Categoria: Ultim’ora

  • Milan, Cassano contro Allegri: “Fossi tifoso mi vergognerei. Iraola? Scelta giusta”

    Milan, Cassano contro Allegri: “Fossi tifoso mi vergognerei. Iraola? Scelta giusta”

    (Adnkronos) –
    Antonio Cassano ‘distrugge’ Massimiliano Allegri e consiglia il nuovo allenatore al Milan. L’ex attaccante, tra le altre, dei rossoneri, ha commentato il flop Champions criticando l’ormai ex tecnico milanista, esonerato dopo aver chiuso il campionato al quinto posto: “Il Milan è un qualcosa di unico nel mondo, ridotto così dal signor Allegri: se fossi milanista mi vergognerei per cosa Allegri ha combinato”, ha detto a Viva El Futbol.  

    “Se il Milan si è buttato su Iraola, significa che il Milan continua ad avere l’idea che noi abbiamo, cioè la prospettiva di voler fare un calcio all’europea per tentare di vincere e dominare il mondo”, ha continuato Cassano, avallando quindi l’ipotesi di vedere l’attuale allenatore del Bournemouth in rossonero, “la scelta di Iraola è la direzione giusta. Perché Iraola, ripeto, è un qualcosa di unico e meraviglioso”. 

    “Io consigliere al Milan di prendere Iraola, ma consiglierei a Iraola di pensarci a venire in Italia. Perché in Inghilterra, in Spagna, in Germania, ci possono essere competenti o meno competenti, come ci possono essere giocatori forti o meno, ma non gente cattiva e invidiosa”, ha detto Cassano, “che è la cosa molto più brutta, perché tu puoi arrivare in Italia, e tu puoi piacermi come calciatore o meno. Ma partiranno proprio col piede di guerra. Sarei contento e felice se arrivasse. Io sono sempre al fianco di questi tipi di personaggi. Il Milan, se dovesse fare questa scelta qua ha guadagnato già il 50%”. 

     

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    sport

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  • Il figlio della principessa Anna si sposa ma Harry e Meghan non sono invitati

    Il figlio della principessa Anna si sposa ma Harry e Meghan non sono invitati

    (Adnkronos) –
    Il principe Harry e Meghan Markle non sono stati invitati al matrimonio del figlio della principessa Anna. Secondo il conduttore di TalkTv, Mark Dolan, i Sussex potrebbero “rovinare” le nozze di Peter Phillips e della fidanzata Harriet Sperling, il prossimo 6 giugno, durante la cerimonia privata alla quale parteciperanno molti membri della famiglia reale. Il giornalista ha dichiarato a Sky News: “È un affronto reale, è il matrimonio reale dell’anno e si tratta del figlio della principessa Anna, Peter, e il punto è che Harry non è stato invitato”. 

    “A quanto ho capito – ha aggiunto Dolan – gli è stato vietato di partecipare all’evento. Perché? Perché Peter Phillips, lo sposo, non vuole che Harry monopolizzi l’attenzione dei media. E i funzionari di Palazzo ritengono che Harry e Meghan siano una coppia che crea problemi e che rovinerebbe un giorno così speciale”. Un amico degli sposi ha detto a Hello! Magazine che “Peter e Harry non si parlano da diversi anni e hanno semplicemente perso i contatti, quindi non è stato invitato”. Eppure, Peter Phillips era presente al matrimonio di Harry e Meghan e il duca di Sussex era tra gli invitati al matrimonio della sorella di Phillips.  

    Naturalmente, non c’è bisogno nemmeno di dirlo, anche Andrew Mountbatten-Windsor è stato escluso dalle nozze del nipote nella chiesa londinese di All Saints a causa del suo coinvolgimento nel caso Epstein. Ma anche la partecipazione delle figlie dell’ex principe, Beatrice ed Eugenie, è in dubbio a causa dei nuovi sviluppi nell’indagine su Andrew. Secondo alcune fonti, le sorelle distoglierebbero l’attenzione dai festeggiamenti, soprattutto in un momento in cui l’attenzione pubblica è particolarmente concentrata sulle vicende del padre. 

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  • Neoplasie sangue, esperti: “Con Labnet in 20 anni eseguiti 200mila esami a 15mila pazienti”

    Neoplasie sangue, esperti: “Con Labnet in 20 anni eseguiti 200mila esami a 15mila pazienti”

    (Adnkronos) – Ben 160 centri clinici, 60 laboratori specialistici, 15mila pazienti raggiunti e oltre 200mila esami eseguiti. Sono questi alcuni dei dati che descrivono la ventennale attività di LabNet, una rete nazionale gestita da Fondazione Gimema e finanziata da soggetti privati, tra cui Ail, che collega, attraverso una piattaforma digitale, centri clinici e laboratori specialistici. L’obiettivo “è rendere accessibile la diagnostica avanzata in ematologia offrendo prestazioni uniformi su tutto il territorio nazionale”. LabNet “ha creato un modello che rafforza la qualità diagnostica, la tempestività della presa in carico e il monitoraggio clinico. In totale si stima un impatto socio-economico di 16 euro per ogni euro investito in LabNe”t. Tra il 2021 e il 2023, nel progetto LabNet Cml — uno dei quattro attivi nella Rete — “381 pazienti hanno raggiunto una risposta molecolare ai trattamenti, consentendo la sospensione delle terapie non più necessarie in circa la metà dei casi e generando un beneficio netto di 6,8 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale”. È quanto emerge oggi a Roma durante un evento, al ministero della Salute, dal titolo 20 anni di LabNet attività, risultati e prospettive di sviluppo. L’iniziativa, patrocinata da Ail e da Fondazione Gimema, è stata realizzata da Teha con il contributo non condizionante di Novartis e ha visto la partecipazione di rappresentanti di clinici, pazienti ed Istituzioni.  

    “In questi ultimi 20 anni abbiamo costruito un modello unico di collaborazione tra centri clinici, laboratori specialistici, istituzioni e partner privati capace di generare valore concreto per il Ssn per la ricerca ma, soprattutto, di offrire un servizio ormai indispensabile per tutti i pazienti affetti da neoplasie ematologiche – sottolinea Marco Vignetti, presidente di Fondazione Gimema -LabNet ha, infatti, migliorato la qualità dell’assistenza ai pazienti, offrendo diagnosi rapide, precise e uniformi sul territorio nazionale, contribuendo in modo sostanziale, tra l’altro, a garantire a tutti l’equità di accesso alle cure più innovative. Allo stesso tempo ha creato una piattaforma strategica per la ricerca clinica e traslazionale. L’auspicio è che questa rete sia riconosciuta come un patrimonio strategico del Paese e che di conseguenza possa essere sostenuta, perché rappresenta non solo un modello di cura equo ed efficace, ma anche una leva fondamentale per il futuro del Ssn”.  

    LabNet è nata ufficialmente nel 2008, anche se le prime iniziative di standardizzazione della diagnostica molecolare nella leucemia mieloide cronica risalgono al 2006. Attualmente è articolata in quattro progetti: oltre alla leucemia mieloide cronica (LabNet Cml), leucemia mieloide acuta (LabNet Aml) dal 2016, neoplasie mieloproliferative Ph negative (JakNet) dal 2018 e dall’anno successivo sindromi mielodisplastiche (LabNet Mds). Si tratta di una rete di professionisti unica nel suo genere nel panorama italiano. Da un lato LabNet rende possibile una diagnostica d’eccellenza più precisa, uniforme e tempestiva, aiutando il clinico nella classificazione della malattia, nel suo monitoraggio e nelle decisioni terapeutiche. Dall’altro, l’elevata qualità delle procedure messe a punto e periodicamente convalidate può diventare un elemento portante di grandi progetti di ricerca clinica. 

     

    “In questi 20 anni abbiamo assistito a un’evoluzione straordinaria dell’ematologia: diagnosi sempre più precise e terapie mirate hanno aperto prospettive impensabili fino a poco tempo fa – puntualizza Giorgina Specchia, componente del Comitato scientifico di Ail – Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma -. A sostenere concretamente questo percorso sono anche iniziative come LabNet, promossa dal Gimema e co-finanziata da Ail, che garantiscono standard diagnostici elevati, offrendo ai pazienti un monitoraggio più accurato e tempestivo e percorsi di cura più appropriati. I benefici concreti riguardano infatti il sistema sanitario, che risulta più efficiente e in grado di ottimizzazione i costi, ma vi sono però anche grandi vantaggi per pazienti e caregiver, soprattutto in termini di minore mobilità e, al tempo stesso, di riduzione degli spostamenti per esami e terapie, con circa 500mila chilometri risparmiati ogni anno a migliaia di famiglie”.  

    Il valore di questo modello organizzativo trova oggi crescente attenzione anche nei processi di programmazione sanitaria: l’appartenenza a LabNet è stata infatti utilizzata da Agenas tra i criteri per la selezione dei centri ematologici della Rete Nazionale Tumori Rari. In questa direzione si muove anche il Piano oncologico nazionale 2023-2027, che auspica l’inserimento nei sistemi sanitari regionali di reti specializzate di laboratori dedicate alla diagnostica avanzata in ematologia, a garanzia di efficacia ed economicità. 

    “Da diversi anni Teha ha intrapreso un percorso di ascolto e confronto con i principali stakeholder, a partire dalle società scientifiche e dai pazienti, sulle sfide organizzative per i tumori del sangue, che interessano circa mezzo milione di italiani e rappresentano il 10% di tutte le neoplasie. Tra le priorità di azione ci sono certamente la riorganizzazione e il potenziamento della complessa attività diagnostica – conferma Daniela Bianco, Partner, The European House – Ambrosetti e Responsabile Practice Health & Life Sciences, Teha Group -. Sarebbe indispensabile garantire un maggiore coordinamento tra le reti regionali e le reti di professionisti già organizzate e operative sul territorio nazionale, come LabNet, e supportare una sostenibilità nel tempo”. 

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    cronaca

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  • Caos a Belve Crime, Ughetto Piampaschet: “Condanna ingiusta per omicidio Anthonia Egbuna”. Interviene avvocato

    Caos a Belve Crime, Ughetto Piampaschet: “Condanna ingiusta per omicidio Anthonia Egbuna”. Interviene avvocato

    (Adnkronos) –
    Caos a Belve Crime. Daniele Ughetto Piampaschet, scrittore – ora detenuto nel carcere di Torino – è uno degli ospiti di Francesca Fagnani nella puntata di ‘Belve Crime’ che andrà in onda stasera, martedì 26 maggio, su Rai 2. Lo scrittore è stato condannato in via definitiva a 25 anni di carcere nel 2012 per l’omicidio di Anthonia Egbuna, la giovane prostituta nigeriana trovata morta nel Po. E per il quale si è sempre dichiarato innocente.  

    Un confronto durissimo, nel quale Ughetto attacca magistrati e investigatori, accusandoli di aver “insabbiato le carte e depistato le indagini”. Un’intervista attraversata da forti momenti di tensione: quando Fagnani gli mette davanti i fatti emersi nelle sentenze definitive, che lo descrivono come l’assassino di Anthonia Egbuna, Ughetto si innervosisce e perde più volte il controllo, tanto che deve intervenire il suo avvocato per calmarlo. 

    Il cuore dell’intervista sono proprio quei racconti sequestrati durante le indagini e diventati uno degli elementi centrali dell’accusa. Testi nei quali venivano descritti omicidi di prostitute nigeriane con dettagli ritenuti molto simili al delitto di Anthonia Egbuna. Gli chiede Fagnani: “Il fatto che la fine di Anthonia ricordi molto quello che è scritto nei suoi libri non le fa impressione?”. È a quel punto che Ughetto si inalbera: “Ma davvero i giudici pensano che una persona che ha una laurea in filosofia come me sia così stupida da uccidere una persona, massacrarla, scrivere un racconto e poi conservarlo?”. Poi insiste: “Secondo lei una persona è in grado di commettere un delitto e poi scrivere e tenere lì la copia?”. Ed è lì che Fagnani lo interrompe: “Lo sta dicendo lei”. 

    Ughetto prova allora a spiegare il rapporto tra la sua scrittura e quel mondo che raccontava nei libri: “Queste ragazze fungevano anche potentemente come muse ispiratrici”. E ancora: “Ho una produzione letteraria di svariate migliaia di pagine, poesie, racconti e romanzi incentrati sul mondo magico religioso della Nigeria. Anche di De Sade, leggendolo, pensavano chissà che… Uno scrittore non può essere giudicato per ciò che scrive”. Con Fagnani che lo ferma subito: “Però lei non è De Sade…”. 

    Ughetto torna infine ad attaccare chi ha condotto le indagini, sostenendo che a uccidere Anthonia sia stata la mafia nigeriana, “protetta da politica e magistratura. Il testimone chiave che mi avrebbe assolto è scomparso. Sono stati loro a farlo sparire”. Una tesi, gli ricorda Fagnani, “respinta tre volte dai giudici nelle richieste di revisione che ha presentato”. 

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    spettacoli

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  • Ascolti tv, ‘Ulisse’ domina la prima serata con il 16,9%. Secondo posto per ‘I Cesaroni’

    Ascolti tv, ‘Ulisse’ domina la prima serata con il 16,9%. Secondo posto per ‘I Cesaroni’

    (Adnkronos) – ‘Ulisse – Il Piacere della Scoperta’ ha vinto la prima serata di ieri, lunedì 25 maggio, con il 16,9% di share. Il programma di Rai1 con Alberto Angela ha incollato allo schermo 2.504.000 telespettatori. Su Canale 5 ‘I Cesaroni – Il Ritorno’ ha radunato 2.305.000 telespettatori, pari al 14,2%. Su Rete 4, ‘Quarta Repubblica’ ha totalizzato 916.000 telespettatori e il 7,9%. Su Italia 1 ‘Attacco al potere – Paris Has Fallen’ ha intrattenuto 885.000 telespettatori, pari al 6,9%.  

    Su Rai2, ‘The Unknown – Fino all’Ultimo Bivio’ ha totalizzato 845.000 telespettatori e il 5,6%. Su La7 ‘La Torre di Babele’ ha segnato 881.000 telespettatori e il 5%. Sul Nove ‘Little Big Italy’ ha ottenuto 589.000 telespettatori e il 3.6%, mentre su Tv8 ‘GialappaShow – Best Of’ 518.000 telespettatori e il 3,7%. Su Rai3, ‘Newsroom’ è stato visto da 397.000 telespettatori, pari al 2,9%. 

    Nella fascia access prime time, su Canale 5 ‘La Ruota della Fortuna’ ha conquistato 4.823.000 telespettatori e il 24,8%. Su Rai1, ‘Cinque Minuti’ ha registrato 3.594.000 telespettatori e il 20,1%, mentre ‘Affari Tuoi’ 4.558.000 telespettatori e il 23,4%. 

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    spettacoli

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  • Rocco Casalino sconfitto a Ceglie Messapica, vince il centrodestra

    Rocco Casalino sconfitto a Ceglie Messapica, vince il centrodestra

    (Adnkronos) – “A Ceglie Messapica ha vinto il centrodestra, come previsto. Governa la città da sedici anni. Il dato politico positivo, però, è un altro: a Ceglie Messapica non si era mai presentata una lista del Movimento 5 stelle. Questa mia iniziativa ha quindi permesso, per la prima volta nella storia della città, la presenza di una lista M5s alle elezioni comunali”. Lo scrive in una nota Rocco Casalino, ex portavoce di Giuseppe Conte e candidato consigliere a Ceglie Messapica per il Movimento 5 stelle. “E i dati attuali ci dicono che è la lista più votata del campo progressista. Anche sul piano personale, con i risultati disponibili finora, risulto tra i candidati che hanno ottenuto un significativo numero di preferenze”, conclude Casalino. 

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    politica

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  • Lum, ospiti legati alla Sanità per cerimonia consegna diplomi master

    (Adnkronos) – Il direttore generale dell’Istituto superiore di sanità Andrea Piccioli e il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato sono alcuni degli ospiti della Graduation Ceremony, la cerimonia di consegna dei diplomi di master agli studenti della Lum school of management, in programma venerdì 29 maggio alle ore 10.30, presso l’Aula Magna dell’Università Lum Giuseppe Degennaro.  

    L’evento si aprirà con i saluti di Antonello Garzoni rettore dell’Università Lum, Antonella Rago, direttrice generale dell’Università Lum, Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato alla Salute, Eugenio Di Sciascio, Assessore allo Sviluppo Economico e al Lavoro della Regione Puglia, Andrea Piccioli, direttore generale Istituto superiore della sanità, Filippo Anelli, presidente Federazione nazionale ordini dei medici e Vasco Giannotti, presidente Forum risk management in sanità.  

    Seguirà la tavola rotonda ‘Epigenetica, prevenzione e salutogenesi’, introdotta e moderata da Francesco Albergo, direttore operativo della Lum school of management ed esperto del Consiglio superiore di sanità, a cui prenderanno parte Alberto Siracusano, presidente del Consiglio superiore di sanità, Ugo Cappellacci, presidente Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, Antonio Novelli, direttore Struttura Complessa, Laboratorio di Genetica Medica, Irccs Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Stefano Moriconi, già Capo della Segreteria Tecnica del Ministro della Salute. Le conclusioni saranno affidate a Francesco Manfredi, direttore scientifico Lum school of management. 

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    economia

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  • Infezioni sessualmente trasmissibili, Synlab lancia campagna prevenzione 

    Infezioni sessualmente trasmissibili, Synlab lancia campagna prevenzione 

    (Adnkronos) – Ogni giorno oltre 1 milione di persone nel mondo contrae un’infezione sessualmente trasmissibile (Ist) curabile, come clamidia, gonorrea, sifilide o tricomoniasi. Secondo i dati del sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità, negli anni successivi alla pandemia si è registrato un trend in costante aumento delle infezioni sessualmente trasmissibili, incluse alcune patologie considerate fino a pochi anni fa meno diffuse, come il gonococco. In particolare, alcune infezioni come la clamidia raggiungono una prevalenza fino al 9-11% nella popolazione under 25, rispetto a una media del 3-4% nella popolazione generale. Nonostante l’elevata incidenza, però, il tema della salute sessuale resta ancora oggi circondato da stigma e disinformazione. 

    Per contrastare questa tendenza e promuovere una cultura della prevenzione, Synlab lancia una campagna nazionale dal titolo ‘Il gesto più apprezzato’, rivolta in particolare a uomini e donne tra i 18 e i 44 anni, che punta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza dei controlli periodici, offrendo strumenti concreti per informarsi e prevenire. Dal 12 al 27 giugno, nelle giornate di venerdì e sabato indicate sul sito di Synlab, nei centri prelievo dedicati di Milano, Brescia, Roma, Firenze e Bologna – informa una nota – sarà possibile accedere gratuitamente ai check-up per le infezioni sessualmente trasmissibili, previa prenotazione online (fino a esaurimento posti). 

    “Le infezioni sessualmente trasmissibili si conoscono, ma spesso non se ne parla abbastanza. E questo porta molte persone a sottovalutare il rischio o a effettuare controlli solo in presenza di sintomi – spiega Francesco De Seta, medico ginecologo di Synlab – Alcune infezioni, però, possono restare silenti per molto tempo e, se non diagnosticate, provocare complicanze importanti come infertilità, dolore pelvico cronico e problematiche dell’apparato riproduttivo”. 

    Tra gli obiettivi della campagna c’è quello di sfatare alcune convinzioni ancora molto diffuse, come l’idea che avere un partner stabile elimini automaticamente il rischio di infezione. “Riceviamo spesso pazienti sorprese da una positività all’Hpv pur avendo una relazione stabile da anni. Ma per alcuni virus, come il Papillomavirus umano – chiarisce De Seta – non conosciamo ancora con precisione i tempi di latenza: il virus può restare inattivo a lungo prima di manifestarsi. Per questo avere sempre lo stesso partner non significa automaticamente azzerare il rischio, ed è importante continuare a sottoporsi agli screening anche in assenza di sintomi”. 

    Il Papillomavirus umano (Hpv), inoltre, è riconosciuto come una delle principali cause di tumori dell’orofaringe, che comprendono la base della lingua e le tonsille. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) – riporta la nota – circa il 60-70% dei tumori dell’orofaringe è attribuibile all’infezione da Hpv, con una prevalenza più elevata nella popolazione maschile. 

    In quest’ottica di prevenzione integrata – si legge – Synlab propone un percorso diagnostico ampliato: durante la campagna ‘Il gesto più apprezzato’, in caso si desideri completare ulteriormente la propria offerta di prevenzione sessuale, sarà possibile acquistare in sede il secondo check-up a tariffa agevolata. A questa possibilità si affianca inoltre il lancio di un nuovo check-up Ist batteriche e virali, che unisce in un unico pacchetto il Check-up Ist 1 e il Check-up Ist 2 a un prezzo ridotto rispetto all’acquisto separato dei due percorsi diagnostici, con l’obiettivo di rendere lo screening più accessibile e incentivare la prevenzione e il controllo periodico anche in assenza di sintomi. Synlab raccomanda che i risultati del test vengano sempre condivisi, anche se negativi, con il proprio medico curante o con gli specialisti messi a disposizione nei propri poliambulatori. 

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    cronaca

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  • Igor Protti combatte malattia e accompagna figlia all’altare

    Igor Protti combatte malattia e accompagna figlia all’altare

    (Adnkronos) –
    Igor Protti commuove tutti al matrimonio della figlia. L’ex calciatore, che combatte contro una malattia, non si è voluto perdere la cerimonia, accompagnando Noemi all’altare sorretto dall’altro figlio Nicholas Flavio. Lo scatto ha mostrato Protti sorridente e mano nella mano della figlia, visibilmente commossa. 

    “Che il mondo vi regali un mondo di serenità! Coltivate ogni giorno il vostro amore”, ha scritto l’ex attaccante pubblicando lo scatto sui propri profili social e ricevendo grande affetto da parte dei suoi follower, che lo hanno invitato a tenere duro nella sua lotta alla malattia. 

    Nei giorni scorsi, Protti aveva aggiornato sulle proprie condizioni di salute: “Ciao a tutti, questa foto è di pochi giorni fa in un letto di ospedale. Purtroppo poco più di un mese fa mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite. Ho subito un primo intervento chirurgico e la prossima settimana comincerò le cure per cercare di migliorare la situazione e poter essere nuovamente operato tra qualche mese. È una partita durissima, so benissimo che si può vincere o perdere ma ce la metterò tutta come sempre”, ha scritto Protti. 

    “E come sempre so di non essere solo, ho la mia grande e meravigliosa Famiglia vicino a me anche se non tutti lo possono essere fisicamente. Come quando ero in campo e mi sentivo parte di una grande comunità oggi sento anche la vicinanza di tutti gli amici e di tutte quelle persone che mi hanno seguito e voluto bene. Ringrazio lo staff medico che mi ha preso in cura e che farà di tutto per aiutarmi in questa lotta. Mi scuso fin da ora se nei prossimi mesi non riuscirò a rispondere a tutti sia telefonicamente che qui su Instagram. Vi mando un forte ed enorme abbraccio”, ha concluso. 

     

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    sport

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  • Garlasco, Lovati: “Soliloqui Sempio? Se si processano pensieri tutti colpevoli”

    (Adnkronos) – “Quando uno pensa non dobbiamo fare il processo ai pensieri, perché altrimenti siamo tutti colpevoli. Quante volte abbiamo pensato male del capo del governo, della polizia o dei carabinieri o del centravanti della Juventus o del Milan, quando uno dice l’arbitro è corrotto è corrotto? Sono pensieri…Ognuno pensa quello che vuole, allora andiamo tutti in galera…chi è che non pensa? Ognuno è libero di pensare”. Lo afferma Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, a chi gli chiede cosa ne pensa dei soliloqui del 37enne finiti nell’inchiesta che lo vede indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. 

    Parole pronunciate nel giorno in cui è stato mandato a processo a Milano (al via il 14 settembre) per diffamazione nei confronti dello studio Giarda, gli ex difensori di Alberto Stasi condannato per il delitto di Garlasco. “Vedremo cosa succede, me lo aspettavo, era un percorso obbligato: non patteggiando, non abbreviando, non chiedendo riti alternativi la sorte è questa” aggiunge Lovati. E a chi gli chiede se anche oggi riparlerebbe di presunta “macchinazione” contro Sempio, il difensore (con una piccola parentesi politica) dice: “Ne riparliamo il 14 settembre. Più avanti svelerò qualcosa che riguarda la macchinazione del 2007. Alla fine del processo vedremo se c’è stata”. Lovati, difeso dal collega Fabrizio Gallo, è già pronto a difendersi. 

     

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    cronaca

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