Tag: ultimora

  • William, notte da tifoso per il principe: la festa nello spogliatoio dell’Aston Villa e la birra dopo il match

    William, notte da tifoso per il principe: la festa nello spogliatoio dell’Aston Villa e la birra dopo il match

    (Adnkronos) – Il principe William come un tifoso qualsiasi. Anzi: come il supporter più sfegatato. Ieri sera il futuro re britannico era a Istanbul per la finale di Europa League, che vedeva contrapposte sul campo di calcio la sua squadra del cuore, l’Aston Villa, e il Friburgo. Il team di Birmingham ha travolto i tedeschi per 3 a 0.  

    Durante la partita al Besiktas Park, il principe di Galles si è lasciato prendere dall’emozione, esultando a ogni azione e a ogni gol. Ma non solo: scrive la Bbc che il capitano John McGinn ha dichiarato che il principe William era presente nello spogliatoio dell’Aston Villa prima della partita e il difensore Matty Cash ha affermato che si è unito a loro per una birra dopo il match. 

    “Serata fantastica! Congratulazioni a tutti i giocatori, alla squadra, allo staff e a tutti coloro che sono legati al club! Sono passati 44 anni dall’ultima volta che abbiamo vinto un trofeo europeo!”, ha scritto il principe William sui social media. “Un ringraziamento speciale a Boubacar Kamara, che nonostante l’infortunio è parte integrante della nostra squadra e ha contribuito a gettare le basi di questo successo”. Cash ha detto: “Era lì dentro a bere una birra con noi. È felicissimo. È un nostro grandissimo sostenitore. Viene sempre al centro di allenamento, sempre a Villa Park. E si merita momenti come questi e spero che oggi possa rilassarsi”. 

    Con circa 20.000 supporter presenti a trasformare la città turca in “Astonbul”, l’Aston Villa si è aggiudicato il suo primo titolo di Europa League grazie alle reti di Youri Tielemans, Emiliano Buendia e Morgan Rogers. Prima della partita, l’attore premio Oscar Tom Hanks ha condiviso un messaggio speciale a sostegno della squadra. In una clip di otto secondi inviata a Bbc Radio WM, la star di Hollywood e tifoso dell’Aston Villa ha dichiarato: “Sono Tom Hanks dagli Stati Uniti d’America e penso una sola cosa: forza Villa!”. 

    William, assiduo frequentatore di Villa Park, era stato avvistato tra la folla che festeggiava la vittoria del Villa contro il Nottingham Forest all’inizio del mese, che ha garantito alla squadra un posto nella finale di Europa League. In Turchia, le telecamere hanno ripreso il principe mentre si godeva l’atmosfera prima del fischio d’inizio, per poi festeggiare quando il Villa si è aggiudicato il trofeo. Il figlio di Re Carlo non ha voluto perdersi il momento storico in cui McGinn ha sollevato il trofeo, che, dopo la vittoria, ha definito il principe William “un ragazzo normale”. McGinn ha dichiarato a Tnt Sports: “È un uomo di classe, era nello spogliatoio prima della partita. È un grandissimo tifoso dell’Aston Villa, non si perderebbe mai una partita. È una persona normale, è fantastico avere il suo supporto e spero che continui. Stasera potrà bere qualcosa con noi e magari tirare fuori la carta di credito a fine serata”. 

    Il principe ha iniziato a tifare per l’Aston Villa durante gli anni scolastici nel Berkshire. “Molto tempo fa, ai tempi della scuola, mi sono appassionato moltissimo al calcio. Cercavo una squadra per cui tifare. Tutti i miei amici a scuola erano tifosi del Manchester United o del Chelsea e io non volevo tifare per una squadra qualunque”, ha dichiarato alla Bbc nel 2015. “Volevo una squadra di metà classifica che mi regalasse momenti di emozioni più intense”. William è nato 26 giorni dopo la vittoria dell’Aston Villa nella finale di Coppa dei Campioni contro il Bayern Monaco, il 26 maggio 1982. 

    —

    internazionale/royalfamilynews

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Congo, Mondiali a rischio per epidemia Ebola. Ipotesi ripescaggio per l’Italia?

    (Adnkronos) – L’Italia potrebbe avere un’altra clamorosa chance di ripescaggio per i Mondiali 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti. Non c’entra la guerra in Iran, ma l’emergenza sanitaria legata all’epidemia di Ebola che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo. Cos’è successo e perché la questione riguarda anche i Mondiali e la Nazionale? Il motivo è che, a causa dell’emergenza, la federazione congolese ha dovuto cancellare il ritiro di Kinshasa per trasferirlo in Belgio. Qui la nazionale africana preparerà le sfide del Gruppo K contro Portogallo, Colombia e Uzbekistan.  

    La nazionale del Congo potrà contare su 26 convocati: tutti giocano all’estero (tra loro ci sono gli “inglesi” Tuanzebe, Sadiki, Wan-Bissaka e Wissa) e non sono rientrati in patria di recente. 

    In questo senso, gli Stati Uniti hanno già introdotto restrizioni temporanee all’ingresso per chi ha soggiornato nelle zone a rischio, mentre in Messico il ministro della Salute ha emesso un’allerta epidemiologica in vista della gara di Zapopan, nei pressi di Guadalajara, tra Congo e Colombia, con quarantena di 21 giorni per i calciatori africani e divieto d’ingresso per i loro tifosi. Se la situazione dovesse farsi più seria, potrebbe impedire al Congo di partecipare ai Mondiali, aprendo di fatto nuovi scenari per un possibile ripescaggio.  

    Com’è al momento la situazione Ebola in Congo? “Nell’Ituri, le autorità sanitarie hanno registrato più di 500 casi sospetti di Ebola, ma è chiaro che nella comunità ce ne sono sicuramente molti di più” ha spiegato Florent Uzzeni, coordinatore delle emergenze di Medici Senza Frontiere (Msf) nell’Ituri, in Repubblica Democratica del Congo (Rdc). 

    “Le strutture di isolamento sono piene, per cui le persone non possono recarsi negli ospedali per ricevere cure. E’ troppo presto per stimare la portata di questa epidemia – afferma – La priorità, in questo momento, è proteggere la popolazione, gli operatori sanitari e i pazienti, che si tratti di casi di Ebola o che abbiano bisogno di cure per altre patologie”. 

    Un primo caso di trasmissione del virus Ebola è stato confermato in Sud-Kivu, in una zona nell’est della Repubblica Democratica del Congo, sotto il controllo del gruppo armato M23. E’ quanto ha reso noto un portavoce del gruppo in un comunicato diffuso stamani. Finora nessun caso era stato confermato in Sud-Kivu. 

    Risultati di analisi “confermano un nuovo caso di positività che riguarda un campione arrivato da Bukavu, una persona proveniente da Kisangani”, nella provincia di Tshopo, nell’est, in cui nessun caso è stato sinora riscontrato, ha affermato il portavoce dell’M23, Lawrence Kanyuka. “La persona, un connazionale di 28 anni, purtroppo è deceduta prima che arrivasse la conferma della diagnosi”. 

    —

    sport

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Minori, Fatarella (Save the Children): “Loro futuro ancora legato a luogo nascita”

    Minori, Fatarella (Save the Children): “Loro futuro ancora legato a luogo nascita”

    (Adnkronos) – “Stiamo condividendo i dati di una ricerca che ci fanno vedere come il futuro di un bambino sia condizionato dal luogo in cui nasce e quindi quanto sia importante, nelle periferie e nei luoghi più fragili, dare le stesse opportunità che si possono trovare in altre zone della medesima città”. Lo ha detto Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia, intervenendo a Impossibile 2026, la biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza promossa dall’organizzazione all’Acquario Romano di Roma sul tema ‘Investire nelle periferie, investire nell’infanzia’.  

    Fatarella ha richiamato i contenuti della ricerca presentata durante l’evento, dedicata alle condizioni di vita dei minori nelle aree urbane più vulnerabili, sottolineando il ruolo della partecipazione diretta dei giovani coinvolti nel percorso. “Quello che oggi emerge è proprio la voce dei ragazzi, che è molto consapevole e che chiede in maniera molto netta soprattutto la possibilità di avere spazi aggregativi”, ha spiegato. Secondo la direttrice generale di Save the Children, i giovani chiedono “spazi che possano essere riempiti di cultura, di musica e di sport e che permettano loro di avere quelle stesse opportunità che altrimenti sono costretti a cercare fuori dai loro quartieri”.  

    Fatarella ha infine sottolineato il valore del percorso partecipativo sviluppato dall’organizzazione. “Siamo molto contenti soprattutto di aver fatto un percorso di partecipazione con loro che oggi il mondo delle istituzioni, della politica e della cultura ha potuto ascoltare”, ha concluso. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Periferie, Mantovano: “Modello Caivano operativo in altre 8 aree”

    Periferie, Mantovano: “Modello Caivano operativo in altre 8 aree”

    (Adnkronos) – “Abbiamo individuato un modello operativo per la città di Caivano, che ha conosciuto un finanziamento complessivo di 54 milioni di euro e una serie di realizzazioni che hanno cambiato il volto della città, soprattutto rivolgendosi ai bambini e agli adolescenti”. Lo ha detto Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, intervenendo a Impossibile 2026, la biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza promossa da Save the Children Italia all’Acquario Romano di Roma sul tema ‘Investire nelle periferie, investire nell’infanzia’. Mantovano ha spiegato che il progetto realizzato a Caivano ha previsto “un centro sportivo con 44 differenti discipline”, oltre alla realizzazione di “biblioteche, spazi verdi, presenza del polo universitario” e di “una rete di trasporti certamente più efficiente rispetto al passato”.  

    Secondo il sottosegretario, il modello di intervento “vede la partecipazione congiunta del governo nazionale, della Regione, degli enti locali e soprattutto del mondo dell’associazionismo” ed è stato esteso ad altre realtà caratterizzate da forte disagio sociale. “Adesso vede un’operatività in altre otto aree riconosciute come di notevole disagio sociale, sei al Sud, una a Roma e una al Nord”, ha affermato, precisando che “in ciascuna di queste aree sono già in corso gli interventi e alcuni sono stati già realizzati”. Mantovano ha quindi collegato il ‘modello Caivano’ anche al piano periferie operativo dal 2023. “Questo modello è a disposizione di tutti i Comuni d’Italia, oltre che per le risorse finanziarie, soprattutto per la possibilità di andare in deroga”, ha spiegato.  

    “Il piano per le periferie operativo nel 2023 pone a disposizione dei Comuni 2 miliardi di euro e 1 miliardo e 100 milioni sono già completamente impegnati da parte degli enti locali – ha aggiunto – È ovvio che si può fare di più e meglio, però ciò che è in corso ha il pregio di raggiungere velocemente gli obiettivi, di offrire opportunità di svago sano e che puntano alla crescita e di coinvolgere tutti i soggetti interessati, nessuno dei quali si può sentire espulso”, ha concluso. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Malattie rare, tre anni per diagnosi linfoma cutaneo a cellule T: “Personalizzare cure”

    (Adnkronos) – “La personalizzazione del trattamento e la presa in carico in centri specializzati sono elementi chiave per ottimizzare le strategie terapeutiche del linfoma cutaneo a cellule T (Ctcl, Cutaneous T-Cell Lymphoma)”. Lo riferiscono gli autori di un articolo pubblicato sul ‘British Journal of Haematology’, (How I manage mycosis fungoides and Sézary syndrome: current controversies and unmet needs) e che torna di particolare attualità in occasione della XXI Giornata nazionale del malato oncologico promossa da Favo (Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia). Non esiste il paziente oncologico medio, come ricorda il tema ‘United by Unique’ scelto dalla comunità oncologica internazionale per il triennio 2025-2027, che pone al centro l’unicità di ogni storia di malattia. E lo dimostra in modo emblematico – informa una nota – la Ctcl, una rara forma di linfoma non-Hodgkin che colpisce la pelle, la cui rarità rende più complessa anche la disponibilità di stime epidemiologiche nazionali consolidate, e ancora oggi, nelle sue manifestazioni iniziali, può richiedere fino a 3 anni prima di essere correttamente riconosciuto, a causa della somiglianza con patologie dermatologiche più comuni. La gestione ottimale del Ctcl è stata al centro del Ctcl Forum, l’evento organizzato Kyowa Kirin International, che si è svolto recentemente a Barcellona. A confrontarsi c’erano esperti di più specialità: dermatologia, ematologia, anatomia patologica, radioterapia, psico-oncologia. 

    Il Ctcl, che comprende sottotipi come la Micosi Fungoide (Mf) e la Sindrome di Sézary (Ss) – si legge nella nota – “è un caso emblematico per ribadire un principio che vale per l’intera oncologia, ma che nelle malattie rare si fa più stringente: diagnosi tempestive, terapie personalizzate e una presa in carico realmente centrata sulla persona non sono concetti astratti, ma le condizioni concrete che separano un percorso di cura efficace da anni di incertezza”. Sul fronte terapeutico, le linee guida internazionali dell’Eortc (European Organisation for Research and Treatment of Cancer) e della Nccn (National Comprehensive Cancer Network) propongono una gestione basata sullo stadio, sulla presentazione clinica e sull’inclusione di nuove opzioni. Le terapie skin-directed restano un pilastro delle fasi iniziali, mentre nelle forme avanzate si stanno aprendo nuove possibilità, anche grazie a strumenti di stratificazione prognostica sempre più raffinati. 

    Accanto alla dimensione clinica, c’è una dimensione che la Giornata nazionale del malato oncologico mette ogni anno al centro del dibattito pubblico: l’impatto della malattia sulla vita quotidiana. Chi convive con il Ctcl – patologia cronica, visibile sulla pelle, spesso accompagnata da sintomi invalidanti – fa i conti con effetti che vanno ben oltre i parametri clinici: immagine corporea, relazioni sociali, vita lavorativa, benessere psicologico. Per questo l’ascolto dell’esperienza diretta dei pazienti, oggi sempre più valorizzato anche nelle linee guida internazionali, rappresenta un elemento essenziale per orientare scelte cliniche davvero efficaci. Su questo – conclude la nota – le associazioni di pazienti svolgono un ruolo fondamentale nel ridurre l’isolamento e nel promuovere una maggiore equità nell’accesso alle cure. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Periferie, Gualtieri: “A tutti ragazzi di Roma stesse opportunità”

    Periferie, Gualtieri: “A tutti ragazzi di Roma stesse opportunità”

    (Adnkronos) – “Garantire a tutti i ragazzi di Roma le stesse opportunità è fondamentale. Oggi non è così, ci sono molte disparità tra i quartieri”. Lo ha detto Roberto Gualtieri, sindaco di Roma Capitale, intervenendo a Impossibile 2026, la biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza promossa da Save the Children Italia all’Acquario Romano di Roma sul tema ‘Investire nelle periferie, investire nell’infanzia’.  

    “La prima cosa naturalmente è investire nei quartieri disagiati e più periferici e portare servizi sportivi, culturali, ambientali, sociali ed educativi”, ha spiegato Gualtieri, sottolineando però che “queste infrastrutture vanno animate attraverso la collaborazione e l’impegno delle istituzioni”. Secondo il sindaco di Roma, il lavoro nelle periferie deve coinvolgere anche il tessuto associativo già presente sui territori. “Bisogna valorizzare le realtà associative che hanno ricchezze straordinarie proprio nei quartieri più difficili”, ha affermato.  

    Gualtieri ha quindi richiamato alcuni strumenti già attivati dall’amministrazione capitolina. “Questo modello noi lo stiamo praticando con punti di luce educativi, comunità educanti che allargano il loro raggio d’azione nei territori e interventi di rigenerazione urbana che siano anche sociali, culturali, occupativi e ambientali. Il lavoro da fare è grandissimo”, ha concluso il sindaco. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Ucraina, Zelensky: “Colpito sito Fsb russo nel Kherson, centinaia tra morti e feriti”

    Ucraina, Zelensky: “Colpito sito Fsb russo nel Kherson, centinaia tra morti e feriti”

    (Adnkronos) –
    Cento soldati russi morti o feriti dall’ultimo raid dell’Ucraina nella regione di Kherson, parzialmente occupata dalle forze di Mosca. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha postato un video, ha annunciato che “i soldati del Centro delle operazioni speciali ‘A’ della SBU hanno ottenuto risultati positivi. È stato colpito il quartier generale dei servizi segreti russi e distrutto un complesso contraereo “Pantsir-S1” sul nostro territorio temporaneamente occupato”, nell’oblast di Kherson. “Grazie solo a questa operazione, le perdite russe ammontano a circa cento occupanti uccisi e feriti. I russi devono capire che devono porre fine a questa loro guerra”, ha detto Zelensky, aggiungendo che gli attacchi ucraini a medio e lungo raggio “continueranno a funzionare”. 

     

     

    La Russia ha prodotto droni Shahed (ideati in Iran, acquistati dalla Russia poco dopo l’inizio della guerra, e poi prodotti anche in Russia) più veloci mentre l’Ucraina sta sviluppando missili intercettori low cost, e con un costo che si auspica di diminuire ulteriormente aumentando la quantità di unità sfornate, in grado di abbatterli. Tali sistemi sono già in fase di test, ha reso noto il ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, precisando che l’obiettivo di Kiev è quello di decuplicarne la produzione in modo da riempire i suoi arsenali per il prossimo autunno e inverno, quando la Russia riprenderà, questo è quello che si aspetta Kiev, la sua campagna contro le infrastrutture dell’energia. 

    Tali missili costituiranno un altro strato della difesa multistrato messa a punto dall’Ucraina durante la guerra e che ora esporta all’estero, dai Paesi del Golfo o in Medio Oriente, al Caucaso e all’Europa. Le forze di Kiev, ha aggiunto il ministro, hanno raddoppiato la percentuale di Shahed abbattuti da droni intercettori negli ultimi quattro mesi, anche se Mosca ha aumentato il numero di droni che lancia ogni mese di circa il 35 per cento. Il problema di Kiev rimane tuttavia quello dei missili balistici che ancora bucano le sue difese. 

    —

    internazionale/esteri

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Periferie, Bonassi (Intesa Sanpaolo): “Con Save the Children trasformiamo risorse in opportunità”

    Periferie, Bonassi (Intesa Sanpaolo): “Con Save the Children trasformiamo risorse in opportunità”

    (Adnkronos) – “L’attenzione ai temi dell’infanzia e alle situazioni di fragilità sono da tempo al centro dell’impegno di Intesa Sanpaolo e in questo percorso la collaborazione con Save the Children è fondamentale, perché lavorare insieme permette di trasformare le risorse in opportunità educative”. Lo ha detto Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo, intervenendo a Impossibile 2026, la biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in corso all’Acquario Romano di Roma sul tema ‘Investire nelle periferie, investire nell’infanzia’. Bonassi ha sottolineato che la collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Save the Children si basa su un modello di coprogettazione degli interventi.  

    ‘Studiamo insieme gli interventi, condividendo obiettivi, strumenti e metodi di lavoro – ha spiegato – Come banca mettiamo a disposizione non solo risorse economiche, che sono comunque fondamentali, ma anche esperienze e competenze”. Secondo Bonassi, nelle aree più fragili è necessario creare spazi in grado di sostenere la crescita educativa e sociale dei giovani. “Nelle periferie servono luoghi sicuri dove le persone possano costruire competenze, sviluppare relazioni e ritrovare opportunità educative”, ha concluso. 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • No a vino e carne rossa, il doppio divieto di Garattini a tavola

    No a vino e carne rossa, il doppio divieto di Garattini a tavola

    (Adnkronos) –
    No al vino e alla carne rossa. Sono i ‘divieti’ che il professor Silvio Garattini prevede a tavola per un’alimentazione amica della salute. “Il vino contiene alcol che è cancerogeno”, dice il fondatore dell’istituto Mario Negri a La volta buona, su Raiuno, nella puntata in onda oggi 21 maggio. “E’ consigliabile bere la birra dealcolata, in futuro ci sarà anche il vino senza alcol che è una sostanza cancerogena: questo lo dobbiamo sapere, poi ognuno è libero di fare quello che vuole”, dice lo scienziato. 

    Discorso simile per quanto riguarda la carne rossa: va assunta in quantità estremamente moderate e, se possibile, va sostituita. “La piramide della dieta mediterranea è ricchissima di alimenti: frutta e verdura, pane e pasta, riso e prodotti integrali, pesci e legumi. Ci sono uova e carne magra, ci sono tante opzioni. Bisogna limitare il consumo di carne rossa e di affettati, che danno probabilità di tumore del colon”, avverte Garattini. 

    C’è una quantità ‘massima’? “Si consiglia di mangiare non più di 100 grammi di carne rossa alla settimana, bisogna evitare soprattutto la carne alla brace perché contiene sostanze cancerogene. Le proteine animali si possono ottenere in tanti altri modi, ad esempio con uova e pesce: non serve assumere carne rossa. Il mio compito è dare informazioni corrette coerenti con le conoscenze scientifiche, poi ovviamente viviamo in uno stato libero e ognuno può fare come vuole… 

    —

    cronaca

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Casa, Rete delle Professioni Tecniche in audizione: serve approccio strutturale

    Casa, Rete delle Professioni Tecniche in audizione: serve approccio strutturale

    (Adnkronos) – Il Piano Casa 2026 rappresenta un intervento importante per affrontare l’emergenza abitativa, sostenere il recupero del patrimonio edilizio esistente e favorire nuovi programmi di rigenerazione urbana, ma necessita di alcuni correttivi per garantirne piena efficacia, sostenibilità e concreta attuazione sul territorio. Questo, in sintesi, quanto sottolineato dalla Rete delle Professioni Tecniche (Rpt), l’associazione fondata nel 2013 che riunisce 8 Consigli nazionali di Ordini e Collegi professionali di area tecnica e scientifica, in audizione ieri, 19 maggio, presso le competenti commissioni parlamentari sul disegno di legge di conversione del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante ‘Piano Casa 2026’. A rappresentare la Rete Sergio Comisso dell’Ordine dei periti Industriali e Daniele Mercuri dell’Ordine dei geologi, che hanno illustrato osservazioni e proposte finalizzate a rafforzare l’efficacia delle misure contenute nel provvedimento.  

    Nel corso dell’audizione, la Rete delle Professioni Tecniche ha espresso apprezzamento per l’intento del decreto di affrontare l’emergenza abitativa e ampliare l’offerta di alloggi, sottolineando tuttavia la necessità di accompagnare le misure previste con una strategia più ampia e strutturale. Secondo la Rpt, il tema della casa non può essere affrontato esclusivamente in termini quantitativi, ma richiede una visione integrata capace di tenere insieme rigenerazione urbana, sicurezza del patrimonio edilizio, sostenibilità ambientale, pianificazione territoriale e qualità del costruito. Particolare attenzione è stata posta al recupero e alla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, considerato un elemento centrale per contenere il consumo di suolo e favorire processi di riqualificazione urbana.  

    In tale contesto, la Rete ha richiamato l’esigenza di una maggiore integrazione tra politiche abitative, interventi di efficientamento energetico, mitigazione del rischio sismico e idrogeologico e obiettivi di sostenibilità. Evidenziato, inoltre, come la complessità degli interventi previsti richieda procedure amministrative più chiare e coordinate, evitando sovrapposizioni normative e garantendo un quadro regolatorio stabile. Un elemento ritenuto essenziale riguarda il pieno coinvolgimento delle competenze tecniche professionali nelle fasi di programmazione, progettazione e attuazione degli interventi.  

     

    L’attività, sostiene la Rete, può avvenire solo con l’introduzione di uno specifico criterio direttivo di sussidiarietà volto a riconoscere, disciplinare e valorizzare in modo organico le funzioni dei tecnici liberi professionisti e il ruolo istituzionale degli Ordini e Collegi professionali dell’Area Tecnica nell’ambito dei procedimenti previsti dal decreto legge. Tutto ciò a partire dal coinvolgimento delle professioni all’interno della cabina di monitoraggio, per l’individuazione degli interventi di particolare complessità e la definizione degli indirizzi generali, le priorità territoriali e tipologiche di intervento e valorizzazione del patrimonio pubblico. 

    In conclusione, nel corso dell’intervento, la Rete ha sottolineato che il ‘Piano Casa 2026’ potrà rappresentare un’opportunità concreta solo se accompagnato da strumenti capaci di assicurare continuità degli investimenti, qualità degli interventi e una visione di lungo periodo orientata alla resilienza dei territori e alla sicurezza dei cittadini.  

    L’occasione è stata utile per ribadire la disponibilità della Rete a collaborare con Parlamento e governo per la definizione di strumenti operativi in grado di garantire equilibrio tra accelerazione delle procedure, qualità degli interventi e tutela dell’interesse pubblico. 

    —

    economia

    webinfo@adnkronos.com (Web Info)