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  • Vilipendio cadavere Pamela Genini, al setaccio i campi della Bergamasca: si cerca la testa della 29enne

    Vilipendio cadavere Pamela Genini, al setaccio i campi della Bergamasca: si cerca la testa della 29enne

    (Adnkronos) – Si stanno concentrando in alcune aree rurali della Bergamasca le ricerche della testa di Pamela Genini, la 29enne uccisa lo scorso 15 ottobre a Milano dall’ex fidanzato Gianluca Soncin e poi seppellita nel cimitero del suo paese natale, Strozza, dove qualcuno ha profanato la salma. Per il vilipendio del cadavere è indagato dalla Procura di Bergamo l’amico di Genini, Francesco Dolci. 

    In una nota i carabinieri del comando provinciale di Bergamo comunicano di aver dato esecuzione a un decreto di perquisizione emesso dalla Procura. L’attività – viene spiegato – è “finalizzata alla ricerca della parte della salma ad oggi non rinvenuta e interesserà alcune aree rurali preventivamente individuate sulla base delle risultanze investigative sinora acquisite”. 

    Le operazioni, “particolarmente complesse per estensione territoriale e caratteristiche dei luoghi da ispezionare”, dureranno più giornate. 

    Per le ricerche è stato chiesto il supporto di un’unità cinofila specilizzata nella ricerca di resti umani, proveniente dal centro carabinieri cinofili di Firenze. Dalla Toscana sono così arrivati nella Bergamasca ‘Claus’, un pastore belga Malinois ‘Claus’, e ‘Hula’, un esemplare di pastore tedesco. I due cani sono stati addestrati proprio a individuare parti anatomiche, anche in ambienti complessi e su superfici vaste, come l’area in cui verrà cercata la testa di Pamela Genini. 

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    cronaca

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  • Italia-India, ambasciatrice a Roma: “Vogliamo cooperazione più ambiziosa”

    (Adnkronos) –
    Il primo viaggio a Roma del premier indiano Narendra Modi sarà l’occasione per “rivedere la nostra cooperazione con l’Italia e anche per essere più ambiziosi su quello che vogliamo fare con l’Italia in futuro”. Oggi, martedì 19 maggio, a poche ore dall’arrivo del primo ministro – che era stato l’ultima volta nel nostro Paese due anni fa per il G7, ma mai per una visita bilaterale – l’ambasciatrice indiana a Roma, Vani Rao, spiega il senso della missione di Modi in un’intervista all’agenzia di stampa Ani ed elenca i settori in cui i due Paesi sono pronti ad ampliare la loro cooperazione. Sono quattro le aree chiave di interesse per l’impegno di alto livello, con commercio, difesa, mobilità e sicurezza marittima
    e porti come settori prioritari per i colloqui, mentre tra Roma e Nuova Delhi emerge una crescente convergenza strategica nelle regioni dell’Indo-Pacifico e del Mediterraneo.  

    “Innanzitutto, naturalmente, c’è l’ulteriore aumento del commercio e degli investimenti tra i due Paesi. Stiamo anche invitando le aziende italiane a considerare l’India per una presenza a lungo termine e collaborazioni commerciali a lungo termine”, dice Rao. Il secondo settore è quello della difesa, “un’area importante in cui vedremo come potenziare le partnership industriali, il terzo sarà la mobilità – elenca l’ambasciatrice – e valuteremo come aumentare il flusso di talenti e conoscenze tra i due Paesi. Naturalmente, la sicurezza marittima e i porti sono un’altra area”.  

    Riguardo a potenziali accordi, Rao sottolinea l’intenzione di produrre risultati sostanziali in questi settori, con accordi che saranno firmati domani a Villa Pamphili in occasione dell’incontro di domani tra Modi e la premier Giorgia Meloni. “Entrambi i Paesi condividono valori democratici, sono impegnati per la pace e la sicurezza globali e sono focalizzati sulla crescita e lo sviluppo inclusivi. Stiamo cercando di rafforzare la sicurezza marittima, le catene di approvvigionamento resilienti, le partnership commerciali, la sicurezza energetica e gli ecosistemi industriali competitivi”, conclude l’ambasciatrice. 

     

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  • Italiani morti alle Maldive, “recuperati corpi di due sub”

    Italiani morti alle Maldive, “recuperati corpi di due sub”

    (Adnkronos) – Sono stati recuperati i primi due dei quattro corpi dei sub italiani individuati ieri in una grotta sottomarina alla Maldive, morti giovedì scorso durante un’immersione. Lo riferiscono fonti locali. Gli altri due corpi, come anticipato nelle scorse ore, dovrebbero essere recuperati domani. 

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  • Ebola, ministero della Salute attiva sorveglianza personale organizzazioni da Congo e Uganda: “Compagnie aeree segnalino casi sospetti a bordo”

    Ebola, ministero della Salute attiva sorveglianza personale organizzazioni da Congo e Uganda: “Compagnie aeree segnalino casi sospetti a bordo”

    (Adnkronos) – Circolare del ministero della Salute sul virus Ebola. “In considerazione delle attuali incertezze riguardo alla grandezza e alla diffusione geografica” dell’epidemia di malattia Ebola da virus Bundibugyo nella Repubblica democratica del Congo, con casi segnalati anche in Uganda, “della potenziale gravità dell’infezione e della mancanza di terapie o vaccini specifici approvati per il virus Bundibugyo, nel rispetto del principio di massima cautela, si ritiene necessario applicare le misure di vigilanza nei confronti del personale di organizzazioni governative, non governative, e cooperanti, impiegati nel Paese interessato dal focolaio, provenienti da tutti i territori della Repubblica democratica del Congo e dell’Uganda”. E’ quanto dispone la circolare del ministero per gli operatori sanitari e non, impiegati in attività di cooperazione e supporto sanitario o logistico in ong e altre organizzazioni attive nelle aree colpite dal focolaio e per i cooperanti che erogano servizi di tipo sanitario, assistenziale e logistico, impiegati nelle stesse aree.  

    Nel documento, firmato dal capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie Maria Rosaria Campitiello, vengono allegati un modello di dichiarazione sanitaria, “essenziale per la tracciatura ai fini di sanità pubblica della persona in arrivo”, da sottoscrivere a cura del responsabile dell’organizzazione, o del singolo progetto, in caso di personale di Ong o di altre organizzazioni e da inviare al ministero della Salute con almeno 48 ore di anticipo rispetto alla partenza dalla zona affetta. Il modulo “dovrà riportare – in seguito ad autodichiarazione del cooperante – che lo stesso non manifesta sintomi”. E viene allegata anche una scheda anamnestica per la registrazione dei dati dello screening primario, da compilare direttamente dalla persona in arrivo e dal medico dell’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera Usmaf-Sasn territorialmente competente. In caso il cooperante rientrasse in Italia con mezzi che non prevedono ingresso aeroportuale (treni, bus, auto propria) la stessa scheda dovrà essere compilata dal medico dell’Asl di riferimento con le informazioni acquisite al momento dell’attivazione della sorveglianza, si spiega nella circolare. 

    “Tenuto conto dell’attuale situazione epidemiologica, nonché a seguito della valutazione della sostenibilità del processo, viene rivista l’attività di entry screening condotta dal personale Usmaf-Sasn del ministero della salute o da personale incaricato dallo stesso”, si comunica nel documento. Negli ambulatori Usmaf viene pertanto attivata “una procedura di valutazione del soggetto rientrante, nell’ambito della quale il personale sanitario incaricato provvederà alla misurazione della temperatura corporea e al completamento della scheda anamnestica presentata dal soggetto o, in assenza di essa, alla sua compilazione ex novo”. In via cautelativa, aggiunge la circolare, “si raccomanda di attivare comunque la stessa sorveglianza dei contatti a basso rischio” anche “per gli operatori provenienti da zone a rischio che non abbiano riportato alcun tipo di esposizione nei 21 giorni precedenti, o per i quali non sia possibile stabilire se l’esposizione sia avvenuta o meno”. Le indicazioni potranno subire modifiche in base all’evoluzione epidemiologica dell’evento. Gli Usmaf e le altre strutture territorialmente competenti cureranno l’accesso alle informazioni per il personale, sanitario e non, di queste organizzazioni “in partenza verso o di ritorno dalle già citate zone a rischio”. 

    In un passaggio della circolare, inoltre, “si raccomanda alle compagnie aeree di segnalare tempestivamente agli Uffici Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera), tramite le modalità consuete, eventuali situazioni che possono far ipotizzare un sospetto di malattia infettiva a bordo dell’aeromobile”. Nel documento si ricorda anche “l’obbligo di coordinarsi” con gli uffici Usmaf “per la raccolta e la consegna dei Passenger Locator Form (Plf), onde consentire la tracciabilità dei contatti in caso di necessità sanitaria”. 

    Il ministero della Salute spiega che “agli Stati Parte l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomanda di non chiudere i propri confini o imporre restrizioni ai viaggi e al commercio, di fornire ai viaggiatori diretti nelle aree colpite e a rischio dalla malattia da virus Bundibugyo informazioni accurate e pertinenti sia sull’attuale epidemia sia sui rischi, sulle misure per minimizzarli e consigli su come gestire una potenziale esposizione, di facilitare l’evacuazione e il rimpatrio dei propri cittadini (ad esempio, gli operatori sanitari) che siano stati esposti al virus Bundibugyo, di non attivare controlli in entrata ai Punti di ingresso (Point of Entry-PoE) al di fuori della regione interessata, per i passeggeri di ritorno da zone a rischio”. 

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  • Save the Children: in grandi città 1 minore su 10 vive in aree più fragili col doppio dei tassi di dispersione e abbandono scolastico

    Save the Children: in grandi città 1 minore su 10 vive in aree più fragili col doppio dei tassi di dispersione e abbandono scolastico

    (Adnkronos) – Alla vigilia di ‘Impossibile 2026’, la biennale dell’infanzia che si terrà giovedì 21 maggio a Roma, Save the Children chiede interventi e risorse strutturali per rimuovere le disuguaglianze, a partire da una legge che istituisca spazi socio-educativi nelle aree vulnerabili. Nelle grandi città, nascere e crescere in un quartiere piuttosto che in un altro fa la differenza. Bambini, bambine e adolescenti che vivono nelle aree vulnerabili sono più esposti al rischio di povertà e di dispersione scolastica e hanno minori opportunità di accesso a spazi verdi e servizi ricreativi, con conseguenze sulle possibilità di futuro di ciascuno/a di loro. È quanto emerge dalla ricerca “I luoghi che contano” pubblicata oggi da Save the Children, l’organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. 

    Nei comuni capoluogo delle 14 città metropolitane italiane un minore su dieci (il 10,3%, pari a circa 142mila minorenni) vive in un’area di disagio socioeconomico urbano. In queste aree – 158 in totale individuate da Istat – il 42,3% delle famiglie vive in povertà relativa. Il 15,4% di studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado (più di uno/a su sette) ha abbandonato la scuola o ripetuto l’anno scolastico, una percentuale doppia rispetto alla media del 7,6% dei comuni delle città metropolitane; il 20,8% di chi frequenta l’ultimo anno delle medie è a rischio dispersione implicita (10 punti percentuali in più della media dei comuni dell’11%); più di un 15-29enne su 3 (35,6%) non studia e non lavora, rispetto al 22,9% della media dei comuni (+12,7 punti percentuali). Condizioni di fragilità evidenziate dall’analisi dei dati ufficiali, ma confermate anche da un’indagine campionaria inedita dell’Organizzazione, secondo la quale al 16,7% di studentesse e studenti dell’ultimo anno delle scuole secondarie di primo grado all’interno o in prossimità delle aree vulnerabili nelle grandi città è capitato di non disporre del materiale scolastico necessario a inizio anno (rispetto al 10,5% degli alunni delle scuole delle altre aree) e al 17,3% di non partecipare a una gita scolastica per motivi economici (contro il 7,6%). Inoltre, solo il 36,5% pensa che si iscriverà al liceo, 30 punti percentuali in meno rispetto al 66,9% di studentesse e studenti degli altri quartieri, a testimonianza del peso delle disuguaglianze sulle loro scelte. A pesare è anche lo stigma che avvertono: quasi la metà degli studenti delle periferie vulnerabili (49,1%) ritiene che il proprio quartiere sia giudicato negativamente dagli altri, contro il 29,5% dei ragazzi delle altre aree. Chi vive ai margini sperimenta anche una maggiore percezione di pericolo: solo una ragazza su due (51,9%) si sente al sicuro, contro il 75% delle studentesse di aree meno marginali. I ragazzi che frequentano scuole in zone fragili dichiarano di sentirsi felici (78,4%) e liberi (75,3%) e mostrano un senso di appartenenza forte nei confronti del proprio quartiere, facendo anche proposte chiare per migliorarlo: servizi di pulizia e raccolta rifiuti migliori (54,2%), più spazi di aggregazione per ragazze e ragazzi (32,6%), campetti e/o palestre (26%) e parchi più curati (27,9%). 

     

    “Il municipio si divide in due anime che faticano a guardarsi: una zona considerata più ordinata e tranquilla, e una che porta sulle spalle una reputazione difficile da scrollarsi di dosso. Basta ascoltare i discorsi di chi vive da una parte per capire quanto quel confine, invisibile sulla mappa, pesi nella testa delle persone. Ci si guarda con diffidenza, come se si abitassero città diverse, dimenticando che si cammina tutti sullo stesso asfalto e si respira la stessa salsedine. È una divisione che ferisce, perché è inutile. Siamo lo stesso corpo, frammentato da pregiudizi che nessuno ha mai davvero scelto ma che tutti, in qualche modo, continuiamo ad alimentare”, ha raccontato A., in una delle interviste svolte nella ricerca tra pari.  

    “Centoquarantaduemila bambine, bambini e adolescenti in Italia vivono nelle periferie fragili delle grandi città, dove spesso sono costretti a confrontarsi con gravi disuguaglianze socioeconomiche e territoriali. Per questo abbiamo voluto dedicare Impossibile, la Biennale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, al tema delle periferie – ha dichiarato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children – È proprio da questi luoghi che occorre partire per ridefinire le priorità politiche, perché un Paese in cui il destino di una bambina o di un bambino dipende dal quartiere in cui nasce è un Paese che non investe sul proprio futuro. Non sono più rinviabili interventi strutturali capaci di rimuovere gli ostacoli che limitano ingiustamente le opportunità dei minori e di contrastare la povertà educativa. Serve una strategia nazionale di rigenerazione urbana, dotata di risorse certe, che guardi ai territori con una ‘lente generazionale’, mettendo in rete realtà diverse e interventi complementari e valorizzi il potenziale dei giovani e delle comunità locali. E, come ci chiedono per primi i ragazzi, sono necessari più spazi pubblici dedicati a loro. In quest’ottica è fondamentale istituire presìdi socio-educativi nei territori più fragili: luoghi accessibili, sicuri e accoglienti, attivi durante tutto l’anno, dove ragazze e ragazzi possano partecipare, contribuendo anche alla programmazione, ad attività culturali, sportive, artistiche e ricreative, e ricevere supporto educativo, psicologico e sociale. Luoghi che offrano possibilità di crescita e di futuro”. 

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    cronaca

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  • Moda: a Villa Altieri il viaggio green dell’Italia Film Festival

    Moda: a Villa Altieri il viaggio green dell’Italia Film Festival

    (Adnkronos) – Moda, cinema, arte e sostenibilità si sono incontrati a Villa Altieri, a Roma, per “Ethical Fashion – Return to Human”, evento promosso dall’Italia Green Film Festival in attesa della premiazione finale della manifestazione, in programma il prossimo 25 maggio al Teatro Argentina. La serata, dedicata all’alta moda etica, ha trasformato la storica scalinata della villa in un palcoscenico per sfilate, performance artistiche, musica e riflessioni sul rapporto tra creatività, responsabilità ambientale e inclusione sociale. Tema centrale della settima edizione del festival è “Return to Human”, un invito a recuperare il valore dell’essere umano attraverso cultura, dialogo e rispetto per l’ambiente. 

    Ad aprire l’evento sono stati Pierre Marchionne, fondatore e direttore artistico del festival, e Silvia Armeni, direttrice esecutiva. “L’alta moda etica rappresenta una guida per tutta la filiera fashion, che deve essere sempre più coscienziosa e sostenibile”, ha dichiarato Marchionne, sottolineando il valore simbolico della scala elicoidale di Villa Altieri, paragonata al dna umano, “custode di vita, storia e tradizione”. Per Armeni, “il connubio tra moda, costume e cinema è fondamentale per sensibilizzare soprattutto le nuove generazioni di stilisti e fruitori della moda”. 

    La serata, presentata dalla formatrice Igff Milena Marino, è stata organizzata dalla stilista Marilena Spiridigliozzi, ideatrice anche delle targhe artistiche dipinte a mano consegnate durante l’evento. “Tutti i capi sono tinti e dipinti con colori naturali e raccontano la sartoria italiana e il Made in Italy”, ha spiegato la designer. Ad aprire la sfilata una performance poetica dedicata a Madre Natura, interpretata dalla modella Andreea Duma su testo di Valentina Tudini. A seguire, la collezione “Rosso di Aquinum” dello stilista Gabriele Abbate, ispirata ai tessuti dell’antica Roma e reinterpretata in chiave sostenibile. 

     

    Spazio anche ai giovani talenti con il progetto del Liceo Artistico Michelangelo Buonarroti di Latina, accompagnato dall’insegnante e ricercatrice Antonella Feudi e dalla dirigente scolastica Annarita Leoni. Nel corso della serata è stato inoltre consegnato un riconoscimento a Eleonora Zazza, presidente del Corecom Lazio, impegnata sui temi dell’educazione digitale e della tutela dei minori. “È necessario tornare a essere umani e recuperare un’identità centrata sull’essere più che sull’apparire”, ha affermato. Premiato anche Anthony Peth, conduttore televisivo e testimonial nella ricerca sui tumori rari, per il suo impegno nella valorizzazione del Made in Italy e dei giovani talenti. “Manifestazioni come questa permettono di dare voce alle nuove generazioni e alle loro capacità creative”, ha dichiarato. 

    La terza sfilata ha visto protagonista il brand Mariel Couture di Marilena Spiridigliozzi, con collezioni realizzate attraverso materiali ecosostenibili. Tra le modelle in passerella anche Anna Fusco, cantante, attrice e mental coach impegnata nella promozione dell’inclusione sociale. “La moda ha fatto grandi passi avanti sul tema dell’inclusione e festival come questo aiutano a rendere naturale ciò che spesso viene ancora percepito come diverso”, ha spiegato. Nel corso dell’evento è stato premiato anche il regista Daniele Catini, autore di opere dedicate a inclusione e temi sociali. “Il cinema è uno dei mezzi più importanti per restituire umanità e promuovere ascolto e dialogo”, ha detto. 

    Le sfilate sono state accompagnate dalle esibizioni live del soprano Erika Nakanishi, mentre tra gli interventi istituzionali figurano anche quelli del Ceo di Techno Care S.r.l. Luca Laurenti, della scrittrice Antonella Mollicone e di Francesco Marcone del Wwf, partner storico del festival. L’Italia Green Film Festival proseguirà il suo percorso oltre Roma con nuovi appuntamenti il 19 e 20 giugno a Cassino e il 6, 7 e 8 agosto a Carloforte, in Sardegna, confermando la volontà di unire cinema, arte e sostenibilità in un progetto culturale diffuso sul territorio nazionale. 

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    cultura

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  • Nautica: grandi imprese italiane protagoniste al Salone di New York

    Nautica: grandi imprese italiane protagoniste al Salone di New York

    (Adnkronos) – La grande nautica italiana è stata ancora una volta protagonista a New York, nell’ambito di “Italy on Madison”, l’evento organizzato dall’Italian Trade Agency che, per la sua quarta edizione, porta oltre 200 marchi del Made in Italy a Manhattan. La townhouse di Ice New York a Madison Avenue, luogo per antonomasia delle promozioni del Made in Italy, ha ospitato per quattro giorni, dal 12 al 15 maggio, talk, workshop, incontri, performance, installazioni e degustazioni dedicate ai settori del design, della moda, del beauty, del food, del vino e del wellness, sotto il tema “Italy Takes the Stage”.  

    In questo contesto, non poteva mancare la presenza del 66° Salone Nautico Internazionale – in programma a Genova dal 1° al 6 ottobre – che ha promosso la seconda edizione del talk “Yachting Design in Motion – from Exteriors to Interiors”, a due anni di distanza dal suo esordio a Manhattan.  

    L’evento, organizzato in collaborazione con l’Italian Trade Agency di Miami e New York, è stato ancora una volta l’occasione per consolidare la presenza italiana nel settore nautico statunitense, con l’obiettivo di far conoscere le specificità e le eccellenze della cantieristica italiana e del rapporto vincente con il mondo dell’interior design e del Bello e Ben Fatto italiano. 

     

      

    Il talk, moderato da Khoi Vo, Chief Executive Officer di Asid – American Society of Interior Designers, ha visto la partecipazione di Stefano Pagani Isnardi – Direttore dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, Paolo Trevisan – Svp Design Pininfarina of America e Francesco Secchiaroli – VP of Sales di Poltrona Frau Americas. 

      

    La conversazione, di fronte a una platea appassionata e coinvolta, ha affrontato i numerosi aspetti del legame sempre più forte tra gli yacht italiani e il settore del design e dell’arredamento Made in Italy, con una particolare attenzione alle tendenze emergenti della domanda globale e alle aspettative dei nuovi armatori. La discussione ha inoltre approfondito come le prestazioni esterne, l’esperienza degli interni, l’innovazione, l’artigianalità e la cultura del design italiano si riescano a fondere perfettamente per plasmare il futuro degli ambienti di lusso e come il design degli yacht stia influenzando il modo in cui le persone concepiscono l’experiential living. 

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    economia

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  • PlayStation Plus, Sony aumenta i prezzi e dice stop a conversione su pc

    PlayStation Plus, Sony aumenta i prezzi e dice stop a conversione su pc

    (Adnkronos) –
    Sony Interactive Entertainment ha ufficializzato un imminente aumento dei prezzi per i tagli mensili e trimestrali del servizio PlayStation Plus, una mossa giustificata dal colosso di Tokyo con la necessità di fare fronte alle attuali e mutevoli condizioni macroeconomiche. I nuovi listini entreranno in vigore a partire dal prossimo 20 maggio e colpiranno una selezione di regioni globali, modificando l’esborso richiesto per l’accesso alle funzionalità multigiocatore online e alla libreria di titoli digitali della piattaforma. 

    Nel dettaglio, la rimodulazione tariffaria per il mercato europeo prevede un incremento di un euro sul pacchetto mensile, che passerà dagli attuali 8,99 euro a 9,99 euro. Per quanto riguarda invece la sottoscrizione trimestrale, il costo subirà un rincaro di tre euro, salendo da 24,99 euro a 27,99 euro. L’adeguamento riflette una tendenza ormai consolidata nel settore dell’intrattenimento digitale, dove i principali player continuano a rivedere al rialzo i costi dei servizi premium a cadenza periodica. 

    La manovra finanziaria non colpirà indistintamente tutta la base utenti. La casa di PlayStation ha infatti confermato che l’aumento sarà applicato esclusivamente ai nuovi clienti, esentando coloro che possiedono già un abbonamento attivo. La salvaguardia delle vecchie tariffe resterà tuttavia valida solo a patto che l’iscrizione corrente non subisca modifiche di livello o non venga lasciata scadere, dinamica che farebbe scattare automaticamente il nuovo tariffario al momento del rinnovo. Unica eccezione a questa politica di tutela si registrerà nei mercati di Turchia e India, dove i rincari colpiranno anche i profili preesistenti. 

     

    Il direttore di PlayStation Studios avrebbe annunciato ai dipendenti un netto cambio di strategia per le produzioni interne di Sony, interrompendo la conversione dei giochi narrativi su Windows. Sony cambia così rotta e si prepara a blindare nuovamente le proprie proprietà intellettuali di punta.  

    Secondo quanto riferito dal giornalista Jason Schreier su Bloomberg, il responsabile dei PlayStation Studios, Hermen Hulst, avrebbe comunicato ai dipendenti durante una riunione aziendale una netta inversione di marcia strategica: le grandi produzioni single-player sviluppate internamente non verranno più pubblicate su PC. Questo provvedimento cancella i piani precedentemente previsti per la conversione di titoli di rilievo come Ghost of Yōtei e altre opere interne, segnando una rottura rispetto alla politica di apertura adottata negli ultimi anni. 

    La nuova linea editoriale non colpirà tuttavia l’intero catalogo. I giochi orientati al comparto multigiocatore e i cosiddetti live-service continueranno a mantenere una distribuzione multipiattaforma, coerentemente con gli impegni presi in passato dai vertici aziendali per progetti legati al gioco condiviso. Negli ultimi tempi, la multinazionale giapponese aveva intensificato la presenza su Windows con il lancio di conversioni importanti del calibro di Spider-Man 2, Ghost of Tsushima e i capitoli di The Last of Us, alternando successi commerciali a un approccio che lo stesso Hulst aveva definito prettamente strategico e mirato. 

    Lo scenario delineato da Sony potrebbe non rimanere un caso isolato nel mercato videoludico contemporaneo, suggerendo il possibile ritorno a una rigida politica di esclusive hardware. Anche in casa Microsoft si registrano infatti segnali di ripensamento: Asha Sharma, recentemente insediatasi alla guida della divisione Xbox, avrebbe confermato al personale l’intenzione di rivalutare l’attuale gestione dei titoli esclusivi per la piattaforma, aprendo la strada a un potenziale ridimensionamento della distribuzione su ecosistemi concorrenti. 

     

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    tecnologia

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  • Maria Grazia Cucinotta: “Menopausa a 32 anni, avrei voluto altri bambini. Le donne? Ancora trattate come prede”

    Maria Grazia Cucinotta: “Menopausa a 32 anni, avrei voluto altri bambini. Le donne? Ancora trattate come prede”

    (Adnkronos) –
    Maria Grazia Cucinotta si racconta senza filtri al Riviera International Film Festival, ripercorrendo quarant’anni di carriera tra cinema, maternità, dolore e battaglie sociali. L’attrice e regista affronta in una lunga intervista a Vanity Fair temi personali e collettivi, dalla menopausa precoce alla violenza di genere, fino alla crisi del cinema italiano e al rapporto con il tempo che passa. 

    “Le donne vengono ancora trattate come prede. Non esiste libertà finché si vive nella paura”, afferma l’attrice, da anni impegnata contro la violenza sulle donne e il bullismo. Cucinotta ricorda anche un episodio traumatico vissuto a Parigi, quando riuscì a sfuggire a un tentato stupro: “Nasciamo sentendoci delle prede e spesso viviamo tutta la vita così”. 

    Sul fronte personale, l’attrice rivela di essere andata in menopausa molto presto: “Avevo 32 anni, è successo dopo la nascita di mia figlia. Avrei voluto tanti bambini”. Dopo diversi tentativi e cure ormonali per avere un secondo figlio, racconta di aver scelto di fermarsi: “Ho deciso di vivere questa fase così com’era”. 

    Nel corso dell’intervista, Maria Grazia Cucinotta riflette anche sull’importanza dell’autostima e della fragilità femminile: “Per anni ho aspettato che fossero gli altri a dirmi chi ero. Poi ho imparato ad amarmi”. E sul tempo che passa dice: “Sono felice di invecchiare. L’età è esperienza, memoria, vita vissuta”. 

    L’attrice ripercorre poi gli inizi della sua carriera, dal debutto con Renzo Arbore fino al successo internazionale de ‘Il Postino’ accanto a Massimo Troisi: “Quel film mi ha cambiato la vita”. E ricorda l’impatto devastante della morte dell’attore poche ore dopo la fine delle riprese. 

    Parlando del cinema italiano, Cucinotta denuncia la crisi del settore: “Molti film restano invisibili non per mancanza di qualità, ma per assenza di spazio”. E sottolinea quanto sia ancora difficile per le donne lavorare dietro la macchina da presa. 

    Spazio anche alla vita privata e al matrimonio con Giulio Violati: “Dopo 32 anni ridiamo ancora insieme”. E sulla figlia Giulia, laureata in Economia e oggi impegnata in una startup sul benessere digitale, dice: “Sono orgogliosa perché ha scelto la sua strada”. 

    Infine, un messaggio rivolto soprattutto alle donne: “Non abbiate mai paura. Non sentitevi mai proprietà di nessuno e non lasciate mai solo qualcuno che ha paura”. 

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  • Cannes 2026, giorno 8: riflettori su Pedro Almodovar, presenta ‘Amarga Navidad’news dalla nostra inviata

    (Adnkronos) – Protagonista dell’ottava giornata del 79esimo Festival di Cannes è Pedro Almodóvar, che presenta in Concorso ‘Amarga Navidad’ insieme a un cast corale, dove figurano la sua musa Rossy de Palma, Barbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sanchez-Gijon e Victoria Luengo. Il film intreccia due linee temporali – il 2004 e il 2026 – e attraverso il racconto di due storie si interroga sull’autofinzione, chiedendosi fino a che punto un autore possa spingersi nel racconto e se le vite degli altri siano un territorio proibito oppure una materia da cui attingere liberamente, anche quando tocca dolori altrui. La Croisette accoglie un altro grande ritorno: quello del regista russo Andreï Zvjagincev, che presenta in Concorso ‘Minotaur’, il suo nuovo film a nove anni da ‘Loveless’. Un’assenza lunga e dolorosa, durante la quale è quasi morto a causa del Covid che lo ha costretto a passare molti mesi in una clinica in Germania, dovendo reimparare a muovere gli arti. E poi la guerra in Ucraina e la rottura con la Russia. E questo film, che lui definisce pacifista, si oppone alla guerra condotta dal regime di Putin attraverso il racconto delle conseguenze del conflitto attraverso la vita coniugale. A Cannes arriva anche l’attore e regista Andy Garcia con ‘Diamond’, da lui scritto e diretto. Il film è una dichiarazione d’amore a Los Angeles e un omaggio ai classici intramontabili del genere noir. Nel cast, oltre Garcia, Brendan Fraser, Dustin Hoffman, Bill Murray e Vicky Krieps. 

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