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  • Roland Garros, Paul polemico: “I finalisti non dovrebbero avere trofeo”

    Roland Garros, Paul polemico: “I finalisti non dovrebbero avere trofeo”

    (Adnkronos) –
    Tommy Paul ‘polemico’ a Roland Garros 2026. Il tennista statunitense, numero 21 del mondo, atteso oggi, lunedì 25 maggio, dal primo turno dello Slam parigino, ha le idee molto chiare quando pensa a cosa cambierebbe del mondo del tennis. “Se c’è qualcosa di unico del tennis è l’assenza dell’orologio. Non finisce il match finché non è finita”, ha detto in conferenza stampa, ma non solo. 

    “Ma se dovessi cambiare qualcosa, credo che i finalisti non dovrebbero ricevere il trofeo”, ha detto Paul, “fare la cerimonia e non parlare con nessuno. Non so in quanti altri sport accada ciò, ma se dovessi scegliere cambierei questo”. 

    Paul è fresco di una finale raggiunta, ma persa. Nell’Atp 500 di Amburgo, lo scorso anno vinto da Flavio Cobolli, il tennista americano è arrivato fino all’ultimo atto riuscendo a battere Alex De Minaur in semifinale, ma è stato superato, a sorpresa, dal giovane peruviano Ignacio Buse, dovendosi quindi accontentare proprio del trofeo ‘minore’.  

     

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    sport

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  • Disastro Milan, Cacciari “tifoso tradito”: “Fa schifo, via Allegri e i giocatori”

    (Adnkronos) –
    Il Milan di Massimiliano Allegri “non esiste e fa schifo”. E’ l’analisi sintetica di Massimo Cacciari, tifoso del Milan “tradito” dopo il disastroso finale di campionato dei rossoneri, sconfitti dal Cagliari e fuori dalla Champions League. “Salvini ha detto che questo Milan è indegno e non ci merita? Sono d’accordo con Salvini”, dice il filosofo a Un giorno da pecora su Radio1 Rai. 

    “Ho detto che il Milan fa schifo. Giocava malissimo anche nella prima parte di campionato, misteriosamente era arrivato in una buona posizione in classifica. Ma faceva schifo: è una squadra che non corre, non fa pressing, non ha anima non combatte, guarda l’avversario in attesa di chissà cosa. Il Milan fa una serie di passaggini laterali, era evidente sin dall’inizio che era una squadra che non aveva niente”, dice Cacciari. 

    “Il tracollo non mi ha stupito per niente, nelle ultime partite sembrava una squadra in sciopero. Un crollo del genere si spiega solo con la sfiducia totale della squadra verso l’allenatore e con uno scollamento tra squadra e dirigenza. Un disastro completo. Sapevo che avrebbe perso con il Cagliari, ho scommesso diverse cene e aperitivi: sono a posto per un mese, ho vinto 4-5 cene. Non c’era bisogno di guardare la partita”, aggiunge. 

    “Il Milan non gioca, come fa a vincere? Le responsabilità sono ovviamente anche dei giocatori, ma tutto questo dimostra che l’allenatore non sa allenare e la dirigenza non sa dirigere. Bisogna cambiare i giocatori e affidare la squadra ad un allenatore giovane, non ai soliti grandi vecchi. Ci sono alcuni calciatori validi… Modric è un fuoriclasse ma ha 50 anni, Leao è in sciopero permanente, non si può nemmeno precettare. Vanno mandati via tutti, si deve ripartire magari dal vivaio”, conclude. 

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    sport

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  • Poste, nel 2025 ha generato 14 miliardi di Pil, oltre mezzo punto percentuale

    Poste, nel 2025 ha generato 14 miliardi di Pil, oltre mezzo punto percentuale

    (Adnkronos) – Nel 2025 l’attività di Poste Italiane ha generato circa 14 miliardi di euro di Pil, oltre mezzo punto percentuale dell’economia nazionale. Secondo l’ultima Relazione Finanziaria del Gruppo guidato dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante, in un anno sono stati sostenuti oltre 7 miliardi di euro di redditi da lavoro e circa 182 mila posti di lavoro tra effetti diretti, indiretti e indotti lungo tutta la filiera economica. Il contributo alle Pubbliche Amministrazioni è stato pari a 2,6 miliardi di euro tra imposte e altre entrate fiscali. Dal 2018 al 2025 l’impatto complessivo sul Sistema Paese supera i 104 miliardi di euro di Pil. (VIDEO) 

    Poco più di mezzo punto del Pil italiano, il valore di una manovra finanziaria, è il contributo che l’attività di Poste Italiane ha generato in un anno per il Paese, con un impatto sull’occupazione e il benessere delle famiglie che va ben oltre i risultati aziendali. Secondo l’ultima Relazione Finanziaria, l’attività del Gruppo guidato dall’Ad Matteo Del Fante ha generato complessivamente circa 14 miliardi di euro di Prodotto Interno Lordo, contribuendo in modo significativo alla crescita dell’Italia.  

    Un valore che si traduce anche in benefici concreti per le famiglie. Poste Italiane ha infatti sostenuto la distribuzione di oltre 7 miliardi di euro di reddito da lavoro, tra effetti diretti, indiretti e indotti lungo tutta la filiera economica. Importante anche l’impatto sull’occupazione: nel 2025 l’attività del Gruppo ha sostenuto circa 182 mila posti di lavoro, contribuendo in maniera diffusa alla tenuta e allo sviluppo del mercato occupazionale nazionale. Non solo.  

     

    Poste Italiane rappresenta anche un rilevante partner per la finanza pubblica, con 2,6 miliardi di euro di contributi alle Pubbliche Amministrazioni, tra imposte e altre entrate fiscali. Un impatto che nasce dalla struttura stessa del modello di business: alle attività dirette del Gruppo si affiancano infatti gli effetti generati lungo la catena dei fornitori e quelli derivanti dalla spesa delle famiglie, in un circolo virtuoso che moltiplica il valore per il sistema Paese, al punto che ogni euro speso da Poste Italiane per beni e servizi è in grado di generare fino a tre euro di valore economico complessivo.  

    n motore di sviluppo, dunque, che a partire dal 2018 ha generato impatti complessivi sul Paese per circa 104 miliardi di euro di Prodotto Interno Lordo, 58 miliardi di euro di reddito di lavoro e 18 miliardi di euro di gettito fiscale. Numeri che confermano il ruolo di Poste Italiane non solo come grande azienda, la più grande del Paese, ma come infrastruttura strategica al servizio dello sviluppo economico, sociale e occupazionale dell’Italia. 

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    economia

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  • Spagna, i convocati per il Mondiale annunciati da… Re Felipe VI

    Spagna, i convocati per il Mondiale annunciati da… Re Felipe VI

    (Adnkronos) –
    Il Re di Spagna annuncia i convocati per i Mondiali 2026. Oggi, lunedì 25 maggio, il ct De la Fuente ha diramato la lista dei giocatori che prenderanno parte alla prossima rassegna iridata, in programma a partire dal prossimo 11 giugno in Stati Uniti, Messico e Canada. E per farlo la Federazione spagnola si è affidata a uno ‘speaker’ d’eccezione: Re Felipe VI. 

    “Questa è la lista di un intero Paese. Questa è la lista della Spagna”, ha detto il sovrano in un video pubblicato sui profili social delle Furie Rosse, ” quando gioca la Nazionale, giochiamo tutti”. Ecco la lista dei
    convocati, in cui non figura nemmeno un giocatore del Real Madrid: 

    Portieri: Unai Simon (Atletico Bilbao), David Raya (Arsenal), Joan Garcìa (Barcellona). 

    Difensori: Marc Cucurella (Chelsea), Alejandro Grimaldo (Bayern Leverkusen), Pau Cubarsì (Barcellona), Aymeric Laporte (Atletico Bilbao), Marc Pubill (Atletico Madrid), Eric Garcìa (Barcellona), Marcos Lorente (Atletico Madrid), Pedro Porro (Totthenham). 

    Centrocampisti: Pedri (Barcellona), Fabian Ruiz (Paris Saint-Germain), Martin Zubimendi (Arsenal), Gavi (Barcellona), Rodri (Manchester City), Alex Baena (Atletico Madrid), Mikel Merino (Arsenal). 

    Attaccanti: Mikel Oyarzabal (Real Sociedad), Dani Olmo (Barcellona), Nico Williams (Atletico Bilbao), Yeremy Pino (Crystal Palace), Ferran Torres (Barcellona), Borja Iglesias (Celta Vigo), Victor Munoz (Osasuna), Lamine Yamal (Barcellona). 

     

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    sport

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  • Cancro prostata metastatico ormonosensibile, nuovi dati su darolutamide mostrano benefici in sopravvivenza

    Cancro prostata metastatico ormonosensibile, nuovi dati su darolutamide mostrano benefici in sopravvivenza

    (Adnkronos) – I risultati dello studio di fase II Arasec mostrano che darolutamide in associazione a terapia di deprivazione androgenica (Adt) ha ridotto significativamente il rischio di progressione di malattia del 71% e il rischio di morte del 50% nei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico (mHspc), rispetto al corrispondente braccio con la sola Adt. Darolutamide più Adt è inoltre associato a miglioramenti significativi della sopravvivenza globale (Os), del tempo alla progressione verso il carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCrpc) e della sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPfs) rispetto al corrispondente braccio di controllo con la sola Adt. I risultati primari – riferisce Bayer in una nota – sono stati presentati nella sessione plenaria, con un abstract orale ‘P2s: practice-changing, paradigm-shifting clinical trials in urology’, nell’ambito del meeting annuale 2026 dell’American Urological Association (Aua). 

    “Il tumore della prostata è il più frequente fra gli uomini in Italia, con oltre 40.000 nuove diagnosi ogni anno. I risultati dello studio Arasec forniscono ulteriori prove del fatto che la combinazione di darolutamide e terapia di deprivazione androgenica (Adt) offre un chiaro beneficio di sopravvivenza rispetto alla sola Adt nei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico – afferma Luigi Formisano, professore di Oncologia medica dell’università degli Studi di Napoli Federico II – I dati confermano ulteriormente la capacità di darolutamide di offrire a medici e pazienti affetti dal tumore della prostata un’opzione terapeutica efficace e, soprattutto, ben tollerata, che preserva la qualità di vita dei pazienti”. 

    “Dai precedenti studi Arasens e Aramis abbiamo appreso che il trattamento con darolutamide ritarda la progressione di malattia, prolunga la sopravvivenza e preserva la qualità di vita. Questi ultimi risultati dello studio Arasec sottolineano ulteriormente il potenziale di darolutamide come terapia di punta in grado di rispondere alle diverse esigenze dei pazienti affetti dal tumore della prostata – dichiara Christine Roth, Executive Vice President, Global Product Strategy and Commercialization e membro del Pharmaceuticals Leadership Team di Bayer – Riteniamo che Arasec sia anche il primo studio sul tumore della prostata ormonosensibile metastatico ad adottare un innovativo disegno di studio ibrido, in cui una coorte arruolata in modo prospettico viene abbinata a una coorte esterna di pazienti proveniente da uno studio precedente. Sfruttando i dati esistenti insieme ai nuovi arruolamenti, questo approccio potrebbe contribuire a semplificare e accelerare i futuri studi clinici sul tumore della prostata”. Nello studio Arasec – riporta la nota – darolutamide ha dimostrato un profilo di sicurezza gestibile senza nuovi segnali e in linea con gli studi precedenti. Nella popolazione idonea al trattamento con darolutamide più Adt (n=223), il 96,0% dei pazienti ha mostrato eventi avversi derivanti dal trattamento (Teae) e solo l’8,1% ha interrotto il trattamento con darolutamide a causa di Teae, il che è in linea con le precedenti osservazioni relative a darolutamide nel mHspc 

    Il tumore della prostata – ricorda Bayer – è il secondo tumore più diffuso e la quinta causa di morte per cancro negli uomini a livello mondiale. Ogni anno circa 1,5 milioni di uomini ricevono una diagnosi di tumore della prostata e circa 397.000 muoiono a causa di questa malattia in tutto il mondo. Si prevede che entro il 2040 le diagnosi di tumore della prostata aumenteranno fino a raggiungere i 2,9 milioni. Per gli uomini con mHspc, poco più di un terzo (circa 38%) sopravviverà 5 anni o più dopo la diagnosi, e la maggior parte progredirà verso il tumore della prostata resistente alla castrazione (Crpc), una condizione con una sopravvivenza a lungo termine limitata. 

    Arasec (NCT05059236) – dettaglia la nota – è uno studio prospettico di fase II, multicentrico, in aperto, per la valutazione di darolutamide più Adt confrontato con il braccio di controllo esterno trattato con sola Adt dello studio di Fase III Chaarted. I pazienti con mCspc all’imaging convenzionale e senza precedente terapia sistemica sono stati arruolati prospetticamente a ricevere darolutamide 600 mg due volte al giorno più Adt. I pazienti sono stati abbinati 1:1 ai pazienti arruolati nel braccio trattato con sola Adt dello studio di fase III Chaarted utilizzando punteggi di propensione basati sulle caratteristiche prognostiche di base (età, performance status Ecog, estensione della malattia definita da Chaarted, precedente terapia locale, punteggio di Gleason, antigene prostatico specifico Psa al basale). L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (Pfs). Gli endpoint secondari erano la sopravvivenza globale, il tempo alla comparsa del tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione, la sopravvivenza libera da progressione radiologica (basata sulla frequenza di imaging come clinicamente indicato), i tassi di risposta Psa <0,2 ng/mL e la sicurezza (riportata in modo descrittivo solo per il braccio darolutamide più Adt, poiché i dati di sicurezza non sono stati raccolti di routine nel braccio Chaarted con sola Adt). Diverse analisi di sensibilità, tra cui un confronto con il braccio di controllo trattato con terapia di deprivazione androgenica (Adt) dello studio Aranote, hanno confermato i dati relativi all'efficacia. 

    Darolutamide – spiega Bayer – è un inibitore del recettore degli androgeni (ARi) per via orale con una struttura chimica unica che si lega con elevata affinità al recettore degli androgeni e mostra un forte effetto antagonista nei suoi confronti, inibendone la funzione e la crescita delle cellule tumorali della prostata. Inoltre, i modelli preclinici e i dati di neuroimaging su soggetti sani confermano la scarsa capacità di darolutamide di attraversare la barriera emato-encefalica. Darolutamide più terapia di deprivazione androgenica è già approvato in oltre 85 mercati in tutto il mondo, inclusi Stati Uniti, Unione europea e Cina. E’ approvato per il trattamento di pazienti adulti con mHspc senza docetaxel in 64 mercati e con docetaxel in oltre 85 Paesi, e per pazienti adulti con tumore della prostata resistente alla castrazione non metastatico (nmCrpc) ad alto rischio di sviluppare metastasi in oltre 85 Paesi. Darolutamide è sviluppato congiuntamente da Bayer e Orion Corporation, un’azienda farmaceutica finlandese attiva a livello globale. 

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    cronaca

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  • Veneto, Rizzuto (Fondazione Cariparo): “Nel territorio in dialogo per azione coerente e ampia”

    Veneto, Rizzuto (Fondazione Cariparo): “Nel territorio in dialogo per azione coerente e ampia”

    (Adnkronos) – “È una grande responsabilità e un grande onore lavorare per il proprio territorio, lavorare per la complessità di un territorio che deve mettere insieme aspetti diversi: l’innovazione, la cultura, l’arte, ma anche la fragilità e la coesione sociale. Significa avere la capacità di mettere in campo un’azione coerente e ampia. Questo è stimolante ed è quello che intendo fare avvalendomi, da una parte, delle competenze e dell’impegno di tutta la Fondazione, che ho l’onore di presiedere, di tutti gli organi e dello staff amministrativo e, dall’altra, di incontrare e lavorare insieme a tutte le realtà del territorio: le istituzioni, che sono il primo interlocutore, ma anche le associazioni e il mondo economico e della ricerca”. Così Rosario Rizzuto illustra all’Adnkronos gli obiettivi del suo mandato da presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (Cariparo) per il 2026-2032. Professore ordinario, direttore del dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Padova e presidente del Centro nazionale per lo sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna, Rizzuto succede a Gilberto Muraro in una realtà con un patrimonio netto di 2,2 miliardi di euro e che ha deliberato erogazioni per 83,6 milioni di euro (dati 2024). 

    “La Fondazione ha sempre sostenuto il volontariato – continua Rizzuto – il nostro è un territorio particolarmente ricco di associazioni che si impegnano e che ovviamente hanno bisogno di un sostegno: si tratta di continuare un’azione di ascolto, raccolta, selezione e di impegno continuo. Ci sono poi attività dedicate al sostegno della salute, ma anche alle fragilità nella scuola, all’inserimento dei ragazzi che hanno maggiori difficoltà. Su questo” l’ente “ha avuto veramente una capacità di ascolto e sostegno che è potuta avvenire perché è un territorio che già esprime questo impegno. La Fondazione – osserva – può avere un ruolo non solo di sostegno, ma anche di ideazione e sviluppo di progettualità da portare avanti insieme agli altri attori perché – avverte – niente avviene per azione solamente di una Fondazione bancaria, per questo è necessario impegnarsi con un’azione di sistema”. 

    Sicuramente un tema centrale riguarda “l’attrattività dei giovani.Questo è un obiettivo strategico del territorio – afferma il presidente della Fondazione – Siamo in un territorio che ha capacità formative importanti, avendo” a Padova, “una delle grandi università del Paese, che forma giovani, che attrae giovani, che ha una quota di studenti internazionali tra le più alte delle università italiane. Alla fine del percorso formativo però noi non tratteniamo tutti i laureati e non ne attraiamo di nuovi: questo è un investimento non sfruttato del territorio economico. Riuscire a trattenere i nostri giovani, ma anche essere un luogo attrattivo, è un fattore di crescita importante, è un fattore anche di sviluppo e di prospettive del territorio”. 

     

    A tale proposito , bisogna partire “da un’analisi accurata di che cosa si può fare e in tempi brevi – chiarisce Rizzuto – Certamente il salario è un elemento – anche su questo bisogna discutere con le istituzioni, con i datori di lavoro – na non è il solo a determinare l’attrattività di un territorio. Contano anche le possibilità abitative, riuscire a fornire rapidamente un inserimento, pensiamo anche all’assistenza sanitaria per chi arriva dall’estero, al fatto che le nostre città siano sempre più vivaci, attive, con l’arte, con lo sfruttamento delle ricchezze territoriali, della natura. Dobbiamo metterci ad ascoltare un giovane che vuole costruire il proprio futuro: che cosa cerca? Credo che questo sia il pensiero che dobbiamo sviluppare – riflette – confrontandoci anche su cosa rende attrattivi altri territori in Italia e all’estero”. Non si tratta di una “missione impossibile”. Attingendo alla sua esperienza di rettore dell’Ateneo patavino, Rizzuto ricorda che “siamo riusciti a creare un’attrattività che non c’era assolutamente verso gli studenti internazionali. Era l’1% quando mi sono insediato, adesso è al 13%. Noi possiamo pensare e operare: le cose non succedono da sole, bisogna avere una strategia corretta, metterla in atto, poi le cose succedono”. 

    La Fondazione, oltre a sostenere il tessuto sociale, si pone anche come interlocutore istituzionale per sostenere lo sviluppo economico e della ricerca. “Pensiamo alla co-progettazione e al sostegno a iniziative virtuose che però devono essere collettive, di tutti – illustra Rizzuto – Su questo dobbiamo, con gli enti territoriali, fare una strategia comune”. Anche su una questione come la denatalità, per esempio, “la Fondazione può certamente sostenere le politiche virtuose, ma dall’altra contribuisce all’analisi e contribuisce allo sviluppo di politiche condivise.  

    Siamo un esempio virtuoso nel Paese, anche sul versante della ricerca, favorita dalla presenza sul territorio di una università prestigiosa. I finanziamenti erogati in questi contesti – evidenzia – danno quella spinta, quella capacità e anche quella motivazione per attrarne altri: penso ai bandi di eccellenza, al sostegno ai dottorati di ricerca”. Da soli, i fondi erogati dalla Fondazione Cariparo, “non potrebbero sostenere una ricerca forte e competitiva a livello internazionale, ma sono un facilitatore, quell’incentivo, quella spinta per poter poi competere e avere finanziamenti europei o dalle charity nazionali. Tutto questo ha ricadute sulla capacità di innovazione del mondo economico. È una filiera continua che porta dalla ricerca alla forza economica del territorio. La forza e l’efficacia della Fondazione – conclude – è anche nel non fare iniziative spot, ma nel dare un contributo con una vision, un’idea: investiamo in una ricerca che rafforza un Paese e rafforza un territorio”. 

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    economia

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  • Roland Garros, cade un altro big: Lehecka eliminato da Carreno Busta

    Roland Garros, cade un altro big: Lehecka eliminato da Carreno Busta

    (Adnkronos) – Cade un big al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 25 maggio, il ceco Jiri Lehecka, battuto da Jannik Sinner nell’ultimo Masters 1000 di Miami, è stato eliminato al primo turno dello Slam parigino dallo spagnolo Pablo Carreno Busta, numero 89 del ranking Atp. 

    Il giocatore iberico si è imposto nettamente in tre set con il punteggio di 6-3, 7-6 (3), 6-3 in due ore di gioco. Partita iniziata subito in salita per Lehecka, che ha da poco festeggiato il suo best ranking salendo alla posizione numero 12 della classifica generale, e che ha subito ceduto la battuta perdendo il primo set 6-3. 

    Lehecka ha poi reagito nel secondo set, ma si è arreso al tie break con Carreno Busta che ha dominato concedendo solo tre punti al ceco. Senza storia il terzo parziale, vinto dallo spagnolo 6-3 con Lehecka che saluta così Parigi. 

     

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    sport

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  • “Benvenuta se dissente da Netanyahu”, il messaggio dell’albergatore toscano a una turista israeliana

    “Benvenuta se dissente da Netanyahu”, il messaggio dell’albergatore toscano a una turista israeliana

    (Adnkronos) –
    Aveva prenotato una vacanza in Toscana con la famiglia tramite Booking.com, ma poco dopo ha ricevuto un messaggio inatteso dal proprietario della struttura: per essere davvero la benvenuta avrebbe dovuto prendere le distanze dalle politiche del governo Netanyahu. È la vicenda raccontata da alcuni media online israeliani e rilanciata sui social, compresa la pagina ‘Noi che amiamo Israele’, che vede protagonista una turista israeliana e Pietro Del Zanna, gestore dell’agriturismo ‘Le Cantine’. 

    Nel messaggio inviato tramite la piattaforma di prenotazioni, l’albergatore spiegava di non essere “antisemita”, ma di non riuscire a “far finta di niente” rispetto alla guerra a Gaza scoppiata dopo il 7 ottobre. Per questo chiedeva alla cliente quale fosse la sua posizione rispetto alle scelte del governo israeliano, aggiungendo che, se avesse voluto cancellare la prenotazione dopo avere conosciuto il suo punto di vista, non avrebbe applicato alcuna penale. La turista ha raccontato di essersi sentita “scioccata” dalla richiesta di dover dichiarare preventivamente le proprie opinioni politiche per poter soggiornare nella struttura. Dopo avere annullato il viaggio, ha pubblicato online lo scambio e ha presentato un reclamo a Booking.com, sostenendo di avere subito una discriminazione in quanto israeliana o per le proprie idee politiche. 

    Contattato dall’Adnkronos, Del Zanna conferma il contenuto del messaggio e respinge le accuse di antisemitismo. “È spiegato molto semplicemente tutto lì, nel mio messaggio. D’altronde la situazione è quella che è. Lungi da me avere atteggiamenti antisemiti, ma anche far finta di niente, in questa temperie, non mi andava bene…”, afferma. Nel messaggio, spiega, aveva scritto alla cliente che “se condivideva l’atteggiamento del proprio governo, sapeva come io la pensavo”. E aggiunge: “Le ho detto semplicemente che, se voleva annullare la prenotazione perché conosceva la mia posizione, non ci sarebbe stata alcuna penale”. 

    Poi rivendica il proprio pacifismo: “Sono un convinto pacifista. Anni fa presentavamo in giro per l’Italia il libro ‘La storia dell’altro’, realizzato da un insegnante israeliano e uno palestinese, dove cercavano di raccontare ciascuno la propria storia e, dove non riuscivano a trovare una posizione comune, lasciavano la pagina bianca. Sono per la pace in quell’area. Hanno vinto gli estremismi da una parte e dall’altra”. 

    Quindi il paragone con il nazismo: “Io però non riesco ad accettare di dover far finta di niente davanti a qualcuno che approva certi metodi. Come immagino ai tempi di Hitler davanti a chi approvava i metodi delle SS”. Del Zanna respinge però l’accusa di avere impedito il soggiorno alla famiglia israeliana: “Non sono di quelli che dicono ‘boicotto Israele, non viene nessuno’. Io le ho detto come la pensavo, poi decideva lei se venire oppure no”. E precisa ancora: “Aveva già prenotato tramite Booking. Siccome era a ridosso dell’arrivo avrebbe dovuto pagare una penale per cancellare. Io le ho detto che, se decideva di annullare, non le avrei fatto pagare nulla. Non le ho detto: ‘Tu non devi venire’”. 

    (di Antonio Atte) 

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    politica

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  • Sicurezza stradale, Barbieri (Confcommercio): “Bene alcolock per intervenire su cultura giovani”

    Sicurezza stradale, Barbieri (Confcommercio): “Bene alcolock per intervenire su cultura giovani”

    (Adnkronos) – “Lo strumento che viene presentato qui oggi ha una logica che va incontro a quelle che sono le modifiche del Codice della strada del 2024, che puntano a combattere un utilizzo un ‘po’ allegro’ dei veicoli, soprattutto da parte dei giovani. E questo è un aspetto molto importante, considerando che entriamo in un ambito dove veicoli e mezzi di trasporto spesso sono oggetto di situazioni drammatiche che si verificano sulle strade”. Così il segretario generale di Confcommercio, Marco Barbieri, intervenendo al convegno ‘Responsabilità alla guida. Prevenzione, Responsabilità, Sicurezza’, in corso nella sede di Confcommercio a Milano. Il riferimento è all’acolock, un dispositivo che impedisce l’avvio del motore se il tasso alcolemico del guidatore supera lo zero. La sua installazione, prevista dal nuovo Codice della strada, è obbligatoria per chi ha avuto una condanna per guida in stato di ebbrezza. 

    “Questo -spiega Barbieri- è uno strumento che ha l’obiettivo di introdurre un elemento innovativo per intervenire sulla vettura, ma soprattutto sulla cultura dei giovani e di chi, in generale, si mette alla guida. Io mi auguro che possa essere ben diffuso perché non riguarda solo un aspetto meccanico o tecnologico, ma anche un aspetto della vita e della salute delle persone. Perché quando ci si mette alla guida in condizioni non ottimali, si rischiano disastri per sé e per gli altri”.  

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    economia

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  • Sonia Bruganelli, la figlia Silvia ancora ricoverata in ospedale: “È successo all’improvviso”

    Sonia Bruganelli, la figlia Silvia ancora ricoverata in ospedale: “È successo all’improvviso”

    (Adnkronos) –
    Silvia Bonolis, la figlia di Sonia Bruganelli e Paolo Bonolis, si trova ancora ricoverata in ospedale. La mamma Sonia ha condiviso sui social un piccolo sfogo sul difficile momento che sta attraversando.  

    A rendere noto il ricovero era stata la stessa Bruganelli nel giorno della Festa del mamma condividendo una foto della figlia a letto, apparentemente in una clinica. Tuttavia l’imprenditrice non aveva reso noto il motivo, ma è noto che Silvia sia nata con una patologia cardiaca congenita.  

    L’imprenditrice ha condiviso nelle ultime ore una riflessione, legata alla sua autobiografia ‘Solo quello che rimane. Autobiografia di una lettrice’, uscita lo scorso ottobre, in cui Bruganelli dedica dei capitoli alla maternità. “Quando ho scritto questo libro sapevo che Silvia sarebbe dovuta tornare in ospedale ma non immaginavo sarebbe accaduto così all’improvviso e con queste modalità”, ha scritto.  

    L’imprenditrice ha raccontato di aver regalato il suo libro a delle mamme che “come me stanno vivendo un periodo diffiicle dove spesso si pensa di non farcela”. E si è detta felice ed orgogliosa di aver regalato a loro un sorriso, un abbraccio in un momento così delicato.  

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