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  • Putin a Pechino per vedere Xi: “Livello rapporti senza precedenti”

    (Adnkronos) – Vladimir Putin arriva oggi a Pechino per un incontro con Xi Jinping, con il quale celebrerà, sono le sue parole, relazioni “veramente a un livello senza precedenti”, neanche una settimana dopo la visita in Cina di Donald Trump. Secondo una nota del Cremlino, il presidente russo e il presidente cinese discuteranno come “rafforzare ulteriormente” il partenariato strategico tra Russia e Cina e “scambieranno opinioni sulle principali questioni internazionali e regionali”. 

    Domenica, subito dopo l’annuncio della visita di Putin, i due leader si erano scambiati “lettere di congratulazioni” per celebrare i 30 anni del partenariato strategico tra Russia e Pechino, con Xi che aveva affermato che la cooperazione tra i due Paesi si è “continuamente approfondita e consolidata”. E in un videomessaggio al popolo cinese diffuso oggi, Putin ha dichiarato che le relazioni hanno raggiunto “un livello veramente senza precedenti” e che “il commercio tra Russia e Cina continua a crescere”. “La stretta relazione strategica tra Russia e Cina svolge un ruolo importante e stabilizzante a livello globale. Senza allearci contro nessuno, cerchiamo la pace e la prosperità universale”, ha rivendicato il presidente russo. 

    Putin e il suo “amico di vecchia data” Xi dovrebbero anche firmare una dichiarazione congiunta dopo i colloqui previsti per domani.  

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  • Siena, odio razziale e apologia fascista e nazista: denunciati 13 minori

    (Adnkronos) – Detenzione illegale di armi, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, propaganda di idee fondate sull’odio razziale, etnico e apologia del movimento fascista e nazista. Sono le accuse contestate a 13 minorenni, tutti residenti nel senese, denunciati dai poliziotti di Siena. Perquisizioni e sequestri sono stati eseguiti nell’operazione ‘Format 18’ della Digos. 

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  • Camorra, arresti nel clan Moccia: gli ordini partivano dal carcere

    (Adnkronos) – Blitz anticamorra in provincia di Napoli: arresti nel clan Moccia di Afragola, gli ordini partivano dal carcere. Nell’ambito di attività di indagine diretta dalla Procura di Napoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 26 persone (23 in carcere, 3 sottoposte alla misura del divieto di dimora) gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, nonché di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi, ricettazione, favoreggiamento, estorsione, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, detenzione a fine di spaccio di droga.  

    In particolare, è emerso che le attività illecite sarebbero state poste in essere non solo con metodo mafioso, avvalendosi gli indagati della fama criminale riconducibile al gruppo capeggiato dai Panzarottari, articolazione del clan Moccia di Afragola, ma anche dalla finalità di agevolare l’organizzazione camorristica. Il gruppo avrebbe realizzato estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti, ricorrendo anche ad atti intimidatori con l’uso di armi e avrebbe altresì gestito una fiorente piazza di spaccio, con la vendita al dettaglio di droga (cocaina, hashish e marijuana). Elementi di rilievo del gruppo criminale, inoltre, benché detenuti, avrebbero continuato ad impartire direttive ai propri complici mediante l’utilizzo di telefoni cellulari introdotti nei luoghi di rispettiva detenzione.  

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  • Dieci anni fa moriva Marco Pannella, l’omaggio di ‘Nessuno tocchi Caino’ per ricordarlo

    Dieci anni fa moriva Marco Pannella, l’omaggio di ‘Nessuno tocchi Caino’ per ricordarlo

    (Adnkronos) – Oggi, 19 maggio 2026, ricorre il decennale dalla morte di Marco Pannella. ‘Nessuno tocchi Caino’ celebra la ricorrenza, anche simbolicamente, con la decisione di stabilire la sua nuova sede a Roma in Via della Panetteria 15, di fronte alla casa nella quale Pannella ha vissuto fino all’ultimo.  

    Per i dirigenti dell’associazione, Rita Bernardini, Presidente, Sergio D’Elia, Segretario ed Elisabetta Zamparutti, Tesoriere, “la ‘panetteria’ è stata il forno che ha sfornato sempre un pane buono che ha dato da mangiare agli affamati, la fonte da cui è sgorgata un’acqua cristallina che ha dato da bere agli assetati. La fame di amore e conoscenza, la sete di giustizia e libertà. Proseguiremo insieme a lui, ad affermare che non bisogna mai distogliere lo sguardo dal carcere: il luogo dove vive la comunità penitenziaria, quell’umanità sofferente che Marco ha forse amato più di ogni altra, composta da detenuti e da coloro che, come li chiamava lui, sono i detenenti”. 

    Marco Pannella fondò il Partito radicale nel 1955, insieme a personaggi del calibro di Leo Valiani ed Eugenio Scalfari. “Un partito nuovo per una politica nuova”, lo slogan scelto per il battesimo di una forza politica nata, paradossalmente, per combattere proprio la partitocrazia, come ripeterà instancabilmente Pannella nel corso dei decenni. 

    Nel 1963 Pannella assume la segreteria, di fatto, dicono i suoi critici, se ne ‘impossessa’, ne diventa il dominus indiscusso, anche se negli anni successivi alla guida della formazione, che poi nel 1989 prenderà il nome di Partito radicale transnazionale scegliendo di svolgere attività politico-culturale e di non partecipare a competizioni elettorali in favore della Lista Pannella-Riformatori, si alterneranno altri leader, tutti comunque ‘cresciuti’ dal fondatore. 

    Nel 1965 Pannella inizia la campagna divorzista, d’intesa con il socialista Loris Fortuna. Sarà uno dei suoi tanti successi politici. Anni dopo verrà anche la vittoria sull’aborto. 

    Pannella, intanto, sviluppa un intenso dialogo con Aldo Capitini, iniziatore del Movimento nonviolento in Italia e fondatore della marcia Perugia-Assisi. La lotta nonviolenta sarà la cifra di tutta l’azione politica di Pannella e dei Radicali: non si contano gli scioperi della fame e della sete, le clamorose proteste, sempre non violente, di disobbedienza civile, i sit-in. Tutte iniziative che si richiamano ai metodi resi celebri in ogni angolo del mondo dal Mahatma Gandhi e da Martin Luther King. 

    Tutto, secondo la concezione pannelliana, per affermare la legalità, il “diritto alla vita e la vita al diritto”. Il primo digiuno nel 1961, contro la guerra d’Algeria, la prima volta in Italia nel 1968, per il ritiro dei sovietici da Praga. 

    Lunghissima la sua esperienza politica: nel 1976 viene eletto per la prima volta alla Camera. Ci tornerà nel 1979, nel 1983 e nel 1987. E’ stato europarlamentare con la Lista Bonino, ma anche presidente della XIII circoscrizione del Comune di Roma (Ostia), consigliere comunale a Trieste, Catania, Napoli, Teramo, Roma e l’Aquila, oltre che consigliere regionale del Lazio e dell’Abruzzo. 

    Innumerevoli le sue campagne e le iniziative referendarie: dall’abolizione della pena di morte alla fame nel mondo, dalla legge elettorale alla giustizia, alla drammatica situazione delle carceri italiane. Celebre il duello a distanza ingaggiato con Bettino Craxi nel 1991 con la consultazione referendario sulla preferenza unica per la Camera: nonostante l’invito del leader socialista ad “andare al mare”, il 9 giugno il 62,5% degli italiani andò a votare per il sì. 

    Nel 1995 si è fatto arrestare, insieme ad altri esponenti radicali, per ‘spaccio’ di droga. Davanti alle telecamere opportunamente convocate, per dare il più ampio risalto possibile alla sua campagna per la liberalizzazione delle droghe leggere. Nello stesso anno, nel corso della trasmissione televisiva ‘L’Italia in diretta’ di Alda D’Eusanio, si è presentato in studio per ‘regalare’ hashish. 

     

    La giornata di Nessuno tocchi Caino del 19 maggio ha un titolo: “10 anni ‘senza’ Marco Pannella: fare di una mancanza una presenza”. Dalle 10 di mattina alle 20 della sera, la sede di Via della Panetteria 15, sarà aperta a chi lo ha conosciuto, stimato, avversato o amato. Dalle ore 15 alle ore 17 si svolgerà la conferenza stampa a cui parteciperanno i dirigenti della associazione Sergio d’Elia, Rita Bernardini ed Elisabetta Zamparutti, i presidenti d’onore Tullio Padovani, Andrea Saccucci, Vincenzo Maiello, Santi Consolo e il membro del Consiglio Direttivo Pietro Cavallotti.  

    Nel corso della giornata sono previsti gli interventi di rappresentanti delle istituzioni e della comunità penitenziaria, di intellettuali, artisti e giornalisti tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa, il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, Anna Rossomando, vicepresidente del Senato, Giorgio Mulé, vicepresidente della Camera, Fabio Pinelli, vicepresidente del Csm, Giovanni Melillo, procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo e i parlamentari Tommaso Calderone (Fi), Lorenzo Cesa (Nm), Stefania Craxi (Fi), Ilaria Cucchi (Avs), Benedetto Della Vedova (+Europa), Maria Chiara Gadda (Iv), Roberto Giachetti (Iv), Riccardo Magi (+Europa), Simonetta Matone (Lega), Andrea Orsini (Fi), Emanuele Pozzolo (Fn), Matteo Renzi (Iv), Ivan Scalfarotto (Iv), Marco Scurria (FdI), Giulio Terzi (FdI), Walter Verini (Pd) e Luana Zanella (Avs). 

    Per la comunità penitenziaria saranno presenti: Massimo Parisi, vice capo Dap; Cristiana Rotunno, vicecapo dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, Carlo Renoldi e Giovanni Russo, già capi del Dap, Bruno Brattoli, già capo della Giustizia minorile, Nicola Petruzzelli, direttore Ipm di Bari, Gennarino De Fazio, Segretario della Uil Penitenziaria, Enrico Sbriglia, garante Regione Fvg, ex detenuti come Fulvio Rizzo e Claudio Bottan, vittime di errori giudiziari come Gian Luca Baldassarri e Marco Milanese, e Giulia Troncatti e Andrea Noia del Movimento Italiano Diritti Detenuti. 

    Tra gli intellettuali, artisti e giornalisti hanno assicurato la loro presenza: Piero Sansonetti, direttore de L’Unità, Paolo Liguori, direttore TGCom 24, Daniele Varì, direttore de Il Dubbio, Erri De Luca, scrittore, traduttore del passo biblico da “Nessuno uccida Caino” a “Nessuno tocchi Caino”, Guido Del Turco, Tg5, Luigi Manconi, Barbara Palombelli, Francesco Grignetti, Guido Vitiello, Filippo Roma, Flavia Fratello, Damiano Aliprandi, Geppi Rippa, direttore di Agenzia Radicale, Francesco Storace, Marco Taradash, l’attore Toni Garrani e Germano D’Aurelio (in arte N’Duccio), Giovanni Terzi e Simona Ventura. Nella stessa giornata, dalle 12 alle 13:30, nel 38° Anniversario della sua scomparsa, insieme a Francesca Scopelliti ricorderemo Enzo Tortora, vittima di un sistema di giustizia medievale, con la partecipazione di Claudio Martelli, Francesco Petrelli, presidente dell’Unione Camere Penali Italiane Andrea Pugiotto, Giandomenico Caiazza, già presidente Ucpi, l’avvocato Giuseppe Rossodivita.  

    Saranno presenti e interverranno inoltre iscritti, militanti e simpatizzanti come: Matteo Angioli, Mirella Parachini, compagna nella vita di Marco Pannella, Mina Welby, Presidente dell’Associazione Coscioni, Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani, Igor Boni, Presidente Europa Radicale, Paolo Cesari, tra i fondatori di Nessuno tocchi Caino, Fabrizio Cicchitto, Bobo Craxi, Anna Finocchiaro, Renata Polverini, Cesare Salvi, Lorenzo Strik Lievers, Ugo Sposetti, Luigi Giannelli, ex ispettore della polizia penitenziaria, Gabriella Stramaccioni, Massimo Arlechino, Presidente Movimento Indipendenza, Emilia Rossi, Santo Cambareri di Altra Psicologia, Giordano Fatali, Fondazione Campus Montecitorio. 

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  • Belve Crime, stasera 19 maggio: le interviste di Francesca Fagnani

    Belve Crime, stasera 19 maggio: le interviste di Francesca Fagnani

    (Adnkronos) –
    Torna stasera, martedì 19 maggio, ‘Belve Crime’, con un nuovo appuntamento. Sono quattro le interviste della seconda puntata – in onda alle 21.20 su Rai 2 – tra cui quella a Raffaele Sollecito, imputato con Amanda Knox per il delitto di Perugia del 2007 e assolto in via definitiva nel 2015.  

    La storia di ciascun ospite verrà introdotta da Elisa True Crime, youtuber e podcaster che presenterà il protagonista e la sua vicenda. A ‘Belve Crime’, Fagnani intervista ogni settimana colpevoli, testimoni o protagonisti di crimini, per esplorare il lato oscuro dell’animo umano.  

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  • Dove vedere il Roland Garros e tutti i match di Sinner? La programmazione tv

    Dove vedere il Roland Garros e tutti i match di Sinner? La programmazione tv

    (Adnkronos) – Il grande tennis torna protagonista su TimVision Play con il Roland Garros, secondo torneo del Grande Slam della stagione, in programma sulla terra rossa di Parigi dal 24 maggio al 7 giugno. L’intero Open di Francia – qualificazioni incluse, al via dal 18 maggio – sarà disponibile su TimVision Play con oltre 400 match live e on demand, trasmessi sui sei canali Eurosport, a cui si aggiunge un settimo canale in 4K, e con clip e highlights quotidiani di Eurosport News. L’esperienza di visione si completa con la funzionalità Multilive, che consente di seguire in contemporanea fino a quattro match trasmessi dai 6 canali tramite App e sito timvision.it, offrendo agli appassionati un controllo totale sull’azione in campo. 

    Grande attesa per il torneo maschile, che vedrà protagonista il numero 1 del ranking Atp Jannik Sinner che ha trionfato agli Internazionali d’Italia, conquistando il suo 34esimo successo consecutivo e il sesto Masters 1000 di fila. Sinner sarà affiancato dagli altri italiani in tabellone: Flavio Cobolli, Luciano Darderi, Lorenzo Sonego, Mattia Bellucci e Matteo Berrettini. Nel tabellone femminile, riflettori puntati su Jasmine Paolini ed Elisabetta Cocciaretto, pronte a rappresentare i colori italiani sulla terra rossa parigina. 

    Oltre che su TimVision, tutte le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn e Prime Video Channels. 

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    sport

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  • Giro d’Italia, oggi decima tappa: orario, percorso e dove vederla

    Giro d’Italia, oggi decima tappa: orario, percorso e dove vederla

    (Adnkronos) – Torna il Giro d’Italia con la decima tappa oggi, martedì 19 maggio. Tocca alla frazione numero 10 della Corsa Rosa, la cronometro individuale Massa-Viareggio, di 42 chilometri. Si riparte dopo il secondo giorno di riposo per la carovana, con l’inizio in Toscana della seconda settimana della competizione. In maglia rosa c’è sempre il portoghese Afonso Eulalio. Ecco orario, percorso e dove vedere la decima tappa del Giro d’Italia.  

    La decima tappa del Giro d’Italia è una prova contro il tempo. La crono di oggi si correrà tutta in Toscana: partenza a Massa e arrivo a Viareggio, con passaggi per le località di Marina di Torre Lago, Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Cinquale e Rinchiostra.  

     

    La decima tappa del Giro d’Italia 2026 è prevista oggi, martedì 19 maggio, alle ore 13.15, con arrivo in programma alle ore 17.14. La gara si potrà seguire in diretta televisiva in chiaro sui canali Rai e su quelli Eurosport. In streaming invece la corsa sarà disponibile su RaiPlay, Hbo MAX., Dazn, Discovery+ e Prime Video Channels. 

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  • Italiani morti alle Maldive, oggi inizia il recupero dei corpi: “Serviranno più missioni”

    Italiani morti alle Maldive, oggi inizia il recupero dei corpi: “Serviranno più missioni”

    (Adnkronos) – Dopo l’individuazione dei corpi dei quattro sub italiani morti alle Maldive nel sistema di cavità sommerse di Dhekunu Kandu, “le prossime operazioni di recupero saranno condotte per fasi successive, con finestre operative limitate e un’impostazione estremamente prudente, alla luce dell’elevata complessità dell’ambiente subacqueo”. A spiegarlo in una nota è Dan Europe, l’organizzazione medica e scientifica internazionale no-profit fondata nel 1983 e attiva nella sicurezza subacquea, nella gestione delle emergenze e nella ricerca, che partecipa al recupero. 

    “L’operazione – sottolineano – prosegue in stretto coordinamento con la Maldives National Defence Force (Mndf), il cui contributo operativo e logistico resta essenziale in tutte le fasi della missione, insieme all’apporto di sub maldiviani esperti che conoscono il contesto locale e supportano il dispositivo di recupero. Il contesto operativo è quello di una grotta marina profonda, con ingresso tra 55 e 60 metri, passaggi stretti, cunicoli e forte rischio di sollevamento del sedimento, condizione che può azzerare la visibilità e imporre l’interruzione immediata della missione”.  

    “Per le immersioni – concludono – vengono impiegate attrezzature tecniche avanzate, tra cui rebreather a circuito chiuso, che consentono di riciclare i gas respiratori, potenti scooter subacquei (Dpv) e configurazioni di supporto vitale ridondanti. In superficie è stato predisposto un articolato supporto logistico e medico, comprensivo di una barca-ambulanza e della presenza costante di un medico iperbarico. L’operazione richiede probabilmente più missioni distribuite su più giorni: la durata indicativa di ciascun intervento è di circa tre ore, ma le tempistiche effettive dipenderanno dalle condizioni riscontrate in grotta e dalla necessità di preservare la sicurezza dei soccorritori in ogni fase del recupero”. 

    I corpi dei quattro sub, ha confermato la Farnesina, sono stati individuati nella giornata di ieri. Il primo corpo, quello di Gianluca Benedetti, era stato recuperato il giorno stesso dell’incidente, mentre mancavano ancora all’appello quelli di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal, di Federico Gualtieri e di Muriel Oddenino. Due corpi dovrebbero essere recuperati oggi, mentre gli altri due lo saranno domani, ha detto il portavoce del governo di Malè, Mohamed Hussain Shareef. 

    Secondo quanto riferito dalle autorità maldiviane, le salme di tutti e quattro i sub italiani dispersi sono state localizzate nel terzo segmento della grotta presso il sito Cave Dive dell’Atollo Vaavu, a seguito dell’immersione condotta dai soccorritori. 

     

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  • Avere un cane protegge il cuore e allunga la vita, il maxi studio

    Avere un cane protegge il cuore e allunga la vita, il maxi studio

    (Adnkronos) –
    Avere un cane contribuisce ad allungare la vita. Non è una convinzione basata sull’amore per ‘Fido’, è un’affermazione che si basa sui dati relativi a 4 milioni di persone coinvolte in una lunga serie di studi pubblicati tra il 1950 e il 2019. La voluminosa meta-analisi ha trovato spazio in particolare sulle pagine di Circulation: Population Health and Outcomes. I ricercatori hanno evidenziato che vivere con un cane è associato ad una riduzione del 24% del rischio di morte a prescindere dalla causa. L’effetto positivo, in particolare, riguarda persone reduci da attacchi cardiaci e problemi alle coronarie. La riduzione del rischio di decesso per patologie cardiovascolari è un bonus che i proprietari di cani ottengono a prescindere dalla propria storia clinica. 

    Il tema finisce anche sotto i riflettori del Washington Post: “Questo tipo di studio non può dimostrare” con prove definitive che i cani, da soli, ci aiutino a vivere di più. Bisogna considerare, in effetti, un quadro più ampio. Le persone che scelgono di avere un cane potrebbero essere già in migliori condizioni di salute o avere un reddito più elevato rispetto a chi non ha animali domestici. 

    I benefici garantiti dai cani in termini di longevità dei padroni potrebbero essere legati a tutte le passeggiate quotidiane. Numerosi studi, nel corso degli anni, hanno evidenziato che i proprietari di cani hanno maggiori probabilità di raggiungere i 150 minuti di attività fisica moderata o intensa raccomandati in un settimana: si tratta di circa 20 minuti al giorno, che vengono raggiunti agevolmente con le varie uscite – fisiologiche e non – richieste dall’amico a 4 zampe. “Se si raggiungono le linee guida sull’esercizio fisico, si avrà una pressione sanguigna più bassa, si potrà abbassare il colesterolo e tenere sotto controllo i trigliceridi”, tutti indicatori di salute cardiaca, ha spiegato Beth Frates, professoressa presso la Harvard Medical School nel dipartimento di medicina fisica e riabilitazione. 

    Per le persone che hanno già ricevuto una diagnosi di malattia cardiovascolare, i benefici derivanti dal possedere un cane possono essere particolarmente evidenti soprattutto se si vive da soli. In uno studio del 2019 condotto in Svezia su oltre 300.000 persone reduci da infarto e ictus, coloro che vivevano da soli avevano un rischio di morte inferiore se possedevano un cane rispetto a chi viveva da solo senza il ‘pet’. Anche i pazienti che vivevano con un partner o un figlio hanno mostrato una riduzione del rischio. Se si vive da soli e si ha un cane, però, i vantaggi sono più evidenti. 

    La presenza di un cane in casa favorisce la longevità rafforzando i nostri legami sociali. “Quando le persone portano a spasso i loro cani”, ha spiegato la professoressa Frates, “spesso interagiscono con altre persone. Un cane è un invito aperto alla conversazione”. In questo modo, il padrone può ridurre la solitudine e l’isolamento sociale, che hanno un impatto negativo sulla salute mentale. Un recente sondaggio condotto dall’Institute for Healthcare Policy & Innovation dell’Università del Michigan ha rilevato che il 70% dei proprietari di animali domestici di età superiore ai 50 anni concorda con l’affermazione che avere cani o gatti “connette con gli altri”. 

    In base allo stesso sondaggio, più di 8 proprietari di animali domestici su 10 di età superiore ai 50 anni hanno affermato che i loro cani danno alle giornate uno ‘scopo’. Sette su 10 hanno dichiarato di trovare maggiore gioia nella vita grazie a Fido e il 63% ha riferito che avere un animale domestico aiuta a ridurre lo stress. “Chi possiede un cane di solito sente un senso di dovere e responsabilità nei suoi confronti. Questo può aiutare alcune persone a trovare un senso nella vita”, ha affermato ancora la professoressa Frates.  

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  • Nuovi venti di guerra Usa-Iran: Trump minaccia, Teheran si prepara allo scontro

    (Adnkronos) – L’Iran si prepara alla possibilità di una nuova escalation militare con gli Stati Uniti mentre aumentano le tensioni dopo le ultime minacce del presidente Donald Trump. Mentre il tycoon ha annunciato di aver sospeso l’attacco previsto per oggi – senza tuttavia rinunciare a ribadire che, in caso di mancato accordo, gli Usa colpiranno il Paese su vasta scala -, a Teheran si moltiplicano intanto le manifestazioni filo-governative, accompagnate da dimostrazioni pubbliche con armi e corsi improvvisati per insegnare ai civili ad usare fucili d’assalto, in caso di necessità. 

     

    Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato ieri su Truth Social di aver sospeso un attacco militare contro l’Iran, previsto per la giornata di oggi, dopo una richiesta arrivata da alcuni dei principali leader del Golfo. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Trump, l’intervento militare è stato fermato su sollecitazione dell’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, del principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, e del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, che hanno chiesto di dare ancora un’opportunità al negoziato con Teheran. 

    “Sono in corso negoziati seri e, a loro avviso, in qualità di grandi leader e alleati, verrà raggiunto un accordo che sarà molto accettabile per gli Stati Uniti d’America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente ed oltre”, ha spiegato Trump nel post, precisando che un eventuale accordo “includerà, cosa importante, nessuna arma nucleare per l’Iran”. 

    Il presidente, sulla base del “rispetto” che nutre nei confronti dei leader arabi alleati, ha quindi precisato di aver ordinato al capo del Pentagono, Pete Hegseth, al capo degli Stati Maggiori Riuniti, generale Dan Caine, e alle Forze Armate degli Stati Uniti, di “non” effettuare l’attacco previsto contro l’Iran. “Ho inoltre dato loro istruzioni di essere pronti a procedere con un assalto completo e su larga scala contro l’Iran, con un preavviso minimo, nel caso in cui non si raggiunga un accordo accettabile”, ha aggiunto. 

    “Abbiamo distrutto militarmente l’Iran, impiegherebbe 25 anni a ricostruire se andassimo via ora. L’Iran voleva disperatamente arrivare ad un’arma nucleare per usarla, non possiamo consentirlo. Tre paesi mi hanno chiamato, anche altri. Stanno parlando con l’Iran e con noi: c’è un’ottima possibilità di arrivare ad un risultato. Sarei felice di farlo senza doverli bombardare a tappeto”, le parole del presidente alla Casa Bianca rispondendo alle domande dei giornalisti. 

    In precedenza, il tycoon aveva dichiarato di “non essere aperto” a fare concessioni a Teheran dopo che i funzionari di Washington hanno ritenuto deludente l’ultima proposta iraniana sul negoziato. In una breve intervista telefonica al New York Post, Trump ha lasciato intendere un ulteriore irrigidimento della posizione americana e una possibile ripresa delle ostilità, affermando che l’Iran sa “cosa accadrà presto”. 

    Alla domanda sulla sua precedente apertura a un possibile congelamento ventennale delle attività di arricchimento dell’uranio, il presidente ha risposto in modo netto: “Non sono aperto a nulla in questo momento”, senza aggiungere ulteriori dettagli. 

     

    Secondo un reportage della Cnn, nel frattempo nelle ultime settimane nelle piazze della capitale iraniana sono comparsi dei chioschi improvvisati dove uomini e donne ricevono istruzioni di base sull’uso delle armi, compresi kalashnikov e Ak-47. Il giornalista dell’emittente americana titolare del reportage ha spiegato di aver assistito in Piazza Vanak a una scena in cui una donna con il chador riceveva istruzioni su come smontare e rimontare un fucile d’assalto. A pochi metri di distanza, una bambina maneggiava un kalashnikov scarico sotto la supervisione di un istruttore, puntandolo verso l’alto e simulando alcuni movimenti di addestramento. 

    Anche la televisione di Stato iraniana contribuisce alla mobilitazione. Sul canale Ofogh, il conduttore Hossein Hosseini ha esploso un colpo d’arma da fuoco in diretta televisiva verso il soffitto dello studio, dopo una dimostrazione sull’uso dei fucili tenuta da un membro dei Pasdaran a volto coperto. Separatamente, la conduttrice di Canale 3, Mobina Nasiri, è apparsa in diretta mentre teneva tra le mani un fucile d’assalto, rivolgendosi al pubblico.”Mi hanno inviato un’arma da piazza Vanak affinché anche io, come tutti voi, possa imparare a usarla”, ha dichiarato in trasmissione. 

    D’altra parte, ha avvertito in un post su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, “il dialogo non significa resa. La Repubblica Islamica dell’Iran conduce il dialogo con dignità, autorevolezza e nel rispetto dei diritti della Nazione, e in nessun caso rinuncerà ai diritti legittimi del popolo e del Paese”. “Serviremo il popolo con razionalità e con tutte le nostre forze, fino alla fine, e salvaguarderemo gli interessi e l’onore dell’Iran”, ha aggiunto Pezeshkian.  

    Nel frattempo, stando a quanto riferito dall’agenzia di stampa Mehr, è stata “attivata” la “difesa aerea” sull’isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. 

     

    Intanto il Pakistan sta assumendo un ruolo guida nei negoziati tra Iran e Stati Uniti, ha detto ad Haaretz una fonte regionale, aggiungendo che Qatar, Egitto, Turchia e Arabia Saudita sono tutti coinvolti nei negoziati e svolgono un ruolo di supporto. Allo stesso tempo, ha dichiarato che gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein, “ciascuno per le proprie ragioni”, sono interessati a riprendere la guerra contro l’Iran e a sferrare un attacco decisivo contro il Paese. 

    “Gli altri Stati del Golfo vedono gli Emirati Arabi Uniti come un bambino viziato che ha perso la calma e la ragione”, ha aggiunto la fonte, secondo cui Teheran sarebbe disposta ad accettare una moratoria di 10 anni sull’arricchimento dell’uranio, mentre gli Stati Uniti insistono per 20 anni. 

     

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