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  • Messina Denaro, la Dda chiede l’arresto delle sorelle del boss: indagate per aver favorito la latitanza

    Messina Denaro, la Dda chiede l’arresto delle sorelle del boss: indagate per aver favorito la latitanza

    (Adnkronos) – La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha chiesto l’arresto di Giovanna e Bice Messina Denaro, sorelle del capomafia di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, morto nel settembre 2023. Le due donne sono indagate per procurata inosservanza della pena con l’accusa di aver aiutato il boss durante la lunga latitanza. 

    Secondo quanto si apprende, la Procura aveva contestato inizialmente anche il reato di associazione mafiosa, chiedendo per entrambe la misura cautelare in carcere. Il gip di Palermo, pur riconoscendo la presenza di gravi indizi di colpevolezza, non ha disposto l’arresto ritenendo assenti le esigenze cautelari anche alla luce della morte del capomafia. Contro la decisione, i pm della Dda hanno presentato appello al Tribunale del Riesame. 

    Nell’ambito dell’inchiesta è stata inoltre eseguita una perquisizione nell’abitazione e nello studio legale di un’avvocata di Campobello di Mazara, nel Trapanese, deceduta nei mesi scorsi e in passato difensore di Matteo Messina Denaro. Alla perquisizione, disposta dalla Dda di Palermo, era presente anche il pm Gianluca De Leo. Lo studio legale è attualmente gestito dal figlio della professionista. 

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    cronaca

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  • Geni killer e cicatrici sul cuore cause nascoste di morte improvvisa: gli studi che ribaltano la diagnosi

    Geni killer e cicatrici sul cuore cause nascoste di morte improvvisa: gli studi che ribaltano la diagnosi

    (Adnkronos) –
    Geni killer e cicatrici sul cuore tra le cause nascoste della morte improvvisa anche di giovani e sportivi apparentemente sani. E’ quanto emerge da tre studi internazionali coordinati dalla Società Italiana di Cardiologia (Sic), pubblicati su JAMA Cardiology, European Heart Journal e JACC: Heart Failure. Secondo quanto si legge, “alcune mutazioni genetiche e la presenza di cicatrici nel tessuto muscolare cardiaco, rilevabili solo tramite risonanza magnetica cardiaca, possono essere cause nascoste di arresti cardiaci improvvisi e finora inspiegati, anche in individui giovani e sportivi apparentemente sani e con esami di routine come l’ecocardiogramma spesso completamente nella norma”. Le ricerche, spiega la Sic, “delineano in modo più preciso il profilo di rischio per morte cardiaca improvvisa”, proponendo un cambio di paradigma nella valutazione del pericolo e in prevenzione. Nuovi parametri “chiave per decidere se impiantare un defibrillatore anche in chi ha un cuore apparentemente sano”. 

    Gli studi evidenziano la necessità di “un approccio innovativo che superi il tradizionale paradigma clinico, che ormai potremmo definire superato, basato esclusivamente sulla frazione di eiezione, parametro grossolano che stima la capacitá del cuore di pompare sangue”. Afferma Gianfranco Sinagra, presidente della Sic e direttore della Scuola di specializzazione e della Struttura complessa di Cardiologia dell’università di Trieste: “La stima, peraltro grossolana, della funzione sistolica del ventricolo sinistro ha rappresentato per decenni il principale parametro nella valutazione del rischio di aritmie fatali, ma le nostre ricerche stanno espandendo i confini della quantificazione del rischio clinico introducendo nuovi parametri. Ci sono pazienti portatori di mutazioni genetiche maligne che, nonostante presentino un cuore apparentemente sano, vanno incontro ad aritmie fatali senza sintomi premonitori, mentre altri, seppur presentando un’importante compromissione della funzione sistolica, sembrano immuni ad eventi aritmici gravi. Questo significa che il solo parametro della capacità del cuore di pompare sangue non è sufficiente a indirizzare le decisioni cliniche per prevenire episodi potenzialmente fatali”. 

    “I 3 studi – riassume Sinagra – forniscono un nuovo paradigma per la prevenzione e la valutazione del rischio di morte cardiaca improvvisa nei giovani individui, che non può più fondarsi su un parametro unico, ma richiede un approccio che integri genetica, salute del tessuto muscolare valutata con imaging avanzato e storia clinica individuale, calibrati sulla condizione specifica di ciascun paziente, per una vera medicina di precisione”. 

    I primi 2 studi, dettaglia la Sic in una nota, si focalizzano sul ruolo della genetica per la prevenzione della morte improvvisa. Il primo, pubblicato su ‘Jama Cardiology’, ha analizzato 308 portatori di una mutazione della proteina strutturale del muscolo cardiaco, filamin C, raccolti in 19 centri internazionali specializzati nella gestione delle malattie del muscolo cardiaco. “Si tratta di una proteina che ha la funzione di tenere ancorate le fibre muscolari durante le contrazioni cardiache – illustra Sinagra, co-autore del lavoro – Quando il gene che la produce (Flnc) presenta una variante ‘troncante’, la proteina viene espressa in modo incompleto o non viene prodotta affatto. Il risultato è che le cellule cardiache perdono stabilità diventando estremamente vulnerabili alle aritmie maligne. Un paziente può avere un cuore di dimensioni e morfologia normali, che pompa sangue normalmente, senza che vi siano sintomi rilevanti e tuttavia essere a rischio di aritmie anche fatali. E’ per questo che il criterio tradizionale per impiantare un defibrillatore, basato sulla funzione sistolica ventricolare sinistra stimata all’ecocardiografia, può essere fallace”.  

    “Lo studio – specifica Marta Gigli della Cardiologia di Trieste, primo autore della ricerca e coordinatrice di un network internazionale – è riuscito anche a definire esattamente il rischio di aritmie fatali e, nel corso del follow-up, quasi 1 paziente su 5 ha subito un evento maggiore, con un’incidenza annuale di 4 casi ogni 100 persone, che sale a 8 nel primo anno dalla diagnosi, confermando l’importanza di un inquadramento precoce. Abbiamo quindi identificato 5 variabili che, combinate insieme, permettono di stimare precocemente il rischio individuale prevenendo eventi potenzialmente letali”. Le variabili sono “età, sesso maschile, storia di sincopi, presenza di episodi di tachicardia ventricolare non sostenuta e la frazione di eiezione – elenca Marco Canepa dell’università di Genova, che ha contribuito allo studio – Con questi semplici parametri è possibile calcolare il rischio individuale di evento aritmico nei successivi 12-72 mesi, con un’accuratezza che supera quella garantita dai mezzi raccomandati dalle linee guida europee”.  

    “Abbiamo inoltre rilevato – aggiunge Gigli – che il rischio di aritmie non cresce progressivamente al peggiorare della capacità contrattile del cuore, ma che al di sotto del 58% il rischio rimane sostanzialmente lo stesso. Il pericolo, quindi, rimane sostanzialmente invariato per valori molto bassi o solo lievemente ridotti, svuotando sostanzialmente di significato lo stesso parametro. In questi pazienti quindi la sola frazione di eiezione potrebbe portarci a non proteggere chi è a effettivo rischio”. 

    Anche il secondo studio, pubblicato sullo ‘European Heart Journal’, si concentra sul ruolo della genetica focalizzandosi sulle forme cardiomiopatia non-dilatata del ventricolo sinistro (Ndlvc), un sottotipo di cardiomiopatia introdotto formalmente dalle linee guida europee solo nel 2023. “In questa condizione il cuore non si dilata e la funzione sistolica può risultare normale all’ecocardiogramma, mentre nel tessuto muscolare sono presenti cicatrici espressione di fibrosi del cuore visibili soltanto alla risonanza magnetica con mezzo di contrasto”, descrive Marco Merlo, co-autore del lavoro. Su 337 pazienti seguiti in 2 grandi centri italiani e validati su una coorte indipendente di 216 casi in 11 centri europei, il 15% ha subito un evento aritmico maggiore entro i successivi 5 anni. “Lo studio ha identificato 7 parametri – indica Merlo – e da questi dati è nato un nuovo punteggio che permette di inquadrare i pazienti in 4 classi di rischio con una probabilitá di eventi a 5 anni che va da meno del 5% a oltre il 40%, orientando in tal modo la decisione se impiantare o meno un defibrillatore. Prima di questo studio non avevamo a disposizione strumenti per questa specifica manifestazione di malattia e il rischio era di sbagliare in entrambe le direzioni: sovra-trattare chi non ne ha bisogno, o non trattare chi invece è davvero in pericolo”. 

    Il terzo tassello arriva da ‘Jacc Heart Failure’. L’ultima ricerca firmata dalla Sic ha studiato un gene ancora poco noto, Nexn, che codifica per la proteina nexilin e potrebbe essere alla base di una nuova forma di cardiomiopatia aritmogena finora ampiamente sconosciuta. In uno studio condotto attraverso la collaborazione di 12 centri internazionali, coordinato da ricercatori italiani e che ha visto la partecipazione delle università di Udine, Brescia, Firenze e Trieste , le varianti troncanti di Nexn sono risultate significativamente più frequenti nei pazienti con cardiomiopatia rispetto alla popolazione generale. “Anche in questo caso – avverte Matteo Dal Ferro della Cardiologia di Trieste – il cuore appare normale, il ventricolo non è dilatato e la funzione sistolica è solo moderatamente ridotta. Eppure, nel 64% dei casi la fibrosi del muscolo cardiaco è estesa, e 1 paziente su 4 sviluppa aritmie ventricolari maggiori nel follow-up, con un rischio simile a quello dei portatori di mutazioni del gene filamin C”. 

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    salute

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  • Finanza, in arrivo a Milano sesta edizione di Financial Forum

    Finanza, in arrivo a Milano sesta edizione di Financial Forum

    (Adnkronos) – Al via il 27 maggio nella sede di Assolombarda a Milano il Financial Forum 2026.  

    L’appuntamento nazionale di riferimento per i protagonisti della finanza d’impresa, giunto alla sua sesta edizione, ha come tema centrale ‘Impact of voice’, ovvero la capacità del Cfo di dare forma strategica ai dati, orientare il business e lasciare un’impronta chiara sulle scelte che contano. Nella finanza d’impresa, i due punti non sono punteggiatura: rappresentano la connessione tra analisi e decisioni, tra numeri e visione. 

    Il Forum – viene spiegato nel comunicato stampa di lancio dell’evento – si svilupperà in quattro sale con programmi in parallelo: main session e sala phygital (aperte al pubblico), tavoli tematici ed executive circle (sessioni riservate agli associati for human community). Talk show, innovation speech, workshop e momenti di business matching compongono una giornata progettata per chi ogni giorno governa numeri, organizzazioni e decisioni strategiche.  

    Ad aprire i lavori sarà il talk show ‘Impact of voice: la leadership finanziaria al crocevia tra numeri, visione e decisioni”, con la moderazione di Federico Fubini, vicedirettore ad personam del Corriere della Sera. Al tavolo siederanno Alessandro Cappelletti (Group cfo & cio, Brivio & Viganò), Nicola Dell’Edera (global chief financial & procurement officer, Gi Group Holding), Laura Ferrario (cfo di Euronics Italia), Martina Iervolino (Italy cfo and board member di Kellanova), Alessandro Negri (chief financial officer and executive director di Beko Europe) e Mauro Piccinini (cfo di Prima Assicurazioni). 

     

    Il secondo talk show, ‘Planning Voice: Dal reporting alla decisione – il nuovo ruolo del Financial Planning & Analysis’. condotto da Giancarlo Veltroni (vice presidente Andaf e cfo di Zucchigroup), esplora come analisi predittiva, scenari dinamici e strumenti digitali stiano trasformando Fp&A in partner attivo della strategia d’impresa. Seguirà un innovation speech di Pierpaolo D’Odorico, co-founder di Datapizza, e il talk show ‘Augmented Voice: l’evoluzione del cfo tra capacità analitiche e intelligenza artificiale’, moderato da Federico Luperi (news intelligence director di Volocom), dedicato al rapporto tra Ai e giudizio umano nel cuore della funzione finance. 

    “In un contesto geopolitico e geoeconomico in costante evoluzione – viene evidenziato nella nota di presentazione del Financial Forum 2026 – è il chief financial officer, affiancato da chief credit officer e chief risk officer, che si conferma al centro delle scelte strategiche d’impresa: dalla digital transformation alla sostenibilità, dalle operazioni straordinarie alla gestione del credito e del rischio, fino alle nuove metriche di misurazione del valore. La voce della finanza d’impresa non è più solo quella dei numeri, è quella che interpreta scenari complessi, governa l’incertezza e contribuisce a costruire visione. Le tecnologie predittive e gli strumenti generativi possono supportare questa capacità, rafforzando una leadership finanziaria consapevole, orientata ai dati, capace di trasformare l’informazione in impatto, ma non sostituirla”. 

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    economia

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  • Modena, la sorella di El Koudri in lacrime: “Io e la mia famiglia ci scusiamo con i feriti” – Audio

    (Adnkronos) – “È difficile, è impossibile trovare delle parole giuste…ci dispiace, ma non è neanche la parola giusta, non esiste una parola giusta che possa descrivere quanto ci dispiace. Ogni pensiero, ogni pensiero è rivolto ai feriti alle loro famiglie e a chiunque abbia vissuto e assistito all’incubo di sabato”. Inizia così un lungo messaggio audio che, tra le lacrime, pronuncia la sorella di Salim El Koudri, il 31enne che sabato scorso ha deliberatamente investito e ferito sette passanti in centro a Modena.  

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    cronaca

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  • Satispay lancia il servizio di Educazione previdenziale per le imprese

    Satispay lancia il servizio di Educazione previdenziale per le imprese

    (Adnkronos) – Il mercato italiano del risparmio presenta un evidente paradosso strutturale: alla forte propensione teorica alla pianificazione non corrisponde un’effettiva capacità di trasformare le intenzioni in scelte concrete a lungo termine. Satispay, la super App che rende semplice e accessibile la gestione del denaro e dei servizi finanziari, compie un nuovo passo nel suo impegno per trasformare gli italiani da risparmiatori a investitori. Dopo il Salvadanaio Remunerato e la sezione Investimenti, amplia oggi il suo raggio d’azione nel welfare aziendale con il servizio di Educazione previdenziale: un percorso strutturato per dare ai dipendenti piena consapevolezza nel costruire una sicurezza economica per il proprio futuro, anche alla luce delle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026 (l. 30 dicembre 2025, n. 199) in materia di previdenza complementare, tra cui la portabilità del contributo datoriale, operativa dal 31 ottobre 2026. (VIDEO) 

    Alberto Dalmasso, Ceo e co-founder Satispay, spiega: “Con il servizio di Educazione previdenziale vogliamo colmare un gap informativo che riguarda l’intero sistema. Il 48% dei lavoratori lascia il Tfr in azienda per inerzia, non per scelta consapevole, e quasi 6 giovani su 10 si dichiarano disponibili a sottoscrivere prodotti previdenziali, a patto di trovare formati più semplici e qualcuno di cui fidarsi. La tecnologia offre opportunità di accesso straordinarie, ed è quello che facciamo ogni giorno con Satispay. Ma i dati ci dicono che 1 italiano su 2 vuole ancora parlare con un esperto per capire quale fondo pensione sia più adatto alla propria situazione”.  

    “È proprio per rispondere a questo bisogno che nasce il servizio di Educazione Previdenziale: perché l’accesso all’informazione da solo non basta, serve anche qualcuno che accompagni le persone nel fare scelte consapevoli. Con oltre 40.000 aziende clienti e più di 350.000 lavoratori che utilizzano i nostri servizi welfare, su questo oggi possiamo generare un impatto tangibile. La vera sfida è dare alle persone informazioni chiare e strumenti semplici per acquisire consapevolezza e trasformare l’incertezza in scelte autonome, restituendo agli italiani il pieno controllo sul proprio futuro”, aggiunge. 

    L’Osservatorio ‘Gli italiani e la previdenza complementare’, realizzato tra il 13 e il 28 aprile 2026 da Swg per Satispay su un campione rappresentativo di italiani tra i 18 e i 74 anni, restituisce l’immagine di un Paese bloccato tra un forte bisogno di sicurezza futura e un marcato disorientamento presente. Sebbene il 58% degli italiani si autodefinisca ‘pianificatore’, il potenziale resta largamente inespresso: quasi uno su due vorrebbe pianificare il proprio futuro economico ma si percepisce già in ritardo, bloccato da disorientamento e scarso accesso a informazioni chiare. 

    Sul fronte previdenza complementare, la conoscenza del Tfr è diffusa, ma la scelta di lasciarlo in azienda, che riguarda ancora il 48% degli italiani, è spesso il risultato di inerzia o scarsa chiarezza delle alternative, non di una preferenza consapevole. Il 43% degli intervistati non è a conoscenza delle novità che entreranno in vigore dal prossimo ottobre, con un evidente rischio informativo. Il grande potenziale inespresso emerge soprattutto tra i giovanissimi: la Gen Z è la generazione più disorientata dal punto di vista tecnico, ma anche la più pronta ad agire, con quasi sei su dieci disponibili a sottoscrivere prodotti previdenziali al pari di quelli di investimento, a patto di poter contare su formati più semplici e accessibili. Inoltre, non si può prescindere dalla componente umana, infatti un intervistato su due preferisce ancora un colloquio diretto con un esperto come primo punto di accesso. 

    Con il servizio di Educazione previdenziale Satispay coglie la sfida di fornire gli strumenti di conoscenza per trasformare un’intenzione già presente in decisioni effettive, riducendo le barriere della complessità percepita e dello scetticismo. Trasforma un tema complesso in un percorso semplice e strutturato per aziende e dipendenti. Il servizio prevede innanzitutto un webinar di formazione per tutta l’azienda, una sessione interattiva che offre le basi dell’educazione previdenziale e del risparmio futuro, aiutando tutti a capire come funziona il sistema pensionistico, qual è il ruolo del Tfr e quali sono le principali opzioni di previdenza complementare. A questa introduzione collettiva si affiancano, per i dipendenti che ne fanno richiesta, incontri individuali con esperti, durante i quali ogni lavoratore può ottenere informazioni chiare sulla propria posizione previdenziale. L’intero pacchetto è sostenuto dall’azienda, che può dedurlo integralmente o finanziarlo tramite Fondi Interprofessionali: per i dipendenti si tratta quindi di un benefit a costo zero. Il servizio nasce con l’obiettivo di fare chiarezza sulle scelte previdenziali, alleggerendo al tempo stesso il carico operativo degli uffici Hr e trasformando l’educazione previdenziale in uno strumento concreto per attrarre e fidelizzare i talenti. 

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    economia

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  • Al Salone della Csr che fa tappa a Rimini, le scelte energetiche tra efficienza e solidarietà

    Al Salone della Csr che fa tappa a Rimini, le scelte energetiche tra efficienza e solidarietà

    (Adnkronos) – Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale fa tappa a Rimini per un confronto dedicato al tema chiave della sostenibilità energetica. L’appuntamento, organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio della Romagna e con l’associazione Figli del Mondo, è per lunedì 25 maggio 2026 alle 15 all’auditorium RivieraBanca di via Marecchiese 227. L’obiettivo è riunire imprese, istituzioni, accademici e Terzo Settore per mettere a fuoco nuovi modelli di efficienza energetica, buone pratiche già attive nei territori e nuove traiettorie di sviluppo sostenibile. 

    Ad aprire i lavori saranno Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone, Carlo Battistini, presidente della Camera di Commercio della Romagna, e Lino Sbraccia, presidente dell’associazione Figli del Mondo. Sarà l’occasione per delineare il ruolo crescente della responsabilità sociale nelle politiche energetiche e per evidenziare come la Romagna stia affrontando le sfide della transizione con un approccio collaborativo e orientato al futuro. “L’efficienza energetica è oggi un pilastro delle politiche di tutte le organizzazioni grazie ai benefici economici, sociali e ambientali che genera – commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone – Particolarmente importante è il ruolo delle imprese che investono in strategie innovative per andare verso una transizione che richiede profondi cambiamenti nella gestione di processi e prodotti ma anche nella relazione tra i diversi attori sociali”. 

    Il pomeriggio proseguirà con la sessione Scenari e strategie, che offrirà una lettura aggiornata delle politiche nazionali e locali. Andrea Maria Felici, direttore generale della Direzione Generale Domanda ed Efficienza Energetica del Mase, presenterà le linee guida ministeriali e le prospettive di sviluppo dell’efficienza energetica in Italia. Anna Montini, assessora all’Ambiente del Comune di Rimini, porterà invece il punto di vista del territorio, raccontando progetti, priorità e visioni che stanno guidando la città verso una gestione più sostenibile delle risorse. 

    La seconda parte dell’incontro, Voci dal territorio, darà spazio alle esperienze concrete di imprese e organizzazioni che stanno contribuendo alla trasformazione energetica locale. Interverranno Enzo Mataloni, Ceo di Serint Group; Marco Cardinali, direttore generale di Sgr Efficienza Energetica; Andrea Zanzini, Project Leader di Appenninol’Hub e Andrea Montanari, responsabile Terzo Settore di RivieraBanca. Le loro testimonianze offriranno uno sguardo diretto su soluzioni innovative, modelli collaborativi e progetti che uniscono tecnologia, sostenibilità e impatto sociale. Seguirà un intervento dedicato alla Voce dei giovani con Carlotta Santolini, Co-Founder dell’associazione Mariscadoras, che attraverso il progetto BluEat promuove il consumo del granchio blu per trasformare una specie alloctona e invasiva in un’opportunità. 

    “Sappiamo bene che lo sviluppo del nostro sistema economico richiede innovazione ed investimenti in grado di accrescere il valore aggiunto dei beni e servizi generati dalle nostre imprese – commenta Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna – La digitalizzazione e l’Ai con la relativa formazione degli addetti sono gli elementi decisivi di questa trasformazione in atto ma è altrettanto decisiva la capacità di adottare le corrette scelte energetiche a partire dall’efficientamento. Un ulteriore fattore competitivo per lo sviluppo sostenibile è dato altresì dalla vitalità sociale che viene anche dalle relazioni tra le istituzioni, le reti associative ed il sistema imprenditoriale. La Camera di commercio della Romagna è attivata per essere parte integrante in questa dinamica strategica”. 

    “Le decisioni energetiche – conferma Lino Sbraccia, presidente dell’associazione Figli del Mondo – sono una delle prove tangibili di una responsabilità sociale autentica: un impegno che si misura nella sostenibilità, nella tutela ambientale e nell’efficienza”. 

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    economia

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  • Governo, Meloni oggi a Niscemi: è la terza visita dopo la frana

    Governo, Meloni oggi a Niscemi: è la terza visita dopo la frana

    (Adnkronos) – La premier Giorgia Meloni oggi a Niscemi per una visita istituzionale, accompagnata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. 

    Si tratta della terza visita della presidente del Consiglio, dopo quelle del 28 gennaio e del 16 febbraio, successive alla frana del 25 gennaio che ha colpito la città siciliana. 

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    politica

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  • Farmaceutica, Urso: “Modello di politica industriale per vincere sfida innovazione”

    Farmaceutica, Urso: “Modello di politica industriale per vincere sfida innovazione”

    (Adnkronos) – L’industria farmaceutica “rappresenta la dimostrazione concreta di come si possa vincere la sfida dell’innovazione: è il settore che più cresce nelle esportazioni ed è quello che risulta più attrattivo per gli investimenti esteri nel nostro Paese, oltre a essere anche quello che investe maggiormente in innovazione e ricerca. Dobbiamo farne un esempio, un modello di politica industriale. Noi ci siamo e non a caso abbiamo istituito il Tavolo della politica industriale e sanitaria insieme al ministro” della Salute “Schillaci, perché serve un lavoro congiunto tra dicasteri e anche con le Regioni, che proprio sulla sanità devono dimostrarsi costruttive e partecipi di un progetto nazionale”. Così Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, partecipando, da remoto alla diretta streaming ‘Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità’, promosso da Adnkronos con il il contributo non condizionate di Farmindustria. 

    Si tratta di “un tavolo di confronto e di concertazione con le industrie farmaceutiche e con le associazioni che la rappresentano – spiega il ministro – per cambiare ottica e considerare questo settore importante non solo per la salute, che è un diritto costituzionale, ma anche per gli investimenti, la ricerca, l’innovazione e l’industria italiana. Nel documento di politica industriale – il primo realizzato dal nostro Paese da qualche decennio a questa parte – ‘Made in Italy 2030’, abbiamo inserito l’economia della salute, quindi l’industria farmaceutica e biomedicale, come uno dei nuovi comparti crescenti del Made in Italy, accanto alle 5 ‘A’ tradizionali: alimentazione, abbigliamento, arredo, automazione e auto, che ci hanno resi conosciuti nel mondo come prodotti di eccellenza e qualità”. 

    L’Italia, “in questa fase di instabilità e di conflitti, appare più competitiva di altri Paesi europei. Lo dimostrano i dati sulle esportazioni, cresciute in maniera record anche in contesti difficili, in controtendenza rispetto ad altri Paesi europei”. Ha aggiunto Urso. “Nel 2025 – ha spiegato – nonostante guerre commerciali e conflitti armati che coinvolgono diverse aree del mondo, le esportazioni italiane sono cresciute negli Stati Uniti del 7,2%, la migliore performance tra i Paesi europei, trainate anche dal settore farmaceutico. A livello globale le esportazioni sono cresciute del 3,3%, consentendo all’Italia di avvicinarsi al Giappone come quarto Paese esportatore mondiale, con un divario ormai ridotto. Parallelamente, sono aumentati gli investimenti esteri in Italia di oltre il 12% negli ultimi anni, insieme agli investimenti in Borsa, alla crescita dei titoli di Stato italiani e all’aumento dei flussi turistici”. 

    In un contesto di crisi della globalizzazione e di tensioni geopolitiche, “l’’Italia cresce e attrae investimenti, dimostrando maggiore resilienza e dinamicità rispetto ad altri Paesi – rimarca il ministro – Questa dinamica si riflette anche nella politica commerciale che deve accompagnare la politica industriale. Per questo è importante sostenere e finalizzare accordi di libero scambio come quelli già realizzati, come quelli con Cile, Giappone, Canada e Corea del Sud. E’ quindi fondamentale proseguire su questa strada con nuovi accordi con India, Indonesia, Australia, Mercosur e Messico, oltre al rafforzamento delle relazioni non solo gli Stati Uniti, ma anche Canada e America Latina. Particolarmente rilevante è anche il tema degli accordi con gli Emirati e con i Paesi del Golfo: mercati strategici per le esportazioni italiane”. 

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  • Farmaci, Magrelli (Aifa): “In Europa riforme per tenere il passo dell’innovazione”

    Farmaci, Magrelli (Aifa): “In Europa riforme per tenere il passo dell’innovazione”

    (Adnkronos) – “L’Europa sta modificando i propri assetti normativi per stare al passo con l’innovazione” farmaceutica con interventi come “il Critical Medicines Act, il Biotech Act e la riforma della legislazione farmaceutica. Sono interventi avviati dagli stakeholder con l’obiettivo di colmare il divario rispetto a un’innovazione che avanza a una velocità sempre più difficile da definire e governare”. Lo ha detto Armando Magrelli, direttore dell’Ufficio Relazioni internazionali di Aifa- Agenzia italiana del farmaco, nel corso della diretta streaming ‘Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità’, il primo del ciclo di incontri ‘Equilibri e prospettive del sistema salute’ promosso da Adnkronos con il il contributo non condizionate di Farmindustria. 

    “Aifa è attivamente coinvolta nei processi regolatori europei e internazionali, con una serie di attività che riguardano la valutazione dei farmaci, il monitoraggio, le ispezioni e altre funzioni regolatorie svolte sia a livello centrale sia nazionale – illustra Magrelli – In questo senso Aifa ha un ruolo duplice: partecipa attivamente all’interno dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) e a una serie di altre realtà internazionali che riguardano questioni regolatorie per la qualificazione di metodologie comuni nella produzione e gestione dei farmaci e, a livello nazionale, è attiva su temi che riguardano accesso, rimborso e controllo dei farmaci sul mercato italiano”. 

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  • Farmaceutica, Cattani (Farmindustria): “Capacità di innovare è la sua forza”

    Farmaceutica, Cattani (Farmindustria): “Capacità di innovare è la sua forza”

    (Adnkronos) – “La forza” della farmaceutica “è la sua capacità di fare innovazione, di avere competenze da Sud a Nord del Paese. Oggi nel Centro-Sud l’industria farmaceutica italiana è diventata il primo serbatoio di produzione industriale e di export. E’ un dato straordinario, in una nazione che ha avuto per anni settori forti più tradizionali come il meccanico, l’automotive, il food. Oggi c’è una ‘stella’ che dobbiamo continuare a sostenere affinché possa brillare di crescita, di innovazione, di valore aggiunto per i cittadini in termini di salute e naturalmente per l’economia del Paese in termini di player industriale ed export, garantendo all’Italia una posizione stabile e forte nel mercato internazionale”. Così Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, intervenendo in diretta streaming al talk Adnkronos realizzato con il contributo non condizionante di Farmindustria, dal titolo ‘Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità’, il primo del ciclo di incontri ‘Equilibri e prospettive del sistema salute’. 

    Dal punto di vista dell’innovazione, ricorda Cattani, la farmaceutica vale “in investimenti in ricerca e sviluppo oltre 4,5 miliardi di euro ogni anno tra scienza, ricerca clinica e tecnologia industriale. Ma anche, se guardiamo ai numeri, rispetto all’economia e allo sviluppo industriale, oggi l’industria farmaceutica è il polmone, è il cuore della crescita manifatturiera italiana, con 74 miliardi di euro di produzione industriale nel 2025 e ben 70 di export. Il tutto con un dato molto positivo che riguarda la nuova occupazione: una cresciuta di quasi 2 punti percentuali da un anno all’altro”. 

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