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Covid, Corte appello Torino conferma nesso causalità tra vaccino e danni neurologici

viviana miccolis
Last updated: Maggio 11, 2026 1:09 pm
viviana miccolis

(Adnkronos) – La Corte d’Appello di Torino ha confermato che esiste nesso di causa fra il vaccino anti Covid e la mielite trasversa, grave patologia che colpisce il sistema nervoso. La sentenza fa riferimento alla vicenda di una tabaccaia albese, oggi 57enne, a cui il tribunale di Asti nell’ottobre del 2025 in primo grado aveva riconosciuto il nesso di causa tra due dosi di vaccino e la malattia che le impedisce di camminare, condannando ministero della Salute e Aifa a liquidare l’indennizzo previsto dalla legge sui danni da vaccinazione, estesa nel 2022 a quelli da Covid. Contro la sentenza aveva fatto ricorso il ministero della Salute negando il legame causale, confermato invece dal tribunale torinese senza disporre una nuova consulenza tecnica. A renderlo noto gli avvocati Renato Ambrosio, Stefano Bertone e Chiara Gribaudo dello studio torinese Ambrosio e Commodo che assistono la 57enne.  

In particolare, nel dispositivo la Corte d’appello sottolinea che “la consulenza tecnica d’ufficio (Ctu) espletata nel primo grado di giudizio ha attestato in modo completo, secondo il parametro della preponderanza dell’evidenza, la sussistenza del nesso di causalità tra inoculazioni di due dosi del vaccino per contrastare il virus Covid e non sussistono fondate ragioni per discostarsi dalle relative conclusioni”. Una delle ipotesi di Aifa e ministero era che ad aver causato il danno fosse stata la patologia autoimmune di cui la signora soffriva ma la Corte al proposito afferma che “l’assetto autoimmune non poteva configurare una causa alternativa ma solo un’eventuale terreno favorente l’evento immunomediato post vaccinale” e conclude che “alla luce del dato temporale, dell’assenza di precedenti analoghi e di fattori causali alternativi, secondo la preponderanza dell’evidenza deve dunque reputarsi sussistente il nesso causale tra vaccinazioni inoculate e patologia di mielite, non essendo i motivi di ricorso in grado di confutare tale conclusione”.  

“La Corte d’Appello scatta una fotografia perfetta sulla questione danni da vaccini contro il Covid – commenta l’avvocato Bertone – prima di tutto ribadisce ‘l’astratta pericolosità del vaccino alla stregua delle leggi di copertura scientifica’, ossia il principio spesso smentito per cui anche i vaccini, come tutti i farmaci, possono comportare reazioni avverse anche gravi. Dall’altro si dice che ogni caso va valutato a sé nel processo secondo le circostanze ‘emerse dall’istruzione probatoria condotta’ cosi’ da poter verificare la sua effettiva idoneita’ a essere ‘casualmente efficiente alla produzione dell’evento’. È importante che questi concetti giuridici vengano ribaditi perché ogni caso è a sé stante deve essere approfondito al massimo per arrivare alla verità”. “Bisogna assistere chi ha subito danni gravi alla salute da prodotti farmaceutici e dispositivi medici che richiede competenze professionali in ambito legale e medico legale – aggiunge Ambrosio – e nelle ctu sarebbe opportuno che al medico legale fosse affiancato lo specialista del settore di danno coinvolto”.  

Secondo i legali al 2024 sarebbero almeno 36mila le domande di indennizzo con una percentuale nei paesi europei studiati di casi accertati tra l’11 e il 30% di quelli analizzati e lo stesso loro studio dopo la condanna di primo grado del tribunale di Asti ha ricevuto molte decine di segnalazioni.  

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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