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  • Innovazione, Bertogna (Unimore): “Guida autonoma rivoluzionerà la mobilità ma servono test sicuri”

    Innovazione, Bertogna (Unimore): “Guida autonoma rivoluzionerà la mobilità ma servono test sicuri”

    (Adnkronos) – “La guida autonoma è destinata a rivoluzionare non solo la mobilità urbana, ma anche logistica, trasporto materiali, agricoltura e difesa. È una tecnologia che è qui per rimanere”. Lo ha detto Marko Bertogna, professore dell’università Modena-Reggio Emilia, durante l’evento ‘On the Road, distretti di innovazione: ricerca, tech transfer e capitale umano per far crescere l’Europa’ presso il Gazometro di Roma, in occasione del quale sono stati presentati i risultati conseguiti nel primo triennio di attività di Road – Rome Advanced District. 

    Bertogna ha sottolineato come il nodo centrale dello sviluppo sia la sicurezza funzionale dei sistemi autonomi: “Il problema è riuscire a sperimentare e testare questi veicoli in modo da garantire il 100% di sicurezza. Sono sistemi che, in teoria, dovrebbero essere più sicuri dell’uomo, perché non si distraggono, non si stancano e non assumono comportamenti imprevedibili”. Per questo, ha spiegato il docente, sono necessari ambienti di prova controllati: “Qui su Road abbiamo realizzato un’area geofence, rappresentativa di un contesto urbano con rotatorie, uffici e logistica, che consente di testare senza esporre la cittadinanza a rischi”. Il professore ha poi richiamato il tema dell’integrazione tra infrastruttura e veicoli: “La guida autonoma deve essere connessa con la città e con l’infrastruttura stradale. Noi abbiamo sviluppato sistemi che permettono all’infrastruttura di supportare le decisioni del veicolo”. 

    Infine, un richiamo alla competizione globale e agli investimenti: “Waymo, l’azienda che più ha speso ed è più avanti nella parte di guida autonoma, che fa i robotaxi in giro per l’America e sta iniziando anche in Europa, ha speso qualcosa come 30 miliardi. Ovviamente noi non possiamo né spendere questo tipo di finanziamenti né rimanere indietro su questo tipo di tecnologie. Purtroppo, In Europa stiamo perdendo il treno rispetto a Stati Uniti e Cina, dove gli investimenti sono da 10 a 100 volte superiori. Il vero limite oggi è l’ultimo 1% di sicurezza, quello che rende il sistema realmente affidabile in ogni scenario”. 

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    economia

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  • Innovazione, Granata (Road): “Da Gazometro nasce laboratorio transizione e nuove competenze”

    Innovazione, Granata (Road): “Da Gazometro nasce laboratorio transizione e nuove competenze”

    (Adnkronos) – “Road è un distretto di innovazione costruito all’interno del Gazometro di Roma, nel luogo in cui nacque una delle prime forme di innovazione energetica della città. Qui nei primi del ‘900 nacque il primo impianto a gas alimentato a carbone”. Così Claudio Granata, presidente di Road, in occasione del terzo anniversario di Rome Advanced District, la rete di imprese composta da Eni, Acea, Autostrade per l’Italia, Bridgestone, Cisco, eFm, Gruppo Fs e Nextchem, che ha presentato presso il Gazometro di Roma i risultati conseguiti nel primo triennio di attività e le direttrici strategiche per il periodo 2026–2029.  

    Granata ha richiamato il valore simbolico e industriale dell’area, sottolineando il legame tra passato e futuro: “Siamo tornati dopo decenni nello stesso punto di partenza, per ripartire dalla transizione e dalla trasformazione energetica insieme alle imprese del distretto, che sono sia produttori sia consumatori di energia”. Il presidente ha evidenziato come, nei primi tre anni, il lavoro del distretto si sia concentrato soprattutto sullo sviluppo di competenze e progetti pilota: “Abbiamo sviluppato esperienze su ambiente, sicurezza, infrastrutture e mobilità, in particolare sulla mobilità autonoma, che è uno dei laboratori più avanzati su cui stiamo lavorando”. 

    Parlando del modello operativo, Granata ha sottolineato l’approccio pragmatico di Road – Rome Advanced District: “Abbiamo adottato un metodo molto operativo, simile a quello di un’impresa, con un lavoro sulle competenze che ha portato alla mappatura di circa 1.000 profili professionali”. Secondo il presidente, l’evoluzione del lavoro e delle competenze porterà a figure sempre più ibride: “Stanno tornando centrali discipline come biologia, fisica, ingegneria ma anche filosofia e socialità. In futuro potremo vedere figure come l’ingegnere-filosofo, capace di unire competenze tecniche e impatto sociale”. 

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    economia

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  • Milan, ritorno al passato per la nuova maglia: debutterà contro il Cagliari

    Milan, ritorno al passato per la nuova maglia: debutterà contro il Cagliari

    (Adnkronos) –
    Il Milan cambia abito e svela, con lo sponsor tecnico Puma, il nuovo Home Kit 2026/27: un ritorno a una delle estetiche più iconiche del calcio, il linguaggio visivo rossonero nella sua forma più classica. La divisa della prossima stagione ripropone le strisce rossonere larghe, che attraversano tutta la maglia, sia sul fronte che sul retro, con il ritorno dei pantaloncini bianchi e dei calzettoni neri. Un look che rimanda al marchio distintivo del Diavolo, un’identità che viene rafforzata da ogni dettaglio. 

    La scritta “From Milan to the World” rende omaggio a milioni di tifosi in tutto il mondo, capaci di far sentire il Club a casa propria in ogni continente. Sul retro del collo, un sigillo in ceralacca custodisce lo stemma rossonero, impresso come una firma autentica. Curiosità: il Milan indosserà la nuova maglia già domenica 24 maggio, nella sfida di campionato contro il Cagliari (che vale la Champions League). 

    Maikel Oettle, Chief Revenue Officer del Milan, ha dichiarato: “Questo Kit rimanda al cuore di ciò che siamo. È un design in cui subito ti riconosci e di cui ti senti immediatamente parte: essenziale, iconico e inequivocabilmente AC Milan. Queste strisce non raccontano una storia. Sono la storia. E appartengono a ogni rossonero, ovunque si trovi” 

    Come sarà la nuova maglia del Milan? La versione Authentic è progettata per soddisfare le esigenze del calcio d’élite. Il tessuto Ultraweave di Puma, ultraleggero e realizzato con tessitura di precisione, garantisce totale libertà di movimento, mentre le tecnologie dryCell e ThermoAdapt gestiscono la traspirazione e regolano la temperatura corporea. Performance che non interferiscono mai con il gioco. La Replica porta la stessa identità sugli spalti e nelle strade: estetica da match-worn, vestibilità casual e tecnologia Re:Fibre, con il 95% di poliestere riciclato proveniente da scarti tessili. I valori che definiscono il Club si riflettono non solo nel design della maglia, ma anche nel modo in cui viene prodotta. 

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    sport

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  • Sonepar Italia sarà presente al Data Center Nation Milano 2026

    Sonepar Italia sarà presente al Data Center Nation Milano 2026

    (Adnkronos) – Sonepar Italia sarà presente a Data Center Nation Milan 2026, appuntamento dedicato al mondo delle infrastrutture digitali e dei Data Center, in programma all’Allianz MiCo a Milano mercoledì 27 maggio. La presenza all’evento – viene sottolineato in una nota da Sonepar – “conferma l’attenzione dell’azienda per un segmento sempre più rilevante nello sviluppo tecnologico del Paese. In un contesto segnato dalla crescita di cloud, intelligenza artificiale, high performance computing e dalla crescente domanda di capacità elaborativa, i Data Center rappresentano oggi infrastrutture critiche, chiamate a garantire continuità di servizio, efficienza energetica, sicurezza e scalabilità”.  

    Per rispondere a queste esigenze, Sonepar spiega che “affianca progettisti, installatori, general contractor e system integrator con un approccio integrato che unisce competenze tecniche, ampiezza di portafoglio, supporto alla progettazione e servizi logistici dedicati. A caratterizzare la proposta Sonepar è anche la capacità di accompagnare il cliente lungo l’intero ciclo di vita del progetto, dalla definizione delle soluzioni tecniche alla gestione delle consegne, fino al supporto operativo in cantiere. In ambienti mission critical, nei quali tempi, affidabilità e coordinamento incidono direttamente sulle performance dell’infrastruttura, la logistica avanzata che alimenta la capillare capacità distributiva di Sonepar assume un valore strategico, al pari della qualità dei prodotti e della consulenza specialistica”.  

    I prodotti e i servizi Sonepar – viene sottolineato – “soddisfano le esigenze di progettazione, allestimento e gestione sia della gray room, cioè l’insieme delle infrastrutture elettriche e di continuità che alimentano il Data Center, sia della white room, cuore operativo dell’infrastruttura IT”. 

    “I nostri clienti possono contare sul supporto tecnico di tre team dedicati e localizzati a Padova, Milano e Roma che, tra gli oltre 130 specialisti Sonepar, hanno competenza su tutti gli ambiti applicativi di un Data Center in ogni fase di realizzazione dell’infrastruttura. Inoltre, la nostra piattaforma di e-commerce B2B, che dispone di 750.000 articoli corredati di specifiche e schede tecniche sempre aggiornate, la rete capillare di oltre 160 punti vendita dislocati sul territorio nazionale e l’elevata efficienza logistica, garantiscono ampia disponibilità di prodotti e componenti con consegne entro 24 ore di quanto disponibile a stock”, dichiara Enrico Lombardo, direttore Business Unit Sustainability & Building di Sonepar Italia.  

    Concentrandosi sugli aspetti relativi alla white room, Lombardo precisa: “Il nostro ecosistema multi-vendor, composto da oltre 300 produttori leader di mercato – molti dei quali dotati di un’offerta specifica per i Data Center – permette flessibilità totale nella selezione delle soluzioni tecnologiche dedicate alla white room (rack, Pdu, cablaggio strutturato, sistemi di raffreddamento close-control) ed agli impianti generali a corredo (sistemi antincendio, controllo accessi, sistemi di sicurezza perimetrali attivi e passivi, illuminazione)”. 

    Per quanto attiene alla gray room, Davide Lombardi, Direttore Business Unit Industry di Sonepar Italia, aggiunge: “Ci proponiamo sul mercato con un approccio end-to-end in ogni fase del ciclo di vita dell’infrastruttura, dalla pianificazione all’installazione, con servizi su misura come kitting, taglio cavi e logistica in cantiere. La forza internazionale del gruppo, con grandi progetti all’attivo in Europa, Nord America e Asia-Pacifico, porta con sé esperienza e visione sui trend Ai e IoT. I nostri Product Marketing Manager hanno selezionato insieme ai principali partner della produzione, con cui siamo allineati nella generazione di valore condiviso, un catalogo di prodotti e soluzioni adatti a coprire le esigenze delle grandi infrastrutture hyperscale quanto quelle delle piccole enterprise. Tra queste soluzioni ci sono power systems, gruppi di continuità, quadri di media e bassa tensione. Tutto ciò si traduce in affidabilità, disponibilità dei materiali, ottimizzazione dei lead time e garanzia di operatività anche nei contesti più critici”. 

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    economia

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  • Allarme Ebola, restrizioni e controlli rafforzati negli aeroporti Usa

    (Adnkronos) –
    Controlli rafforzati e alcune restrizioni per chi entra in Usa con provenienza Repubblica democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan. L’epidemia di Ebola ha fatto scattare nuove misure previste dai Cdc (Centers for Disease Control and Prevention) che hanno emesso un’ordinanza che sospende l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini stranieri che si trovavano nei paesi coinvolti nell’epidemia nei 21 giorni precedenti l’arrivo. I cittadini statunitensi, i residenti permanenti e i cittadini statunitensi che si trovavano in questi paesi nei 21 giorni precedenti l’arrivo negli Stati Uniti sono autorizzati a entrare.  

    I viaggiatori che sono stati nella Repubblica democratica del Congo, in Uganda e nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti il loro volo e che hanno in programma di viaggiare negli Stati Uniti, durante il periodo di screening, saranno contattati dalla loro compagnia aerea per riprenotare il volo per l’aeroporto internazionale di Washington, scelto come ‘porta’ d’ingresso negli Usa per questi viaggiatori. “A oggi, non sono stati segnalati casi sospetti, probabili o confermati di Ebola negli Stati Uniti e il rischio di Ebola a livello nazionale è basso. Tuttavia, lo screening sanitario all’ingresso fa parte di un approccio a più livelli che, se utilizzato insieme ad altre misure di salute pubblica già in atto per individuare i viaggiatori sintomatici in arrivo, può rallentare e ridurre la diffusione della malattia negli Stati Uniti”, sottolineano i Cdc in una nota.  

    “I viaggiatori che sono stati nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti l’arrivo negli Stati Uniti saranno accompagnati in un’area dell’aeroporto riservata allo screening. Qui risponderanno a un breve questionario che chiede informazioni sulla loro storia di viaggio e sui sintomi, e raccoglie informazioni per poterli contattare, se necessario; Il personale del Cdc osserverà questi viaggiatori per individuare eventuali sintomi della malattia e misurerà la loro temperatura corporea utilizzando termometri senza contatto (termometri che non toccano la pelle) – si legge nella nota – I viaggiatori che non presentano sintomi, ma che sono stati nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan negli ultimi 21 giorni, riceveranno informazioni su come monitorare il proprio stato di salute e sulle azioni da intraprendere qualora si manifestassero sintomi in seguito. Questi viaggiatori proseguiranno verso le loro destinazioni finali. I dati di contatto dei viaggiatori saranno condivisi con i dipartimenti sanitari statali e locali per ulteriori accertamenti e supporto”. Se un viaggiatore presenta febbre o altri sintomi, verrà visitato da un funzionario della sanità pubblica del Cdc.  

    L’epidemia di Ebola ha determinato fino a ora un bilancio di oltre 100 morti. L’entità dell’epidemia, causata dal virus Bundibugyo, potrebbe essere maggiore di quanto suggeriscono attualmente le cifre diffuse. I dati ufficiali non descriverebbero la complessità del fenomeno, che potrebbe essere ancora ‘sommerso’ almeno in parte. È quanto suggerisce un rapporto pubblicato da ricercatori dell’Imperial College London, in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità e le autorità sanitarie regionali. 

    Secondo l’Oms è destinata a crescere ancora: “Prevediamo che i numeri continueranno ad aumentare, considerato il tempo in cui il virus ha circolato prima che l’epidemia venisse rilevata”, ha dichiarato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante una conferenza stampa sugli esiti della riunione del Comitato di emergenza che si è riunito ieri, 19 maggio. Gli esperti del comitato hanno confermato che l’epidemia rappresenta un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale (Pheic, dichiarata dal Dg Tedros domenica 17 maggio), ma non un’emergenza pandemica. 

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    internazionale/esteri

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  • Mestruazioni in estate, perché aumentano i dubbi? Tutte le fake news

    Mestruazioni in estate, perché aumentano i dubbi? Tutte le fake news

    (Adnkronos) – Le mestruazioni restano uno dei temi della salute femminile più esposti a falsi miti e convinzioni errate, nonostante oggi sia più facile trovare informazioni attendibili rispetto al passato. Accanto a una maggiore diffusione di contenuti divulgativi e medici, continuano però a circolare credenze senza fondamento che influenzano il modo in cui viene vissuto il ciclo mestruale e, più in generale, il rapporto con il proprio benessere fisico e psicologico. Spesso queste idee si radicano nella quotidianità e vengono trasmesse nel tempo, generando dubbi o comportamenti non necessari. Diventa quindi importante saper distinguere tra informazioni affidabili e contenuti non supportati da prove, così da vivere il ciclo con maggiore consapevolezza e attenzione alla propria salute. “La corretta informazione sul ciclo mestruale è un elemento essenziale per la tutela della salute femminile – spiega Marco Grassi, ginecologo di Ascoli Piceno – La mancanza di conoscenze adeguate può portare all’introduzione di limitazioni non necessarie nella vita della donna, fino alla sottovalutazione di sintomi che potrebbero richiedere attenzione medica.” 

     

    “Il fenomeno della disinformazione tende ad accentuarsi nei mesi caldi. Durante l’estate, tra vacanze, sport all’aperto e cambi di routine, il ciclo mestruale viene spesso vissuto con maggiore attenzione e le convinzioni prive di basi scientifiche tornano a circolare più facilmente”, si legge nella nota. Non si può fare il bagno in mare o in piscina durante il ciclo? “Falso. Con assorbente interno o coppetta mestruale è sicuro. Il bagno può anche alleviare i crampi: la protezione adeguata è sufficiente”, risponde l’esperto.  

    L’acqua del mare blocca il ciclo mestruale? “Falso. A differenza di quanto comunemente ipotizzato, non c’è nessuna controindicazione medica nel fare il bagno in mare o in piscina durante il ciclo – chiarisce Marco Grassi – l’unico fattore da considerare è la temperatura: se l’acqua è fredda, i vasi sanguigni dell’utero si restringono momentaneamente riducendo il flusso; se è calda, i vasi si dilatano aumentandolo. Tuttavia, queste variazioni non bloccano il ciclo né lo rendono più doloroso. Anzi, un bagno o una doccia calda sono spesso consigliati proprio per dare sollievo ai dolori mestruali.” Il caldo ritarda il ciclo mestruale? “Non è necessariamente vero. Infatti – aggiunge – non esiste una correlazione tra alte temperature e ritardo del ciclo mestruale. Invece può accadere che il ciclo tenda ad essere più copioso”.  

     

    Durante le mestruazioni non si può fare sport? “Falso. L’attività fisica può alleviare crampi e migliorare l’umore. L’esercizio, anche leggero, contribuisce al benessere e può ridurre i sintomi del ciclo”, osserva Grassi. I tamponi possono essere pericolosi? “Falso. Il timore che il cordoncino del tampone possa spezzarsi è un timore comune, ma del tutto infondato. Infatti, il cordoncino che serve a sfilare il tampone non è solo nella porzione finale del tampone ma è cucito lungo tutto l’assorbente, quindi la possibilità che possa spezzarsi è molto remota”, avverte.  

    Evitare di prendere il sole durante il ciclo mestruale? “Durante il ciclo mestruale la pelle può risultare più sensibile per effetto delle variazioni ormonali, in particolare degli estrogeni, con una maggiore reattività e predisposizione ad arrossamenti. Tuttavia, con una corretta protezione solare ed evitando le ore centrali della giornata, non ci sono controindicazioni specifiche all’esposizione al sole”, sottolinea Grassi.  

    Oltre la stagione: i falsi miti che resistono tutto l’anno. ” Alcune credenze non conoscono stagione, e influenzano la quotidianità delle donne da generazioni. Tra queste, l’idea che le mestruazioni si sincronizzino tra donne che vivono a stretto contatto, oppure la convinzione che mangiare cioccolato peggiori i dolori mestruali: un falso mito, poiché il cioccolato fondente può contribuire alla produzione di endorfine e al miglioramento dell’umore, rappresentando un alleato durante il ciclo. O l’idea che alcuni alimenti, come conserve, prodotti a base di lievito e maionese, sono influenzati dal ciclo mestruale. Fino ad arrivare a informazioni sbagliate che possono avere effetti seri sulla vita e sulla salute della donna: Il ciclo mestruale deve durare 28 giorni: “Non esiste una durata ‘perfetta’, generalmente varia tra 24 e 35 giorni e può essere considerata regolare anche se più corto o più lungo dei classici 28 giorni, purché mantenga una durata simile ogni mese – spiega Marco Grassi – flusso, durata e dolore possono variare da donna a donna senza rappresentare necessariamente un problema. È invece importante rivolgersi al medico quando il ciclo diventa molto irregolare, troppo ravvicinato, eccessivamente abbondante o assente per più mesi consecutivi.”  

    Un’altra fake news pericolosa riguarda il fatto che durante il ciclo non si possa rimanere incinta: anche se poco probabile è possibile rimanere incinta durante le mestruazioni. Come sottolinea il dottor Grassi, “gli spermatozoi possono sopravvivere fino a 7 giorni nelle vie genitali femminili, rendendo possibile il concepimento soprattutto in caso di cicli brevi o ovulazione precoce. È quindi importante utilizzare metodi anticoncezionali in ogni fase del ciclo. Inoltre, durante il ciclo aumenta anche il rischio di infezioni sessualmente trasmissibili, motivo per cui è fondamentale l’uso del preservativo”.  

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    salute

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  • Gb, ex principe Andrea indagato per presunti reati sessuali

    Gb, ex principe Andrea indagato per presunti reati sessuali

    (Adnkronos) – La polizia sta indagando sull’ex principe Andrew per presunti reati sessuali. Secondo quanto si legge su diversi media stranieri gli investigatori intendono parlare con una donna che sostiene di essere stata portata nella sua abitazione di Windsor “per scopi sessuali”. 

    Tre mesi dopo l’arresto dell’ex duca di York, accusato di aver divulgato informazioni riservate al finanziere pedofilo Jeffrey Epstein durante il suo decennio come inviato commerciale del Regno Unito, gli agenti stanno ora interrogando i testimoni in merito a presunti reati penali. 

    La polizia ha già interrogato diversi testimoni da quando il sospettato è stato arrestato, nel giorno del suo 66° compleanno, durante un’irruzione all’alba nella sua nuova casa nel Norfolk. 

    I fascicoli sembrano dimostrare che il fratello del re abbia trasmesso documenti governativi riservati e informazioni commerciali al suo amico Epstein. 

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    internazionale/esteri

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  • Meloni: “Io furibonda per la campagna di Renzi nelle stazioni? Non è vero”

    Meloni: “Io furibonda per la campagna di Renzi nelle stazioni? Non è vero”

    (Adnkronos) – “Non è vero che la campagna di Italia Viva mi ha irritato, così come non è vero che qualcuno a Palazzo Chigi abbia chiesto spiegazioni al Mit”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni in una lettera alla ‘Stampa’, smentendo la “falsa notizia” che l’ha descritta ‘furibonda’ per la campagna realizzata da Italia Viva sul 2xmille e diffusa nelle grandi stazioni ferroviarie italiane. Sottolinea di essere ”tra le persone più criticate e contestate nella storia d’Italia. E non mi ha mai spaventato la critica di nessuno”, ma anche di essere stata ”all’opposizione per decenni e ho profondo rispetto per chi legittimamente tenta di far valere le proprie idee”. Quindi ”tranquillizzo tutti: la Meloni non è «furiosa», non si occupa dei manifesti nelle stazioni, non chiama Ministri e Ministeri per lamentarsi di sciocchezze di questo tipo. Sono cose che facevano altri prima di me. Io mi occupo dei problemi concreti delle persone, e continuerò a farlo”. 

    Nel merito poi ”devo dire che ho trovato la campagna molto efficace dal punto di vista comunicativo e l’ho detto direttamente a chi l’ha ideata, cioè Matteo Renzi”. ”Leggo, inoltre, che qualcuno avrebbe chiesto di modificare la campagna di Italia Viva. Non so se sia vero e non ho gli elementi per dirlo, perché mi occupo di tante cose ma grazie a Dio non degli spazi pubblicitari nelle stazioni, ma a scanso di equivoci mi permetto di suggerire a chi ha questa responsabilità che la campagna di Italia Viva non dovrebbe essere toccata e dovrebbe proseguire così com’è”. 

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    politica

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  • Italiani morti alle Maldive, missione internazionale finita: materiale recuperato consegnato a polizia

    Italiani morti alle Maldive, missione internazionale finita: materiale recuperato consegnato a polizia

    (Adnkronos) – Si è conclusa la fase operativa subacquea della missione internazionale
    di search & recovery condotta nel sito d’immersione di Dhekunu Kandu, atollo di Vaavu, alle Maldive, dove sono stati recuperati i corpi dei cinque sub italiani morti. L’immersione di ieri è stato “l’ultimo intervento operativo in acqua effettuato dal team finlandese di soccorso coordinato da Dan Europe, insieme ai team di superficie e in stretta collaborazione con la Maldives National Defence Force e le autorità italiane presenti a Malé”, informa Dan Europe sottolineando che le condizioni meteo-marine si sono rivelate “più impegnative rispetto ai giorni precedenti, con forte vento, corrente di superficie ed una fase decompressiva più delicata. L’immersione è iniziata circa 1 ora e 30 minuti più tardi del previsto e ha previsto circa 50 minuti di lavoro all’interno della grotta, con una durata complessiva del tuffo di circa 3 ore”. 

    Gli obiettivi dell’immersione includevano la cosiddetta scene clean-up: “La rimozione di sagole guida temporanee e attrezzature installate all’interno delle cavità durante la fase di recupero, oltre alla verifica e recupero di ulteriori elementi rimasti sulla scena e potenzialmente utili alle indagini in corso”. “Questa procedura segue best practice riconosciute, che prevedono il ripristino dell’ambiente e la rimozione, ove possibile, delle tracce di attività precedenti – sottolinea – Tutto il materiale recuperato, comprese attrezzature appartenenti alle vittime, ai soccorritori e a precedenti team operativi, è stato consegnato alla polizia maldiviana”.  

    “Le operazioni subacquee sono state condotte secondo procedure consolidate di immersione tecnica e cave, con ruoli operativi chiaramente definiti tra attività di recupero, supporto safety e documentazione. Il team ha usato rebreather a circuito chiuso (Ccr), Dpv e sistemi ridondanti adatti ad ambienti profondi e ostruiti. Queste tecnologie hanno consentito di operare agevolmente per lunghi periodi all’interno della grotta, ottimizzando decompressione, mobilità e sicurezza operativa”, conclude Dan Europe ringraziando di cuore “tutte le persone, le istituzioni e i team operativi che hanno reso possibile questa complessa missione internazionale”. 

     

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    cronaca

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  • Nato, Rutte: “Alleati accelerano verso obiettivo 5%, miliardi di euro aggiuntivi per spese difesa”

    Nato, Rutte: “Alleati accelerano verso obiettivo 5%, miliardi di euro aggiuntivi per spese difesa”

    (Adnkronos) – Per esercitare la deterrenza e “difenderci da qualsiasi potenziale avversario” sono necessarie le risorse e “la buona notizia, a questo proposito, è che i fondi stanno effettivamente arrivando. Molti Alleati stanno incrementando progressivamente il proprio impegno, accelerando il percorso verso il raggiungimento dell’obiettivo di spesa del 5%, stabilito in occasione del Vertice dell’Aja”. Così il segretario generale della Nato, Mark Rutte, arrivando alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza a Helsingborg. 

    “Ciò si traduce, letteralmente, in decine – e, nel corso degli anni, centinaia – di miliardi di euro aggiuntivi destinati alla spesa per la difesa”, ha spiegato Rutte. 

     

    “E’ nostro dovere garantire che (l’Ucraina, ndr) disponga di tutto il necessario per sostenere lo sforzo bellico. Ciò implica la disponibilità di risorse finanziarie, nonché l’impegno a garantire che tali fondi – e il sostegno complessivo all’Ucraina – siano distribuiti nel modo più equo possibile tra tutti gli alleati della Nato. Ritengo che, su questo fronte, possiamo fare ancora di più”, ha poi dichiarato il segretario generale della Nato. 

    “Ciò che intendo ottenere è che ci sia una maggiore condivisione degli oneri in questo ambito”, ha proseguito Rutte, lamentando che “al momento sono solo sei o sette alleati a farsi carico del lavoro più gravoso”. Secondo il segretario generale, “la buona notizia è che il loro contributo è sufficiente a garantire che l’Ucraina continui ad avere accesso a questi cruciali equipaggiamenti statunitensi. Ma, naturalmente, sarebbe più giusto se all’interno della Nato – e in particolare nella componente europea dell’Alleanza – vedessimo anche altri alleati farsi avanti”. 

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