Categoria: Ultim’ora

  • Sinner e l’infortunio di Alcaraz: “Lui sfortunato, sta vivendo momento difficile”

    (Adnkronos) –
    Jannik Sinner tende la mano a Carlos Alcaraz. Oggi, lunedì 25 maggio, alla vigilia del suo debutto nel Roland Garros 2026 contro Tabur, il tennista azzurro ha parlato dell’infortunio del tennista spagnolo, costretto a saltare, dopo Madrid e Roma, anche lo Slam parigino e Wimbledon a causa di un problema al polso rimediato a Barcellona. 

    “È stata una notizia davvero spiacevole, ovviamente. È stato davvero sfortunato”, ha detto Sinner a ‘ParisMatch’, “lo conosco molto bene anche dal punto di vista personale e sta attraversando un momento difficile”.  

    “Questo è lo sport e lo sport è imprevedibile”, ha continuato Sinner, “gli infortuni vanno e vengono. Alcaraz è ancora molto giovane e ora la priorità principale deve essere guarire al 100% senza affrettare le cose”. 

    Sinner ha poi parlato del possibile boicottaggio degli Slam, se non aumenterà il montepremi per i tennisti: “Senza gli atleti i tornei non sono possibili da organizzare”, ha detto l’azzurro, “non è solo per noi giocatori top 10, ma anche per le persone che sono nella top 100, 180, 190. Chiediamo più montepremi, ma anche la pensione, che è molto importante, e di partecipare ad alcune decisioni dei tornei”. 

     

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    sport

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  • Ebola, al Sacco di Milano accertamenti su due persone rientrate dall’Uganda

    Ebola, al Sacco di Milano accertamenti su due persone rientrate dall’Uganda

    (Adnkronos) – All’ospedale Sacco di Milano accertamenti in corso su due persone “con sintomatologia febbrile” rientrate dall’Uganda, Paese in cui al momento sono stati confermati sette casi di Ebola. 

    Il ministero della Salute comunica in una nota, “con riferimento all’epidemia di malattia da virus Bundibugyo-Bvc che si è sviluppata nella Repubblica Democratica del Congo, che sono attualmente in corso approfondimenti sanitari relativi ad alcuni soggetti rientrati nelle scorse ore dall’Uganda e sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica presso strutture ospedaliere ad alta specializzazione. In particolare, due persone con sintomatologia febbrile sono state trasferite presso il Sacco di Milano, struttura dotata dei più elevati livelli di biocontenimento e di gestione delle malattie infettive ad alto rischio, dove saranno eseguiti gli accertamenti diagnostici previsti dai protocolli nazionali e internazionali. Le altre persone appartenenti ai nuclei familiari coinvolti – si legge – sono sottoposte a sorveglianza sanitaria e monitoraggio da parte delle autorità competenti. Il ministero della Salute, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia che si è subito attivata”.  

    “Il ministero monitora costantemente l’evolversi della situazione relativa al virus Ebola in stretto raccordo con le Regioni, l’Istituto superiore di sanità, le strutture ospedaliere di riferimento, le autorità sanitarie nazionali e tutti gli enti coinvolti”, prosegue la nota da Lungotevere Ripa. “Proprio nella giornata di ieri – sottolinea il dicastero – il Dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute ha partecipato alla riunione dell’Hsc–Health Security Committee della Commissione europea e ha organizzato un punto di coordinamento nazionale dedicato alla situazione Ebola, con la partecipazione dei rappresentanti dei ministeri degli Affari esteri, della Difesa e dell’Interno, dell’Unità di crisi, dell’Istituto superiore di sanità, del Consiglio superiore di Sanità, del Coordinamento interregionale prevenzione, dell’Istituto Spallanzani” di Roma, “dell’ospedale Sacco di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia”. 

    “Il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo e tutte le procedure previste per la gestione di eventuali casi sospetti risultano attivate”, assicura il ministero della Salute che “continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell’evoluzione del quadro epidemiologico e degli esiti diagnostici in corso. Il rischio in Italia resta molto basso”, si conferma nella nota. 

    L’Uganda ha confermato due nuovi casi, portando a sette il totale da quando l’epidemia è stata rilevata anche in questo Paese dell’Africa orientale, il 15 maggio. “I due nuovi casi confermati – ha informato il ministero della Salute dell’Uganda – sono operatori sanitari ugandesi che lavorano in una struttura privata a Kampala”, la Capitale del Paese. “Entrambi i pazienti sono stati ricoverati nell’unità di trattamento designata”. 

    Intanto, nella Repubblica Democratica del Congo i casi sospetti di Ebola hanno ormai superato quota 900, secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dal ministero della Sanità del Paese. Secondo i dati al 23 maggio, il focolaio da virus Bundibugyo risulta attivo in 3 province: Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu. Sul totale di 904 casi sospetti cumulativi, distribuiti in 11 zone sanitarie del Paese attualmente colpite dal virus, quelli finora confermati in laboratorio sono 101. I decessi sospetti secondo il rapporto sono 119. E al momento sono stati identificati 1.817 contatti, anche se il tasso di monitoraggio resta ancora basso (20%).  

    I numeri delle infezioni sospette sono dunque in crescita, “con l’intensificarsi delle attività di sorveglianza nella risposta all’epidemia”, evidenzia in un post su X il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus che avverte anche delle difficoltà in cui ci si sta muovendo. “Nella provincia di Ituri, epicentro dell’epidemia, quasi 5 milioni di persone vivono in una situazione di conflitto in corso. Oggi, 1 persona su 4 ha bisogno di assistenza umanitaria e 1 su 5 è sfollata internamente. La violenza sta costringendo le persone a fuggire, compresi gli operatori sanitari e umanitari. Ciò sta ostacolando gravemente gli sforzi per intensificare il tracciamento dei contatti e identificare le infezioni in tempo utile per fornire assistenza. L’insicurezza persistente e la paura alimentano inoltre la sfiducia all’interno delle comunità”. 

    In questo momento, continua il Dg Oms “i partner umanitari e sanitari mantengono una presenza in tutto l’Ituri, anche in alcune delle aree più difficili da raggiungere e più insicure”. E la situazione è complicata anche dal fatto che “le comunità si trovano ad affrontare non solo la minaccia dell’Ebola, ma anche una vasta gamma di malattie”. I partner sul campo stanno supportando l’erogazione di diversi servizi: assistenza sanitaria materna, riproduttiva, neonatale, dell’infanzia e dell’adolescenza – elenca – trattamento della malnutrizione acuta grave con complicanza, servizi di salute mentale, cura delle ferite e supporto per le vittime di violenza sessuale, forniture mediche, vaccinazioni di routine, servizi sanitari comunitari. Fornire un pacchetto completo di servizi è essenziale, non solo per soddisfare i bisogni sanitari urgenti, ma anche per costruire la fiducia che è fondamentale per una risposta efficace ad Ebola”. 

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    internazionale/esteri

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  • Alimenti, Le Stagioni d’Italia premiata al ventennale del Forum Nutrimi

    Alimenti, Le Stagioni d’Italia premiata al ventennale del Forum Nutrimi

    (Adnkronos) – Le Stagioni d’Italia – brand di BF Agro-Industriale srl – ha ricevuto il premio Miglior prodotto benessere 2026 in occasione del Forum di Nutrizione Pratica – Nutrimi e presentato nuovamente a TuttoFood. Il riconoscimento è stato assegnato alla pasta 100% grano duro Senatore varietà Cappelli per ‘la capacità di coniugare qualità nutrizionale e valorizzazione della filiera agroalimentare italiana’. Il peso specifico del riconoscimento è amplificato dalla cornice in cui è stato conferito. L’edizione 2026 ha celebrato i venti anni di Nutrimi, il congresso che si è progressivamente affermato come punto di riferimento della comunità medico-scientifica italiana sui temi della nutrizione applicata alla pratica clinica. Vent’anni di programma scientifico, di confronto interdisciplinare e di costruzione di una platea costituita oggi da medici, biologi nutrizionisti, dietisti e ricercatori restituiscono al premio Nutrimi una solidità riconosciuta dall’intera comunità scientifica italiana di Professionisti. Essere premiati come Miglior prodotto benessere, equivale a rappresentare uno dei case study che il Forum porta all’attenzione di chi quotidianamente traduce l’evidenza scientifica, in raccomandazione professionale. 

    Il Premio arriva al termine di una partecipazione duratura, che lega Le Stagioni d’Italia al Forum Nutrimi da due edizioni consecutive. Una scelta di posizionamento che testimonia la volontà del brand di affiancare in modo strutturato, il principale congresso italiano di nutrizione applicata e di confrontarsi direttamente con la comunità dei professionisti della salute. Confermando un approccio in cui il dialogo con il professionista rappresenta un passaggio non occasionale, in occasione della sua partecipazione al forum il brand Le Stagioni d’Italia raccolto l’opinione di più di 300 nutrizionisti italiani, per comprendere come fosse percepito il grano Senatore Cappelli e valorizzare al meglio la qualità e i valori dei propri prodotti. Il Miglior prodotto benessere 2026 si inserisce quindi come riconoscimento, a premiare la qualità del singolo prodotto, ma anche il percorso complessivo con cui il brand ha scelto di sostenere e abitare il dibattito scientifico sulla nutrizione. 

    La pasta 100% Senatore Cappelli di Le Stagioni d’Italia, trafilata al bronzo e prodotta da una filiera presidiata in tutte le fasi sul territorio italiano, raccoglie un profilo di valore che si articola su più dimensioni convergenti. Sul piano nutrizionale, il grano dichiara un contenuto proteico medio del 15%, superiore al 12% indicativo delle paste prodotte con varietà di grano moderne, è naturalmente fonte di fibre e contiene minerali come rame e manganese. La letteratura scientifica ha documentato inoltre un contenuto di polifenoli e flavonoidi superiore rispetto ai grani moderni, con specificità fitochimiche peculiari del genotipo Cappelli (Giacosa A., Peroni G., Rondanelli M. – Nutrients, 2022, PMID 35807959). Una particolare attenzione merita lo studio condotto dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs e pubblicato su Nutrients, che ha documentato in 42 pazienti con sensibilità al glutine non celiaca, una riduzione significativa dei sintomi gastrointestinali ed extra-intestinali dopo consumo di pasta Senatore Cappelli, rispetto a pasta commerciale standard (Ianiro G. et al., Nutrients, 2019, Pmid 30934747). Lo studio non riguarda la celiachia, per la quale resta indicata la sola dieta priva di glutine. 

     

    A sostegno della serietà con cui il marchio presenta le peculiarità nutrizionali dei propri prodotti, anche la comunicazione al consumatore è stata affidata alla voce di un professionista. Le Stagioni d’Italia ha realizzato una serie di video pillole con il professore Luca Piretta, gastroenterologo e docente di Nutrizione, che illustra le proprietà nutrizionali della pasta Senatore Cappelli e le inquadra nel più ampio contesto della dieta equilibrata. 

    “La Pasta Senatore Cappelli si caratterizza per alcuni aspetti peculiari sotto il punto di vista nutrizionale: fonte di fibre, importanti per l’alimentazione occidentale e contenente una particolare forma di amido che contribuisce alla texture al dente al palato, la quale aiuta a rallentare la cessione degli zuccheri con una conseguente riduzione dell’indice glicemico”, ha avuto modo di spiegare il professore Piretta, che era già intervenuto in occasione della 19ª edizione del Forum Nutrimi sui temi dell’alimentazione funzionale e della salute intestinale. La scelta di affidare a un esperto la divulgazione delle proprietà del prodotto rappresenta un tassello della strategia editoriale del brand, che ha sempre accompagnato la qualità del Senatore Cappelli con documentazione scientifica e comunicazione professionale. 

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    economia

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  • Non è solo intesa, il ballo di coppia sincronizza i cervelli: la scoperta degli scienziati

    Non è solo intesa, il ballo di coppia sincronizza i cervelli: la scoperta degli scienziati

    (Adnkronos) –
    Ballare sincronizza il cervello, riduce stress e depressione e può persino rallentare l’invecchiamento cerebrale. A dirlo non è solo la saggezza popolare del ‘balla che ti passa’, ma una serie di studi scientifici internazionali che negli ultimi anni hanno acceso i riflettori sugli effetti della danza su mente e corpo. Dalle ricerche della University of Colorado Boulder agli studi pubblicati su ‘JNeurosci’, ‘Nature Communications’ e ‘British Journal of Sports Medicine’, emerge un quadro sempre più chiaro: muoversi a ritmo di musica migliora il benessere psicologico, rafforza le connessioni sociali e allena il cervello. 

     

    L’ultimo studio arriva dalla University of Colorado Boulder e mostra come, durante il ballo di coppia, i cervelli dei partner tendano letteralmente a sincronizzarsi. I ricercatori hanno osservato cinque coppie di ballerini di tango argentino monitorando l’attività cerebrale attraverso elettrodi applicati sul capo durante l’esecuzione dei passi. Quando il ballerino che guidava eseguiva un movimento e il partner rispondeva in perfetta coordinazione entro pochi millisecondi, anche le onde cerebrali dei due si allineavano. Al contrario, quando il ritmo o i movimenti si rompevano, la sincronizzazione neurale diminuiva. “Quando balliamo, i nostri cervelli si connettono: sincronizziamo la nostra mente attraverso il comportamento”, spiega Thiago Roque, coordinatore della ricerca. Non è un caso che il tango venga spesso definito una danza “di connessione”: il lavoro degli scienziati suggerisce che quella sintonia percepita dai ballerini abbia una base neurologica reale. 

    La sincronizzazione neurale era già stata osservata in altre attività sociali, come suonare insieme uno strumento musicale, ma è la prima volta che viene documentata in modo così chiaro nella danza di coppia. Il team ha persino sviluppato un dispositivo indossabile capace di vibrare quando i ballerini entrano in sintonia, una tecnologia che in futuro potrebbe trovare applicazione anche nello sport o in attività che richiedono coordinazione non verbale. 

     

    Ma i benefici della danza non si fermano alla connessione sociale. Un’ampia revisione pubblicata sul ‘British Journal of Sports Medicine’ ha evidenziato che attività aerobiche come il ballo possono ridurre in modo significativo sintomi di ansia e depressione, con effetti comparabili a quelli di psicoterapia e farmaci in alcuni casi. Secondo gli autori, le attività di gruppo e supervisionate sembrano particolarmente efficaci per migliorare l’umore e rafforzare il senso di appartenenza. 

    Anche il cervello trae vantaggi a lungo termine. Una ricerca internazionale pubblicata su ‘Nature Communications’, basata su dati raccolti in 13 Paesi, ha rilevato che dedicarsi regolarmente ad attività creative come danza e musica è associato a un rallentamento dell’invecchiamento cerebrale. I partecipanti più coinvolti in attività artistiche mostravano infatti un’età biologica del cervello più giovane e una maggiore plasticità neurale. 

    Sul fronte della coordinazione sociale, uno studio pubblicato su ‘JNeurosci’ da ricercatori italiani dell’Istituto italiano di tecnologia ha approfondito come il cervello riesca a sincronizzare i movimenti tra due persone. Analizzando ballerini inesperti, gli scienziati hanno scoperto che i segnali neurali della coordinazione emergono soltanto quando i partner ballano sulla stessa musica e possono guardarsi. Un risultato che aiuta a comprendere meglio i meccanismi cerebrali alla base delle interazioni sociali. 

     

    La danza sembra avere effetti positivi anche sullo stress. Una ricerca pubblicata su ‘Psychology of Sport & Exercise’ ha evidenziato come il ballo favorisca il rilascio di endorfine e ossitocina, riducendo cortisolo, ansia e tensione emotiva. Muoversi insieme agli altri, spiegano gli studiosi, crea un potente “cuscinetto” psicologico contro le pressioni quotidiane. 

    I benefici emergono perfino in ambito clinico. Uno studio pubblicato sul ‘Journal of Medical Internet Research’ ha seguito persone con Parkinson coinvolte nel programma Sharing Dance della National Ballet School del Canada: dopo mesi di lezioni settimanali, i partecipanti mostravano miglioramenti dell’umore e una riduzione progressiva dei sintomi depressivi, confermati anche dalle scansioni cerebrali. 

    Dalla salute mentale alla forma fisica, passando per memoria, socialità e benessere emotivo, la scienza sembra dunque confermare quello che il corpo sa da sempre: ballare fa bene. 

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    cronaca

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  • Marco Basoccu, chi è tifoso della Juventus ferito durante scontri di Torino

    Marco Basoccu, chi è tifoso della Juventus ferito durante scontri di Torino

    (Adnkronos) – Sospiero di sollievo per Marco Basoccu, il tifoso della Juventus finito in ospedale dopo gli scontri andati in scena con gli ultras del Torino prima del derby della Mole, valido per l’ultima giornata di Serie A e terminato 2-2. Durante i disordini l’uomo è stato colpito alla testa e trasportato in codice rosso alle Molinette, dove è stato sottoposto a una tac di controllo: le sue condizioni restano stabili, è intubato e la prognosi è ancora riservata. Ma chi è Basoccu?
     

     

    Marco Leonardo Basoccu è un uomo di 36 anni che vive a Milano e di mestiere fa il commercialista. Secondo quanto riportato da La Repubblica, è tifosissimo della Juventus tanto da muoversi con il gruppo organizzato dei Viking di Milano, uno dei gruppi storici della curva bianconera. 

    Basoccu è nato in Piemonte, dove si trovano anche i genitori, Pierluigi e Maria Teresa, che vivono a Casale Monferrato. Proprio da qui è nata la sua fede juventina. Il giovane ha riportato un trauma cranico giudicato severo dai sanitari che all’arrivo in ospedale lo hanno sottoposto a intervento neurochirurgico. Dai primi accertamenti a colpirlo sarebbe stato un oggetto contundente, verosimilmente una bottiglia di vetro. 

     

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    cronaca

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  • Roland Garros, Paul polemico: “I finalisti non dovrebbero avere trofeo”

    Roland Garros, Paul polemico: “I finalisti non dovrebbero avere trofeo”

    (Adnkronos) –
    Tommy Paul ‘polemico’ a Roland Garros 2026. Il tennista statunitense, numero 21 del mondo, atteso oggi, lunedì 25 maggio, dal primo turno dello Slam parigino, ha le idee molto chiare quando pensa a cosa cambierebbe del mondo del tennis. “Se c’è qualcosa di unico del tennis è l’assenza dell’orologio. Non finisce il match finché non è finita”, ha detto in conferenza stampa, ma non solo. 

    “Ma se dovessi cambiare qualcosa, credo che i finalisti non dovrebbero ricevere il trofeo”, ha detto Paul, “fare la cerimonia e non parlare con nessuno. Non so in quanti altri sport accada ciò, ma se dovessi scegliere cambierei questo”. 

    Paul è fresco di una finale raggiunta, ma persa. Nell’Atp 500 di Amburgo, lo scorso anno vinto da Flavio Cobolli, il tennista americano è arrivato fino all’ultimo atto riuscendo a battere Alex De Minaur in semifinale, ma è stato superato, a sorpresa, dal giovane peruviano Ignacio Buse, dovendosi quindi accontentare proprio del trofeo ‘minore’.  

     

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    sport

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  • Disastro Milan, Cacciari “tifoso tradito”: “Fa schifo, via Allegri e i giocatori”

    (Adnkronos) –
    Il Milan di Massimiliano Allegri “non esiste e fa schifo”. E’ l’analisi sintetica di Massimo Cacciari, tifoso del Milan “tradito” dopo il disastroso finale di campionato dei rossoneri, sconfitti dal Cagliari e fuori dalla Champions League. “Salvini ha detto che questo Milan è indegno e non ci merita? Sono d’accordo con Salvini”, dice il filosofo a Un giorno da pecora su Radio1 Rai. 

    “Ho detto che il Milan fa schifo. Giocava malissimo anche nella prima parte di campionato, misteriosamente era arrivato in una buona posizione in classifica. Ma faceva schifo: è una squadra che non corre, non fa pressing, non ha anima non combatte, guarda l’avversario in attesa di chissà cosa. Il Milan fa una serie di passaggini laterali, era evidente sin dall’inizio che era una squadra che non aveva niente”, dice Cacciari. 

    “Il tracollo non mi ha stupito per niente, nelle ultime partite sembrava una squadra in sciopero. Un crollo del genere si spiega solo con la sfiducia totale della squadra verso l’allenatore e con uno scollamento tra squadra e dirigenza. Un disastro completo. Sapevo che avrebbe perso con il Cagliari, ho scommesso diverse cene e aperitivi: sono a posto per un mese, ho vinto 4-5 cene. Non c’era bisogno di guardare la partita”, aggiunge. 

    “Il Milan non gioca, come fa a vincere? Le responsabilità sono ovviamente anche dei giocatori, ma tutto questo dimostra che l’allenatore non sa allenare e la dirigenza non sa dirigere. Bisogna cambiare i giocatori e affidare la squadra ad un allenatore giovane, non ai soliti grandi vecchi. Ci sono alcuni calciatori validi… Modric è un fuoriclasse ma ha 50 anni, Leao è in sciopero permanente, non si può nemmeno precettare. Vanno mandati via tutti, si deve ripartire magari dal vivaio”, conclude. 

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    sport

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  • Poste, nel 2025 ha generato 14 miliardi di Pil, oltre mezzo punto percentuale

    Poste, nel 2025 ha generato 14 miliardi di Pil, oltre mezzo punto percentuale

    (Adnkronos) – Nel 2025 l’attività di Poste Italiane ha generato circa 14 miliardi di euro di Pil, oltre mezzo punto percentuale dell’economia nazionale. Secondo l’ultima Relazione Finanziaria del Gruppo guidato dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante, in un anno sono stati sostenuti oltre 7 miliardi di euro di redditi da lavoro e circa 182 mila posti di lavoro tra effetti diretti, indiretti e indotti lungo tutta la filiera economica. Il contributo alle Pubbliche Amministrazioni è stato pari a 2,6 miliardi di euro tra imposte e altre entrate fiscali. Dal 2018 al 2025 l’impatto complessivo sul Sistema Paese supera i 104 miliardi di euro di Pil. (VIDEO) 

    Poco più di mezzo punto del Pil italiano, il valore di una manovra finanziaria, è il contributo che l’attività di Poste Italiane ha generato in un anno per il Paese, con un impatto sull’occupazione e il benessere delle famiglie che va ben oltre i risultati aziendali. Secondo l’ultima Relazione Finanziaria, l’attività del Gruppo guidato dall’Ad Matteo Del Fante ha generato complessivamente circa 14 miliardi di euro di Prodotto Interno Lordo, contribuendo in modo significativo alla crescita dell’Italia.  

    Un valore che si traduce anche in benefici concreti per le famiglie. Poste Italiane ha infatti sostenuto la distribuzione di oltre 7 miliardi di euro di reddito da lavoro, tra effetti diretti, indiretti e indotti lungo tutta la filiera economica. Importante anche l’impatto sull’occupazione: nel 2025 l’attività del Gruppo ha sostenuto circa 182 mila posti di lavoro, contribuendo in maniera diffusa alla tenuta e allo sviluppo del mercato occupazionale nazionale. Non solo.  

     

    Poste Italiane rappresenta anche un rilevante partner per la finanza pubblica, con 2,6 miliardi di euro di contributi alle Pubbliche Amministrazioni, tra imposte e altre entrate fiscali. Un impatto che nasce dalla struttura stessa del modello di business: alle attività dirette del Gruppo si affiancano infatti gli effetti generati lungo la catena dei fornitori e quelli derivanti dalla spesa delle famiglie, in un circolo virtuoso che moltiplica il valore per il sistema Paese, al punto che ogni euro speso da Poste Italiane per beni e servizi è in grado di generare fino a tre euro di valore economico complessivo.  

    n motore di sviluppo, dunque, che a partire dal 2018 ha generato impatti complessivi sul Paese per circa 104 miliardi di euro di Prodotto Interno Lordo, 58 miliardi di euro di reddito di lavoro e 18 miliardi di euro di gettito fiscale. Numeri che confermano il ruolo di Poste Italiane non solo come grande azienda, la più grande del Paese, ma come infrastruttura strategica al servizio dello sviluppo economico, sociale e occupazionale dell’Italia. 

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    economia

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  • Spagna, i convocati per il Mondiale annunciati da… Re Felipe VI

    Spagna, i convocati per il Mondiale annunciati da… Re Felipe VI

    (Adnkronos) –
    Il Re di Spagna annuncia i convocati per i Mondiali 2026. Oggi, lunedì 25 maggio, il ct De la Fuente ha diramato la lista dei giocatori che prenderanno parte alla prossima rassegna iridata, in programma a partire dal prossimo 11 giugno in Stati Uniti, Messico e Canada. E per farlo la Federazione spagnola si è affidata a uno ‘speaker’ d’eccezione: Re Felipe VI. 

    “Questa è la lista di un intero Paese. Questa è la lista della Spagna”, ha detto il sovrano in un video pubblicato sui profili social delle Furie Rosse, ” quando gioca la Nazionale, giochiamo tutti”. Ecco la lista dei
    convocati, in cui non figura nemmeno un giocatore del Real Madrid: 

    Portieri: Unai Simon (Atletico Bilbao), David Raya (Arsenal), Joan Garcìa (Barcellona). 

    Difensori: Marc Cucurella (Chelsea), Alejandro Grimaldo (Bayern Leverkusen), Pau Cubarsì (Barcellona), Aymeric Laporte (Atletico Bilbao), Marc Pubill (Atletico Madrid), Eric Garcìa (Barcellona), Marcos Lorente (Atletico Madrid), Pedro Porro (Totthenham). 

    Centrocampisti: Pedri (Barcellona), Fabian Ruiz (Paris Saint-Germain), Martin Zubimendi (Arsenal), Gavi (Barcellona), Rodri (Manchester City), Alex Baena (Atletico Madrid), Mikel Merino (Arsenal). 

    Attaccanti: Mikel Oyarzabal (Real Sociedad), Dani Olmo (Barcellona), Nico Williams (Atletico Bilbao), Yeremy Pino (Crystal Palace), Ferran Torres (Barcellona), Borja Iglesias (Celta Vigo), Victor Munoz (Osasuna), Lamine Yamal (Barcellona). 

     

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    sport

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  • Cancro prostata metastatico ormonosensibile, nuovi dati su darolutamide mostrano benefici in sopravvivenza

    Cancro prostata metastatico ormonosensibile, nuovi dati su darolutamide mostrano benefici in sopravvivenza

    (Adnkronos) – I risultati dello studio di fase II Arasec mostrano che darolutamide in associazione a terapia di deprivazione androgenica (Adt) ha ridotto significativamente il rischio di progressione di malattia del 71% e il rischio di morte del 50% nei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico (mHspc), rispetto al corrispondente braccio con la sola Adt. Darolutamide più Adt è inoltre associato a miglioramenti significativi della sopravvivenza globale (Os), del tempo alla progressione verso il carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCrpc) e della sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPfs) rispetto al corrispondente braccio di controllo con la sola Adt. I risultati primari – riferisce Bayer in una nota – sono stati presentati nella sessione plenaria, con un abstract orale ‘P2s: practice-changing, paradigm-shifting clinical trials in urology’, nell’ambito del meeting annuale 2026 dell’American Urological Association (Aua). 

    “Il tumore della prostata è il più frequente fra gli uomini in Italia, con oltre 40.000 nuove diagnosi ogni anno. I risultati dello studio Arasec forniscono ulteriori prove del fatto che la combinazione di darolutamide e terapia di deprivazione androgenica (Adt) offre un chiaro beneficio di sopravvivenza rispetto alla sola Adt nei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico – afferma Luigi Formisano, professore di Oncologia medica dell’università degli Studi di Napoli Federico II – I dati confermano ulteriormente la capacità di darolutamide di offrire a medici e pazienti affetti dal tumore della prostata un’opzione terapeutica efficace e, soprattutto, ben tollerata, che preserva la qualità di vita dei pazienti”. 

    “Dai precedenti studi Arasens e Aramis abbiamo appreso che il trattamento con darolutamide ritarda la progressione di malattia, prolunga la sopravvivenza e preserva la qualità di vita. Questi ultimi risultati dello studio Arasec sottolineano ulteriormente il potenziale di darolutamide come terapia di punta in grado di rispondere alle diverse esigenze dei pazienti affetti dal tumore della prostata – dichiara Christine Roth, Executive Vice President, Global Product Strategy and Commercialization e membro del Pharmaceuticals Leadership Team di Bayer – Riteniamo che Arasec sia anche il primo studio sul tumore della prostata ormonosensibile metastatico ad adottare un innovativo disegno di studio ibrido, in cui una coorte arruolata in modo prospettico viene abbinata a una coorte esterna di pazienti proveniente da uno studio precedente. Sfruttando i dati esistenti insieme ai nuovi arruolamenti, questo approccio potrebbe contribuire a semplificare e accelerare i futuri studi clinici sul tumore della prostata”. Nello studio Arasec – riporta la nota – darolutamide ha dimostrato un profilo di sicurezza gestibile senza nuovi segnali e in linea con gli studi precedenti. Nella popolazione idonea al trattamento con darolutamide più Adt (n=223), il 96,0% dei pazienti ha mostrato eventi avversi derivanti dal trattamento (Teae) e solo l’8,1% ha interrotto il trattamento con darolutamide a causa di Teae, il che è in linea con le precedenti osservazioni relative a darolutamide nel mHspc 

    Il tumore della prostata – ricorda Bayer – è il secondo tumore più diffuso e la quinta causa di morte per cancro negli uomini a livello mondiale. Ogni anno circa 1,5 milioni di uomini ricevono una diagnosi di tumore della prostata e circa 397.000 muoiono a causa di questa malattia in tutto il mondo. Si prevede che entro il 2040 le diagnosi di tumore della prostata aumenteranno fino a raggiungere i 2,9 milioni. Per gli uomini con mHspc, poco più di un terzo (circa 38%) sopravviverà 5 anni o più dopo la diagnosi, e la maggior parte progredirà verso il tumore della prostata resistente alla castrazione (Crpc), una condizione con una sopravvivenza a lungo termine limitata. 

    Arasec (NCT05059236) – dettaglia la nota – è uno studio prospettico di fase II, multicentrico, in aperto, per la valutazione di darolutamide più Adt confrontato con il braccio di controllo esterno trattato con sola Adt dello studio di Fase III Chaarted. I pazienti con mCspc all’imaging convenzionale e senza precedente terapia sistemica sono stati arruolati prospetticamente a ricevere darolutamide 600 mg due volte al giorno più Adt. I pazienti sono stati abbinati 1:1 ai pazienti arruolati nel braccio trattato con sola Adt dello studio di fase III Chaarted utilizzando punteggi di propensione basati sulle caratteristiche prognostiche di base (età, performance status Ecog, estensione della malattia definita da Chaarted, precedente terapia locale, punteggio di Gleason, antigene prostatico specifico Psa al basale). L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (Pfs). Gli endpoint secondari erano la sopravvivenza globale, il tempo alla comparsa del tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione, la sopravvivenza libera da progressione radiologica (basata sulla frequenza di imaging come clinicamente indicato), i tassi di risposta Psa <0,2 ng/mL e la sicurezza (riportata in modo descrittivo solo per il braccio darolutamide più Adt, poiché i dati di sicurezza non sono stati raccolti di routine nel braccio Chaarted con sola Adt). Diverse analisi di sensibilità, tra cui un confronto con il braccio di controllo trattato con terapia di deprivazione androgenica (Adt) dello studio Aranote, hanno confermato i dati relativi all'efficacia. 

    Darolutamide – spiega Bayer – è un inibitore del recettore degli androgeni (ARi) per via orale con una struttura chimica unica che si lega con elevata affinità al recettore degli androgeni e mostra un forte effetto antagonista nei suoi confronti, inibendone la funzione e la crescita delle cellule tumorali della prostata. Inoltre, i modelli preclinici e i dati di neuroimaging su soggetti sani confermano la scarsa capacità di darolutamide di attraversare la barriera emato-encefalica. Darolutamide più terapia di deprivazione androgenica è già approvato in oltre 85 mercati in tutto il mondo, inclusi Stati Uniti, Unione europea e Cina. E’ approvato per il trattamento di pazienti adulti con mHspc senza docetaxel in 64 mercati e con docetaxel in oltre 85 Paesi, e per pazienti adulti con tumore della prostata resistente alla castrazione non metastatico (nmCrpc) ad alto rischio di sviluppare metastasi in oltre 85 Paesi. Darolutamide è sviluppato congiuntamente da Bayer e Orion Corporation, un’azienda farmaceutica finlandese attiva a livello globale. 

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