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  • Contratti, Cafà (Cifa Italia): “Appalti e lavoro, ecco la guida per verificare equivalenza ccnl”

    Contratti, Cafà (Cifa Italia): “Appalti e lavoro, ecco la guida per verificare equivalenza ccnl”

    (Adnkronos) – ‘Ccnl equivalenti. Come verificare l’equivalenza delle tutele’ è il libro di Andrea Cafà, Cesare Damiano, Angelo Raffaele Margiotta, Adalberto Perulli, Paolo Pizzuti presentato oggi al Festival del lavoro, la manifestazione dei consulenti del lavoro in corso alla Nuvola all’Eur a Roma. Per Andrea Cafà, presidente e socio fondatore di Cifa Italia e presidente di Fonarcom, “il volume nasce da un’esigenza non più rinviabile: offrire a professionisti, imprese e operatori delle filiere una guida chiara per leggere, applicare e valutare i contratti collettivi in una fase in cui il lavoro è attraversato da trasformazioni ecologiche, digitali, organizzative, demografiche e dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale”.  

    La motivazione di fondo è spostare il baricentro del dibattito pubblico e tecnico dal ‘chi firma’ al ‘che cosa si firma’: la qualità di un ccnl, nella prospettiva indicata da Cafà, non si misura sulla notorietà delle sigle firmatarie, ma sulla solidità delle tutele, sulla coerenza dell’impianto contrattuale e sulla capacità di produrre effetti concreti e verificabili. Il libro nasce quindi come scelta culturale e operativa: contrastare dumping contrattuale e salariale, valorizzare il pluralismo sindacale quando produce contrattazione di qualità, e mettere a disposizione una ‘cassetta degli attrezzi’ per imprese, consulenti, HR, professionisti e pubbliche amministrazioni. L’equivalenza delle tutele viene assunta come soglia minima di serietà; l’obiettivo più ambizioso è andare oltre l’equivalenza, verso una contrattazione capace di sostenere welfare, bilateralità, formazione continua, occupabilità e competitività delle imprese. 

    Il libro affronta uno dei temi più sensibili del diritto del lavoro e degli appalti pubblici: come verificare se un contratto collettivo diverso da quello indicato come riferimento garantisca tutele economiche e normative equivalenti. Il volume propone un passaggio di paradigma: non fermarsi alla rappresentatività formale o alla tradizione delle sigle, ma misurare i contratti sulla base dei contenuti, della trasparenza e della verificabilità delle tutele. La pubblicazione unisce analisi giuridica, riflessione sulle relazioni industriali e strumenti operativi. Il ccnl intersettoriale Cifa-Confsal viene assunto come caso di studio per mostrare come un contratto possa essere valutato attraverso parametri economici e normativi, con particolare attenzione a retribuzioni, orario, part-time, periodo di prova, preavviso, comporto, malattia, maternità, permessi, bilateralità, previdenza e sanità integrativa. 

     

    La tesi centrale del volume è che la ‘buona contrattazione’ non si riconosce solo perché evita il peggio, ma perché costruisce il meglio possibile entro un equilibrio sostenibile fra dignità del lavoro e capacità competitiva dell’impresa.La prefazione di Chiara Tenerini colloca il libro in una fase in cui l’equivalenza contrattuale è diventata uno snodo cruciale, ma sottolinea che il volume non si limita alla conformità formale: la questione più ampia è quale contrattazione collettiva serva oggi a un mercato del lavoro che cambia, a imprese che competono, a filiere che si trasformano e a istituzioni chiamate a valutare l’effettività delle tutele. 

    Il volume si apre con l’introduzione di Andrea Cafà sull’equivalenza contrattuale come ‘svolta storica’ che cambia il paradigma: dalle sigle firmatarie ai contenuti della contrattazione collettiva. Seguono il capitolo di Paolo Pizzuti su rappresentatività sindacale ed equivalenza contrattuale, l’analisi di Adalberto Perulli sul ccnl Cifa-Confsal tra dumping e principio di equivalenza, il contributo di Cesare Damiano su bilateralità, formazione, salute, sicurezza e welfare, e il capitolo di Angelo Raffaele Margiotta sul modello Cifa-Confsal come patto tra parti sociali per dare valore al lavoro. La parte finale contiene una linea guida, una tavola sinottica comparativa e un modello di dichiarazione di equivalenza ccnl. La linea guida indica i passaggi essenziali: verificare l’attinenza del ccnl all’attività oggetto dell’appalto, comparare le tutele economiche nella loro dimensione annua complessiva e confrontare analiticamente quattordici parametri normativi, dalla disciplina del lavoro supplementare alla sanità integrativa. 

    Secondo l’analisi di Adalberto Perulli, l’attuale disciplina collettiva Cifa-Confsal non determina una situazione di dumping contrattuale o salariale e, sotto il profilo delle tutele normative, può superare il giudizio di equivalenza nell’ambito di una gara pubblica d’appalto. Il giudizio si basa su una valutazione complessiva, non atomistica, delle tutele economiche e normative, considerando anche eventuali compensazioni fra istituti. Il volume evidenzia inoltre che il testo aggiornato del ccnl ha rimosso istituti che in passato potevano esporre al rischio di contrattazione al ribasso e ha introdotto un sistema di ‘pesi e contrappesi’ sul piano delle tutele normative. 

     

     

     

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    economia

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  • Terra dei Fuochi, il Papa in piazza ad Acerra: incontro con sindaci e cittadini

    (Adnkronos) – Papa Leone, in visita alla Terra dei Fuochi, arriva in piazza ad Acerra per l’incontro con sindaci e cittadini 

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    cronaca

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  • Fine vita, Zanettin: “Sia legge nazionale, non vogliamo cittadini di serie A e B”

    Fine vita, Zanettin: “Sia legge nazionale, non vogliamo cittadini di serie A e B”

    (Adnkronos) –
    Forza Italia non molla sul fine vita. Vuol portare la sua battaglia avanti fino in fondo, o almeno provarci, perchè, come spiega all’Adnkronos il senatore azzurro Pierantonio Zanettin, relatore del testo presentato dal centrodestra insieme all’esponente di Fdi, Ignazio Zullo, ”è necessaria una legge nazionale per evitare il caos delle legislazioni a macchia di leopardo nelle singole Regioni e assurde disparità di trattamento tra cittadini di serie a e cittadini di serie B”. La strada è impervia, bisogna superare tante insidie e resistenze, anche interne alla maggioranza. Zanettin ne è consapevole e il suo auscipio è che si trovi presto una sintesi nella coalizione. 

    Il suicidio assistito ”non è una bandierina da agitare nella prossima campagna elettorale, ma una norma di civiltà per aiutare dei nostri concittadini che soffrono”, ci tiene a precisare il parlamentare forzista, che punta l’obiettivo: portare in Aula a palazzo Madama un testo da condividere con le opposizioni al posto del provvedimento firmato dal dem Alfredo Bazoli, che è l’unico in questo momento ad avere titoli per approdare al Senato il 3 giugno. La prossima settimana, si ricomincia. Il capogruppo forzista al Senato, Stefania Craxi, intreprete della spinta liberal voluta da Marina Berlusconi, ci crede e lavora per una mediazione sul ruolo del Servizio sanitario nazionale. ‘Martedì, annuncia Zanettin, tornano a riunirsi, “dopo diversi mesi di stallo”, le commissioni riunite Giustizia e Sanità del Senato per riprendere l’iter del ddl sul fine vita: e’ il frutto del pressing del nuovo capogruppo di Fi Craxi, che intende arrivare a tutti i costi ad una legge nazionale”. 

    Zanettin cita l’ultimo caso di suicidio assistito, quello di Christian, 55 anni, che conviveva con la sclerosi multipla da più di 25 anni e il 18 maggio scorso è morto nella sua casa in Lombardia dopo essersi autosomministrato il farmaco letale. ”E’ di oggi la notizia di un altro caso in Lombardia, il terzo -spiega il senatore forzista- in quella Regione”. Urge una legge nazionale per scongiurare il caos delle legislazioni a macchia di leopardo nelle singole Regioni e assurde disparità di trattamento tra Regione e Regione”: ”Non possono esistere -insiste- cittadini di serie a e cittadini di serie B”.  

    ”La presidente Craxi -ricorda- ha chiesto la riapertura dei termini per presentare emendamenti al testo dei relatori”. Il “punto più controverso” riguarda il ruolo del Servizio sanitario nazionale, che “nel testo dei relatori rimane escluso, ma che invece la Corte costituzionale in diverse sentenze ha ritenuto doveroso”. Zanettin invita tutte le forze politiche a mettere da parte pregiudizi ideologici e a non ragionare secondo la logica degli schieramenti di appartenenza. Immagina una sorta di ‘no fly zone’ dove mettersi tutti attorno a un tavolo per guardarsi negli occhi e provare a fare le regole su un tema così sensibile.  

    ”Credo -avverte- che il tema del fine vita, che è molto delicato ed interroga nel profondo le coscienze di noi parlamentari, vada affrontato senza pregiudizi ideologici e fini propagandistici”. C’è poi il nodo della cure palliative. Per Zanettin ”rimane fondamentale lo sviluppo di queste cure, che purtroppo in Italia troppe volte resta inadeguato”, perchè, conclude , ”deve essere chiaro che il suicidio assistito è l’estrema ratio quando al malato è stato fornito tutto il sostegno possibile”. 

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  • Addio a Dick Parry, il sax che ha reso immortale il suono dei Pink Floyd

    Addio a Dick Parry, il sax che ha reso immortale il suono dei Pink Floyd

    (Adnkronos) – È morto all’età di 83 anni Dick Parry, il celebre sassofonista britannico che contribuì a definire il sound dei Pink Floyd in alcuni dei loro brani più iconici. La notizia è stata annunciata da David Gilmour attraverso i social network, senza specificare le cause e il luogo del decesso. “Il mio caro amico Dick Parry è morto”, ha scritto il chitarrista dei Pink Floyd. “Da quando avevo 17 anni, ho suonato in diverse band con Dick al sassofono, tra cui i Pink Floyd”. 

    Nato il 22 dicembre 1942 a Kentford, nel Suffolk, Dick Parry era entrato nella leggenda del rock grazie ai suoi assoli e alle sue atmosfere raffinate in canzoni diventate simbolo della band britannica, tra cui “Money”, “Us and Them”, “Wish You Were Here” e soprattutto “Shine On You Crazy Diamond”. Il suo sax caldo ed evocativo è stato per decenni una delle firme sonore più riconoscibili dell’universo dei Pink Flooyd- Gilmour ha ricordato il musicista sottolineando “il suo tocco e il suo timbro inconfondibile”, capaci di trasformare il sax in “una firma di enorme bellezza conosciuta da milioni di persone”. 

    Oltre alle registrazioni in studio, Parry accompagnò regolarmente i Pink Floyd dal vivo negli anni Settanta, diventando presenza stabile nei concerti della band. Tornò poi a collaborare con il gruppo nel 1994 per l’album “The Division Bell”, partecipando anche alla successiva tournée documentata nel live “Pulse”. Il sassofonista prese parte inoltre al celebre concerto del Live 8 del 2005 insieme ai Pink Floyd e collaborò con Gilmour anche nei suoi progetti solisti, inclusa la tournée di “On an Island”. Nel corso della sua carriera, Dick Parry ha lavorato anche con altri grandi nomi della musica rock e blues, tra cui John Entwistle degli Who, Rory Gallagher e Lightnin’ Slim. (di Paolo Martini) 

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    spettacoli

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  • Leone nella Terra dei Fuochi, prima volta di un Papa: “Qui per raccogliere le vostre lacrime”

    Leone nella Terra dei Fuochi, prima volta di un Papa: “Qui per raccogliere le vostre lacrime”

    (Adnkronos) –  “Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”. Il Papa, nella cattedrale di Acerra, spiega le ragioni della sua visita nella Terra dei Fuochi. Si tratta della prima volta di un pontefice, accolto da 12mila fedeli, nelle zone martoriate da roghi, veleni e inquinamento. 

    “Sono qui, – dice – però anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza. Così, sapendo di visitarvi alla vigilia di Pentecoste, ho cercato nelle Sacre Scritture una pagina che potesse interpretare e ispirare il vostro cammino. L’ho trovata in una grandiosa visione del profeta Ezechiele, portato dal Signore a fare un’esperienza che per il popolo in esilio dovrà diventare un forte messaggio di risurrezione”. 

    “Ringrazio il Signore di potervi incontrare, ritornando in Campania pochi giorni dopo la mia visita al Santuario di Pompei e alla città di Napoli. Sapete che già Papa Francesco avrebbe desiderato venire qui, in quella che ha tristemente preso il nome di “Terra dei fuochi”, ma non gli fu possibile. Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio, riconoscendo il grande dono che l’Enciclica Laudato si’ ha rappresentato per la missione della Chiesa in questa terra”, le parole del Santo Padre ricordando il predecessere che non potè partire a causa della pandemia. 

    “Se oggi ci incontriamo, è per rispondere a questa Parola. E rispondiamo così: Signore, la morte sembra essere dappertutto, l’ingiustizia sembra avere vinto, la criminalità, la corruzione, l’indifferenza uccidono ancora, il bene sembra restare inaridito”. Leone incoraggia la popolazione: “Però, se tu ci interroghi, Potranno queste ossa rivivere?”, noi crediamo e diciamo: “Signore Dio, tu lo sai!. Tu sai che possiamo rialzarci, perché tu stesso ci prendi per mano. Tu sai che il nostro deserto può fiorire. Tu sai cambiare il lutto in gioia. Sorelle e fratelli, tutto questo è molto concreto: è una promessa che già diventa realtà”. 

    Prevost cita ancora il predecessore: “Papa Francesco, nell’Enciclica Laudato si’, pur denunciando un paradigma di morte, ha chiaramente annunciato il silenzioso irrompere della vita nuova. Dopo avere elencato realtà in cui le persone già ripartono insieme e danno nuova forma alla giustizia sociale e ambientale, scrive: ‘L’autentica umanità, che invita a una nuova sintesi, sembra abitare in mezzo alla civiltà tecnologica, quasi impercettibilmente . Sarà una promessa permanente, nonostante tutto, che sboccia come un’ostinata resistenza di ciò che è autentico?’ Carissimi, siate testimoni di questa “ostinata resistenza” che diventa rinascita, là dove il Vangelo illumina e trasforma la vita. Questo ci ha insegnato il Concilio Vaticano II, in particolare con la Costituzione Gaudium et spes. 

    “Il Signore ci fa domande nuove su come si vive nei nostri quartieri, sulla disponibilità a lavorare insieme fra persone e istituzioni, sulla nostra passione educativa, sull’onestà nel lavoro, sull’equa distribuzione del potere e delle ricchezze, sul rispetto per le persone e per tutte le creature. Potranno queste terre rivivere? Siate voi stessi la risposta: una comunità unita, nelle fede e nell’impegno. La vita allora si moltiplicherà”, il mandato del Pontefice. 

    “Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune, che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale”, il grido di Papa Leone nel suo primo discorso. “ È un grido che chiede conversione!”, dice. 

    E ancora: “Anche questa terra anticamente era chiamata Campania felix, perché capace di incantare per la sua fecondità, i suoi prodotti e la sua cultura, come un inno alla vita. Eppure, ecco la morte, della terra e degli uomini”, denuncia. “Possiamo immedesimarci nello sconcerto del profeta davanti a quella distesa di ossa inaridite. Soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, luoghi, storie e memorie”, dice Leone scuotendo le coscienze: “Di fronte a questa realtà ci possono essere due atteggiamenti: l’indifferenza o la responsabilità. Voi avete scelto la responsabilità e, con l’aiuto di Dio, avete iniziato un cammino di impegno e di ricerca della giustizia”. 

    “Occorre fidarsi ancora – dice Leone -, ascoltare ancora, credere ancora. Le scelte che avete fatto, il cammino ecclesiale che avete percorso, le piccole e grandi ripartenze con cui avete affrontato il dolore non sono ancora tutto. Se ci si ferma, si torna indietro”. Per il Papa “va scardinata una cultura del privilegio, della prepotenza, del non rendere conto, che troppo male ha fatto a questa terra, come a molte altre regioni dell’Italia e del mondo”.  

    “Soffi lo Spirito dai quattro venti e ispiri forme nuove di annuncio, di cooperazione, di rigenerazione ambientale e sociale. Esiste infatti una spiritualità dei luoghi, ma che deve tutto alla spiritualità delle persone. Il cambiamento del mondo, infatti, inizia sempre dal cuore”, ha ricordato Leone. 

    “Lo Spirito Santo vi conceda di vedere un ‘esercito’ di pace che si alza in piedi e guarisce le ferite di questa terra e delle sue comunità. Non più fuoco che distrugge, ma fuoco che ravviva e riscalda, il fuoco dello Spirito che accende i cuori e le menti di migliaia e migliaia di uomini e donne, di bambini e di anziani e ispira cura, consolazione, attenzione, amore vero”, continua. “In particolare voi, famiglie che la morte ha colpito, generate vita nuova trasmettendo a figli e figlie, a nipoti e vicini quel senso di responsabilità che troppe volte sin qui è mancato. Lasciate morire il risentimento, praticate per primi la giustizia che chiedete, testimoniate la vita, educate alla cura”, il monito.  

     

     

    Momento toccante e intenso in cattedrale ad Acerra in occasione dell’incontro tra il Papa e i famigliari di tante persone – tra loro molti bambini – morti a causa dell’inquinamento ambientale. Tra loro c’è chi gli consegna una lettera come ha fatto nei giorni scorsi Marzia Caccioppoli, fondatrice dell’Associazione ‘Noi genitori di tutti’: “Gli chiederemo di non abbandonarci e di ammonire le istituzioni. Dopo quattordici anni di denunce, nulla si è mosso”, aveva spiegato la donna alla vigilia dell’arrivo di Leone. 

    Lo sversamento dei rifiuti industriali smaltiti illegalmente da organizzazioni criminali sono la quotidianità. I rifiuti vengono incendiati dando luogo ai roghi tossici, in altri casi vengono intombati nel sottosuolo contaminando terreni agricoli e falde acquifere. Marzia ha perso il suo unico figlio a causa dell’inquinamento e dei veleni presenti nella Terra dei Fuochi. “Avevo solo un figlio – ha detto – non temo più nulla. Gli ultimi accadimenti nella Terra dei Fuochi sono di ieri con nuovi sversamenti di rifiuti. Io dirò al Papa di non abbandonarci e di lanciare appelli alle istituzioni. Tanti bambini continuano a morire, non si può fare finta di nulla”.  

    Dieci proposte di interventi ambientali per Acerra: è il documento che i famigliari delle vittime hanno consegnato a papa Leone XIV. “Chiediamo un patto intergenerazionale, una forma di risarcimento ambientale che ci apra la strada ad un futuro migliore. Vogliamo che dalle debolezze del nostro territorio scaturisca una nuova possibilità da costruire assieme e che le ricchezze che abbiamo siano invece tutelate e valorizzate. Santo Padre, vogliamo in sostanza e semplicemente, vivere e vivere bene, tendere alla felicità”, si legge nella lettera aperta. 

    “Dica di agire, presto ed in maniera concreta ed incisiva. Questa terra non può più aspettare, abbiamo bisogno di coraggio, quello stesso coraggio che in passato è mancato o che si è trasformato in connivenza e crimine. Dica che non vogliamo più essere la Terra dei fuochi, ma dica che solo interventi immediati e strutturali potranno trasformarci in Terra delle possibilità”, chiedono al Pontefice i cittadini di Acerra. 

    “Troppi sono i figli di questa terra che si ammalano e troppe volte non ce la fanno – denunciano – vengono rilevati ogni anno sforamenti da polveri sottili oltre ogni limite consentito dalla Legge; recenti studi hanno evidenziato presenza in falda di sostanze ritenute altamente pericolose. Santo Padre, tuttavia noi non perdiamo la speranza ed ogni giorno c’è chi continua a lottare per consegnare un domani migliore alla futura umanità. La strada è difficile e troppe volte chi dovrebbe ascoltare il grido di dolore della nostra Terra, si volta dall’altra parte. Non vogliamo e non possiamo rassegnarci, lo dobbiamo a chi si ammala e a chi non c’è più, lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli ed alle generazioni che verranno”.(dall’inviata Elena Davolio) 

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    cronaca

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  • Strage di Capaci, Mattarella: “23 maggio ha segnato storia Repubblica, fu attacco a libertà”

    Strage di Capaci, Mattarella: “23 maggio ha segnato storia Repubblica, fu attacco a libertà”

    (Adnkronos) – “La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani”. Lo sottolinea in una dichiarazione diffusa dal Quirinale il capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione del 34esimo anniversario della strage in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. 

    “Nell’anniversario, il primo pensiero, commosso, va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, barbaramente uccisi in quel tragico giorno. A loro saranno sempre uniti, con lo stesso filo della memoria, i nomi di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, vittime della medesima strategia eversiva e anch’essi testimoni fino al sacrificio estremo dei valori costituzionali incompatibili con le trame infami della mafia. Il 23 maggio rappresentò l’avvio della riscossa civile, per questo è divenuto per gli italiani “la Giornata della legalità’. L’organizzazione criminale voleva piegare le istituzioni con la violenza e il ricatto, ma si è trovata di fronte a risposte inflessibili, subendo sconfitte irreversibili. Grazie a donne e uomini delle istituzioni, coraggiosi e tenaci. Grazie al contributo decisivo dei cittadini”, la parole del presidente. 

    “Un impegno – sottolinea Mattarella – che non ha mai sosta, per combattere le zone grigie, l’indifferenza, le metamorfosi della piovra criminale. Giovanni Falcone, e con lui Paolo Borsellino, ce lo hanno insegnato: la mafia finirà grazie a istituzioni salde, ad azioni di contrasto efficaci e coerenti, con un impegno educativo che sappia far crescere la fiducia in un domani da costruire insieme. L’eredità di Falcone e Borsellino costituisce un patrimonio etico e civile che appartiene alla nostra democrazia. Pegno consegnato anzitutto alle generazioni più giovani”, conclude il capo dello Stato. 

     

    “Il 23 maggio 1992 l’Italia si fermò di fronte all’orrore della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Ricordare oggi questa dolorosa pagina della nostra Storia significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato. Anche per questo dal 2002 si celebra la Giornata Nazionale della Legalità: un momento non solo per ricordare le vittime di tutte le mafie, ma per far conoscere soprattutto ai giovani l’importanza della legalità e dell’impegno civile. Perché è dalla memoria e dalle nostre scelte quotidiane che possiamo costruire un futuro libero dalla paura e dall’indifferenza”, scrive la premier Giorgia Meloni sui social. 

     

    “In occasione dell’anniversario della strage di Capaci, l’Italia si inchina e rende omaggio a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, barbaramente assassinati dalla mafia il 23 maggio 1992. Il loro sacrificio resta un monito e un’eredità morale per le Istituzioni e per tutti coloro che ogni giorno servono la Nazione con coraggio, onore e senso del dovere. Coltivare la loro memoria significa rinnovare l’impegno nella difesa della legalità e nella lotta contro ogni forma di criminalità mafiosa”. Lo scrive sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa. 

     

    “Trentaquattro anni fa, nella strage di Capaci, persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Quel giorno la mafia colpì magistrati, donne e uomini dello Stato impegnati ogni giorno nella difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini. Falcone e i suoi uomini conoscevano i pericoli, erano consapevoli dei rischi eppure scelsero di restare, di continuare a lottare contro la criminalità organizzata. Perché ci sono battaglie che non si possono abbandonare”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. 

    “Oggi rinnoviamo il nostro impegno a custodire la loro memoria e la loro eredità. Perché ricordare non è solo un esercizio di stile ma significa riaffermare con forza quel patto tra generazioni che ci spinge a proseguire lungo la strada tracciata, guidati dai valori che li ispirarono e che ognuno di loro onorò sempre con sacrificio e dedizione. La memoria di Giovanni Falcone e delle vittime delle stragi di mafia vive nelle scelte quotidiane di chi decide di servire lo Stato con onore e responsabilità”, conclude Piantedosi. 

     

    “Oggi rendiamo omaggio al magistrato Giovanni Falcone e a tutte le vittime di mafia. A 34 anni dalla strage di Capaci, rinnoviamo il nostro impegno nella lotta per la giustizia. Per il magistrato Falcone. Per tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita nella ricerca della verità. Non dimenticheremo mai”. Così in un post sui social la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. 

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  • Trovato morto l’attore Stewart McLean, la star di ‘Virgin River’ forse vittima di omicidio

    Trovato morto l’attore Stewart McLean, la star di ‘Virgin River’ forse vittima di omicidio

    (Adnkronos) – L’attore canadese Stewart McLean, 45 anni, noto per le sue apparizioni nella serie Netflix ‘Virgin River’, è stato trovato morto dopo giorni di ricerche. Le autorità canadesi hanno confermato che il caso della sua scomparsa è stato trasformato in un’indagine per omicidio. A comunicarlo è stato l’Integrated Homicide Investigation Team, che venerdì 22 maggio ha annunciato il ritrovamento dei resti dell’attore nell’area di Lions Bay, una località costiera della Columbia Britannica, in Canada, situata tra Vancouver e Squamish, lungo la Sea-to-Sky Highway. La notizia è stata riportata dalla rivista “People”. 

    McLean era stato denunciato come disperso il 18 maggio. Secondo quanto riferito dalla Royal Canadian Mounted Police, l’attore era stato visto per l’ultima volta il 15 maggio nella sua abitazione di Lions Bay. Il giorno successivo alla denuncia, le autorità avevano avviato un appello pubblico per raccogliere informazioni utili alle ricerche. Nel corso delle indagini, gli investigatori dellla polizia hanno raccolto elementi che hanno portato a ipotizzare un omicidio. “Attraverso le attività investigative sono emerse prove che indicano che il signor McLean potrebbe essere stato vittima di un omicidio”, si legge nel comunicato diffuso dalla polizia canadese. Dal 20 maggio il caso è stato affidato all’Integrated Homicide Investigation Team, che sta lavorando per chiarire la dinamica dei fatti. 

    Nel corso della sua carriera, McLean ha preso parte anche serie crime ‘Murder in a Small Town’, alla produzione true crime ‘Happy Face’ e al film televisivo ‘The Killer Inside: The Ruth Finley Story’. Ha recitato in numerose serie tv come ‘Supernatural’, ‘Travelers’, ‘Beyond’, ‘Silicon Valley – La valle del boom’, ‘Siren’ e ‘Delitti e misteri a Gibson’. (di Paolo Martini) 

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  • Estate in anticipo, arriva il caldo record sull’Italia: le previsioni meteo

    Estate in anticipo, arriva il caldo record sull’Italia: le previsioni meteo

    (Adnkronos) – Aumento costante delle massime e temperature sopra le medie stagionali. Dopo un maggio al fresco, ecco arrivare il ribaltone meteo e, con lui, un’estate in anticipo sui tempi. Nel mirino delle prossime ondate di calore saranno in modo particolare le regioni del Centro-Nord, mentre il Sud ‘combatterà’ ancora con qualche temporale. Sono queste le previsioni degli esperti per la giornata di oggi, sabato 23 maggio, e per i giorni a venire. 

     

     

    Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, ci conferma però che adesso l’atmosfera si prepara a un drastico e definitivo ribaltone. Le ultime emissioni dei modelli meteorologici confermano l’arrivo della prima, vera, ondata di calore del 2026, attesa proprio tra il 24 e il 27 maggio. 

    Per comprendere la portata di questa ondata di calore in arrivo, senza cedere a facili sensazionalismi, ci viene in aiuto la scienza, e in particolar modo i modelli meteo-climatici di ECMWF (Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine) con l’indice EFI (Extreme Forecast Index) che va da un minimo di 0 ad un massimo di 1. 

    Questo strumento permette di valutare quanto una situazione meteorologica prevista sia “anormale” rispetto al clima tipico del periodo: nei prossimi giorni, i valori dell’indice EFI sono previsti oltre 0,8 (su una scala massima di 1) non solo al Nord Italia, ma anche su Penisola Iberica, Francia, Inghilterra, Benelux e Germania.  

    In altre parole su queste zone avremo un evento raro per il periodo con un “campanello d’allarme” statistico indice di temperature destinate a collocarsi ben al di sopra delle normali medie climatologiche. 

    Entreremo in un periodo caratterizzato da un sensibile, costante aumento delle massime: il caldo si farà sentire in modo particolare sulle regioni centro-settentrionali, portandosi nettamente sopra le medie stagionali, almeno di 6-7 gradi. 

    Il picco di questa prima Ondata di Calore del 2026 si avrà mercoledì 27 maggio con 35°C in Pianura Padana nel triangolo bollente Emilia-Lombardia orientale-Veneto occidentale e 32-34°C facilmente raggiungibili su buona parte del Centro-Nord. Saranno valori tipici di luglio e non di maggio. 

    Al Sud e sul versante adriatico la stabilità non riuscirà, invece, ad imporsi in modo assoluto. Su queste zone, infatti, farà sentire la sua influenza una circolazione ciclonica attualmente posizionata sui Balcani. Questo afflusso di aria leggermente più fresca e instabile in quota manterrà vivo il rischio di locali temporali che colpiranno alcuni settori della dorsale appenninica. 

    In sintesi, dopo i capricci invernali di metà mese, l’Estate proverà a fare il suo primo ingresso ufficiale, concentrando però i suoi massimi effetti al Centro-Nord e lasciando il meridione alle prese con gli ultimi sussulti di un’instabilità tipicamente primaverile. 

     

    Sabato 23. Al Nord: sole, caldo in aumento. Al Centro: sole e caldo anche estivo. Al Sud: soleggiato, ma un po’ ventoso, alcuni temporali sulla Calabria. 

    Domenica 24. Al Nord: sole e caldo estivo. Al Centro: sole e caldo estivo. Al Sud: soleggiato, alcuni temporali su Calabria e Sicilia, più probabili sull’isola. 

    Lunedì 25. Al Nord: sole e caldo estivo. Al Centro: sole e caldo. Al Sud: soleggiato, alcuni temporali su Calabria e Sicilia. 

    Tendenza: anticiclone africano e caldo in ulteriore aumento fino a 33-35°C a metà della prossima settimana. Successivo probabile aumento dell’instabilità soprattutto sugli Appennini. 

     

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    cronaca

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  • Tragedia nelle Apuane, anziana coppia trovata senza vita in fondo a una scarpata

    (Adnkronos) – Si sono concluse nel modo più tragico le ricerche di Corrado Lorenzi, 87 anni, e della moglie Fortunata Moriconi, 88 anni, scomparsi da giovedì mattina dopo essersi allontanati in auto dal borgo di Pomezzana, nel comune di Stazzema (Lucca). A ritrovarli senza vita, per un drammatico scherzo del destino, è stato un loro parente, dopo un’intera giornata di ricerche condotte da soccorso alpino, carabinieri, vigili del fuoco e guardia di finanza. 

    L’auto della coppia, un’utilitaria, è stata individuata in fondo a una scarpata profonda decine di metri, nascosta tra la vegetazione a poca distanza dal paese dove i due anziani vivevano da sempre. Secondo le prime ricostruzioni, il conducente avrebbe perso il controllo del mezzo all’altezza di un tornante di una strada secondaria, finendo fuori carreggiata in un violento volo terminato nel canalone sottostante. 

    Per i coniugi non c’è stato nulla da fare. L’ipotesi più accreditata è che all’origine dell’incidente possa esserci stato un malore improvviso dell’uomo alla guida. La vettura avrebbe percorso diverse decine di metri prima di ribaltarsi nella boscaglia. Molto complesse le operazioni di recupero delle salme, rese difficili dalla profondità della scarpata e dal terreno impervio. I soccorritori hanno lavorato fino a tarda sera di venerdì 22 maggio, illuminati soltanto dalla torre faro dei vigili del fuoco e operando in costante cordata per mettere in sicurezza il veicolo ed estrarre i corpi. 

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  • Iran, Trump vede i consiglieri per la sicurezza: sul tavolo le opzioni per la ripresa della guerra

    Iran, Trump vede i consiglieri per la sicurezza: sul tavolo le opzioni per la ripresa della guerra

    (Adnkronos) – A Donald Trump, che ieri ha incontrato i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale, sono state presentate diverse opzioni per riprendere la guerra contro l’Iran. Lo ha detto alla Cnn una persona informata sull’incontro, avvenuto nelle stesse ore in cui le delegazioni di Qatar e Pakistan arrivavano a Teheran con la speranza di finalizzare un accordo per chiudere il conflitto. La riunione con il presidente, che si dice “frustrato” per l’andamento del negoziato con Teheran, si è conclusa senza una decisione sui prossimi passi. 

    La guerra contro l’Iran “finirà presto”, ha detto intanto il presidente americano nel corso di un comizio a Suffern, ribadendo che Teheran “muore dalla voglia” di fare un accordo: “Vedremo cosa succederà, ma li abbiamo colpiti duramente e non avevamo altra scelta, perché l’Iran non può avere un’arma nucleare, non può averla”. In una giornata in cui si sono rincorse news e rumors sui negoziati tra Iran e Usa e sull’annuncio di un accordo che potrebbe arrivare a ore, una notizia arriva quindi a sparigliare le carte: secondo quanto riferito ad Axios, Trump ha sollevato la possibilità di “un’ultima grande operazione militare, dopo la quale potrebbe dichiarare la vittoria e porre fine alla guerra”. 

     

    Intanto, la tv satellitare al-Arabiya ha riportato ieri alcuni dei punti contenuti nella “bozza finale” di un possibile accordo tra i due Paesi con la mediazione del Pakistan: fine delle operazioni militari e della guerra mediatica, cessate il fuoco immediato tra Iran e Usa, totale e senza condizioni su tutti i fronti, garanzie per la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman. Secondo le fonti citate dalla testata, un annuncio potrebbe arrivare presto. Un particolare, quest’ultimo, che non viene invece indicato dal servizio arabo dell’emittente che si limita a parlare di cauto ottimismo citando fonti pakistane. 

    Secondo quanto riportato, il testo prevede inoltre un impegno reciproco delle parti a non colpire infrastrutture militari, civili o del settore economico, l’impegno a rispettare sovranità, integrità territoriale e principio di non interferenza negli affari interni, oltre a un meccanismo congiunto per monitorare l’attuazione dell’intesa e risolvere dispute. Negoziati sulle questioni irrisolte inizierebbero entro sette giorni e una revoca graduale delle sanzioni americane viene indicata in cambio dell’impegno dell’Iran rispetto ai termini dell’accordo. 

    La fonte pakistana al canale in arabo ha sottolineato che “non esiste alternativa a un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran”. La fonte ha inoltre confermato che “ridurre le divergenze non è facile perché entrambe le parti hanno richieste elevate”. La fonte ha poi indicato che “i contatti continuano per ridurre il divario sulle questioni dell’uranio e dello Stretto di Hormuz”. La fonte ha osservato che “il punto critico nei negoziati è stato, e rimane, come gestire l’uranio altamente arricchito” e ha aggiunto che “le questioni principali dell’accordo richiedono un lungo periodo di negoziazione”. Infine, la fonte ha affermato che il Pakistan ripone grande speranza nella Cina per far progredire il potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran. 

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