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  • Veneto, Rizzuto (Fondazione Cariparo): “Nel territorio in dialogo per azione coerente e ampia”

    Veneto, Rizzuto (Fondazione Cariparo): “Nel territorio in dialogo per azione coerente e ampia”

    (Adnkronos) – “È una grande responsabilità e un grande onore lavorare per il proprio territorio, lavorare per la complessità di un territorio che deve mettere insieme aspetti diversi: l’innovazione, la cultura, l’arte, ma anche la fragilità e la coesione sociale. Significa avere la capacità di mettere in campo un’azione coerente e ampia. Questo è stimolante ed è quello che intendo fare avvalendomi, da una parte, delle competenze e dell’impegno di tutta la Fondazione, che ho l’onore di presiedere, di tutti gli organi e dello staff amministrativo e, dall’altra, di incontrare e lavorare insieme a tutte le realtà del territorio: le istituzioni, che sono il primo interlocutore, ma anche le associazioni e il mondo economico e della ricerca”. Così Rosario Rizzuto illustra all’Adnkronos gli obiettivi del suo mandato da presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (Cariparo) per il 2026-2032. Professore ordinario, direttore del dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Padova e presidente del Centro nazionale per lo sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna, Rizzuto succede a Gilberto Muraro in una realtà con un patrimonio netto di 2,2 miliardi di euro e che ha deliberato erogazioni per 83,6 milioni di euro (dati 2024). 

    “La Fondazione ha sempre sostenuto il volontariato – continua Rizzuto – il nostro è un territorio particolarmente ricco di associazioni che si impegnano e che ovviamente hanno bisogno di un sostegno: si tratta di continuare un’azione di ascolto, raccolta, selezione e di impegno continuo. Ci sono poi attività dedicate al sostegno della salute, ma anche alle fragilità nella scuola, all’inserimento dei ragazzi che hanno maggiori difficoltà. Su questo” l’ente “ha avuto veramente una capacità di ascolto e sostegno che è potuta avvenire perché è un territorio che già esprime questo impegno. La Fondazione – osserva – può avere un ruolo non solo di sostegno, ma anche di ideazione e sviluppo di progettualità da portare avanti insieme agli altri attori perché – avverte – niente avviene per azione solamente di una Fondazione bancaria, per questo è necessario impegnarsi con un’azione di sistema”. 

    Sicuramente un tema centrale riguarda “l’attrattività dei giovani.Questo è un obiettivo strategico del territorio – afferma il presidente della Fondazione – Siamo in un territorio che ha capacità formative importanti, avendo” a Padova, “una delle grandi università del Paese, che forma giovani, che attrae giovani, che ha una quota di studenti internazionali tra le più alte delle università italiane. Alla fine del percorso formativo però noi non tratteniamo tutti i laureati e non ne attraiamo di nuovi: questo è un investimento non sfruttato del territorio economico. Riuscire a trattenere i nostri giovani, ma anche essere un luogo attrattivo, è un fattore di crescita importante, è un fattore anche di sviluppo e di prospettive del territorio”. 

     

    A tale proposito , bisogna partire “da un’analisi accurata di che cosa si può fare e in tempi brevi – chiarisce Rizzuto – Certamente il salario è un elemento – anche su questo bisogna discutere con le istituzioni, con i datori di lavoro – na non è il solo a determinare l’attrattività di un territorio. Contano anche le possibilità abitative, riuscire a fornire rapidamente un inserimento, pensiamo anche all’assistenza sanitaria per chi arriva dall’estero, al fatto che le nostre città siano sempre più vivaci, attive, con l’arte, con lo sfruttamento delle ricchezze territoriali, della natura. Dobbiamo metterci ad ascoltare un giovane che vuole costruire il proprio futuro: che cosa cerca? Credo che questo sia il pensiero che dobbiamo sviluppare – riflette – confrontandoci anche su cosa rende attrattivi altri territori in Italia e all’estero”. Non si tratta di una “missione impossibile”. Attingendo alla sua esperienza di rettore dell’Ateneo patavino, Rizzuto ricorda che “siamo riusciti a creare un’attrattività che non c’era assolutamente verso gli studenti internazionali. Era l’1% quando mi sono insediato, adesso è al 13%. Noi possiamo pensare e operare: le cose non succedono da sole, bisogna avere una strategia corretta, metterla in atto, poi le cose succedono”. 

    La Fondazione, oltre a sostenere il tessuto sociale, si pone anche come interlocutore istituzionale per sostenere lo sviluppo economico e della ricerca. “Pensiamo alla co-progettazione e al sostegno a iniziative virtuose che però devono essere collettive, di tutti – illustra Rizzuto – Su questo dobbiamo, con gli enti territoriali, fare una strategia comune”. Anche su una questione come la denatalità, per esempio, “la Fondazione può certamente sostenere le politiche virtuose, ma dall’altra contribuisce all’analisi e contribuisce allo sviluppo di politiche condivise.  

    Siamo un esempio virtuoso nel Paese, anche sul versante della ricerca, favorita dalla presenza sul territorio di una università prestigiosa. I finanziamenti erogati in questi contesti – evidenzia – danno quella spinta, quella capacità e anche quella motivazione per attrarne altri: penso ai bandi di eccellenza, al sostegno ai dottorati di ricerca”. Da soli, i fondi erogati dalla Fondazione Cariparo, “non potrebbero sostenere una ricerca forte e competitiva a livello internazionale, ma sono un facilitatore, quell’incentivo, quella spinta per poter poi competere e avere finanziamenti europei o dalle charity nazionali. Tutto questo ha ricadute sulla capacità di innovazione del mondo economico. È una filiera continua che porta dalla ricerca alla forza economica del territorio. La forza e l’efficacia della Fondazione – conclude – è anche nel non fare iniziative spot, ma nel dare un contributo con una vision, un’idea: investiamo in una ricerca che rafforza un Paese e rafforza un territorio”. 

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    economia

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  • Roland Garros, cade un altro big: Lehecka eliminato da Carreno Busta

    Roland Garros, cade un altro big: Lehecka eliminato da Carreno Busta

    (Adnkronos) – Cade un big al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 25 maggio, il ceco Jiri Lehecka, battuto da Jannik Sinner nell’ultimo Masters 1000 di Miami, è stato eliminato al primo turno dello Slam parigino dallo spagnolo Pablo Carreno Busta, numero 89 del ranking Atp. 

    Il giocatore iberico si è imposto nettamente in tre set con il punteggio di 6-3, 7-6 (3), 6-3 in due ore di gioco. Partita iniziata subito in salita per Lehecka, che ha da poco festeggiato il suo best ranking salendo alla posizione numero 12 della classifica generale, e che ha subito ceduto la battuta perdendo il primo set 6-3. 

    Lehecka ha poi reagito nel secondo set, ma si è arreso al tie break con Carreno Busta che ha dominato concedendo solo tre punti al ceco. Senza storia il terzo parziale, vinto dallo spagnolo 6-3 con Lehecka che saluta così Parigi. 

     

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    sport

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  • “Benvenuta se dissente da Netanyahu”, il messaggio dell’albergatore toscano a una turista israeliana

    “Benvenuta se dissente da Netanyahu”, il messaggio dell’albergatore toscano a una turista israeliana

    (Adnkronos) –
    Aveva prenotato una vacanza in Toscana con la famiglia tramite Booking.com, ma poco dopo ha ricevuto un messaggio inatteso dal proprietario della struttura: per essere davvero la benvenuta avrebbe dovuto prendere le distanze dalle politiche del governo Netanyahu. È la vicenda raccontata da alcuni media online israeliani e rilanciata sui social, compresa la pagina ‘Noi che amiamo Israele’, che vede protagonista una turista israeliana e Pietro Del Zanna, gestore dell’agriturismo ‘Le Cantine’. 

    Nel messaggio inviato tramite la piattaforma di prenotazioni, l’albergatore spiegava di non essere “antisemita”, ma di non riuscire a “far finta di niente” rispetto alla guerra a Gaza scoppiata dopo il 7 ottobre. Per questo chiedeva alla cliente quale fosse la sua posizione rispetto alle scelte del governo israeliano, aggiungendo che, se avesse voluto cancellare la prenotazione dopo avere conosciuto il suo punto di vista, non avrebbe applicato alcuna penale. La turista ha raccontato di essersi sentita “scioccata” dalla richiesta di dover dichiarare preventivamente le proprie opinioni politiche per poter soggiornare nella struttura. Dopo avere annullato il viaggio, ha pubblicato online lo scambio e ha presentato un reclamo a Booking.com, sostenendo di avere subito una discriminazione in quanto israeliana o per le proprie idee politiche. 

    Contattato dall’Adnkronos, Del Zanna conferma il contenuto del messaggio e respinge le accuse di antisemitismo. “È spiegato molto semplicemente tutto lì, nel mio messaggio. D’altronde la situazione è quella che è. Lungi da me avere atteggiamenti antisemiti, ma anche far finta di niente, in questa temperie, non mi andava bene…”, afferma. Nel messaggio, spiega, aveva scritto alla cliente che “se condivideva l’atteggiamento del proprio governo, sapeva come io la pensavo”. E aggiunge: “Le ho detto semplicemente che, se voleva annullare la prenotazione perché conosceva la mia posizione, non ci sarebbe stata alcuna penale”. 

    Poi rivendica il proprio pacifismo: “Sono un convinto pacifista. Anni fa presentavamo in giro per l’Italia il libro ‘La storia dell’altro’, realizzato da un insegnante israeliano e uno palestinese, dove cercavano di raccontare ciascuno la propria storia e, dove non riuscivano a trovare una posizione comune, lasciavano la pagina bianca. Sono per la pace in quell’area. Hanno vinto gli estremismi da una parte e dall’altra”. 

    Quindi il paragone con il nazismo: “Io però non riesco ad accettare di dover far finta di niente davanti a qualcuno che approva certi metodi. Come immagino ai tempi di Hitler davanti a chi approvava i metodi delle SS”. Del Zanna respinge però l’accusa di avere impedito il soggiorno alla famiglia israeliana: “Non sono di quelli che dicono ‘boicotto Israele, non viene nessuno’. Io le ho detto come la pensavo, poi decideva lei se venire oppure no”. E precisa ancora: “Aveva già prenotato tramite Booking. Siccome era a ridosso dell’arrivo avrebbe dovuto pagare una penale per cancellare. Io le ho detto che, se decideva di annullare, non le avrei fatto pagare nulla. Non le ho detto: ‘Tu non devi venire’”. 

    (di Antonio Atte) 

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    politica

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  • Sicurezza stradale, Barbieri (Confcommercio): “Bene alcolock per intervenire su cultura giovani”

    Sicurezza stradale, Barbieri (Confcommercio): “Bene alcolock per intervenire su cultura giovani”

    (Adnkronos) – “Lo strumento che viene presentato qui oggi ha una logica che va incontro a quelle che sono le modifiche del Codice della strada del 2024, che puntano a combattere un utilizzo un ‘po’ allegro’ dei veicoli, soprattutto da parte dei giovani. E questo è un aspetto molto importante, considerando che entriamo in un ambito dove veicoli e mezzi di trasporto spesso sono oggetto di situazioni drammatiche che si verificano sulle strade”. Così il segretario generale di Confcommercio, Marco Barbieri, intervenendo al convegno ‘Responsabilità alla guida. Prevenzione, Responsabilità, Sicurezza’, in corso nella sede di Confcommercio a Milano. Il riferimento è all’acolock, un dispositivo che impedisce l’avvio del motore se il tasso alcolemico del guidatore supera lo zero. La sua installazione, prevista dal nuovo Codice della strada, è obbligatoria per chi ha avuto una condanna per guida in stato di ebbrezza. 

    “Questo -spiega Barbieri- è uno strumento che ha l’obiettivo di introdurre un elemento innovativo per intervenire sulla vettura, ma soprattutto sulla cultura dei giovani e di chi, in generale, si mette alla guida. Io mi auguro che possa essere ben diffuso perché non riguarda solo un aspetto meccanico o tecnologico, ma anche un aspetto della vita e della salute delle persone. Perché quando ci si mette alla guida in condizioni non ottimali, si rischiano disastri per sé e per gli altri”.  

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    economia

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  • Sonia Bruganelli, la figlia Silvia ancora ricoverata in ospedale: “È successo all’improvviso”

    Sonia Bruganelli, la figlia Silvia ancora ricoverata in ospedale: “È successo all’improvviso”

    (Adnkronos) –
    Silvia Bonolis, la figlia di Sonia Bruganelli e Paolo Bonolis, si trova ancora ricoverata in ospedale. La mamma Sonia ha condiviso sui social un piccolo sfogo sul difficile momento che sta attraversando.  

    A rendere noto il ricovero era stata la stessa Bruganelli nel giorno della Festa del mamma condividendo una foto della figlia a letto, apparentemente in una clinica. Tuttavia l’imprenditrice non aveva reso noto il motivo, ma è noto che Silvia sia nata con una patologia cardiaca congenita.  

    L’imprenditrice ha condiviso nelle ultime ore una riflessione, legata alla sua autobiografia ‘Solo quello che rimane. Autobiografia di una lettrice’, uscita lo scorso ottobre, in cui Bruganelli dedica dei capitoli alla maternità. “Quando ho scritto questo libro sapevo che Silvia sarebbe dovuta tornare in ospedale ma non immaginavo sarebbe accaduto così all’improvviso e con queste modalità”, ha scritto.  

    L’imprenditrice ha raccontato di aver regalato il suo libro a delle mamme che “come me stanno vivendo un periodo diffiicle dove spesso si pensa di non farcela”. E si è detta felice ed orgogliosa di aver regalato a loro un sorriso, un abbraccio in un momento così delicato.  

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    spettacoli

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  • Emma Marrone compie oggi 42 anni, il messaggio ‘segreto’ ai fan

    Emma Marrone compie oggi 42 anni, il messaggio ‘segreto’ ai fan

    (Adnkronos) –
    Emma Marrone spegne oggi 42 candeline. La cantante salentina nelle prime ore del mattino ha mandato un messaggio ‘segreto’ ai fan, attraverso i ‘direct message’ di instagram, ringraziandoli per l’affetto ricevuto.  

    “Mi sono svegliata e mi sono ritrovata sommersa dal vostro amore”, ha esordito la cantante. “E mi commuovo, continuo a commuovermi perché dopo tanti anni insieme continuo a non dare nulla per scontato”, ha aggiunto Emma che dal 2009 è un punto di riferimento per i suoi fan, al suo fianco dai tempi di Amici.  

    “Essere nel vostro cuore, nei vostri pensieri belli, nei vostri gesti affettuosi, è un regalo immenso. Siete le mie persone, la mia squadra, il motivo per il quale cerco di fare sempre meglio”, si legge ancora nella dedica.  

    In conclusione, la cantante ricorda l’appuntamento nei prossimi mesi con gli ippodromi di Milano e Roma: “A presto raga, vi prometto che sarà bellissimo. Vi amo infinitamente”.  

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    spettacoli

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  • Milan, rivoluzione in arrivo: Allegri in bilico, fuori Tare e Furlani

    (Adnkronos) –
    Rivoluzione al Milan dopo il fallimento Champions League. I rossoneri hanno chiuso il campionato al quinto posto, fallendo quindi l’accesso alla principale competizione europea, in cui sono volate invece Roma e Como, e qualificandosi così all’Europa League insieme alla Juventus. Fatale la sconfitta interna per 2-1 contro il Cagliari già salvo. 

    Sul banco degli imputati però non ci è finito soltanto Massimiliano Allegri. L’allenatore potrebbe lasciare la panchina del Milan, con l’esonero che sembra ormai scontato, ma il suo addio potrebbe non essere l’unico. Secondo quanto riportato da SkySport infatti, la proprietà rossonera sarebbe intenzionata a una vera e propria rivoluzione anche in dirigenza. 

    A lasciare il proprio incarico potrebbe essere il direttore sportivo Igli Tare, arrivato solamente la scorsa estate, e l’amministratore delegato Giorgio Furlani, al centro della contestazione dei tifosi. Con loro lascerebbe anche il responsabile dell’area scouting Geoffrey Moncada. 

    Non sembrerebbe essere in bilico invece la posizione di Zlatan Ibrahimovic, a cui sarebbe affidato un ruolo più decisionale. Proprio l’ex attaccante svedese dovrebbe scegliere il nuovo direttore sportivo insieme al consigliere Massimo Calvelli. 

     

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    sport

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  • Iran, il dilemma di Trump: accordo o guerra sarà sempre scelta ‘divisiva’

    Iran, il dilemma di Trump: accordo o guerra sarà sempre scelta ‘divisiva’

    (Adnkronos) – Con scetticismo e perplessità vengono accolte negli Stati Uniti le ultime dichiarazioni di Donald Trump sul dossier Iran, mentre a Washington si moltiplicano i dubbi su un possibile accordo di pace giudicato da più parti fragile e politicamente rischioso. Secondo un’analisi della Cnn firmata da Stephen Collinson, sia i falchi conservatori sembrano convinti che il tycoon sia sul punto di cedere a una pessima intesa. 

    “La migliore speranza per porre fine a una guerra mal pianificata, iniziata con scarsa consultazione del Congresso e del popolo americano, potrebbe essere una pace insoddisfacente che lasci questioni cruciali da risolvere in seguito e acuisca i conflitti a Washington”, si legge nell’analisi, che descrive un quadro politico sempre più diviso. 

    Ed ecco il “dilemma di Trump”: da un lato riprendere la guerra potrebbe avere gravi conseguenze sul piano politico e a livello economico, dall’altro porvi fine alle migliori condizioni possibili potrebbe essere altrettanto problematico e impopolare. Un equilibrio fragile, aggravato dalla crescente tensione politica interna e dall’avvicinarsi delle elezioni di midterm. 

    Trump “non può vincere” dal punto di vista politico, incalza l’analisi, citando sondaggi che mostrano come la maggior parte degli americani si opponga alla guerra. Ma, prosegue, presidenti sono spesso “tentati di intraprendere nuove avventure militari per salvare la faccia” o cercare una via d’uscita che spesso si trasforma in un pantano e Trump è sottoposto a pressioni molto forti per trovare una soluzione, con i prezzi del gas in aumento, il ‘gradimento’ in calo al pari del sostegno dei repubblicani al Congresso, sia sul dossier Repubblica islamica che su altre questioni. Tutto mentre si avvicinano le elezioni di midterm. 

    L’analisi non tralascia le indiscrezioni diplomatiche che suggeriscono potrebbe essere imminente un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’allentamento del blocco navale Usa e scrive di una svolta che potrebbe costituire un punto di partenza per colloqui che l’Amministrazione cercherebbe di utilizzare per contrastare qualsiasi residua ambizione nucleare iraniana. Un accordo più concreto, che vada oltre l’attuale fragile tregua, verrebbe accolto con favore a livello globale. Ma, viene sottolineato, i dettagli che emergono su un eventuale accordo con Teheran lasciano intendere termini di un’intesa di pace che potrebbero andare ben oltre le capacità di Trump di trasformare l’accordo in un trionfo.  

    L’analisi cita le indicazioni secondo cui Washington potrebbe sbloccare alcuni beni iraniani e ridurre gradualmente il blocco per convincere l’Iran a riaprire lo Stretto di Hormuz e conclude come tutto questo servirebbe di fatto a convalidare la leva negoziale acquisita dall’Iran durante la guerra e a privare gli Usa di carte importanti da giocare. E qualsiasi impegno da parte dell’Iran sul suo controverso programma nucleare verrebbe accolto con molte riserve a Washington, oltre al fatto che appare piuttosto contenuto, data la complessità del dossier, un periodo di 60 giorni per i negoziati per risolvere i restanti nodi sull’arricchimento dell’uranio. Altro motivo di cautela sta nel fatto che non è chiaro se l’Iran, con un sistema di governo ancor più opaco dalla morte dei suoi leader ‘storici’ durante la guerra, accetterà qualsiasi accordo di pace gli Usa sembrino disposti a offrire.  

    La storia dimostra che l’Iran sarebbe ben felice di trascinare gli Usa in un lungo periodo di diplomazia inconcludente. Per anni o mesi. Erano contrastanti i messaggi arrivati nelle scorse ore da Teheran. E, secondo l’analisi, le linee di un accordo proposto sono ben lontane dalla “resa incondizionata” che Trump aveva chiesto all’Iran a inizio marzo. 

    In questo contesto, secondo la rete americana, alcuni repubblicani temono Trump stia per cedere. “Undici settimane fa, circa, il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, e il Dipartimento della Difesa ci dicevano di aver annientato le difese dell’Iran e che sul materiale nucleare era solo questione di tempo – ha osservato ieri il senatore Thom Tillis – Ora parliamo di una posizione in cui potremmo accettare che il materiale nucleare rimanga in Iran? Che senso ha?”. Scettico anche il senatore Roger Wicker, a capo della Commissione per le Forze Armate del Senato, che su X nei giorni scorsi non ha lasciato spazio a fraintendimenti. E sabato il senatore Lindsey Graham, alleato di Trump, ha avvertito che consentire all’Iran di consolidare il proprio vantaggio con il controllo dello Stretto di Hormuz modificherebbe gli equilibri di potere nella regione. Poi ci sono i democratici. Dall’inizio delle operazioni militari contro l’Iran, lo scorso 28 febbraio, con Israele, lo hanno accusato di aver dato inizio alla guerra e lo contestano per il possibile epilogo. Il senatore Cory Brooker ha detto chiaramente di essere “molto indignato” perché “il presidente ha affermato di aver intrapreso questo accordo per affrontare la questione del programma nucleare” e “questo accordo non risolve il problema”. Secondo la Cnn, Trump sembra aver in qualche modo ascoltato i timori. “Ho informato i miei rappresentanti di non affrettare la conclusione dell’accordo, dato che il tempo è dalla nostra parte”, ha scritto ieri il tycoon su Truth. 

    Intanto esponenti repubblicani insistono sui benefici di una pace. Di “flusso massiccio” di petrolio ha parlato Kevin Hassett, a capo del Consiglio economico nazionale. “I prezzi del petrolio crolleranno” appena ci sarà un accordo, ha assicurato il deputato Byron Donalds, candidato governatore per la Florida. Parole pronunciate anche se molti analisti hanno avvertito che ci vorrà tempo. 

     

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    internazionale/esteri

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  • La sanità lombarda guarda oltre i Giochi Milano-Cortina: “Modello centrato sul paziente”

    (Adnkronos) – Milano-Cortina 2026 non rappresenta soltanto una straordinaria vetrina sportiva internazionale, ma anche un banco di prova concreto per il sistema sanitario lombardo. E’ da questa consapevolezza che nasce ‘Oltre il traguardo: la Lombardia che cura’, evento promosso da BeOne Medicines e ospitato nella Sala Ghilardotti di Palazzo Pirelli, dedicato a riflettere sull’eredità organizzativa, clinica e territoriale lasciata dai Giochi olimpici e paralimpici invernali. Al centro del confronto il modello lombardo di sanità in rete: una rete fatta di integrazione tra ospedali e territorio, collaborazione tra pubblico e privato, coordinamento tra emergenza-urgenza, presidi di comunità, innovazione digitale e percorsi di presa in carico del paziente. L’esperienza maturata durante Milano-Cortina 2026 – spiega una nota – viene così letta come un patrimonio di competenze da mettere a sistema e trasformare in modello strutturale, capace di rafforzare la capacità di risposta sanitaria non soltanto nei contesti emergenziali o ad alta complessità, ma anche nella gestione quotidiana dei percorsi di cura e delle cronicità.  

    L’iniziativa si è aperta con i saluti istituzionali del presidente della Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia, Emanuele Monti; della vicepresidente della Commissione I Bilancio e programmazione e componente della Commissione VII Cultura, ricerca e innovazione, sport, comunicazione, Chiara Valcepina; e del direttore generale Welfare di Regione Lombardia, Mario Melazzini. “Milano-Cortina 2026 ha dimostrato quanto sia fondamentale investire su una sanità capace di lavorare in rete, valorizzando le eccellenze territoriali e costruendo connessioni stabili tra ospedali, territorio, emergenza-urgenza e innovazione – ha dichiarato Valcepina – La vera eredità dei Giochi è la possibilità di trasformare questa esperienza in un modello permanente di presa in carico e cura dei cittadini”.  

    Nel corso della mattinata sono stati presentati i dati raccolti durante Milano-Cortina 2026 relativi all’impatto sulla salute, sull’organizzazione sanitaria e sui percorsi clinici, con un approfondimento dedicato al ‘modello Niguarda’, paradigma di integrazione tra ospedale metropolitano, rete territoriale e sistema emergenziale. E’ intervenuto in tal senso Alberto Zoli, medical care manager Lombardia per i Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: “La gestione sanitaria di un evento internazionale come Milano-Cortina 2026 – ha ricordato – ha richiesto una capacità di coordinamento senza precedenti tra grandi ospedali metropolitani, altri enti del Sistema sanitario regionale, strutture territoriali, servizi di emergenza e professionisti sanitari. Abbiamo costruito una rete estesa che oggi rappresenta un modello replicabile anche nella gestione ordinaria dei pazienti, soprattutto nei percorsi di continuità assistenziale e presa in carico delle fragilità: un bell’esempio di legacy efficace”. 

    Ampio spazio è stato dedicato al talk show multistakeholder ‘Sistemi sanitari, sport e risposta clinica’, che ha riunito rappresentanti istituzionali, professionisti sanitari e stakeholder del mondo sportivo per riflettere sulle trasformazioni in atto nella sanità lombarda. Tra i temi al centro del dibattito: il ruolo dello sport come leva di prevenzione e promozione di corretti stili di vita; l’evoluzione dei modelli di cura e presa in carico del paziente; il rafforzamento della medicina territoriale; il contributo della telemedicina e dell’innovazione digitale; il valore della collaborazione pubblico-privato nella costruzione di percorsi sanitari integrati ed equi. “L’esperienza olimpica ha evidenziato come la qualità della risposta sanitaria dipenda dalla capacità di fare squadra tra istituzioni, sistema sanitario, territorio e mondo dello sport – ha affermato Monti – Regione Lombardia ha oggi l’opportunità di consolidare un modello che mette al centro il paziente, favorendo prossimità delle cure, prevenzione e continuità assistenziale”. 

    Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alle reti oncologiche ed ematologiche regionali, considerate esperienze avanzate di integrazione clinica e multidisciplinare, così come ai modelli di gestione delle cronicità e dei follow-up territoriali. “In BeOne Medicines crediamo in una collaborazione strutturata e continuativa con le istituzioni per trasformare l’esperienza di Milano-Cortina 2026 in un modello duraturo di cultura organizzativa – ha sottolineato Marco Sartori, General Manager di BeOne Medicines -. Favorire un dialogo concreto e tradurre le priorità condivise in azioni è un passaggio chiave per sostenere una sanità sempre più integrata, capace di coniugare innovazione, eccellenza clinica, sostenibilità e umanizzazione delle cure”. L’evento – conclude la nota – si propone così come un momento di confronto e restituzione dedicato non soltanto ai risultati raggiunti durante i Giochi, ma soprattutto alla costruzione di una visione di lungo periodo: una Lombardia che, oltre il traguardo sportivo, sappia continuare a investire su una sanità di rete, inclusiva, innovativa e orientata alla cura della persona. 

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    cronaca

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  • Roland Garros, Berrettini soffre il caldo di Parigi: cos’è successo con Fucsovics

    Roland Garros, Berrettini soffre il caldo di Parigi: cos’è successo con Fucsovics

    (Adnkronos) –
    Matteo Berrettini soffre il caldo al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 15 maggio, il tennista azzurro ha sfidato l’ungherese Morton Fucsovics nel primo turno dello Slam parigino, in una partita condizionata dalle condizioni al limite del proibitivo in Francia. A Parigi infatti le temperature hanno superato i 30 gradi, con i tennisti che stanno accusando la fatica. 

    A ogni cambio di campo infatti, Berrettini si passa sul collo e sulla testa il ghiaccio fornito dagli organizzatori del torneo. Un modo per provare a rinfrescarsi e ritrovare le forze. Al termine di ogni set inoltre l’azzurro cambia la maglietta, bagnata dal sudore. Azioni che rendono bene l’idea della difficoltà dei tennisti a giocare con un clima così caldo. 

     

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    sport

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