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  • Sole e sempre più caldo, ecco l’escalation termica: le previsioni meteo

    (Adnkronos) – Dai temporali al caldo anomalo, è iniziata ufficialmente sull’Italia l’escalation termica. Fino a metà della prossima settimana, spiegano infatti gli esperti, assisteremo a una vera e propria parentesi estiva con termometri che registreranno un’anomalia di ben 6-7°C oltre la media del periodo. Sono queste le previsioni meteo per la giornata di oggi, venerdì 22 maggio, e per i giorni a venire. 

     

     

    Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma infatti che il caldo anomalo inizierà a farsi sentire in modo marcato già dalle prossime ore. Entro domenica raggiungeremo valori tipicamente estivi in diverse regioni, con il Centro-Nord a fare da capofila. La Spezia toccherà i 32°C, mentre 31 sarà la massima di gran parte della Pianura Padana, della Toscana, della Sardegna e del Lazio (inclusa Roma). 

    Il vero apice di questa prima ondata di calore del 2026 (e non di Luglio, anche se le temperature ci faranno credere il contrario!) è atteso per l’inizio della prossima settimana. La giornata campale sarà mercoledì 27 maggio, quando si formerà un vero e proprio “triangolo bollente” tra il Basso Piemonte, l’Emilia e la Lombardia orientale. 

    Piacenza, Cremona, Mantova faranno registrare 35°C, Alessandria, Asti, Firenze, Grosseto, La Spezia, Modena, Pavia e molte altre città del Centro-Nord toccheranno i 34°C! 

    Al Sud, invece, i valori saranno leggermente più bassi: questa apparente anomalia sarà dettata dalla posizione dell’anticiclone africano: la struttura di alta pressione posizionerà il suo baricentro sul Canale della Manica, espandendosi da lì verso l’Italia e colpendo con la sua aria rovente, in modo più diretto, le nostre regioni centro-settentrionali. 

    Ma cosa succederà dopo il picco canicolare di mercoledì 27 maggio? Entrando nel campo delle tendenze a lungo termine (che come sempre vanno prese con le pinze), i modelli matematici indicano un possibile ribaltone. 

    Un’incursione di aria più fresca proveniente dai Balcani potrebbe scontrarsi con l’enorme quantità di aria calda e umida accumulata nei bassi strati nei giorni precedenti. Questo mix rischierà di generare forti temporali, specialmente al Centro e al Meridione. La seconda parte della prossima settimana potrebbe quindi rivelarsi marcatamente instabile: mattinate belle e assolate seguite da pomeriggi temporaleschi. 

    In attesa di capire l’esatta evoluzione a lunga scadenza, è fondamentale prepararsi a questa prima ondata di calore. A livello biologico, il primo vero caldo dell’anno è il più pericoloso per il nostro organismo, che non ha ancora avuto il tempo di acclimatarsi. 

    Torna quindi ufficialmente la stagione delle classiche raccomandazioni, ma sempre vitali: 

    Tutelate le fasce più a rischio: gli anziani sono i soggetti più vulnerabili a questi sbalzi termici improvvisi. Assicuratevi che restino al fresco e idratati. 

    Protezione solare massima: specialmente per i bambini, applicate abbondante crema solare. I raggi solari di fine maggio sono potenti quanto quelli di fine luglio. 

    Idratazione costante: bevete molta acqua ed evitate l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali della giornata. 

    L’Estate è arrivata, viviamola con la giusta prudenza. 

     

    Venerdì 22. Al Nord: sole, ancora più caldo. Al Centro: sole e caldo. Al Sud: soleggiato, ma ventoso; lieve instabilità sui rilievi calabresi. 

    Sabato 23. Al Nord: sole, caldo in aumento. Al Centro: sole e caldo anche estivo. Al Sud: soleggiato ma ventoso, alcuni temporali sulla Calabria. 

    Domenica 24. Al Nord: sole e caldo estivo. Al Centro: sole e caldo estivo. Al Sud: soleggiato, alcuni temporali su Calabria e Sicilia. 

    Tendenza: anticiclone africano e caldo in ulteriore aumento fino a 33-35°C a metà della prossima settimana. Successivo probabile aumento dell’instabilità. 

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  • Iran, media: droni distrutti, Usa hanno perso in guerra il 20% delle risorse

    Iran, media: droni distrutti, Usa hanno perso in guerra il 20% delle risorse

    (Adnkronos) – Durante l’operazione militare contro l’Iran, le forze armate statunitensi hanno perso quasi un quinto dei loro droni MQ-9 Reaper a lunga autonomia. A scriverlo è la Tass citando una notizia di Bloomberg. Secondo il rapporto, dall’inizio dell’attacco all’Iran alla fine di febbraio, la Repubblica islamica ha distrutto oltre due dozzine di droni MQ-9 Reaper, pari a quasi il 20% delle risorse del Pentagono precedenti al conflitto. 

    Un singolo drone costa 30 milioni di dollari. Secondo il rapporto, i droni sono dotati di sensori e telecamere ad alta potenza e possono trasportare missili Hellfire e bombe guidate JDAM (Joint Direct Attack Munition). Bloomberg ipotizza inoltre che il numero totale di droni persi durante il conflitto con l’Iran potrebbe raggiungere quota 30, includendo anche i droni danneggiati e quindi inutilizzabili. L’agenzia stima i danni complessivi a 1 miliardo di dollari. 

     

     

    Sul fronte Usa, intanto, gli 007 smentiscono le dichiarazioni di Donald Trump sulla distruzione della capacità dell’Iran di costruire missili e droni “all’85%”, quasi annientato la ‘potenza di fuoco’ di Teheran. Le dichiarazioni del presidente americano, infatti, non descrivono fedelmente il quadro attuale a giudicare dalle informazioni consegnate alla Cnn da due fonti a conoscenza delle valutazioni dell’intelligence americana. 

    L’Iran ha già riavviato una parte della produzione di droni nelle sei settimane di cessate il fuoco in vigore da inizio aprile, dando un chiaro segnale della rapidità di ripresa di alcune capacità militari colpite dagli attacchi israelo-americani: l’apparato militare iraniano si sta ricostituendo molto più velocemente di quanto inizialmente previsto. “Stiamo negoziando”, ripete Trump, senza escludere l’ipotesi della ripresa del conflitto. Se la guerra dovesse riprendere, Teheran non si farebbe cogliere impreparata. 

    La ricostituzione delle capacità militari, compresa la sostituzione dei siti missilistici, delle rampe di lancio e della capacità produttiva di sistemi d’arma chiave distrutti durante l’attuale conflitto implica che l’Iran rimane una minaccia significativa per gli alleati regionali qualora il presidente americano dovesse decidee di riprendere la campagna di bombardamenti. E mette inoltre in discussione le affermazioni sulla misura in cui gli attacchi statunitensi e israeliani abbiano indebolito le forze armate iraniane a lungo termine. 

    Sebbene i tempi di ripresa della produzione cambino a seconda delle diverse componenti delle armi, alcune stime dell’intelligence statunitense indicano che l’Iran potrebbe ricostituire pienamente la sua capacità di attacco con droni in appena sei mesi, ha dichiarato alla Cnn una delle fonti, un funzionario statunitense. “Gli iraniani hanno abbreviato tutti i tempi delle previsioni fatte dalla comunità internazionale”, ha dichiarato il funzionario.  

    Gli attacchi con i droni sono fonti di particolare preoccupazione per gli alleati regionali. Se le ostilità dovessero riprendere, l’Iran potrebbe incrementare la sua capacità di produzione missilistica, già notevolmente ridotta, e realizzare contemporaneamente un maggior numero di lanci di droni, per continuare a colpire Israele e i Paesi del Golfo che si trovano nel raggio d’azione di entrambi i sistemi d’arma. 

     

     

    L’Iran avrebbe intanto ipotizzato una possibile collaborazione con l’Oman, alleato degli Stati Uniti nel Golfo, per imporre un pedaggio alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Lo scrive il New York Times. Da quando gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato la guerra contro l’Iran alla fine di febbraio, il traffico commerciale su questa vitale via navigabile si è quasi completamente arrestato, con ripercussioni sull’economia globale e sui prezzi dell’energia. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ieri ha dichiarato che Hormuz “È una via navigabile internazionale. Non vogliamo pedaggi”. 

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  • Ucraina-Russia, Kiev attacca le raffinerie di Mosca: droni su Syzran

    Ucraina-Russia, Kiev attacca le raffinerie di Mosca: droni su Syzran

    (Adnkronos) – “Nel complesso, il nostro piano a lungo termine per maggio si sta in gran parte svolgendo. Gli obiettivi principali sono le raffinerie di petrolio russe, i depositi e altre infrastrutture legate a queste entrate petrolifere”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo che droni di Kiev hanno colpito la raffineria di petrolio di Syzran, situata a oltre 800 km all’interno del territorio russo, incendiandola. Il capo dello Stato ha pubblicato un video che mostra le conseguenze dell’attacco.  

    L’agenzia di stampa indipendente russa Astra ha confermato che i droni ucraini hanno colpito la raffineria di Syzran, di proprietà della compagnia petrolifera e del gas Rosneft.  

    Il governatore della regione russa di Samara, Vyacheslav Fedorishchev, ha dichiarato che due persone sono state uccise da droni ucraini, ma non ha menzionato la raffineria. L’escalation degli attacchi sta danneggiando le entrate di Mosca, aggravando al contempo la pressione economica delle sanzioni internazionali. Con alcuni attacchi che hanno raggiunto oltre 1.500 km all’interno del territorio russo, i raid hanno contribuito a creare un senso di insicurezza tra i russi e aumentano la pressione sul presidente russo Vladimir Putin. 

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  • Tutto pronto a Nicosia per Eurogruppo/Ecofin, la partita di Giorgetti per la flessibilitànews

    (Adnkronos) – E’ tutto pronto a Nicosia per la riunione dell’Eurogruppo e dell’Ecofin informale. Per l’Italia il tema centrale è la richiesta di flessibilità per affrontare la crisi energetica avanzata direttamente da Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen. Attesa per il ministro Giancarlo Giorgetti. 

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  • E’ morto Carlo Petrini, addio al fondatore di Slow Food: aveva 76 anni

    E’ morto Carlo Petrini, addio al fondatore di Slow Food: aveva 76 anni

    (Adnkronos) – Nella tarda serata di giovedì 21 maggio, è morto a 76 anni Carlo Petrini. Il decesso nella casa di Bra, in provincia di Cuneo. Gastronomo, giornalista, scrittore e promotore di un sistema alimentare sostenibile e giusto, Petrini era il fondatore di Slow Food. 

    “Dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità sono nati Slow Food (1986), la rete internazionale di Terra Madre e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (2004). È stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato si’ (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco”, ricorda Slow Food sul suo sito web. 

    “‘Chi semina utopia, raccoglie realtà’, amava dire Carlo Petrini che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia”, si legge ancora. 

    “La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi”, il saluto. 

    Carlo Petrini, Carlin per tutti, era nato nel 1949 nella città di Bra. Era il 26 luglio del 1986 quando nasceva Arcigola (in seguito Slow Food Italia), esperienza che ben presto si diffuse in tutta la penisola e anche all’estero, tant’è che il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food fu firmato da oltre venti delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, carica che ha ricoperto fino al 2022. 

    Grazie alla sua visione lungimirante, Petrini ha svolto un ruolo decisivo nello sviluppo di Slow Food, ideando e promuovendo i suoi progetti, oggi di grande visibilità internazionale. Tra i suoi numerosi traguardi figura la creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, che farà da apripista a esperienze simili in altri atenei. Con l’ideazione dell’Università di Pollenzo, dopo aver assegnato al cibo valenza politica, Petrini gli ha attribuito un ruolo sempre più di rilievo all’interno del mondo accademico. Anche questo è stato un percorso visionario e pragmatico, culminato nel 2017 quando lo Stato italiano ha istituito la Classe di Laurea in Scienze Gastronomiche, aprendo la strada alla legittimazione accademica — e non solo — della figura del gastronomo: un professionista che studia il cibo attraverso i suoi processi culturali, storici, socio-economici e ambientali. Dalla sua fondazione, l’Ateneo di Pollenzo ha formato circa 4000 gastronome e gastronomi provenienti da 100 Stati. Petrini è stato l’ideatore di Terra Madre nel 2004, una rete internazionale di comunità del cibo che riunisce piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, accademici ed esperti. Terra Madre è da allora il cuore pulsante di Slow Food, consentendo al movimento di diffondersi in oltre 160 Paesi; rappresenta una globalizzazione positiva e dà voce a chi rifiuta di arrendersi a un approccio industriale all’agricoltura e all’omologazione delle culture alimentari. Inoltre, insieme a Mons. Domenico Pompili, attualmente Vescovo di Verona, nel 2017 ha fondato le Comunità Laudato Si’, una rete di circa 80 realtà territoriali che, raccogliendo persone di ogni fede, accomunate dall’amore per la nostra casa comune, operano in piena sintonia con il messaggio dell’omonima Enciclica di Papa Francesco. Un esempio concreto di conversione in grado di innescare la transizione ecologica partendo dal basso. 

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  • Ebola in Congo, Bassetti: “Italia ripescata ai Mondiali sarebbe triste, vanno conquistati sul campo”

    (Adnkronos) – Sui Mondiali di calcio piomba l’emergenza Ebola, che dilaga nella
    Repubblica democratica del Congo. A causa del focolaio che cresce ogni giorno, la Federazione calcistica congolese ha dovuto cancellare il ritiro di Kinshasa per trasferirlo in Belgio. Qui la nazionale africana preparerà le sfide del Gruppo K contro Portogallo, Colombia e Uzbekista. L’Italia potrebbe avere un’altra clamorosa chance di ripescaggio per i Mondiali 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti? “Non so se Ebola permetterà all’Italia di partecipare ai Mondiali, certamente l’epidemia è molto più grande di quello che si sta vedendo. Chi vive in quelle aree parla di numeri più grandi di quelli ufficiali rispetto ai contagi dell’Ebola -Bundibugyo. E’ una epidemia partita con il botto rispetto al 2014-2016”, dice all’Adnkronos Salute l’infettivologo Matteo Bassetti. 

    “Si dovrà fare la quarantena per chi arriva in Usa dalle zone a rischio Ebola in Africa, questo è sicuro. Ma non credo – aggiunge – che Bundibugyo permetterà all’Italia di partecipare ai Mondiali e sarebbe davvero triste che un problema infettivo consentisse alla Nazionale di partecipare. I Mondiali si devono conquistare sul campo, l’Ebola – chiosa il direttore Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova – non può essere il dodicesimo giocatore non può giocare per l’Italia. Sarebbe un errore”.  

     

     

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    cronaca

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  • Giro d’Italia, oggi tredicesima tappa: orario, percorso e dove vederla

    Giro d’Italia, oggi tredicesima tappa: orario, percorso e dove vederla

    (Adnkronos) – Torna il Giro d’Italia con la tredicesima tappa. Oggi, venerdì 22 maggio, si corre la frazione 13 della Corsa Rosa: la carovana dovrà affrontare i 189 chilometri della Alessandria-Verbania, tutti in Piemonte. Un percorso che si chiuderà in casa dell’azzurro Filippo Ganna, che ha già dichiarato di voler puntare al successo. In maglia rosa c’è sempre il portoghese Afonso Eulalio. Ecco orario, percorso e dove vedere la tappa 13 del Giro d’Italia 2026.  

    Con la tappa di oggi, venerdì 22 maggio, si chiudono le prime due settimane del Giro d’Italia. La Alessandria-Verbania sarà una tappa tranquilla, molto pianeggiante, con un paio di Gpm negli ultimi 25 km (Bieno, di quarta categoria, e Ungiasca, di terza), che potrebbero favorire gli attaccanti nella parte finale.  

    La partenza della 13esima tappa del Giro d’Italia 2026 è prevista alle ore 12:40, con l’arrivo che è invece in programma per le 17.01-17-25. La gara si potrà seguire in diretta televisiva, in chiaro, sui canali Rai e su quelli Eurosport. In streaming, la corsa sarà disponibile su RaiPlay, Hbo MAX., Dazn, Discovery+ e Prime Video Channels. 

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  • Formula 1 Gp Canada, oggi libere e qualifiche sprint: orario e dove vederle

    Formula 1 Gp Canada, oggi libere e qualifiche sprint: orario e dove vederle

    (Adnkronos) – Torna la Formula 1 con il Gran Premio del Canada. Dalle prime libere e le qualifiche sprint di oggi, venerdì 22 maggio, alla gara di domenica 24 maggio si corre il Gp di Montreal, quinto appuntamento del Mondiale. Si riparte dal dominio del pilota italiano della Mercedes Andrea Kimi Antonelli, che viene dai tre successi di fila centrati in Cina, Giappone e a Miami. Ecco orario, programma e dove vedere le prime sessioni di libere del Gp nordamericano. 

    Ecco il programma del Gp di Montreal oggi, venerdì 22 maggio: 

    18:30-19:30 – F1 Prove Libere 

    22:30-23:15 – F1 Qualifiche Sprint 

    Il Gp di Montreal verrà trasmesso in diretta su Sky Sport F1 e in streaming su Sky Go e Now. Gli appuntamenti del Gran Premio del Canada saranno visibili anche su TV8, con la Sprint e le qualifiche di sabato in diretta. Anche la gara di domenica (partenza alle 22 ora italiana) sarà in chiaro su TV8, ma in differita (alle ore 23:30). 

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  • Congo, epidemia Ebola mette a rischio i Mondiali: perché l’Italia ha chance di ripescaggio

    Congo, epidemia Ebola mette a rischio i Mondiali: perché l’Italia ha chance di ripescaggio

    (Adnkronos) –
    Italia ripescata ai Mondiali 2026? Gli azzurri potrebbero avere un’altra speranza di partecipare alla Coppa del Mondo in Canada, Messico e Stati Uniti. Non c’entra la guerra in Iran, ma l’emergenza sanitaria legata all’epidemia di Ebola che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo. Cos’è successo fino a oggi, venerdì 22 maggio, e perché la questione riguarda anche i Mondiali e la Nazionale? Tutto parte dalla decisione della federazione congolese, che ha dovuto cancellare il ritiro di Kinshasa per trasferirlo in Belgio. Qui la nazionale africana preparerà le sfide del Gruppo K contro Portogallo, Colombia e Uzbekistan. 

    Nel Paese, la situazione Ebola preoccupa e non poco, come chiarito all’Adnkronos Salute da Chiara Montaldo, responsabile medica di Medici senza frontiere (Msf) Italia, specialista in malattie infettive: “Riassumerei i fattori di preoccupazione in tre grandi categorie. La prima è rappresentata dai numeri e dall’estensione, perché siamo solo all’inizio e già i casi, per un’epidemia di Ebola, sono tanti. La dichiarazione dell’epidemia c’è stata quando eravamo già a 200 casi. Si consideri che l’ultima epidemia prima di questa ha avuto un totale di 64 casi quando è stata dichiarata”. Poi c’è il contesto, “perché nel Nord Est del Congo c’è un conflitto cronico e, come tutti i conflitti, oltre ai danni diretti determina anche una maggior difficoltà di accesso alla salute”. 

    E ancora: “Questo nuovo virus Bundibugyo – ricorda l’esperta – è molto più raro. E’ solo la terza epidemia che causa e le precedenti avevano colpito un numero molto basso di persone. Per tutto questo abbiamo imparato poco su questo virus”. 

    Anche per questi motivi, in vista dei Mondiali, gli Stati Uniti hanno già introdotto restrizioni temporanee all’ingresso per chi ha soggiornato nelle zone a rischio, mentre in Messico il ministro della Salute ha emesso un’allerta epidemiologica in vista della gara di Zapopan, nei pressi di Guadalajara, tra Congo e Colombia, con quarantena di 21 giorni per i calciatori africani e divieto d’ingresso per i loro tifosi. La nazionale del Congo potrà comunque contare su 26 convocati: tutti giocano all’estero (tra loro ci sono gli “inglesi” Tuanzebe, Sadiki, Wan-Bissaka e Wissa) e non sono rientrati in patria di recente. Se la situazione dovesse farsi più seria, potrebbe ovviamente impedire alla nazionale di partecipare ai Mondiali, aprendo di fatto nuovi scenari per un possibile ripescaggio. 

    Com’è al momento la situazione Ebola in Congo? “Nell’Ituri, le autorità sanitarie hanno registrato più di 500 casi sospetti di Ebola, ma è chiaro che nella comunità ce ne sono sicuramente molti di più” ha spiegato Florent Uzzeni, coordinatore delle emergenze di Medici Senza Frontiere (Msf) nell’Ituri, in Repubblica Democratica del Congo (Rdc). 

    “Le strutture di isolamento sono piene, per cui le persone non possono recarsi negli ospedali per ricevere cure. E’ troppo presto per stimare la portata di questa epidemia – afferma -. La priorità, in questo momento, è proteggere la popolazione, gli operatori sanitari e i pazienti, che si tratti di casi di Ebola o che abbiano bisogno di cure per altre patologie”. 

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  • Roma vede la Champions, “con Dybala si può fare”: il verdetto degli ex giallorossi

    Roma vede la Champions, “con Dybala si può fare”: il verdetto degli ex giallorossi

    (Adnkronos) –
    La Roma di Gian Piero Gasperini è a 90′ minuti dal possibile ritorno in Champions League. L’ultima volta che i giallorossi hanno giocato la Coppa dalle grandi orecchie è stata la stagione 2018/2019 e ora può interrompere un digiuno lungo sette anni. Una qualificazione che permetterebbe ai Friedkin di incassare oltre 40 milioni di euro, soldi utili per le casse del club. Domenica a Verona Malen e compagni non possono sbagliare. Ne sono convinti quattro ex romanisti interpellati dall’Adnkronos: Marco Amelia, Diego Perotti, Alessio Cerci e Vincent Candela che hanno parlato di presente e futuro con il desiderio di vedere ancora calcare il prato dello stadio Olimpico, Paulo Dybala. 

    “La Roma ha espresso un buon calcio ma può fare meglio. Per il gioco di Gasperini sono molto importanti gli esterni d’attacco e spero ci porti qualcuno che salta l’uomo, per esprimere meglio il suo gioco. Gasperini porta la palla negli ultimi 30 metri e poi c’è bisogno di spunto e tecnica per fare gol. Dybala? Io spero rimanga, perché domenica scorsa sono stato allo stadio e quando ha la palla lui, accende la luce. Dybala è il fuoriclasse della Roma e anche se ha problemi fisici, meglio 10 partite con Dybala che 40 con altri giocatori”, ha detto Alessio Cerci. “El Shaarawy? Di Stephan si può parlare solamente bene, io l’ho avuto al Milan come compagno di squadra, è un ragazzo straordinario, umile, mai una parola fuori posto sempre con l’atteggiamento giusto, e bisogna ripartire da questi profili, perché il calcio ha bisogno di giocatori e uomini come lui. Si vedono ora ragazzini poco umili e poi da 12 anni non andiamo al Mondiale. Mancini e Cristante? Sono due ragazzi, due calciatori da cui ripartire. Danno sempre tutto in campo, lo hanno dimostrato anche quest’anno, poi decideranno il tecnico e la società”, ha aggiunto l’ex attaccante giallorosso che sulla corsa Champions è convinto: “è tutta nelle nostre mani, io credo che in Champions, oltre a Inter e Napoli, andranno Roma e Milan, hanno due partite abbordabili, non credo che si lasceranno sfuggire una opportunità così grande, le motivazioni sono diverse, quindi si va a Verona a vincere”.  

    Dello stesso avviso anche Diego Perotti. “Sicuramente la Roma deve partire l’anno prossimo da Gasperini e da giocatori che ho ritenuto sempre fortissimi, come Dybala e Soulè su tutti ma anche Svilar, Cristante, Pellegrini, Mancini, Ndika, Malen. Per me la Roma è una squadra solida che ha fatto un po’ di fatica all’inizio della stagioe ma con il cambio di allenatore queste cose succedono, ma se ad un allenatore come Gasperini gli dai sostegno, con la tifoseria che ha alle spalle, per me la Roma può ambire a molto di più della qualificazione alla Champions. Se Dybala dovrebbe rimanere? Dipendesse da me gli farei il contratto subito”, ha aggiunto netto l’argentino. 

    Anche l’ex portiere Marco Amelia ha visto una buona squadra. “La Roma la vedo bene, è stata molto brava a rimanere li e sfruttare i passi falsi delle altre squadre. La Juventus nell’ultima partita ha buttato via gran parte della qualificazione in Champions, ma la Roma sta costruendo un percorso”. 

    Una buona squadra quella di Gasperini anche per Vincent Candela. “E’ andata bene nella prima parte del campionato, poi tanti giocatori si sono fatti male, ma abbiamo resistito e siamo rimasti in alto, poi è arrivato anche Malen, che è un fenomeno, e sta facendo benissimo. Ora dipenderà da noi, da mister Gasperini e dai giocatori, perchè siamo passati davanti alla Juventus e al Como e manca ora solo una partita. Quindi andiamo a Verona dove dobbiamo vincere per conquistare la Champions League dopo 7 anni. Comunque i complimenti vanno già fatti perchè questo non era un campionato semplice”. 

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