuendo a circa il 40% della mortalità complessiva, contro il 32-33% degli uomini”. Lo ha detto Pasquale Perrone Filardi, direttore del Dipartimento di Scienze biomediche avanzate dell’università degli Studi di Napoli Federico II, past president Sic (Società italiana di cardiologia), intervenuto all’evento ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon.  

    Perrone Filardi evidenzia come questo dato sia destinato a crescere a causa dell’aumento dell’aspettativa di vita delle donne. “L’invecchiamento comporta una maggiore presenza di patologie concomitanti, non solo cardiovascolari, ma anche metaboliche, endocrine e renali, che rendono la gestione clinica più complessa”, spiega. Secondo l’esperto, diventa quindi sempre più necessario un “approccio multidisciplinare e integrato”, in grado di tenere conto delle “differenze di genere e dei fattori di rischio specifici delle donne, spesso ancora sottovalutati”. Tra questi, ad esempio, i “disturbi della gravidanza come il diabete gestazionale o la preeclampsia, oggi riconosciuti come elementi importanti nella valutazione del rischio cardiovascolare futuro”. Un momento chiave nella vita femminile è la menopausa, che segna una transizione significativa. “Prima della menopausa il rischio è più spesso oncologico, dopo diventa prevalentemente cardiovascolare, anche per la perdita dell’effetto protettivo degli estrogeni”, osserva il cardiologo. In questa fase, sottolinea, “dovrebbe essere effettuato uno screening cardiovascolare strutturato”. Filardi richiama inoltre l’attenzione su un concetto più ampio di rischio, definito cardio-metabolico e cardio-renale-metabolico, che include condizioni come obesità, diabete e malattie renali, sempre più frequenti con l’età. “La medicina moderna – rimarca il past president Sic – deve affrontare la complessità legata all’invecchiamento e alla multimorbilità. Per questo la prevenzione diventa centrale: intervenire nelle fasi iniziali delle malattie è più efficace rispetto alla gestione delle fasi avanzate”. 

    Infine, il cardiologo sottolinea il ruolo decisivo della medicina territoriale: “Il medico di medicina generale rappresenta il primo punto di riferimento per il paziente e deve lavorare in stretta integrazione con gli specialisti. Il futuro della sanità è un modello sempre più territoriale e multidisciplinare, anche grazie alle nuove strutture previste dal Pnrr”, conclude. 

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  • Morrissey (Organon): “Salute femminile leva strategica di crescita e sostenibilità”

    Morrissey (Organon): “Salute femminile leva strategica di crescita e sostenibilità”

    (Adnkronos) – “L’attenzione di Organon alla salute femminile è una componente chiave della nostra strategia di crescita e della sostenibilità a lungo termine dell’azienda. Il motivo? Se si guarda alla salute femminile, si nota un enorme bisogno di assistenza sanitaria e un’enorme opportunità per un’azienda come Organon di colmare le lacune che riscontriamo in termini di accesso alle cure e di assistenza per le donne in tutte le fasi della loro vita. Abbiamo un portafoglio di prodotti molto diversificato, che comprende prodotti specifici per la salute femminile, ma anche prodotti per le malattie croniche e biosimilari, tutti fondamentali per la salute generale delle donne. E questo contribuisce alla nostra crescita complessiva come azienda, poiché il bisogno è in costante aumento e di conseguenza anche le opportunità”. Lo ha detto Joseph Morrissey, Ceo di Organon, aprendo i lavori dell’evento istituzionale ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon. 

    “L’Italia ne è un esempio lampante – ha aggiunto Morrissey – Abbiamo preso il nostro portafoglio di prodotti e abbiamo lavorato in collaborazione con il sistema sanitario per raggiungere le donne e promuovere una migliore assistenza in tutte le fasi della loro vita. E quando si osserva questo, si può notare l’utilizzo dei nostri prodotti e la crescita nel settore della fertilità, della contraccezione, ma anche nel nostro portafoglio per le malattie croniche, come le malattie cardiovascolari, il dolore e l’osteoporosi. E si può notare come questo ecosistema possa integrarsi per assistere le donne in tutte le fasi della loro vita”. 

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  • Neurologo Barbanti: “Per emicrania serve approccio integrato tra specialisti e medicina generale”

    Neurologo Barbanti: “Per emicrania serve approccio integrato tra specialisti e medicina generale”

    (Adnkronos) – “I vantaggi di un percorso integrato tra medico di medicina generale e specialisti nella gestione dell’emicrania sono molteplici. In primo luogo, è fondamentale superare l’idea che si tratti di un disturbo banale: l’emicrania è una vera e propria malattia, oggi anche ben trattabile e, nella maggior parte dei casi, gestibile con terapie efficaci e senza effetti collatorali. Un altro punto chiave riguarda il modo in cui viene seguito il paziente. E’ necessario sviluppare un approccio più continuativo, che accompagni la persona nel tempo. In questo senso, figure come il medico di famiglia o lo specialista di riferimento, diventano punti stabili di relazione e presa in carico”. Lo ha detto Pietro Barbanti, ordinario di Neurologia all’Università San Raffaele Roma, intervenuto all’evento istituzionale ‘Qui, per la salute di ogni Donna’ – promosso da Organon Italia oggi a Roma.  

    L’emicrania, ha sottolineato Barbanti “non può essere considerata in modo isolato: spesso si associa ad altre condizioni, come endometriosi, sindrome dell’ovaio policistico o patologie cardiovascolari e internistiche, che possono rendere più complessa la gestione clinica. Per questo è necessario mantenere alta l’attenzione sulle comorbidità e aggiornare costantemente l’approccio terapeutico”. Dunque, “non si tratta di demandare la gestione a un singolo specialista, ma di lavorare in pool, mettendo in comunicazione competenze diverse e costruendo percorsi condivisi tra professionisti, per garantire una presa in carico più efficace e completa del paziente” ha poi concluso. 

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  • Colao: “Depressione, emicrania e osteoporosi colpiscono più le donne”

    Colao: “Depressione, emicrania e osteoporosi colpiscono più le donne”

    (Adnkronos) – “Le donne presentano una diversa incidenza di numerose patologie rispetto agli uomini e questo rende indispensabile un approccio clinico specifico e di genere”. Così Annamaria Colao, direttore Uoc di Endocrinologia presso il Policlinico Federico II di Napoli e titolare della Cattedra Unesco ‘Educazione alla salute e allo sviluppo sostemninile’, intervenuta all’evento ‘Qui, per la salute di ogni donna’, promosso a Roma da Organon. 

    “In ambito oncologico, il tumore della mammella rappresenta la principale patologia femminile, mentre i tumori dell’apparato digerente risultano sostanzialmente simili tra uomini e donne – spiega Colao -. Più marcate le differenze in altri ambiti: disturbi neurologici come depressione ed emicrania, così come osteoporosi e patologie tiroidee, colpiscono le donne con una frequenza fino a cinque volte superiore rispetto agli uomini”. Accanto a queste patologie a prevalenza femminile, esistono condizioni che interessano entrambi i sessi ma che si manifestano in modo diverso, come le malattie cardiovascolari, alcune patologie epatiche e renali. “Non esistono organi ‘neutri’ dal punto di vista del genere”, osserva Colao, “perché le differenze biologiche influenzano l’espressione e la progressione delle malattie”. 

    Al centro del ragionamento di Colao c’è il ruolo dell’assetto ormonale, che regola numerosi processi dell’organismo. “Gli ormoni non agiscono su un singolo organo, ma su tutto il corpo: ogni funzione biologica è influenzata da un sistema complesso di interazioni endocrine, che risponde continuamente a fattori come alimentazione, ambiente e stile di vita”, sottolinea l’endocrinologa. Per questo motivo, l’assetto ormonale dovrebbe essere considerato in modo sistematico nella valutazione della salute di ogni individuo, lungo tutto l’arco della vita. Tuttavia, secondo Colao, “il ruolo degli ormoni è ancora sottovalutato” nella pratica clinica quotidiana. Da qui la necessità di un “approccio multidisciplinare. Solo il confronto tra specialisti diversi consente di leggere il paziente nella sua complessità e di costruire percorsi di cura più efficaci” conclude.  

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  • Binetti (Organon): “Le donne vivono più a lungo ma con più anni di malattia”

    Binetti (Organon): “Le donne vivono più a lungo ma con più anni di malattia”

    (Adnkronos) – “Le donne vivono più a lungo, ma spesso trascorrono molti anni in condizioni di salute non ottimali. Per questo è fondamentale intervenire prima, accompagnandole in ogni fase della vita con un approccio integrato e multidisciplinare”. Lo ha dichiarato Flavia Binetti, amministratore delegato Organon Italia, intervenuta all’evento istituzionale ‘Qui, per la salute di ogni Donna’ – promosso da Organon Italia oggi a Roma – che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica e della medicina generale per confrontarsi sulle trasformazioni demografiche ed epidemiologiche in atto e promuovere un nuovo approccio alla salute della donna. 

    “Abbiamo scelto una missione distintiva: essere al fianco delle donne lungo tutto il loro percorso di vita, dalla contraccezione alla pianificazione familiare, fino alla menopausa e alla gestione delle patologie croniche e delle comorbilità – ha spiegato Binetti – Ma il tema centrale resta la consapevolezza: molte donne conoscono ancora poco i cambiamenti legati alle diverse fasi della vita e le possibilità di prevenzione e cura disponibili”. Secondo l’Ad di Organon Italia, è necessario superare un approccio frammentato alla salute femminile: “La donna ha bisogni complessi che devono essere affrontati a 360 gradi. Per questo è essenziale mettere in rete medicina generale e specialistica, evitando percorsi discontinui, duplicazioni di esami e sprechi per il Servizio sanitario nazionale”. 

    Binetti ha inoltre richiamato l’attenzione sulla ‘predisposizione di genere’ nell’approccio alle cure: “Le donne affrontano molte patologie in modo diverso rispetto agli uomini. Lo vediamo, ad esempio, nell’ambito cardiovascolare: spesso sono più informate, ma tendono a prendersi cura degli altri trascurando se stesse, con una minore aderenza alle terapie. Comprendere queste differenze significa migliorare gli esiti clinici e rendere più efficace il sistema sanitario”. Infine, il tema della sostenibilità sociale e lavorativa. “Come azienda vogliamo mettere in pratica ciò che promuoviamo. Oggi ci sono sempre più donne medico e professioniste sanitarie, con esigenze nuove legate all’equilibrio tra vita privata e lavoro. Servono modelli organizzativi capaci di sostenere genitorialità, caregiving e crescita professionale, modelli evolui”, ha poi concluso. 

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  • ‘Qui, per la salute di ogni donna’, istituzioni ed esperti rilanciano la medicina di genere

    ‘Qui, per la salute di ogni donna’, istituzioni ed esperti rilanciano la medicina di genere

    (Adnkronos) – La salute della donna non è solo una priorità clinica, ma una leva strategica per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e per la medicina del futuro. E’ questo il messaggio al centro dell’evento ‘Qui, per la salute di ogni donna’ – promosso da Organon Italia oggi a Roma – che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica e della medicina generale per confrontarsi sulle trasformazioni demografiche ed epidemiologiche in atto e promuovere un nuovo approccio alla salute della donna. A guidare i lavori nel corso dell’intera giornata il giornalista Gianluca Semprini. Per tutto il giorno un serrato confronto tra istituzioni, clinici ed esperti sui cambiamenti che stanno ridefinendo i bisogni di salute delle donne del nostro Paese.  

    “Dedicarsi alla salute della donna significa andare oltre la cura della singola patologia e guardare alla persona nella sua interezza, nelle diverse fasi della vita – ha dichiarato Joe Morrissey, Ceo Organon – In Organon crediamo che colmare i gap nella salute femminile non sia solo una questione di equità, ma una scelta strategica per la salute collettiva. Per questo vogliamo essere un partner attivo del sistema, capace di ascoltare, collaborare e contribuire a soluzioni concrete”. 

    Al centro del confronto è emersa innanzitutto la voce delle donne rispetto a temi quali prevenzione, preservazione della fertilità, accesso tempestivo alle cure e qualità della presa in carico nella cronicità: voci e testimonianze che confermano ancora una marcata distanza tra bisogni percepiti e risposta del sistema. A partire da questi elementi, il dibattito si è concentrato sull’evoluzione della domanda di cura dei prossimi decenni, alla luce delle elaborazioni della Società italiana di medicina generale (Simg), che fotografano uno scenario di profondo cambiamento: continua diminuzione della natalità, invecchiamento della popolazione, aumento delle cronicità e delle disuguaglianze di salute e ampliamento del gender health gap. In questo contesto, le donne – che vivono più a lungo ma con più anni di malattia – rappresentano il punto di snodo di una transizione che impone un ripensamento strutturale che ponga al centro la salute della donna come elemento essenziale per la ridefinizione dei modelli assistenziali. 

    “L’approccio di genere nella medicina non è più un’opzione culturale, ma un imperativo clinico ed economico – ha spiegato Claudio Cricelli, presidente emerito della Simg – Le donne concentrano una quota crescente della domanda di cura per cronicità, fragilità e neurodegenerazione. Senza un rafforzamento della medicina territoriale e della presa in carico continuativa, il sistema non sarà in grado di sostenere la pressione dei prossimi decenni”. Durante il dibattito è emersa con forza la necessità di adottare un approccio multidisciplinare alla salute della donna, per integrare competenze diverse e accompagnare le pazienti lungo tutto l’arco della vita: dalla pianificazione familiare alla preservazione della fertilità, dall’emicrania fino ad arrivare alla gestione delle patologie croniche, quali l’osteoporosi e le malattie cardiovascolari, che possono interessare le donne nella fase della vita più matura. Ampio spazio è stato dedicato all’integrazione tra competenze specialistiche e medicina territoriale, come condizione imprescindibile per rispondere con efficacia ai bisogni di salute femminili che evolvono nel tempo e richiedendo percorsi personalizzati e una continuità di cura reale tra territorio e specialistica. 

    In particolare, gli esperti hanno evidenziato l’importanza di un approccio multidisciplinare alla salute delle donne under 40, per aumentare l’informazione e il counseling personalizzato su patologie quali l’emicrania, sulla fertilità e sulla sua preservazione. Centrale il ruolo della collaborazione tra ginecologi, medici di medicina generale, endocrinologi, neurologi e centri di fertilità, anche attraverso modelli organizzativi e buone pratiche regionali, per rispondere in modo integrato ai bisogni di salute riproduttiva delle donne e contrastare denatalità e accessi tardivi alle cure. Il dibattito ha posto al centro anche i bisogni di salute delle donne over 40, sottolineando l’importanza di una corretta informazione sulla salute riproduttiva che si modifica con l’avanzare dell’età e sui cambiamenti cardiometabolici legati alla fase di peri e post menopausa. Anche in questa fase la parola chiave è multidisciplinarietà per migliorare i percorsi di procreazione medicalmente assistita (Pma), intercettare precocemente condizioni come disturbi metabolici e cardiovascolari, osteopenia, osteoporosi ed emicrania, e contrastare il sottotrattamento al fine di preservare salute e qualità di vita. 

    In questo scenario, Organon ribadisce il proprio ruolo come partner strategico del sistema salute. “Essere qui, per la salute di ogni donna, significa assumersi una responsabilità che va oltre il farmaco – ha affermato Flavia Binetti, amministratore delegato Organon Italia – Vuol dire contribuire allo sviluppo di un approccio multidisciplinare centrato sulla persona, che tenga conto dell’evoluzione dei bisogni di salute della donna nelle diverse fasi della vita in grado di garantire un invecchiamento in buona salute e una migliore qualità di vita. Come azienda ci proponiamo inoltre di favorire il dialogo tra specialisti ed istituzioni e di aiutare alla comprensione dei reali bisogni di salute delle donne superando tabù e falsi miti”. 

    Dal confronto tra ginecologi, endocrinologi, cardiologi, neurologi e medici di medicina generale è emersa infine l’importanza della rete territoriale e del coordinamento tra medicina generale e specialistica, come leva decisiva per garantire continuità assistenziale e una presa in carico realmente integrata. La partnership annunciata tra Organon e Simg si inserisce in questa visione condivisa, con l’obiettivo di rafforzare l’attenzione alla salute femminile nella pratica clinica quotidiana e valorizzare il ruolo della medicina generale, nell’ottica di una sempre maggiore sinergia con gli specialisti per migliorare la presa in carico della paziente e realizzare percorsi multidisciplinari integrati sul territorio. 

    “La salute delle donne è il vero banco di prova della sostenibilità del nostro sistema sanitario – ha concluso Cricelli – . Investire oggi in integrazione delle cure, medicina di genere e continuità assistenziale significa evitare domani costi umani, sociali ed economici molto più elevati”.  

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  • Ultimo, l’annuncio per il 4 luglio: “Fabrizio Moro aprirà il concerto di Tor Vergata”

    Ultimo, l’annuncio per il 4 luglio: “Fabrizio Moro aprirà il concerto di Tor Vergata”

    (Adnkronos) –
    Fabrizio Moro canterà al concerto-evento di Ultimo a Tor Vergata, dove il prossimo 4 luglio sono attese 250mila persone. “Ciao Fabri, era da tempo che non ci vedevamo. Mi sono svegliato e mi sono chiesto chi è che può essere vicino a me in un giorno così unico della mia vita come quello del 4 luglio”, si legge in una lettera che il giovane cantautore romano scrive a Moro sui social.  

    “Ho incontrato tanti artisti in questi 10 anni di carriera, ma l’unico nome che continuava a rimbombarmi dentro eri tu. Eri tu perché ci sono persone che ti tendono una mano quando ancora non sei niente per il mondo, e forse neanche per te stesso. Eri tu – prosegue – perché sono passati 10 anni da quando ho aperto il tuo concerto al PalaLottomatica di Roma, e io quella tachicardia prima di salire sul palco non l’ho mai dimenticata. Eri tu perché ‘è eterno un ragazzo che sogna con gli occhi bagnati’, e io e te sappiamo bene questa frase cosa voglia dire viverla”. 

    Ultimo si dice “onorato di annunciarvi che Fabrizio suonerà a Tor Vergata prima che io salga sul palco. E ci tengo a dirlo chiaramente: non vivo questa cosa come un’apertura al mio concerto, ma come un suo vero e proprio concerto prima del mio. Sarà l’unico artista ad esserci. Perché è giusto così. Perché voi lo meritate. E forse, dopo questi 10 anni di strada, me lo merito anche io”.  

    E poi conclude con un pensiero che esprime tutta la sua gioia e gratitudine per quel 4 luglio: “E da oggi aspetterò quel giorno con una sensazione diversa nel cuore. Perché prima di trovarmi davanti a tutta quella gente, davanti alla notte più grande della mia vita e della mia storia, ci sarà qualcuno che senza saperlo tanti anni fa ha iniziato a scriverla insieme a me”.  

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