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  • Infortuni: Consulenti lavoro, in itinere 19,3% denunce, 27% casi mortali

    Infortuni: Consulenti lavoro, in itinere 19,3% denunce, 27% casi mortali

    (Adnkronos) – La stretta correlazione tra benessere, salute e sicurezza emerge con particolare evidenza in una dimensione peculiare, quella della mobilità casa-lavoro. Negli ultimi anni l’andamento degli infortuni in itinere ha mostrato una dinamica nettamente divergente rispetto a quella degli incidenti avvenuti in occasione di lavoro. Tra il 2022 e il 2024 gli infortuni nel tragitto casa-lavoro sono aumentati dell’8,8%, a fronte di una riduzione del 19,5% di quelli avvenuti durante l’attività lavorativa. Anche i dati provvisori del 2025 confermano questa tendenza, registrando un ulteriore incremento del 3,2%. Oggi gli infortuni in itinere rappresentano il 19,3% del totale delle denunce, ma concentrano il 27% dei casi con esito mortale, evidenziando livelli di gravità mediamente più elevati. E’ quanto emerge dalla ricerca su ‘Salute e benessere nella trasformazione del lavoro: evoluzione dei rischi e nuove sfide’, condotta dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro e presentata oggi al Parlamento dell’Inail a Roma, in occasione della conferenza stampa di presentazione della diciassettesima edizione del Festival del lavoro, in programma dal 21 al 23 maggio alla Nuvola all’Eur.  

    Si tratta di una dinamica che riflette l’intreccio tra fattori legati alla mobilità urbana (tempi di spostamento, utilizzo del mezzo privato, congestione aree urbane) e aspetti più direttamente riconducibili all’organizzazione del lavoro. Ritmi intensi, pressione lavorativa, affaticamento e disturbi del sonno tendono a ridurre attenzione e capacità di reazione, aumentando indirettamente l’esposizione al rischio durante il tragitto casa-lavoro, soprattutto in contesti urbani caratterizzati da tempi e modalità di spostamento sempre più concitati. In questo quadro, la diffusione del lavoro remoto e ibrido ha mostrato come differenti modelli organizzativi possano incidere significativamente anche sull’esposizione al rischio, riducendone frequenza e intensità. 

    In questo scenario si inseriscono gli effetti amplificativi di un cambiamento demografico che ha modificato radicalmente il quadro entro cui oggi affrontare il tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Se appena vent’anni fa le imprese si confrontavano con una forza lavoro composta per il 22,3% da occupati over 50, nel 2025 questa ha raggiunto il 41,9%.  

    Un mutamento di tale portata incide direttamente sui profili di rischio, sulla sostenibilità dei percorsi lavorativi e sulle modalità con cui organizzare il lavoro e i sistemi di prevenzione, portando le imprese a dover gestire una serie di criticità nuove: condizioni di salute più fragili: il 20,3% dei lavoratori con più di 55 anni dichiara di soffrire di problemi di salute che durano – o sono previsti durare – oltre sei mesi, evidenziando la crescente presenza di condizioni croniche e di fragilità che incidono sulla continuità e sostenibilità del lavoro; l’emersione di disturbi che si accumulano nel tempo: molte patologie, in particolare quelle muscolo-scheletriche e posturali, tendono infatti a svilupparsi progressivamente lungo il percorso lavorativo, manifestandosi o aggravandosi proprio nelle età più adulte; una maggiore esposizione ai rischi tradizionali in alcune attività: la forte presenza di lavoratori più anziani in mestieri operai, artigiani e agricoli determina una paradossale sovrapposizione tra maggiore vulnerabilità fisica ed esposizione a rischi acuti, quali temperature estreme, vibrazioni, inalazione di fumi e vapori o altre condizioni ambientali gravose.  

    Negli ultimi anni si è consolidata, in gran parte dei Paesi europei, una dinamica per molti aspetti peculiare, per cui alla progressiva riduzione degli infortuni sul lavoro si è accompagnata una crescita delle patologie connesse allo svolgimento dell’attività lavorativa. Si tratta di un fenomeno che riflette la trasformazione dei modelli produttivi, l’evoluzione delle condizioni di lavoro e il progressivo spostamento del rischio da eventi traumatici e immediati verso forme di malessere e patologie a carattere più cumulativo e cronico. E anche in Italia questa tendenza si è manifestata con particolare evidenza. Nel decennio 2014-2024, le denunce di infortunio sono passate da 663 mila a 593 mila, registrando una riduzione del 10,5%, mentre le malattie professionali sono cresciute da 57 mila a 88 mila, con un incremento del 54%.  

    Si tratta dell’evoluzione più recente di una dinamica di lungo periodo ormai consolidata, che ha visto negli ultimi trent’anni quasi dimezzare gli infortuni sul lavoro – superavano il milione nel 1994 – e più che triplicare le denunce di malattie professionali, con un’accelerazione particolarmente significativa negli anni più recenti. Anche per il 2025, i dati provvisori dell’anno, segnano un andamento nella stessa direzione, con un incremento dell’11,3% delle denunce di malattie (da 88.499 a 98.463) e una tendenziale stabilità dei casi di infortunio (+1%). 

    Tale tendenza va tuttavia letta e interpretata con cautela, alla luce della pluralità di fattori che contribuiscono a determinarla. Allo stesso tempo, essa non consente, soprattutto in una prospettiva di lungo periodo, un’analisi altrettanto puntuale degli effetti in termini di mortalità, sia per l’evoluzione nel tempo dei sistemi di rilevazione, sia per la particolare complessità metodologica che caratterizza la raccolta e l’attribuzione di queste informazioni. Va innanzitutto evidenziato come dietro la crescita esponenziale delle denunce di malattie professionali operi in misura rilevante un effetto di emersione, riconducibile sia a una maggiore consapevolezza dei lavoratori e a un ruolo più attivo dei medici certificatori, sia all’evoluzione del quadro normativo e delle prassi medico-legali, che hanno progressivamente ampliato il perimetro delle patologie riconoscibili, includendo anche condizioni a genesi multifattoriale e a lunga latenza. 

    Crescono le malattie professionali, aumenta il numero di lavoratori che soffrono di stress, ansia e disturbi del sonno e cambia il volto stesso dei rischi legati al lavoro. Negli ultimi dieci anni (2014-2024) le denunce di malattie professionali sono aumentate del 54%, passando da 57 mila a oltre 88 mila casi, mentre nove occupati su dieci dichiarano di tornare a casa esausti dopo il lavoro, oltre l’82% si sente stressato e quasi uno su due soffre di problemi del sonno. Un disagio sempre più diffuso che aumenta anche il rischio di incidenti e infortuni: affaticamento mentale, carenza di riposo e pressione continua riducono infatti attenzione e capacità di reazione, contribuendo alla crescita degli incidenti, compresi quelli nel tragitto casa-lavoro (+3,2% nel 2025, dato provvisorio) che oggi concentrano il 27% dei casi mortali denunciati all’Inail.  

    L’indagine, realizzata su dati Inail ed Eurofound, evidenzia come la trasformazione dell’organizzazione del lavoro — tra ritmi sempre più intensi, reperibilità continua, pressione sui risultati e difficoltà di conciliazione tra vita privata e professionale — stia modificando profondamente i fattori di rischio.  

    Se dunque gli infortuni sul lavoro risultano in calo (-10,5% nell’ultimo decennio), aumentano invece le patologie legate all’usura fisica e mentale accumulata nel tempo. Le malattie del sistema osteomuscolare rappresentano oggi oltre il 70% delle denunce all’Inail e negli ultimi quattro anni sono più che raddoppiate. A rendere ancora più complesso il quadro sono i cambiamenti climatici e l’invecchiamento della forza lavoro. Negli ultimi anni è aumentata l’esposizione dei lavoratori a temperature estreme, soprattutto al caldo eccessivo, con effetti su salute e sicurezza.  

    Parallelamente, l’invecchiamento della forza lavoro ha accresciuto fragilità e patologie croniche: oggi oltre il 66% delle denunce di malattie professionali riguarda lavoratori over 55, fascia che concentra anche quasi il 45% degli infortuni mortali denunciati all’Inail. “L’aumento delle malattie professionali e dei disturbi legati al benessere psicofisico conferma quanto la salute debba essere centrale nell’organizzazione del lavoro e nelle strategie delle imprese”, commenta il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca.  

    “Le aziende assumono un ruolo sempre più importante nella tutela del benessere delle persone, anche attraverso strumenti di welfare aziendale come le polizze sanitarie integrative, oggi leva strategica anche per attrarre i più giovani. In un contesto in cui anche la vita quotidiana, fuori dal lavoro, è sempre più segnata da stress e carichi familiari e di cura – ancora oggi prevalentemente sulle donne – diventa necessario ripensare modelli organizzativi e sistemi di prevenzione, puntando maggiormente sulla conciliazione vita-lavoro, su ambienti più sostenibili e su una cultura che integri sicurezza, salute e benessere”, conclude. 

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    economia

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  • Infortuni, Fiori (Inail): “Crescono quelli in itinere e malattie professionali”

    Infortuni, Fiori (Inail): “Crescono quelli in itinere e malattie professionali”

    (Adnkronos) – “La situazione degli infortuni in Italia va distinta e interpretata in modo corretto per attuare politiche pubbliche corrette. Abbiamo numeri importanti in termini di infortuni e mortalità nei luoghi di lavoro, ma è un fenomeno che si sta stabilizzando. Abbiamo invece una crescita degli infortuni ‘in itinere’, e cioè nel tragitto ‘lavoro-casa’ e ‘casa-lavoro’. E un un aumento importante delle malattie professionali. Per contrastare tutto ciò la parola chiave è prevenzione”. Così Marcello Fiori, direttore generale Inail, a margine della presentazione, nella sede del Parlamentino Inail a Roma, della diciassettesima edizione del Festival del lavoro, la manifestazione promossa dai consulenti del lavoro e in programma da domani al 23 maggio alla Nuvola all’Eur a Roma.  

    Quindi per Fiori è necessario adottare politiche “di informazione e formazione, incentivi alle imprese per adottare tecnologie più sicure. Fare in modo quindi che la prevenzione venga percepita come un investimento da parte di tutti e non solo dall’Inail”, perchè un lavoro sicuro vuol dare certezza al sistema produttivo italiano, perchè se c’è sicurezza c’è legalità”, conclude.  

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    economia

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  • Cultura, protocollo di cooperazione internazionale tra I Municipio Roma e Manhattan a New York

    Cultura, protocollo di cooperazione internazionale tra I Municipio Roma e Manhattan a New York

    (Adnkronos) – Prende il via il primo Protocollo d’Intesa per la Cooperazione Culturale tra grandi centri storici urbani. Il Municipio I Roma Centro e il distretto di Manhattan, cuore storico di New York, hanno sottoscritto oggi l’accordo nell’ambito del Forum Cultura Roma Centro (Archivi, Biblioteche, Musei, Scuole) della Camera di Commercio di Roma. Il presidente del distretto di Manhattan Brad Hoylman-Sigal ha messo la firma su un’intesa, che prevede un quadro di cooperazione culturale e dialogo istituzionale tra i due grandi centri storici. L’accordo, che rimarrà in vigore per tre anni, è stato ideato con l’obiettivo di dare vita a una nuova rete internazionale fondata sulla cooperazione culturale, sul confronto tra modelli di governance e sulla valorizzazione della cultura come infrastruttura pubblica contemporanea. Il territorio del Primo Municipio costituisce il cuore storico, istituzionale e culturale della Capitale e concentra una parte fondamentale del patrimonio culturale italiano: musei civici e nazionali, archivi storici, biblioteche, scuole, università, accademie, fondazioni culturali, sedi ministeriali e luoghi simbolici della vita pubblica. È in questo contesto che nasce il Protocollo con Manhattan, cuore storico di New York.  

      

    Tra le iniziative dell’accordo figurano forme di collaborazione tra musei, archivi, biblioteche, università, istituzioni culturali e realtà educative dei due territori, promuovendo scambi culturali, iniziative artistiche, programmi rivolti ai giovani e progetti di arte pubblica. La firma è avvenuta nell’ambito del ‘Forum Cultura Roma Centro’ che rappresenta una delle più importanti iniziative istituzionali dedicate al tema della governance culturale urbana territoriale promosse negli ultimi anni a Roma. ”È un onore per noi partecipare a questo nuovo accordo sulla cultura, sulla responsabilità pubblica e sul futuro delle grandi città storiche. New York City e Roma sono due delle città più iconiche al mondo, sono luoghi di creatività, diversità ed energia civica. Appartengono ai loro cittadini ma anche all’immaginario globale. Condividono qualcosa di profondo, non sono solo distretti amministrativi, sono centri storici viventi. Ogni strada, ogni piazza, ogni palazzo portano storie del passato mentre ospitano la vita del presente”, ha detto Zohran Mamdani il sindaco di New York City in un video messaggio che ha aperto il Forum.  

     

    ”Questa partnership riconosce che i due centri storici non devono diventare musei per sé stessi ma devono rimanere luoghi vivaci, inclusivi e abitati dai loro residenti. A New York City sappiamo che la cultura è un’infrastruttura, supporta l’istruzione, rafforza la comunità, alimenta l’economia e crea un senso di appartenenza. Io so che Roma questo lo può capire profondamente. Con questo accordo apriamo un percorso di cooperazione tra due straordinari centri urbani. In un periodo in cui il mondo spesso si sente diviso, i rapporti tra città diventano ponti di speranza e di intelligenza. Che questo sia solo l’inizio di una lunga amicizia”. 

      

    ”Con questo accordo il Municipio I compie un passo profondamente innovativo: per la prima volta le due più iconiche città del mondo, scelgono di dialogare attraverso i loro centri storici non soltanto sul piano simbolico, ma attraverso una vera cooperazione culturale tra istituzioni, musei, archivi, biblioteche, scuole e comunità civiche – ha dichiarato Giulia Silvia Ghia, assessore alla Cultura del Municipio I, organizzatrice del ‘Forum Cultura Roma Centro’ – Questo progetto nasce da una convinzione precisa: le città storiche non possono limitarsi a custodire il passato, ma devono produrre contemporaneità, immaginario e relazioni internazionali. Abbiamo costruito questo Protocollo perché crediamo che la cultura non sia un settore accessorio delle amministrazioni, ma una infrastruttura strategica. Il centro di Roma deve tornare a pensarsi non solo come un luogo che conserva la propria grandezza, ma come un territorio che la esercita”. 

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    cultura

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  • Guardiola, complimenti all’Arsenal e addio al City: “Ho un anno di contratto, ma parleremo”

    Guardiola, complimenti all’Arsenal e addio al City: “Ho un anno di contratto, ma parleremo”

    (Adnkronos) –
    Pep Guardiola si ‘arrende’ all’Arsenal e apre all’Italia? Il tecnico spagnolo è sempre più vicino a dire addio al Manchester City dopo 10 anni, con l’avventura che si concluderà con il secondo posto in Premier League. Il pareggio esterno di ieri contro il Bournemouth infatti ha consegnato il titolo ai Gunners di Mikel Arteta, che sono finalmente tornati a vincere il campionato dopo 22 anni d’attesa. 

    Nel post partita, Guardiola ha fatto i complimenti agli avversari: “A nome di tutto il Manchester City, faccio i complimenti all’Arsenal e a Mikel Arteta per questa Premier League. Se la meritano”, ha detto l’allenatore dei Citizens, che poi non ha fugato i dubbi sul suo futuro. 

    “Potrei dire che ho un altro anno di contratto. Quando i giornalisti annunciano qualcosa con una competizione già in corso non ne esce mai niente di buono”, ha dichiarato Guardiola, “la prima persona con cui devo parlare è il proprietario, perché è una decisione che prenderemo entrambi”. 

    “Quello che succederà è semplice: parleremo, e dopo prenderemo insieme una decisione. Ho ancora un anno di contratto, non posso fare nessun annuncio perché devo prima parlarne col proprietario, con i miei giocatori e il mio staff. Io sono l’uomo più felice del pianeta qui, questo club è straordinario”, ha concluso Guardiola. Al suo posto, secondo le ultime indiscrezioni, è già pronto Enzo Maresca. 

     

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    sport

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  • Mascaretti (FI): “L’innovazione è la chiave per coniugare ambiente e competitività’

    Mascaretti (FI): “L’innovazione è la chiave per coniugare ambiente e competitività’

    (Adnkronos) – “È importante proteggere l’ambiente ma la strada non è fermare innovazione e sviluppo: al contrario, è proprio nell’innovazione che si trovano le risposte per la tutela ambientale”. Lo ha dichiarato Andrea Mascaretti, componente della Commissione Bilancio della Camera dei deputati, in occasione dell’incontro, avvenuto a Roma e promosso dalla fondazione Pacta, dedicato alla decarbonizzazione del trasporto aereo. 

    Mascaretti ha sottolineato come i carburanti sostenibili rappresentino già oggi una prima risposta concreta alla riduzione dell’impatto ambientale. “I carburanti a minore impatto – ha spiegato – sono una soluzione già disponibile per ridurre l’inquinamento, ma ogni innovazione deve essere introdotta senza compromettere la tenuta economica del sistema”. Il deputato ha evidenziato la necessità di mantenere un equilibrio tra transizione ecologica e sostenibilità economica: “Se una nuova tecnologia, senza adeguati accorgimenti, genera effetti negativi sull’economia, il rischio è quello di mettere in difficoltà le imprese e di perdere posti di lavoro. Questo non è l’obiettivo”. 

    Nel suo intervento ha inoltre richiamato il ruolo strategico del settore aeronautico “fondamentale perché garantisce la connettività globale e sostiene il business internazionale delle imprese italiane, permettendo di sviluppare relazioni e crescita economica per il Paese”. Mascaretti ha infine espresso fiducia nello sviluppo tecnologico: “Le nuove tecnologie, la ricerca nei carburanti e nella space economy ci porteranno a risultati sempre più avanzati, con un impatto ambientale sempre più ridotto”. 

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    economia

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  • Lavoro, De Luca (Consulenti): “Festival pensatoio Paese”

    Lavoro, De Luca (Consulenti): “Festival pensatoio Paese”

    (Adnkronos) – “Credo che il Festival del lavoro sia giunto a un momento di grande maturità, è diventato il pensatoio del nostro Paese in materia di lavoro e su tutto quello che riguarda la persona, ogni persona senza distinzioni di nessuna sorta”. Così Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, presentando al Parlamentino dell’Inail a Roma la diciasssettesima edizione del Festival del lavoro, in programma da domani al 23 maggio alla Nuvola all’Eur a Roma, e organizzato dai consulenti del lavoro.  

    Secondo De Luca “la rilevanza del Festival non sta solo nella presenza dei ministri del governo, ma nella partecipazione delle parti sociali, di tantissimi studenti. E in occasione del Festival parleremo di salute e sicurezza sul lavoro, degli aspetti sociali, del benessere dei lavoratori”.  

    De Luca ha sottolineato che “il sistema contrattuale italiano che non apprezziamo per la sua valenza perchè siamo concentrati a guardare i dettagli, e ci perdiamo il contesto, che è un sistema di relazioni industriali con valore assoluto, tanto da essere a volte troppo stringente. Il sistema della contrattazione collettiva a volte non lo valorizziamo, poi superiamo il confine entriamo in Europa e scopriamo che le tutele e la capacità di gestire un rapporto di lavoro in pienezza si trova solo in Italia. In nessun Paese europeo esiste infatti la concentrazine di degli stessi diritti e tutele nel rapporto di lavoro che ci sono in Italia”, ha aggiunto.  

     

     

    E De Luca ha sottolineato che al centro del Festival ci sarà “qualunque essere umano che come dice l’articolo 4 secondo comma della Costituzione dà tutto quello che può dare con le sue capacità per la crescita del Paese”. E importante per De Luca sarà il momento di chiusura del Festival: “Sabato affronteremo il tema della legalità che è molto caro alla nostra categoria: non c’è lavoro sicuro, etico, senza legalità. Questo è un tema a cui tutta la nostra categoria è legato. Noi ‘predichiamo’ tutti insieme il rispetto delle regole, e lo abbiamo attuato con una grande azione di promozione della legalità che va nelle scuole, nelle università. E per questo sono contento della presenza di circa un migliaio di studenti all’evento. Questo concetto ci ha portato a realizzare un film, che sarà presentato in anteprima alla giornata finale del Festival del lavoro per poi essere il 20 luglio al Giffoni Film Festival. E’ un film basato su una storia reale, quella dei colleghi Antonio Bartuccio e Mariagrazia Squillaci, che per la loro lotta per la legalità sono finiti sotto scorta. E sono testimoni di come una organizzazione professionale può garantire legalità al Paese. Questo sarà il finale del nostro Festival”, ha concluso.  

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    economia

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  • Shakira vince contro il fisco spagnolo: assolta e rimborsata di 60 milioni di euro

    Shakira vince contro il fisco spagnolo: assolta e rimborsata di 60 milioni di euro

    (Adnkronos) –
    Shakira è stata assolta dall’Alta Corte spagnola dalle accuse di frode fiscale relative a 2011, periodo in cui aveva una relazione con l’ex calciatore del FC Barcelona Gerard Piqué. Si conclude così una vicenda giudiziaria durata circa 8 anni e incentrata sulla sua possibile residenza fiscale in Spagna.  

    Secondo il fisco spagnolo, infatti, la cantante colombiana avrebbe dovuta essere considerata residente in Spagna nell’anno 2011. Ma il giudice ha stabilito che le autorità non sono riuscite a dimostrare che Shakira abbia effettivamente soggiornato per più di 183 giorni, requisito fondamentale per essere considerati residenti fiscali.  

    L’alta Corte spagnola ha quindi annullato la sanzione da 55 milioni di euro che il fisco spagnolo le aveva inflitto nel 2021. Inoltre, per la cantante è stato disposto il rimborso dell’intera somma versata, oltre agli interessi, per un totale di 60 milioni di euro.  

    “Questa decisione giunge al termine di un calvario durato otto anni, che ha comportato un costo inaccettabile, riflettendo una carenza di rigore nella prassi amministrativa”, ha dichiarato l’avvocato di Shakira, Jose Luis Prada, in una nota. 

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    spettacoli

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  • Bullismo, Aurigemma: “Non relegabile a fatto emergenziale, istituzioni siano sentinelle”

    (Adnkronos) – “Il bullismo non è soltanto un fatto emergenziale, non può essere relegato a singole responsabilità individuali. Il compito delle istituzioni è ascoltare il disagio e avere il polso di una situazione che è in continua evoluzione, svolgendo un ruolo determinante e fondamentale: quello di essere delle sentinelle”. Così il presidente del consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma nel suo intervento alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall’Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell’Informazione dell’Adnkronos.  

    “I dati delle nostre questure ci dicono che il problema bullismo continua ad aumentare, e non sono numeri reali: molti per timidezza o vergogna non sono inseriti in questo conto”. Per questo, prosegue Aurigemma, “è importante essere coscienti e avere controllo del territorio: il mondo della scuola deve essere un mondo dove si accompagnano i ragazzi e non può diventare un luogo che può mettere a rischio il futuro degli adolescenti. Come consiglio regionale del Lazio, non faremo mai mancare la nostra presenza” qui e “faremo in modo tale da creare una vera e propria rete oper trasmettere quel senso di sicurezza che le istituzioni devono trasmettere”. 

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    cronaca

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  • Damiani (Fi): “Settore aereo strategico ma servono risorse per transizione”

    Damiani (Fi): “Settore aereo strategico ma servono risorse per transizione”

    (Adnkronos) – “Il settore dei trasporti aerei è un settore strategico per il nostro Paese, ma il processo di transizione avviato da tempo sta incontrando difficoltà legate anche al contesto geopolitico internazionale”. Così Dario Damiani, componente della Commissione Bilancio del Senato della Repubblica, intervenuto all’incontro a Roma promosso dalla Fondazione Pacta, durante il quale è stato presentato uno studio di scenario dedicato agli effetti delle politiche europee di decarbonizzazione sulla competitività del trasporto aereo, sulla connettività dei territori e sulla domanda di mobilità. 

    Damiani ha sottolineato come il settore, fortemente energivoro e centrale per la competitività nazionale, richieda oggi un sostegno più incisivo sul piano economico e strategico. “Abbiamo chiesto la possibilità di utilizzare tutte le risorse disponibili – ha spiegato – in particolare per un comparto come quello del trasporto aereo è necessario iniziare a mettere a sistema tutte le leve finanziarie a disposizione”. 

    Il senatore ha richiamato anche il ruolo delle istituzioni europee e nazionali nella gestione delle risorse: “Abbiamo chiesto al ministro dell’Economia di avviare un confronto con l’Europa sull’utilizzo delle risorse del Pnrr e dei fondi di coesione, compresi eventuali residui, per sostenere il settore energetico e dei trasporti e favorire il rilancio del Paese”. 

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    economia

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  • Meloni, Modi e le caramelle Melody: il regalo alla premier

    (Adnkronos) – “Il primo ministro Modi ci ha portato un regalo, caramelle squisite”. Giorgia Meloni accoglie il primo ministro indiano Narendra Modi e riceve un regalo speciale tra le risate. La presidente del Consiglio mostra un pacco di caramelle Melody, nome che richiama il tormentone social nato dalla fusione dei nomi dei due leader. 

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    internazionale/esteri

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