Categoria: Adnkronos

  • Chimici, ingeneri e giuristi: ecco i mestieri dell’energia di domani

    Chimici, ingeneri e giuristi: ecco i mestieri dell’energia di domani

    Il settore dell’energia è in piena rivoluzione: evolvono i mestieri del comparto e ne arrivano di nuovi: servono nuove competenze nelle energie rinnovabili, nello sviluppo degli impianti e nell’energy management e la risposta può arrivare dagli ingegneri elettronici, ma anche da nuove declinazioni del mestiere di giurista. E anche dal chimico, che soprattutto nel trattamento dei rifiuti troverà una nuova centralità.

  • Meteo, l’anticiclone subtropicale domina l’Italia: impennata delle temperature

    Meteo, l’anticiclone subtropicale domina l’Italia: impennata delle temperature

    L’anticiclone subtropicale dominerà l’Italia fino a mercoledì 27 giugno, quando ci sarà un picco del caldo su molte regioni del nostro Paese. Specialmente al Centro-Nord, i termometri subiranno un’impennata, con le temperature massime che supereranno la soglia dei 30 gradi.

  • Estate 2026, turismo in crescita: ma pesano crisi e caro prezzi

    Estate 2026, turismo in crescita: ma pesano crisi e caro prezzi

    Turismo estivo in crescita in Italia, con milioni di italiani pronti a partire tra giugno e agosto per le località balneari. Ma sulle vacanze pesa il caro prezzi.

  • Aism e Fism presentano l’Agenda Sm 2030

    Aism e Fism presentano l’Agenda Sm 2030

    In occasione della Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla e della Giornata Mondiale della SM, AISM e FISM lanciano la nuova Agenda SM e patologie correlate 2030: un percorso condiviso per superare le disuguaglianze territoriali e garantire accesso equo a cure, riabilitazione, sostegni e presa in carico integrata. Al centro, il diritto delle persone con sclerosi multipla a una vita piena, partecipata e inclusiva, attraverso investimenti in ricerca, innovazione scientifica, continuità assistenziale e piena applicazione della riforma della disabilità.

  • Sclerosi multipla: Ferrari (Aism), ‘noi protagonisti della nostra vita, non la malattia’

    Sclerosi multipla: Ferrari (Aism), ‘noi protagonisti della nostra vita, non la malattia’

    “La Settimana nazionale della sclerosi multipla (Sm), quindi, è fondamentale per fare ricerca, per parlare di diritti, di malattia e di vita quotidiana, perché le persone con sclerosi multipla (Sm) hanno una vita, una famiglia, un lavoro, degli scopi da raggiungere e dei sogni. E’ molto importante, per noi che abbiamo la sclerosi multipla (Sm), non mettere al centro della nostra vita la malattia. Siamo i protagonisti della nostra vita e non è la malattia che lo deve essere”. Sono le parole di Antonella Ferrari, madrina nazionale Aism – Associazione italiana sclerosi multipla, nel corso della Settimana nazionale della sclerosi multipla (Sm) e della Giornata mondiale della Sm, la nuova Agenda della Sm e patologie correlate 2030.

  • Sclerosi multipla: Battaglia (Fism), ‘aism ha ruolo fondamentale nel tavolo con istituzioni’

    Sclerosi multipla: Battaglia (Fism), ‘aism ha ruolo fondamentale nel tavolo con istituzioni’

    “La persona è al centro di tutte le soluzioni che possono essere trovate e discusse con tutti gli stakeholder, in primo luogo con le reti assistenziali, sanitarie e sociali, ma anche con le istituzioni, perché l’Associazione delle persone con sclerosi multipla (Aism) e patologie correlate, ha un ruolo fondamentale nel discutere, al tavolo con le istituzioni, ciò che deve essere fatto per cambiare la realtà per questa malattia e anche per tante altre che hanno aspetti e problemi similari”. Così Mario Alberto Battaglia, presidente Fondazione italiana sclerosi multipla, alla Settimana nazionale della sclerosi multipla (Sm) e della Giornata mondiale della Sm, la nuova Agenda della Sm e patologie correlate 2030.

  • Sclerosi multipla: Rovati, ‘rendere persone titolari del diritto di vivere vita piena’

    Sclerosi multipla: Rovati, ‘rendere persone titolari del diritto di vivere vita piena’

    “E’ stato fatto tanto” per le persone con sclerosi multipla (Sm) “ma c’è ancora tanto da fare, perché i sintomi visibili non sono così noti a tutti, perché le persone, soprattutto quando sono giovani, ed è la stragrande maggioranza, non hanno il coraggio di rendere evidente ciò che agli occhi di tutti non lo è. E’ necessario, quindi, rendere le persone titolari dei loro diritti e del diritto di vivere una vita piena nonostante tutto”. Lo ha detto Gaia Rovati, che ha dato una testimonianza come persona con sclerosi multipla, in occasione della Settimana nazionale della sclerosi multipla (Sm) e della Giornata mondiale della Sm, la nuova Agenda della Sm e patologie correlate 2030.

  • Sclerosi multipla: Vacca (Aism), ‘Agenda 2030 punta a trasformare priorità in risultati concreti’

    Sclerosi multipla: Vacca (Aism), ‘Agenda 2030 punta a trasformare priorità in risultati concreti’

    “L’obiettivo concreto dell’Agenda 2030 è risolvere problemi reali delle persone con sclerosi multipla (Sm) e fare in modo che le priorità individuate vengano realizzate. Sul fronte della ricerca, grazie al lavoro costruito insieme alle eccellenze del territorio, abbiamo già compiuto passi importanti”. Lo spiega Francesco Vacca, presidente nazionale Aism – Associazione italiana sclerosi multipla, in occasione della Settimana nazionale della sclerosi multipla (Sm) e della Giornata mondiale della Sm, la nuova Agenda della Sm e patologie correlate 2030.

  • Rossy de Palma: “Nella Movida con Almodóvar non ci interessava fama ma solo creare”

    Rossy de Palma: “Nella Movida con Almodóvar non ci interessava fama ma solo creare”

    “Ho conosciuto Pedro Almodóvar negli anni della Movida, nessuno pensava alla fama o ai soldi. Volevamo solo creare. Eravamo tutti eccitati dall’idea di manifestare qualcosa. Non c’era nessuna strategia, solo ispirazione”. Così all’Adnkronos Rossy de Palma parla del suo rapporto con il regista spagnolo, che oggi presenta al 79esimo Festival di Cannes ‘Amarga Navidad’. La musa storica di Almodovar (“lui mi ha cambiato la vita”) ricorda gli inizi e la difficoltà di gestire il successo: “All’inizio non ero contenta del fatto di essere diventata molto conosciuta solo per aver lavorato con lui. Io nella mia vita avevo sempre fatto mille cose diverse, non stavo mai ferma, mi cercavo il lavoro da sola”. Invece “all’improvviso mi ritrovavo a casa ad aspettare che il telefono suonasse, dipendente dal desiderio degli altri. Non mi piaceva”. E così si è trasferita a Roma perché la celebrità “era diventata una trappola”. Nella Capitale “ho fatto film un po’ brutti, ero felicissima: almeno imparavo l’italiano, conoscevo persone incredibili che avevano lavorato con Rossellini e con tanti altri. Andavo persino a piazza Argentina a dare da mangiare ai gatti come la Magnani. Ero davvero felice, mi sentivo libera”. Rossy de Palma racconta cosa significhi tornare a lavorare con Pedro Almodóvar. “Per me non è mai una sorpresa: è come se fossi in tutti i suoi film, anche in quelli in cui non appaio”. Quindi, “mi viene naturale accettare”. ‘Amarga Navidad’ “mi ha colpita già leggendo il copione: in un’epoca così poco onesta, Pedro sceglie il coraggio della verità, lascia le cose asciutte, senza abbellirle. È un esercizio necessario”. Parlando di Gabriela, il suo personaggio, dice: “Mi piace che voglia risolvere un dolore. È una che mette in contatto le persone, come faccio io. Ama l’arte, come me”.’Amarga Navidad’ racconta l’alternarsi di due storie ambientate in due periodi diversi, 2004 e 2026, attraverso cui il regista riflette sull’atto creativo e sul suo rapporto con la realtà. E su come un film possa, a un certo punto, ribellarsi alla propria forma, mettendo in discussione il senso stesso della sua esistenza. Questo gioco metacinematografico, quasi pirandelliano, interroga anche l’etica di chi racconta storie chiedendosi fino a che punto si può spingere un autore e se le vite degli altri sono precluse oppure in quanto creatore può attingere liberamente a tutto ciò che gli ispira anche se potrebbe riguardare dolori altrui. “Il film lascia una domanda: quali diritti ha un creatore nel prendere elementi reali e trasformarli in finzione? Io credo che abbia questo diritto, senza dubbio”. E aggiunge: “Pedro costruisce come con le bambole russe, una dentro l’altra: non sai mai dove finisce la realtà e dove comincia la finzione. Il mio personaggio è una mescolanza di donne che lui conosce”. Da qui lo sguardo si allarga al mondo. “Per me teatro e cinema sono sempre stati un rifugio. Ma oggi è la realtà a essere diventata fiction. Non possiamo più credere a ciò che vediamo o ascoltiamo: crimini contro l’umanità, sofferenza, guerre. C’è abuso di potere – osserva l’attrice – gente un po’ pazza che domina il mondo con crudeltà”. Per de Palma la realtà di oggi “è paradossale: la legalità sembra diventata una finzione”. E allora cosa resta? “La fiction per raccontare una realtà migliore. Dobbiamo rimettere al centro il senso comune. Prima potevamo permetterci la fantasia della finzione; ora dobbiamo immaginare ciò che dovrebbe accadere. L’arte e la cultura restano un rifugio in un mondo completamente folle, l’unico luogo dove possiamo trovare una verità”. Da questa riflessione sul presente, l’attrice passa a un livello più personale, quello delle crisi creative: “Le crisi fanno parte della vita, non solo dell’arte. A volte dai tempo a tutti tranne che a te stessa, e nasce la frustrazione. Io ho imparato a mollare un po’ la presa: e quando lo fai, la tensione va via. Non possiamo controllare tutto, l’anima deve respirare”. Per Rossy de Palma, Almodovar è molto di più di un regista. “Io l’ho sempre visto come Pedro e non come mito. Credo di essere una presenza familiare, parte di un immaginario costruito insieme. E soprattutto: lui ha dato alle donne una libertà che all’epoca non era affatto scontata”. Infine, smonta una falsa leggenda sulle origini del loro incontro: “Non è vero che mi ha scoperta in un bar: è una leggenda. Io ero in un gruppo musicale, Peor Imposible, e lui veniva ai nostri concerti”. Un giorno, il regista spagnolo le disse: “Non ti truccare, non ti pettinare”. E poi la scritturò per ‘La legge del desiderio’ del 1987. Con lui “non mi sono mai sentita attrice, perché ero sempre me stessa”, conclude. (di Lucrezia Leombruni)

  • Zerocalcare: “Il mio rapporto con Netflix? Le contraddizioni ci sono, ma non ho mai tradito i miei

    Zerocalcare: “Il mio rapporto con Netflix? Le contraddizioni ci sono, ma non ho mai tradito i miei

    “Questa contraddizione non l’ho mai nascosta, anzi l’ho messa sul tavolo prima ancora che uscisse. La mia è particolarmente visibile perché si svolge pubblicamente, ma è la stessa che vive chiunque tra i propri ideali e il proprio lavoro”. Così Zerocalcare all’Adnkronos parlando dei contrasti che un artista spesso vive nella realtà del lavoro quotidiano, tema già al centro delle critiche mosse da Roberto Saviano nell’edizione 2025 di ‘Più libri più liberi’, quando il fumettista aveva deciso di boicottare la manifestazione in segno di protesta per la partecipazione della casa editrice di estrema destra ‘Passaggio al bosco’. Saviano aveva commentato: “Ho sempre paura delle posizioni puritane. Mi chiedo: ‘Quando lavoriamo per una multinazionale lì siamo puri?”. Zerocalcare – all’anagrafe Michele Rech – rivendica la propria posizione e il proprio metodo: “Mi sono dato dei paletti per continuare a parlare a tante persone, ma senza snaturare quello che volevo dire”. Finora, aggiunge, “non sono mai dovuto scendere a compromessi sui contenuti, sulla forma sì, ma non sul merito. Se un giorno non fosse più possibile, dovrò fare i conti con il fatto che la mia vita non potrà continuare così. Per ora, con tutti gli scivoloni fisiologici, mi sembra che l’equilibrio tenga”. Zerocalcare torna su Netflix il 27 maggio con la serie animata ‘Due spicci’ – da lui scritta e diretta – che chiude la trilogia iniziata con ‘Strappare lungo i bordi’ e proseguita con ‘Questo mondo non mi renderà cattivo’. Nella nuova serie prodotta da Movimenti Production (parte di Banijay Kids & Family), in collaborazione con Bao Publishing, Zero e Cinghiale gestiscono un piccolo locale, ma problemi economici, incomprensioni e vite personali che si complicano più del dovuto mettono entrambi sotto pressione. Il ritorno di una figura dal passato di Zero e responsabilità inattese fanno precipitare una situazione già fragile, costringendo tutti a confrontarsi con scelte difficili. La serie, forse la più personale del fumettista e con un tocco di noir, racconta di un suo momento di crisi dovuta anche al confronto con l’età adulta. “Ed è tutt’altro che risolto”, spiega. “Ha a che fare con l’età adulta e con questa irrisolutezza che non sono riuscito a sciogliere, come si vede nella serie”. Il fumettista racconta di aver iniziato almeno a mettere a tema alcune consapevolezze: “Sto cominciando ad accettare che certe aspettative che avevo – e che avevano le persone intorno a me – non si realizzeranno. E su alcune cose bisogna farci i conti”, però “mi aiuta quantomeno a fare una fotografia di come sto, e questo un po’ è utile. Però no, sicuramente non è che adesso ho risolto tutto”.  Nella serie, accanto a Zero, torna l’immancabile coscienza: l’Armadillo, a cui Valerio Mastandrea presta ancora una volta l’inconfondibile voce. In una scena gli dice di “prendersi ‘due spicci’ di responsabilità”. Ma quali si è preso davvero, portando sullo schermo questa serie? “Quando racconti una storia che parla a tante persone, un po’ di responsabilità te la senti addosso per forza”. Intanto perché “è una storia corale e alcuni personaggi sono persone vere: mi sembrava giusto provare a restituirli in modo rispettoso delle loro vite”. E poi, prosegue, “chi guarda le mie cose spesso è ‘impicciato’ quanto me: il minimo comune denominatore è quel senso di inadeguatezza che ci portiamo dietro”. Per Zerocalcare, provare ad essere onesto “rispetto a certe cose” sembra “importante”, perché “chi si specchia in queste storie può sentirsi più solo o meno solo. E credo sia fondamentale che quel dialogo resti franco”. Alla domanda su cosa non gli piaccia dell’essere Zerocalcare, il fumettista risponde senza esitazioni: “In questo momento ho un grande problema con lo stare sotto i riflettori. Le polemiche continue su qualsiasi cosa, ma anche le cose positive: è qualcosa che mi pesa tanto. È chiaro che se uno va in cantiere ci sono fatiche molto più grandi e pericolose”, però questa “è una parte della mia vita che, se potessi modificarla camperei un po’ meglio”. E sul futuro, tra nuove serie o un film, non apre spiragli: “In questo momento non sto pensando a niente. Sto cercando di capire se la mia vita è ancora compatibile con tutta questa cosa qua. E comunque sono contento di aver chiuso questo ciclo”, conclude Zerocalcare, reduce dall’evento al Circo Massimo a Roma ‘Insert due spicci’ che ha chiamato all’appello oltre 10mila fan. Ad animare la serata le special performance di Coez e Giancane (con un featuring a sorpresa di Rancore), che hanno portato i loro brani presenti nella colonna sonora di ‘Due Spicci’: ‘Ci vuole una laurea’, il nuovo singolo di Coez, e ‘Non ti riconosco più’ di Giancane, sigla della serie. (di Lucrezia Leombruni)