Categoria: Ultim’ora

  • Lady Diana e il cane ‘puzzolente’ di Re Carlo: il retroscena dopo 40 anni

    Lady Diana e il cane ‘puzzolente’ di Re Carlo: il retroscena dopo 40 anni

    (Adnkronos) –
    Una lettera in cui Re Carlo si dice dispiaciuto per la morte di un suo cane è riemersa a distanza di 40 anni. La missiva di una sola pagina, su carta intestata di Kensington Palace, faceva parte di un archivio venduto all’asta per 656 sterline (circa 760 euro) da Chiswick Auctions di Londra.  

    Nella lettera – scrive il Telegraph – l’allora Principe di Galles descriveva il suo cane Harvey come un “personaggio splendido” che “mi faceva ridere tantissimo con le sue buffe marachelle”. Il Labrador era un frequente compagno delle battute di pesca del Re tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, ma fu dato in adozione nel 1984 perché, a quanto pare, era stato causa di litigi tra lui e la principessa Diana, che lo trovava “troppo puzzolente”. 

    Il futuro re lo diede così in adozione al tenente colonnello Phillip Creasy, responsabile finanziario del Principe e della Principessa del Galles, che accettò di prendersi cura del cane anziano e successivamente prese la decisione di farlo sopprimere nel dicembre del 1987. Nella lettera recentemente resa pubblica, il Re, in risposta alla “tristissima” notizia della morte di Harvey, disse al tenente colonnello Creasy: “Hai fatto assolutamente bene a prendere questa decisione, anche se è sempre una decisione disperata”. Il Re aggiunse: “Sono così contento che tutti voi lo abbiate amato così tanto. Era un tipo splendido e, quando eravamo entrambi un po’ più giovani, mi faceva ridere tantissimo con le sue buffonate”. “Come dici tu – proseguiva Charles – era un vecchio amico fedele e non posso ringraziare abbastanza te e tua moglie per la vostra grande gentilezza nell’aver accettato di prendervi cura di lui e per avergli regalato una serena pensione lontano da quei canili umidi”.  

    Valentina Borghi, specialista di manoscritti presso Chiswick Auctions, ha dichiarato: “Re Carlo ha spesso parlato pubblicamente del suo affetto per gli animali e la natura. Questi oggetti dimostrano il suo sincero amore per il suo cane e rafforzano la sua consolidata immagine di amante degli animali”. Le voci sul motivo dell’allontanamento di Harvey dalla casa reale furono divulgate dalla biografa Penny Junor nel suo libro del 2005, ‘The Firm’, in cui raccontò: “Arrivò persino a dare via il suo fedele vecchio Labrador Harvey perché Diana pensava che puzzasse”. Un memorandum d’archivio del Tenente Colonnello Creasy rivelò inoltre che Harvey si era ben adattato alla sua nuova casa, con un divertente accenno alla sua propensione a distruggere le aiuole e gli orti di cavoli. Carlo rispose con umorismo al memorandum dicendo: “Se davvero riuscite a sopportare le sue abitudini asociali, e vi prego di dirmi se vi mette a disagio, sono lieto che lo troviate un compagno divertente”.  

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    internazionale/royalfamilynews

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  • Vacanze, per 6 italiani su 10 smartphone compromette relazioni, da Airbnb 1 settimana senza in masseria del Salento

    Vacanze, per 6 italiani su 10 smartphone compromette relazioni, da Airbnb 1 settimana senza in masseria del Salento

    (Adnkronos) – Una dimora seicentesca immersa nella campagna leccese, tra uliveti e agrumeti, senza telefoni né notifiche: è il cuore di “In vacanza, per davvero”, l’iniziativa con cui Airbnb offre quest’estate, a due gruppi di viaggiatori, una settimana di autentica disconnessione in una masseria del Salento. Le candidature sono aperte da oggi fino al 14 giugno su airbnb.com/invacanzaperdavvero . L’iniziativa si rivolge a una famiglia multi-generazionale o allargata che da tempo non riesce a ritrovarsi e a un gruppo di amici che la routine ha allontanato ma non diviso. I gruppi – fino a dieci persone ciascuno – sono invitati a raccontare il proprio legame e perché desiderano vivere un’esperienza di vera disconnessione. La famiglia soggiorna dal 23 al 29 agosto, il gruppo di amici dall’1 al 7 settembre. Il soggiorno è interamente offerto da Airbnb. 

    La masseria dispone di un grande salone, giochi da tavolo, piscina privata e ampi spazi all’aperto. Gli ospiti avranno anche l’occasione di scoprire il territorio attraverso i consigli degli abitanti del posto e un momento dedicato alle tradizioni e ai sapori locali. L’iniziativa nasce dai dati di una ricerca commissionata da Airbnb: quasi 1 italiano su 2 vorrebbe prendersi una pausa dalla tecnologia durante le vacanze, e oltre il 60% ritiene che l’uso eccessivo dello smartphone comprometta la qualità delle relazioni con chi viaggia insieme. A confermarlo sono anche i numeri sulla piattaforma : negli ultimi sei anni, oltre 6 prenotazioni su 10 in Italia durante i periodi estivi hanno riguardato soggiorni condivisi, segno di come partire sia sempre più associato al tempo di qualità con le persone più care. 

    “In un tempo dominato dalla connessione continua, staccare dagli schermi può diventare un gesto rivoluzionario, un concreto atto di cura verso sé stessi e le proprie relazioni”, commenta Luca Bernardelli, psicologo e divulgatore che studia l’impatto di Intelligenze Artificiali, Realtà Virtuali e iperconnessione sul benessere umano. “Oggi la ricerca dimostra che ridurre l’accesso a internet da smartphone favorisce attenzione, salute mentale e benessere. Nell’era dell’IA, la nuova vacanza di lusso è quella che ci permette di uscire, almeno per qualche giorno, dal rumore digitale incessante e di recuperare dal sovraccarico cognitivo, ritrovando esperienze sensoriali inedite, spazi di ascolto interiore e connessioni umane più autentiche”. Il soggiorno è interamente offerto da Airbnb. Le spese di viaggio per raggiungere la masseria non sono incluse. Iniziativa soggetta a termini e condizioni. 

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    economia

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  • Delmastro, Procura chiede autorizzazione alla Camera per acquisire chat con Caroccia

    (Adnkronos) – La Procura di Roma ha chiesto alla Giunta per le autorizzazioni della Camera di poter acquisire tutte le conversazioni avvenute fra il prestanome Mauro Caroccia, che sta scontando una condanna definitiva per intestazione fittizia dei beni, e l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Una richiesta, come anticipato dal sito del Corriere della Sera, arrivata nell’ambito dell’indagine sul riciclaggio del clan Senese. I pm capitolini nelle scorse settimane avevano sequestrato il telefonino di Caroccia e ora chiedono di acquisire le chat con il parlamentare, che non è indagato e che è stato azionista della società ‘Le cinque forchette’ proprietaria del ristorante ‘La bisteccheria d’Italia’. I magistrati stanno valutando inoltre se inserire negli atti l’audizione di ieri dell’ex sottosegretario in Commissione Antimafia.  

    “In base agli elementi a mia conoscenza in quelle chat sono presenti discorsi e frasi inopportune per il ruolo che all’epoca rivestiva Delmastro ma che nulla hanno a che fare con la criminalità organizzata”, afferma l’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Mauro Caroccia, commentando la richiesta avanzata dalla Procura di Roma. 

    “Credo che il Parlamento non abbia alcun problema a dare il via libera all’utilizzo delle chat – aggiunge il penalista – In quei dialoghi, sempre in base a quanto è a mia conoscenza, non ci sono riferimenti ad attività illecite, al riciclaggio o a soldi del clan. Anzi quei dialoghi possono essere utili ad escludere che ci sia anche una minima somma relativa all’ipotesi accusatoria della Procura”. 

    “Ci aspettiamo che la maggioranza in Giunta per le autorizzazioni della Camera dei deputati permetta di autorizzare velocemente la Procura di Roma ‘all’accesso e alla presa visione’ della memoria del telefono di Mauro Caroccia in cui sono contenute le chat con il deputato Andrea Delmastro. Un’eventuale contrarietà sarebbe il segno che quanto dichiarato dall’ex sottosegretario ancora ieri in Commissione Antimafia non corrisponde al vero e che ha qualcosa da nascondere. Su questa vicenda e le ombre pesanti che la avvolgono va fatta chiarezza in tempi brevissimi”, afferma Elisabetta Piccolotti, deputata Avs della Commissione Antimafia. 

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    cronaca

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  • Al via da domani ‘RiminiWellness’

    Al via da domani ‘RiminiWellness’

    (Adnkronos) – Dal 28 al 31 maggio 2026 si svolgerà ‘RiminiWellness 2026’ alla Fiera e Riviera di Rimini. La cerimonia di apertura, alle ore 12 nella Wellness Arena, Hall Sud, segnerà ufficialmente l’inizio della manifestazione e l’avvio dell’appuntamento internazionale dedicato all’intero ecosistema del mondo wellness. Un ‘Celebration party’ – il 29 maggio alle 19.30 – sarà dedicato ai 20 anni di RiminiWellness.  

    Protagonista della serata sarà Giorgio Prezioso, che porterà in console un DJ set ad alta energia capace di trasformare la fiera in una grande festa. L’appuntamento sarà all’Ingresso Sud – Celebration Stage, che per l’occasione si accenderà come cuore pulsante dell’evento, tra musica, energia e intrattenimento continuo. Durante il party, verrà lanciato in anteprima nazionale il teaser di Physical Italia – da 100 a 1, la prima edizione italiana della competizione fisica prodotta da Endemol Shine Italy e in arrivo solo su Netflix. Nel corso della kermesse sarà presente anche il team di Dubai in vista delle manifestazioni ‘sorelle’ Dubai Active, Dubai Muscle Show e Dubai Active Industry, che insieme rappresentano il principale appuntamento del Medio Oriente dedicato alla salute, al fitness e al benessere, che tornano dal 30 ottobre all’1 novembre per la loro decima edizione. Il team di Dubai ci sarà con uno spazio espositivo per offrire supporto diretto a tutti coloro che desiderano entrare nel mercato del Medio Oriente.  

    In concomitanza con la manifestazione, arrivà anche la quarta edizione di RiminiWellnessOff, il fuorisalone del fitness, del benessere e dello sport organizzato da Italian Exhibition Group e dal Comune di Rimini. Da giovedì 28 a domenica 31 maggio 2026, il centro storico e la Riviera di Rimini si trasformeranno in una grande palestra a cielo aperto, grazie a un fitto programma di eventi, corsi, lezioni, talk e iniziative intorno alle quattro dimensioni chiave in tema di qualità della vita: esercizio fisico, nutrizione, benessere mentale e medicina preventiva. 

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    economia

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  • Sinner, obiettivo Roland Garros e poi… matrimonio con Laila Hasanovic? L’ipotesi sulle nozze

    Sinner, obiettivo Roland Garros e poi… matrimonio con Laila Hasanovic? L’ipotesi sulle nozze

    (Adnkronos) – Dopo il trionfo agli Internazionali d’Italia, Jannik Sinner punta adesso al Roland Garros per chiudere il Career Grand Slam e mettere in bacheca l’unico Slam ancora mancante nel suo palmares. Con i trionfi sportivi, l’azzurro si gode un momento d’oro anche fuori dal campo con la compagna Laila Hasanovic. Una presenza discreta (ma ormai costante) nella vita del numero uno del ranking Atp. Tanto che si inizia a parlare addirittura di… matrimonio. Come raccontato dal nuovo numero di Diva e Donna, la relazione tra il fuoriclasse azzurro e la modella danese sarebbe diventata stabile e consolidata, tanto da alimentare le indiscrezioni su possibili nozze future. Un gossip che – già da mesi – attira l’interesse dei numerosi fan del tennista altoatesino. 

    Anche in occasione dello storico successo di Roma, qualche giorno fa, Laila era presente sulle gradinate del Foro Italico con la famiglia di Jannik, mentre Sinner alzava al cielo un trofeo che mancava a un italiano da cinquant’anni, sotto gli occhi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una presenza che conferma quanto la coppia sia ormai uscita allo scoperto, ma che testimonia anche un rapporto importante tra Laila e i genitori del numero uno. 

    Qualche mese fa, inoltre, i gossip sul fuoriclasse azzurro si erano concentrati anche su un ‘misterioso’ anello sfoggiato da Laila, che aveva di fatto alimentato le voci su un possibile grande passo.  

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    sport

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  • Medical nutrition summit: “In Italia 40% ricoverati a rischio malnutrizione”

    Medical nutrition summit: “In Italia 40% ricoverati a rischio malnutrizione”

    (Adnkronos) – “In Italia circa il 40% dei pazienti ricoverati in ospedale è a rischio di malnutrizione. La percentuale è più alta e raggiunge il 60% nel caso delle persone colpite da tumore, per arrivare al 70% nel caso delle neoplasie gastrointestinali (stomaco e pancreas) e del distretto testa-collo. Circa il 20% dei pazienti oncologici muore per le conseguenze della perdita di peso e massa muscolare. Questa condizione, infatti, si associa a esiti clinici sfavorevoli, quali ridotta tolleranza alle terapie, peggiore prognosi, minore qualità di vita, ospedalizzazioni prolungate e maggiori costi sanitari. Ma, nella pratica clinica, la malnutrizione è sottodiagnosticata e, di conseguenza, insufficientemente trattata. Nel nostro Paese serve una legge nazionale che stabilisca l’obbligatorietà dello screening nutrizionale per tutti i pazienti ricoverati. Va inoltre implementata la formazione universitaria degli operatori sanitari su questi temi e gli alimenti a fini medici speciali devono essere inseriti nei livelli essenziali di assistenza, cioè nell’elenco delle cure garantite a tutti i cittadini, per ridurre le differenze regionali”. Sono le richieste che arrivano dal convegno nazionale’Medical Nutrition Summit’, giunto alla seconda edizione, oggi all’università Statale di Milano.  

    “Lo screening nutrizionale deve essere eseguito quanto prima al momento del ricovero, ma ci sono ancora troppe differenze tra le Regioni”, spiega Riccardo Caccialanza, professore ordinario di Scienza dell’alimentazione e delle tecniche dietetiche applicate al Dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia (Dipo) di UniMi. “Nonostante la crescente consapevolezza, soprattutto nei centri oncologici, dell’importanza della nutrizione – continua – l’approccio alla gestione nutrizionale in Italia è eterogeneo e non sempre adeguato. La malnutrizione è il risultato di un’assunzione insufficiente di nutrienti che porta non solo alla perdita di peso, ma anche alla modifica della composizione corporea, soprattutto della massa muscolare. In particolare, i pazienti oncologici possono sperimentare una perdita dell’appetito dovuta a sintomi che compromettono la normale assunzione alimentare, ad esempio ulcere nel cavo orale, diarrea, vomito, dolore, occlusioni intestinali o malassorbimento”. 

    “La nutrizione clinica deve diventare parte integrante dei percorsi di formazione universitaria di tutti gli operatori sanitari – afferma Gianluca Vago, direttore Dipo della Statale milanese – La valutazione e il supporto nutrizionale dovrebbero procedere di pari passo rispetto alle cure oncologiche, iniziando dal counseling nutrizionale iniziale, per proseguire con il supporto nutrizionale orale e, nelle situazioni più compromesse, con la nutrizione enterale o parenterale. Perché l’integrazione avvenga in maniera ottimale – precisa – è necessaria una stretta collaborazione tra tutte le figure coinvolte: oncologi, medici specialisti in nutrizione clinica e dietisti per fornire la migliore assistenza ai pazienti, in tutte le fasi della malattia, sia in corso di trattamento attivo che durante il follow-up”. 

    “E’ importante un impegno condiviso a livello nazionale, da parte dei decisori istituzionali, e anche una sensibilità particolare per chi lavora sulla formazione – evidenzia Vago – In questa direzione, quanto realizzato da Regione Lombardia può rappresentare un primo modello operativo, facilmente replicabile: ha istituito la Rete della nutrizione clinica ed è stata la prima Regione a rendere obbligatorio lo screening nutrizionale per tutti i pazienti ricoverati negli ospedali pubblici e privati convenzionati. Lo screening nutrizionale – rimarca – costituisce parte integrante del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) della Regione Lombardia denominato ‘Percorsi nutrizionali nel paziente oncologico’. Questo documento, unico nel suo genere, definisce un modello di presa in carico nutrizionale del paziente oncologico attraverso le strutture di nutrizione clinica e i team nutrizionali multidisciplinari della Regione”. 

    La Lombardia, inoltre – ricorda una nota dal meeting – è stata la prima Regione a penalizzare economicamente l’assenza dello screening nutrizionale nelle cartelle cliniche. “La mancata o inadeguata compilazione della scheda di screening comporta un abbattimento del 20% della remunerazione del rimborso relativo al ricovero – sottolinea Caccialanza – Si tratta di un forte incentivo per garantire il corretto esame di questa condizione in tutti i pazienti. Vi sono solide evidenze scientifiche a supporto dell’efficacia dello screening nutrizionale precoce. Ad esempio, uno studio multicentrico ha dimostrato che, se il paziente oncologico viene trattato dal punto di vista nutrizionale in modo adeguato e proattivo durante la prima settimana di ricovero, si riduce la mortalità a un solo mese dalla dimissione del 6% circa. In un’altra ricerca effettuata dalla nostra struttura al San Matteo di Pavia – aggiunge – è stata evidenziata una riduzione del 60% del rischio di sospendere o ridurre la dose di chemioterapia e radioterapia nei pazienti con tumori del distretto testa-collo trattati precocemente con counseling e supplementazione nutrizionale orale. In un altro studio in pazienti colpiti da diverse forme di neoplasia e a rischio nutrizionale, grazie alla supplementazione precoce è stata ottenuta una riduzione del 30% delle tossicità di grado 3 e 4”.  

    “Oltre ai benefici clinici, il supporto nutrizionale ha anche un importante valore economico per il Servizio sanitario nazionale – rimarca Francesco De Lorenzo, presidente Favo-Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia – La malnutrizione, infatti, è associata a un aumento significativo dei costi sanitari, dovuto soprattutto al prolungamento delle degenze ospedaliere, all’aumento delle complicanze e alla maggiore frequenza di riospedalizzazioni. Nonostante il suo ruolo dimostrato nel migliorare gli esiti clinici, la qualità di vita dei pazienti e la sostenibilità del sistema, la nutrizione clinica non è ancora pienamente integrata nei percorsi di cura oncologici. L’impegno di Favo è quello di richiedere l’inserimento dello screening nutrizionale obbligatorio nelle Reti oncologiche regionali, per la sostenibilità del servizio sanitario e per la qualità della vita dei pazienti oncologici. Quest’ultima rappresenta infatti il terzo pilastro della ‘Mission on cancer’. Noi – assicura – ci impegniamo perché venga promossa questa iniziativa in tutte le Regioni. Il ruolo delle associazioni dei pazienti nelle reti oggi è in grado di condizionare il loro funzionamento, attraverso la partecipazione attiva nella direzione e organizzazione”. 

    “Garantire un adeguato supporto nutrizionale ai pazienti oncologici non rappresenta soltanto una questione clinica o economica, ma anche un tema di equità e di diritti dei pazienti – conclude Caccialanza – L’accesso a una nutrizione adeguata è sempre più riconosciuto come parte integrante del diritto alla salute. L’attenzione delle Istituzioni nei confronti di questi temi sta aumentando. Il 29 ottobre 2025, la Camera ha approvato all’unanimità la mozione bipartisan che riconosce la nutrizione clinica come pilastro fondamentale nella sfida contro il cancro. L’atto impegna il Governo a inserire il supporto nutrizionale nei percorsi di cura. Vi è poi stato l’emendamento alla legge di Bilancio 2026, che ha introdotto un programma di screening nutrizionale per i pazienti oncologici, riconoscendone così il ruolo chiave. Ci auguriamo che il prossimo passo sia l’approvazione di una legge che renda obbligatorio questo tipo di screening”. 

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    cronaca

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  • ‘King Marracash’ vince al box office, debutto con 22 mila presenze

    ‘King Marracash’ vince al box office, debutto con 22 mila presenze

    (Adnkronos) –
    Marracash trionfa al box office con ‘King Marracash’. Il docufilm diretto da Pippo Mezzapesa è il film più visto di lunedì 25 maggio al cinema. Un grande debutto (il migliore di un docufilm musicale dal 2024) che conferma lo status del ‘King del rap’ italiano anche sul grande schermo. Nel primo giorno in sala ha registrato oltre 22 mila presenze.  

    Il docufilm previsto per tre giorni al cinema prolunga la sua permanenza in sala: sono previste repliche e nuove programmazioni a partire da giovedì 28 maggio. 

      

    Finire nell’oblio è forse una delle paure più grandi di ogni essere umano. Vivere sapendo che un giorno nessuno ricorderà più chi sei stato, cosa hai fatto, cosa hai lasciato. Van Gogh, durante la sua vita, aveva venduto un solo dipinto. Solo dopo la morte il mondo si è accorto davvero del valore della sua arte. Ci sono artisti che vengono capiti troppo tardi. E poi ce ne sono altri che riescono a vedere il peso della propria eredità mentre sono ancora qui. Che assistono in prima persona al momento in cui la loro storia smette di appartenere solo a loro e diventa di tutti. ‘King Marracash’ parte proprio da questo: dal bisogno di fermare un momento preciso della vita e della carriera di un rapper che si è costruito da solo. Parte proprio dal bisogno di custodirlo quel momento prima che il tempo lo trasformi in ricordo. 

    Il film documentario su Fabio Bartolo Rizzo – prodotto da Groenlandia e Disney+ e diretto da Pippo Mezzapesa, arriva al cinema dal 25 al 27 maggio – e racconta il suo 2025, arrivato dopo un anno di traguardi e consacrazioni. In una delle sue prime interviste Marracash diceva che il suo sogno più grande era cantare a San Siro. Oggi quel sogno lo ha messo in tasca. Insieme a un disco di diamante per ‘Persona’, l’album che ha segnato un prima e un dopo nella sua carriera, e un Block Party nel quartiere dove è cresciuto e dove è tornato da re. 

    Ma la forza di ‘King Marracash’ sta proprio qui: nel fatto che Fabio abbia scelto di raccontarsi senza nascondersi più. Attraverso la musica, le persone che ama e quelle che lo hanno accompagnato fino a qui. Quella famiglia che Marracash ha sempre tenuto lontana dai riflettori. Forse perché, dopo che la storia con Elodie è finita sulla bocca di tutti – fino al palco del Festival di Sanremo – Fabio ha imparato la lezione, e cioè quanto possa essere violento lasciare entrare il mondo nella propria intimità. 

    C’è un fratello, Mirko, che Marra definisce il suo opposto. Si è costruito una famiglia, ha avuto dei figli. Tutte quelle cose che lui racconta in ‘Dubbi’ e osserva da lontano, quasi con la paura di non poterle meritare davvero. Poi c’è un padre, Salvatore – in perfetto stile siciliano – e una madre, Filippa, che lo hanno cresciuto come meglio potevano. Prima Nicosia, piccolo paese dell’entroterra siciliano, poi Milano, lo sfratto, fino alla Barona. La storia di questa famiglia sembrava già scritta. Persino il nome ‘Marracash’ nasce da quella sensazione di sentirsi diverso: da bambino lo chiamavano ‘marocchino’, ‘Marrakech’, per quei lineamenti mediterranei e per le sue origini siciliane. Fabio ha preso quel soprannome e lo ha trasformato in un’identità. In qualcosa che oggi tutti conoscono. 

    La storia di questa famiglia sembrava già scritta. E invece no. Marracash ha preso quella rabbia sociale, l’ha trasformata in parole e si è costruito una carriera barra dopo barra. Perché il 2025, per lui, ha significato soprattutto questo: chiudere dei cerchi. Prima ancora che davanti agli altri, davanti a sé stesso. 

    Nel docufilm Marra racconta anche il suo rapporto ‘malato’ con l’insonnia. Un problema che si trascina da quando era bambino, da quando per lasciarsi andare beveva di nascosto qualche bicchiere del vino di suo padre. E che ancora oggi continua a tormentarlo. Un male apparentemente incurabile, che Fabio prova a zittire con anni di sonniferi. Più che un’abitudine, quasi una sopravvivenza. In ‘King Marracash’ si mette a nudo davvero come forse non aveva mai fatto prima. I suoi genitori sono lì, nella loro umiltà disarmante. Un padre e una madre commossi sotto al palco mentre Fabio, tornato a Nicosia, riceve la cittadinanza onoraria. 

    C’è anche Elodie. Poche settimane fa l’abbiamo vista salire sul palco del ‘MARRA BLOCK PARTY’ alla Barona, mandando il pubblico completamente in tilt. Un’immagine, un momento che li ha rivisti insieme, che nessuno dimenticherà facilmente. C’è Guè, compagno di ‘Santeria’ e fratello prima ancora che collega. C’è Paola Zukar, la manager che Marracash considera uno dei pilastri fondamentali della sua vita. C’è il suo produttore, che accompagna ogni sua scelta artistica. E poi c’è una figura fondamentale: lo psicoterapeuta. Una persona che, negli anni, lo ha aiutato a scavarsi dentro, a fare i conti con quel bisogno costante di rincorrere l’euforia anche quando il mondo intorno tace. 

    È da lì che nasce il dualismo Fabio-Marracash. Un conflitto interiore che lui ha trasformato in una trilogia e in un tour negli stadi. C’è chi ha visto Fabio diventare Marracash e Marracash arrendersi a Fabio. Due anime che per troppo tempo si sono fatte la guerra, fino a capire di non poter esistere davvero l’una senza l’altra.  

    La sua storia artistica è una delle più particolari degli ultimi anni. Marracash pubblica ‘Persona’ il 31 ottobre 2019. Un album che sembrava un rischio: intimo, vulnerabile, diverso da tutto quello che aveva fatto prima. Poi arriva il successo. E con lui ‘Noi, loro, gli altri’ nel 2021. Dopo ancora, anni di silenzio. Quasi sparisce. Non perché manchi qualcosa da dire, ma perché Marracash è uno di quelli che hanno bisogno di chiudersi in una bolla prima di tornare a raccontarsi davvero. Così, all’improvviso, il 13 dicembre 2024 arriva ‘È finita la pace’. Un album che suona come uno sfogo: denuncia sociale, disillusione, ma anche voglia di rimettersi in discussione e ricominciare ancora una volta. 

    Forse perché la sua storia personale lo ha segnato profondamente. Forse perché partire dal nulla – da una “famiglia del ceto medio-basso” – e arrivare a diventare il King del Rap lascia addosso qualcosa che non passa mai davvero. Oggi Marracash è una delle penne più potenti e rispettate della scena musicale. Uno di quelli che hanno aperto la strada anche ad artisti come Sfera Ebbasta e Achille Lauro. Eppure, a guardarlo bene, sembra che una parte di Fabio faccia ancora fatica ad accettare davvero a tutto questo. Perché dentro di lui è rimasto quel ragazzo della Barona che viveva di strada e rubava motorini. Un figlio di genitori siciliani che cercava nelle barre un modo per non sentirsi inghiottito e trasformava i pensieri più bui in poesie. Marracash fa qualcosa che forse non siamo più abituati a vedere. In un mondo musicale dove si parla spesso di droga, sesso e soldi, lui parla delle proprie debolezze. Delle fragilità. Di quella emotività maschile che spesso viene soffocata. 

    Per la prima volta nella sua carriera spiega anche il vero significato di ‘Crudelia’. Forse il suo brano più streammato. Un amore viscerale, che toglie il fiato, ma non nel modo giusto. Un amore che marcisce prima ancora di nascere, che diventa tossico. Un amore che gli ha tolto tanto, ma che gli ha restituito tutto sotto un’altra veste: il successo. “Mentire senza emozioni, come fai?/ Il mio amore è marcito in odio”. È il pezzo durante cui ai concerti si spengono le luci e si accendono migliaia di torce. Quello che canti a squarciagola mentre lasci uscire tutto il dolore che hai dentro. Ed è strano pensare che una persona così amata possa sentirsi ancora così sola. Di giorno ci sono i fan, gli stadi, l’affetto, le persone che ti vedono come un idolo. Poi arriva la notte. E con lei il silenzio. Una testa che non smette mai di pensare, di muoversi, di fare rumore. 

    Fabio e Marracash hanno imparato a convivere. E nel 2025 Marracash sembra aver capito che, per chiudere certi cerchi, serve trovare una forma di pace interiore. E che per aprirne di nuovi bisogna avere il coraggio di raccontare la propria storia fino in fondo. La storia di un bambino che si vergognava perché sua madre faceva le pulizie nelle case dei compagni di scuola. La storia di un bambino che non avrebbe mai immaginato che tutto questo potesse diventare reale. Eppure è successo. Ma nemmeno alzare un disco di diamante tra le strade della Barona è bastato davvero. Nemmeno cantare in via Enrico De Nicola, nel posto dove anni fa usciva per spacciare, è bastato. Perché certi traguardi non riescono mai a riempire del tutto quello che hai dentro. 

    Forse è anche per questo che la notte non riesce a dormire. Perché è difficile accettare di aver realizzato davvero tutto ciò che sognavi. E forse, a volte, basterebbe guardare gli occhi di una madre orgogliosa per capire fino in fondo cosa si è diventati. Marracash è questo. E molto altro. Lui lo sa. Fabio forse lo sta ancora capendo. Ma una cosa è certa: l’oblio non gli appartiene. La sua storia è ancora all’inizio.  

    Arriveranno altri album, altri successi, altri pezzi di vita da raccontare. Lui sta ancora scrivendo il suo libro. Noi, forse, siamo solo a metà. Ma sì, l’oblio non gli appartiene. Viva la musica. E viva chi nella musica riesce ancora a raccontare le proprie fragilità senza vergognarsene. Viva Marracash, che è riuscito a costruirsi un’identità da zero. E viva Fabio, che i suoi sogni a occhi aperti è riuscito a renderli reali. (di Marica Di Giovanni) 

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    spettacoli

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  • Spiaggia presa d’assalto, ‘sold out’ di ombrelloni e lettini: il video virale

    Spiaggia presa d’assalto, ‘sold out’ di ombrelloni e lettini: il video virale

    (Adnkronos) –
    È la prima vera ondata di caldo della stagione e la spiaggia di Brighton è stata presa d’assalto nel weekend. Centinaia di persone hanno raggiunto la località balneare inglese, situata a circa un’ora di treno da Londra, per godersi sole e temperature quasi estive e per prendere d’assalto la spiaggia. 

    È diventato virale su TikTok un video pubblicato dall’utente ‘travelthroughwithus’, che mostra la situazione lungo il litorale di Brighton: un numero di persone talmente alto da non lasciare libero nemmeno “un singolo sassolino”. Nella didascalia si legge infatti: “Non c’è un singolo sassolino libero in vista. L’estate è ufficialmente arrivata!”, accompagnata dalle temperature registrate nel fine settimana, comprese tra i 28 e i 30 gradi. 

     

    Nel filmato, ripreso da lontano, la spiaggia appare completamente affollata: c’è chi approfitta del caldo per fare il primo bagno della stagione e chi invece si rilassa al sole steso sul telo mare. Con il cielo sereno e il sole alto, per molti britannici (ma non solo) sembra già ufficialmente iniziata l’estate. 

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    internazionale/esteri

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  • Moglie e fratello indagati, tra proteste e perquisizioni il giugno difficile di Sanchez

    Moglie e fratello indagati, tra proteste e perquisizioni il giugno difficile di Sanchez

    (Adnkronos) – Si prevede un giugno particolarmente difficile per il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. Le premesse si vedono già da questo fine maggio dato che, nel giorno in cui si trova in Vaticano per una visita a Papa Leone, la sede di Madrid del suo Psoe, il Partito socialista spagnolo, viene perquisita dagli agenti della Guardia Civil in cerca di documenti nell’ambito dell’indagine su un presunto finanziamento illecito. Un’azione che arriva dopo un fine settimana che a Madrid ha visto scendere in piazza 40mila persone ”contro il governo corrotto di Sanchez”, con richieste di dimissioni e di elezioni anticipate. Inoltre domani il fratello minore del premier spagnolo, David Sanchez, dovrà comparire in tribunale, dove dovrà rispondere delle accuse di traffico di influenze, abuso d’ufficio e malversazione. In particolare è sospettato di aver ricevuto un incarico su misura dal consiglio comunale a guida socialista della città sud-occidentale di Badajoz nel luglio 2017, quando Pedro Sanchez era il leader nazionale del Psoe, ma non ancora primo ministro. 

    Nel frattempo prosegue l’indagine sulla moglie di Sanchez, Begona Gomez, accusata di aver usato la sua influenza, come consorte del primo ministro, per ottenere sponsor per un corso di laurea magistrale universitario da lei diretto. Inoltre, sostiene l’accusa, avrebbe utilizzato fondi statali per pagare la sua assistente per l’aiuto in questioni personali. Il tribunale l’ha convocata a comparire il 9 giugno. David Sanchez e Gomez hanno negato ogni addebito. Entrambi si trovano sotto inchiesta a seguito di denunce presentate dal gruppo di pressione Manos Limpias (Mani Pulite), un sindacato vicino alla destra. 

    Negli ultimi mesi altri stretti alleati politici di Sanchez, tra cui l’ex ministro dei trasporti José Luis Abalos, sono stati processati per irregolarità negli appalti pubblici. Parlando della sua cerchia più ristretta, il primo ministro spagnolo ha affermato che la sua famiglia è stata vittima di una ”campagna di molestie e intimidazioni” orchestrata dai suoi oppositori politici e mediatici. E ha insistito sul fatto che né il fratello, né la moglie abbiano commesso alcun reato. Sanchez ha anche apertamente messo in dubbio l’indipendenza di alcuni membri della magistratura spagnola, affermando che ”non c’è dubbio che ci siano giudici che fanno politica e politici che cercano di rendere giustizia”. La scorsa settimana i socialisti spagnoli hanno subito un altro duro colpo quando l’ex primo ministro del Psoe, José Luis Rodriguez Zapatero, è stato accusato da un tribunale penale nazionale di essere a capo di una rete internazionale di traffico di influenze e riciclaggio di denaro legata al Venezuela. In particolare è stato messo sotto inchiesta dal giudice che sta esaminando il salvataggio statale di una compagnia aerea legata al Venezuela durante la pandemia Covid. Figura emblematica della sinistra spagnola e primo ministro dal 2004 al 2011, Zapatero comparirà davanti al giudice il 18 e il 19 giugno. 

    L’ultima indagine si inserisce in un’inchiesta sul salvataggio statale da 53 milioni di euro della compagnia aerea spagnola Plus Ultra, avvenuto nel marzo 2021. I pubblici ministeri stanno verificando se la compagnia abbia fatto un “uso inadeguato” dei fondi pubblici stanziati dal governo per il salvataggio, mentre la polizia anticorruzione sta indagando se la compagnia aerea abbia utilizzato i fondi del salvataggio per riciclare denaro proveniente dal Venezuela attraverso Francia, Svizzera e Spagna. Secondo il giudice istruttore, Zapatero avrebbe supervisionato “una struttura gerarchica di traffico di influenze”, il cui scopo era “ottenere vantaggi economici attraverso l’intermediazione e l’esercizio di influenza presso gli organi pubblici a favore di terzi, principalmente Plus Ultra”. La scorsa settimana Zapatero ha ribadito la propria innocenza e si è detto pronto a collaborare con le indagini. “Desidero ribadire che tutta la mia attività, sia pubblica che privata, si è sempre svolta nel pieno rispetto della legge”, ha affermato in un video, aggiungendo di non aver mai intrapreso “alcuna azione” relativa al salvataggio della compagnia aerea. 

    Secondo alcuni analisti, quello della corruzione è in Spagna un problema strutturale. ”In Spagna esiste un grave problema di corruzione strutturale e trasversale”, ha affermato Elisa de la Nuez, ex procuratrice statale che ha fondato l’organizzazione non profit ‘Hay Derecho’ per difendere lo stato di diritto e combattere la corruzione. Secondo la giurista, sia il Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe) al governo, sia il Partito Popolare (Pp) all’opposizione, hanno gradualmente colonizzato le istituzioni preposte al controllo e all’equilibrio dei poteri. La giurista ha fatto riferimento in particolare agli organi di vigilanza come la Corte dei Conti e alle principali istituzioni giudiziarie, tra cui la Corte Costituzionale e la Procura della Repubblica. “Stiamo assistendo alle conseguenze di una mancanza di controlli preventivi protrattasi per molto tempo”, ha dichiarato de la Nuez a Euractiv. 

    Nella sua relazione del 2025 sullo stato di diritto in Spagna, la Commissione europea ha rilevato che gli appalti pubblici, il finanziamento dei partiti politici, i progetti infrastrutturali e i contratti per i servizi pubblici sono settori chiave ad alto rischio di corruzione nel Paese. La corruzione prospera facilmente, soprattutto nel settore pubblico, a causa del clientelismo, dei fondi non tracciabili, delle attività di lobbying non regolamentate e del fenomeno delle “porte girevoli”, in cui i funzionari politici assumono il controllo di aziende private, ha affermato. Inoltre, se gli organi di controllo falliscono, il governo “opera praticamente senza limiti”. Questo, unito a una grave mancanza di responsabilità politica, aggiunge de la Nuez, porta alla “situazione insolita” in cui il Paese si trova ora. ”Non esiste la responsabilità politica, esiste solo la responsabilità penale”, ha sottolineato. (di Melissa Bertolotti) 

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  • Gruppo Rekeep premia il talento dei migliori studenti, assegnate 438 borse di studio per 246.600 euro

    Gruppo Rekeep premia il talento dei migliori studenti, assegnate 438 borse di studio per 246.600 euro

    (Adnkronos) – Il Gruppo Rekeep, principale player italiano attivo nell’integrated facility management, rinnova anche quest’anno il proprio impegno per la promozione del talento individuale e della solidarietà intergenerazionale con la XVI edizione di KeepCare School, l’iniziativa dedicata alle figlie e ai figli dei dipendenti del Gruppo che, ogni anno, attraverso l’assegnazione di borse di studio basata esclusivamente sul merito, sostiene i migliori studenti e le migliori studentesse d’Italia. Per questa edizione sono stati assegnati ben 438 riconoscimenti, per un importo complessivo pari a 246.600 euro, suddivisi in 319 borse di studio del valore di 400 euro destinate a studentesse e studenti delle scuole superiori, e in 119 borse da 1000 euro, rivolte invece agli universitari. 

      

    Per poter partecipare al bando, oltre a dover essere figlie e figli di dipendenti del Gruppo assunti a tempo indeterminato da almeno dodici mesi (oltre il 90% dell’organico complessivo), gli studenti e le studentesse delle scuole superiori dovevano aver concluso l’anno scolastico precedente con una media di voti superiore o pari a 7,50/10 o, alternativamente, aver conseguito un voto di maturità di almeno 75/100; mentre per le universitarie e gli universitari – di atenei sia pubblici, che privati – era indispensabile aver completato il ciclo di studi in corso con una votazione di laurea di almeno 99/110 o aver superato almeno 2/3 degli esami previsti dal proprio piano di studi, mantenendo una media di voti non inferiore a 27/30.  

      

    KeepCare School si conferma un’iniziativa basata esclusivamente sul merito, grazie alla quale numerosi studenti e studentesse che si sono distinti per impegno costante e rendimenti scolastici elevati, sono stati premiati più volte nel corso del proprio percorso formativo. Basti pensare che nell’edizione appena conclusa, su 438 vincitori, ben 289 (pari al 66%) avevano già ottenuto questo riconoscimento nel corso di una o più delle edizioni precedenti. In linea con una tendenza già osservata nelle edizioni precedenti, anche quest’anno è stato registrato un aumento delle candidature (503 quelle pervenute), accompagnato anche da un progressivo innalzamento della media degli studenti e delle studentesse premiati, che per il 75% sono figli e figlie di operai e per il 14% di lavoratori e lavoratrici nati all’estero. Le regioni che hanno ricevuto il maggior numero di premi sono l’Emilia-Romagna e la Sicilia. Avviato nel 2010, il progetto KeepCare ha visto, nel corso delle sue 16 edizioni, la premiazione complessiva di 2.836 studentesse e studenti e l’assegnazione di circa 4.892 borse di studio, per un investimento totale pari a oltre 2,6 milioni di euro. 

     

    L’iniziativa si inserisce, inoltre, all’interno del più ampio programma di impegni generali in materia di welfare promossi dal Gruppo Rekeep, denominati KeepCare, che comprendono accanto a KeepCare School: KeepCare Kids, con campi residenziali estivi per ragazze e ragazzi dai 12 ai 14 anni in tutta Italia e centri estivi diurni per i bambini dai 6 ai 10 anni. I più grandi possono soggiornare gratuitamente una settimana al mare o in montagna, praticando attività sportive o artistiche in luoghi come l’Isola d’Elba in Toscana, le Foreste Casentinesi, parchi naturali in Sicilia e altre mete diverse ogni anno; mentre i più piccoli possono usufruire per una o due settimane di un servizio educativo organizzato nel periodo delle vacanze scolastiche. Nato inizialmente grazie a un finanziamento ministeriale, il progetto è oggi interamente finanziato da Rekeep; KeepCare Health, che prevede assistenza sanitaria integrativa e iniziative orientate alla prevenzione, sviluppato in collaborazione con associazioni del territorio; KeepCare Family & You, servizi e sostegno pensati per rispondere ai bisogni dei dipendenti nella gestione della vita familiare o nel caso di eventuali situazioni di difficoltà personali o familiari: psicologo, nutrizionista, assistente domiciliare, specialisti per i disturbi dell’apprendimento o supporto al metodo di studio dei figli ; KeepCare Benefits, scontistiche e convenzioni per viaggi, intrattenimento, casa e tempo libero.  

    “KeepCare School è un chiaro esempio di come la nostra cultura aziendale orientata alla valorizzazione delle persone si traduca ogni giorno in azioni concrete”, sottolinea Claudio Levorato, Presidente di Rekeep S.p.A. “Le borse di studio non sono soltanto un aiuto economico, ma riflettono il nostro modo di intendere l’impresa: una realtà capace di generare valore anche per le comunità in cui opera. Sono inoltre il segno di un ideale passaggio di consegne tra generazioni, un collegamento tra chi ha già intrapreso il proprio percorso professionale e chi si appresta a iniziarlo. Sostenere i giovani significa, infatti, investire nel futuro del Paese, una responsabilità che portiamo avanti da ben sedici anni, promuovendo il merito e la formazione come strumenti di crescita personale e collettiva. Il nostro auspicio è che, anche grazie al contributo di Rekeep, questi ragazzi possano trasformare le proprie aspirazioni in realtà, realizzarsi pienamente e contribuire attivamente allo sviluppo delle nostre società”. 

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