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  • Ascolti tv, ‘Un futuro aprile’ su Rai1 vince prime time

    Ascolti tv, ‘Un futuro aprile’ su Rai1 vince prime time

    (Adnkronos) –
    Vittoria di Rai1 nel prime time di ieri sera, giovedì 21 maggio, con ‘Un futuro aprile’ che ha ottenuto 2.219.000 telespettatori e il 14,4% di share. Secondo gradino del podio per Canale 5 con il programma ‘Forbidden Fruit’ che è stato visto da 1.973.000 telespettatori pari a uno share del 14,3%. Terzo posto per ‘Ore 14 Sera’ visto da 1.141.000 telespettatori (share del 9%).  

    Fuori dal podio su Italia1 ‘Sarabanda Celebrity’ha interessato 937.000 telespettatori (share del 6,9%) mentre su La7 ‘Piazzapulita’ ha conquistato 890.000 telespettatori (share del 7%). Su Rai3 ‘Splendida Appendice’ ha registrato 877.000 telespettatori arrivando a uno share del 5,9% e su Retequattro ‘Dritto e Rovescio’ è stato seguito da 787.000 telespettatori (share del 6,5%). Sul Nove ‘Comedy Match’ ha realizzato 704.000 telespettatori (share del 4,4%) mentre su Tv8 ‘Spectre’ è stato visto da 368.000 telespettatori (share del 2,6%). 

    Nell’access prime time sulla rete ammiraglia della Rai ‘Cinque Minuti’ ha interessato 3.632.000 telespettatori (share del 20,5%) e ‘Affari Tuoi’ è stato seguito, invece, da 4.566.000 telespettatori (share del 24%). Su Canale5 ‘La Ruota della Fortuna’ ha raggiunto 4.654.000 telespettatori (share del 24,4%).  

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    spettacoli

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  • Jovanotti e Alfa insieme per il singolo dell’estate, arriva oggi Buon Vento

    Jovanotti e Alfa insieme per il singolo dell’estate, arriva oggi Buon Vento

    (Adnkronos) – Un duetto che unisce per la prima volta due delle voci più solari del pop italiano, di generazioni diverse. Arriva oggi 22 maggio ‘Buon Vento’ di Jovanotti e Alfa, un singolo che si candida ad accompagnare l’estate italiana con grande ritmo e che celebra partenze, cambi di rotta e libertà. Un incontro artistico che ha radici lontane, visto che il primo concerto della vita di Alfa, a cinque anni, fu proprio un live di Jovanotti. Vent’anni dopo, quel bambino sale idealmente sullo stesso ponte di comando del suo ‘capitano’. 

    L’idea nasce da un provino che Jovanotti invia ad Alfa chiedendogli se quella musica gli suggerisse qualcosa da aggiungere. La risposta è immediata: immagini, frasi, suggestioni che diventano la base del testo del brano. Una volta definita la struttura, Alfa raggiunge Lorenzo al Karakorum Studio di Cortona, dove la canzone prende forma definitiva. 

    Per Alfa, la collaborazione ha un valore emotivo profondo: “Per me ‘Buon Vento’ è una di quelle cose che fai fatica a spiegare senza emozionarti. Jovanotti è il mio artista preferito da sempre: il primo concerto che ho visto nella mia vita era il suo al palazzetto di Genova. Quindi ritrovarmi oggi a cantare insieme a lui è una di quelle cose che da bambino non avrei nemmeno avuto il coraggio di immaginare”. Il brano, racconta, nasce da un immaginario genovese fatto di mare, porto, partenze e salsedine: “Il mare è la grande metafora della canzone. Non è solo un paesaggio, è la vita, è il viaggio”. 

    Jovanotti, che negli ultimi anni ha intrecciato il proprio percorso con artisti diversissimi – da Gianni Morandi a Gigi D’Alessio, da Khaled a Frankie hi‑nr‑g – racconta così l’incontro con Alfa: “All’inizio ero disorientato da questo nuovo mondo, poi l’ho abbracciato e mi piace starci dentro, condividere la scrittura delle canzoni con altri. Alfa mi colpì ai suoi esordi quando ancora non aveva neanche un contratto discografico: lo avevo scoperto scrollando TikTok, questo ragazzino con la chitarra che sentivo chiaramente aver fame di musica”. E chiude con un augurio che è anche il cuore del brano: “Il ‘nuovo mondo’, in fondo, è sempre da scoprire, non si finisce mai, quindi… Buon vento!”.  

    C’è da scommettere che il brano si candiderà a diventare uno dei tormentoni dell’estate 2026 e che diventerà uno dei momenti più cantati dei prossimi Jova Summer Party. 

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    spettacoli

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  • Roma in Champions? Da Candela a Perotti, il ‘verdetto’ dei grandi ex: “Con Dybala si può”

    Roma in Champions? Da Candela a Perotti, il ‘verdetto’ dei grandi ex: “Con Dybala si può”

    (Adnkronos) – La Roma di Gian Piero Gasperini è a 90 minuti dal possibile ritorno in Champions League. L’ultima volta che i giallorossi hanno giocato la Coppa dalle grandi orecchie è stata la stagione 2018/2019 e ora può interrompere un digiuno lungo sette anni. Una qualificazione che permetterebbe ai Friedkin di incassare oltre 40 milioni di euro, soldi utili per le casse del club. Domenica a Verona Malen e compagni non possono sbagliare. Ne sono convinti quattro ex romanisti interpellati dall’Adnkronos: Marco Amelia, Diego Perotti, Alessio Cerci e Vincent Candela che hanno parlato di presente e futuro con il desiderio di vedere ancora calcare il prato dello stadio Olimpico, Paulo Dybala. 

     

    “La Roma ha espresso un buon calcio ma può fare meglio. Per il gioco di Gasperini sono molto importanti gli esterni d’attacco e spero ci porti qualcuno che salta l’uomo, per esprimere meglio il suo gioco. Gasperini porta la palla negli ultimi 30 metri e poi c’è bisogno di spunto e tecnica per fare gol. Dybala? Io spero rimanga, perché domenica scorsa sono stato allo stadio e quando ha la palla lui, accende la luce. Dybala è il fuoriclasse della Roma e anche se ha problemi fisici, meglio 10 partite con Dybala che 40 con altri giocatori”, ha detto Alessio Cerci. “El Shaarawy? Di Stephan si può parlare solamente bene, io l’ho avuto al Milan come compagno di squadra, è un ragazzo straordinario, umile, mai una parola fuori posto sempre con l’atteggiamento giusto, e bisogna ripartire da questi profili, perché il calcio ha bisogno di giocatori e uomini come lui. Si vedono ora ragazzini poco umili e poi da 12 anni non andiamo al Mondiale. Mancini e Cristante? Sono due ragazzi, due calciatori da cui ripartire. Danno sempre tutto in campo, lo hanno dimostrato anche quest’anno, poi decideranno il tecnico e la società”, ha aggiunto l’ex attaccante giallorosso che sulla corsa Champions è convinto: “è tutta nelle nostre mani, io credo che in Champions, oltre a Inter e Napoli, andranno Roma e Milan, hanno due partite abbordabili, non credo che si lasceranno sfuggire una opportunità così grande, le motivazioni sono diverse, quindi si va a Verona a vincere”. 

    Dello stesso avviso anche Diego Perotti. “Sicuramente la Roma deve partire l’anno prossimo da Gasperini e da giocatori che ho ritenuto sempre fortissimi, come Dybala e Soulè su tutti ma anche Svilar, Cristante, Pellegrini, Mancini, Ndika, Malen. Per me la Roma è una squadra solida che ha fatto un po’ di fatica all’inizio della stagioe ma con il cambio di allenatore queste cose succedono, ma se ad un allenatore come Gasperini gli dai sostegno, con la tifoseria che ha alle spalle, per me la Roma può ambire a molto di più della qualificazione alla Champions. Dybala dovrebbe rimanere? Dipendesse da me gli farei il contratto subito”, ha aggiunto netto l’argentino. 

    Anche l’ex portiere Marco Amelia ha visto una buona squadra. “La Roma la vedo bene, è stata molto brava a rimanere li e sfruttare i passi falsi delle altre squadre. La Juventus nell’ultima partita ha buttato via gran parte della qualificazione in Champions, ma la Roma sta costruendo un percorso”. 

    Una buona squadra quella di Gasperini anche per Vincent Candela. “E’ andata bene nella prima parte del campionato, poi tanti giocatori si sono fatti male, ma abbiamo resistito e siamo rimasti in alto, poi è arrivato anche Malen, che è un fenomeno, e sta facendo benissimo. Ora dipenderà da noi, da mister Gasperini e dai giocatori, perchè siamo passati davanti alla Juventus e al Como e manca ora solo una partita. Quindi andiamo a Verona dove dobbiamo vincere per conquistare la Champions League dopo 7 anni. Comunque i complimenti vanno già fatti perchè questo non era un campionato semplice”. 

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    sport

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  • Arbeloa conferma l’addio al Real Madrid: “Tornare con Mourinho? Lo escludo”

    Arbeloa conferma l’addio al Real Madrid: “Tornare con Mourinho? Lo escludo”

    (Adnkronos) –
    L’allenatore spagnolo del Real Madrid, Alvaro Arbeloa, arrivato a gennaio per sostituire Xabi Alonso, ha confermato che lascerà il suo incarico dopo l’ultima partita della stagione contro l’Athletic Bilbao, in programma sabato in Liga. “Spero che questo sia solo un addio. Il Real Madrid è stata la mia casa per 20 anni, in diversi ruoli. Questa sarà la mia ultima partita in panchina in questa stagione; non so se sarà l’ultima della mia vita, perché non si può mai sapere. Ma cercherò di godermela, sperando di vincere”, ha dichiarato Arbeloa in conferenza stampa. 

    Passato dalla squadra riserve alla prima squadra dopo l’esonero di Xabi Alonso all’inizio di gennaio, Arbeloa aveva espresso la scorsa settimana il suo rammarico per non essere riuscito ad aiutare il Real Madrid, destinato a una stagione senza trofei, a “vincere titoli”. Il suo breve periodo da allenatore ad interim è stato segnato da una precoce eliminazione agli ottavi di finale di Copa del Rey contro l’Albacete (seconda divisione) e da diverse dolorose sconfitte in Liga (Getafe, Osasuna, Maiorca) che hanno infranto le speranze di titolo del Real Madrid, superato dal Barcellona, che si è laureato campione di Spagna per il secondo anno consecutivo. Il suo bilancio è più rispettabile in Champions League, dove la sua squadra è stata eliminata con onore dal Bayern Monaco ai quarti di finale, dopo aver eliminato Manchester City e Benfica nei turni precedenti. 

    Interrogato sulla possibilità di affiancare il suo ex allenatore José Mourinho, che dovrebbe succedergli sulla panchina del Real Madrid tredici anni dopo il suo primo periodo a Madrid, l’ex terzino destro 43enne ha dichiarato che il tecnico portoghese non ha bisogno di lui. “Ha uno staff tecnico molto valido, è molto ben supportato. Se torna a Madrid, lo farà con le persone di cui si fida. Non credo ci sia spazio per me”, ha spiegato. L’allenatore spagnolo, campione del mondo, si è detto “grato” di aver potuto allenare la sua amata squadra “per quattro mesi”, affermando di sentirsi un “allenatore migliore” rispetto a quando è arrivato all’inizio di gennaio per sostituire Xabi Alonso. “Durante questi quattro mesi, ho pensato più al Real Madrid che a me stesso, e l’ho fatto per il bene del club. Non si torna indietro, non c’è spazio per i rimpianti. Ho fatto del mio meglio, non necessariamente a modo mio, ma nel miglior modo possibile. Il club non mi ha mai imposto condizioni; ho fatto quello che ritenevo giusto, nessuno mi ha chiesto niente”, ha affermato Arbeloa. 

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    sport

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  • Durigon: “Vannacci? No a campi larghi seguendo i sondaggi”

    Durigon: “Vannacci? No a campi larghi seguendo i sondaggi”

    (Adnkronos) – Possibili alleanze con Roberto Vannacci alle prossime elezioni? “Io penso che il centrodestra è rodato da anni, non si fanno campi larghi soltanto perché può essere indicato favorevole o no in un determinato momento dai vari sondaggi. Credo che noi continueremo il nostro percorso, lo continueremo molto bene, sono convinto che vinceremo anche le prossime elezioni, faremo altri cinque anni di buon governo”. Così il sottosegretario al Lavoro ed esponente della Lega, Claudio Durigon, risponde ad Adnkronos/Labitalia, a margine del Festival del Lavoro, sulle dichiarazioni del capogruppo leghista in Senato Massimiliano Romeo su possibili alleanze con l’ex generale. 

    “Se Vannacci so dove sta, dov’è collocato, Calenda non so cos’è” le parole, quindi, sull’ipotesi di un’alleanza di Calenda con il centrodestra. 

    “Sul salario giusto stiamo sulla direzione giusta, lo dice anche la parola, nel senso di dire no al salario minimo perché avrebbe riabbassato la contrattazione. Sono convinto che dobbiamo rilanciare una buona contrattazione collettiva, per porre le basi su un salario che sia costante, continuativo. È inammissibile, inaccettabile, impensabile che si possa prorogare un rinnovo del contratto per tre-quattro anni senza che il lavoratore possa avere il giusto compenso al lavoro che svolge. Quindi dobbiamo potenziare questa fase. Abbiamo proposto un emendamento Lega, l’avevo anche proposto già nel ddl lavoro, abbiamo detto di farlo in Parlamento perché è il luogo deputato e secondo me la più grande risposta al salario minimo è quello di un incremento costante, cioè a scadenza del contratto. Non significa retroattivo, ma significa continuativo”, le parole sul tema a margine del Festival del Lavoro. 

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    politica

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  • Dolore acuto per 80% degli italiani, in aumento disturbi muscoloscheletrici e malattie da lavoro

    (Adnkronos) – Il dolore acuto rappresenta oggi una delle sfide più urgenti per la salute pubblica in Italia. Secondo i dati dell’Osservatorio YouGov, 8 italiani su 10 hanno sofferto almeno un episodio di dolore nell’ultimo anno, con manifestazioni che spaziano dal dolore muscoloscheletrico al dolore dentale, dal dolore mestruale alla cefalea, fino al dolore associato a raffreddore e influenza. All’interno di questo quadro, i disturbi muscoloscheletrici (Dms) rappresentano una delle cause più frequenti di dolore nella popolazione adulta e mostrano una crescita costante nei trattamenti farmacologici. Secondo il Global Health Inclusivity Index (studio condotto dall’Economist Impact con il contributo del gruppo Haleon), i Dms sono responsabili ogni anno in Italia di oltre 4 miliardi di euro di costi tra spesa sanitaria pubblica e privata, perdita di produttività, assenze, turnover e pensionamenti anticipati. Investire in prevenzione permetterebbe di risparmiare oltre 1,72 miliardi di euro l’anno solo in Italia. 

    Secondo i dati Inail – riporta una nota – il 71,5% delle denunce di malattie professionali nel 2024 riguarda patologie muscoloscheletriche, in aumento rispetto al 68% del 2020. Tra i fattori all’origine dei Dms, uno dei più rilevanti è l’evoluzione delle abitudini lavorative: il numero di lavoratori da remoto è aumentato di 6,5 volte rispetto al 2019, un cambiamento che ha introdotto milioni di persone a postazioni non ergonomiche, spesso improvvisate, favorendo l’aumento di tensioni muscolari, dolori cervicali e lombari. A questo si aggiunge che 1 italiano su 3 dichiara livelli elevati di stress e che il 30% della popolazione ha più di 60 anni, fascia d’età fisiologicamente più esposta a dolore articolare e perdita di massa muscolare. I disturbi muscoloscheletrici non riguardano più soltanto le professioni fisicamente impegnative: oggi colpiscono artigiani, operatori sanitari, lavoratori della logistica, ma anche impiegati e persone che trascorrono molte ore al computer, anche in smart working.  

    “Questi dati mostrano come il dolore non sia semplicemente un sintomo, ma rappresenti sempre più un vero e proprio fenomeno sociale, economico e lavorativo che coinvolge tutti – osserva Fabrizio Gervasoni, medico fisiatra, direttore Sc distretto Municipio 2 dell’Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano – In una popolazione che vive più a lungo e che è quotidianamente esposta a fattori di rischio legati al lavoro e agli stili di vita, prevenzione e trattamento tempestivo del dolore diventano elementi cruciali per preservare mobilità, autonomia e qualità della vita. Movimenti ripetitivi, sovraccarichi a danno delle nostre articolazioni, ma soprattutto il mantenimento prolungato di posture scorrette durante la giornata lavorativa – chiarisce l’esperto – sono diventati parte della nostra quotidianità, contribuendo alla diffusione dei disturbi a carico di muscoli, tendini e articolazioni. E’ quindi necessario quello che viene definito empowerment del paziente: ovvero un approccio informato e consapevole, che preveda il coinvolgimento attivo della persona in attività di educazione, prevenzione, esercizio e uso appropriato delle terapie disponibili”. 

    L’aumento dell’incidenza di condizioni di dolore acuto nella popolazione e il conseguente crescente ricorso all’automedicazione rendono centrale il tema dell’appropriatezza terapeutica, in un Paese dove l’uso degli antinfiammatori Fans è molto diffuso e spesso rappresenta la prima risposta immediata al dolore. Gli analgesici orali – si evidenzia nella nota – tra il 2019 e il 2024 hanno registrato una crescita di 3 milioni di unità vendute. In questo scenario l’innovazione farmacologica ha reso disponibili molecole che permettono un approccio più selettivo al trattamento del dolore, con profili farmacologici ottimizzati e una risposta analgesica rapida. Tra queste – si legge – il dexibuprofene rappresenta un’opzione di interesse terapeutico, grazie alla disponibilità della sola componente attiva che consente un’azione farmacologica con dosaggi mirati e un metabolismo meno complesso. Trattandosi di Fans, rimane centrale il principio di appropriatezza d’uso: il coinvolgimento del medico e del farmacista è fondamentale per garantire una scelta terapeutica personalizzata, sicura e coerente con il profilo clinico del paziente. 

    Il dexibuprofene – descrive la nota – è l’enantiomero S (+) farmacologicamente attivo dell’ibuprofene, ovvero responsabile dell’effetto analgesico e antinfiammatorio. La disponibilità della sola componente attiva consente di ottenere un effetto analgesico e antinfiammatorio efficace con dosi inferiori rispetto alla miscela racemica, con un metabolismo meno complesso e senza necessità di conversione metabolica dell’enantiomero inattivo. Dati clinici in ambito odontoiatrico e sul trattamento di pazienti con dismenorrea primaria mostrano un’insorgenza relativamente rapida dell’effetto, con un sollievo significativo già entro la prima mezz’ora dopo l’assunzione del farmaco. Come per tutti i Fans, l’impiego del dexibuprofene richiede un utilizzo appropriato e personalizzato, tenendo conto del profilo clinico del paziente, delle eventuali comorbilità e delle terapie concomitanti. 

    “La gestione del dolore – dichiara Antonio Limitone, Medical Affairs Lead Southern Europe Haleon – rappresenta un ambito dove esiste ancora oggi un bisogno insoddisfatto molto significativo: milioni di persone convivono con episodi di dolore acuto che impattano sulla qualità della vita, sulla produttività e sulle relazioni sociali. Come Haleon, abbiamo una lunga esperienza nel campo del sollievo dal dolore e continuiamo a investire per rendere accessibili ai cittadini soluzioni sempre più mirate, basate su evidenze solide e su un uso consapevole dei farmaci. Il farmaco antinfiammatorio lanciato di recente è un esempio concreto del nostro impegno nel supportare la gestione del dolore, con un approccio che tiene insieme efficacia, sicurezza e attenzione alle esigenze reali delle persone”. 

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    cronaca

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  • Rubio: “Inaccettabile pedaggio a Hormuz. Rivedere truppe in Europa non è azione punitiva”

    Rubio: “Inaccettabile pedaggio a Hormuz. Rivedere truppe in Europa non è azione punitiva”

    (Adnkronos) –
    Accettare che l’Iran possa imporre pedaggi per il transito nello Stretto di Hormuz è “semplicemente inaccettabile. Non può accadere. Se ciò dovesse verificarsi nello Stretto di Hormuz, accadrebbe in altri cinque luoghi in tutto il mondo”. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, nel corso di una riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg.  

    “Perché mai i Paesi di tutto il mondo non dovrebbero dire ‘vogliamo farlo anche noi?’. Senza contare quanto quello Stretto sia vitale e cruciale per ogni Paese rappresentato qui oggi, ma francamente, anche per i Paesi non qui rappresentati, in particolare quelli dell’Indo-Pacifico”, ha proseguito Rubio, secondo cui gli iraniani “stanno cercando, tra l’altro, di convincere l’Oman ad associarsi a loro in questo sistema di pedaggi”. 

    Per il segretario di Stato “non esiste al mondo un Paese che dovrebbe accettare una simile pretesa e non conosco alcun Paese al mondo che si dichiari favorevole a ciò – a eccezione dell’Iran, ovviamente – ma, in ogni caso, non c’è Paese al mondo che dovrebbe accettarlo”. 

    Rubio ha quindi evidenziato che in questo momento, alle Nazioni Unite, è in discussione una risoluzione promossa dal Bahrain. “La risoluzione vanta il maggior numero di co-firmatari mai registrato per un testo presentato al Consiglio di Sicurezza. Purtroppo, un paio di Paesi membri del Consiglio di Sicurezza sta valutando la possibilità di porre il veto. Sarebbe un esito deplorevole. Stiamo tuttavia facendo tutto il possibile per costruire quel consenso globale necessario a impedire che ciò accada”, ha proseguito. “Vedremo se le Nazioni Unite funzionano ancora. È in quella sede che cercheremo di ottenere un risultato concreto. Credo che quasi tutti i Paesi qui rappresentati oggi abbiano aderito come co-firmatari di tale risoluzione. E se non l’hanno ancora fatto, sono certo che lo faranno presto”, ha aggiunto. 

    Sui negoziati in corso con l’Iran “siamo in attesa di aggiornamenti sui colloqui attualmente in corso, ma si sono registrati lievi progressi. Non voglio esagerare, ma c’è stato un certo movimento, e questo è positivo”, ha dichiarato ancora il segretario di Stato americano aottolineando: “I principi fondamentali rimangono gli stessi: l’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare. Semplicemente non può. Questo regime non potrà mai disporre di armi nucleari. E per garantire ciò, dovremo affrontare la questione dell’arricchimento”. 

    Quanto alla decisione degli Stati Uniti di rivedere la propria presenza militare in Europa non è una “misura punitiva”, ha dichiarato. “E’ evidente che gli Stati Uniti continuano ad avere impegni globali da onorare in termini di dispiegamento delle forze: ciò ci impone di riesaminare costantemente la dislocazione delle nostre truppe. Non si tratta di una misura punitiva”, ha affermato Rubio, secondo cui si tratta di “un processo che proseguirà e che, ne sono convinto, ci permetterà di arrivare a decisioni in modo molto positivo e produttivo, grazie alla collaborazione con i nostri alleati. In fin dei conti, però – come in qualsiasi alleanza – il rapporto deve risultare vantaggioso per tutti i soggetti coinvolti”. 

    “Siamo qui per gettare le basi di quello che, a mio avviso, sarà probabilmente uno dei vertici dei leader più importanti nella storia della Nato”. Lo ha dichiarato quindi Rubio concludendo: “Le opinioni del Presidente” ovvero “la sua delusione nei confronti di alcuni dei nostri alleati Nato e della loro risposta alle nostre operazioni in Medio Oriente, sono ben documentate. La questione dovrà essere affrontata. Non verrà risolta né affrontata oggi, è un argomento da discutere a livello dei leader”. 

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    internazionale/esteri

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  • Farmaceutica, export e ricerca trainano la crescita: talk su investimenti, accesso e competitività

    Farmaceutica, export e ricerca trainano la crescita: talk su investimenti, accesso e competitività

    (Adnkronos) – Investimenti in ricerca e innovazione, accesso alle cure e ruolo strategico dell’industria farmaceutica nel nostro Paese. Questi i temi al centro del talk ‘Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità’, il primo appuntamento del ciclo di incontri ‘Equilibri e prospettive del sistema salute’, promosso da Adnkronos con il contributo non condizionante di Farmindustria disponibile online. All’incontro, moderato dal vicedirettore Fabio Insenga, hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, e il direttore dell’Ufficio Relazioni internazionali di Aifa – Agenzia italiana del famaco, Armando Magrelli.  

    Nel suo intervento, il ministro Urso ha ribadito la scelta del governo di riconoscere la farmaceutica come comparto industriale strategico: “L’industria farmaceutica rappresenta la dimostrazione concreta di come si possa vincere la sfida dell’innovazione: è il settore che più cresce nelle esportazioni ed è quello che risulta più attrattivo per gli investimenti esteri nel nostro Paese, oltre a essere anche quello che investe maggiormente in innovazione e ricerca. Dobbiamo farne un esempio, un modello di politica industriale”. Il ministro ha poi sottolineato la resilienza del sistema produttivo nazionale in uno scenario globale complesso. L’Italia, “in questa fase di instabilità e di conflitti, appare più competitiva di altri Paesi europei”. “Nel 2025 – ha spiegato – nonostante guerre commerciali e conflitti armati che coinvolgono diverse aree del mondo, le esportazioni italiane sono cresciute negli Stati Uniti del 7,2%, la migliore performance tra i Paesi europei, trainate anche dal settore farmaceutico. A livello globale le esportazioni sono cresciute del 3,3%, consentendo all’Italia di avvicinarsi al Giappone come quarto Paese esportatore mondiale, con un divario ormai ridotto. Parallelamente, sono aumentati gli investimenti esteri in Italia di oltre il 12% negli ultimi anni, insieme agli investimenti in Borsa, alla crescita dei titoli di Stato italiani e all’aumento dei flussi turistici”. 

    Anche il presidente di Farmindustria ha rimarcato il peso crescente del comparto farmaceutico nell’economia nazionale: “La forza della farmaceutica è la sua capacità di fare innovazione – ha evidenziato Cattani – di avere competenze da Sud a Nord del Paese. Vale, in investimenti in ricerca e sviluppo, oltre 4,5 miliardi di euro ogni anno tra ricerca clinica e tecnologia industriale. Oggi l’industria farmaceutica è il cuore della crescita manifatturiera italiana, con 74 miliardi di euro di produzione industriale nel 2025 e ben 70 di export. Il tutto con un dato molto positivo per la nuova occupazione: una crescita di quasi 2 punti percentuali da un anno all’altro”. 

    Il presidente di Farmindustria ha poi richiamato il contesto geopolitico e le conseguenze del modello Most Favored Nation (Mfn) introdotto dagli Stati Uniti, che lega il prezzo dei farmaci a quello praticato nei Paesi che hanno un reddito pro-capite paragonabile e dove il costo è più basso. “Gli Usa – ha ricordato Cattani – hanno avviato nel 2025 un cambiamento profondo degli equilibri globali della ricerca e dello sviluppo e dell’organizzazione della filiera, con l’obiettivo di rafforzare la propria sovranità e ridurre le dipendenze, soprattutto dall’Europa”. “L’industria farmaceutica e la filiera della salute sono fortemente interconnesse a livello mondiale per competenze, materie prime, ricerca e sviluppo – ha precisato – Isolare il tema Mfn da questo quadro non permetterebbe di avere una visione d’insieme, perché si inserisce in uno scenario in cui diventa necessario cambiare approccio in modo radicale nella gestione dell’innovazione”.  

    “Manca ancora una vera logica value-based a livello regolatorio che consenta percorsi più rapidi – ha ammonito Cattani – Oggi, ad esempio, non esiste un meccanismo strutturato di early access per vaccini e farmaci innovativi per i cittadini italiani. In Europa e in Italia i tempi di accesso e rimborso restano lunghi e frammentati, e si sommano a sistemi regionali disomogenei. Per questo diventa centrale superare una logica basata solo su costo e sconto, e spostarsi verso un approccio più orientato al valore dell’innovazione, anche affrontando nodi strutturali come il payback. Difendere la ricerca clinica e l’innovazione significa anche rafforzare la capacità produttiva e garantire ai cittadini l’accesso ai risultati della ricerca”. 

    Dal punto di vista regolatorio, Magrelli ha posto l’accento sul il ruolo dell’Aifa nei processi europei e internazionali. “L’Europa sta modificando i propri assetti normativi per stare al passo con l’innovazione farmaceutica con interventi come il Critical Medicines Act, il Biotech Act e la riforma della legislazione farmaceutica. Sono interventi avviati dagli stakeholder con l’obiettivo di colmare il divario rispetto a un’innovazione che avanza a una velocità sempre più difficile da definire e governare”.  

    Secondo il direttore dell’Ufficio Relazioni internazionali dell’ente regolatorio nazionale, il riconoscimento del valore passa anche da strumenti concreti di accelerazione come gli studi clinici che rappresentano oggi una leva fondamentale per consentire ai pazienti di accedere più rapidamente alle cure innovative. Sul farmaco, Magrelli ha osservato: “L’obiettivo è rafforzare una logica di valore. Il prezzo da solo non può essere sufficiente a rappresentarne l’impatto, sia per i sistemi sanitari sia per le imprese, perché incide anche sulla programmazione industriale e sugli investimenti. Il valore del farmaco si costruisce lungo tutta la filiera, a partire dalla ricerca e dallo sviluppo, soprattutto quando questa è condotta in ambito europeo. Per questo le istituzioni europee e nazionali stanno lavorando per velocizzare i processi regolatori, garantendo da un lato certezza dei tempi e dall’altro certezza del valore riconosciuto. In questo contesto si inserisce anche la necessità di poter rivedere nel tempo il valore dei farmaci: un tema complesso, ma centrale per l’evoluzione dei sistemi di accesso e rimborso”, ha chiosato. 

    E proprio i temi dell’innovazione, della velocità decisionale e della capacità di competere a livello globale restano quindi centrali per il futuro del settore “L’Italia ha rafforzato la propria attrattività per gli investimenti industriali e può giocare un ruolo competitivo, ma solo se riesce a tenere insieme in modo coerente innovazione, regolazione e politica industriale, perché gli eventi che accadono nel mondo ci portano a prendere delle decisioni e devono essere decisioni di sistema, nell’interesse e nella tutela della sicurezza dei cittadini ma anche delle imprese”, ha concluso Cattani.  

    Rivedi il talk: https://www.youtube.com/watch?v=YAaOlpfdnGE 

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    salute

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  • Roma, due bambini lasciati soli in auto in centro: denunciata la madre

    (Adnkronos) – Si era allontanata per andare in alcuni negozi, lasciando i due figli piccoli soli in un’auto in sosta. E’ successo vicino a via del Corso, a Roma, e per questo motivo la donna è stata denunciata dagli agenti del I gruppo centro della polizia locale di Roma Capitale per abbandono di minori. L’intervento risale ad alcuni giorni fa ed è scaturito dopo la segnalazione di un passante che, attirato dal pianto dei piccoli all’interno dell’abitacolo, ha chiesto l’intervento di una pattuglia in servizio di vigilanza nella zona.  

    Come ricostruisce in una nota la polizia locale, gli agenti hanno verificato la presenza dei due bambini nel veicolo, lasciato parcheggiato al sole, e hanno tranquillizzato i bambini che nel frattempo sono riusciti ad abbassare i finestrini.  

    Contestualmente sono partiti gli accertamenti per rintracciare i genitori, fino ad individuare la madre, che si era allontanata per recarsi in alcuni esercizi commerciali. La donna è stata accompagnata negli uffici del I Gruppo, in via della Greca per i controlli. Informati l’autorità giudiziaria e i servizi sociali, la donna è stata denunciata per abbandono di minori.  

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    cronaca

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  • Mattarella: “Scomparsa Petrini lascia grande vuoto, ha generato nuova consapevolezza in cultura cibo”

    Mattarella: “Scomparsa Petrini lascia grande vuoto, ha generato nuova consapevolezza in cultura cibo”

    (Adnkronos) – ”La scomparsa di Carlo Petrini lascia un grande vuoto non soltanto nel mondo della scienza enogastronomica, ma anche nell’intera società e non solo in Italia”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha commentato così la scomparsa di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.  

    Il Capo dello Stato ha aggiunto: ”Le sue intuizioni e le sue costanti sollecitazioni sulla sostenibilità, sulla necessità di preservare le tradizioni, sulla valorizzazione delle culture locali, sul rispetto dell’ambiente hanno generato una nuova consapevolezza della cultura del cibo e della sua produzione, ispirata a criteri di qualità, di genuinità, di eticità. Esprimo il mio profondo cordoglio ai familiari e a tutte le persone che hanno lavorato con lui”. 

    “Esprimo cordoglio per la scomparsa di Carlo Petrini, figura centrale della cultura alimentare italiana e fondatore di Slow Food. Con passione, visione e amore per la terra ha saputo trasformare il tema del cibo in un impegno civile, culturale e sociale riconosciuto in tutto il mondo. Alla sua famiglia e ai suoi cari giungano le più sentite condoglianze, mie personali e del Senato della Repubblica”. Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica. 

    La scomparsa di Carlo Petrini è stata commentata – su X – anche dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Con commozione apprendo della scomparsa di Carlo Petrini, uomo di visione che ha saputo trasformare il cibo in cultura, identità, rispetto della terra e solidarietà tra i popoli. Con Slow Food e Terra Madre ha dato voce alle comunità locali, difeso la biodiversità e promosso nel mondo un modello di sviluppo più umano, sostenibile e giusto – ha aggiunto Tajani -. Attraverso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha inoltre formato generazioni di giovani provenienti da ogni parte del mondo, facendo della cultura gastronomica italiana uno strumento di dialogo internazionale, conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare. L’Italia perde un grande ambasciatore delle sue tradizioni, del dialogo tra culture e di quel legame profondo tra uomo, territorio e qualità della vita che rende unico il nostro Paese. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la comunità di Slow Food rivolgo il mio più sincero cordoglio”. 

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