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  • Università UniMarconi celebra i 10 anni della rivista scientifica internazionale Areté

    Università UniMarconi celebra i 10 anni della rivista scientifica internazionale Areté

    (Adnkronos) – L’Ateneo UniMarconi ha ospitato un confronto tra studiosi ed esponenti del mondo accademico sui temi della ricerca filosofica e umanistica contemporanea, confermando il proprio impegno nella valorizzazione della produzione scientifica e del dialogo interdisciplinare. L’Università degli Studi Guglielmo Marconi, infatti, ha celebrato ieri i dieci anni di Areté. International Journal of Philosophy, Human & Social Sciences, la rivista scientifica internazionale dell’Ateneo, in occasione dell’incontro ’10 anni di Areté – Missione, aree di ricerca, prospettive future’. Un anniversario che rappresenta un traguardo significativo nel percorso di consolidamento della ricerca scientifica e della produzione accademica di UniMarconi, confermando il ruolo dell’Ateneo nella promozione del dibattito culturale e interdisciplinare a livello nazionale e internazionale. 

    Nel corso di questi anni, Areté si è progressivamente affermata nel panorama scientifico come spazio autorevole di confronto tra filosofia, scienze umane e sociali, ottenendo il riconoscimento Anvur come rivista scientifica di Classe A nei settori Filosofia Teoretica ed Estetica e Filosofia dei Linguaggi. Un riconoscimento che ne certifica la qualità scientifica, il valore della produzione editoriale e il contributo al sistema della ricerca accademica italiana. L’incontro ha riunito esponenti del mondo accademico, studiosi, membri della direzione scientifica e rappresentanti delle principali società filosofiche italiane, dando vita a un confronto dedicato alle prospettive della ricerca umanistica contemporanea, all’evoluzione dei modelli interdisciplinari e alle future linee di sviluppo scientifico della rivista. 

    La giornata ha inoltre evidenziato il ruolo sempre più centrale delle pubblicazioni scientifiche nella costruzione di reti culturali e accademiche internazionali, nella diffusione della ricerca e nella valorizzazione del pensiero critico all’interno del sistema universitario contemporaneo. Attraverso Areté, UniMarconi conferma il proprio impegno nel sostenere la ricerca di qualità, la produzione scientifica riconosciuta e il dialogo tra discipline, investendo in progetti editoriali capaci di contribuire in modo autorevole al panorama culturale e accademico nazionale e internazionale. 

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    cronaca

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  • Innovazione, WMF 2026 completa programma formativo con oltre 90 stage e 1.000 speaker

    Innovazione, WMF 2026 completa programma formativo con oltre 90 stage e 1.000 speaker

    (Adnkronos) – Oltre 90 stage, più di 1.000 speaker internazionali e tre giornate dedicate ai temi che stanno ridefinendo il presente e costruendo il futuro globale: è il ricchissimo ‘menu’ del WMF – We Make Future che dal 24 al 26 giugno, negli spazi di BolognaFiere, porterà il programma formativo più completo al mondo dedicato ad AI, Digital Marketing, tecnologia e innovazione. Con un ecosistema di contenuti unico a livello internazionale, il WMF, Fiera Internazionale e Festival sull’Innovazione: AI, Tech e Digital, darà vita a un’esperienza che integra formazione avanzata, business, networking e divulgazione. Dai grandi temi dell’Intelligenza Artificiale alla Governance, dalla Cybersecurity alla trasformazione digitale, fino a Digital Health, con uno stage in partnership con Fondazione Gimbe, Fintech & Digital Assets e nuovi modelli di business, il programma offrirà migliaia di contenuti pensati per interpretare le trasformazioni in corso e fornire strumenti concreti per affrontarle.  

    “Il futuro si costruisce nell’incontro tra tecnologia, business, cultura e persone. In questo scenario, la formazione e l’aggiornamento continuo rappresentano oggi un tassello strategico. Viviamo una fase in cui l’AI e le tecnologie emergenti ridefiniscono interi settori, modificando competenze, processi produttivi e modelli economici. Ora non basta più acquisire nuove skill: serve sviluppare la capacità di leggere il cambiamento, comprenderne l’impatto e trasformarlo in opportunità”, afferma Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On Media Group e ideatore del WMF “Per questo il WMF ha costruito negli anni un ecosistema che mette in dialogo AI, innovazione tecnologica, marketing, impresa, ricerca, cultura e divulgazione. Il nostro obiettivo è creare uno spazio internazionale in cui professionisti, aziende, startup, creator e istituzioni possano confrontarsi, aggiornarsi e contribuire insieme alla costruzione del futuro. Rendere la conoscenza accessibile e trasformarla in impatto concreto è la missione che guida ogni edizione del WMF.” 

    Quest’anno, il programma formativo si articolerà in quattro categorie di stage: Premium Stage, dedicati alla formazione avanzata; Discover Stage, dedicati al business e le soluzione innovative, e gli Open Stage, pensati per contenuti dal taglio più divulgativo. A completare il ventaglio, il Mainstage che ospiterà keynote internazionali, fireside chat, panel interdisciplinari e momenti di confronto sui grandi temi della contemporaneità. Dalla geopolitica alla creator economy, dal giornalismo all’editoria, fino alla comunicazione e alla cultura digitale, tutti gli stage offriranno uno spazio di dialogo aperto tra innovazione, informazione e società. 

     

    Al centro dell’edizione 2026 ci saranno i Premium Stage – accessibili solo con Full Ticket – i palchi formativi in cui si tiene la formazione più avanzata e specialistica del WMF pensati per fornire competenze verticali e approfondire strumenti e strategie per la crescita professionale. Grande protagonista sarà l’Intelligenza Artificiale, con 12 stage verticali dedicati alle sue applicazioni trasversali: dal Machine Learning all’Agentic AI, dall’AI Marketing all’AI Commerce, fino all’AI & Business Transformation sullo stage powered by Dell Technologies e Intel. A portare visioni, casi applicativi e scenari concreti alcuni dei protagonisti più autorevoli del panorama internazionale, tra cui Corey Ching di OpenAI, Yuval Dvir di SandboxAQ, Debanshu Das di Google, Julian Wood e Salih Güler di Amazon AWS, insieme a esperti e innovatori che approfondiranno l’evoluzione degli AI Agents, della trasformazione organizzativa e delle nuove architetture software AI-native. 

    L’AI dialogherà inoltre con discipline strategiche come Search, Content, Social Media, Automation & CRM e Data Analytics, offrendo una lettura concreta di come le tecnologie emergenti stiano modificando modelli organizzativi, processi produttivi e competenze professionali. Spazio anche ai temi della governance, della regolamentazione e dell’impatto sociale dell’intelligenza artificiale, grazie agli interventi di Brando Benifei, co-relatore dell’AI Act al Parlamento Europeo, e di autorevoli esperti di diritto, privacy e innovazione digitale. 

    Accanto ai temi AI, il programma affronterà anche le evoluzioni del digital marketing, della comunicazione e dei nuovi media attraverso stage dedicati a Advertising, Brand Strategy, UX & UI, Social Advertising, E-commerce, Content Marketing, Backend & Cloud supported by Devpunks. Tra le novità più rilevanti dell’edizione 2026 gli stage Robotics & Physical AI, Search & AI, AI Commerce, AI & Business Transformation, Agentic AI, Fintech & Digital Assets, AI Tourism, Vibe Coding, Audio & Visual Production, Automation & CRM, Video & Connected TV, Management & Leadership, Geopolitics, Startup Arena e Query The Future. Completeranno la programmazione approfondimenti su Cybersecurity, Legal Tech, Work & HR con contributi di realtà e speaker di primo piano come Marco Pavone di NVIDIA, Marcello Majonchi di Arduino e Giorgio Metta di IIT – Istituto Italiano di Tecnologia, che porteranno sul palco visioni e applicazioni effettive nel campo della robotica, dell’automazione e dell’interazione tra AI e mondo fisico. 

    I Discover Stage – accessibili con Full Ticket e Visitor Ticket – saranno il punto d’incontro tra innovazione, imprenditorialità e sviluppo di nuove opportunità di mercato. Il palinsesto alternerà visioni strategiche e casi concreti, grazie ad interventi come “Defining What Matters in the Age of Generative AI and Geopolitical Competition” e panel sul futuro dell’innovazione europea, dell’ecosistema startup italiano e dei nuovi corridoi tecnologici tra mercati emergenti in Europa, India, Canada, Brasile e Africa.  

    Oltre ai contenuti dedicati a Startup, PMI & VC, il programma ospiterà stage verticali focalizzati su Tech for Business, Digital Marketing & Business Solutions, Entrepreneurship, Tourism & Travel, Impact to Business powered by COOPFOND, e Content Creation. Tra i temi affrontati: AI applicata al retail e all’healthcare, accessibilità digitale, fintech, HR tech, turismo data-driven, leadership nell’era dell’automazione, creator economy e innovazione sociale. A collegare la prospettiva internazionale a una esplorazione dell’ecosistema nazionale, la selezione di success stories italiane a cui contribuiranno speaker, founder, aziende e investor di realtà come Italian Tech Alliance, InnovUp, Invitalia, Insme, Roma Startup, IAG, Credem, Intesa SanPaolo Innovation Center, 0100, 28DGTL, Zest e Allied for Startups e molti altri. Sullo stage Impact to Business saranno presenti tra gli altri referenti delle realtà Forest Valley Institute, Save The Children, Startup for Africa, Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore. Sulla Startup Arena, i founder delle oltre 140 startup selezionate provenienti da Italia e altri 80 paesi presenteranno le soluzioni che hanno risposto in modo più efficace alle 14 sfide del futuro del WMF.  

    Accanto alla formazione specialistica, il WMF continua a sviluppare spazi aperti alla divulgazione e al confronto interdisciplinare, contenuti pensati per raccontare l’innovazione attraverso linguaggi diversi, tra tecnologia, cultura e società, attraverso gli Open Stage -accessibili con Full Ticket, Visitor Ticket e Fiera Ticket- tra cui Start the Future, Music & Art, GovTech, EduTech, Space Economy, Book Presentation, Innovation Film Fest, Geopolitics, Gaming & Esports e AI for Civil Engineering.  

    L’Open Stage Start the Future sarà il centro del dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale e delle trasformazioni globali, in un dialogo che attraversa innovazione, società e scenari economici. Lo stage GovTech metterà al centro le trasformazioni delle istituzioni e della geopolitica digitale, con interventi di figure istituzionali e accademiche come Lucia Borgonzoni, Alberto Barachini, Luigi Di Maio, Marco Cappato, insieme a rappresentanti del mondo delle policy e dell’innovazione pubblica. Lo stage EduTech esplorerà invece il futuro della formazione e delle competenze, mentre lo Space Economy, powered by ESA – European Space Agency, porterà invece lo sguardo oltre l’atmosfera, mentre il Music & Art stage, in collaborazione con Billboard Italia, ospiterà artisti, creativi e operatori del settore . Lo stage Innovation Film Fest darà spazio al rapporto tra audiovisivo e cultura digitale, mentre Gaming & Esports esplorerà il videogioco come linguaggio culturale con ospiti come Antonio Moro e Carlo Santagostino. Infine, Book Presentation e Geopolitics offriranno ulteriori spazi di approfondimento tra editoria, economia dei dati e scenari internazionali, con autori, giornalisti e analisti come Davide Casaleggio e Domenico Guzzo. 

    A rappresentare la sintesi della visione internazionale del WMF 2026 sarà il Mainstage, il palco principale della manifestazione – accessibile con Full Ticket e Visitor Ticket – dove per tre giorni si alterneranno leader globali, istituzioni, aziende, creator, artisti, ricercatori, giornalisti e protagonisti dei grandi cambiamenti contemporanei. Il Mainstage del WMF propone un palinsesto live ad alto Impatto, capace di fondere informazione autorevole e grande spettacolo. Sul palco saliranno rappresentanti delle istituzioni europee e internazionali, tra cui Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. Presenti anche i referenti di grandi brand tra cui Klarna, Trade Republic, Microsoft, Dell Technologies e Intel, LG Nova, Google, che condivideranno sul Mainstage prospettive dal mondo del business.  

    Ampio spazio sarà dedicato anche ai temi dell’informazione, della geopolitica e dell’impatto sociale delle tecnologie, con interventi di giornalisti, autori e analisti come Cecilia Sala, Enrico Mentana, Corrado Formigli, Francesca Albanese, Nicola Gratteri e Stefano Massini, in un confronto aperto sui nuovi equilibri tra tecnologia, media, politica e società.Il Mainstage ospiterà inoltre founder, manager e protagonisti dell’innovazione globale come Brunello Cucinelli, il Guest of Honor del WMF 2026 Mathew Knowles, Alec Ross e Uljan Sharka, insieme a creator, comedian e nuove voci della cultura digitale come Pierluca Mariti, Guglielmo Scilla, Gabriele Vagnato, Camihawke, Awed e Filippo Caccamo.A completare l’esperienza saranno live performance, concerti e momenti di spettacolo con artisti come Dardust, Ditonellapiaga, N.A.I.P., I Patagarri, Valerio Lundini e I VazzaNikki e Francesco Cavestri, a conferma del ruolo del Mainstage come spazio in cui conoscenza, creatività e intrattenimento convivono in un unico racconto sull’evoluzione della società contemporanea. 

    WMF – We Make Future è ideato, organizzato e prodotto da Search On Media Group. La manifestazione si svolge con il Patrocinio della Commissione Europea e del Comune di Bologna, con il supporto del MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna. L’evento è in partnership con Visit Emilia – Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed ESA – European Space Agency. Main Sponsor dell’edizione 2026 sono Philip Morris, Dell Technologies e Intel. 

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    economia

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  • Bullismo, Barachini: “Social possono essere violenti, aiutare i ragazzi a conoscerli e usarli in serenità”

    Bullismo, Barachini: “Social possono essere violenti, aiutare i ragazzi a conoscerli e usarli in serenità”

    (Adnkronos) – “Il 90% dei ragazzi dagli 11 anni in sù usa quotidianamente i social. I social sono il loro mondo, la loro bolla ma purtroppo sono anche la loro educazione. E il mondo digitale può essere estremamente violento, può riprodurre un linguaggio che ferisce e ferisce soprattuto all’inizio di un percorso di crescita. Noi dobbiamo come istituzioni stare vicino ai ragazzi, stare vicino alle famiglie che stiano vicino ai ragazzi. I genitori devono ‘leggere’ i figli quotidianamente, capire se ci sono stati emotivi particolarmente critici e cercare di aiutarli a conoscere questi strumenti digitali, a migliorare la loro conoscenza e la loro crescita in serenità”. Lo ha detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, arrivando alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall’Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell’Informazione dell’Adnkronos. 

    Barachini ha posto l’accento anche sulla responsabilità del mondo giornalistico: “Credo che la responsabilità del mondo giornalistico sia strategica. Penso che ritrovare un linguaggio pacato, meno polarizzato, meno divisivo, meno aggressivo sia fondamentale per il mondo giornalismo ma fondamentale ancora di più per chi approccia questo mondo”.  

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    cronaca

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  • Bullismo, De Felice (Inps): “I giovani cercano sostegno nello Stato”

    Bullismo, De Felice (Inps): “I giovani cercano sostegno nello Stato”

    (Adnkronos) – “I giovani sentono un disagio diffuso ed esistenziale e quindi cercano punti di approdo, sia nella famiglia che nella scuola. Tuttavia, è sempre più evidente che i giovani cerchino un sostegno nello Stato e nelle istituzioni”. Lo ha detto Diego De Felice, direttore centrale comunicazione Inps nel suo intervento alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall’Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell’Informazione dell’Adnkronos. 

    “Anche noi come Inps, che siamo articolazione dello Stato, ci siamo posti il problema di colloquiale con il mondo giovanile nella fase critica in cui i giovani si allontanano dal mondo scolastico e si approcciano al mondo lavorativo o universitario. Lo facciamo parlando il loro linguaggio”, ha aggiunto, elencando i sistemi che l’ente previdenziale offre ai giovani nella fase complicata in cui si passa dal mondo scolastico a quello lavorativo o universitario. “Abbiamo fatto un portale giovani per offrire formazioni mirate in cui si identifica chi è occupato o disoccupato”. Un sistema che permette di identificare i ragazzi che non studiano né lavorano che in Italia “sono circa un milione e mezzo e sono quelli spesso più attratti da fenomeni di bullismo. Riuscire a offrire dei servizi a loro è anche un contrasto per derive negative”, ha spiegato De Felice, che ha sottolineato come il vero strumento per contrastare i fenomeni di disagio resta l’educazione nelle scuole. 

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    cronaca

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  • Caso Garlasco, il padre di Andrea Sempio: “Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi, quel giorno era a casa con me”

    Caso Garlasco, il padre di Andrea Sempio: “Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi, quel giorno era a casa con me”

    (Adnkronos) –
    Giuseppe Sempio ribadisce l’innocenza del figlio e gli fornisce un alibi. “Andrea è innocente, mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi – afferma l’uomo in un’intervista esclusiva al Tg1 – E noi siamo forti su questo”. “È stata una vigliaccata – attacca – Di chi, non lo posso sapere. Lo dico io, così”. “Mio figlio – ribadisce – quel giorno lì stava a casa con me. Stava a casa sua con me”, afferma il padre del 38enne, unico indagato nel caso Garlasco.  

    Una settimana fa era stato Andrea Sempio in tv, in un’intervista a ‘Quarto Grado’, aveva ribadito la sua innocenza: “Non ho commesso l’omicidio, non ho ammazzato Chiara”, aveva ribadito a Martina Maltagliati. “Io non ho mai visto i video di Chiara, non c’è mai stato questo mio interesse verso Chiara – ha assicurato – non c’è mai stato nulla di tutto ciò. Capisco che alla fine bisognava trovare un qualche tipo di movente, è stato scelto questo, va bene”. Sempio sottolinea che “col senno del poi son capaci tutti di dire ‘Quella cosa non l’avrei scritta, o magari quella cosa l’avrei scritta ma l’avrei scritta meglio, più comprensibile’. Però, quando sarà il momento ci dedicheremo a spiegare anche quelle cose, come appunto il discorso del forum – osserva – Adesso c’è altro di ben più importante”. Riguardo all’amico Marco e alla famiglia Poggi, Sempio sostiene che “pensare che lui o la sua famiglia potessero avere dei dubbi nei miei confronti, ovviamente è un pensiero che mi farebbe star male. Io però non lo credo. Non credo che loro abbiano avuto dei dubbi, nonostante tutto il bombardamento mediatico che c’è stato”. 

     

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    cronaca

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  • Minori, a Roma ‘Impossibile 2026’: la biennale di Save the Children sui diritti

    Minori, a Roma ‘Impossibile 2026’: la biennale di Save the Children sui diritti

    (Adnkronos) – “Migliorare le condizioni di vita dei bambini, delle bambine e degli adolescenti che vivono nelle aree più vulnerabili del nostro Paese significa investire nel loro futuro, e di conseguenza nella qualità della nostra democrazia. Negare pari opportunità ai bambini e alle bambine, in base al luogo in cui crescono, è una ferita sociale profonda, con effetti anche sulla tenuta e la credibilità delle istituzioni”. Così Claudio Tesauro, presidente di Save the Children, nel suo intervento di apertura di ‘Impossibile 2026 – la Biennale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza’ in corso oggi a Roma – ricordando che, come emerso dalla ricerca dell’Organizzazione I luoghi che contano, oggi nei comuni capoluogo delle 14 città metropolitane, un/una minore su dieci vive in aree fragili, dove il tasso di abbandoni e bocciature è doppio rispetto alla media delle città e un adolescente su due percepisce lo stigma sociale verso il proprio quartiere. 

    Aprendo i lavori dell’appuntamento, che quest’anno è dedicato al tema “Investire nelle periferie, investire nell’infanzia”, Tesauro ha sottolineato “la necessità di superare interventi frammentati e costruire una politica pubblica stabile e duratura per ridurre le disuguaglianze sociali e territoriali che oggi privano migliaia di bambini, bambine e adolescenti di opportunità di futuro. Con questo obiettivo, e proprio perché Impossibile non vuole essere solo un evento pubblico ma un luogo dove si costruiscono proposte concrete di cambiamento, chiediamo una legge per garantire nelle aree più vulnerabili spazi socio-educativi sicuri e accoglienti, attivi tutto l’anno, dove i minori possano trovare opportunità culturali, relazionali, ricreative, sportive e di sostegno educativo e psicologico. A sostegno di questa proposta, abbiamo lanciato proprio in questi giorni una petizione pubblica rivolta a tutte e tutti, perché dare un luogo al tempo che conta, quello dell’infanzia e dell’adolescenza, significa costruire una società più coesa e più giusta. Ce lo chiedono anche i ragazzi e le ragazze coinvolti nella ricerca ‘I luoghi che contano’, che ci parlano di opportunità negate, di diritti non pienamente garantiti, di talenti lasciati ai margini. E questo, in un Paese come il nostro, non è accettabile. Perché quando un territorio offre meno possibilità di un altro, non siamo di fronte a un destino già scritto, ma al risultato di una scelta politica. Per questo oggi non possiamo limitarci a osservare le periferie e a considerarle solo come luoghi di fragilità e marginalità, ma dobbiamo riconoscerle nella loro complessità, anche come spazi di sperimentazione e innovazione, come luoghi densi di energie e risorse che chiedono solo di essere sostenute. Per questo dobbiamo ridisegnare le priorità. E tutto questo richiede risorse, continuità e responsabilità condivisa”. 

    Secondo la ricerca I luoghi che contano realizzata da Save the Children, nei comuni capoluogo delle 14 città metropolitane italiane un/a minore su dieci (circa 142mila in totale) vive in un’area di disagio socioeconomico urbano (Adu). In queste aree – 158 in totale individuate da Istat – il 42,3% delle famiglie vive in povertà relativa; il 15,4% di studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado (più di uno/a su sette) ha abbandonato la scuola o ripetuto l’anno scolastico, una percentuale doppia rispetto alla media del 7,6% dei comuni delle città metropolitane; il 20,8% di chi frequenta l’ultimo anno delle medie è a rischio dispersione implicita (10 punti percentuali in più della media dei comuni dell’11%); più di un 15-29enne su 3 (35,6%) non studia e non lavora, rispetto al 22,9% della media dei comuni (+12,7 punti percentuali). Dopo la relazione introduttiva del presidente Tesauro, i lavori di Impossibile 2026 – moderati dal Direttore dell’Ansa Luigi Contu – proseguono con gli interventi del sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, della sindaca di Bergamo Elena Carnevali, delegata Istruzione, Politiche educative, Edilizia scolastica Anci, del questore di Roma Roberto Massucci, dell’assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio Massimiliano Maselli e del sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri. 

     

    A seguire due momenti di confronto. “I luoghi che contano: evidenze e strategie per il cambiamento”, con Raffaela Milano, direttrice Ricerca di Save the Children, Antonella Polimeni, rettrice dell’Università di Roma La Sapienza, Marco Rossi-Doria, presidente di Con i bambini e Don Marco Pagniello, direttore Caritas Italiana. E “L’infanzia al centro: costruire alleanze e reti per il cambiamento”, con Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children, Paolo Bonassi, chief social impact officer di Intesa Sanpaolo, Antonella Portarapillo, dirigente scolastica dell’Ic Ferdinando Russo di Napoli, e Fabrizio Arena, presidente dell’Associazione Zen Insieme di Palermo. Al centro della plenaria le testimonianze di ragazze, ragazzi e operatrici di Save the Children impegnate sul territorio, insieme a un monologo dell’attore e regista Claudio Amendola. 

    Nel pomeriggio si svolgeranno i Dialoghi Possibili, tre tavoli di lavoro paralleli – realizzati in collaborazione con ANCI – in cui saranno ragazze e ragazzi del Movimento Giovani e dei Comitati di Innovazione di Save the Children, insieme al Comitato di pilotaggio della ricerca coordinato da Scomodo, a confrontarsi con attori politici, istituzionali, del mondo accademico, delle imprese e del terzo settore per arrivare alla definizione di proposte concrete di cambiamento. 

    Al primo Dialogo, Generazione periferia: costruire futuro, creare opportunità, sono stati invitati a partecipare Margherita Accornero (Responsabile progetti e formatrice, Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti – COSPE), Alessandro Battilocchio (Deputato FI, Presidente della Commissione di inchiesta sulle periferie), Mauro Berruto (Deputato PD, già CT Nazionale Volley maschile), Elena Carnevali (Sindaca di Bergamo, Delegata Istruzione, Politiche educative, Edilizia scolastica ANCI), Andrea Ciarini (Professore associato di Sociologia Economica e del Lavoro Sapienza Università di Roma), Fabio Gelao (Presidente della Cooperativa Sociale Progetto Città, Bari), Irene Manzi (Deputata, Responsabile scuola del PD), Bianca Piserchia (Responsabile Area Progettazione, Governance e Advocacy della Fondazione Banco dell’Energia), Antonella Portarapillo (Dirigente scolastico, DS IC Russo, Napoli), Giorgio Righetti (Direttore Generale di ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa) e Laura Tondi (Sustainability Manager in IKEA Italia). 

     

    Al secondo Dialogo, Periferie che parlano: resilienza, appartenenza e partecipazione, sono stati invitati Vittoria Baldino (Deputata, Vicepresidente del Movimento 5 Stelle), Paola Barretta (Portavoce Associazione Carta di Roma), Giuseppe Battaglia (Assessore alle Periferie del Comune di Roma), Camilla Bianchi (Assessora a Transizione ecologica, Ambiente e Verde Comune di Brescia), Marco Birolini (Giornalista di Avvenire, esperto di inchieste su tematiche sociali e criminalità), Andrea Comollo (Responsabile Comunicazione di WeWorld), Ivonne Cosciotti (Sindaca di Pioltello – MI), Francesca D’Onofrio (Presidente della cooperativa sociale L’Orsa Maggiore, Napoli), Claudia Giordano (Dirigente Scolastico IC Via delle Azzorre, Ostia – Roma), Domenico Iannacone (Giornalista, regista e autore televisivo), Salvatore Monni (Professore ordinario di Politica Economica Università Roma Tre), Veronica Rossi (Sustainability Director Lavazza Group e Segretario Generale Fondazione Lavazza) e Daniele Spagnoli (Sustainability Manager del Gruppo Feltrinelli). 

    Per il terzo Dialogo, Culture di periferia: immaginari, legami e futuri condivisi, sono stati invitati a partecipare Beatrice Aimi (Assessora alla Comunità Giovanile e alle Politiche Giovanili del Comune di Parma), Luca Burlando (Segretario Amministrativo del Consiglio Nazionale Giovani), Massimo Castiglia (Sponsor and event manager Corporate Communication Italy di Ferrero S.p.A.), Giulio Cederna (Direttore della Fondazione Paolo Bulgari), Mauro Cristoforetti (Presidente Cooperativa Sociale EDI Onlus), Felice Fabrizio (People and Sustainability manager di Juventus), Paolo Lozzi (Dirigente scolastico, IC Ennio Morricone, San Basilio – Roma), Elena Paoli (Referente progetti sociali del Commissario straordinario per i territori ad alta vulnerabilità), Valentina Prisciandaro (Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali – CNOAS), Michele Raitano (Professore Ordinario in Politica Economica, Sapienza Università di Roma), Francesco Rullani (Professore ordinario presso la Venice School of Management, Yunus Social Business Centre, Ca’ Foscari di Venezia), Sandra Sarti (Coordinatrice del Tavolo Terzo settore della Fondazione Fratelli Tutti), Anna Scavuzzo (Vicesindaca e Assessora alla Rigenerazione Urbana e Educazione del Comune di Milano) e Giorgio Tamburlini (Presidente del Centro per la salute del bambino – Csb). 

    I Dialoghi Possibili si concluderanno con gli interventi di Daniela Fatarella e Veronica Nicotra, segretario generale di Anci, moderati dalla giornalista di Rainews24 Francesca Biagiotti. Impossibile 2026 ha ricevuto il patrocinio della presidenza del Consiglio e di Roma Capitale. I media partner sono l’agenzia Ansa, Rai, Il Corriere della Sera, Chora & Will Media, AdnKronos. I Dialoghi Possibili sono realizzati in collaborazione con Anci. In occasione dell’evento, alcuni partner dell’Organizzazione hanno scelto di sostenere generosamente i progetti per l’infanzia di Save the Children: Fondazione Bvlgari, Bvlgari Hotels & Resorts, Fondazione Ferrarelle Ets, Ferrero Group, Lavazza Group, Lucart, Slamp, Tecò, Ferrari Trento e Tenute Lunelli. L’evento è stato inoltre sostenuto da Poste Italiane. Il progetto Inclusive Child Participation Networks (Icpn), cofinanziato dalla Commissione Europea, ha consentito la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze a Impossibile 2026. 

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    cronaca

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  • Biennale Arte, Giuli visita Padiglione Italia con Buttafuoco: “Pace fatta, mia visita chiude polemica”

    Biennale Arte, Giuli visita Padiglione Italia con Buttafuoco: “Pace fatta, mia visita chiude polemica”

    (Adnkronos) –
    Con Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, “non c’è stata nessuna guerra personale”. Così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, parlando con i giornalisti questa mattina al termine della visita del Padiglione Italia alla 61esima Esposizione internazionale d’Arte. Nella visita degli spazi all’Arsenale, definita privata e riservata e svolta in un clima cordiale, Giuli è stato accompagnato dallo stesso Buttafuoco. “Pace fatta con Buttafuoco?” hanno chiesto i cronisti. “Ovvio”, ha risposto il ministro. 

    “L’amico Pietrangelo non è mai venuto meno, ma maggiore amica è la verità che rappresento come ministro”, ha aggiunto Giuli, citando Aristotele. “E’ una giornata perfetta, una giornata belissima”, ha concluso. 

    L’incontro tra Giuli e Buttafuoco è avvenuto dopo oltre due mesi di tensioni e polemiche legate alla presenza del Padiglione della Russia alla Biennale Arte e a un clima di gelo istituzionale culminato anche nell’assenza del ministro all’inaugurazione ufficiale della Mostra, lo scorso 9 maggio, preceduta da un’ispezione ministeriale a Ca’ Giustinian per verificare il rispetto delle sanzioni inflitte a Mosca dopo l’aggressione all’Ucraina. 

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    cultura

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  • Nicosia, insonnia e oblio: ‘King Marracash’ è il racconto di un bambino che ce l’ha fatta

    Nicosia, insonnia e oblio: ‘King Marracash’ è il racconto di un bambino che ce l’ha fatta

    (Adnkronos) – Finire nell’oblio è forse una delle paure più grandi di ogni essere umano. Vivere sapendo che un giorno nessuno ricorderà più chi sei stato, cosa hai fatto, cosa hai lasciato. Van Gogh, durante la sua vita, aveva venduto un solo dipinto. Solo dopo la morte il mondo si è accorto davvero del valore della sua arte. Ci sono artisti che vengono capiti troppo tardi. E poi ce ne sono altri che riescono a vedere il peso della propria eredità mentre sono ancora qui. Che assistono in prima persona al momento in cui la loro storia smette di appartenere solo a loro e diventa di tutti. ‘King Marracash’ parte proprio da questo: dal bisogno di fermare un momento preciso della vita e della carriera di un rapper che si è costruito da solo. Parte proprio dal bisogno di custodirlo quel momento prima che il tempo lo trasformi in ricordo. 

    Il film documentario su Fabio Bartolo Rizzo – prodotto da Groenlandia e Disney+ e diretto da Pippo Mezzapesa, arriva al cinema dal 25 al 27 maggio – e racconta il suo 2025, arrivato dopo un anno di traguardi e consacrazioni. In una delle sue prime interviste Marracash diceva che il suo sogno più grande era cantare a San Siro. Oggi quel sogno lo ha messo in tasca. Insieme a un disco di diamante per ‘Persona’, l’album che ha segnato un prima e un dopo nella sua carriera, e un Block Party nel quartiere dove è cresciuto e dove è tornato da re. 

    Ma la forza di ‘King Marracash’ sta proprio qui: nel fatto che Fabio abbia scelto di raccontarsi senza nascondersi più. Attraverso la musica, le persone che ama e quelle che lo hanno accompagnato fino a qui. Quella famiglia che Marracash ha sempre tenuto lontana dai riflettori. Forse perché, dopo che la storia con Elodie è finita sulla bocca di tutti – fino al palco del Festival di Sanremo – Fabio ha imparato la lezione, e cioè quanto possa essere violento lasciare entrare il mondo nella propria intimità. 

    C’è un fratello, Mirko, che Marra definisce il suo opposto. Si è costruito una famiglia, ha avuto dei figli. Tutte quelle cose che lui racconta in ‘Dubbi’ e osserva da lontano, quasi con la paura di non poterle meritare davvero. Poi c’è un padre, Salvatore – in perfetto stile siciliano – e una madre, Filippa, che lo hanno cresciuto come meglio potevano. Prima Nicosia, piccolo paese dell’entroterra siciliano, poi Milano, lo sfratto, fino alla Barona. La storia di questa famiglia sembrava già scritta. Persino il nome ‘Marracash’ nasce da quella sensazione di sentirsi diverso: da bambino lo chiamavano ‘marocchino’, ‘Marrakech’, per quei lineamenti mediterranei e per le sue origini siciliane. Fabio ha preso quel soprannome e lo ha trasformato in un’identità. In qualcosa che oggi tutti conoscono. 

    La storia di questa famiglia sembrava già scritta. E invece no. Marracash ha preso quella rabbia sociale, l’ha trasformata in parole e si è costruito una carriera barra dopo barra. Perché il 2025, per lui, ha significato soprattutto questo: chiudere dei cerchi. Prima ancora che davanti agli altri, davanti a sé stesso. 

    Nel docufilm Marra racconta anche il suo rapporto ‘malato’ con l’insonnia. Un problema che si trascina da quando era bambino, da quando per lasciarsi andare beveva di nascosto qualche bicchiere del vino di suo padre. E che ancora oggi continua a tormentarlo. Un male apparentemente incurabile, che Fabio prova a zittire con anni di sonniferi. Più che un’abitudine, quasi una sopravvivenza. In ‘King Marracash’ si mette a nudo davvero come forse non aveva mai fatto prima. I suoi genitori sono lì, nella loro umiltà disarmante. Un padre e una madre commossi sotto al palco mentre Fabio, tornato a Nicosia, riceve la cittadinanza onoraria. 

    C’è anche Elodie. Poche settimane fa l’abbiamo vista salire sul palco del ‘MARRA BLOCK PARTY’ alla Barona, mandando il pubblico completamente in tilt. Un’immagine, un momento che li ha rivisti insieme, che nessuno dimenticherà facilmente. C’è Guè, compagno di ‘Santeria’ e fratello prima ancora che collega. C’è Paola Zukar, la manager che Marracash considera uno dei pilastri fondamentali della sua vita. C’è il suo produttore, che accompagna ogni sua scelta artistica. E poi c’è una figura fondamentale: lo psicoterapeuta. Una persona che, negli anni, lo ha aiutato a scavarsi dentro, a fare i conti con quel bisogno costante di rincorrere l’euforia anche quando il mondo intorno tace. 

    È da lì che nasce il dualismo Fabio-Marracash. Un conflitto interiore che lui ha trasformato in una trilogia e in un tour negli stadi. C’è chi ha visto Fabio diventare Marracash e Marracash arrendersi a Fabio. Due anime che per troppo tempo si sono fatte la guerra, fino a capire di non poter esistere davvero l’una senza l’altra.  

    La sua storia artistica è una delle più particolari degli ultimi anni. Marracash pubblica ‘Persona’ il 31 ottobre 2019. Un album che sembrava un rischio: intimo, vulnerabile, diverso da tutto quello che aveva fatto prima. Poi arriva il successo. E con lui ‘Noi, loro, gli altri’ nel 2021. Dopo ancora, anni di silenzio. Quasi sparisce. Non perché manchi qualcosa da dire, ma perché Marracash è uno di quelli che hanno bisogno di chiudersi in una bolla prima di tornare a raccontarsi davvero. Così, all’improvviso, il 13 dicembre 2024 arriva ‘È finita la pace’. Un album che suona come uno sfogo: denuncia sociale, disillusione, ma anche voglia di rimettersi in discussione e ricominciare ancora una volta. 

    Forse perché la sua storia personale lo ha segnato profondamente. Forse perché partire dal nulla – da una “famiglia del ceto medio-basso” – e arrivare a diventare il King del Rap lascia addosso qualcosa che non passa mai davvero. Oggi Marracash è una delle penne più potenti e rispettate della scena musicale. Uno di quelli che hanno aperto la strada anche ad artisti come Sfera Ebbasta e Achille Lauro. Eppure, a guardarlo bene, sembra che una parte di Fabio faccia ancora fatica ad accettare davvero a tutto questo. Perché dentro di lui è rimasto quel ragazzo della Barona che viveva di strada e rubava motorini. Un figlio di genitori siciliani che cercava nelle barre un modo per non sentirsi inghiottito e trasformava i pensieri più bui in poesie. Marracash fa qualcosa che forse non siamo più abituati a vedere. In un mondo musicale dove si parla spesso di droga, sesso e soldi, lui parla delle proprie debolezze. Delle fragilità. Di quella emotività maschile che spesso viene soffocata. 

    Per la prima volta nella sua carriera spiega anche il vero significato di ‘Crudelia’. Forse il suo brano più streammato. Un amore viscerale, che toglie il fiato, ma non nel modo giusto. Un amore che marcisce prima ancora di nascere, che diventa tossico. Un amore che gli ha tolto tanto, ma che gli ha restituito tutto sotto un’altra veste: il successo. “Mentire senza emozioni, come fai?/ Il mio amore è marcito in odio”. È il pezzo durante cui ai concerti si spengono le luci e si accendono migliaia di torce. Quello che canti a squarciagola mentre lasci uscire tutto il dolore che hai dentro. Ed è strano pensare che una persona così amata possa sentirsi ancora così sola. Di giorno ci sono i fan, gli stadi, l’affetto, le persone che ti vedono come un idolo. Poi arriva la notte. E con lei il silenzio. Una testa che non smette mai di pensare, di muoversi, di fare rumore. 

    Fabio e Marracash hanno imparato a convivere. E nel 2025 Marracash sembra aver capito che, per chiudere certi cerchi, serve trovare una forma di pace interiore. E che per aprirne di nuovi bisogna avere il coraggio di raccontare la propria storia fino in fondo. La storia di un bambino che si vergognava perché sua madre faceva le pulizie nelle case dei compagni di scuola. La storia di un bambino che non avrebbe mai immaginato che tutto questo potesse diventare reale. Eppure è successo. Ma nemmeno alzare un disco di diamante tra le strade della Barona è bastato davvero. Nemmeno cantare in via Enrico De Nicola, nel posto dove anni fa usciva per spacciare, è bastato. Perché certi traguardi non riescono mai a riempire del tutto quello che hai dentro. 

    Forse è anche per questo che la notte non riesce a dormire. Perché è difficile accettare di aver realizzato davvero tutto ciò che sognavi. E forse, a volte, basterebbe guardare gli occhi di una madre orgogliosa per capire fino in fondo cosa si è diventati. Marracash è questo. E molto altro. Lui lo sa. Fabio forse lo sta ancora capendo. Ma una cosa è certa: l’oblio non gli appartiene. La sua storia è ancora all’inizio.  

    Arriveranno altri album, altri successi, altri pezzi di vita da raccontare. Lui sta ancora scrivendo il suo libro. Noi, forse, siamo solo a metà. Ma sì, l’oblio non gli appartiene. Viva la musica. E viva chi nella musica riesce ancora a raccontare le proprie fragilità senza vergognarsene. Viva Marracash, che è riuscito a costruirsi un’identità da zero. E viva Fabio, che i suoi sogni a occhi aperti è riuscito a renderli reali. (di Marica Di Giovanni) 

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  • Crisi energetica, Dombrovskis: “Esaminiamo deroga Patto di stabilità”

    Crisi energetica, Dombrovskis: “Esaminiamo deroga Patto di stabilità”

    (Adnkronos) – La Commissione europea sta “esaminando” la possibilità di attivare la clausola di salvaguardia nazionale per far fronte alla crisi energetica ed è “pronta a reagire agli sviluppi”, pur tenendo in considerazione l’esistenza degli stabilizzatori automatici e le limitazioni fiscali dei Paesi Ue. Lo dichiara il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis nel corso della conferenza stampa di presentazione delle previsioni economiche primaverili dell’Ue. 

    “In termini di flessibilità fiscali, sì, stiamo esaminando questa risposta politica e ciò che deve essere fatto anche sul fronte della politica fiscale e siamo pronti a reagire agli sviluppi”, risponde a una domanda sull’eventuale utilizzo della flessibilità già concessa dall’esecutivo Ue per l’aumento delle spese della difesa. “Ma ho già delineato i parametri principali, sia in termini di flessibilità che esistono già in un quadro che possiamo lasciare agire come stabilizzatori automatici, come anche alcune parole di cautela sulle limitazioni che affrontiamo in termini di spazio fiscale”, aggiunge il commissario Ue. 

    Per quanto riguarda il potenziale peggioramento delle previsioni economiche Ue rispetto alle proiezioni presentate oggi, Dombrovskis evidenzia che la finestra per la normalizzazione ipotizzata nel 2027 secondo lo scenario di base “si sta effettivamente restringendo. Detto questo, il nostro scenario di base rimane il nostro scenario principale che useremo anche per valutare la performance fiscale degli Stati membri e così via”. L’analisi degli scenari “si basa su determinate ipotesi” tra cui “le curve future dei mercati energetici, ovvero quali sono le aspettative del mercato in termini di evoluzione dei prezzi dell’energia, mentre la valutazione dello scenario si basa solo su determinate ipotesi”, aggiunge, spiegando che se i prezzi dell’energia rimangono più alti più a lungo l’esecutivo Ue ne terrà conto nella sua analisi.  

    Le previsioni economiche di primavera dell’Ue, pubblicate oggi dalla Commissione europea, rivedono al ribasso le previsioni di crescita del Pil dell’eurozona, che cala a 0,9% nel 2026 e 1,2% nel 2027 rispetto all’1,2% e 1,4% indicati dalle previsioni dello scorso autunno. L’esecutivo Ue si aspetta che l’inflazione raggiunga il 3% nel 2026 e cali al 2,3% nel 2027, un netto incremento rispetto allre previsioni autunnali dell’1,9% e 2% rispettivamente. Analogamente, il Pil dell’intera Unione passa da una crescita prevista dell’1,4% all’1,1% nel 2026, per poi tornare all’1,4% nel 2027. Le previsioni economiche primaverili vedono l’inflazione Ue al 3,1% nel 2026, un punto percentuale in più rispetto alle previsioni precedenti, e un attenuamento al 2,4% nel 2027. 

    L’indebolimento dell’attività economica si deve principalmente al conflitto in Medio Oriente, l’innesco di un “nuovo choc energetico” che “riaccende l’inflazione e scuote il sentiment economico”, come spiega l’esecutivo Ue. A febbraio 2026 si prevedeva che l’economia dell’Unione continuasse a espandersi, seppure a un “ritmo moderato”, e che l’inflazione calasse ulteriormente, ma le prospettive sono cambiate “sostanzialmente” dall’inizio del conflitto, con l’inflazione che ha cominciato a salire poche settimane dopo il suo inizio per via del forte aumento dei prezzi di petrolio e gas, e l’attività economica sta “perdendo slancio”. Secondo la Commissione , la situazione “è destinata a migliorare leggermente nel 2027 se le tensioni sui mercati energetici si allenteranno”. 

    “Il principale rischio che circonda la previsione riguarda la durata del conflitto in Medio Oriente e le sue implicazioni per i mercati energetici globali. Dato l’insolito grado di incertezza, e la finestra sempre più ristretta per una rapida normalizzazione delle condizioni di offerta, la previsione di base è integrata da uno scenario alternativo che ipotizza perturbazioni più prolungate”, scenario in cui i prezzi delle materie prime energetiche saliranno “significativamente” al di sopra delle curve dei futures di base, raggiungendo il picco a fine 2026 prima di riallinearsi gradualmente con esse entro la fine del 2027. In questo scenario, “l’inflazione non si attenuerebbe e l’attività economica non riuscirebbe a riprendersi nel 2027 come previsto nella previsione di base”, con prezzi più elevati che potrebbero spingere famiglie e imprese a ridurre in modo più marcato i consumi e gli investimenti. 

    Il rapporto tra debito e Pil italiano è destinato a raggiungere il 139,2% entro la fine del 2027, crescendo dal 137,1% registrato nel 2025. È quanto emerge dalle previsioni economiche primaverili rilasciate dalla Commissione europea, che segnano un netto peggioramento rispetto al 137,2% previsto dalle previsioni dello scorso autunno per la fine del 2027. 

    Secondo l’esecutivo europeo, l’incremento è riconducibile a un differenziale tra tassi di interesse e crescita sfavorevole all’andamento del debito, “nonché a consistenti aggiustamenti stock-flusso legati ai crediti d’imposta per la ristrutturazione delle abitazioni che hanno gravato sul disavanzo negli anni precedenti”. Resta invece “limitato” l’effetto di riduzione del debito derivante dagli avanzi primari. 

    Se confermate, le previsioni economiche vedrebbero il rapporto debito pubblico/Pil italiano superare quello greco nel 2027, che dovrebbe scendere al 134,4%, “sostenuto dalla robusta crescita del Pil nominale e dai persistenti avanzi di bilancio primari”, dal 146,1% registrato nel 2025. 

    Conti pubblici: previsioni Ue, debito/pil Italia a 139,2% entro fine 2027 

    Il rapporto tra debito e Pil italiano è destinato a raggiungere il 139,2% entro la fine del 2027, crescendo dal 137,1% registrato nel 2025. È quanto emerge dalle previsioni economiche primaverili rilasciate dalla Commissione europea, che segnano un netto peggioramento rispetto al 137,2% previsto dalle previsioni dello scorso autunno per la fine del 2027. 

    Secondo l’esecutivo europeo, l’incremento è riconducibile a un differenziale tra tassi di interesse e crescita sfavorevole all’andamento del debito, “nonché a consistenti aggiustamenti stock-flusso legati ai crediti d’imposta per la ristrutturazione delle abitazioni che hanno gravato sul disavanzo negli anni precedenti”. Resta invece “limitato” l’effetto di riduzione del debito derivante dagli avanzi primari. 

    Se confermate, le previsioni economiche vedrebbero il rapporto debito pubblico/Pil italiano superare quello greco nel 2027, che dovrebbe scendere al 134,4%, “sostenuto dalla robusta crescita del Pil nominale e dai persistenti avanzi di bilancio primari”, dal 146,1% registrato nel 2025. 

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  • A Milano World Tech Conference dal 24 al 27 giugno, attesi oltre 200 speaker

    A Milano World Tech Conference dal 24 al 27 giugno, attesi oltre 200 speaker

    (Adnkronos) – Governi, big tech, hyperscaler, grandi gruppi industriali e alcuni dei più importanti scienziati mondiali per discutere il futuro di quantum computing, artificial Intelligence, Hpc ed energia: è il programma di World Tech Conference di Milano.  

    Tra gli oltre 200 speakers attesi ci sono Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per Tech Sovereignty, Security and Democracy, insieme ad alcuni dei maggiori fisici e matematici contemporanei, tra cui Alain Connes, Medaglia Fields e Premio Crafoord, Michele Parrinello del Politecnico di Zurigo, Gian Francesco Giudice del Cern, Thibault Damour dell’Ihés, Jürg Fröhlich dell’Eth Zürich, Alan Baratz di D-Wave Quantum Inc. e Hidetoshi Nishimori, considerato uno dei padri teorici del quantum annealing. È inoltre previsto un contributo speciale del Premio Nobel Giorgio Parisi. 

    Tra i protagonisti centrali della conferenza vi sarà D-Wave, azienda pionieristica del quantum computing applicato, oggi riconosciuta a livello internazionale per avere trasformato il quantum da tec-nologia sperimentale a piattaforma industriale operativa. I sistemi quantum annealing di D-Wave, con oltre 4.400 qubit e architetture avanzate dedicate all’ottimizzazione computazionale – viene ricordato nel comunicato stampa di lancio di World Tech Conference – vengono oggi utilizzati per affrontare problemi considerati tra i più complessi al mondo e spesso intrattabili dai computer classici, quali ad esempio: ottimizzazione finanziaria e bancaria, gestione del rischio, logistica avanzata, reti energetiche intel-ligenti, telecomunicazioni, AI infrastructure optimization, supply chain, ricerca farmaceutica, drug discovery, simulazione molecolare, difesa, cybersecurity e gestione di infrastrutture critiche”. 

     

    Il tema centrale del World Tech Conference sarà infatti la convergenza tra Quantum Computing, AI ed energia, in una fase storica in cui c’è una crescita esplosiva che sta creando una domanda ed una offerta senza precedenti di capacità computazionale ed efficienza energetica. Secondo gli organizzatori, il quantum computing rappresenta oggi una delle poche tecnologie capaci di intervenire concretamente sull’ottimizzazione di sistemi industriali complessi, riducendo costi energetici, tempi computazionali e inefficienze infrastrutturali. 

    L’obiettivo del World Tech Conference – viene spiegato nella nota – “è trasformare Milano e la Lombardia nel principale punto di convergenza europeo tra governi, industria e ricerca avanzata sulle nuove architetture computazionali”. La presenza di D-Wave assume in questo contesto “un valore altamente strategico anche per il posizionamento dell’Italia all’interno del nuovo scenario tecnologico europeo, sempre più orientato verso capacità computazionale sovrana, AI industriale, medicina computazionale e infrastrutture energetiche avanzate”. 

    Il World Tech Conference punta inoltre a favorire la partecipazione dei principali player mondiali del settore quantum, creando in Italia il primo grande tavolo europeo dedicato al futuro industriale del Quantum Computing. Milano si prepara così ad ospitare uno dei più importanti eventi europei dedicati alle tecnologie strategiche del prossimo decennio. 

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