Categoria: Ultim’ora

  • Serie A, iniziato domino allenatori: Sarri all’Atalanta, Gattuso alla Lazio

    Serie A, iniziato domino allenatori: Sarri all’Atalanta, Gattuso alla Lazio

    (Adnkronos) –
    Lazio e Atalanta sono pronte ad annunciare i loro nuovi allenatori. Oggi, lunedì 25 maggio, il giorno dopo aver concluso la Serie A, Maurizio Sarri è destinato a lasciare il club biancoceleste per volare a Bergamo, dove lo attende un contratto triennale, fino al 2026, da firmare con l’Atalanta. Prima c’è da ratificare l’addio di Raffaele Palladino che, subentrato a Ivan Juric nel corso della stagione, ha portato la Dea alla qualificazione in Conference League. 

    Al posto di Sarri, secondo quanto riportato da SkySport, sulla panchina della Lazio è pronto a sedersi invece Gennaro Gattuso. Il tecnico calabrese, dopo l’esperienza negativa da ct dell’Italia, conclusasi con la sconfitta nella finale playoff dei Mondiali 2026 per mano della Bosnia, è il prescelto dal presidente Claudio Lotito per subentrare all’allenatore toscano, tornato la scorsa estate a Roma ma la cui seconda parentesi in biancoceleste si conclude dopo un solo anno. 

    Gattuso firmerà quindi un contratto biennale, fino al 2028, con opzione per un ulteriore stagione. Come anticipato dall’Adnkronos, negli ultimi giorni si sarebbero intensificati i rapporti tra Lotito e Gattuso, molto apprezzato dal presidente biancoceleste per la sua personalità e con tanta voglia di tornare in panchina dopo la parentesi negativa con la Nazionale. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Ucraina, Kiev nel mirino della Russia: “Diplomatici e stranieri lascino la città il prima possibile”

    Ucraina, Kiev nel mirino della Russia: “Diplomatici e stranieri lascino la città il prima possibile”

    (Adnkronos) – La Russia anticipa una nuova ondata di raid contro Kiev e sollecita diplomatici e altri stranieri a lasciare la città “il prima possibile”. “I raid avranno come obiettivi sia i centri decisionali che le postazioni di comando… avvertiamo i cittadini stranieri, incluso il personale delle missioni diplomatiche e delle organizzazioni internazionali, di lasciare la città il prima possibile”, si legge in una inusuale nota del ministero degli Esteri, dopo che nella notte fra sabato e domenica le forze russe hanno preso di mira Kiev con missili balistici, fra cui il nuovo Oreshnik, e droni.  

    L’attacco delle Forze Armate ucraine a Starobelsk “è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, si legge ancora nella nota. Le forze russe sono pronte a lanciare “attacchi sistematici” contro le strutture del complesso militar-industriale nella capitale, “incluso i centri di progettazione, programmazionale e preparazione all’uso dei droni” che vengono usati dall’Ucraina “con l’assistenza degli specialisti della Nato che si occupano della fornitura di componenti, di intelligence, e di individuare gli obiettivi da colpire”.  

    A Starobelsk, nella regione ucraina occupata dalle forze russe di Luhansk, un raid di Kiev ha provocato la morte di 21 persone, fra cui molte giovani donne. Secondo Mosca è stato colpito uno studentato mentre Kiev denuncia che l’edificio ospitava una base di dronisti russi. 

     

     

    Droni di Kiev hanno intanto colpito le regioni russe di Yaroslav e Belgorod, hanno reso noto le autorità locali. Il governatore di Yaroslav, Mikhail Evraev, ha reso noto che è stata chiusa per alcune ore l’autostrada diretta a Mosca e una donna è rimasta lievemente ferita. Un missile ha colpito una infrastruttura dell’energia, provocando lo stop all’erogazione di energia elettrica e acqua, nella regione di Belgorod. E’ stata anche danneggiata la facciata di un edificio pubblico. Un drone ha colpito un’auto a Gravyoron, vicino alla città di Belgorod, e ha ucciso l’autista. 

     

     

    E’ invece di due morti e 19 feriti il bilancio di un raid aereo russo sull’oblast di Kharkiv, nell’Ucraina orientale. Lo ha dichiarato il governatore regionale Oleg Synegubov, spiegando che l’attacco che ha colpito la città di Dergachi ha ucciso un uomo di 68 anni e uno di 25. 

    —

    internazionale/esteri

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Sub morti alle Maldive: al via oggi le prime autopsie

    Sub morti alle Maldive: al via oggi le prime autopsie

    (Adnkronos) – Sono iniziate oggi le autopsie sui corpi dei cinque sub morti alle Maldive e recuperati nelle grotte di Hekunu Kandu, nell’atollo di Vaavu, dal rescue team finlandese di Dan Europe. A eseguire gli esami il medico legale Luca Tajana dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Pavia. Oggi sono state svolte le autopsie su Gianluca Benedetti e su Federico Gualtieri, mentre nella giornata di domani si dovrebbero svolgere quelle su Monica Montefalcone, sulla figlia Giorgia Sommacal e su Muriel Oddenino. 

    Tajana si è dato 90 giorni per l’esito degli esami. A partecipare alle autopsie anche i consulenti nominati dalle famiglie, per Montefalcone e Sommacal assisterà il medico legale Enrica Valdi, nominata dagli avvocati della famiglia Giuseppe Pugliese e Alessandro Albert, che assistono Carlo Sommacal, marito di Monica Montefalcone e padre di Giulia Sommacal. 

    Parallelamente proseguono le verifiche tecniche sulle attrezzature recuperate dopo il dramma. Gli investigatori stanno analizzando computer subacquei, bombole, videocamere GoPro e strumenti utilizzati durante l’escursione nella grotta sommersa dell’atollo di Vaavu. Tra le ipotesi al vaglio ci sono forti correnti all’interno della cavità e una possibile perdita di orientamento dovuta alla sabbia sollevata sul fondale. 

    Intanto, oltre al profilo della professoressa associata del Distav Monica Montefalcone, anche quello dell’assegnista di ricerca e sub Muriel Oddenino non è più visibile nella rubrica online dell’Università di Genova. Accedendo alle rispettive pagine compare la dicitura: “Persona non trovata” e, subito sotto, “La persona che stai cercando non collabora più con l’Università”. 

    Dopo le prime notizie sulla presunta rimozione dei profili, l’ateneo ha precisato in una nota che non si è trattato di una cancellazione volontaria, ma dell’effetto automatico di una procedura amministrativa del sistema informatico attivata dopo l’inserimento del decesso. “Si tratta – prosegue la nota dell’ateneo – di una procedura amministrativa ordinariamente applicata. Non è stata pertanto compiuta alcuna attività finalizzata a modificare, ridurre o cancellare contenuti relativi al percorso professionale, accademico o scientifico dei due profili”. 

    Unige ha inoltre sottolineato che curricula, “pubblicazioni e contributi scientifici delle due studiose restano consultabili negli archivi e nelle banche dati dedicate alla ricerca”. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Zerocalcare: “Il mio rapporto con Netflix? Le contraddizioni ci sono, ma non ho mai tradito i miei contenuti”

    Zerocalcare: “Il mio rapporto con Netflix? Le contraddizioni ci sono, ma non ho mai tradito i miei contenuti”

    (Adnkronos) –
    Zerocalcare, all’anagrafe Michele Rech, torna su Netflix il 27 maggio con la serie animata ‘Due spicci’ – da lui scritta e diretta – che chiude la trilogia iniziata con ‘Strappare lungo i bordi’ e proseguita con ‘Questo mondo non mi renderà cattivo’. Nella nuova serie prodotta da Movimenti Production (parte di Banijay Kids & Family), in collaborazione con Bao Publishing, Zero e Cinghiale gestiscono un piccolo locale, ma problemi economici, incomprensioni e vite personali che si complicano più del dovuto mettono entrambi sotto pressione. Il ritorno di una figura dal passato di Zero e responsabilità inattese fanno precipitare una situazione già fragile, costringendo tutti a confrontarsi con scelte difficili. Nella serie, accanto a Zero, torna l’immancabile coscienza: l’Armadillo, a cui Valerio Mastandrea presta ancora una volta l’inconfondibile voce. La serie, forse la più personale del fumettista e con un tocco di noir, racconta di un suo momento di crisi dovuta anche al confronto con l’età adulta. 

    La serie racconta un momento di crisi che hai vissuto. Adesso, invece, in quale fase della tua vita ti trovi? Dopo quella crisi hai iniziato ad accettare l’età adulta?
     

    “No, in realtà questa serie racconta un momento di crisi che è tutt’altro che risolto. E sì, ha a che fare con l’età adulta, con quella risolutezza che non sono riuscito a trovare. Ma anche nella serie non è che si scioglie davvero. Mettere a tema il fatto che alcune cose, alcune aspettative che avevo – che avevano anche le persone intorno a me – non si realizzeranno, e che su certe cose bisogna fare i conti, un po’ mi aiuta. Mi permette almeno di fissare un punto, di fare una fotografia di come sto, e questo è utile. Però no, sicuramente non è che adesso ho risolto tutto”. 

    Nella serie l’Armadillo ti dice di prenderti “due spicci di responsabilità”. Quale responsabilità ti sei preso portando sullo schermo ‘Due spicci’?
     

    “Quando racconti una storia che parla a tante persone un po’ di responsabilità te la senti addosso per forza. Intanto perché è una storia corale che riguarda anche persone vere: alcuni personaggi – non tutti, ma alcuni sì – sono persone reali, e mi sembrava giusto provare a restituirli in modo rispettoso delle loro vite. E poi è una cosa che guarderanno in tanti. Chi segue le mie cose spesso è ‘impicciato’ quanto me: il minimo comune denominatore è quel senso di inadeguatezza che ci portiamo dietro. Provare a essere onesto con loro rispetto ad alcune cose mi sembra importante, perché chi si specchia in queste storie può sentirsi più solo o meno solo. E penso che sia fondamentale che quel dialogo resti franco, almeno”. 

    Nelle tue storie il conflitto tra ideali e realtà è un tema centrale. Nell’edizione 2025 di ‘Più libri più liberi’, Saviano ha parlato della ‘contraddizione che lacera’ chi lavora nel mondo della cultura collaborando con grandi piattaforme. Come vivi tu questo equilibrio tra la coerenza che ricerchi e il lavorare per un colosso globale come Netflix?
     

    “Io questa contraddizione non l’ho mai nascosta, anzi l’ho messa sul piatto prima ancora che uscisse. C’è addirittura un libro che parla esattamente di questa cosa. La mia contraddizione è particolarmente visibile perché si svolge pubblicamente, ma in realtà è la stessa che vive chiunque quando deve tenere insieme i propri ideali e il proprio lavoro. Io mi sono dato dei paletti e delle regole che mi servivano per continuare a fare un lavoro che potesse parlare a tante persone senza snaturare quello che volevo dire. Finora è stato possibile: mi è stato lasciato fare e non sono mai dovuto scendere a compromessi sui contenuti. Sulla forma sì, sicuramente, ma non sul merito. Nel momento in cui questa cosa non fosse più possibile, dovrò fare i conti col fatto che la mia vita non potrà continuare com’è stata finora. Però, fino a questo momento, mi sembra che l’equilibrio – con tutti gli scivoloni fisiologici che ho fatto – abbia tenuto”. 

    Cosa non ti piace dell’essere Zerocalcare?
     

    “In questo momento ho un grande problema con lo stare sotto i riflettori. C’è tutto il tema delle polemiche continue su qualsiasi cosa, ma anche le cose positive. È qualcosa che adesso mi pesa molto. È chiaro che se uno va in cantiere ci sono pesi molto più grandi e molto più pericolosi. Però questa è una cosa che, se riuscissi a modificarla, camperei un po’ meglio”. 

    Stai pensando a un’altra serie? O magari a un film?
     

    “In questo momento non sto pensando a niente. Sto pensando se la mia vita è ancora compatibile con tutta questa cosa qua. E comunque sono contento di avere chiuso questo ciclo”. 

    —

    spettacoli

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Mieloma multiplo, rimborsata nuova indicazione in prima linea per daratumumab

    Mieloma multiplo, rimborsata nuova indicazione in prima linea per daratumumab

    (Adnkronos) – E’ disponibile e rimborsata la quadrupletta a base di daratumumab in formulazione sottocutanea (Sc) in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone (daratumumab-VRd) per il trattamento in prima linea del mieloma multiplo. Nello specifico, la combinazione ha ricevuto la rimborsabilità dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per il trattamento di pazienti adulti con mieloma di nuova diagnosi, sia eleggibili al trapianto autologo di cellule staminali (Asct) sia non eleggibili. L’utilizzo della combinazione a base di daratumumab – riferisce Johnson & Johnson in una nota – è infatti associato a un miglioramento significativo nel tasso di assenza di malattia residua minima (Mrd), nella sopravvivenza libera da progressione e nella risposta completa o superiore rispetto allo standard terapeutico.  

    Il mieloma multiplo è un tumore del sangue che ha origine nel midollo osseo, causato dalla proliferazione senza controllo delle plasmacellule, ricorda J&J. Nonostante l’incidenza nel complesso sia stabile, con circa 5.800 nuove diagnosi ogni anno, la mortalità di questa neoplasia è in calo, grazie ai progressi della ricerca scientifica. “Oggi siamo in grado di diagnosticare la malattia in una fase precoce e, di conseguenza, trattare i pazienti in modo più efficace – afferma Elena Zamagni, professore associato di Ematologia dell’Istituto di Ematologia ‘L. e A. Seràgnoli’ dell’Irccs Aou S. Orsola-Malpighi di Bologna – Agli inizi degli anni 2000 l’aspettativa di vita dei pazienti con mieloma multiplo era di circa 2-3 anni. Oggi, nei più giovani, può eccedere anche i 10 anni. Il mieloma sta diventando sempre più una malattia cronicizzabile, se non addirittura curabile. Oggi, grazie anche alla disponibilità di nuovi farmaci in diverse combinazioni, siamo in grado di orientare la scelta terapeutica per ciascun paziente non solo sulla base dell’efficacia, ma anche della tollerabilità e della via di somministrazione, permettendoci di puntare sempre di più a una cura funzionale, condizione in cui la malattia è tenuta sotto controllo a lungo termine, permettendo al paziente di vivere una vita il più possibile normale. Inoltre, l’adozione di regimi terapeutici più efficaci nella fase iniziale offre ai pazienti la possibilità di ottenere risultati duraturi nel lungo periodo, prevenendo la resistenza alla terapia e le recidive grazie ad un sistema immunitario del paziente meno compromesso. In tal senso, l’arrivo di questa nuova combinazione consentirà ai pazienti di beneficiare di questo nuovo trattamento ad uno stadio iniziale della malattia, migliorandone gli esiti clinici”.  

    Daratumumab – si legge nella nota – ha come bersaglio l’antigene Cd38, una proteina espressa sulla superficie cellulare di una serie di neoplasie ematologiche, incluse le plasmacellule clonali del mieloma multiplo. Ha una potente attività antitumorale inducendo la morte di queste cellule. “Questa combinazione a base di daratumumab in prima linea – spiega Ciro Botta, professore associato di Ematologia presso l’università degli Studi di Palermo – ha dimostrato significativi benefici in termini di sopravvivenza e di progressione della malattia, con risposte profonde indipendentemente dall’eleggibilità al trapianto e una minore tossicità rispetto alle terapie attualmente disponibili, permettendoci dunque di offrire un trattamento efficace a un gruppo più ampio di pazienti, sin dalle prime fasi della malattia. Questo significa, laddove sia necessario, arrivare al trapianto con una malattia più responsiva, un grande vantaggio per il paziente, sia in termini di efficacia ma anche di qualità di vita. Dagli studi registrativi – riporta l’esperto – emerge, inoltre, sempre di più, l’importanza della malattia minima residua come parametro fondamentale per valutare la profondità delle risposte che otteniamo e, conseguentemente, nel guidare la scelta della terapia più adatta sulla base degli esiti e delle esigenze di ciascun paziente. Sebbene il mieloma multiplo sia attualmente considerato una patologia a decorso cronico, caratterizzata dalla successione di trattamenti continuativi fino a refrattarietà o insorgenza di tossicità, si auspica che in un futuro prossimo tale parametro ci permetterà di prendere in considerazione l’interruzione della terapia, potenzialmente in due pazienti su tre tra i candidabili ad un trapianto autologo di cellule staminali”. 

    La decisione dell’Aifa – dettaglia la nota – è supportata dai dati degli studi registrativi di fase 3 Perseus e Cepheus. In particolare, lo studio Perseus ha confrontato il regime daratumumab-VRd in Sc come terapia di induzione e consolidamento, seguito da una terapia di mantenimento costituita da daratumumab Sc e lenalidomide (D-R), con il trattamento a base di bortezomib, lenalidomide e desametasone (VRd) durante le fasi di induzione e consolidamento, seguito da lenalidomide (R) per la terapia di mantenimento. I risultati, a un follow-up mediano di 47,5 mesi, hanno dimostrato un miglioramento significativo dell’endpoint primario della sopravvivenza libera da progressione (Pfs). Sulla base dei risultati dello studio, la Pfs mediana (mPfs) non è stata raggiunta per il braccio daratumumab-VRd, ma grazie all’utilizzo di modelli matematici di previsione è stato possibile calcolare una stima pari a 17,1 anni. Nella fase di mantenimento, inoltre, daratumumab Sc è stato interrotto in 2 pazienti su 3 dopo almeno 24 mesi di terapia in quelli che hanno avuto una risposta completa o migliore e hanno mantenuto lo stato di malattia residua minima (Mrd) negativo per almeno 12 mesi. Lo studio Cepheus, invece, ha confrontato il regime daratumumab-VRd in Sc rispetto a VRd e ha dimostrato che, a un follow-up mediano di 59 mesi, il tasso complessivo di assenza di Mrd a una sensibilità di 10-5 (nessuna cellula tumorale rilevata su 100.000 cellule del midollo osseo) è stata pari al 60,9% nei pazienti trattati con daratumumab-VRd.  

    Nello scenario complesso del trattamento del mieloma multiplo, la disponibilità e rimborsabilità di daratumumab Sc per questa nuova indicazione permette secondo gli specialisti di migliorare la qualità di vita dei pazienti, grazie anche alla significativa riduzione dei tempi di somministrazione del farmaco. “Ogni progresso della ricerca rappresenta una speranza concreta per i pazienti ematologici e per le loro famiglie”, osserva Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail – Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma. “Ail – aggiunge – è da sempre accanto alle persone che affrontano un tumore del sangue, sostenendo la ricerca scientifica, l’assistenza e tutte quelle attività che aiutano i pazienti a sentirsi meno soli nel loro percorso. Il nostro impegno quotidiano è dare supporto concreto ai pazienti e contribuire ai progressi dell’ematologia”. 

    A 10 anni dalla prima approvazione europea, daratumumab è attualmente l’unico anticorpo anti-Cd38 approvato per il trattamento di tutti i tipi di pazienti in prima linea, indipendentemente dall’idoneità al trapianto, a riprova della centralità di questo farmaco nel trattamento del mieloma, rimarca J&J. “In Johnson & Johnson il nostro impegno a favore della ricerca sul mieloma multiplo dura da oltre 20 anni e la nostra determinazione a migliorare i risultati clinici per i pazienti non è mai stata così forte come oggi – dichiara Alessandra Baldini, Innovative Medicine, Direttrice medica Johnson & Johnson Italia – Questa approvazione consente di offrire ai pazienti, indipendentemente dall’età o dalle condizioni fisiche, l’accesso a un regime di combinazione in prima linea, nelle fasi del percorso terapeutico a maggiore rilevanza clinica. Questo traguardo nasce da un impegno pluriennale in ricerca e innovazione, volto a cambiare la traiettoria del mieloma multiplo: non più soltanto prolungare la sopravvivenza, ma puntare, dove possibile, a una cura funzionale. I progressi clinici più recenti sostengono questa direzione per una parte dei pazienti, in coerenza con la nuova indicazione approvata”. 

    Di recente – ricorda l’azienda – daratumumab Sc ha ricevuto il parere positivo dal comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) per l’autosomministrazione o somministrazione da parte di un caregiver, a partire dalla quinta dose, previa approvazione da parte del proprio medico curante e adeguata formazione. Questa decisione storica rende daratumumab il primo farmaco oncologico a somministrazione sottocutanea approvato in Europa per l’autosomministrazione, garantendo al paziente una maggiore flessibilità nella gestione del proprio trattamento, a riprova del crescente impegno dell’azienda nel fornire a medici, pazienti e caregiver opzioni di trattamento efficaci e che tengano conto anche della qualità di vita dei pazienti. “La nostra missione come Johnson & Johnson è guidare l’innovazione terapeutica e ridefinire gli standard di trattamento nelle patologie ad alto impatto, come il mieloma multiplo – conclude Jacopo Murzi, amministratore delegato, Innovative Medicine, Johnson & Johnson Italia – Consideriamo la salute un investimento strategico e lungimirante per rispondere con efficacia e tempestività ai bisogni di cura ancora insoddisfatti. In qualità di partner del Servizio sanitario nazionale, in Italia continuiamo a investire nella ricerca clinica – in particolare in ambito onco-ematologico – collaborando con istituzioni, comunità scientifica e associazioni di pazienti per tradurre il progresso scientifico in benefici concreti per i pazienti”. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Como, festa Champions in… discoteca. E c’è anche Fabregas

    Como, festa Champions in… discoteca. E c’è anche Fabregas

    (Adnkronos) – Il Como festeggia la Champions League… in discoteca. La squadra di Cesc Fabregas ha raggiunto, insieme alla Roma, la qualificazione alla prossima edizione della massima competizione europea battendo la Cremonese in trasferta con un netto 4-1 e approfittando del tonfo del Milan, sconfitto a San Siro per 2-1 dal Cagliari già retrocesso. 

    Al rientro dallo Zini, dove è scoppiata già la festa al triplice fischio, la squadra al gran completo si è trasferita in una discoteca di Milano, per una serata organizzata dalla società.  

    Presente, nonostante uno stile di vita senza vizi, anche l’allenatore Cesc Fabregas, che già ai microfoni di SkySport aveva anticipato che non si sarebbe concesso alcuno sgarro: “Niente birra per me, solo acqua”. 

     

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Vittorio Sgarbi, la figlia Evelina: “Viene portato in giro come un involucro vuoto”

    Vittorio Sgarbi, la figlia Evelina: “Viene portato in giro come un involucro vuoto”

    (Adnkronos) –
    Evelina Sgarbi è tornata a parlare delle condizioni di salute del padre Vittorio Sgarbi, con cui i rapporti sono pressoché inesistenti da quando la figlia Evelina ha presentato un’istanza al tribunale civile di Roma per la nomina di un amministratore di sostegno per il padre, sostenendo che Sgarbi non sia più in grado di gestire autonomamente la propria persona e i propri interessi.  

    “Non c’è mai stato un allontanamento tra di noi, non abbiamo litigato. Lui ha avuto questo problema di salute e io semplicemente sono convinta di quello che ho fatto, io ho voluto agire per il suo bene”, ha spiegato Evelina Sgarbi ospite oggi nel salotto di Caterina Balivo a ‘La volta buona’.  

    Secondo la figlia di Sgarbi, il critico d’arte continua a non stare bene: “Basta avere gli occhi per vedere le ultime uscite, lo portano un giro come fosse un brand, come un cognome che funziona e che continua a funzionare”. 

    Spesso la giovane è stata accusata di essere stata “aggressiva” e di non aver provato a riavvicinarsi con il padre: “Non è così semplice come sembra”, ha detto. “Lui non ragiona più con la sua testa. Noi non abbiamo mai avuto un rapporto come quello che ho con mia madre”, ha aggiunto, spiegando di aver presentato un’istanza solo per il bene di suo padre.  

    Sgarbi – secondo quanto racconta Evelina – è stato privato dei suoi effetti personali: “Non ha telefono, agenda. Viene portato in giro come un involucro vuoto. E se volesse sentirmi lo farebbe”. Secondo la giovane, inoltre, Sgarbi sarebbe stato “plagiato” perché “facilmente manipolabile”. Un discorso che Balivo non ha approvato: “Io penso che sia ingeneroso nei confronti di un uomo che sta adottando comportamenti per tornare ad essere come prima, perché le malattie mentali sono terribili”.  

    —

    spettacoli

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Gb, l’ex principe Andrea indagato per presunto comportamento inappropriato al Royal Ascot

    Gb, l’ex principe Andrea indagato per presunto comportamento inappropriato al Royal Ascot

    (Adnkronos) – La polizia della Thames Valley, che indaga su Andrew Mountbatten-Windsor, sta esaminando un’accusa di comportamento inappropriato nei confronti di una donna al Royal Ascot, appuntamento di primo piano del calendario estivo della famiglia reale. Anche la regina Elisabetta II era presente all’evento nel 2002, anno del suo Giubileo d’oro, anno a cui, secondo il Sunday Times, risalgono i fatti. Un portavoce delle forze dell’ordine ha dichiarato, in merito all’inchiesta sulla cattiva condotta del fratello di Re Carlo nell’esercizio delle funzioni pubbliche: “Non possiamo entrare nei dettagli dell’indagine, ma stiamo seguendo tutte le piste ragionevoli”. Non è chiaro se la denuncia relativa al presunto comportamento inappropriato durante l’annuale evento ippico di cinque giorni che si tiene nel Berkshire fosse stata presentata all’epoca dei fatti o in un secondo momento.  

    Venerdì, la polizia ha reso noto che l’indagine sull’ex principe Andrea è più ampia di quanto si pensasse e riguarda anche la cattiva condotta sessuale. A febbraio è stato arrestato per una notte nel giorno del suo 66mo compleanno ed è stato interrogato per sospetta cattiva condotta nell’esercizio delle sue funzioni, in relazione al suo ruolo di inviato commerciale britannico. È stato arrestato in seguito alle accuse, emerse da documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia statunitense, secondo cui avrebbe passato informazioni al finanziere caduto in disgrazia Jeffrey Epstein. 

    Gli agenti hanno effettuato una breve perquisizione nella casa nel Norfolk di Mountbatten-Windsor e una perquisizione durata una settimana nella tenuta di Windsor, dove l’ex principe, che nega ogni addebito, ha vissuto per decenni. Venerdì, la polizia ha chiesto a eventuali testimoni di essere contattata qualora ritenessero di possedere informazioni su presunte condotte sessuali inappropriate, corruzione, frode o condivisione di informazioni riservate riguardanti il fratello del re.  

    La cattiva condotta nell’esercizio di funzioni pubbliche comprende una serie di reati, fra gli altri abusi sessuali, negligenza volontaria nell’adempimento dei doveri, intralcio alla giustizia e condotta disonesta o fraudolenta. La polizia sta ancora valutando la denuncia di una donna che afferma di essere stata portata in un indirizzo a Windsor nel 2010 a scopo sessuale. Non si tratta ancora di un’indagine penale completa. La donna vive negli Stati Uniti e gli investigatori l’hanno contattata tramite il suo avvocato. 

     

    Intanto, anche le figlie di Andrew e Sarah Ferguson, Beatrice ed Eugenie, sono state bandite da Ascot a causa dell’arresto di Andrea. La decisione rientrerebbe in un più ampio tentativo di limitare il coinvolgimento delle sorelle in eventi pubblici di alto profilo, a causa delle controversie che circondano il padre e i suoi legami con il criminale sessuale Jeffrey Epstein.  

    Sarebbero state informate che non occuperanno i loro posti nel palco reale durante il prestigioso evento ippico, né parteciperanno alla tradizionale processione reale al fianco degli alti membri della monarchia. Una fonte ha dichiarato al Mail on Sunday: “Ho parlato con un mio amico che lavora ad Ascot e mi ha detto che alle ragazze è stato comunicato che non potranno essere presenti quest’anno. Beatrice è quella che l’ha presa peggio. È stata completamente colta di sorpresa da tutto questo”. 

    —

    internazionale/royalfamilynews

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • ‘I Cesaroni’ chiude in anticipo, lunedì 1 giugno gli ultimi due episodi

    ‘I Cesaroni’ chiude in anticipo, lunedì 1 giugno gli ultimi due episodi

    (Adnkronos) –
    Chiusura anticipata per ‘I Cesaroni – Il Ritorno’. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, l’iconica serie diretta e interpretata da Claudio Amendola chiuderà i battenti con una settimana di anticipo, lunedì 1 giugno. Mediaset, dopo aver inizialmente programmato un episodio a settimana per accompagnare il pubblico più a lungo, cambia rotta: questa sera andrà in onda il terzultimo episodio, mentre le ultime due puntate saranno trasmesse in un’unica serata la prossima settimana. . 

    Dopo un esordio promettente il 13 aprile con 3.486.000 spettatori (22,6% di share), la tendenza si è invertita bruscamente, scendendo a 2.301.000 (16,9%) il 20 aprile e poi a 2.140.000 (15,2%) il 27 aprile. Di fronte a questi dati e alle proteste relative all’orario di messa in onda giudicato insostenibile dal web, Mediaset aveva già cambiato strategia, optando per un solo episodio a settimana a partire dal 4 maggio. La mossa ha inizialmente riportato il numero di spettatori a 2.730.000 (15,6%), ma non è bastata per invertire il trend negativo. Il calo è infatti ripreso l’11 maggio (2.470.000 spettatori, 14,5%) e il 18 maggio, con 2.164.000 spettatori e uno share del 13%. 

    Sul futuro della serie pende ora un’incognita. Se da un lato i dati della tv lineare non hanno premiato il ritorno della famiglia della Garbatella, più incoraggianti sono i numeri delle visualizzazioni su Mediaset Infinity, segno di una fruizione ormai diversa da parte del pubblico. Questo, tuttavia, potrebbe non bastare a garantire una nuova stagione. Nel frattempo, si profila un’altra novità per i fan: sarebbe previsto a breve l’arrivo dell’intera storia dei Cesaroni anche sul catalogo internazionale di Netflix. 

    —

    spettacoli

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Ordine dei medici di Roma chiede incontro con vertici del carcere di Rebibbia

    Ordine dei medici di Roma chiede incontro con vertici del carcere di Rebibbia

    (Adnkronos) – L’Ordine provinciale di Roma dei medici-chirurghi e degli odontoiatri (Omceo Roma) ha inoltrato una richiesta alla direzione della Casa circondariale di Rebibbia, e per conoscenza al direttore sanitario della Uoc Salute penitenziaria di Rebibbia Antonio Chiacchio, di poter effettuare una visita istituzionale alla struttura, al fine di valutare le condizioni dei detenuti esclusivamente sotto il profilo dell’assistenza sanitaria e della tutela del diritto alla salute, in ottemperanza ai principi etici e deontologici che guidano la professione medica. 

    “L’Ordine, in quanto organo sussidiario dello Stato posto a tutela della salute pubblica e dei singoli cittadini – afferma Antonio Magi, presidente Omceo Roma – con tale richiesta intende poter prendere conoscenza diretta delle condizioni e delle problematiche connesse alla salute dei tanti detenuti nell’importante struttura circondariale della Capitale, anche alla luce delle ricorrenti, e spesso drammatiche, notizie riportate dai media”.  

    A tale proposito l’Ordine dei medici di Roma, in una nota, informa che “si rende disponibile a offrire il proprio supporto istituzionale e a confrontarsi con i vertici penitenziari e della Asl competente per individuare congiuntamente le maggiori criticità, dovute anche al notevole sovraffollamento, e la possibilità di garantire secondo Costituzione ai detenuti il diritto a prevenzione, diagnosi e cura delle varie patologie, pregresse o sopravvenute, che si riscontrano nella condizione di reclusione e nello stretto contatto interpersonale”. Omceo Roma, conclude la ntoa, rimane “in attesa di riscontro” per concordare le più opportune modalità per lo svolgimento dell’incontro. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)